Una web agency in difficoltà economica rischia pignoramenti, fermi amministrativi e ipoteche da parte di Fisco, INPS o istituti di credito. Debiti tributari e contributivi trascurati possono infatti diventare esecutivi, mettendo a rischio il patrimonio e la continuità aziendale. Questo articolo illustra le possibili strategie difensive per un’agenzia digitale: come impugnare cartelle e intimazioni, richiedere rateizzazioni o definizioni agevolate, e, nei casi più gravi, accedere alle procedure di insolvenza. Si discuteranno anche i principali strumenti di composizione del debito (piani del consumatore, accordi di ristrutturazione, liquidazione controllata) e gli effetti dell’ultima Rottamazione-Quinquies (Legge di Bilancio 2026) sui carichi tributari e contributivi.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista con esperienza pluriennale in diritto bancario e tributario , coordina uno studio legale multidisciplinare di avvocati e commercialisti su tutto il territorio nazionale . È Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto al Ministero della Giustizia , professionista fiduciario di un Organismo di composizione della crisi (OCC) e Esperto negoziatore della crisi d’impresa (D.L. 118/2021) . Grazie a queste qualifiche, l’Avv. Monardo può assistere concretamente un’agenzia web: dall’analisi degli atti di riscossione e dei contratti di finanziamento alla proposizione di ricorsi tributari e opposizioni civili, dalla negoziazione di piani di rientro con fisco e banche alla presentazione di piani del consumatore o accordi di ristrutturazione, fino al raggiungimento dell’esdebitazione finale. Il suo team valuterà i tuoi documenti, individuerà eventuali vizi formali e ti proporrà le strategie più efficaci per fermare pignoramenti, ipoteche o fermo amministrativo .
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Contesto normativo e giurisprudenziale
Norme principali di riferimento
La disciplina della riscossione coattiva e delle crisi d’impresa in Italia si basa su leggi e decreti spesso aggiornati. Tra le fonti fondamentali vi sono:
- Statuto del contribuente (L. 27 luglio 2000, n. 212) – garante dei diritti del debitore fiscale. L’art. 7 impone chiarezza e motivazione degli atti tributari, allegando gli avvisi o i documenti presupposti; una cartella priva di motivazione o di allegazioni è nulla e può essere impugnata . L’art. 8 tutela l’integrità patrimoniale del contribuente, vietando proroghe della prescrizione oltre i termini del codice civile e consentendo la compensazione tra debiti e crediti erariali .
- DPR 29 settembre 1973, n. 602 – codice della riscossione mediante ruolo. In particolare l’art. 50 obbliga l’agente della riscossione a notificare un’intimazione di pagamento prima di ogni esecuzione forzata. La Cassazione, con ordinanza 28706/2025, ha confermato che l’intimazione ex art. 50 DPR 602/1973 è atto autonomamente impugnabile: se non viene contestata entro 60 giorni, il debito si consolida in via definitiva . Inoltre l’art. 19 del D.Lgs. 546/1992 elenca gli atti impugnabili davanti alle Commissioni Tributarie (ora Corti Tributarie), includendo cartelle, intimazioni di pagamento, preavvisi di fermo e di ipoteca. L’art. 19 del DPR 602/1973 autorizza inoltre l’agente della riscossione a concedere rateizzazione dei tributi, fino a 72 mesi (fino a 120 in casi di grave difficoltà), sospendendo le esecuzioni durante l’istruttoria .
- Legge 3/2012 e Codice della Crisi d’Impresa (D.Lgs. 14/2019) – regolano le procedure per sovraindebitamento di soggetti non fallibili (professionisti, consumatori, PMI). La L. 3/2012 ha introdotto il piano del consumatore (art.7-12 bis) e l’accordo di ristrutturazione dei debiti (art.10), che, se omologati dal tribunale, vincolano i creditori e sospendono le esecuzioni in corso . È prevista anche la liquidazione controllata del sovraindebitato (art.14 e ss.), in cui i beni vengono venduti sotto controllo giudiziario per soddisfare i creditori, con possibile successiva esdebitazione residua. Con il nuovo Codice della crisi (entrato in vigore nel 2022) sono state semplificate e ampliate queste procedure, introducendo in particolare l’esdebitazione automatica per gli imprenditori persona fisica (artt. 282 e ss. CCII) . La giurisprudenza ha precisato che, in mancanza di dolo o colpa grave, l’assenza di altri ostacoli consente all’onesto debitore incapiente di ottenere l’esdebitazione (Trib. Bari 2023) .
- Decreto-legge 118/2021 (conv. in L.147/2021) – istituisce la composizione negoziata della crisi per imprese e professionisti in difficoltà. È una procedura volontaria in cui l’imprenditore nomina un esperto indipendente (tramite Camera di Commercio) per trattare con creditori, banche e Agenzia delle Entrate. Durante il negoziato l’imprenditore conserva la gestione operativa ma deve informare l’esperto di atti straordinari, e il tribunale può autorizzare finanziamenti prededucibili o sospensioni contrattuali. Con l’esperto si possono negoziare accordi di ristrutturazione o moratorie; se il negoziato fallisce, questo percorso apre la strada a forme di concordato semplificato .
- Leggi di bilancio 2023-2026 (L.197/2022, L.199/2025) – hanno introdotto diverse definizioni agevolate. In particolare la rottamazione-quater (L.197/2022) consente di estinguere a carico capitale e spese i debiti affidati alla riscossione fino al 30 giugno 2022, azzerando sanzioni, interessi e aggio. La rottamazione-quinquies (L.199/2025, legge di bilancio 2026) estende simili benefici ai carichi affidati fino al 31 dicembre 2023, inclusi tributi e contributi previdenziali (non oggetto di accertamento). In quest’ultima l’adesione cancella sanzioni/interessi e consente pagamenti dilazionati (fino a 54 rate bimestrali con interessi al 3% annuo) .
- Codice Civile e normativa bancaria – nei rapporti con le banche vanno ricordati gli articoli sul divieto di anatocismo (art.1283 c.c.) e la nullità delle clausole abusive (art.1343 c.c.). La delibera CICR 2000 consente capitalizzazioni trimestrali solo se espressamente concordate e con indicazione del costo effettivo. La legge antiusura (L. 108/1996) stabilisce i limiti massimi di tasso (TEGM) oltre i quali gli interessi sono nulli.
Giurisprudenza recente di rilievo
Negli ultimi anni la Corte di Cassazione ha diramato importanti pronunce che un debitore deve conoscere per difendersi efficacemente:
- Cass. n. 28706/2025 (Corte III) – ha ribadito che l’intimazione di pagamento (art.50 DPR 602/1973) è impugnabile autonomamente . Se non viene contestata entro 60 giorni dall’avviso, il debito si cristallizza e non potrà più essere discusso. La Cassazione precisa che la notifica dell’intimazione è equiparata all’avviso di mora e obbliga il contribuente ad agire tempestivamente .
- Cass. n. 7156/2025 (Corte III) – ha confermato che il preavviso di fermo amministrativo è un atto impugnabile entro 60 giorni . In precedenza incerta, la decisione afferma che il preavviso è atto informativo (non esecutivo) che serve a far conoscere il debito; pertanto il contribuente può contestarne i vizi prima dell’effettivo fermo .
- Cass. n. 22715/2023 (Corte III) – nel contesto dei piani di sovraindebitamento ha chiarito che il giudice delegato può vietare azioni esecutive e sequestri durante l’istruttoria, ma non può entrare nel merito di ogni singola esecuzione già avviata. Se un creditore viola l’ordine di sospensione, la via rimane l’opposizione agli atti esecutivi .
- Cass. n. 11444/2025 (Corte III) – ha stabilito che nella liquidazione controllata del sovraindebitato il creditore che invoca un privilegio professionale deve allegare il titolo giustificativo del privilegio stesso. Se non lo fa, il credito sarà trattato come semplice debito chirografario .
- Cass. n. 24197/2025 (Corte III) – ha esaminato la questione dell’anatocismo nei mutui a rata fissa (cd. piano “alla francese”). Ha affermato che questo piano di ammortamento di per sé non genera anatocismo, poiché gli interessi calcolati in ciascuna rata non producono ulteriori interessi passivi . Tuttavia, per contestare l’usura bancaria il cliente deve presentare i dati per calcolare il TEGM e dimostrare il superamento del tasso soglia .
- Cass. n. 11014/2024 (Corte III) – al contrario, ha ribadito che anche una capitale minima deve rispondere ai requisiti formali del CICR. Ha confermato che l’anatocismo (anche al 0,01%) è nullo se non pattuito secondo le delibere applicabili . Ha sanzionato in particolare la nullità della clausola di capitalizzazione che non indicava il TEG annuo .
- Cass. ord. n. 20811/2025 (Corte III) – ha precisato che nel pignoramento di un conto corrente cointestato va tenuta distinta la quota di competenza del debitore. Il terzo pignorato (banca) deve quindi trattenere solo l’importo corrispondente alla quota del conto spettante al debitore, tenendo conto dell’art. 1854 c.c. .
- Cass. n. 30108/2025 (Corte III) – ha ribadito che l’esdebitazione (art. 14-terdecies L.3/2012) non può essere concessa se il debitore ha agito con dolo, frode o colpa grave verso i creditori . La Corte afferma che la meritevolezza del debitore – cioè l’assenza di comportamenti colposi – è presupposto essenziale per liberarlo dai debiti residui.
- Cass. n. 14835/2025 (Corte III) – ha stabilito il principio “tempus regit actum” in caso di transizione tra vecchia legge fallimentare e nuovo Codice della crisi. Le norme del CCII si applicano solo ai fallimenti dichiarati dopo la sua entrata in vigore (luglio 2022). Se il fallimento è stato aperto prima, la disciplina dell’esdebitazione rimane quella della vecchia legge fallimentare .
Oltre alla Cassazione, sentenze di sezioni tributarie e civili hanno approfondito casi concreti (per es. inefficacia della notifica via PEC non corretta) o interpretato circolari ministeriali. Anche le circolari e provvedimenti ministeriali (Agenzia Entrate e MEF) forniscono indicazioni operative, ad esempio sulle modalità di adesione alle varie rottamazioni .
Procedura passo-passo dopo la notifica dell’atto
Quando la tua web agency riceve un atto di riscossione (cartella, intimazione, preavviso di fermo/ipoteca, pignoramento presso terzi) è cruciale non perdere tempo. Segui questi passaggi chiave:
- Verificare la natura dell’atto e i termini per agire: Leggi subito il documento per capire di che tipo è (avviso di accertamento, cartella di pagamento, intimazione ex art.50 DPR 602/73, preavviso di fermo/ipoteca o atto di pignoramento). Ogni atto ha scadenze diverse: ad esempio l’avviso di accertamento e la cartella si impugnano entro 60 giorni dalla notifica davanti alla Commissione tributaria ; l’intimazione di pagamento va contestata entro 60 giorni ; anche il preavviso di fermo/ipoteca va impugnato entro 60 giorni . Un pignoramento presso terzi va impugnato entro 20 giorni presso il giudice dell’esecuzione (art.615 c.p.c.) . Controlla la data di notifica (cartelle e intimazioni devono essere notificate a mezzo raccomandata A/R o PEC con ricevuta), per calcolare l’esatto termine. Chiedi all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AER) il dettaglio dei tuoi carichi pendenti (estratto di ruolo) : questo serve a conoscere tutti i debiti iscritti a ruolo e valutare, ad esempio, se vale la pena aderire a una definizione agevolata o a un piano di rateizzazione.
- Controlli di legittimità: Verifica i requisiti formali dell’atto. Assicurati che indichi l’ufficio emittente, le norme applicate e la motivazione (art.7 Statuto del contribuente) . Se mancano motivazione o allegati (ad es. l’avviso di accertamento cui si riferisce la cartella), l’atto è viziato e può essere impugnato per nullità. Controlla poi la prescrizione e decadenza: per tributi ordinari è generalmente di 10 anni (IVA, imposte dirette), per contributi INPS 5 anni, per tributi locali 3 anni; se l’atto è oltre tali termini e non risulta un atto interruttivo valido, il debito è estinto . Verifica anche la corretta notifica (indirizzo, firma agenti), poiché errori nei recapiti o mancate ricevute rendono nulla la notifica . Infine, accerta l’esistenza del titolo esecutivo: la cartella o l’intimazione devono derivare da un avviso di accertamento definitivo o da una liquidazione fiscale antecedente (in mancanza, l’atto non produce effetti).
- Valutare la strategia difensiva: In base alle anomalie riscontrate e alla tua situazione finanziaria, scegli il rimedio più adeguato . Se ritieni l’imposta ingiusta (o hai contestazioni di merito, ad es. perché la tua agenzia opera sotto regime forfettario o all’estero), proponi immediatamente ricorso tributario motivato, evidenziando vizi di forma (mancanza motivazione, incompetenza) . Se l’atto è un pignoramento, valuta l’opposizione all’esecuzione (artt.615-617 c.p.c.) per far accertare l’inesistenza del titolo o la nullità della notifica . Se riconosci il debito ma hai difficoltà immediate, richiedi la rateazione all’AER (art.19 DPR 602/73): la domanda sospende le esecuzioni e puoi pagare fino a 72 rate mensili (fino a 120 in casi di grave difficoltà) . Se esistono definizioni agevolate aperte (rottamazione/quater o quinquies), aderiscivi: la domanda stessa sospende le esecuzioni e – come chiarito dalla Cassazione – l’adesione estingue il processo (si pagano solo imposta e spese, senza sanzioni e interessi) . Infine, se i debiti risultano insostenibili e coinvolgono più creditori (anche banche e fornitori), valuta l’avvio di una procedura di sovraindebitamento tramite un OCC. L’omologazione di un piano del consumatore o di un accordo di ristrutturazione lega tutti i creditori e sospende ogni azione esecutiva .
- Predisporre la documentazione e assistenza professionale: Prepara una documentazione completa da fornire al professionista incaricato: copia di tutte le cartelle, intimazioni, preavvisi di fermo/ipoteca e atti di pignoramento ricevuti; estratti di ruolo e visure delle posizioni debitorie presso l’AER; certificazioni contributive (DURC) e fiscali aggiornate; contratti bancari, estratti conto e piani di ammortamento dei finanziamenti; dichiarazioni dei redditi, bilanci e eventuali piani di rateazione in corso . L’assistenza di un legale esperto è fondamentale per individuare ogni possibile vizio formale, calcolare con precisione prescrizioni e sanzioni, redigere ricorsi e opposizioni e negoziare soluzioni con i creditori .
Difese e strategie legali
1. Difese nei confronti del Fisco e dell’INPS
1.1 Eccezioni preliminari
Prima di discutere il merito del debito, il contribuente può sollevare difetti formali che rendono gli atti nulli. Ad esempio, la nullità per difetto di motivazione: come detto, l’art.7 Statuto (L.212/2000) obbliga a motivare ogni cartella e a allegare gli atti presupposti . Se l’estratto di ruolo non contiene l’avviso d’accertamento sottostante, l’atto è viziato e va dichiarato nullo dall’organo competente. Anche la decadenza/prescrizione è spesso invocata: un errore comune è l’iscrizione a ruolo di contributi INPS o imposte scadute (es. contributi oltre 5 anni o multe oltre 3 anni senza atti interruttivi). In assenza di elementi che interrompano i termini, il credito si considera estinto . Analogamente, si possono eccepire notifiche irregolari: l’indirizzo errato, la mancanza dell’avviso di ricevimento o l’uso di agenti non autorizzati può invalidare la notifica . Altre eccezioni includono vizî del ruolo (ad es. iscrizione di somme già pagate o annullate) – l’Agenzia deve dimostrare la fondatezza del debito quando ne è richiesta l’operatività.
1.2 Difese nel merito
Se il debito sussiste nei suoi elementi essenziali, le difese possono concentrarsi sulla quantificazione o sulla legittimità dell’imposta. Si può contestare l’imposta dinanzi alla Corte tributaria (presentando tutta la documentazione probatoria della propria attività economica) . Spesso, gran parte dell’importo di una cartella è composto da sanzioni e interessi: tali componenti possono essere ridotte o annullate in caso di vizi (ad es. errori formali nelle notifiche degli accertamenti) . Inoltre, lo Statuto del contribuente (art.8) consente la compensazione, per cui crediti IVA o di imposte pagate in eccedenza possono essere compensati con i debiti tributari iscritti a ruolo . Un’azione molto efficace è l’adesione a una definizione agevolata: partecipando alla rottamazione-quater o quinquies, il debitore paga solo il capitale e le spese di notifica , ottenendo la cancellazione di interessi, sanzioni e aggio (a condizione di rispettare i termini di versamento).
1.3 Strategie procedurali
In sede di ricorso tributario è possibile chiedere la sospensione dell’esecuzione (art.47 D.Lgs. 546/1992) per pericolo di danno grave e irreparabile: ciò blocca temporaneamente la riscossione in attesa del giudizio . Se intanto l’esecuzione (pignoramento) è già partita, si può proporre opposizione agli atti esecutivi (artt.615 e 617 c.p.c.), sollevando i vizi della cartella o dell’avviso . Il contribuente può infine valutare una transazione fiscale con l’Agenzia delle Entrate: in fase giudiziale, essa può prevedere un accordo in base al quale il tributo è ridotto (anche fino al 35% in sede di conciliazione) e rateizzato. La transazione deve essere approvata da l’Agenzia a livello regionale e può inserirsi anche in un piano di composizione negoziata della crisi.
2. Difese nei confronti delle Banche
Se i debiti derivano da finanziamenti bancari (mutui, prestiti, leasing), è opportuno controllare i contratti di credito alla ricerca di interessi illegittimi.
2.1 Contestare anatocismo e capitalizzazione
Verifica se il contratto prevede la capitalizzazione degli interessi (anatocismo). L’art.1283 c.c. vieta la capitalizzazione degli interessi scaduti, salvo patti validi successivi al periodo considerato o deroghe normative. La delibera CICR 2000 consente in ambito bancario solo la capitalizzazione trimestrale se espressamente pattuita e indicando il tasso effettivo annuo (TAEG) . La Cassazione ha affermato che il normale piano di ammortamento “alla francese” non costituisce di per sé anatocismo (Cass. 24197/2025) . Tuttavia, ha anche stabilito (Cass. 11014/2024) che qualsiasi capitalizzazione minima deve comunque rispettare i requisiti formali (per esempio l’indicazione del tasso effettivo); in assenza di forme richieste, la clausola è nulla . Se nel tuo caso il TAEG non è indicato o ci sono dubbi sull’applicazione del tasso, contatta un esperto per far analizzare il tuo piano di ammortamento. Se emerge un anatocismo illegittimo, potrai chiedere la restituzione degli interessi indebitamente pagati e la ricalcolazione del debito senza capitalizzazioni illecite.
2.2 Opporsi all’usura bancaria
Calcola il TEG (tasso effettivo globale) del contratto sommando interessi, commissioni, spese (istruttoria, assicurazione, etc.) e confrontalo con il TEGM pubblicato trimestralmente dal MEF. Se il tasso praticato supera la soglia antiriciclaggio, il contratto è da considerare usurario. In tal caso (L. 108/1996) la clausola usuraria è nulla e il debitore deve pagare solo il capitale . La Cassazione ha ricordato che il cliente deve produrre i dati ministeriali per dimostrare l’eccedenza (Cass. 24197/2025) . Se ottieni la nullità della clausola usuraia, potrai ridurre drasticamente il debito residuo applicando il tasso legale o un tasso consono al TEGM.
2.3 Strategie di ristrutturazione bancaria
Se il rapporto con l’istituto di credito è ancora gestibile, valuta la rinegoziazione: chiedi alla banca la modifica del piano di ammortamento, magari sospendendo temporaneamente le rate o allungando la durata. L’esperto negoziatore (D.L.118/2021) può essere utile qui . Molti creditori bancari sono disposti ad accordi stragiudiziali: puoi proporre un saldo e stralcio per chiudere il debito a una cifra inferiore al residuo. Una perizia econometrica (combinata con le evidenze di anatocismo/usura) può supportare la trattativa. Se invece la banca intraprende un’espropriazione (pignoramento di immobili o conto corrente), hai sempre la possibilità di opporvi in sede esecutiva eccependo vizi del titolo, invalidità del contratto (per usura/anatocismo) o la competenza del creditore. Il giudice dell’esecuzione deciderà nel merito di tali eccezioni (Cass. 22715/2023) .
3. Strumenti e procedure di sovraindebitamento
Se la tua web agency non riesce a far fronte ai debiti né con Fisco né con le banche, le leggi sulla crisi da sovraindebitamento offrono alternative concrete. Queste procedure permettono di ottenere uno stralcio del debito e, a conclusione, l’esdebitazione.
- Piano del consumatore (L.3/2012, art.7-12 bis) – riservato a persone fisiche non imprenditori. Un professionista (o imprenditore individuale) presenta un piano di ristrutturazione basato sul proprio reddito disponibile . Il piano può prevedere pagamenti parziali e dilazionati, cessione di beni o quote di reddito, moratoria (fino a 12 mesi) per creditori privilegiati . Il tribunale verifica la fattibilità e la meritevolezza (assenza di dolo) del debitore. Con l’omologazione, i creditori sono vincolati e ogni azione esecutiva è sospesa . Al termine del piano può essere chiesta l’esdebitazione finale.
- Accordo di ristrutturazione dei debiti – destinato a consumatori e imprese di piccole dimensioni. Il debitore propone ai creditori un accordo con pagamenti parziali e dilazionati, che dev’essere approvato dalla maggioranza legale dei creditori (calcolata in base al valore dei crediti) . Se l’accordo è omologato dal tribunale, vincola anche i creditori dissenzienti, sospendendo le azioni esecutive in corso. È indicato quando il debitore ha un numero limitato di creditori disponibili a negoziare.
- Liquidazione controllata del sovraindebitato – se il debito è insostenibile e non esistono piani conciliativi possibili, si può scegliere la liquidazione del patrimonio. Il debitore consegna tutti i beni a un curatore nominato dal tribunale e finanzia le spese di liquidazione. Tutti i beni vengono venduti sotto controllo giudiziario; con il ricavato si soddisfano i creditori secondo gli ordini di prelazione . Al termine, il debitore (giudicato meritevole) può ottenere l’esdebitazione totale dei residui (art.14 terdecies L.3/2012). La Cassazione ha ricordato che ogni creditore privilegiato che voglia far valere il proprio privilegio deve allegare il titolo che lo giustifica .
- Esdebitazione del debitore incapiente – l’art.14-terdecies L.3/2012 e art.283 CCII consentono di cancellare i debiti residui di chi non ha un reddito né un patrimonio sufficiente dopo le procedure sopra; è rivolto al debitore “senza più nulla da dare”. La giurisprudenza richiede che il debitore abbia collaborato con l’OCC e non abbia agito con dolo o colpa grave . Le cause ostative sono tassative (Cassazione 30108/2025) e non ammettono estensioni analogiche . Se l’esdebitazione viene concessa, il debitore è liberato da ogni obbligo verso i creditori chirografari residui.
4. Composizione negoziata della crisi
Per un’agenzia web con partita IVA (es. SRL o ditta individuale) può essere utile la composizione negoziata introdotta dal D.L.118/2021 . Il titolare chiede alla Camera di Commercio di nominare un esperto indipendente che lo assiste nelle trattative con creditori, banche e Agenzia delle Entrate . Durante questo percorso: i soci o amministratori continuano a gestire l’impresa (senza atti straordinari che aggravino la crisi) ; il tribunale può autorizzare prestiti prededucibili e sospensione di contratti onerosi; in generale si cercano accordi di ristrutturazione o moratorie consensuali. Questa procedura è più flessibile di un concordato classico e può sfociare in un nuovo piano concordato o transazione. È pensata soprattutto per imprese innovative o digitali che vogliono salvare l’attività continuando a operare sotto protezione, evitando il fallimento.
Strumenti alternativi: rottamazioni, definizioni agevolate e piani di rientro
Oltre alle procedure giudiziarie, esistono strumenti deflativi “fiscali” studiati per ridurre sanzioni e interessi, spesso accompagnati da sospensioni esecutive:
- Rottamazione-quater (L.197/2022) – consente di definire i carichi affidati all’Agente della Riscossione entro il 30 giugno 2022 pagando solo il capitale e le spese di notifica . I benefici includono la cancellazione di sanzioni, interessi di mora e aggio, e la sospensione delle azioni esecutive dal momento della domanda . Era possibile rateizzare fino a 18 rate in 5 anni, con un tasso del 2% annuo. La Cassazione ha stabilito che il procedimento si estingue già al momento in cui l’Agenzia comunica l’importo dovuto, anche se il pagamento non è ancora avvenuto .
- Rottamazione-quinquies (L.199/2025, legge di bilancio 2026) – copre i carichi (imposte e contributi) affidati a ruolo dal 1°gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 . Consente di pagare solo capitale e spese di notifica/procedura, con annullamento di interessi, sanzioni e aggio . Si può saldare tutto entro il 31 luglio 2026 o in 54 rate bimestrali (9 anni) al tasso del 3% annuo (prime tre rate entro nov.2026, poi ogni due mesi fino a maggio 2035) . L’adesione richiede domanda entro il 30 aprile 2026: dall’accoglimento decorrono la sospensione delle esecuzioni . I benefici decadono se si omette il pagamento dell’unica rata o di due rate (anche non consecutive) . La rottamazione-quinquies offre quindi un’opportunità eccezionale di liberarsi dai debiti fiscali pregressi con un piano di pagamento dilazionato .
- Definizione agevolata delle liti pendenti (L.197/2022, art.6) – chiude cause tributarie in corso presentando una proposta di pagamento del 90% (se il primo grado è perduto) o 40% (se vinto) del valore contestato . È riservata alle cause pendenti al 1° gennaio 2023. Esiste anche la possibilità di accordi conciliativi con l’Agenzia delle Entrate: in questi può essere ridotta la sanzione al 35% con accordo formale.
- Rateazione ordinaria e straordinaria (art.19 DPR 602/1973) – se non si intende (o non si ha diritto) ad alcuna sanatoria, si può chiedere la rateazione fino a 72 mesi (fino a 120 in casi gravi) . Anche chi è decaduto da una rottamazione ha il diritto di richiedere una rateazione ordinaria. La presentazione della domanda blocca immediatamente le esecuzioni in corso, permettendo di dilazionare il carico in rate sostenibili. È un modo semplice per evitare la decadenza dalle precedenti definizioni e ripartire il debito.
- Saldo e stralcio bancario – per i debiti verso le banche, si può proporre un saldo e stralcio transattivo (pagamento di una somma inferiore al debito residuo con remissione del resto). Ciò richiede la disponibilità della banca e spesso la prova dell’incapacità di pagare integralmente. Una perizia econometrica che dimostri usura o anatocismo illegittimo può indurre l’istituto a chiudere il conto con accordo. Questo strumento è completamente extragiudiziale e va negoziato con l’ente creditore.
Errori comuni e consigli pratici
Ecco alcuni errori ricorrenti che possono compromettere gravemente la posizione del debitore, da evitare assolutamente:
- 1. Ignorare gli atti e non rispettare i termini: Il peggior errore è non leggere gli avvisi e non agire entro i termini. La mancata impugnazione di un’intimazione di pagamento entro 60 giorni rende il debito definitivo ; lo stesso vale per il preavviso di fermo. Per non incorrere in decadenze, ogni atto va aperto immediatamente, i termini annotati e affrontati con un ricorso.
- 2. Trascurare la motivazione degli atti: Molti contribuenti pagano cartelle non dovute perché non controllano la motivazione. Un atto privo di motivazione o allegati violenta l’art.7 Statuto ed è nullo. Chiedere gli atti presupposti all’Agenzia delle Entrate può scoprire errori che annullano il debito . Non fidarsi mai di “modelli” generici: ogni atto va letto nei dettagli.
- 3. Non verificare la prescrizione: I debiti tributari e previdenziali si prescrivono. Un errore grave è pagare importi scaduti perché l’Agenzia può continuare ad inviare cartelle per somme di più di dieci anni fa. Chi riceve un atto dovrebbe sempre controllare il termine di prescrizione applicabile e, se è decorso, eccepirlo immediatamente. La Cassazione ha chiarito che la prescrizione va opposta in giudizio quando possibile .
- 4. Non chiedere rateazione o rottamazione: Alcuni contribuenti, pensando di non riuscire, non presentano la domanda di rateazione. Invece la semplice domanda di dilazione ferma l’esecuzione ed evita la decadenza. Allo stesso modo, rinunciare ad aderire alla rottamazione (quater o quinquies) significa perdere lo sconto su interessi e sanzioni. Anche in caso di difficoltà nel pagare subito, presentare la domanda (anche all’ultimo momento utile) garantisce la sospensione delle procedure e la possibilità di diluire il debito .
- 5. Affidarsi a soluzioni “fai da te” o consigli non qualificati: Su internet circolano molti modelli e pareri improvvisati, ma ogni situazione debitoria è unica. Un vizio di notifica può sfuggire a un non esperto, e l’interpretazione delle norme cambia con le sentenze più recenti. Rivolgersi a un avvocato tributarista e bancario specializzato (come l’Avv. Monardo, cassazionista e gestore della crisi ) evita errori procedurali fatali e massimizza le probabilità di successo nel contenzioso e nelle trattative.
Tabelle riepilogative
Tabella 1 – Principali norme di riferimento
| Norma/legge | Oggetto | Note essenziali |
|---|---|---|
| L. 212/2000 (Statuto) | Diritti del contribuente | Art.7: atti tributari devono essere motivati ed indicare allegati e termini; Art.8: tutela integrità patrimoniale (prescrizione), compensazione crediti . |
| DPR 602/1973 | Riscossione tributi | Art.50: disciplina l’intimazione di pagamento (atto impugnabile in 60 giorni) ; art.19 D.Lgs.546/92: elenca atti impugnabili (cartelle, intimazioni, preavvisi) ; art.19 DPR 602/73: autorizza rateizzazione fino a 72 mesi. |
| D.Lgs. 546/1992 | Giustizia tributaria | Regola i termini e le procedure di ricorso tributario (60 giorni, Commiss. trib.), definisce gli atti impugnabili. |
| L. 3/2012 (sovraindeb.) | Sovraindebitamento | Introduce piano del consumatore, accordo, liquidazione controllata, esdebitazione (omologa sospende le esecuzioni) . |
| D.Lgs. 14/2019 (CCII) | Codice della Crisi | Riorganizza le procedure (esdebitazione automatica art.282, concorsi creditori, ristrutturazioni). Contiene l’art.283 sul debitore incapiente . |
| D.L. 118/2021 (conv. L.147/21) | Composizione negoziata | Consente a imprenditori di nominare un esperto per negoziare con creditori, sospendere esecuzioni e accedere a concordati semplificati . |
| L. 197/2022 | Legge di bilancio 2023 | Introduce la rottamazione-quater e la definizione liti pendenti (liti pendenti art.6 a pag.90/40%) . |
| L. 199/2025 | Legge di bilancio 2026 | Introduce la rottamazione-quinquies (G.U. n.301/2025) e altre misure fiscali; definisce termini e benefici . |
| L. 108/1996 | Legge antiusura | Fissa i limiti TEGM oltre cui gli interessi sono usurari (art. 1815 c.c.: interessi usurari non dovuti) . |
Tabella 2 – Termini per impugnare gli atti
| Atto | Termine per ricorso | Normativa e riferimenti |
|---|---|---|
| Avviso di accertamento definitivo | 60 giorni dalla notifica | Art.19 D.Lgs. 546/1992 (Trib. tributaria) |
| Cartella di pagamento | 60 giorni dalla notifica | Art.19 D.Lgs. 546/1992; L.212/2000 art.7 (motiv.) |
| Intimazione di pagamento (art.50 DPR 602/73) | 60 giorni | Art.50 DPR 602/73; Cass. 28706/2025 (impugnabile) |
| Preavviso di fermo amministrativo / ipoteca | 60 giorni | Cass. 7156/2025 (atto impugnabile) |
| Pignoramento presso terzi (conto corrente, buste paga) | 20 giorni | Opposizione all’esecuzione (artt.615-617 c.p.c.) |
Tabella 3 – Rottamazione-quater vs Rottamazione-quinquies
| Caratteristica | Rottamazione-quater (L.197/2022) | Rottamazione-quinquies (L.199/2025) |
|---|---|---|
| Carichi definibili | Affidati fino al 30 giugno 2022 | Affidati dal 1 gen 2000 al 31 dic 2023 |
| Termine domanda | 30 aprile 2023 (proroghe) | 30 aprile 2026 |
| Importi da pagare | Solo capitale e spese; tasso 2% | Solo capitale e spese; tasso 3% dal 1 ago 2026 |
| Numero rate | Fino a 18 rate | Fino a 54 rate bimestrali (9 anni) |
| Decadenza | Pagamento mancato di una rata oltre 5 giorni | Non pagamento di una rata (o due, anche non consecutive) |
Tabella 4 – Procedure di composizione della crisi
| Procedura | Soggetti ammessi | Caratteristiche principali | Effetti |
|---|---|---|---|
| Piano del consumatore | Consumatori e professionisti | Piano di ristrutturazione con pagamenti parziali proporzionati al reddito; richiede debitore meritevole e sostenibilità del piano | Omologazione vincola i creditori; sospende le azioni esecutive (art.12 bis L.3/2012) |
| Accordo di ristrutturazione | Consumatori e imprese minori | Necessaria approvazione della maggioranza legale dei creditori; prevede pagamenti dilazionati e possibili stralci | Omologazione vincola anche creditori dissenzienti; sospende le esecuzioni |
| Liquidazione controllata | Debitori non fallibili (professionisti, imprese minori) | Liquidazione del patrimonio sotto controllo giudiziario; richiede meritevolezza (assenza di frode) | Vendita dei beni per ripagare i creditori; possibilità di esdebitazione finale se il debitore è meritevole |
| Esdebitazione del debitore incapiente | Debitori senza patrimonio né reddito sufficiente | Cancellazione totale dei debiti residui dopo la procedura; richiede cooperazione con l’OCC e mancanza di dolo o colpa | Debiti chirografari residui azzerati; causa ostative tassative |
Domande frequenti (FAQ)
- Cos’è una cartella di pagamento e quando si riceve?
La cartella di pagamento è l’atto con cui l’Agente della Riscossione (ex Equitalia) chiede il pagamento di imposte, contributi o sanzioni già accertate. Si riceve quando l’Agenzia delle Entrate, dopo un controllo o una dichiarazione, iscrive l’importo a ruolo e invia la cartella all’indirizzo fiscale del contribuente . - Cosa devo fare se ricevo un’intimazione di pagamento?
L’intimazione di pagamento è un avviso che precede l’inizio delle esecuzioni forzate. Deve essere impugnata entro 60 giorni davanti alla Commissione tributaria locale . Non impugnare significa subire la cristallizzazione del debito. È quindi fondamentale presentare ricorso tempestivamente, contestando ogni vizio dell’atto (motivazione, calcolo, ecc.) . - Il preavviso di fermo amministrativo è impugnabile?
Sì. La Cassazione (sent. 7156/2025) ha chiarito che il preavviso di fermo – atto con cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione avverte che può bloccare i veicoli – ha natura informativa ed è impugnabile entro 60 giorni . Anche se non è un vero e proprio atto esecutivo, va contestato nel merito in tempo utile per evitare il fermo. - Come posso verificare se il mio debito è prescritto?
Occorre stabilire innanzitutto il tipo di tributo: per l’IVA e imposte dirette la prescrizione è di 10 anni, per i contributi INPS di 5 anni, per tributi locali di 3 anni. Il termine inizia solitamente dalla data di notifica dell’atto o dall’ultimo atto interruttivo efficace. Se sono trascorsi più anni di quelli previsti senza atti validi, il credito si estingue automaticamente . Per verificarlo, controlla le date degli avvisi di accertamento e delle notifiche delle cartelle: se sono trascorsi i termini di legge, in giudizio puoi eccepire la prescrizione. - È possibile compensare crediti d’imposta con i debiti tributari?
Sì. L’art. 8 dello Statuto del contribuente prevede espressamente che il contribuente possa utilizzare crediti d’imposta (IVA a credito, Irpef a credito, ecc.) per compensarli con i debiti iscritti a ruolo . Ad esempio, se la tua agenzia ha un credito IVA, puoi richiederne la compensazione nel modello F24 per azzerare o ridurre l’importo della cartella. - Cosa succede se dimentico di pagare una rata della rottamazione-quinquies?
La rottamazione-quinquies prevede la perdita dei benefici in caso di mancato pagamento dell’unica rata o di due rate anche non consecutive . In pratica, se salti la rata unica o perdi due rate, si decade dalla sanatoria e il debito torna quello originario, con sanzioni e interessi. È quindi fondamentale non sforare i termini di pagamento per non vanificare la definizione. - Ho aderito alla rottamazione-quater e poi sono decaduto. Posso ora accedere alla rottamazione-quinquies?
Sì. La rottamazione-quinquies è aperta anche a chi è decaduto dalle precedenti definizioni, a patto che i carichi rientrino nel periodo ammesso (2000-2023) . In tal caso potrai presentare nuova domanda, beneficiando degli sconti previsti dalla nuova legge. - Quali vantaggi offre il piano del consumatore?
Il piano del consumatore permette di pagare i debiti in misura proporzionata al reddito disponibile del debitore . Con l’omologazione, i creditori accettano il piano e non possono agire esecutivamente. Spesso è previsto uno stralcio significativo del debito residuo e fino a 12 mesi di moratoria per i creditori privilegiati. Inoltre, durante l’esecuzione del piano, le azioni esecutive sono sospese . - Cosa significa esdebitazione?
L’esdebitazione è la cancellazione dei debiti residui di un soggetto dopo una procedura di sovraindebitamento o di fallimento . Può essere ordinaria (al termine del piano, art. 14 L.3/2012) o residuale (art. 283 CCII per le procedure del nuovo codice). È concessa al creditore meritevole quando non ha più mezzi per pagare. La Corte ha precisato che il debitore non deve aver agito con dolo . In sostanza, esdebitazione significa liberare la persona fisica dalle rimanenze del debito, riconsegnandole un patrimonio “pulito”. - Cos’è la composizione negoziata della crisi?
È un procedimento volontario introdotto dal D.L.118/2021 per imprenditori in difficoltà . Con l’aiuto di un esperto nominato dalla Camera di Commercio, l’imprenditore avvia trattative riservate con i creditori (tra cui banca e fisco) per trovare un accordo. In questa fase alcune norme (ad es. obblighi di bilancio) sono sospese; l’imprenditore resta al timone ma non può compiere atti che aggravino la crisi. Il tribunale può autorizzare finanziamenti prededucibili. Se l’accordo viene trovato, può dare origine a una ristrutturazione extragiudiziale. - Posso impugnare una cartella anche se non ho presentato ricorso contro l’avviso di accertamento?
In teoria, la cartella è un atto esecutivo che recepisce un avviso d’accertamento definitivo. Se l’avviso è già divenuto definitivo (anche tacitamente), la cartella ripropone semplicemente il debito. Tuttavia, in cartella si possono sempre eccepire vizi propri dell’atto (es. mancanza di motivazione, notifica irregolare, prescrizione). Se invece la cartella fa riferimento a un avviso mai notificato, è possibile impugnarla ritenendola nullo. In sintesi, è difficile ottenere l’annullamento della cartella per questioni meramente collegate all’avviso non contestato, ma vanno sempre segnalati errori formali . - Come si calcola l’usura su un mutuo?
Occorre sommare tutti i costi del credito (interessi corrispettivi e moratori, spese di istruttoria, commissioni, polizze, ecc.) e confrontare l’importo complessivo con il TEGM pubblicato trimestralmente dal MEF per l’anno di riferimento . Se il tasso applicato supera quello legale, la parte eccedente deve essere nulla. Una perizia econometrica calcola il TEG effettivo e determina se si supera il limite di usura. Se sì, gli interessi usurari non sono dovuti e il debito residuo va ricalcolato al tasso legale, con notevole risparmio per il debitore . - Che differenza c’è tra piano del consumatore e liquidazione controllata?
Il piano del consumatore prevede che il debitore paghi in modo proporzionato al proprio reddito disponibile, trattenendo quanto serve al mantenimento di sé e della famiglia . Richiede che il debitore dimostri di avere un reddito sufficiente. La liquidazione controllata, invece, comporta la vendita dell’intero patrimonio del debitore da parte di un curatore . Non richiede pagamento mensile: al termine, se il giudice lo ritiene meritevole (assenza di dolo), il residuo viene esdebitato . - Quanto dura il procedimento di sovraindebitamento?
La durata varia: la fase di ammissione è di alcuni mesi; poi il piano del consumatore può durare fino a 5 anni (con pagamenti annuali o mensili) . La liquidazione controllata termina quando i beni sono venduti e il ricavato distribuito. L’OCC e il tribunale vigilano sul rispetto delle scadenze concordate. In generale, la procedura può richiedere dai 12 mesi fino a diversi anni, a seconda della complessità del debito e della capacità di rimborso del debitore. - Se la banca mi addebita interessi anatocistici illegittimi, come posso ottenere il rimborso?
Devi incaricare un professionista per redigere una perizia tecnica/econometrica che dimostri l’illegittimità. Se il contratto viola i divieti di anatocismo o di trasparenza, si può agire in tribunale con un’azione di ripetizione o concludere una transazione: in ogni caso è possibile chiedere indietro gli interessi pagati in eccesso e l’annullamento delle clausole illegali . - Posso continuare a esercitare la mia attività durante la procedura di sovraindebitamento?
Sì. Sia nel piano del consumatore sia nella liquidazione controllata il debitore continua a lavorare e a produrre reddito . Anzi, il reddito futuro è una componente fondamentale del piano: in generale devi riservarti quanto serve al fabbisogno personale e familiare, e destinare il resto ai creditori. Rimanere operativi aiuta a dimostrare la meritevolezza del piano. - Cosa succede se non rispetto il piano del consumatore?
Il giudice può revocare l’omologazione e dichiarare il piano risolto. Ciò significa che le azioni esecutive riprendono come prima : i creditori tornano a pretendere il pagamento integrale del debito residuo. Per questo motivo è essenziale rispettare con rigore le rate concordate. - L’intimazione di pagamento può essere impugnata anche se non c’è stata prima la cartella di pagamento?
No. L’intimazione presuppone di solito l’esistenza di una cartella o di un avviso di accertamento definitivo. Se l’Agenzia notificasse un’intimazione senza il debito realmente accertato, l’atto sarebbe nullo per mancanza del presupposto e potrebbe essere impugnato . In pratica, un’intimazione si può contestare solo se l’atto di accertamento o la cartella a monte contengono vizi. - Qual è il ruolo dell’Organismo di Composizione della crisi (OCC)?
L’OCC è l’ente al quale rivolgersi per le procedure di sovraindebitamento. Esso nomina il Gestore della crisi (professionista iscritto) che assiste il debitore nella redazione del piano. Il Gestore verifica la veridicità dei dati e prepara il documento da presentare al giudice; comunica con il tribunale e con i creditori. Senza l’intervento dell’OCC la domanda è inammissibile. Il Gestore garantisce la correttezza della procedura, come richiesto dalla legge. - Perché rivolgersi a un cassazionista?
Perché le normative tributarie e bancarie cambiano spesso con nuove leggi e sentenze. Un avvocato abilitato a patrocinare davanti alla Corte di Cassazione (cassazionista) ha competenze aggiornate sui temi più complessi e può portare la difesa fino al massimo grado. In caso di sentenze sfavorevoli ai primi gradi, avere un cassazionista significa poterle contestare e ottenere pronunce più favorevoli .
Simulazioni pratiche e numeriche
Esempio 1: Gestione di un debito fiscale mediante rottamazione-quinquies
Situazione: Un’agenzia web riceve cartelle per un totale di €40.000 di IVA non versata per gli anni 2018–2020. Gli atti sono stati affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione il 15 marzo 2021. La somma è composta da €25.000 di imposta, €10.000 di sanzioni e €5.000 di interessi di mora. Nel 2026 il titolare valuta l’adesione alla rottamazione-quinquies.
Analisi: I debiti rientrano nel periodo definibile (1 gennaio 2000 – 31 dicembre 2023) . Con la rottamazione-quinquies si pagano solo il capitale (€25.000) e le spese di notifica (ipotizziamo €300), senza sanzioni né interessi .
Calcolo:
– Pagamento in unica soluzione: €25.300 da versare entro il 31 luglio 2026 (nessun interesse aggiuntivo).
– Pagamento rateale: 54 rate bimestrali. Sul capitale di €25.300 si applica il tasso del 3% annuo a partire dal 1° agosto 2026. Gli interessi sul primo anno (3% di €25.300) sono ≈ €759, per un totale complessivo di €26.059. Dividendo per 54 rate otteniamo una rata bimestrale di circa €483.
Conclusioni: Il titolare può scegliere la soluzione più adatta alle proprie finanze. Pagando in soluzione unica si elimina subito il debito residuo; con la dilazione si ripaga in 54 rate bimestrali di circa €483 (molto inferiore agli interessi bancari normali). La domanda di adesione va presentata entro il 30 aprile 2026, fermando immediatamente eventuali atti esecutivi .
Esempio 2: Contestazione di interessi anatocistici su un mutuo bancario
Situazione: Il titolare di un’agenzia digitale ha acceso nel 2017 un mutuo ipotecario di €200.000 ventennale al tasso fisso nominale del 3,5% (amortamento alla francese). Nel contratto non è indicato il TAEG, e sono state pattuite capitalizzazioni mensili degli interessi maturati. Dopo anni di pagamento, sospetta di aver subìto anatocismo illegittimo.
Analisi: Il piano alla francese di per sé non è anatocistico . Tuttavia, la mancanza di indicazione del TAEG nel contratto lo rende nullo secondo la giurisprudenza (Cass. 11014/2024) . Il cliente può richiedere la restituzione degli interessi illegittimi e la ricalcolazione del piano con il solo capitale, rivolgendosi al tribunale. È necessaria una perizia econometrica che calcoli il TEG effettivo del mutuo (includendo tutte le spese) e lo confronti con il TEGM.
Risultato ipotetico: Supponiamo che la perizia determini un TAEG effettivo del 7%, mentre il TEGM del 2017 era al 5%. Il mutuo risulterebbe usurario. In tal caso il debitore potrà ottenere l’applicazione del tasso legale (all’epoca 0,1%), con un taglio drastico degli interessi futuri e un’immediata riduzione del debito residuo.
Esempio 3: Piano del consumatore per un professionista
Situazione: Un professionista titolare di una web agency ha debiti complessivi di €100.000: €50.000 verso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, €30.000 verso banche, €20.000 verso fornitori. Il suo reddito netto annuo è di €25.000, con nucleo familiare di tre persone.
Proposta di piano del consumatore:
– Offre ai creditori complessivamente €60.000 da pagare in 5 anni (rate annue di €12.000), importo pari al reddito netto disponibile dopo le spese di mantenimento essenziali.
– Propone la cessione di un’auto usata valutata €5.000.
– Eventualmente riceve un contributo di €5.000 dal coniuge.
Vantaggi:
– Il piano soddisfa circa il 60% dei debiti complessivi, consentendo lo stralcio del 40% residuo con l’omologazione.
– Le azioni esecutive sono sospese dall’omologazione in poi.
– Al termine del piano, il professionista potrà chiedere l’esdebitazione dei residui (ai sensi dell’art.14-terdecies L.3/2012) se il giudice riconosce la meritevolezza.
Risultato atteso: Se il tribunale ritiene il piano fattibile e il debitore meritevole, lo omologa. I creditori saranno vincolati al piano e, alla scadenza, il professionista risulterà liberato dai debiti eccedenti l’importo pagato.
Conclusione
Affrontare debiti con Fisco, INPS e banche può sembrare un’impresa ardua per una web agency, ma il diritto italiano offre molti strumenti di difesa e ristrutturazione. Conoscere le norme (Statuto del contribuente, DPR 602/1973, Codice della crisi) e le sentenze più recenti consente di reagire nei modi giusti. Le strategie possono andare dalla semplice opposizione formale (per motivi di notifica o prescrizione) alla rateizzazione o transazione con l’Agenzia delle Entrate, fino alla rinegoziazione dei finanziamenti bancari in caso di anatocismo/usura. Quando il debito è troppo elevato rispetto alle capacità di pagamento, le procedure di sovraindebitamento (piano del consumatore, accordo, liquidazione) rappresentano una vera ancora di salvezza: bloccano le azioni esecutive e permettono pagamenti proporzionati al reddito, con stralci rilevanti e l’obiettivo finale dell’esdebitazione . Inoltre, la nuova Rottamazione-quinquies (L.199/2025) offre un’opportunità storica di estinguere i debiti fiscali pagando solo il capitale fino a inizio 2035 .
La materia è complessa e in costante evoluzione: per questo è fondamentale agire tempestivamente con l’assistenza di un professionista specializzato. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare possono assisterti in tutte le fasi – dall’analisi degli atti alla presentazione dei ricorsi, dalle trattative con fisco e banche alle procedure di composizione del debito. Grazie alle loro competenze combinate di diritto tributario, bancario e crisi d’impresa (Monardo è cassazionista, gestore della crisi, fiduciario OCC ed esperto negoziatore) , sapranno bloccare o mitigare azioni esecutive, pignoramenti e ipoteche.
📞 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo team di avvocati e commercialisti sapranno valutare la tua situazione e definire una strategia per difenderti con soluzioni concrete e tempestive . Non aspettare che arrivino pignoramenti o fermi: agire prontamente può salvare il tuo patrimonio e la tua attività.
