Introduzione
Se hai cartelle esattoriali, avvisi o carichi affidati alla riscossione, il 2026 è un anno in cui “muoversi per tempo” non è uno slogan, ma una scelta di tutela concreta: tra scadenze ravvicinate, effetti su fermi, ipoteche e pignoramenti, e soprattutto il rischio di decadenza (che fa “saltare” l’agevolazione), basta un errore operativo — anche banale — per tornare a dover pagare sanzioni, interessi e per ritrovarti esposto alle azioni esecutive dell’Agente della riscossione. Nella pratica, la differenza tra una definizione agevolata gestita bene e una gestita male non è teorica: può significare risparmiare migliaia di euro o perderli, e in alcuni casi evitare o subire aggressioni sul patrimonio e sui flussi (conto corrente, stipendi, crediti verso clienti/PA).
In questo scenario si colloca il confronto centrale di questa guida, aggiornata al 30 gennaio 2026 (Europa/Roma):
– la Rottamazione-quater (L. 197/2022), con tutte le evoluzioni intervenute (proroghe, riammissione, interpretazione autentica sui giudizi);
– la Rottamazione-quinquies 2026 introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), che cambia perimetro, regole e — soprattutto — la disciplina della decadenza.
L’obiettivo è darti una bussola “da debitore/contribuente”: capire cosa conviene, cosa rischi, quali scadenze devi rispettare, e quali sono le strategie difensive se l’atto è viziato o se il debito non è dovuto.
Chi ti può assistere in modo mirato
Per affrontare efficacemente cartelle, definizioni agevolate e contenzioso (tributario, bancario e della crisi), è determinante un approccio multidisciplinare: lettura dell’atto, verifica dei presupposti, simulazione economica e scelta dello strumento più adatto (pagamento agevolato, rateazione ordinaria, ricorso, soluzioni negoziali o procedure di composizione della crisi).
In questa logica si inserisce la presentazione professionale richiesta: l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo (cassazionista), che coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti operanti a livello nazionale nel diritto bancario e tributario; è Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi) ed Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021. (Dati riportati come da tua richiesta e da presentazione professionale fornita.)
Concretamente, l’Avv. Monardo e il suo staff possono aiutarti a: – analizzare l’atto (cartella, intimazione, preavviso di fermo/ipoteca, pignoramento) e ricostruire il fascicolo;
– valutare vizi di notifica, prescrizione/decadenza, errori di calcolo, doppie iscrizioni, carichi non definibili;
– impostare ricorsi e istanze cautelari (sospensione giudiziale/amministrativa) quando c’è un serio rischio di danno;
– gestire trattative e piani sostenibili, scegliendo tra definizione agevolata, rateizzazione ordinaria e strumenti della crisi;
– prevenire o contrastare azioni esecutive (fermi, ipoteche, pignoramenti) usando correttamente i meccanismi sospensivi previsti dalla legge quando si aderisce alle definizioni.
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Quadro normativo aggiornato al 30 gennaio 2026
Rottamazione-quater: che cos’è (e cosa include davvero)
La Rottamazione-quater è la definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione introdotta dalla Legge 29 dicembre 2022, n. 197, commi 231-252: in sintesi consente di estinguere i debiti affidati dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 pagando capitale e spese (notifica, procedure), senza corrispondere sanzioni, interessi di mora e aggio (secondo la disciplina del comma 231).
Aspetti cardine, lato contribuente: – numero massimo di rate: 18 (in 5 anni) oppure unica soluzione;
– interessi sulla rateazione: 2% annuo dal 1° novembre 2023;
– blocco (con limiti) di nuove azioni esecutive/cautelari dopo la domanda;
– regola severa di decadenza: basta una rata non pagata/insufficiente o pagata in ritardo oltre 5 giorni (comma 244).
Inoltre, la norma disciplina espressamente l’impatto sui giudizi pendenti: nella dichiarazione di adesione si indica la pendenza e si assume l’impegno a rinunciare; il giudizio può essere sospeso e l’estinzione è legata al perfezionamento della definizione e alla produzione della documentazione attestante i pagamenti (comma 236). Su questo tema, come vedremo, nel 2025 è intervenuta una norma di interpretazione autentica che cambia radicalmente la gestione processuale.
Riammissione alla Rottamazione-quater: la seconda chance del 2025 e gli effetti nel 2026
Se eri decaduto dalla quater, la riammissione è stata prevista dall’art. 3-bis del D.L. 27 dicembre 2024, n. 202, convertito: riguarda i debitori che al 31 dicembre 2024 erano incorsi nell’inefficacia della definizione per mancato/insufficiente/tardivo pagamento e consente il rientro presentando nuova dichiarazione entro il 30 aprile 2025, con pagamento: – in unica soluzione entro 31 luglio 2025, oppure
– fino a 10 rate (31 luglio e 30 novembre 2025; poi 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio, 30 novembre nel 2026 e 2027).
Perché è importante nel confronto con la quinquies? Perché la Legge di Bilancio 2026 consente, in certi casi, di “trascinare” nella quinquies anche debiti già oggetto di quater/riammissione ma solo se l’inefficacia si era già verificata entro una data precisa (30 settembre 2025).
Norma di interpretazione autentica sui giudizi: svolta del 2025
Con l’art. 12-bis (L. 108/2025 di conversione del D.L. 84/2025, in G.U.), il legislatore ha stabilito — ai soli fini dell’estinzione dei giudizi — che il “perfezionamento” della definizione (quater e riammissione) si realizza con il versamento della prima o unica rata e che l’estinzione è dichiarata d’ufficio dal giudice, dietro deposito di: – dichiarazione di adesione;
– comunicazione dell’Agente della riscossione sull’esito e sulle rate;
– prova del pagamento della prima/unica rata.
La stessa norma prevede che l’estinzione comporta l’inefficacia delle sentenze di merito e dei provvedimenti non passati in giudicato, e precisa la non rimborsabilità delle somme versate.
Questa modifica è cruciale per il debitore perché riduce l’incertezza: prima, la giurisprudenza oscillava tra tesi “estinzione subito” e tesi “estinzione dopo tutte le rate”. Nel 2026, sul piano normativo, la regola processuale è chiarita.
Rottamazione-quinquies 2026: cosa introduce la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025)
La Rottamazione-quinquies è prevista dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Bilancio 2026). Il suo cuore è nei commi 82-101 dell’art. 1. In estrema sintesi:
Ambito oggettivo (più selettivo): riguarda i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 derivanti da: – omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di controllo automatizzato/formale (artt. 36-bis e 36-ter DPR 600/1973; 54-bis e 54-ter DPR 633/1972);
– omesso versamento di contributi INPS, esclusi quelli richiesti “a seguito di accertamento”.
Beneficio economico: estinzione senza pagare interessi, sanzioni, interessi di mora, somme aggiuntive e aggio, versando capitale e spese (notifica e procedure).
Rateazione più lunga: pagamento entro 31 luglio 2026 in unica soluzione o fino a 54 rate bimestrali (prima: 31 luglio 2026; seconda: 30 settembre 2026; terza: 30 novembre 2026; poi scadenze bimestrali fino a maggio 2035).
Interessi rateali: in caso di rateazione si applica un interesse del 3% annuo a decorrere dal 1° agosto 2026.
Domanda: va presentata entro 30 aprile 2026 con modalità telematiche; l’Agente comunica importi e rate entro 30 giugno 2026.
Casi di decadenza (diversi dalla quater): la definizione non produce effetti e la riscossione riprende se c’è mancato/insufficiente versamento: – dell’unica rata (se scelta);
– di due rate, anche non consecutive (se rateizzato);
– dell’ultima rata del piano.
Interazione con vecchie rottamazioni/quater: i commi 99-100 disciplinano quando si possono includere carichi già oggetto di precedenti definizioni e, soprattutto, quando NON è possibile “spostare” in quinquies debiti di rottamazione-quater se eri in regola a una data chiave.
Differenze operative tra Quater e Quinquies dal punto di vista del debitore
Qui ti propongo un confronto “pratico” orientato alla scelta, con enfasi su costi, scadenze, decadenza e rischi.
Tabella comparativa essenziale
| Tema | Rottamazione-quater | Rottamazione-quinquies 2026 |
|---|---|---|
| Norma base | L. 197/2022, commi 231-252 | L. 199/2025, commi 82-101 |
| Carichi definibili (periodo) | 1/1/2000 – 30/6/2022 | 1/1/2000 – 31/12/2023 (ma selettivi per tipologia) |
| Tipologia debiti | Ampia: carichi affidati (con esclusioni specifiche) | Selettiva: omessi versamenti da dichiarazioni e controlli 36-bis/36-ter + INPS (non da accertamento) |
| Cosa non paghi | sanzioni + interessi di mora + aggio (e altri importi indicati) | sanzioni + interessi + interessi di mora + aggio (e altri importi indicati) |
| Rate massime | 18 | 54 bimestrali |
| Interessi rateazione | 2% annuo dal 1/11/2023 | 3% annuo dal 1/8/2026 |
| Domanda | entro 30/6/2023 (storico), riammissione entro 30/4/2025 per decaduti | entro 30/4/2026 |
| Prima scadenza pagamento | 31/10/2023 (poi proroga 18/12/2023 per rate 31/10 e 30/11) | 31/7/2026 |
| Decadenza | basta 1 rata non pagata/insufficiente o ritardo > 5 giorni | decadenza se non paghi unica rata o 2 rate (anche non consecutive) o l’ultima |
| Effetti su giudizi | dopo interpretazione autentica: estinzione con prima rata (per fini processuali) | estinzione con prima rata e inefficacia sentenze di merito non definitive (meccanismo “forte”) |
La differenza “che ti cambia la vita”: perimetro dei debiti
La quater nasce come misura generalista (entro il periodo 2000-30/6/2022) e consente di “ripulire” molte tipologie di carichi, salvo esclusioni tassative (ad esempio: risorse UE, aiuti di Stato, condanne Corte dei conti, sanzioni penali pecuniarie).
La quinquies, invece, è selettiva: non è “una rottamazione di tutto”, ma un’agevolazione mirata a omessi versamenti “da dichiarazione” o da controllo automatizzato/formale, più una porzione di INPS (con esclusione dell’accertamento).
Traduzione pratica:
– se il tuo debito principale deriva da avvisi di accertamento, recuperi da verifiche, contestazioni sostanziali, in molti casi la quinquies potrebbe non essere lo strumento;
– se invece hai debiti da dichiarazione (IVA, IRPEF, IRES, ecc.) “passati” in cartella per omesso versamento e controlli automatici/formali, la quinquies può diventare molto interessante, soprattutto grazie al piano lungo e alla decadenza meno “fragile”.
La differenza sul rischio: decadenza e tolleranza dell’errore
Qui è dove un debitore deve ragionare da “risk manager”.
Quater: decadi se salti una rata o paghi tardi oltre 5 giorni. È la disciplina più rigida.
Quinquies: la decadenza richiede il mancato/insufficiente versamento di due rate (anche non consecutive) oppure dell’ultima. Questo introduce una maggiore “resilienza” per chi vive di flussi irregolari.
Attenzione però: nella quinquies la legge non ripete testualmente la formula della tolleranza “oltre cinque giorni” che trovi in quater. Proprio per questo, da debitore prudente, devi comportarti come se le scadenze fossero rigide: l’assenza di una “franchigia” espressa non va letta come permesso di pagare tardi. La tattica più sicura è pagare con anticipo e con strumenti tracciabili.
La differenza sul contenzioso: oggi conta la prima rata
Nel 2026, per la quater (e riammissione), ai fini processuali l’estinzione del giudizio si aggancia al pagamento della prima rata per effetto dell’art. 12-bis, che ha risolto l’incertezza.
La quinquies ha un meccanismo di estinzione molto incisivo: la definizione si perfeziona con la prima rata e l’estinzione del giudizio produce l’inefficacia delle sentenze di merito e dei provvedimenti non ancora passati in giudicato (comma 87).
Per il debitore questo significa due cose: – devi gestire bene tempi e depositi nel processo (per ottenere sospensione/estinzione);
– devi valutare con un professionista se ti conviene chiudere un giudizio o proseguirlo, perché la scelta può incidere su strategie probatorie e su possibili rimborsi/compensazioni.
Procedura e scadenze: cosa succede dopo la notifica e come evitare la decadenza
Questa sezione è pensata come una guida “operativa”. Non sostituisce un parere legale, ma ti aiuta a non fare errori tipici.
Prima regola: capire che atto hai ricevuto (e che termini corrono)
Dal punto di vista difensivo, “cartella” non significa sempre la stessa cosa. In base alla natura del credito cambia: – il giudice competente;
– il termine di impugnazione;
– la strategia (ricorso / sospensiva / definizione / rateazione).
Per i tributi, in via generale, il ricorso nel processo tributario va proposto entro 60 giorni dalla notifica dell’atto impugnato (regola richiamata anche dalla Giustizia Tributaria del MEF).
Traduzione pratica: se ti arriva una cartella e pensi “tanto faccio la rottamazione”, devi comunque valutare se: – l’atto è viziato (notifica, prescrizione, duplicazioni, difetti di motivazione, ecc.);
– conviene impugnare per non perdere definitivamente una difesa;
– la definizione agevolata è possibile e conveniente.
Spesso l’errore è non fare nulla e scoprire, dopo mesi/anni, che quel debito era contestabile ma il termine è passato.
Seconda regola: verificare se il debito è definibile (quater o quinquies)
Per la quater (in generale), il perimetro è legato ai carichi affidati 2000-30/6/2022, con regole su somme dovute (capitale e spese) e su esclusioni.
Per la quinquies, devi invece fare una verifica molto più “qualitativa”: il debito deve derivare da omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni e dai controlli automatizzati/formali o da omesso versamento INPS (non da accertamento).
Uno snodo operativo già fissato dalla legge: l’agente della riscossione rende disponibili nell’area riservata i dati per individuare i carichi definibili (questa previsione è espressa sia per quinquies sia, in modo analogo, per quater).
Terza regola: la domanda sospende e blocca, ma non “magicamente”
Presentare la domanda produce effetti rilevanti: – sospende termini di prescrizione/decadenza;
– sospende pagamenti da rateazioni pregresse fino alla prima rata della definizione;
– impedisce nuove ipoteche/fermi (salvi quelli già iscritti);
– impedisce nuove procedure esecutive e blocca (con limiti) la prosecuzione di quelle avviate;
– evita che tu sia considerato inadempiente ai fini di verifiche come 48-bis (pagamenti PA) e incide su DURC.
Questi effetti esistono, ma non sono un salvacondotto universale: – se il pignoramento ha già superato lo “snodo” dell’incanto positivo (vendita), la legge prevede eccezioni;
– ipoteche/fermi già iscritti possono restare;
– se poi decadi, gli effetti cessano e la riscossione riparte.
Scadenze chiave nel 2026
Quinquies (nuova): – domanda entro 30 aprile 2026;
– comunicazione importi e rate entro 30 giugno 2026;
– pagamento unica soluzione o prima rata entro 31 luglio 2026.
Quater (già in corso):
Nel 2026, per chi è rimasto nella quater, le rate proseguono secondo il calendario (28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio, 30 novembre) e con la regola del “pagamento tempestivo entro 5 giorni” per evitare la decadenza.
In particolare, l’informazione istituzionale di Agenzia Entrate-Riscossione (pagina “Le prossime scadenze”) riporta che per la rata in scadenza 28 febbraio 2026 i versamenti sono considerati tempestivi se effettuati entro lunedì 9 marzo 2026.
Casi di decadenza: checklist “anti-disastro”
Decadenza nella Rottamazione-quater
La norma è esplicita: se il pagamento dell’unica rata o di una rata del piano è mancato, insufficiente oppure tardivo oltre cinque giorni, la definizione non produce effetti; i versamenti restano acquisiti come acconto e l’Agente prosegue la riscossione del residuo.
Implicazione pratica: la quater va gestita con disciplina “da mutuo”: domiciliazione, promemoria, margine sul conto, anticipo di qualche giorno. Anche un singolo scivolone può costare caro.
Decadenza nella Rottamazione-quinquies 2026
La disciplina è più articolata: la definizione non produce effetti (e riparte prescrizione/decadenza) in caso di mancato/insufficiente versamento: – dell’unica rata;
– di due rate (anche non consecutive);
– dell’ultima rata del piano.
Implicazione pratica: hai una “tolleranza strutturale” maggiore (non sei fuori al primo inciampo), ma non devi confonderla con permissività: il rischio è accumulare ritardi e arrivare al secondo salto, perdendo tutto.
Due errori tipici che generano decadenza “senza accorgersene”
Molti decadono non perché rifiutano di pagare, ma per errori tecnici: – pagamento su codice/bollettino errato o non riconciliato (es. importo non corrispondente alla rata);
– carenza di fondi su domiciliazione (il RID non passa e te ne accorgi tardi).
Strategia prudenziale: verificare l’esito del pagamento il giorno stesso, non “a fine mese”.
Cosa succede se decadi: effetti economici e difensivi
Economicamente, la decadenza ti riporta al debito “pieno” (capitale + sanzioni + interessi) secondo le regole del carico, mentre quanto già pagato resta come acconto.
Difensivamente, dopo la decadenza devi: – valutare se il debito è contestabile (prescrizione, notifica, merito);
– valutare se esiste una nuova finestra normativa (come è stato per la riammissione quater nel 2025);
– considerare alternative (rateazione ordinaria, strumenti della crisi).
Nel 2026, inoltre, la quinquies apre un canale nuovo e lungo nel tempo, ma solo per debiti “tipizzati” (quindi non è una rete di salvataggio universale).
Strategie difensive e strumenti alternativi quando la rottamazione non basta
Questa è la sezione più importante se vuoi ragionare “da debitore”: non sempre la rottamazione è la migliore difesa. A volte è la più comoda, ma non la più conveniente.
Quando conviene impugnare invece di aderire
Aderire a una definizione agevolata presuppone che: – il debito sia dovuto o comunque “accettabile” sul piano del rischio;
– tu riesca a sostenere il piano senza decadenza;
– la chiusura del giudizio non ti faccia perdere un vantaggio maggiore (ad esempio annullamento totale, prescrizione, difetti gravi).
Se hai un vizio serio (es. cartella mai notificata, prescrizione evidente, duplicazione del credito, errore di persona, difetto di motivazione), un ricorso tempestivo può portare ad annullamento o riduzione maggiore di qualunque rottamazione. Il termine generale per il ricorso tributario è 60 giorni dalla notifica.
Quando conviene aderire anche se hai dubbi
Ci sono situazioni in cui aderire è razionale anche se avresti difese, perché: – il rischio di soccombenza è alto;
– i costi del contenzioso e i tempi sono ingestibili;
– ti serve immediatamente bloccare azioni esecutive (fermo, pignoramento) e la definizione riesce a creare una “zona di protezione” normativa (con i limiti della legge).
In questi casi, la verità è semplice: meglio un risparmio certo (sanzioni/interessi/aggio) rispetto a una vittoria incerta fra anni.
Rateizzazione ordinaria: alternativa spesso sottovalutata (dal 2025 regole più ampie)
Se non rientri in quater/quinquies o se temi la decadenza, la rateizzazione ordinaria resta una strada. Nel contesto della riforma, dal 2025 sono state rese note regole che consentono piani fino a 120 rate mensili (con articolazioni per anni e importi). Un riepilogo governativo ufficiale richiama, per somme fino a 120.000 euro, un range fino a 120 rate mensili per le richieste presentate negli anni 2025-2026.
Differenza chiave rispetto alle rottamazioni: nella rateizzazione ordinaria non “tagli” sanzioni e interessi come nelle definizioni agevolate, ma ottieni un piano più gestibile e spesso con regole di decadenza diverse, da valutare caso per caso.
Strumenti della crisi e sovraindebitamento: quando il problema è strutturale, non episodico
Se il debito fiscale/contributivo è solo una parte di un indebitamento più ampio (banche, fornitori, locazioni), allora la vera soluzione non è “spostare in avanti le rate”, ma ristrutturare il debito.
La stessa normativa della rottamazione-quater riconosce la possibilità di includere i carichi in procedure di sovraindebitamento e nel Codice della crisi (con pagamento anche falcidiato, secondo omologazione).
La quinquies contiene una previsione analoga.
Nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs 14/2019) esistono strumenti come: – ristrutturazione dei debiti del consumatore;
– concordato minore;
– liquidazione controllata;
– esdebitazione (anche con discipline specifiche).
Approccio pratico:
– se sei un consumatore o piccolo imprenditore “schiacciato” da debiti non sostenibili, la rottamazione può essere un tassello, ma la vera protezione può arrivare da una procedura che ordina tutto il debito, blocca iniziative e conduce (se ci sono i presupposti) a liberazione del residuo secondo regole giudiziali;
– se invece hai un debito circoscritto e capacità di pagamento, la definizione agevolata è più rapida e meno invasiva.
Micro-strategie operative che spesso salvano il debitore
Senza “burocratese”, ecco scelte concrete: – Domiciliazione delle rate: riduce errori di calendario (ma serve capienza sul conto).
– Fondo scorte: lascia sempre margine sul conto per evitare insoluti tecnici.
– Controllo carichi: non inserire “a cuor leggero” carichi non definibili (rischi effetti indiretti e confusione).
– Contenzioso selettivo: se un atto è palesemente viziato, impugna almeno quello (non sempre tutto).
Simulazioni pratiche, esempi numerici, errori comuni e tabelle di sintesi
Questa sezione serve a trasformare le norme in conti e decisioni.
Simulazione pratica: debito da cartella “classica” (tributo + sanzioni + interessi)
Scenario A (tipico): cartella con importo totale 12.000 euro, composta da: – capitale (imposta): 8.000
– sanzioni: 2.800
– interessi di mora e altri interessi: 900
– aggio: 200
– spese notifica/procedure: 100
Con Rottamazione-quater (se definibile): pagheresti tendenzialmente capitale + spese, evitando sanzioni/interessi/aggio secondo la regola del comma 231. Quindi, nel nostro esempio: 8.000 + 100 = 8.100 euro (salvo componenti specifiche del carico).
Con Rottamazione-quinquies: attenzione, prima devi verificare se il debito rientra nell’ambito tipizzato (omesso versamento da dichiarazione/controllo automatizzato-formale). Se sì, la logica economica è analoga (capitale + spese), con esclusione di sanzioni/interessi/aggio.
La vera differenza diventa il piano rateale e il rischio decadenza: – quater: fino a 18 rate, 2% annuo dal 1/11/2023; decadenza immediata al primo errore oltre 5 giorni;
– quinquies: fino a 54 rate bimestrali, 3% annuo dal 1/8/2026, e decadenza solo al secondo salto (o ultima rata).
Simulazione pratica: perdita dell’agevolazione per decadenza (quanto costa l’errore)
Scenario B (quater): hai aderito, pagato 4 rate, poi salti la quinta rata e paghi con 10 giorni di ritardo. Con la quater, se il ritardo è superiore a 5 giorni, la definizione non produce effetti e i versamenti diventano acconto sul dovuto complessivo: torni al debito pieno residuo (ovviamente al netto degli acconti).
Scenario C (quinquies): salti una rata bimestrale ma la recuperi prima di saltare la seconda. La lettera della norma collega la perdita di effetti al mancato/insufficiente versamento di due rate (anche non consecutive). Quindi, in termini prudenziali, un singolo inciampo non dovrebbe far decadere; ma la strategia corretta è non accumulare e non arrivare mai al secondo salto.
Tabella di decisione rapida: quale strumento guardare per primo?
| Situazione del debitore | Strumento da valutare per primo | Perché |
|---|---|---|
| Debiti “da dichiarazione” (omessi versamenti) + necessità di piano lungo | Quinquies 2026 | 54 rate bimestrali e decadenza meno immediata |
| Debiti vari e datati (2000-30/6/2022) già in carico riscossione | Quater (se ancora in corso) | Taglio ampio su sanzioni/interessi/aggio |
| Sei decaduto dalla quater al 31/12/2024 e ti hanno riammesso | Riammissione e rispetto scadenze 2026 | Piano dedicato 10 rate, scadenze 2026 |
| Atto con vizi seri (notifica, prescrizione, duplicazione) | Ricorso + sospensiva | Possibile annullamento totale/forte riduzione |
| Debito complessivo insostenibile (fisco + banche + fornitori) | Strumenti CCII/sovraindebitamento | Soluzione strutturale, non tampone |
Errori comuni (che vedo spesso) e consigli pratici
Gli errori più dannosi sono quasi sempre ripetitivi: – Aderire senza controllare definibilità: nella quinquies l’ambito è selettivo; aderire “alla cieca” può farti perdere tempo e opzioni.
– Sottovalutare la decadenza quater: un solo errore può far saltare tutto.
– Confondere estinzione del giudizio con estinzione del debito: dopo l’intervento interpretativo, il giudizio può chiudersi con la prima rata, ma il debito si estingue secondo il regolare adempimento. La Cassazione ha sottolineato che pagamento e adempimento attengono a piani diversi; la norma di interpretazione autentica disciplina il profilo processuale.
– Non programmare il cash flow: soprattutto per imprese e autonomi, la rottamazione va incastrata nei flussi; altrimenti la decadenza è dietro l’angolo.
FAQ: 20 domande pratiche con risposte chiare
1) La rottamazione quater esiste ancora nel 2026?
Sì, per chi è in regola e sta pagando le rate previste dal piano; nel 2026 ci sono scadenze periodiche e vale la regola della decadenza in caso di mancato/insufficiente/tardivo (oltre 5 giorni) pagamento di una rata.
2) La rata quater del 28 febbraio 2026 entro quando si può pagare?
Secondo l’informazione istituzionale pubblicata per le prossime scadenze, è tempestivo il pagamento entro lunedì 9 marzo 2026.
3) Che cos’è la rottamazione quinquies 2026?
È una definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) per carichi 2000-2023 ma limitata a omessi versamenti da dichiarazione/controlli automatizzati-formali e a certe partite INPS (non da accertamento).
4) Quinquies = nuova rottamazione per tutti i debiti?
No. È selettiva: non copre in automatico i debiti da accertamento; devi rientrare nell’ambito del comma 82.
5) Quinquies: entro quando presentare domanda?
Entro 30 aprile 2026.
6) Quinquies: quando si paga la prima rata?
Entro 31 luglio 2026.
7) Quinquies: quante rate posso chiedere?
Fino a 54 rate bimestrali.
8) Quater: quante rate massime?
Fino a 18 rate.
9) Quater: quando scatta la decadenza?
Se non paghi o paghi insufficientemente o paghi in ritardo oltre 5 giorni anche una sola rata: la definizione non produce effetti e la riscossione riprende.
10) Quinquies: quando scatta la decadenza?
Se non paghi/ paghi insufficiente l’unica rata; oppure due rate (anche non consecutive); oppure l’ultima rata.
11) Se decado, riavrò indietro le somme già pagate?
No: la legge prevede, per quinquies, la non rimborsabilità delle somme versate; per quater i versamenti sono acquisiti come acconto.
12) Con la domanda si bloccano i pignoramenti?
La legge prevede il blocco dell’avvio di nuove procedure esecutive e la non prosecuzione di quelle già avviate, salvo eccezioni (es. primo incanto con esito positivo).
13) Posso ottenere DURC se ho aderito?
La norma richiama l’applicazione della disciplina sul DURC collegata alla definizione, con riferimento all’art. 54 del D.L. 50/2017.
14) Se ho un giudizio pendente, devo rinunciarvi?
La dichiarazione comporta l’impegno a rinunciare ai giudizi pendenti relativi ai carichi.
15) Nel 2026, per estinguere il giudizio in Cassazione con la quater devo pagare tutte le rate?
No, ai fini processuali l’art. 12-bis (interpretazione autentica) stabilisce che il perfezionamento per l’estinzione dei giudizi avviene con la prima rata, con estinzione dichiarata d’ufficio dal giudice con i documenti richiesti.
16) Se sono in regola con la rottamazione-quater al 30 settembre 2025 posso spostare quei debiti nella quinquies?
No: il comma 100 esclude l’estinzione in quinquies per i debiti quater (2000-30/6/2022) per i quali, al 30 settembre 2025, risultavano versate tutte le rate scadute.
17) Se invece ero già decaduto dalla quater al 30 settembre 2025, posso rientrare in quinquies?
La legge ammette anche debiti quater per i quali, al 30 settembre 2025, si era determinata l’inefficacia della definizione (comma 99, lett. b).
18) La quinquies vale anche per vecchie “rottamazioni” (2016-2019) decadute?
Sì, il comma 99 richiama la possibilità di includere debiti di carichi 2000-2017 già oggetto di precedenti definizioni anche se inefficaci.
19) Se ho rateazioni ordinarie in corso, cosa succede quando presento domanda di definizione?
Per quinquies la legge prevede sospensione degli obblighi di pagamento delle dilazioni in essere fino alla prima rata e, a una data fissata, revoca automatica e divieto di nuove dilazioni per quei debiti.
20) Se non rientro in quater o quinquies, che alternativa ho?
Valuta rateizzazione ordinaria (oggi con piani anche lunghi) e, se l’indebitamento è strutturale, strumenti del Codice della crisi (D.Lgs 14/2019).
Sentenze e orientamenti giurisprudenziali aggiornati
Di seguito una selezione di pronunce e interventi rilevanti e recenti (con attenzione al tema centrale: effetti processuali dell’adesione e rapporto tra giudizio e pagamento), da leggere come “cassetta attrezzi” per capire come impostare strategie nel contenzioso.
Corte di Cassazione: il nodo estinzione/sospensione dei giudizi con rottamazione-quater
Corte di Cassazione, ordinanza 11 settembre 2024, n. 24428
Ha affermato una lettura secondo cui la fattispecie estintiva delineata dall’art. 1, comma 236, L. 197/2022 non richiede il pagamento integrale del piano rateale: sono rilevanti la domanda con impegno a rinunciare, l’accoglimento amministrativo e la documentazione dei pagamenti già eseguiti, valorizzando anche la ragionevole durata del processo e la separazione tra piano sostanziale della riscossione e piano processuale.
Corte di Cassazione, ordinanza interlocutoria 12 settembre 2024, n. 24479
Ha sostenuto un approccio differente: non sarebbe possibile dichiarare l’estinzione per cessazione della materia del contendere e il giudizio va sospeso fino al termine finale del piano (nel caso richiamato, fino al 30 novembre 2027), con rinvio a nuovo ruolo.
Norma di interpretazione autentica (L. 108/2025, art. 12-bis)
Intervento legislativo che, ai soli fini dell’estinzione dei giudizi relativi a quater e riammissione, collega il perfezionamento al pagamento della prima/unica rata e prescrive l’estinzione d’ufficio con deposito di dichiarazione, comunicazione e prova della prima rata; dispone l’inefficacia delle sentenze di merito non definitive.
Corte di Cassazione, ordinanza 7 novembre 2025, n. 29574
Pronuncia significativa perché applica l’impostazione normativa di interpretazione autentica: richiama espressamente l’art. 12-bis del D.L. 84/2025 conv. L. 108/2025 e collega l’estinzione del giudizio all’avvenuto pagamento della prima rata, disciplinando anche aspetti sui costi e sulle conseguenze processuali.
Corte di Cassazione, ordinanza interlocutoria 30 marzo 2025, n. 8383
Rilevante perché segnala la questione come di massima importanza anche per crediti non tributari e profili su coobbligati solidali, rimettendo alla Prima Presidente la valutazione per Sezioni Unite.
Corte Costituzionale: il contesto su riscossione e “tregua fiscale”
Corte Costituzionale, sentenza 17 aprile 2025, n. 46
In un giudizio sul meccanismo di finanziamento della riscossione (aggio), la Corte richiama il complessivo quadro normativo e menziona l’intervento della L. 197/2022 (definizione agevolata dei carichi 2000-30/6/2022) anche come elemento di valutazione della ragionevolezza sistemica; è un riferimento utile per comprendere il quadro dei costi della riscossione e della scelta legislativa di ridurre/azzerare alcune componenti nelle definizioni agevolate.
Corte Costituzionale, sentenza 28 novembre 2024, n. 189
Pronuncia che affronta profili di legittimità costituzionale in tema di definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti (comma 198 L. 197/2022), con passaggi utili sul tema dell’automatismo processuale e delle garanzie; rilevante come “sfondo” concettuale quando si discutono effetti automatici e bilanciamento tra interessi erariali e tutela del contribuente.
Conclusione
La differenza tra Rottamazione-quater e Rottamazione-quinquies 2026 non è un dettaglio tecnico: è una scelta che incide su sostenibilità del piano, rischio di decadenza, e persino sul modo in cui si gestiscono giudizi pendenti e azioni esecutive.
In sintesi, dal punto di vista del debitore: – la quater è stata potentissima ma rigidissima: grande taglio economico, ma decadenza “fragile” (basta una rata sbagliata oltre 5 giorni);
– la quinquies è più lunga e “tollerante” sul piano della decadenza (due rate) ma è selettiva sui debiti: prima devi rientrare nel perimetro degli omessi versamenti da dichiarazione/controlli e di certe partite INPS;
– nel 2026 c’è un quadro processuale più chiaro per la quater grazie alla norma di interpretazione autentica: per l’estinzione dei giudizi, il punto di aggancio è la prima rata (con i depositi previsti).
Il messaggio finale è pragmatico: agisci tempestivamente. Ogni settimana persa può significare perdere un termine, una sospensiva, o una finestra di definizione; e ogni pagamento sbagliato può far saltare l’agevolazione e riaprire la porta a pignoramenti, ipoteche e fermi.
Ribadendo la presentazione professionale richiesta, l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista, insieme al suo team di avvocati e commercialisti, può intervenire per: – valutare la tua posizione e i carichi definibili;
– prevenire o bloccare azioni esecutive (quando la legge lo consente) e impostare la strategia corretta;
– predisporre ricorsi, sospensioni e piani di rientro;
– affiancarti anche con strumenti di composizione della crisi (OCC/sovraindebitamento, CCII) quando l’indebitamento è strutturale.
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