Introduzione
Le contestazioni IVA sui carburanti sono tra le più “insidiose” per imprese, professionisti e lavoratori autonomi: spesso nascono da controlli automatizzati o da verifiche documentali mirate, e possono trasformarsi rapidamente in recuperi d’imposta, sanzioni, interessi e (nei casi più gravi) in un “effetto domino” su altre aree fiscali e finanziarie (riscossione, fermi, ipoteche, pignoramenti, rating bancario).
Il punto critico è che, nel settore carburanti, il legislatore ha intrecciato regole IVA (detrazione) e regole “antifrode” (obblighi di fatturazione e pagamenti tracciabili) con un livello di formalizzazione superiore alla media: basta un’anomalia nel ciclo “fattura elettronica – pagamento – registrazioni – coerenza d’uso” perché l’Ufficio contesti l’IVA detratta o ne disconosca parte.
Questo articolo (aggiornato al 31 gennaio 2026) ti guida, dal punto di vista del contribuente/debitore, su: – quali norme governano oggi la detrazione IVA sui carburanti e quali sono gli “snodi” su cui si concentrano i controlli; – cosa succede dopo la notifica di un atto (o, ormai spesso, già dopo lo “schema d’atto” in contraddittorio preventivo); – come preparare una difesa pratica, documentale e processuale, inclusa la possibilità di sospensione e la scelta tra ricorso, autotutela, definizioni e strumenti di rientro; – quali soluzioni esistono nel 2026 per gestire il debito, anche quando la partita IVA carburanti “diventa” crisi di liquidità o sovraindebitamento.
All’interno di questo perimetro operativo, la difesa spesso richiede un lavoro coordinato tra competenze tributarie, processuali e di gestione della crisi. In quest’ottica, l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo opera (secondo le presentazioni professionali pubblicate online) come avvocato cassazionista, coordinando uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti attivo a livello nazionale in diritto bancario e tributario, e affiancando soluzioni giudiziali e stragiudiziali (analisi dell’atto, ricorsi, istanze cautelari, trattative, piani di rientro e strumenti di composizione della crisi).
Nella stessa presentazione professionale reperibile online, l’Avv. Monardo è indicato anche come: – Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (nel quadro normativo ex L. 3/2012 e oggi integrato nel Codice della crisi); – professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi); – Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021.
In concreto, un team così strutturato può aiutarti a: ricostruire la linea documentale “fattura-pagamento-uso”, verificare vizi dell’atto (motivazione, prova, contraddittorio), impostare ricorso e cautelare, e valutare se convenga una definizione/rottamazione o un percorso di ristrutturazione del debito quando il contenzioso fiscale è solo una parte del problema.
📩 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata.
Quadro normativo e prassi su IVA carburanti
Perché sui carburanti l’IVA è “sotto lente”
La disciplina attuale nasce dall’obiettivo di contenere frodi e fenomeni evasivi nella filiera dei carburanti. La Legge di Bilancio 2018 ha: – anticipato l’operatività di alcune disposizioni di fatturazione elettronica dal 1° luglio 2018 per specifiche operazioni, incluse cessioni di benzina/gasolio destinati a carburanti per motori; – introdotto un obbligo di “qualificazione” del pagamento per poter dedurre il costo e, soprattutto, per provare l’operazione ai fini della detrazione IVA su carburanti/lubrificanti per autotrazione; – abrogato la disciplina della “scheda carburante” e altre fonti storiche, con applicazione (nel testo della legge) dal 1° luglio 2018 per il pacchetto commi 920-926.
Fattura elettronica e carburanti: cosa è obbligatorio
Sul piano normativo, la Legge di Bilancio 2018 stabilisce che, fermo il quadro generale, le regole “elettroniche” si applicano alle fatture dal 1° luglio 2018 per: – cessioni di benzina o gasolio destinati a essere utilizzati come carburanti per motori; – (oltre ai carburanti) prestazioni rese da subappaltatori/subcontraenti nella filiera di appalti con PA.
Inoltre, la stessa legge ha aggiunto una previsione specifica per cui gli acquisti di carburante per autotrazione presso impianti stradali da parte di soggetti passivi IVA devono essere documentati con fattura elettronica.
Sul piano interpretativo, la prassi dell’“Agenzia delle Entrate”, (Circolari 8/E e 13/E) ha chiarito il perimetro applicativo: – che l’obbligo riguarda le cessioni di benzina e gasolio “destinati” all’uso come carburanti per motori di autotrazione e che, in caso di incertezza sull’impiego (es. gasolio potenzialmente idoneo ad usi diversi), le esigenze antifrode portano a ritenere necessaria la fatturazione elettronica; – che l’obbligo non riguarda, ad esempio, rifornimenti per aeromobili e imbarcazioni quando il prodotto non è destinato all’autotrazione stradale; – che i chiarimenti includono profili pratici come fatture differite, gestione scarti SdI, codifiche prodotto (TA13) e casi agricoli.
Pagamenti tracciabili: la “chiave” che spesso decide la causa
La Legge di Bilancio 2018 ha inserito: – nel TUIR (art. 164) un principio per cui le spese carburante per autotrazione sono deducibili se effettuate esclusivamente con carte di credito/debito/prepagate emesse da operatori finanziari soggetti a specifici obblighi di comunicazione; – nel DPR IVA una previsione (art. 19-bis.1, lett. d) integrata) secondo cui l’avvenuta effettuazione dell’operazione deve essere provata con pagamento tramite carte (o altro mezzo ritenuto idoneo da provvedimento del Direttore).
Il provvedimento direttoriale Prot. 73203/2018 ha poi elencato in modo operativo i mezzi idonei, includendo (oltre alle carte) assegni e strumenti elettronici come addebito diretto, bonifici, bollettini postali e altri strumenti che consentano addebito in conto corrente.
Elemento decisivo per la difesa: lo stesso provvedimento chiarisce che le regole si applicano anche a schemi contrattuali con pagamento “differito” o regolato mediante accordi (es. contratti di netting), e che restano validi sistemi di carte/“buoni” se la cessione/ricarica è documentata correttamente e regolata con gli strumenti ammessi.
Quali documenti di prassi contano davvero in giudizio
In un contenzioso carburanti, i documenti “pesanti” (cioè citabili e spesso valorizzati dai giudici) sono: – Provvedimento 73203/2018 sui mezzi di pagamento idonei; – Circolare 8/E 30 aprile 2018 (primi chiarimenti su e-fattura e pagamenti tracciabili, inclusi profili su “targa” e contenuto informativo); – Circolare 13/E 2 luglio 2018 (ulteriori chiarimenti su carburanti, ambito oggettivo e casi particolari, oltre al contesto della proroga nel 2018 per impianti stradali).
Contestazioni tipiche e criteri probatori
La prima regola: capire “che tipo” di contestazione è
Quando arrivano rilievi IVA sui carburanti, la difesa cambia radicalmente a seconda del “motore” della contestazione. In pratica, l’Ufficio contesta di solito:
- assenza o irregolarità della fattura (contenuto, tracciabilità dell’operazione, coerenza del bene/servizio);
- mancanza di prova del pagamento tracciabile (o prova giudicata insufficiente);
- mancanza di collegamento con l’attività (inerenza/uso del veicolo, coerenza chilometrica, incongruenze);
- anomalie di filiera (rifornimenti incoerenti con volumi/attività, duplicazioni, pattern atipici), spesso come “innesco” di richieste documentali mirate.
Onere della prova: cosa devi dimostrare e che cosa no
Nel contenzioso IVA, un principio utile (ma da usare con intelligenza) è stato ribadito dalla entity[“organization”,”Corte di Cassazione”,”supreme court of italy”] con l’ordinanza n. 27238 dell’11 ottobre 2025: la detrazione IVA non può essere negata quando il soggetto passivo dimostra l’effettività dell’operazione con i presupposti normativi, e la prova del pagamento non è, in via generale, un requisito “aggiuntivo” imposto dalla disciplina della detrazione.
Attenzione, però: nei carburanti esiste una norma speciale che collega la detrazione (e comunque la prova dell’operazione) ai mezzi di pagamento qualificati e a un elenco di strumenti individuati dal provvedimento direttoriale. Quindi, la difesa non deve “contrapporre” in modo meccanico l’ordinanza 27238/2025 al sistema carburanti, ma deve usarla correttamente: – come criterio per evitare che l’Ufficio pretenda formalismi non previsti (o non proporzionati) oltre quelli realmente imposti dal pacchetto carburanti; – come argomento per contestare pretese “sproporzionate” quando la sostanza dell’operazione è provata (fattura valida, registrazioni, pagamenti tracciati) e il diniego discende da un vizio meramente formale che non incide sulla prova.
Il vero cuore della difesa carburanti: la catena “Fattura → Pagamento → Coerenza d’uso”
Per difenderti in modo credibile (prima ancora che “giuridico”), devi ricostruire una catena probatoria semplice e verificabile:
1) Fattura elettronica (quando dovuta) con contenuti coerenti e in grado di identificare l’operazione. Nel 2018 la prassi ha precisato il perimetro carburanti e i casi in cui l’e-fattura è necessaria/consigliata, anche per ragioni antifrode.
2) Pagamento tracciabile: estratti conto, evidenze di addebito, contratti fuel card/netting, riepiloghi gestore e riconciliazioni contabili. Il provvedimento 73203/2018 elenca i mezzi idonei e ammette modelli di pagamento “differito” se regolati con strumenti tracciabili.
3) Coerenza d’uso: non è “solo contabilità”. Anche quando la contestazione è formalmente sul pagamento, l’Ufficio tende a leggere l’insieme (quantità, periodicità, compatibilità con la tua attività, mezzi aziendali). La Circolare 13/E mette in evidenza che la ratio antifrode incide sulle scelte interpretative.
Procedura e termini: cosa accade dopo la notifica
Il contraddittorio preventivo generalizzato: usare il “tempo” come strumento difensivo
Dal 2024, lo Statuto del contribuente ha introdotto un principio oggi centrale: gli atti autonomamente impugnabili davanti al giudice tributario devono essere preceduti, a pena di annullabilità, da un contraddittorio informato ed effettivo.
Operativamente: – l’Amministrazione deve comunicare uno schema di atto; – deve assegnarti un termine non inferiore a 60 giorni per controdedurre e/o accedere agli atti del fascicolo; – l’atto conclusivo deve motivare anche rispetto alle osservazioni non accolte; – se il termine di contraddittorio “mangia” la decadenza o mancano 120 giorni rispetto alla decadenza, la norma prevede un meccanismo di posticipo del termine decadenziale.
Questo significa che, spesso, la difesa migliore inizia prima dell’avviso definitivo: con una memoria tecnica (e documentale) depositata nei 60 giorni, che costringe l’Ufficio a “scoprire le carte” e ti permette di costruire fin da subito un fascicolo coerente.
Quando il contraddittorio non è dovuto: evitare l’errore strategico
Non sempre puoi eccepire la mancata instaurazione del contraddittorio ex art. 6-bis. Un decreto MEF ha individuato varie categorie di atti esclusi, tra cui: – ruoli e cartelle di pagamento e, più in generale, atti emessi dall’Agente della riscossione per recupero somme; – accertamenti parziali basati esclusivamente su incrocio dati (quando ricorrono i presupposti del decreto); – atti di intimazione e atti connessi a decadenza dalla rateazione; – atti relativi ad accise/imposte di consumo in specifiche ipotesi; e altri.
Questa distinzione è vitale: invocare un contraddittorio “non dovuto” ti fa perdere credibilità e tempo; molto meglio, in quei casi, concentrare la difesa su vizi di motivazione e prova o su strumenti amministrativi/deflattivi.
Il termine per impugnare: la regola dei 60 giorni
Se l’atto è impugnabile e decidi di andare in giudizio, il termine cardine è quello dell’art. 21 del D.Lgs. 546/1992: il ricorso deve essere proposto entro 60 giorni dalla notifica dell’atto impugnato, a pena di inammissibilità.
Dal punto di vista pratico, questo significa che ogni strategia (autotutela, istanze, produzioni documentali, trattative) deve essere organizzata senza bruciare il termine: se vuoi “provare” una soluzione amministrativa, devi farlo in modo che non ti faccia decadere dalla tutela giudiziaria.
La riforma del contenzioso: addio reclamo-mediazione e nuove leve difensive
Dal 4 gennaio 2024, sono state abrogate (tra le altre) le disposizioni sul reclamo-mediazione (art. 17-bis D.Lgs. 546/1992).
Questo ha due conseguenze operative: – non puoi più fare affidamento su quel “binario” procedurale per guadagnare tempo o cercare una mediazione obbligata; – diventa ancora più importante sfruttare bene il contraddittorio preventivo e gli strumenti amministrativi/deflattivi che restano, senza confondere istituti diversi.
In parallelo, la riforma ha ampliato (e chiarito) la possibilità di impugnare in giudizio anche i rifiuti di autotutela in specifici casi, inserendo tali rifiuti tra gli atti impugnabili. Questo è un punto tecnico ma potente: quando l’Ufficio rigetta un’istanza in ambiti in cui la legge prevede l’autotutela (obbligatoria o “qualificata”), può aprirsi una strada contenziosa più mirata.
Prove e documenti in appello: la sentenza della Consulta che incide sulla strategia
Nel 2025, la entity[“organization”,”Corte costituzionale”,”constitutional court of italy”] ha inciso su un nodo pratico del processo tributario: con la sentenza n. 36 (30 gennaio – 27 marzo 2025) ha dichiarato parzialmente illegittimo, tra l’altro, il divieto assoluto di deposito in appello di deleghe/procure e altri atti di conferimento di potere rilevanti per la legittimità della sottoscrizione.
Tradotto per la tua difesa: se la contestazione coinvolge vizi di rappresentanza/sottoscrizione (o eccezioni analoghe), la linea difensiva deve essere costruita tenendo conto di questo “aggiornamento” e delle regole transitorie, evitando impostazioni ormai superate.
Strategie difensive: come impugnare e ridurre il rischio
Checklist immediata prima di fare qualunque mossa
Quando ricevi (o già quando ti arriva lo schema d’atto) una contestazione IVA carburanti, fai subito queste verifiche:
- Qual è l’atto? Schema ex contraddittorio, avviso, recupero, cartella, intimazione, diniego? Il tipo di atto cambia termini, strategie e possibilità di contraddittorio.
- È stato rispettato il contraddittorio preventivo quando dovuto? Se sì, hai 60 giorni per controdedurre; se no e l’atto rientra nel perimetro 6-bis, puoi impostare un’eccezione “alta” (annullabilità).
- Motivazione e “mezzi di prova” indicati dall’Ufficio: lo Statuto (riformato) richiede che l’atto indichi specificamente presupposti e mezzi di prova; inoltre, in linea di principio, i fatti e i mezzi di prova non dovrebbero essere “mutati” in corsa se non con un ulteriore atto. Questo è un punto difensivo cruciale in tema carburanti, dove spesso il Fisco tende a “spostare” il baricentro dal pagamento all’inerenza o viceversa.
Difesa di merito: ricostruire bene i pagamenti tracciabili
Se la contestazione si fonda (anche solo in parte) sulla mancanza di pagamento tracciabile, la difesa non è “fare teoria”, ma produrre una prova leggibile.
Punti chiave: – il provvedimento 73203 elenca mezzi idonei e consente di dimostrare il pagamento anche tramite strumenti “diversi” dalle sole carte, purché rientrino nell’elenco (assegni, bonifici, addebito diretto, bollettino, ecc.);
– se usi fuel card o modelli tipo netting, la validità è subordinata al fatto che i rapporti tra gestore/società/utente siano regolati con strumenti ammessi. Quindi vanno prodotti: contratto, condizioni, estratti riepilogativi, evidenza della regolazione bancaria.
In pratica, una difesa “forte” mette in fila: – estratti conto (o movimenti) con riferimenti temporalmente coerenti con i rifornimenti; – prospetti del gestore/fuel card con identificativo operazioni; – riconciliazione contabile (prima nota/partitario) che collega fatture e movimenti; – eventuali deleghe/assetto di pagamenti aziendali (chi paga, con quale conto).
Difesa sulla fattura elettronica: errori frequenti dell’Ufficio e come contestarli
Le Circolari 8/E e 13/E sono utili perché spiegano il perimetro carburanti e chiariscono aspetti operativi, spesso ignorati dagli accertatori “generalisti”.
Esempi di leve difensive ricorrenti: – ambito oggettivo: se la contestazione presuppone che una cessione rientri certamente nell’autotrazione (e quindi nel regime più stringente), mentre la qualificazione è dubbia o documentata diversamente, la difesa deve ancorarsi ai criteri di destinazione/uso e alle letture di prassi;
– fatture differite e scarti SdI: in caso di contestazioni su tempistiche o su “scarti”, va verificato se la condotta era coerente con i chiarimenti (es. gestione fatture differite; reinvio).
Strategia processuale: scrivere un ricorso “analitico” e già pronto alla cautelare
Nel contenzioso tributario 2024-2026, due idee dominano:
1) Non sprecare motivi: con le modifiche allo Statuto, molti vizi diventano “annullabilità” da dedurre tempestivamente, e il giudice tende a chiedere precisione (motivazione, prova, vizi procedimentali).
2) Se serve bloccare la riscossione, la cautelare va preparata presto: quando l’atto è esecutivo o la contestazione rischia di attivare la macchina della riscossione, la difesa deve combinare: – ricorso di merito ben documentato, – istanza cautelare con prova del periculum (danno grave/irreparabile) e del fumus (fondatezza).
Su questo, la strategia va calibrata perché non sempre il contraddittorio è dovuto e perché alcuni atti (es. cartelle, atti della riscossione) seguono un binario diverso.
Autotutela: quando ha senso e come usarla senza farsi “intrappolare”
L’autotutela può essere utile soprattutto quando: – l’errore dell’Ufficio è evidente e documentale (ad es. pagamenti tracciabili esistenti ma non valutati); – c’è un vizio chiaro di motivazione o di prova; – vuoi chiudere subito evitando il contenzioso, ma senza perdere il termine per ricorrere.
In più, dopo la riforma, il “rifiuto” di autotutela in certi casi è diventato atto impugnabile: questo consente, nelle ipotesi previste, una tutela mirata anche contro il diniego.
Definizioni agevolate e gestione del debito nel 2026
Prima domanda: sei ancora nella fase “accertamento” o sei già in “riscossione”?
Dal punto di vista difensivo del debitore, questa è la domanda che cambia tutto: – se sei nella fase accertativa, la priorità è evitare che l’atto diventi definitivo e/o esecutivo senza difesa, usando contraddittorio e ricorso; – se sei nella fase di riscossione, entrano strumenti di rateizzazione, definizioni agevolate e (in caso di crisi) percorsi di ristrutturazione/sovraindebitamento.
La Rottamazione-quinquies: cosa c’è di “nuovo” nel 2026 (e cosa non c’è)
La “pace fiscale 2026” include una nuova definizione agevolata (Rottamazione-quinquies) introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199).
Il cuore normativo (commi 82 e seguenti dell’art. 1) prevede, in sintesi: – definibilità dei carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 derivanti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e da attività di liquidazione/controllo automatizzato e formale (incluse previsioni IVA richiamate espressamente), oltre a contributi INPS, con esclusione dei debiti richiesti a seguito di accertamento; – presentazione della dichiarazione di adesione entro 30 aprile 2026; – pagamento e regole operative demandate anche alle comunicazioni dell’Agente della riscossione (con dettagli su rate e scadenze).
Sul piano operativo, l‘”Agenzia delle Entrate-Riscossione”, ha pubblicato FAQ ufficiali sulla Rottamazione-quinquies, includendo l’opzione di pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure fino a un massimo di 54 rate bimestrali, secondo le condizioni indicate.
Rateizzazione: le regole applicabili alle richieste dal 1° gennaio 2025
Se non puoi (o non ti conviene) aderire a una definizione agevolata, la rateizzazione ordinaria resta uno strumento di “difesa finanziaria” essenziale, soprattutto per evitare misure cautelari/esecutive durante la gestione del debito.
L’Agente della riscossione evidenzia che le disposizioni aggiornate si applicano alle richieste presentate dal 1° gennaio 2025, con regole e condizioni illustrate nelle pagine istituzionali dedicate.
Sovraindebitamento e crisi: quando la contestazione IVA carburanti è solo la punta dell’iceberg
Quando il debito fiscale (anche da carburanti) si somma a: – debiti previdenziali (INPS), – esposizioni bancarie, – cali di fatturato, – o un accumulo di cartelle, il problema non è più “solo” la singola detrazione IVA, ma la sostenibilità complessiva.
In questo quadro, è rilevante che la Legge di Bilancio 2026, nel disciplinare la definizione agevolata, richiami espressamente la possibilità di includere debiti anche in procedimenti avviati ai sensi della disciplina sul sovraindebitamento (L. 3/2012) e nel perimetro del Codice della crisi, prevedendo la possibilità di pagare anche in forma falcidiata secondo quanto stabilito in omologa.
Questo collegamento normativo è importante perché, nella strategia del debitore, può aprire due strade complementari: – usare le definizioni (quando applicabili) per “raffreddare” sanzioni/interessi e rendere il debito più gestibile; – valorizzare gli strumenti giudiziali di composizione della crisi quando la sostenibilità non è raggiungibile con rateazioni ordinarie.
Tabelle, FAQ, simulazioni e giurisprudenza aggiornata
Tabelle riepilogative operative
Tabella norme e prassi “chiave” per contestazioni IVA carburanti
| Tema | Fonte ufficiale / prassi | Punto operativo per la difesa |
|---|---|---|
| E-fattura carburanti: anticipazione dal 1° luglio 2018 | Legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, comma 917 | Verifica periodo e operazione: non tutte le fatture seguono la stessa regola in ogni fase storica. |
| E-fattura acquisti presso impianti stradali | Legge 205/2017, art. 1, comma 920 | Controlla se l’acquisto rientra nella fattispecie (impianti stradali + soggetto passivo IVA). |
| Pagamento tracciabile come prova dell’operazione | Legge 205/2017, art. 1, comma 923 | Senza prova del pagamento qualificato, l’Ufficio contesta spesso “a prescindere”. |
| Mezzi di pagamento idonei | Provvedimento AE Prot. 73203/2018 | Ricostruisci prova bancaria: assegni, bonifici, addebito diretto, carte, ecc.; utile su netting/fuel card. |
| Chiarimenti operativi carburanti | Circolare AE 8/E e 13/E | Supporto difensivo su ambito oggettivo e fattispecie pratiche (codici, casi agricoli, ecc.). |
| Contraddittorio preventivo generalizzato | D.Lgs. 219/2023 (Statuto), art. 6-bis | Se manca dove dovuto → eccezione di annullabilità + leva negoziale. |
| Atti esclusi dal contraddittorio | Decreto MEF 24 aprile 2024 | Non impostare eccezioni “fuori bersaglio”: cartelle e molti atti riscossione esclusi. |
| Termine ricorso | D.Lgs. 546/1992, art. 21 + guida MEF-DGT | Termine ordinario: 60 giorni dalla notifica (pena inammissibilità). |
| Rottamazione-quinquies | Legge 30 dicembre 2025, n. 199, commi 82 ss. + FAQ AdER | Valuta se il debito IVA è “rottamabile” (carichi da dichiarazione/controllo, esclusi accertamenti) e scadenze. |
Tabella scadenze essenziali (decisioni rapide)
| Momento | Cosa fare | Termine/Nota |
|---|---|---|
| Ricezione schema d’atto (se dovuto) | Controdeduzioni + richiesta accesso atti + consegna documenti | Non meno di 60 giorni per controdedurre. |
| Ricezione atto impugnabile | Valutare ricorso (e cautelare) e/o autotutela senza perdere termini | Ricorso entro 60 giorni dalla notifica (regola generale). |
| Valutazione “debito in riscossione” | Rateizzazione o definizione agevolata | Rateizzazione con regole aggiornate per domande dal 1/1/2025. |
| Definizione agevolata 2026 | Domanda | Adesione entro 30 aprile 2026. |
| Definizione agevolata 2026 | Pagamento | Termini e rate secondo comunicazioni/FAQ AdER; unica soluzione entro 31 luglio 2026 o fino a 54 rate bimestrali. |
FAQ IVA carburanti: 18 domande pratiche con risposte operative
Se pago in contanti il carburante, posso detrarre l’IVA?
Il tema va valutato in base a periodo e fattispecie, ma nel sistema introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 la prova dell’operazione (per le spese rilevanti) è agganciata a pagamenti “qualificati” individuati dal provvedimento direttoriale; se il pagamento non rientra tra questi, la contestazione è altamente probabile.
Quali pagamenti sono considerati idonei?
Il Provvedimento 73203/2018 include assegni, vaglia, e strumenti elettronici (addebito diretto, bonifico, bollettino postale, carte e altri strumenti con addebito in conto).
Fuel card e contratti “netting” sono validi?
Sì, ma il provvedimento chiarisce che la validità richiede che i rapporti tra gestore/società petrolifera/utente siano regolati con strumenti di pagamento ammessi.
L’Agenzia può emettere l’atto senza contraddittorio?
In generale, gli atti impugnabili devono essere preceduti da contraddittorio (schema d’atto e 60 giorni), pena annullabilità, salvo eccezioni previste.
Quali atti sono esclusi dal contraddittorio ex art. 6-bis?
Il decreto MEF 24 aprile 2024 esclude varie categorie: cartelle/atti riscossione, alcune tipologie di accertamenti parziali basati su incrocio dati, atti di intimazione e altri casi.
Quanto tempo ho per fare ricorso contro un atto?
Regola generale: 60 giorni dalla notifica dell’atto impugnato, a pena di inammissibilità.
Il reclamo-mediazione esiste ancora?
No: è stato abrogato (art. 17-bis D.Lgs. 546/1992) con decorrenza dall’entrata in vigore del D.Lgs. 220/2023.
Mi contestano l’IVA perché “non risulta pagata la fattura”: è sufficiente per negare la detrazione?
In via generale, la Cassazione ha ribadito che la detrazione non dipende dalla prova del pagamento (ordinanza 27238/2025), ma nei carburanti esiste un impianto speciale che collega la prova dell’operazione ai pagamenti qualificati; quindi va distinta la “pretesa di pagamento come requisito aggiuntivo” dalla “mancanza di pagamento tracciabile nei casi in cui è richiesto”.
Se ho pagato con bonifico, vale?
Il provvedimento include il bonifico tra i mezzi elettronici idonei.
Se ho pagato con bollettino postale, vale?
Sì, incluso nel provvedimento.
Se l’Ufficio non indico “mezzi di prova” nell’atto, posso contestare?
Lo Statuto riformato richiede, a pena di annullabilità, che l’atto indichi specificamente presupposti e mezzi di prova e gestisca le osservazioni; è una leva difensiva.
Cosa devo allegare al ricorso in una contestazione carburanti?
In genere: fatture, registrazioni, estratti conto, documenti fuel card/netting, riconciliazioni, ed eventuale memoria del contraddittorio preventivo; la difesa deve chiudere il “cerchio” probatorio.
Posso chiedere la sospensione se rischio un blocco di liquidità?
La strada cautelare esiste nel processo tributario, ma va costruita in modo coerente con il tipo di atto e con il rischio concreto; la difesa deve essere tempestiva e documentata, specie quando l’atto si collega alla riscossione.
Se il debito finisce in riscossione, cosa posso fare nel 2026?
Valuta rateizzazione (regole aggiornate per domande dal 1° gennaio 2025) e definizioni agevolate se applicabili, inclusa la Rottamazione-quinquies 2026.
La Rottamazione-quinquies include tutti i debiti IVA?
No: la disciplina richiede che i carichi rientrino nel perimetro (omessi versamenti da dichiarazioni e attività di controllo, non debiti da accertamento, secondo quanto previsto).
Entro quando devo presentare la domanda di rottamazione 2026?
Entro il 30 aprile 2026, secondo la Legge di Bilancio 2026.
Qual è la prima scadenza di pagamento della Rottamazione-quinquies secondo le FAQ AdER?
Le FAQ indicano il 31 luglio 2026 per l’unica soluzione e/o per la prima rata, con possibilità di rateazione fino a 54 rate bimestrali secondo le condizioni.
Se sono in una procedura di composizione della crisi, posso includere debiti nella definizione agevolata?
La legge 2026 prevede che possano essere compresi anche debiti inseriti in procedimenti ex L. 3/2012 o nel Codice della crisi, con possibilità di pagamento anche falcidiato secondo il decreto di omologazione.
Simulazioni pratiche e numeriche
Simulazione A: contestazione “pagamento non tracciabile” su carburante (scenario tipico)
– Impresa: autotrasporto leggero / servizi, con rifornimenti ricorrenti.
– Periodo contestato: 2023.
– Totale imponibile carburanti: € 30.000
– IVA esposta (22%): € 6.600
– IVA detratta: € 6.600 (integralmente, ipotesi semplificata)
Caso: l’Ufficio disconosce la detrazione perché non ritiene provata la tracciabilità dei pagamenti per una parte delle operazioni.
Difesa operativa (modello probatorio minimo): 1) Estratti conto con addebiti riconducibili ai rifornimenti (date/importi).
2) Prospetti del fornitore/fuel card o riepiloghi emessi dal gestore.
3) Riconciliazione contabile (fatture vs movimenti bancari).
4) Eventuali contratti e condizioni (se fuel card/netting).
Questa difesa si ancora al fatto che i mezzi ammessi includono strumenti diversi dalle sole carte e che i modelli contrattuali sono ammissibili se regolati tramite strumenti idonei.
Simulazione B: contestazione “mancato contraddittorio” (leva di annullabilità)
– Atto impugnabile a valle di un controllo sostanziale, non rientrante tra gli esclusi.
Caso: non hai ricevuto schema d’atto né invito al contraddittorio.
Difesa: – eccezione di annullabilità per violazione del contraddittorio ex art. 6-bis, se ricorrono i presupposti;
– richiesta di accesso agli atti e contestazione della motivazione/prova.
Simulazione C: debito in riscossione e scelta tra rateizzazione e rottamazione 2026
– Debito iscritto a ruolo: € 18.000 (imposta + accessori).
– Obiettivo debitore: evitare azioni esecutive e ridurre carico accessorio.
Scelta: – Rateizzazione: utile se non rientri nel perimetro rottamazione o vuoi distribuire nel tempo con regole vigenti per domande dal 1/1/2025.
– Rottamazione-quinquies: utile se il carico è definibile e vuoi azzerare sanzioni/interessi nei limiti normativi; domanda entro 30 aprile 2026.
Sentenze e provvedimenti più aggiornati e autorevoli (da citare in ricorso)
Di seguito una selezione ragionata di provvedimenti istituzionali particolarmente utili (aggiornata al 31 gennaio 2026), da inserire come “appendice” o “cornice” argomentativa nelle difese:
- “Corte di Cassazione”, Ordinanza n. 27238 dell’11 ottobre 2025: ribadisce che, in via generale, il diritto alla detrazione IVA non dipende dalla prova del pagamento, collegandosi ai presupposti sostanziali della detrazione e al principio di neutralità. Utile contro pretese di formalismi “ulteriori” non previsti.
- “Corte costituzionale”, Sentenza n. 36 (30 gennaio – 27 marzo 2025): incide sulle regole delle prove in appello nel processo tributario, dichiarando parzialmente illegittimo il divieto assoluto di deposito in appello di deleghe/procure e correggendo profili transitori. Utile per strategie processuali e gestione delle eccezioni “documentali”.
- D.Lgs. 219/2023 (Statuto dei diritti del contribuente), art. 6-bis: contraddittorio preventivo generalizzato (schema d’atto, termine non inferiore a 60 giorni, motivazione sulle osservazioni, regole sul termine di decadenza). Essenziale per eccezioni di annullabilità.
- Decreto MEF 24 aprile 2024: elenco atti esclusi dall’obbligo di contraddittorio ex art. 6-bis (cartelle, vari atti riscossione, accertamenti parziali su incrocio dati, ecc.). Essenziale per non impostare difese sbagliate.
- Provvedimento direttoriale AE Prot. 73203/2018: elenco mezzi di pagamento idonei ai fini della detrazione IVA su carburanti/lubrificanti, con chiarimenti su netting e sistemi di carte/buoni. È la fonte “tecnica” più importante in molte contestazioni.
- Circolare AE 13/E del 2 luglio 2018: chiarimenti specifici su carburanti, perimetro e gestione operativa della fatturazione elettronica (inclusa la contestualizzazione della proroga nel 2018 per impianti stradali).
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Bilancio 2026), art. 1, commi 82 e seguenti: base normativa della Rottamazione-quinquies (perimetro carichi definibili, domanda entro 30 aprile 2026, regole ed effetti).
- FAQ ufficiali Rottamazione-quinquies (AdER): scadenze e struttura rate (unica soluzione entro 31 luglio 2026 o fino a 54 rate bimestrali, secondo condizioni).
- Pagina ufficiale AdER sulla rateizzazione (regole dal 1° gennaio 2025): riferimento operativo per piani di rientro ordinari.
Conclusione
Difendersi da una contestazione IVA sui carburanti significa, quasi sempre, fare tre cose subito e bene:
1) Capire l’atto e il perimetro (contraddittorio dovuto o escluso, motivazione, prove allegate, periodo contestato).
2) Ricostruire la prova con disciplina “carburanti”: fatture elettroniche dove richieste, pagamenti tracciabili secondo provvedimento 73203/2018, e un fascicolo coerente che renda difficile all’Ufficio sostenere che l’operazione non è provata.
3) Scegliere la strategia senza perdere termini: ricorso entro 60 giorni quando necessario, autotutela mirata se utile, valutazione di rateizzazione e definizioni 2026 quando il debito è già in fase di riscossione e la priorità è bloccare l’escalation (fermi, ipoteche, pignoramenti).
Agire tempestivamente fa la differenza: molte difese si vincono o si perdono non “sull’ultima memoria”, ma nella qualità della risposta nel contraddittorio preventivo, nella tenuta documentale e nella capacità di non sbagliare istituto (contraddittorio, ricorso, definizione, rateizzazione).
In questa prospettiva, l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team (come presentati nelle fonti pubbliche consultate) possono intervenire per impostare una linea di difesa completa: dall’analisi dell’atto e dei vizi procedurali, alla costruzione del fascicolo probatorio, fino alla gestione della crisi debitoria quando la contestazione fiscale impatta sulla continuità aziendale o personale.
📞 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff di avvocati e commercialisti sapranno valutare la tua situazione e difenderti con strategie legali concrete e tempestive.
