Introduzione
Nel 2026, una persona fisica con debiti (famiglia, consumatore, lavoratore dipendente o autonomo, pensionato, professionista) rischia di trovarsi “schiacciata” tra azioni esecutive (pignoramenti, fermi, ipoteche), pressione psicologica, e scelte affrettate che peggiorano la situazione: pagamenti “a caso” per paura, firme di riconoscimento del debito senza strategia, rateizzazioni richieste tardi, o – peggio – ignorare notifiche e termini. È proprio qui che si gioca la differenza tra un debito “gestibile” e un debito che diventa una crisi personale: il fattore tempo e la corretta lettura degli atti.
La buona notizia è che molte tutele nel 2026 sono concrete, ma richiedono metodo: impugnazioni tempestive (tributarie e/o civili), richieste di sospensione, trattative strutturate con creditori (banche, finanziarie, Agenzia delle Entrate-Riscossione, enti locali), accesso a definizioni agevolate quando disponibili e, nei casi di sovraindebitamento, utilizzo degli strumenti del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII) (ristrutturazione dei debiti del consumatore, procedure “minori”, liquidazione controllata, esdebitazione).
In questo articolo (aggiornato al 30 gennaio 2026) ti guiderò dal punto di vista del debitore, con taglio pratico e difensivo, in particolare su: cosa succede dopo la notifica di un atto; quali sono i termini decisivi; quali difese attivare contro cartelle, intimazioni, pignoramenti; come funzionano rottamazioni/definizioni 2026; come impostare piani di rientro sostenibili; e quando conviene valutare una vera procedura di esdebitazione.
Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff (profilo professionale)
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è:
- Avvocato cassazionista e coordinatore di uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti operativi a livello nazionale nel diritto bancario e tributario;
- Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (riferimento storico L. 3/2012), indicato come iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia;
- Professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi);
- Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021 (e disciplina collegata), con competenze utili soprattutto quando il debitore-persona fisica è anche imprenditore o professionista con attività in difficoltà.
Come può aiutarti concretamente (in chiave operativa e difensiva): analisi dell’atto e della notifica; accesso agli atti/estratti; verifica di decadenze/prescrizioni; predisposizione di ricorsi e istanze cautelari; richieste di sospensione; gestione di trattative e transazioni; costruzione di piani di rientro; attivazione di procedure di sovraindebitamento ed esdebitazione quando servono.
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Nota di correttezza: le qualifiche professionali sopra riportate sono inserite secondo la traccia richiesta e risultano descritte in presentazioni pubbliche online; per ogni verifica formale (abilitazioni, iscrizioni, elenchi) è sempre possibile effettuare controlli puntuali presso registri e organismi competenti e tramite il professionista.
Quadro normativo e “mappa” dei debiti nel 2026
Dal “debito” al “problema”: perché la persona fisica deve ragionare per atti, rischi e tempi
In ambito legale, non esiste un’unica categoria di “debito”: esistono debiti che nascono da contratti (mutui, prestiti, carte, leasing), da fatti illeciti (risarcimenti), da obblighi familiari (mantenimento), e debiti verso lo Stato (imposte, contributi, sanzioni). La tutela cambia perché cambiano:
- il titolo (contratto, decreto ingiuntivo, sentenza, cartella, avviso esecutivo);
- il giudice competente (giudice ordinario vs giustizia tributaria);
- lo strumento di difesa (opposizione, ricorso tributario, cautelare, negoziazione, sovraindebitamento);
- i termini (decadenze spesso brevi).
Nel 2026, la regola pratica è: non reagire “al debito”, reagire “all’atto”. Un avviso/una cartella/un pignoramento sono snodi processuali diversi, ciascuno con finestre temporali specifiche.
Il Codice della crisi e l’insolvenza come “seconda chance” (anche per la persona fisica)
Il punto di svolta sistemico per chi è sovraindebitato è il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), entrato in vigore (salvo eccezioni) il 15 luglio 2022 e più volte modificato, anche per l’attuazione della Direttiva UE 2019/1023 e per obiettivi PNRR.
Per la persona fisica sono centrali, in ottica difensiva:
- la ristrutturazione dei debiti del consumatore;
- la liquidazione controllata;
- l’esdebitazione (inclusa l’esdebitazione dell’incapiente, dove ricorrono i presupposti).
Questi strumenti non sono “scorciatoie”: sono procedure giudiziali/para-giudiziali che, se impostate bene, possono bloccare l’emorragia esecutiva e riportare la situazione sotto controllo.
Riscossione e tutela del contribuente: cosa è cambiato prima del 2026
Sul fronte fiscale e della riscossione, il quadro 2026 è influenzato dalla delega fiscale (L. 111/2023) e dai decreti attuativi che hanno inciso sulla disciplina dello Statuto del contribuente, del procedimento accertativo, del contenzioso e del riordino della riscossione.
Tra i riferimenti utili per il debitore/contribuente nel 2026:
- modifiche allo Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000) operate da decreto legislativo (ambito riforma fiscale);
- revisione del procedimento di accertamento e istituti come l’adesione/contraddittorio, anche in coordinamento con la riforma;
- riordino di profili del contenzioso tributario;
- il Testo unico della giustizia tributaria (D.Lgs. 175/2024), rilevante per regole di processo nel giudizio tributario.
In concreto, per il debitore, la riforma è utile solo se si traduce in un’azione: capire i termini, attivare tutela cautelare, scegliere tra difesa o definizione, e non perdere tempo.
Definizioni agevolate e “rottamazioni”: la fotografia aggiornata al 30 gennaio 2026
Nel 2026 sono centrali due piani:
- la Definizione agevolata (c.d. “Rottamazione-quater”) introdotta dalla L. 197/2022 per carichi affidati in determinati periodi;
- la Rottamazione-quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) e disciplinata (nell’impostazione generale) con riferimento ai carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
In aggiunta, è stata prevista la riammissione alla “quater” per i decaduti, tramite intervento normativo nel “Milleproroghe” (D.L. 202/2024, art. 3-bis, come convertito).
Per il debitore 2026 significa: prima di pagare o rateizzare, verificare se rientri in una definizione agevolata (nuova o riaperta) e se convenga davvero, perché non tutti i debiti ne beneficiano allo stesso modo e i calendari di pagamento hanno effetti pratici pesanti (decadenze e ritorno di sanzioni/interessi se salti rate).
Cosa accade dopo la notifica: cronologia, termini e scadenze
Il principio base: la notifica “accende” il timer
Quasi tutte le difese efficaci nella gestione dei debiti hanno un punto comune: decorrono da una notifica (cartacea, PEC/domicilio digitale, oppure notifiche sostitutive). Il problema del debitore non è solo “cosa fare”, ma entro quando.
Nel campo tributario, ad esempio, il ricorso ordinario contro l’atto impugnabile è, regola generale, entro 60 giorni dalla notifica (pena inammissibilità), con coordinate normative e prassi informativa istituzionale che richiamano questo termine.
Nel campo civile, alcuni termini tipici sono:
- opposizione a decreto ingiuntivo entro il termine indicato dal codice di rito (regola generale: 40 giorni, salvo ipotesi particolari);
- precetto: intimazione ad adempiere entro un termine non minore di 10 giorni (salve eccezioni), prima dell’esecuzione forzata;
- opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) quando contesti il diritto del creditore a procedere;
- opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.) quando contesti vizi formali/procedurali del titolo/precetto o degli atti esecutivi.
Errore tipico (molto costoso): “Aspetto e poi vedo”. Aspettare spesso significa lasciare che l’atto diventi definitivo o che l’esecuzione parta, rendendo le opzioni più onerose o tecniche.
La sequenza più frequente nella riscossione (fisco/enti) e dove puoi intervenire
Semplificando (ma in modo pratico), il debitore che ha debiti fiscali o parafiscali può incontrare, nel tempo, atti come:
- cartella di pagamento;
- intimazione ad adempiere prima di certe esecuzioni se è passato molto tempo dalla cartella (avviso con intimazione entro 5 giorni in alcune ipotesi), collegata alla regola per cui, se l’espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella, occorre un passaggio ulteriore;
- pignoramento presso terzi (anche con strumenti speciali nel sistema esattoriale);
- fermo amministrativo di beni mobili registrati;
- ipoteca;
- espropriazione immobiliare, ma con limiti e soglie specifiche per l’agente della riscossione (tutela “prima/ unica casa” solo in certi casi e non per creditori privati).
La difesa “intelligente” non è una sola: spesso è un mix tra:
1) verifica formale (notifica, competenza, motivazione, calcoli, vizi);
2) verifica sostanziale (prescrizione/decadenza, insussistenza, duplicazioni, pagamenti già fatti, errori di persona);
3) scelta tra contenzioso (impugnazione/opposizione) e soluzione (rateazione/definizione/sovraindebitamento).
Un punto delicato del 2026: rateazioni “nuove” e regole aggiornate
Nel 2026 la rateizzazione dei carichi iscritti a ruolo è influenzata anche dalle modifiche normative che hanno aggiornato l’art. 19 del D.P.R. 602/1973, con indicazioni – per le richieste presentate negli anni 2025 e 2026 – di piani che possono arrivare da 85 a un massimo di 120 rate mensili in determinati casi.
Per il debitore persona fisica, questo cambia un punto pratico: in alcune situazioni (documentando difficoltà) la leva rateazione è più ampia di quanto molti ricordino (vecchio schema “72 rate” come riferimento mentale), ma va impostata bene e in tempo utile.
Il nodo “giudice competente” e la tutela cautelare: perché serve un avvocato presto
Soprattutto quando ricevi un atto che “sembra esecutivo” (pignoramento) ma in realtà la tua contestazione riguarda il debito sottostante (es: prescrizione, cartella mai notificata, importi errati), la competenza può diventare tecnica e il rischio è presentare l’azione al giudice sbagliato.
Parallelamente, se il rischio è imminente (pignoramento stipendio o conto), la persona fisica deve ragionare in termini di tutela cautelare: nel processo tributario esiste lo strumento della sospensione dell’atto impugnato, con informazioni operative istituzionali e riferimenti normativi (art. 47).
In pratica: non basta “fare ricorso”, spesso bisogna chiedere anche la sospensiva, e farlo con un impianto probatorio credibile.
Difese e strategie legali in concreto (civile, bancario, tributario, esattoriale)
Strategia madre: “triage legale” in 72 ore
Quando sei una persona fisica con debiti e arriva un atto, la prima difesa reale è una procedura interna di controllo che un avvocato esperto imposta rapidamente. Il triage tipico comprende:
- Qual è l’atto? (cartella, accertamento, ingiunzione, precetto, pignoramento).
- Qual è la data di notifica e come è avvenuta? (cartacea/PEC/domicilio digitale).
- Qual è il termine per reagire? (60 giorni tributario; 40 giorni opposizione a decreto ingiuntivo; 10 giorni precetto; termini delle opposizioni esecutive).
- C’è pericolo imminente di esecuzione? (conto, stipendio, pensione, auto).
- Conviene contestare o definire? (e con quale strumento).
Questa fase è ciò che evita l’errore più frequente: fare la cosa “sbagliata ma rassicurante” (es. pagare una prima rata qualunque) e precludersi difese più forti.
Difese contro pignoramento di stipendio/pensione: limiti e leve pratiche
Per la persona fisica, il pignoramento più “traumatico” è quello su entrate ricorrenti (stipendio o pensione). Qui le difese si giocano su tre livelli: limiti legali, qualificazione del credito, e corretto calcolo.
Pensione e minimo vitale (2026): l’art. 545 c.p.c. prevede una quota non pignorabile per pensioni/assegni di quiescenza, parametrata al doppio dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro, e pignorabilità della parte eccedente entro i limiti previsti.
Questo è essenziale perché molti debitori pensano che “tutto” sia pignorabile: non è così, e si può contestare l’errore di calcolo.
Stipendio e pignoramento esattoriale: per i crediti riscossi dall’agente della riscossione, si applicano limiti speciali (art. 72-ter D.P.R. 602/1973) che, in sintesi operativa, portano a percentuali variabili (ad esempio 1/10 – 1/7 – 1/5 in base agli importi).
La difesa “da avvocato” in questi casi non è solo “far presente la percentuale”: è verificare se l’atto è stato preceduto correttamente, se il titolo è valido, se vi sono vizi di notifica e se l’esecuzione rispetta i limiti.
Difese contro fermo amministrativo e ipoteca: prevenire è più potente che rimuovere
Fermo amministrativo e ipoteca sono spesso misure che arrivano quando il debitore è già “stanco”. Ma, nel 2026, la difesa efficace è anticipatoria:
- se ricevi un preavviso/atto collegato al fermo, la strategia può essere: verificare presupposti, chiedere sospensione, negoziare una rateazione o definizione;
- per l’ipoteca, l’obiettivo difensivo pratico è bloccare l’escalation verso l’immobiliare, ricordando che l’espropriazione immobiliare esattoriale è legata a presupposti e tempi (anche legati all’iscrizione ipotecaria e al decorso di un periodo).
Qui l’avvocato fa la differenza perché deve scegliere: impugnare, chiedere cautelare, o “spostare” la soluzione su una definizione agevolata/rottamazione che sterilizza sanzioni e interessi e rende sostenibile il rientro.
Difese su “prima/ unica casa”: distinguere tra fisco e creditori privati
Uno dei miti più pericolosi è: “La prima casa non si può pignorare”. Nel 2026 la verità è più dura e più utile:
- Per i creditori privati (banche, condomìni, privati), l’abitazione può essere espropriata secondo le regole generali dell’esecuzione civile (se esiste titolo).
- Per l’agente della riscossione, esiste invece una tutela speciale collegata all’unico immobile adibito ad abitazione e non di lusso, con soglie e presupposti (come si vede anche in giurisprudenza recente in materia di impignorabilità dell’unico immobile rispetto all’azione esattoriale).
Per il debitore, questo significa: se hai debiti fiscali e temi l’asta della casa, la difesa deve partire da una domanda tecnica: l’immobile è “unico”, è abitazione, e rientra nei criteri di esclusione? Se sì, spesso la strategia va spostata su altre forme di tutela (rateazione, definizione, crisi da sovraindebitamento), evitando mosse inutili o dannose.
Difese nel contenzioso tributario: ricorso, sospensiva, e scelta tra “vittoria” e “soluzione”
Nel contenzioso tributario, due errori distruggono le difese del debitore:
1) fare ricorso senza documenti e senza una ricostruzione contabile/cronologica;
2) fare ricorso ma non chiedere misure cautelari quando l’esecuzione è imminente.
Nel 2026, il termine per proporre ricorso è (regola generale) 60 giorni dalla notifica dell’atto impugnato, come indicato dalla normativa e anche da guide istituzionali della Giustizia Tributaria.
La tutela cautelare è espressamente contemplata con indicazioni operative istituzionali (sospensione totale o parziale, talvolta con garanzia).
La strategia del debitore, guidata dall’avvocato, deve includere una scelta razionale: se il merito è forte, si combatte; se il merito è incerto ma la posizione è chiudibile con una definizione, si valuta la convenienza economica e l’effetto sul rischio esecutivo.
Difese “bancarie” e “commerciali”: rinegoziazione, saldo e stralcio, transazioni (senza autodistruggersi)
Per debiti bancari/finanziari (carte revolving, prestiti personali, scoperti), la difesa spesso non è un ricorso immediato: è una strategia negoziale, ma fatta con disciplina.
Nel 2026, un avvocato “pro-debitore” normalmente:
- ricostruisce contratti, estratti, tassi, e verifica se il creditore ha un titolo valido o deve ancora ottenerlo;
- prepara una proposta sostenibile (saldo e stralcio, rientro, moratoria, stralcio parziale) che eviti di “bruciare” liquidità senza ottenere liberatorie;
- protegge il debitore dal rischio più grande: pagare senza chiudere, e ritrovarsi comunque in giudizio o in esecuzione.
Questa parte non dipende solo dal codice: dipende dalla capacità professionale di portare il creditore a una soluzione “chiusa” e documentata.
Strumenti alternativi e soluzioni di chiusura del debito (rateazioni, definizioni, crisi da sovraindebitamento)
Rateizzazione (2026): quando conviene e quando è un boomerang
La rateizzazione è spesso la prima soluzione che il debitore considera. Nel 2026, però, va letta in modo strategico perché:
- può essere “ponte” per evitare esecuzioni immediate;
- può essere incompatibile (o comunque in tensione) con alcune difese, se ti porta a consolidare il debito senza contestarlo.
La disciplina della rateizzazione dei carichi iscritti a ruolo è legata all’art. 19 del D.P.R. 602/1973, che – per richieste presentate nel 2025 e 2026 – contempla finestre di rate più ampie (fino a un massimo di 120 rate mensili in certe condizioni).
Regola pratica pro-debitore: la rateazione è potente se utilizzata insieme a una strategia (sospensione, definizione, o procedura CCII). È debole se usata per “comprare tempo” senza un piano.
Rottamazione-quater e riammissione: la chance (anche seconda) che va gestita con precisione
La “rottamazione-quater” nasce nella Legge di bilancio 2023 (L. 197/2022) come definizione agevolata di carichi affidati all’agente della riscossione, con logica di riduzione/azzeramento di componenti accessorie secondo le regole della misura.
Per i decaduti, nel 2025 è stata prevista la riammissione alla definizione agevolata tramite il D.L. 202/2024 (art. 3-bis) convertito, con riferimento a finestre e condizioni che hanno consentito di rientrare (tema cruciale per chi aveva “saltato” scadenze).
Per il debitore nel 2026, la lezione è chiara: le definizioni agevolate sono straordinarie ma anche fragili. Saltare rate, sbagliare codici, o non coordinare la definizione con eventuali contenziosi e rateazioni in corso può far perdere i benefici.
Rottamazione-quinquies (Legge di bilancio 2026): cosa significa davvero per la persona fisica
La vera novità “di sistema” del 2026 è la Rottamazione-quinquies, introdotta dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Bilancio 2026), con disciplina operativa resa disponibile anche tramite materiali informativi dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Il perimetro temporale, indicato nei materiali AdER, riguarda i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
Sul piano pratico, la FAQ AdER (gennaio 2026) richiama scadenze con riferimento alla data del 31 luglio 2026 e agli effetti su rateizzazioni in corso dei debiti per i quali è accolta la definizione, elemento decisivo per chi ha già piani attivi e non vuole errori di coordinamento.
Traduzione pro-debitore: la rottamazione quinquies può essere una leva enorme, ma va trattata come un’operazione di “ingegneria finanziaria”: si calcola il vantaggio reale, si verifica compatibilità con procedure e piani già in corso, si pianificano i flussi di cassa e si evita la decadenza.
Sovraindebitamento nel 2026: quando è la scelta più intelligente (non l’ultima spiaggia)
Quando i debiti sono troppi, le entrate insufficienti, e i creditori sono numerosi, la persona fisica spesso non ha un vero potere negoziale. In questi casi, gli strumenti CCII diventano la via più seria per:
- bloccare o gestire l’esecuzione;
- proporre un piano sostenibile;
- ottenere – se ne ricorrono i presupposti – la liberazione dai debiti residui (esdebitazione).
Nel CCII, la ristrutturazione dei debiti del consumatore è uno strumento cardine per chi è consumatore e sovraindebitato.
La liquidazione controllata è la procedura che può essere scelta/necessaria in altri casi.
L’esdebitazione del debitore incapiente è l’istituto che, in presenza dei presupposti, consente una liberazione “forte” anche a chi non ha utilità immediate da offrire ai creditori.
Nel 2024, la Corte costituzionale è intervenuta su profili del CCII con la sentenza n. 6/2024 (deposito 19 gennaio 2024), importante perché rafforza la lettura costituzionalmente orientata della “seconda chance” e della struttura delle procedure, soprattutto in casi di assenza di beni da liquidare.
Messaggio chiave: se la tua situazione è strutturalmente insolubile solo con rate e rinvii, la procedura CCII può essere la strategia più rapida per tornare a vivere, ma deve essere costruita con precisione documentale (redditi, spese essenziali, composizione del nucleo familiare, cause dell’indebitamento).
Composizione negoziata e crisi d’impresa: utile se sei persona fisica “con partita IVA” o imprenditore
Se la persona fisica è anche imprenditore (ditta individuale) o professionista con struttura, può entrare in gioco – quando ricorrono i presupposti – la composizione negoziata della crisi introdotta dal D.L. 118/2021 e convertita, in coordinamento con la disciplina della crisi.
Questo spiega perché, nella presentazione professionale richiesta, viene valorizzata anche la qualifica di Esperto negoziatore: serve soprattutto quando il problema non è solo “debiti personali”, ma anche “debiti di attività” e necessità di trattare sistemicamente con banche e fornitori.
Tabelle operative e simulazioni numeriche
Tabella rapida: “atto ricevuto” → “prima difesa” → “termine indicativo”
| Atto / evento tipico | Prima mossa difensiva del debitore (con avvocato) | Termine/nota pratica |
|---|---|---|
| Avviso / atto tributario impugnabile | Valutazione impugnazione + eventuale sospensiva | Ricorso, regola generale: 60 giorni dalla notifica |
| Misura cautelare/azione esecutiva imminente in ambito tributario | Istanza cautelare (sospensione) motivata e documentata | La tutela cautelare è prevista e gestibile nel processo tributario |
| Decreto ingiuntivo | Opposizione (se ci sono difese) + richiesta sospensione efficacia se necessario | Termine ordinario: 40 giorni |
| Precetto | Verifica titolo e importi; valutazione opposizione all’esecuzione (se dovuta) | Termine non minore di 10 giorni per adempiere |
| Opposizione all’esecuzione (civile) | Contestare diritto a procedere (art. 615 c.p.c.) | Strumento “di merito” dell’esecuzione |
| Opposizione agli atti esecutivi | Contestare vizi formali/atto (art. 617 c.p.c.) | Strumento “processuale” sull’atto |
| Rottamazione-quater (valutazione) | Calcolo convenienza + verifica debiti inclusi + piano pagamenti | Misura L. 197/2022; attenzione a decadenze |
| Riammissione rottamazione-quater | Verifica condizioni e domanda entro finestra | Prevista da D.L. 202/2024 art. 3-bis convertito |
| Rottamazione-quinquies | Analisi perimetro carichi 2000–2023 + domanda + coordinamento rateizzazioni | Introdotta da L. 199/2025; FAQ AdER 2026 |
| Sovraindebitamento / CCII | Accesso tramite OCC e costruzione piano/procedura | CCII (D.Lgs. 14/2019) e istituti dedicati |
Tabella “limiti” che il debitore deve conoscere (stipendio/pensione)
| Fonte del pignoramento | Regola pratica (molto semplificata) | Riferimento |
|---|---|---|
| Pignoramento pensione (regola generale) | Impignorabile fino a 2× assegno sociale, con minimo € 1.000; poi limiti sulle eccedenze | Art. 545 c.p.c. |
| Pignoramento stipendio esattoriale | Limiti variabili (es. 1/10–1/7–1/5 in base alle soglie) | Art. 72-ter D.P.R. 602/1973 (criteri operativi riportati in materiali tecnici) |
Nota: i casi concreti possono includere concorso di più pignoramenti o crediti “speciali”. La regola difensiva rimane: controllare calcoli, titolo, notifica, e proporre l’azione corretta al giudice competente con cautelare se serve.
Simulazioni pratiche (numeriche) per capire “quanto ti possono prendere” e come difenderti
Simulazione A: debitore con stipendio netto 1.800 € e creditore “privato”
Scenario: prestito non pagato, creditore ottiene titolo esecutivo e pignora lo stipendio.
- con un creditore privato, il debitore ragiona spesso sul limite del quinto (regole generali del sistema esecutivo; verifiche caso per caso);
- 1/5 di 1.800 € = 360 € trattenuti mensilmente; residuo 1.440 €.
Difesa pratica: prima che si arrivi a questo, molte volte conviene negoziare (saldo e stralcio o rientro) o contestare il titolo se ci sono vizi; una volta iniziato il pignoramento, la leva diventa: verifica calcoli, concorsi, eventuale conversione/sospensione se ammessa, o procedura CCII se la situazione è complessiva e non sostenibile.
Simulazione B: stipendio 1.800 € ma pignoramento “esattoriale”
Scenario: pignoramento da agente della riscossione con limiti speciali.
Per importi fino a soglie indicate, vengono richiamati limiti come un decimo per importi fino a 2.500 euro (schema operativo collegato all’art. 72-ter).
- ipotizzando applicazione del 1/10: 1.800 € × 10% = 180 €; residuo 1.620 €.
Difesa pratica: qui spesso la difesa non è solo “quanto”, ma “se”: titolo valido? cartelle notificate? prescrizione? e soprattutto: conviene una definizione agevolata (quater/quinquies) o una rateazione lunga?
Simulazione C: pensionato con pensione 1.300 € e regola del minimo impignorabile
Formula (2026): impignorabile fino a 2× assegno sociale con minimo € 1.000.
Esempio ipotetico (numerico, per capire la logica, non per stimare l’assegno sociale dell’anno):
– se 2× assegno sociale fosse 1.100 €, allora 1.100 € sarebbero impignorabili; la parte eccedente sarebbe 200 €.
– su quei 200 €, si applicano i limiti previsti per la tipologia di credito.
Difesa pratica: se ti pignorano “sotto soglia” o calcolano male la base, si contesta; se la pensione è l’unica entrata e i debiti sono plurimi, spesso la procedura CCII è l’unico strumento che evita anni di trattenute e azioni parallele.
Simulazione D: convenienza economica rottamazione quinquies
Scenario: hai cartelle “vecchie” con 24.000 € richiesti, composti da: – 14.000 € “capitale/tributo”
– 7.000 € sanzioni
– 3.000 € interessi di mora e accessori
Se la definizione agevolata consente l’azzeramento di sanzioni/interessi di mora/aggio secondo le regole della misura, il tuo esborso può avvicinarsi alla componente “base” + spese, con enorme riduzione del totale. Il punto decisivo è: riesci a rispettare il piano di pagamento (prima scadenza e rate), perché altrimenti perdi i benefici.
Per questo, un avvocato e un commercialista lavorano insieme: non basta “aderire”, serve un piano finanziario realistico.
Domande e risposte (FAQ)
Se ho debiti, possono pignorarmi lo stipendio subito?
Dipende: serve un titolo e una procedura corretta; nel sistema esattoriale esistono strumenti rapidi, ma restano contestabili vizi di notifica, prescrizione e limiti di pignorabilità.
Qual è il primo errore da evitare quando ricevo una cartella o un atto?
Ignorare l’atto o pagare “alla cieca”. La prima cosa è verificare notifica e termini: nel tributario, spesso 60 giorni per ricorrere.
Nel 2026 esistono ancora rottamazioni o definizioni agevolate?
Sì: oltre agli effetti della “quater” (L. 197/2022) e della riammissione per i decaduti (D.L. 202/2024 conv.), nel 2026 è operativa la Rottamazione-quinquies introdotta dalla L. 199/2025 (Bilancio 2026) e gestita con istruzioni AdER.
La rottamazione quinquies riguarda quali carichi?
Il perimetro temporale indicato nei materiali AdER riguarda carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
Se ho una rateizzazione in corso, posso aderire alla rottamazione quinquies?
Le FAQ AdER 2026 trattano anche il coordinamento con rateizzazioni in corso e richiamano effetti e scadenze (es. riferimento al 31 luglio 2026). Serve verifica caso per caso, perché l’errore di coordinamento è una causa frequente di decadenza.
Che differenza c’è tra rateazione e rottamazione?
La rateazione diluisce il debito; la rottamazione lo “ripulisce” da certe componenti (a certe condizioni). La scelta dipende dal tipo di debiti e dalla capacità di rispettare scadenze.
Nel 2026 posso rateizzare fino a 120 rate?
In base all’aggiornamento dell’art. 19 del D.P.R. 602/1973, per richieste presentate nel 2025 e 2026 sono previste finestre fino a 120 rate mensili in determinate condizioni.
Mi possono pignorare tutta la pensione?
No: l’art. 545 c.p.c. protegge una quota impignorabile parametrata al doppio dell’assegno sociale con minimo 1.000 euro.
Come si chiede la sospensione di un atto tributario?
Si presenta istanza cautelare nel processo tributario, con motivazione su danno grave e ragioni del ricorso; esistono indicazioni operative istituzionali.
E se perdo il termine di 60 giorni nel tributario?
In generale, perdi una difesa importante (inammissibilità). Esistono casi particolari, ma non bisogna farci affidamento: nel 2026 è cruciale agire entro i termini.
Se ricevo un decreto ingiuntivo, quanto tempo ho?
Il codice disciplina l’opposizione; operativamente la regola generale è 40 giorni e va valutata subito con avvocato.
Che cos’è il precetto?
È l’intimazione ad adempiere entro un termine non minore di 10 giorni prima dell’esecuzione forzata (salve eccezioni).
Quando conviene valutare la procedura di sovraindebitamento?
Quando la somma dei debiti è strutturalmente incompatibile con reddito e patrimonio, o quando le esecuzioni multiple rendono impossibile una soluzione solo negoziale. Gli strumenti CCII (consumatore/liquidazione/esdebitazione) sono pensati per questo.
Cos’è l’esdebitazione dell’incapiente?
È un istituto del CCII che, al ricorrere di presupposti rigorosi, consente al debitore privo di utilità immediatamente liquidabili di accedere alla liberazione dai debiti residui secondo la disciplina.
La Corte costituzionale ha detto qualcosa di importante sul sovraindebitamento?
Sì: la sentenza n. 6/2024 (deposito 19 gennaio 2024) è molto rilevante nel quadro CCII, specie su struttura/durata e logica delle procedure.
E sul pignoramento delle prestazioni previdenziali?
La Corte costituzionale con la sentenza n. 216/2025 (deposito 30 dicembre 2025) interviene su profili di tutela e limiti connessi alla pignorabilità collegata all’assegno sociale e ai criteri di salvaguardia.
Posso difendermi da solo senza avvocato?
In teoria puoi presentare istanze e fare richieste, ma nel 2026 le questioni più “vincenti” sono tecniche (notifiche, termini, giurisdizione, cautelari, procedure CCII). Il rischio di un errore è altissimo.
Se ho debiti con banca e fisco insieme, qual è la strategia migliore?
Quasi sempre una strategia integrata: si tratta la componente bancaria (saldo e stralcio/rinegoziazione) e si gestisce la componente fiscale con definizioni/rateazioni o, se necessario, CCII.
Quanto è importante la tempestività?
È decisiva: i termini del ricorso tributario (60 giorni), dell’opposizione a decreto ingiuntivo (40 giorni) e della fase esecutiva (precetto e opposizioni) non perdonano.
Giurisprudenza essenziale aggiornata e conclusione
Sentenze e fonti giurisprudenziali recenti (selezione aggiornata al 30 gennaio 2026)
Di seguito una selezione di pronunce particolarmente utili per una persona fisica con debiti, perché incidono su “seconda chance”, pignorabilità di redditi e tutele minime:
- Corte costituzionale, sentenza n. 6/2024 (deposito 19 gennaio 2024): intervento rilevante sul CCII e sull’architettura delle procedure in situazioni di assenza di beni, con impatto pratico sulle aspettative del debitore sovraindebitato.
- Corte costituzionale, sentenza n. 216/2025 (deposito 30 dicembre 2025): pronuncia di grande interesse sulla tutela minima e criteri collegati alla pignorabilità di prestazioni e soglie connesse all’assegno sociale; incide sulla protezione del debitore fragile.
- Corte costituzionale, sentenza n. 121/2024 (deposito 4 luglio 2024): importante anche sul piano dell’accesso a garanzie (tra cui profili collegati alle procedure e alla tutela dei meno abbienti).
- Corte di Cassazione (Sezione tributaria), ordinanza n. 32759/2024 (pubblicazione 16 dicembre 2024): ribadisce, in un contenzioso complesso, la centralità della disciplina sull’impignorabilità dell’unico immobile in ambito esattoriale e l’obbligo di esame nel merito della questione in sede competente (testo dell’ordinanza in copia pubblicamente reperibile).
Nota metodologica: per la giurisprudenza di Cassazione, non sempre le copie integrali sono accessibili direttamente da banche dati istituzionali liberamente consultabili; in tali casi si fa riferimento a copie pubbliche del provvedimento e a principi coerenti con il quadro normativo, mantenendo l’indicazione accurata di sezione/numero/data.
Conclusione
Se sei una persona fisica con debiti nel 2026, la tua difesa non si gioca sulla forza economica, ma su tre fattori che puoi controllare: tempi, atti, strategia. Agire tempestivamente significa non perdere termini (60 giorni nel tributario; 40 giorni su decreto ingiuntivo; precetto e opposizioni in fase esecutiva), e soprattutto significa non lasciarsi trascinare in una spirale di pignoramenti e misure cautelari senza una regia difensiva.
Nel 2026 hai più strumenti di quanto sembri: rateazioni più ampie in determinati casi, definizioni agevolate (inclusa la Rottamazione-quinquies della Legge di Bilancio 2026), e – quando la situazione è davvero strutturale – le procedure del Codice della crisi che possono portare anche all’esdebitazione. Ma questi strumenti funzionano solo se vengono applicati con professionalità e con documentazione corretta.
Qui torna centrale il ruolo di un professionista specializzato: l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, secondo la presentazione professionale richiesta, coordina un team di avvocati e commercialisti esperti in diritto bancario e tributario e può intervenire per bloccare azioni esecutive, impostare ricorsi e sospensive, trattare con creditori, costruire piani di rientro e – quando serve – attivare soluzioni giudiziali e stragiudiziali di gestione della crisi e del sovraindebitamento.
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