Fonderia Con Debiti: Cosa Fare E Come Difendersi Bene Da Fisco, Inps E Banche

Fonderia con debiti è una situazione di crisi aziendale grave e complessa. Molte imprese operanti nel settore metalmeccanico e manifatturiero rischiano di trovarsi oberate da cartelle esattoriali, avvisi di accertamento INPS, decreti ingiuntivi bancari e pignoramenti. Le conseguenze di un debito non gestito possono essere drammatiche: si rischiano ipoteche fiscali, fermi amministrativi, espropriazioni di beni strumentali o di conti correnti, sino al fallimento dell’azienda. È dunque vitale agire con urgenza, evitando errori e ritardi che possono aggravare la situazione.

Esistono però soluzioni legali mirate a difendere l’imprenditore e il contribuente. Dalle impugnazioni giudiziali (opposizioni alle cartelle e ingiunzioni, ricorsi tributari) alle misure di pace fiscale (rottamazioni, definizioni agevolate), fino agli strumenti di composizione della crisi (concordato preventivo, accordi di ristrutturazione, piani di sovraindebitamento), ogni opzione va valutata con cura. In particolare la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto una nuova “rottamazione-quinquies” delle cartelle , che consente di estinguere debiti fiscali e contributivi del periodo 2000-2023 senza pagare sanzioni e interessi .

L’autore e il suo team:

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è avvocato cassazionista; coordinatore di uno staff multidisciplinare operante a livello nazionale in diritto bancario e tributario; Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia; professionista fiduciario di un OCC; Esperto Negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021.

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Contesto normativo e giurisprudenziale

Il quadro normativo che disciplina i debiti fiscali, contributivi e bancari è complesso e stratificato, ma fondamentale per orientare la difesa del debitore.

  • Debiti fiscali: Le imposte non versate generano crediti a carico dell’azienda che l’Agenzia delle Entrate o l’Agenzia Entrate-Riscossione possono riscuotere mediante cartelle esattoriali (D.P.R. 602/1973) o atti di accertamento-ingiunzione (D.Lgs. 546/1992). La notifica della cartella è efficacie con la consegna del plico (tramite raccomandata A/R o poste private) al domicilio del contribuente . La giurisprudenza conferma che anche un avviso di ricevimento con dati parziali resta valido: l’avviso è atto pubblico con valenza probatoria e basta a dimostrare la consegna . Ciò significa che ogni cartella notifica, anche se contesta, può considerarsi in genere perfezionata a meno di profili formali molto specifici.
  • Debiti contributivi (INPS): I contributi previdenziali non versati possono essere iscritti a ruolo dall’INPS come titolo esecutivo (ai sensi del T.U. contributi D.Lgs. 509/1994). La Cassazione ha recentemente precisato che, in caso di prescrizione dei contributi, la mera contestazione (ossia un semplice ricorso o reclamo del contribuente) non interrompe i termini di prescrizione . In pratica, se l’INPS non compie atti formalmente interruttivi (ad esempio notifiche di ingiunzione o atti di precetto specifici), il tempo per riscattare il credito continua a decorrere indipendentemente dai ricorsi del debitore . Questo orientamento esclude la pretesa dell’INPS di avere il semplice ricorso come atto interruttivo, favorendo invece il debitore in caso di ritardi dell’ente.
  • Debiti bancari e finanziari: I rapporti con le banche (mutui, finanziamenti, scoperti di conto) sono regolati dal TUB (D.Lgs. 385/1993) e dal Codice Civile. Se la banca intraprende un’azione legale, ottiene un titolo esecutivo (es. decreto ingiuntivo) che permette di agire sui beni del debitore: pignoramento presso terzi (conto corrente), pignoramento immobiliare (ipoteca volontaria o giudiziale), pignoramento mobiliare. Sul punto la giurisprudenza è intervenuta per rafforzare i diritti del creditore ma anche per salvaguardare il debitore: in particolare, la Cassazione ha rivoluzionato la disciplina del pignoramento sui conti correnti in ambito fiscale . In applicazione dell’art. 72-bis del D.P.R. 602/1973, la Suprema Corte (sent. 28520/2025) ha stabilito che anche un conto corrente a zero resta vincolato per 60 giorni dopo la notifica del pignoramento, catturando così ogni accredito in entrata (stipendi, bonifici, ecc.) nei sessanta giorni successivi . In altre parole, il debitore non può più eludere l’espropriazione svuotando il conto prima della notifica. Inoltre, la Cassazione ha ribadito (sent. 28513/2025) che l’esecuzione immobiliare o presso terzi è inefficace se il creditore omette di depositare entro i termini le copie conformi del precetto e dell’atto di pignoramento . Ciò offre un profilo di difesa: la mancata osservanza di questi adempimenti formali rende nullo l’intero procedimento esecutivo.
  • Composizione della crisi (codice della crisi d’impresa e L. 3/2012): Per le situazioni di sovraindebitamento aziendale sono previsti strumenti ad hoc. Il Codice della Crisi d’Impresa (D.Lgs. 14/2019, che ha sostituito e integrato la Legge n.3/2012) introduce il piano del consumatore e gli accordi di ristrutturazione (art. 182-bis), oltre al tradizionale concordato preventivo. Qui la giurisprudenza tutela il debitore “debole”. Ad esempio la Cassazione (ord. 22900/2023) ha affermato che, nelle procedure di composizione della crisi del consumatore, l’incompletezza della documentazione necessaria all’attuazione del piano non può essere imputata al debitore . In pratica, se la domanda omologativa del piano era carente di dati tecnici (certificazioni, estremi ipoteche, ecc.), la responsabilità non ricade sul consumatore, ma sull’OCC o sul giudice che ha omologato. Questo conferma la forte tutela offerta dal legislatore al soggetto non imprenditore in crisi.

La conoscenza di queste norme, unite alle sentenze recenti, è essenziale per impostare una strategia difensiva efficace: ogni atto notificato va valutato alla luce di queste regole.

Procedura passo-passo dopo la notifica dell’atto

Quando una fonderia riceve un atto esecutivo (cartella fiscale, ingiunzione INPS, decreto ingiuntivo bancario), è fondamentale seguire immediatamente una procedura organizzata. I passi principali sono:

  1. Analisi immediata dell’atto – Appena ricevuto, ogni atto deve essere esaminato nei dettagli da un professionista. Verificare l’intestatario (è la fonderia stessa o un socio?), il contenuto (quali tributi o contributi si chiedono, quali anni fiscali?), la legittimità formale (firma, timbri, data, modalità di notifica). Spesso un controllo accurato può scoprire vizi procedurali (ad es. notifica irregolare, errori nei calcoli, mancanza di provvedimento che legittima l’azione) che permettono di contestare l’atto.
  2. Verifica termini e scadenze – L’atto indicherà spesso termini entro cui agire. Ad esempio, contro una cartella esattoriale il contribuente ha 60 giorni dalla sua notifica per proporre ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale. Se la notifica è effettuata tramite consegna a mano a un familiare o all’amministratore, il termine è di 60 giorni dalla ricevuta di ritorno della raccomandata. Se invece la cartella è depositata per la notifica presso il Comune, il termine è di 180 giorni dalla spedizione. Per un ingiunzione fiscale (ex art. 54 DPR 602/1973) il termine è invece di 40 giorni dalla notifica dell’ingiunzione stessa. Per gli avvisi di accertamento INPS si applicano termini simili a quelli tributari (di solito 60 giorni). Bisogna annotare subito queste scadenze e preparare i ricorsi nei tempi giusti.
  3. Ricorso alla Commissione Tributaria – Se si tratta di un atto tributario o contributivo, si propone ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale (o Regionale in appello). Nel ricorso vanno indicate le ragioni di illegittimità o nullità dell’atto: ad esempio errori di calcolo, violazioni di legge, difetto di motivazione, difetti di notifica. In questa fase è possibile chiedere anche la sospensione della riscossione (ex art. 47-bis D.Lgs. 546/92) fino alla decisione di merito, qualora si prospetti grave pregiudizio per il contribuente. Il decreto di fissazione dell’udienza va poi notificato all’Agenzia. Va ricordato che in sede di CTP l’agente della riscossione non deve depositare copia integrale dell’atto impugnato , semplificando l’onere probatorio.
  4. Opposizione al decreto ingiuntivo – Se la banca o altro creditore civile ha ottenuto un decreto ingiuntivo, occorre presentare opposizione al Tribunale competente entro 40 giorni dalla notifica del decreto. L’opposizione sospende l’esecuzione finché non si decide la causa. In sede di opposizione è possibile fare tutte le difese di merito (es. prove documentali di pagamento, prescrizione, nullità del contratto) nonché eccepire violazioni procedurali. Se l’opposizione è respinta, si può ancora proporre ricorso in Cassazione su questioni di diritto.
  5. Esame delle garanzie reali – Verificare se la cartella o ingiunzione contiene già ipoteche su immobili o pignoramenti di conti/cetri. È fondamentale annotare queste iscrizioni perché, una volta iscritte, produrranno effetti fino alla loro cancellazione. Per le ipoteche fiscali è possibile chiedere la cancellazione in caso di estinzione del debito o di dimostrazione di nullità dell’atto impositivo. Per i pignoramenti presso terzi (ad es. del conto corrente), se v’è un’ingiunzione del Tribunale, il debitore deve limitarsi a dichiarare l’entità del proprio credito verso il terzo (la banca). Se v’è un pignoramento esattoriale, la banca terza bloccherà le somme e le riverserà entro 60 giorni al creditore (come da Cass. 28520/2025 ); per impugnare il pignoramento si può agire in Cassazione o presentare opposizione se è stato emesso un decreto ingiuntivo tributario. Ricordare che – come ricordato – l’esecuzione è nulla se non sono depositate le copie conformi negli appositi termini .
  6. Rateizzazione e compensazione – Contestualmente, il debitore può richiedere la rateizzazione dei debiti tributari all’Agenzia delle Entrate (fino a 72 rate per tributi erariali e locali) e dei contributi all’INPS (fino a 120 rate per contributi agevolati). È importante usufruire di queste misure perché interrompono le azioni di riscossione. In sede tributaria si possono anche esercitare crediti d’imposta o crediti IVA e chiederne la compensazione automatica con il debito. L’INPS prevede la compensazione con altri contributi a credito o crediti d’imposta. Tuttavia, Cassazione 32727/2025 ricorda che contestare la cartella INPS non basta a bloccare la prescrizione : conviene quindi immediatamente richiedere forme concrete di rateizzo o sanatoria.
  7. Monitoraggio dei termini ulteriori – In caso di mancato pagamento, ricordare che dopo 60 giorni dalla notifica della cartella l’Agenzia può iscrivere ipoteca o pignorare somme; dopo 20 giorni dal precetto ingiuntivo l’ufficiale giudiziario può eseguire i pignoramenti. Pertanto, una risposta difensiva deve essere tempestiva, per evitare decadenze e automatismi.

Questa procedura deve essere seguita con precisione, perché ogni errore può causare l’estinzione del diritto alla difesa (es. rimessione in termini scaduta, decadenza dal ricorso ecc.).

Difese e strategie legali

Di fronte a un debito notificato, il debitore ha vari strumenti difensivi:

  • Impugnazione giudiziale: Il principale strumento è il ricorso tributario o civile descritto sopra. In primo luogo si impugna la legittimità del debito (vizi di notifica, duplicazioni di pagamento, errori formali) o anche il merito del quantum (sconfinamenti contabili, redditi già dichiarati). In sede tributaria il ricorso può basarsi su eccezioni di merito e di diritto; in sede civile si presenta opposizione all’ingiunzione ipotizzando ad esempio il pagamento integrale o la decadenza del creditore dal beneficio del termine.
  • Sospensione delle azioni esecutive: Si può chiedere al giudice competente (Tribunale o Commissione Tributaria) di sospendere l’esecuzione forzata in corso finché il giudice non decida sulle impugnazioni pendenti. Ad esempio, nel tributario l’ art. 47-bis D.Lgs. 546/92 consente il differimento delle procedure di riscossione in pendenza del contenzioso, se il giudice ne accerta l’inderogabile necessita. Nel fallimentare o nelle negoziazioni di crisi, possono essere disposti atti conservativi (sequestro, nomina di curatore) a tutela delle ragioni del debitore e dei creditori.
  • Opposizione all’ipoteca fiscale: Se è stata iscritta un’ipoteca su un immobile, si può proporre opposizione all’esecuzione immobiliare entro 20 giorni dalla notifica della presentazione del precetto, fondandosi su motivi come l’inesistenza del debito o la presunta illegittimità della notifica. Se l’opposizione viene rigettata, si può ricorrere in Cassazione.
  • Impugnazione dell’iscrizione a ruolo contributivo: L’ISCRIZIONE A RUOLO dell’INPS può essere contestata avanti alla CTP nel termine ordinario. Anche qui valgono le eccezioni formali e di merito. Un caso particolare è “l’accertamento negativo dell’INPS”: se l’INPS invia un verbale di accertamento contributivo negativo (ossia dichiara di non aver ricevuto i versamenti), è comunque necessario impugnarlo o il ruolo successivo, perché Cassazione 32727/2025 conferma che senza impugnazione i termini scorrono .
  • Nullità vizi formali: In entrambi i settori fiscale e contributivo, se l’atto contiene vizi formali rilevanti (mancata motivazione, destinatario errato, ipotesi di decadenza o prescrizione già maturati), si può chiedere la nullità. Ad esempio, per le cartelle è spesso esperita azione accertativa di nullità se manca un provvedimento impositivo valido; la cartella è considerata “sentenza e precetto” per il giudice, e la nullità del ruolo implica la nullità della cartella . In ambito bancario, si possono eccepire cause di invalidità del contratto (es. anatocismo, clausole vessatorie) anche nell’azione esecutiva.
  • Compensazione dei crediti: Qualora la fonderia vantasse crediti (IVA, eccedenze contributive, crediti di imposta), può tentare di compensare spontaneamente questi crediti con i debiti o “saldo e stralcio” dedicati a specifiche categorie.
  • Accordi stragiudiziali: È possibile negoziare direttamente con il concessionario del credito (Agenzia, INPS, banca) una definizione agevolata. Per esempio, si può chiedere la “rottamazione” o rateizzazioni straordinarie, oppure accordi transattivi con la banca per rinegoziare il prestito (evi-tando la procedura esecutiva). In questi casi è utile l’intervento di un professionista che formalizzi l’intesa (lettera transattiva, accordo di ristrutturazione del debito bancario, ecc.).
  • Richiesta di verifica preventiva: In ambito tributario, entro 90 giorni dalla notifica di un accertamento è possibile proporre ricorso giurisdizionale o aderire ad un processo di accertamento con adesione (art. 6 D.Lgs. 218/1997) per definire consensualmente il debito. Questa procedura consente di negoziare una riduzione delle sanzioni e interessi, evitando la cartella. Un approccio analogo è offerto dalla “composizione negoziata” (D.L. 118/2021), strumento extragiudiziale per imprese in crisi che consente di negoziare il debito fiscale e societario con l’assistenza di un professionista qualificato.
  • Garanzie legali: In ogni fase, il debitore gode di garanzie (principio del contraddittorio, diritto alla difesa, sospensione processuale). Per esempio, se il debitore era all’estero al momento della notifica, può chiedere la riapertura del termine per la difesa. È fondamentale affermare sempre il diritto di essere informati e di partecipare, anche chiedendo termini di dilazione nei procedimenti esecutivi (es. ex art. 474 c.p.c. per motivi economici sopravvenuti).

Strumenti alternativi di soluzione del debito

Oltre alla difesa giudiziale, la legge offre misure agevolate e straordinarie che possono alleggerire o diluire il debito:

  • Definizioni agevolate delle cartelle: Negli ultimi anni sono state introdotte varie “rottamazioni” dei carichi affidati a riscossione. La più recente è la Rottamazione-quinquies (Legge n.199/2025), valida per debiti (fiscali e contributivi) dal 1°/1/2000 al 31/12/2023 . Chi aderisce paga solo il capitale del debito, senza oneri accessori (sanzioni, interessi, aggio), e i pagamenti possono essere rateali. Anche chi aveva già aderito a precedenti rottamazioni decadute per mancato pagamento può rientrare, a condizione che il debito rientri nell’arco temporale definito . In precedenza sono state operative la rottamazione-ter (DL 34/2019) e la rottamazione-quater (DL 76/2020), oggi chiuse, e il “saldo e stralcio” per contribuenti in grave difficoltà (Legge 178/2020).
  • Rateizzazioni straordinarie: Per i debiti tributari è possibile chiedere all’Agenzia l’adesione a piani di rateizzazione (fino a 120 rate) anche oltre le rateizzazioni ordinarie, specialmente se dimostrato grave stato di difficoltà economica. L’INPS consente piani di dilazione fino a 120 rate per contribuenti in crisi (con restituzione di parte del dovuto). Questi strumenti vanno praticati prima che scatti la fase esecutiva (cartella, ipoteca, pignoramento).
  • Accordi di ristrutturazione dei debiti: L’art. 182-bis del Codice della Crisi (ex L.3/2012) prevede che un’impresa possa proporre un piano di ristrutturazione concordato con i creditori, purché vi sia maggioranza qualificata e omologazione giudiziaria. In pratica, l’azienda propone di estinguere i debiti (anche fiscali e contributivi) con pagamenti dilazionati o parziali, e se i creditori (compreso il fisco) approvano, il Tribunale omologa l’accordo rendendolo vincolante anche per i dissenzienti. Questo strumento può consentire di concordare con l’INPS e con le banche piani di pagamento ad hoc.
  • Concordato preventivo e liquidazione giudiziale: Se la crisi è molto grave, l’impresa può chiedere al Tribunale di avviare la procedura concorsuale (ex Legge Fallimentare). Esistono forme di concordato “in continuità” che permettono di pagare i creditori con i proventi dell’attività futura. In questi casi l’obiettivo è garantire la continuità aziendale, mentre lo Stato e gli altri creditori ottengono pagamenti parziali o in tempi lunghi. Si tratta di procedure articolate che richiedono l’intervento di un professionista esperto: il gestore Monardo è disponibile a illustrare vantaggi e svantaggi del concordato rispetto ad altre soluzioni.
  • Piani del consumatore ed esdebitazione: Se l’attività della fonderia è di tipo non imprenditoriale (ad es. ditta individuale), può valutare il “piano del consumatore” ex art. 67 D.Lgs. 14/2019 (rubrica piano attestato di risanamento del consumatore). Questo strumento consente al debitore persona fisica di offrire ai creditori una percentuale sul proprio reddito futuro o sui beni mobili, con il giudice che omologa il piano e sospende le azioni. Al termine, i debiti residui vengono cancellati (esdebitazione) ai sensi della L.3/2012. La Cassazione ord. 22900/2023 ribadisce che il consumatore non deve rispondere di eventuali lacune burocratiche del piano .
  • Mediazione obbligatoria: Per alcuni tipi di controversie (ad es. credito bancario fino a 250.000€) è obbligatorio esperire una mediazione prima di adire il giudice. Questo può offrire un’occasione di accordo stragiudiziale. Lo Studio Monardo assiste regolarmente le imprese anche in mediazioni bancarie e tributarie, cercando soluzioni rapide (riduzione del debito, piani di rientro convenuti, cancellazione di vincoli) nell’interesse di entrambe le parti.
  • Strumenti speciali emergenziali: Va menzionata la possibilità della “composizione negoziata della crisi” introdotta dal D.L. 118/2021 (introdotto dalla L.147/2021). In sintesi, un’impresa in crisi può attivare trattative protette con il fisco e i creditori (per un anno, con divieto di impugnazioni unilaterali) al fine di definire piani di rientro condivisi. Lo Studio Monardo offre consulenza anche in questa procedura, grazie alla qualifica di Esperto Negoziazione.

Errori comuni da evitare e consigli pratici

  • Ignorare il problema: L’errore più grave è non reagire. Un debitore che non apre le comunicazioni o passa le scadenze rischia di perdere ogni margine di difesa. Anche la semplice inattività può rendere definitivo il debito e avviare automaticamente le procedure esecutive (ipoteche, fermi, sequestri). Agire subito è imprescindibile: ritardare significa aumentare gli oneri di mora e le difficoltà di soluzione.
  • Mancato controllo dei termini: È fondamentale segnarsi tutte le scadenze per ricorsi o pagamenti. I ritardi nelle opposizioni o nelle richieste di rateizzazione fanno perdere preziosi benefici (ad es. si decade dai benefici della rottamazione o dalla rateizzazione, con conseguente iscrizione di ipoteca automatica).
  • Pagare distrattamente senza verificare: Talvolta il debitore è tentato di “pagare un po’ qua e un po’ là” per calmare l’usuraio. In realtà, versare somme errate o incomplete può essere peggiore: si rischia infatti di confermare tacitamente l’ammontare del debito, impedendo poi di contestarlo. È meglio impugnare prima l’atto e ottenere una sentenza (o accordo) che determini l’importo esatto, poi procedere al pagamento.
  • Non considerare i benefici delle agevolazioni: Errori frequenti sono ritenere scadute le opportunità di rottamazioni o definizioni agevolate, quando invece la legge prevede possibilità di rientro anche per chi era decaduto da precedenti misure . È opportuno verificare sempre se la propria posizione rientra in quelle agevolazioni emergenziali (ad es. rottamazione-quinquies, Saldo e Stralcio 2020, ecc.) e aderire nei termini.
  • Trascurare le contestazioni di fatto: In ambito contributivo, spesso l’INPS iscrive a ruolo importi basati su dati inesatti (retribuzioni sbagliate, contributi già versati ecc.). È utile contestare la quantificazione stessa mediante un ricorso specifico (ad es. richiedere una “visura” INPS e verificare posizione contributiva). Allo stesso modo, i debiti bancari vanno confrontati con le scritture contabili interne: controllare estratti conto e contratti per eventuali errori.
  • Affidarsi in ritardo a un professionista: Un ultimo, ma non meno importante, consiglio è affidarsi subito a un consulente esperto. Le situazioni di crisi richiedono un’azione coordinata di avvocati e commercialisti. Lo Studio Monardo svolge analisi approfondite della documentazione contabile e fiscale, proponendo strategie su misura. Non esitate a contattarci prima che gli strumenti di difesa siano preclusi dal tempo o dalle procedure.

Tabelle riepilogative

Di seguito due tabelle sintetiche per orientarsi tra gli strumenti normativi e le scadenze principali.

StrumentoDebiti interessatiVantaggiTermine adesione
Rottamazione-quinquies (L.199/2025)Cartelle/ruoli fiscali e contributivi affidati dal 2000 al 31/12/2023Pagamento solo del capitale, cancellazione di sanzioni, interessi di mora e aggioDomanda telematica entro il 30/04/2026
Rottamazione-ter (DL 34/2019)Cartelle fiscali e ruoli (carichi dal 2000 al 2017)Riduzione di aggio, sanzioni e interessi; pagamenti ratealiDomanda entro il 30/11/2019 (scaduto)
Rottamazione-quater (DL 76/2020)Carichi affidati 2000-2017 (da pagare entro il 10/12/2020)Simile alla ter, con limiti maggioratiDomanda entro il 10/12/2020 (scaduto)
Saldo e stralcio (Legge 178/2020)Debiti fiscali e contributivi persone in grave crisi (ISEE basso)Riduzione variabile di sanzioni/interessi in base all’ISEEDomanda entro il 31/12/2020 (scaduto)
Concordato preventivoTutti i debiti aziendali (fiscali, INPS, bancari, ecc.)Possibilità di estinguere debiti con continuità aziendale, previa approvazione creditoriDeposito proposta al Tribunale compet.
Piano del consumatore (art.67 D.Lgs.14/2019)Debiti familiari, professionali o di piccola impresaEsecuzione dei debiti con beni futuri, al termine esdebitazione del residuoDomanda Tribunale presso OCC competente
Accordi di ristrutturazione (art.182-bis)Debiti di imprese medio-grandiOmologazione giudiziale vincolante per tutti i creditori (anche fiscali)Proposta azienda e negoziazioni necessarie
Procedura/AttoTermini principali
Ricorso CTP (cartella fiscali)60 giorni dalla notifica A/R (domicilio); 60 gg da consegna a famigliare; 180 gg da deposito c/o Comune.
Opposizione ingiuntivo (tributi)40 giorni dalla notifica del precetto-ingunzione.
Ricorso CTP (avviso INPS)60 giorni dalla notifica.
Opposizione ingiunzione INPS60 giorni dalla notifica dell’ingiunzione (Tribunale).
Opposizione decreto ingiuntivo bancario40 giorni dalla notifica del decreto (Tribunale).
Deposito copie (pignoramento)Copie conformi di precetto e atto pignoramento entro termine prefissato (di solito 90 gg dopo notifica).
Azione esecutiva immobiliareInizio dopo 60 giorni dalla notifica dell’atto impositivo, salvo proroghe.
Prescrizione tributi/contributiDi norma 5 anni dal 31 dicembre dell’anno successivo a quello di esigibilità; può essere sospesa in determinate condizioni.

Domande e risposte frequenti (FAQ)

1. Ho ricevuto una cartella esattoriale: cosa devo fare?
Controlla innanzitutto la data di notifica (sull’avviso di ricevimento). Entro 60 giorni da tale data puoi proporre ricorso alla Commissione Tributaria. Verifica gli estremi del debito: se c’è un errore (imposta non dovuta, doppio pagamento, sanzioni eccessive), contestalo nel ricorso. Verifica anche vizi formali (firma mancante, motivo non indicato) che potrebbero annullare la cartella. Se hai diritto a rateizzare, chiedi subito rateizzazione all’Agenzia delle Entrate. Non pagare nulla finché non hai valutato la difesa, perché potresti rinunciare ai tuoi diritti.

2. Cosa succede se ignoro la cartella?
Se non impugni, il debito diventa definitivo e parte l’esecuzione forzata: dopo 60 giorni dalla notifica l’Agenzia può iscrivere ipoteca sugli immobili; dopo altri 20 giorni può pignorare somme sui tuoi conti o il quinto dello stipendio. In sostanza perdi ogni margine difensivo. Agire invece può sospendere i termini di riscossione.

3. Posso sempre rateizzare i debiti con il Fisco e con l’INPS?
Sì, di norma puoi richiedere il pagamento dilazionato. Con l’Agenzia delle Entrate puoi ottenere fino a 120 rate mensili per i carichi fiscali (tasso agevolato 3% annuo dal 1°/8/2026). Con l’INPS puoi chiedere fino a 120 rate mensili dei contributi, a condizione che tu non sia già decaduto da un precedente piano di rateazione. È un diritto del debitore, purché rispetti le condizioni economiche richieste e non abbia avuto ritardi gravissimi.

4. Cos’è la rottamazione-quinquies e come funziona?
È la nuova definizione agevolata introdotta dalla Legge 199/2025 . Permette di estinguere i debiti affidati alla riscossione dal 2000 al 2023 pagando solo il capitale. Tutti gli interessi, sanzioni e aggio di riscossione vengono cancellati. Anche chi aveva aderito alla rottamazione-quater e poi era decaduto può rientrare, se i carichi sono compresi nei periodi ammessi . La domanda è esclusivamente telematica entro il 30 aprile 2026. Conviene aderirvi se hai carichi eligibili, poiché potresti dimezzare o azzerare migliaia di euro di oneri aggiuntivi.

5. Come funziona il pignoramento del conto corrente e come mi difendo?
Se il debitore viene pignorato presso terzi, la banca trattenuta deve bloccare tutte le somme esistenti e successive: dopo 60 giorni dalla notifica del pignoramento si trasferiranno al creditore . Non esistono conti “privilegiati” se arricchiscono somme future. Per difendersi, oltre a impugnare l’eventuale decreto ingiuntivo, si possono eccepire vizi formali (e.g. se manca il deposito delle copie di legge ). Inoltre, se il pignoramento è venuto da cartella non impugnata, si può valutare di aderire a una definizione agevolata in corso o proporre una rateizzazione per bloccare il vincolo.

6. Che differenza c’è tra ingiunzione tributaria e cartella?
L’ingiunzione (ex art. 54 DPR 602/1973) è atto emesso prima della cartella, con cui il debitore viene intimato a pagare in 60 giorni; se non si paga, si trasforma in cartella. La cartella è un vero e proprio titolo esecutivo che può produrre ipoteche e pignoramenti. Contro l’ingiunzione si può proporre opposizione entro 40 giorni dalla notifica. Contro la cartella si fa ricorso entro 60 giorni.

7. Se la banca ha un’ipoteca volontaria sulla mia proprietà, come posso agire?
Verifica se l’ipoteca è stata realmente cancellata dopo il pagamento del mutuo (in caso contrario, richiedi cancellazione urgente). Se l’ipoteca fiscale è iscritta per errori dell’Agenzia, puoi impugnarne l’iscrizione presso il Tribunale, evidenziando il mancato pagamento o la nullità dell’atto. Nel concordato o piano del consumatore l’ipoteca può anche essere oggetto di revisione per facilitare il recupero dei creditori.

8. L’INPS mi ha inviato un avviso di accertamento contributivo: come devo muovermi?
Le contributi INPS si contestano in sede tributaria (CTP). Verifica le date e i coefficienti utilizzati: spesso l’INPS può sbagliare la base imponibile. Puoi presentare un’istanza di riesame all’INPS stesso entro 30 giorni, ma se decidi di impugnare, fallo entro 60 giorni dalla notifica. Attenzione: come detto, Cassazione 32727/2025 afferma che l’INPS non interrompe la prescrizione con una semplice contestazione : se ritieni prescritti i contributi, puoi sollevare la questione in giudizio.

9. Cosa succede ai fornitori e ai dipendenti se la fonderia fallisce?
Il fallimento interrompe le forniture, ma i crediti residui confluiranno nel passivo fallimentare. I dipendenti, in caso di concordato o liquidazione, possono beneficiare di ammortizzatori sociali (es. Naspi, cassa integrazione in deroga). È un tema delicato: lo Studio Monardo, qualora la procedura concorsuale sia inevitabile, assisterà l’azienda anche nella gestione sociale, collaborando con commercialisti e consulenti del lavoro per tutelare i lavoratori.

10. Che differenza c’è tra piano del consumatore, accordo di ristrutturazione e concordato?
Il piano del consumatore (solo per persone fisiche) prevede la liquidazione dei debiti tramite vendite di beni mobili e/o cessione del reddito futuro, con esdebitazione finale. L’accordo di ristrutturazione (art.182-bis) si usa in impresa per piani che impegnano i creditori a trattamenti concordati (dilazioni, parzializzazioni), omologati dal Tribunale. Il concordato preventivo è una procedura concorsuale vera e propria, che può essere di liquidazione o con continuità (per permettere all’azienda di sopravvivere). Tutti questi strumenti richiedono la presentazione di una proposta al Tribunale e sono più complessi di una semplice rateizzazione.

11. È possibile ottenere l’esdebitazione dei debiti residui?
Sì, l’esdebitazione è prevista per chi completa con successo un piano del consumatore o una procedura di liquidazione del patrimonio ex L.3/2012 (ora D.Lgs.14/2019). Significa che i debiti residui vengono cancellati, “spariscono” al termine della procedura. Non si può ottenere in caso di fallimento (per le imprese); ma per individui o piccoli imprenditori in crisi è una chance importante. Ovviamente serve avere rispettato le condizioni del piano omologato e versato tutto quanto dovuto.

12. Cosa posso fare se ho aderito a una rottamazione/quater e non ho pagato le rate?
La Legge n.15/2025 (c.d. “riammissione” in rottamazione) consente a chi era decaduto di chiedere una nuova definizione agevolata fino al 31/7/2025. Se hai versato la metà delle rate dovute, puoi chiedere la riammissione; nel frattempo, però, le cartelle possono essere ripartite in nuove rateizzazione per evitare ipoteche o pignoramenti.

13. Come funziona la compensazione credito/debito durante un’esecuzione?
In generale, in sede esecutiva il terzo pignorato (es. banca) dichiara i crediti che il debitore ha nei suoi confronti. Tuttavia il debitore può esercitare compensazione spontanea tra crediti e debiti con la stessa controparte prima che gli importi vengano versati. Ad esempio, se la fonderia vanta un credito Iva con il fisco, lo può usare per ridurre il debito iscritto a ruolo, seguendo le regole di compensazione (ad esempio tramite modello F24).

14. L’Avv. Monardo può aiutarmi anche in questa fase?
Assolutamente. Lo Studio Monardo è specializzato in tutte queste fasi: assistiamo i clienti già dalla prima notifica, prepariamo ricorsi e impugnazioni, negoziamo con le controparti, redigiamo piani di rientro e concordati, e seguiamo tutte le procedure formali (Tribunali, Commissioni, INPS). Grazie alla rete di commercialisti con cui collaboriamo, offriamo un approccio integrato per gestire contemporaneamente gli aspetti legali e contabili di ciascun caso.

15. Quali sono i rischi se non agirò?
Il principale rischio è che i creditori ottengano azioni esecutive incontrollate: pignoramenti su conti correnti e fidi, iscrizioni ipotecarie sugli immobili della fonderia, sequestri di beni strumentali (macchinari, automezzi). In aggiunta, l’INPS potrebbe procedere con segnalazioni di inadempimento contributivo anche nei confronti dei soci, e il fisco potrebbe iscrivere pregiudizievoli (anche spese forfettarie). Questo può sfociare in un dissesto irreversibile. L’unica cura è muoversi tempestivamente con una difesa strutturata.

Simulazioni pratiche (esempi numerici)

Esempio 1: la fonderia FerroxxxxArt s.r.l. ha ricevuto una cartella esattoriale per €100.000 (di cui €70.000 di imposte e €30.000 di sanzioni/interessi) relativa agli anni 2016-2018, e un’iscrizione a ruolo INPS di €40.000 per contributi non versati. Con i tassi di mora attuali, gli oneri aggiuntivi aumentano ogni mese. Optando per la rottamazione-quinquies, FerroArt potrà aderire pagando solo i €100.000 di capitale, risparmiando i €30.000 di sanzioni e interessi . Se invece non aderisse, continuerebbe a maturare interessi attorno all’1,0% mensile e rischierebbe l’iscrizione ipotecaria sui beni aziendali. Con l’assistenza di Monardo, FerroArt ha potuto predisporre la domanda telematica di rottamazione entro i termini, bloccando contestualmente ogni esecuzione.

Esempio 2: Fonderiexxxx Metalmeccaniche S.p.A. è in forte crisi finanziaria. Deve 200.000€ alla banca (mutuo fondiario), 50.000€ all’INPS e 80.000€ di tasse arretrate. Si valuta un accordo di ristrutturazione: la società propone ai creditori un piano di rientro triennale, con 100.000€ al primo anno (soddisfacendo l’INPS e parte del mutuo) e il resto in due anni successivi. Con l’avvocato Monardo si avvia la trattativa con banca e INPS: entrambe ottengono garanzie (ad es. pegno sui crediti futuri) e riducono i tassi. L’accordo viene poi omologato dal Tribunale, bloccando le procedure esecutive. In alternativa, Metalmeccaniche S.p.A. potrebbe aver optato per il concordato in continuità, cedendo temporaneamente una parte dei rami d’azienda per estinguere i debiti, mantenendo però l’attività produttiva principale.

Conclusione

Le strategie difensive analizzate dimostrano che il debitore non è privo di armi: è possibile impugnare atti illegittimi, ridurre sanzioni e interessi, dilazionare il debito e persino ridurlo drasticamente con le definizioni agevolate. Tuttavia, agire tempestivamente è cruciale. Grazie al suo team di avvocati e commercialisti, l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo offre un’assistenza completa: individuazione delle opportunità normative, predisposizione delle impugnazioni necessarie, apertura di canali negoziali con Agenzia, INPS e banche. Il nostro intervento mira a bloccare subito qualsiasi azione esecutiva (pignoramenti su conti, ipoteche, fermi amministrativi) e a negoziare soluzioni concrete per sanare il debito mantenendo, ove possibile, la continuità aziendale.

Ogni momento di inazione può vanificare anni di sacrifici imprenditoriali.

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Sentenze istituzionali aggiornate (prima della conclusione)

  • Cass. civ. sez. trib., ord. 2 settembre 2024, n. 23473 – Notifica cartella esattoriale via poste; perfezionamento con consegna .
  • Cass. civ., 16 dicembre 2025, n. 32727 – Prescrizione contributi INPS; mera contestazione non interrompe prescrizione .
  • Cass. civ. Sez. III, 27 ottobre 2025, n. 28520 – Pignoramento conto corrente vuoto; vincolato 60 giorni dopo notifica .
  • Cass. civ., 27 ottobre 2025, n. 28513 – Inefficacia del pignoramento se mancato deposito copie del precetto .
  • Cass. civ., ord. 2 marzo 2023, n. 22900 – Piano del consumatore; lacune documentali non imputabili al consumatore .
  • (Ulteriori pronunce rilevanti: Cass. 12883/2020; Cass. 27715/2017; Cass. 12083/2016, tutte in materia di notifica e cartelle .)
Leggi con attenzione: se in questo momento ti trovi in difficoltà con il Fisco ed hai la necessità di una veloce valutazione sulle tue cartelle esattoriali e sui debiti, non esitare a contattarci. Ti aiuteremo subito. Scrivici ora. Ti ricontattiamo immediatamente con un messaggio e ti aiutiamo subito.

Informazioni importanti: Studio Monardo e avvocaticartellesattoriali.com operano su tutto il territorio italiano attraverso due modalità.

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  2. Consulenza fisica: è sempre a pagamento, incluso il primo consulto, il cui costo parte da 500€ + IVA, da saldare anticipatamente. Questo tipo di consulenza si svolge tramite appuntamento presso sedi fisiche specifiche in Italia dedicate alla consulenza iniziale o successiva (quali azienda del cliente, ufficio del cliente, domicilio del cliente, studi locali in partnership, uffici temporanei). Anche in questo caso, sono previste comunicazioni successive tramite e-mail o posta elettronica certificata.

La consulenza fisica, a differenza di quella digitale, viene organizzata a partire da due settimane dal primo contatto.

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