Introduzione
Per un’impresa, un professionista o anche un privato che lavora con la Pubblica amministrazione, il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) è spesso la “chiave” che apre o chiude porte decisive: appalti e subappalti, SAL, autorizzazioni e pratiche edilizie, attestazioni SOA, accesso a misure e vantaggi di natura contributiva o a filiere contrattuali in cui la regolarità contributiva è una condizione sostanziale. Il problema pratico, dal punto di vista del debitore, è che una pendenza INPS/INAIL/Cassa edile (anche non enorme) può bloccare il DURC e generare un effetto domino: perdita di lavori, revoche, risoluzioni, esclusioni, blocchi di pagamento, segnalazioni interne alle stazioni appaltanti, e — soprattutto — corsa contro il tempo.
In questo contesto si inserisce la domanda, oggi attualissima (gennaio 2026):
“Aderire alla Rottamazione-quinquies permette di ottenere il DURC regolare in automatico?”
La risposta non può essere uno slogan. Serve distinguere:
cosa prevede la Rottamazione-quinquies introdotta dalla Legge di Bilancio 2026;
che cosa significa “DURC regolare” nel sistema DURC On Line;
se l’effetto “regolare” scatta dalla domanda, dalla prima rata o solo dopo il perfezionamento;
quali sono i limiti (altri debiti non coperti, ritardi di pagamento, tolleranze, inviti a regolarizzare);
e quali sono le strategie difensive* se il DURC è urgente (gare, SAL, cantieri), ma i carichi non sono tutti rottamabili.
Sul piano operativo, lo scopo di questa guida è dare al contribuente/debitore una mappa: norme, scadenze, rischi e contromisure, con esempi numerici.
A guidare il lettore, secondo le informazioni pubbliche presentate dallo Studio, è l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti, con focus nazionale in diritto bancario e tributario. In particolare, nelle presentazioni dello Studio, l’Avv. Monardo è indicato come avvocato cassazionista, Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi), ed Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021.
In concreto, un team con queste competenze può assistere su più livelli, tipicamente decisivi quando il DURC è bloccato:
analisi dell’atto (cartella, avviso di addebito, intimazione), verifica della definibilità in rottamazione, ricorsi e sospensive dove utili, interlocuzioni con gli enti, piani di rientro e rateazioni “DURC-compatibili”, fino a soluzioni giudiziali/stragiudiziali (anche in ambito crisi e sovraindebitamento).
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Quadro normativo aggiornato: Rottamazione-quinquies e collegamento al DURC
La Rottamazione-quinquies esiste (ed è operativa sul piano normativo)
Al 30 gennaio 2026, la Rottamazione-quinquies è una misura effettivamente introdotta dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, commi 82–101, pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
Quali debiti rientrano: “maglie più strette” rispetto alle rottamazioni precedenti
Il perimetro è selettivo. In estrema sintesi, la norma consente di definire:
- carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023
- purché derivino (in larga parte) da omessi versamenti risultanti da dichiarazioni e controlli automatizzati/formali (richiami a artt. 36-bis e 36-ter DPR 600/1973; artt. 54-bis e 54-ter DPR 633/1972)
- e, per la parte contributiva, omesso versamento di contributi previdenziali dovuti all’INPS, con esclusione di quelli richiesti “a seguito di attività di accertamento”.
Dal punto di vista del debitore, questa clausola è decisiva: non tutto ciò che è INPS è automaticamente “rottamabile”; conta la genesi del carico (omesso versamento vs accertamento).
Che cosa si paga e che cosa si “taglia”
La struttura è la classica delle definizioni agevolate: estinzione del debito con pagamento delle somme “base” e azzeramento di una parte degli accessori. La Legge 199/2025 prevede l’estinzione senza corrispondere varie componenti accessorie normalmente iscritte o affidate, e con pagamento di capitale e spese tipiche della riscossione (notifiche/esecutive).
Rate, scadenze e interessi (dato chiave per chi deve “salvare” il DURC)
La Legge di Bilancio 2026 consente: – pagamento in unica soluzione entro 31 luglio 2026, oppure
– pagamento fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, con un calendario che parte dal 31 luglio 2026 e prosegue bimestralmente secondo le scadenze fissate dalla legge.
Sulle rate si applicano interessi al 3% annuo a decorrere dal 1° agosto 2026.
Questa finestra (domanda entro aprile, comunicazione importi entro giugno, prima rata a luglio) è ciò che, in pratica, determina se la Rottamazione-quinquies possa essere una soluzione “salva-DURC” in tempi utili.
Il punto-chiave: il rinvio espresso all’art. 54 D.L. 50/2017 per il DURC
Il cuore della tua domanda sta qui: la Legge 199/2025, tra gli effetti della presentazione della dichiarazione di adesione, stabilisce espressamente che “si applica l’articolo 54 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50” ai fini del rilascio del DURC, richiamando anche il D.M. 30 gennaio 2015 sul DURC On Line.
Questo è un dato “hard” di legge: non è una prassi, non è una FAQ.
E l’art. 54 D.L. 50/2017 dice, in sintesi: – il DURC è rilasciato “a seguito della presentazione della dichiarazione” di adesione alla definizione, fermi gli altri requisiti del DURC (D.M. 30 gennaio 2015);
– ma se c’è omesso/insufficiente/tardivo versamento (anche di una rata), i DURC rilasciati sulla base di quella regola sono annullati.
Quindi: sì, la legge crea un canale DURC-favorevole, ma lo rende fragile se poi non paghi come promesso.
DURC online: requisiti, tempi e “invito a regolarizzare”
Il DURC “on line” è una verifica in tempo reale (non un certificato “statico” ottenuto una volta per tutte)
Il D.M. 30 gennaio 2015 (GU 1 giugno 2015) disciplina la “semplificazione” e la verifica telematica della regolarità contributiva. Una regola importante, spesso trascurata in situazioni di emergenza, è che l’esito positivo genera un documento con validità 120 giorni dalla data della verifica.
Requisiti di regolarità: quando puoi risultare “regolare” anche se hai debito
L’art. 3 del D.M. 30 gennaio 2015 chiarisce che, oltre al pagamento dei dovuti, la regolarità “sussiste comunque” in varie ipotesi, tra cui: – rateizzazioni concesse da INPS/INAIL/Casse edili o dagli Agenti della riscossione;
– sospensioni dei pagamenti per legge;
– contenziosi amministrativi/giudiziari pendenti nelle forme previste;
– sospensione della cartella/avviso di addebito a seguito di ricorso.
Dal punto di vista difensivo, qui cade un falso mito: non c’è solo la rottamazione. Anche una rateizzazione correttamente concessa (e mantenuta) può rendere la posizione “DURC compatibile”.
Lo “scostamento non grave” (150 euro): regola utile, ma da maneggiare con attenzione
Il D.M. 30 gennaio 2015 prevede anche che la regolarità sussiste in caso di scostamento non grave, con soglia pari o inferiore a 150 euro, comprensiva di accessori.
Nel 2025, un interpello ministeriale (documento diffuso in PDF da più canali) ha ribadito in modo netto che la soglia dei 150 euro è complessiva, includendo anche accessori; non è una “franchigia” solo sul contributo puro.
Se non sei regolare: l’“invito a regolarizzare” (15 giorni) e il suo impatto pratico
Altro punto decisivo in emergenza DURC: l’art. 4 del D.M. 30 gennaio 2015 prevede che, se non è possibile attestare la regolarità in tempo reale, gli enti inviano un invito a regolarizzare (PEC) e il debitore può regolarizzare entro 15 giorni; durante questo periodo l’invito blocca ulteriori verifiche e copre le interrogazioni intervenute entro certi limiti temporali.
Questa finestra può essere vitale per “salvare” un pagamento o una fase di gara, ma funziona solo se: – capisci quale ente ti ha segnalato l’irregolarità (INPS, INAIL, Cassa);
– trovi una soluzione pagabile entro 15 giorni (saldo, rateazione, regolarizzazione tecnica);
– eviti l’errore tipico: pagare “qualcosa” senza estinguere ciò che il sistema considera ostativo.
“DURC regolare automatico” con Rottamazione-quinquies: risposta tecnica, condizioni e rischi
La risposta giuridica, secca ma completa
Aderire alla Rottamazione-quinquies può consentire il rilascio di un DURC con esito “regolare” già dalla presentazione della dichiarazione di adesione, perché la Legge 199/2025 richiama espressamente l’applicazione dell’art. 54 D.L. 50/2017 “ai fini del rilascio del DURC”.
Quindi, se per “automatico” intendi:
“presento domanda di rottamazione e il sistema DURC mi può dare esito regolare, senza attendere anni e senza saldare subito tutto”,
la base normativa esiste.
Ma “automatico” non significa “incondizionato”: le condizioni da rispettare
L’art. 54 D.L. 50/2017 non crea una “sanatoria magica”. Impone due paletti sostanziali:
- Fermo restando gli altri requisiti di regolarità previsti dal D.M. 30 gennaio 2015 (quindi, se hai irregolarità diverse — altro ente, altra gestione, altro periodo — il DURC può restare negativo).
- Se non paghi correttamente e nei termini, e risulti “omesso/insufficiente/tardivo” anche su una rata, i DURC rilasciati in quel regime vengono annullati.
Traduzione pratica: la rottamazione può “sbloccare” il DURC, ma ti mette su un binario: se esci dal binario (ritardo o inadempimento), rischi un effetto boomerang.
Il rischio più sottovalutato: l’annullamento del DURC “a valle” dell’inadempimento
Il legislatore ha previsto un rimedio duro: l’annullamento dei DURC rilasciati grazie alla “corsia” definizione agevolata.
Per il debitore, questo significa due cose:
- Pagare la prima rata non basta: devi costruire un piano finanziario sostenibile su tutte le scadenze.
- Se ti serve DURC per contratti/appalti, devi considerare il rischio che un DURC “oggi regolare” possa diventare “domani annullato” per un ritardo (anche se poi paghi dopo).
Un ulteriore vantaggio collaterale (spesso utile in filiere PA): non essere “inadempiente” in altri controlli
La Legge 199/2025 prevede, “a seguito della presentazione della dichiarazione”, anche effetti su altri meccanismi tipici della PA (es. verifiche e blocchi pagamenti/compensazioni) e richiama espressamente l’art. 48-bis DPR 602/1973 tra i contesti in cui il debitore non è considerato inadempiente per i carichi oggetto di dichiarazione.
Dal punto di vista del debitore, questo è un motivo pratico per cui la rottamazione può essere scelta non solo per “tagliare” sanzioni/interessi, ma per rimettere in moto rapporti economici con la PA e la filiera dei pagamenti.
Procedura pratica e checklist per il contribuente
Sequenza “tipo” dopo cartella/avviso INPS e urgenza DURC
Quando il DURC è bloccato e hai urgenze (gara, SAL, contratto), la sequenza operativa — vista dal debitore — dovrebbe essere:
1) Individuare l’ente che blocca (INPS / INAIL / Cassa Edile) e la causale (inadempienza, invito a regolarizzare, scostamento, rateazioni decadute).
2) Capire se il debito è “carico affidato” e se rientra nel perimetro Rottamazione-quinquies (omesso versamento dichiarativo/controlli; INPS per omesso versamento, non accertamento).
3) Valutare la via più rapida e meno rischiosa tra: – pagamento secco (se sostenibile entro 15 giorni dell’invito);
– rateazione DURC-compatibile (INPS/INAIL o Agente riscossione, se concedibile);
– Rottamazione-quinquies (se i carichi sono definibili e la finestra temporale ti serve davvero).
Scadenze essenziali Rottamazione-quinquies (Legge di Bilancio 2026)
| Fase | Termine (Legge 199/2025) | Nota “salva-DURC” |
|---|---|---|
| Dichiarazione di adesione (istanza) | 30 aprile 2026 | La presentazione è il momento che attiva gli effetti “DURC” via art. 54 D.L. 50/2017 (se restano soddisfatti gli altri requisiti). |
| Comunicazione somme dovute da parte dell’Agente della riscossione | entro 30 giugno 2026 | È la base per capire rate/importi reali e sostenibilità finanziaria. |
| Pagamento in unica soluzione / prima rata | 31 luglio 2026 | Se salti questa scadenza, rischi di perdere i benefici e l’effetto “DURC”. |
| Interessi sulle rate | 3% annuo dal 1° agosto 2026 | Incide sul costo complessivo del piano rateale. |
Checklist “DURC + rottamazione”: quando funziona e quando no
Probabilità alta che funzioni (esito regolare) se: – l’irregolarità DURC deriva da carichi definibili e inclusi nella dichiarazione;
– presenti la dichiarazione e restano rispettati i requisiti generali DURC;
– paghi puntualmente (evitando cause di annullamento/decadenza).
Rischio alto che non basti se: – hai altre pendenze DURC non rottamabili (accertamenti, altre gestioni, altra Cassa);
– sei oltre i 150 euro di “scostamento” e non hai rateazioni/strumenti attivi;
– ricevi invito a regolarizzare e non chiudi entro 15 giorni (l’urgenza DURC non si risolve “da sola”).
Simulazione numerica (orientativa) per capire “costo e sostenibilità”
Ipotesi: debito INPS affidato all’Agente, 10.000 € di capitale (semplificazione), definibile in Rottamazione-quinquies. Si sceglie il massimo: 54 rate bimestrali. Interessi: 3% annuo dal 1° agosto 2026.
Stima indicativa (logica di ammortamento “a rata costante”, con interessi che maturano dopo la prima scadenza di luglio 2026): – Rata bimestrale stimata: circa 210,72 €
– Totale pagato in 54 rate: circa 11.378,61 €
– Quota interessi stimata: circa 1.378,61 €
Lettura pratica: la rateizzazione lunga “salva cassa”, ma costa interessi; soprattutto, ti espone al rischio principale: se salti anche una rata e perdi i benefici, puoi perdere anche l’effetto DURC e subire annullamenti (oltre a tornare esposto agli ordinari strumenti di riscossione).
Difese e strategie legali alternative (con FAQ operative)
Strategie alternative quando il DURC è urgente e la quinquies non è (ancora) la soluzione
Dal punto di vista del debitore, la scelta non è “rottamazione o nulla”. Le principali strade, spesso combinabili, sono:
Rateazione DURC-compatibile (via DM 30 gennaio 2015)
Se ottieni una rateazione regolarmente concessa (INPS/INAIL/Casse edili o Agente della riscossione) e la rispetti, la regolarità può essere attestata.
Gestione intelligente dell’invito a regolarizzare (15 giorni)
Se il sistema emette invito a regolarizzare, la finestra di 15 giorni è spesso l’ultima chance “rapida” per ripristinare il DURC senza aspettare i tempi lunghi di altre procedure.
Contenzioso e sospensioni (quando c’è un vizio serio)
Se l’atto è sbagliato (notifica, calcolo, prescrizione/decadenza, duplicazioni, ecc.), la strategia difensiva non è pagare per paura: è contestare. In diverse ipotesi, la pendenza di contenzioso o una sospensione può rendere la posizione “non ostativa” in DURC secondo il perimetro regolamentare.
Strumenti di crisi/sovraindebitamento (per chi non regge rate e scadenze)
Quando il debitore non ha liquidità e l’obiettivo è evitare l’escalation esecutiva (pignoramenti, fermi, ipoteche), spesso serve un salto di paradigma: procedure di composizione della crisi e strumenti di ristrutturazione/esdebitazione (oggi incardinati nel Codice della crisi). Qui, il “salva-DURC” è solo una parte del problema: il vero obiettivo è una soluzione sostenibile e protettiva.
Errori comuni (che fanno perdere DURC e rottamazione)
Molti decadono (e perdono anche l’effetto DURC) per errori evitabili:
- Credere che basti “fare domanda” e poi pagare quando si può: la norma prevede annullamenti se i pagamenti sono omessi/insufficienti/tardivi.
- Confondere debiti definibili e non definibili (in particolare, INPS da accertamento fuori perimetro).
- Ignorare altre pendenze che restano ostative e causano DURC negativo “nonostante” la rottamazione.
- Sottovalutare l’invito a regolarizzare e i 15 giorni: spesso il DURC si perde qui.
FAQ pratiche (20)
Se presento la domanda di Rottamazione-quinquies, il DURC diventa regolare subito?
Può diventare “regolare” perché la legge richiama l’art. 54 D.L. 50/2017 che collega il rilascio del DURC alla presentazione della dichiarazione, ma restano necessari gli altri requisiti del D.M. 30 gennaio 2015.
Serve pagare la prima rata per avere il DURC?
Il meccanismo di legge è “a seguito della presentazione della dichiarazione”, ma l’effetto è fragile: se non versi poi correttamente, i DURC possono essere annullati. Quindi, in termini di rischio, non è prudente “contare” sul DURC senza un piano di pagamento sostenibile.
Se ho altri debiti INPS non inclusi nella domanda, posso avere comunque il DURC?
No, perché l’art. 54 salva i carichi oggetto di dichiarazione, ma gli “altri requisiti” del DURC restano; altri debiti possono mantenere l’irregolarità.
Se perdo una rata, cosa succede al DURC?
L’art. 54 D.L. 50/2017 prevede l’annullamento dei DURC rilasciati in quel regime in caso di omesso/insufficiente/tardivo versamento.
Quinquies copre anche INAIL?
La misura riguarda carichi affidati all’agente della riscossione nel perimetro definito; il DURC però verifica INPS/INAIL e, per edilizia, Casse edili. Se l’irregolarità riguarda un ente e il debito non è definibile o non è incluso, il DURC può restare negativo.
Che differenza c’è tra rateazione “ordinaria” e rottamazione per il DURC?
La rateazione ordinaria è una delle ipotesi che rendono la regolarità “sussistente” ex art. 3 DM 30 gennaio 2015; la rottamazione quinquies, invece, ha una corsia normativa specifica (rinvio art. 54) ma più “punitiva” in caso di default (annullamenti).
Se sono in “invito a regolarizzare”, posso presentare la quinquies e risolvere?
Dipende dai tempi e dalla natura del debito. L’invito ha finestra di 15 giorni; la quinquies ha scadenze e processi (domanda entro aprile 2026). Se il tuo problema è entro 15 giorni, spesso serve una soluzione immediata (saldo/rateazione).
Lo “scostamento non grave” mi salva sempre?
No. È una soglia (150 euro) che opera alle condizioni dell’art. 3 DM 30 gennaio 2015 e, in ogni caso, la lettura ministeriale recente conferma che include accessori.
Posso rottamare debiti da accertamento fiscale?
La quinquies è costruita principalmente su omessi versamenti dichiarativi/controlli automatizzati-formali; non è una rottamazione “onnivora”.
Se ho già una rottamazione precedente in corso, posso passare alla quinquies?
La legge pone limiti: alcuni carichi già in definizioni precedenti possono entrare, altri no (dipende dallo stato dei pagamenti a date chiave). Va verificato caso per caso sui commi della legge.
Qual è la prima scadenza di pagamento?
31 luglio 2026 (unica soluzione o prima rata).
Che interesse pago se rateizzo?
3% annuo dal 1° agosto 2026.
Il DURC “regolare” mi consente di incassare dalla PA senza blocchi?
Sono ambiti diversi: DURC è regolarità contributiva; i pagamenti PA possono subire anche verifiche “inadempimenti” (art. 48-bis DPR 602/73). La quinquies prevede effetti che mitigano l’inadempienza sui carichi dichiarati.
La rottamazione mi protegge da nuove azioni esecutive?
La definizione agevolata tipicamente comporta sospensioni/limitazioni su atti esecutivi e cautelari sui carichi oggetto di definizione, secondo il disegno di legge e le previsioni applicabili; occorre però leggere l’effetto concreto nei commi e nella prassi.
Se devo partecipare a una gara pubblica, basta che oggi il DURC sia regolare?
Nelle gare pubbliche c’è un tema di continuità del requisito. La giurisprudenza amministrativa (Adunanza Plenaria) ha storicamente affermato la rilevanza della regolarità al momento dell’offerta e in continuità. (Per questo, un DURC “annullato” successivamente può avere impatti seri.)
Se il DURC viene annullato, posso “riparare” pagando dopo?
Pagare dopo può rimettere in regola per il futuro, ma non elimina automaticamente gli effetti prodotti nel frattempo (contratti, gare, SAL). La valutazione è caso per caso e spesso contenziosa.
Il DURC dura 120 giorni: posso “giocare” sul timing?
La validità è 120 giorni dalla verifica, ma non è un lasciapassare assoluto: se intervengono eventi che incidono sulla regolarità e il sistema/enti li rilevano, possono emergere criticità.
Se ho un cantiere e una Cassa edile, la quinquies basta?
Non necessariamente: il DURC in edilizia coinvolge anche Casse edili. Se l’irregolarità è “CNCE/Cassa”, la soluzione deve coprire quel perimetro.
Posso presentare domanda quinquies e poi scegliere quali carichi includere?
La dichiarazione è l’atto in cui si identifica ciò che si definisce. La qualità della compilazione (e la congruenza con la posizione reale) è cruciale.
Quando conviene non usare la quinquies ma rateizzare?
Quando il tuo bisogno è immediato (15 giorni), quando il debito non è definibile, o quando la sostenibilità delle rate quinquies è bassa e il rischio annullamenti/decadenza è troppo alto.
Giurisprudenza e prassi essenziale aggiornata al 30 gennaio 2026
Di seguito una selezione “mirata” (con taglio pratico) di riferimenti giurisprudenziali/prassi utili al debitore per comprendere quanto può essere delicato l’effetto DURC nei rapporti con la PA e nelle gare:
- Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, sentenza 29 febbraio 2016, n. 5: in materia di gare, è richiamata per i principi sulla regolarità contributiva e sulla non neutralizzabilità “postuma” dell’irregolarità ai fini delle procedure di evidenza pubblica; è un precedente chiave per valutare i rischi di una regolarità “fragile” o successivamente compromessa.
- Interpello Ministero del Lavoro n. 3/2025 (13 ottobre 2025): chiarisce la portata della nozione di “scostamento non grave” (150 euro) includendo accessori e confermando l’impostazione rigida del sistema DURC.
- Normativa DURC On Line (D.M. 30 gennaio 2015): art. 3 (rateizzazioni, sospensioni, contenziosi, scostamento non grave) e art. 4 (invito a regolarizzare 15 giorni) sono i due “articoli operativi” più rilevanti nelle crisi DURC.
- Art. 54 D.L. 50/2017: è la norma-ponte che rende possibile il DURC “regolare” in presenza di definizione agevolata, ma prevede l’annullamento dei DURC in caso di mancato/perfetto pagamento.
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Bilancio 2026): introduce la Rottamazione-quinquies e collega espressamente la presentazione della dichiarazione agli effetti DURC tramite art. 54 D.L. 50/2017.
Conclusione
Alla domanda iniziale — “Aderire alla Rottamazione-quinquies permette di ottenere il DURC regolare in automatico?” — la risposta giuridicamente corretta, aggiornata al 30 gennaio 2026, è:
Sì, la Rottamazione-quinquies può consentire il rilascio di un DURC con esito “regolare” già dalla presentazione della dichiarazione di adesione, perché la Legge 199/2025 richiama espressamente l’art. 54 D.L. 50/2017 proprio “ai fini del rilascio del DURC”.
Ma non è un automatismo “senza condizioni”:
– restano fermi gli altri requisiti e l’assenza di altre pendenze ostative;
– soprattutto, se non rispetti i pagamenti, rischi l’annullamento dei DURC rilasciati in quel regime, con conseguenze potenzialmente gravi nei rapporti PA, nelle filiere e nelle gare.
Il valore reale della difesa legale, qui, è la tempestività: scegliere lo strumento giusto (rottamazione, rateazione, regolarizzazione entro 15 giorni, sospensiva, crisi), prima che l’irregolarità si trasformi in esclusioni, blocchi e azioni esecutive (pignoramenti, ipoteche, fermi) e prima che una soluzione “apparente” produca effetti peggiori (DURC annullato per decadenza).
In questo quadro, le competenze dichiarate dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo team multidisciplinare (profilo cassazionista, gestione crisi/sovraindebitamento, OCC, negoziazione della crisi) sono, per il debitore, un vantaggio operativo: un unico presidio per valutare vizi degli atti, strategie di sospensione, trattative, piani sostenibili e soluzioni protettive.
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