Accertamento Fiscale Per Deduzione Canoni Leasing Non Corretta: Come Difendersi Bene Con L’Avvocato

Un accertamento fiscale su canoni di leasing può mettere in crisi anche imprese e professionisti navigati: l’Agenzia delle Entrate contesta la deduzione integrale dei canoni di locazione finanziaria (leasing) sostenendo che non siano spettanti integralmente. Per il debitore (azienda o professionista) è cruciale comprendere la disciplina fiscale applicabile, i limiti normativi e giurisprudenziali, nonché i corretti argomenti di difesa. In questa guida aggiornata al 21 gennaio 2026 faremo luce sui requisiti per la deducibilità dei canoni di leasing (immobili, beni mobili, autoveicoli), illustreremo le modalità di verifica dell’Amministrazione finanziaria e come contrastare efficacemente, con l’aiuto di un legale tributario, un eventuale accertamento ritenuto ingiusto.

1. Normativa di riferimento e principi generali

1.1 Disciplina fiscale del leasing

Il leasing finanziario (locazione finanziaria) permette all’utilizzatore di utilizzare un bene (macchinari, immobili, veicoli) dietro versamento di canoni periodici, con facoltà di acquisto finale. Dal punto di vista fiscale, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.P.R. 917/86, TUIR) stabilisce modalità di deducibilità dei canoni diversi a seconda del bene. In particolare l’art. 102, comma 7, TUIR prevede che l’impresa utilizzatrice che rileva a conto economico i canoni di leasing finanziario può dedurne le quote secondo il piano di ammortamento finanziario previsto dal contratto. La deduzione complessiva dei canoni va spalmata in misura non inferiore a metà del periodo ordinario di ammortamento del bene (per gli immobili almeno 12 anni) . In altre parole, anche se il contratto è di durata inferiore, la deduzione si estende su un arco temporale minimo stabilito (per es. un macchinario con ammortamento ordinario al 10% annuo necessita di leasing di almeno 10 anni, oppure 12 anni per edifici). La quota capitale dei canoni segue quindi la stessa ragionevole percorrenza economica del bene; la quota interessi implicita, invece, è soggetta ai limiti generali di deducibilità degli interessi passivi (art. 96 TUIR).

Per i beni immobili dati in leasing, il TUIR applica un regime specifico: la deduzione delle quote imputate a conto economico deve avvenire entro i limiti del piano di ammortamento previsto (con il vincolo di 12 anni minimi come detto). I canoni di leasing immobiliare sono, quindi, deducibili in base alle risultanze di bilancio, fatte salve le regole ordinarie di riclassificazione contabile . In sede di IRAP, ad esempio, la Cassazione ha chiarito che la base imponibile segue i criteri contabili veri e propri, riconoscendo la deduzione delle quote stanziate in bilancio (salvo la parte interessi) .

Per gli automezzi, l’art. 164 TUIR impone limiti specifici: l’Amministrazione fiscale distingue i veicoli esclusivamente aziendali e quelli ad uso promiscuo, limitando la percentuale deducibile del canone. In particolare, se l’auto è strumentale esclusivamente all’attività (es. mezzi di trasporto), il costo può essere integralmente dedotto; ma se è adibita anche ad uso personale (uso promiscuo), la deducibilità dei canoni di leasing è pari al 20% del valore fiscalmente riconosciuto (fino a un costo massimo di €18.075,99) . Per gli agenti di commercio il limite sale all’80% (e costo max €5.164,57), ma restano vigenti gli scaglioni di costo massimi previsti (soglia biennale). Anche gli interessi passivi su leasing di autoveicoli seguono norme particolari: l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che non si applica l’art. 96 TUIR, bensì percentuali fisse di deducibilità in base all’uso del veicolo (per es. 100% se veicolo 100% strumentale, 20% per uso promiscuo generale, 80% per agenti, 70% se concesso in uso ai dipendenti).

Un ulteriore principio cardine è quello dell’inerenza (art. 109, comma 5, TUIR): i costi (inclusi i canoni di leasing) sono deducibili solo se inerenti all’attività d’impresa (cioè correlati concretamente alla produzione dei ricavi). La Corte di Cassazione ricorda costantemente che, in mancanza di specifiche regole, ogni costo sostenuto va esaminato secondo il principio di inerenza . Ad esempio, per veicoli “non disciplinati dal TUIR” (auto di proprietà o noleggiate), si applica appunto il criterio dell’inerenza: il costo deducibile è limitato all’impiego effettivo in attività d’impresa . Questo significa che l’azienda/ditta deve poter dimostrare che l’utilizzo del bene sia stato funzionale alla propria operatività, altrimenti l’Agenzia potrebbe contestare la deducibilità.

1.2 Principi giurisprudenziali aggiornati

Negli ultimi anni la Corte di Cassazione si è pronunciata su diversi aspetti del leasing fiscale:

  • Entrata in funzione del bene: con la sentenza n. 33903/2019 la Cassazione ha stabilito che la deducibilità dei canoni di leasing non è subordinata al momento in cui il bene entra in funzione . In pratica, i Supremi Giudici hanno affermato che il leasing è deducibile “ex se”: il bene finanziato è considerato pronto per l’uso fin dall’inizio, e pertanto i canoni sono deducibili anche se l’impresa non ha ancora utilizzato materialmente il bene . Ciò significa che, nel caso di leasing finanziario, non serve attendere l’avvio operativo del macchinario/immobile per spalmare i canoni in deduzione: il vincolo temporale è determinato solo dal piano di ammortamento fiscale (art. 102 TUIR) .
  • Autonomia dei periodi di imposta (giudicato pluriennale): tradizionalmente ogni anno d’imposta è considerato autonomo (art.7 TUIR). Tuttavia, l’ordinanza n. 17192/2025 (Cassazione) ha aperto un’eccezione rilevante: quando gli elementi fiscali della fattispecie sono “strutturali, fissi e continuativi”, una sentenza tributaria favorevole (o sfavorevole) su un anno può valere anche per altri anni identici . Nel caso specifico, la Cassazione ha osservato che i canoni di leasing, essendo elementi fissi nel profilo gestionale dell’impresa, hanno carattere permanente e ricorrente. Dunque, se un giudice tributario ha già stabilito per un anno la deducibilità (o l’indeducibilità) di tali canoni, questo giudicato può estendersi agli anni successivi in cui non vi sono variazioni sostanziali della situazione fiscale . Il principio evita contenziosi “fotocopia” su più annualità, a condizione che il bene e le condizioni del contratto rimangano sostanzialmente immutati .
  • Abuso del diritto: la Corte ha anche precisato che la semplice maggiore convenienza fiscale di un leasing rispetto all’acquisto diretto non costituisce di per sé abuso. In particolare, nel caso del sale & lease back immobiliare (vendita con leasing di ritorno) la Cassazione n. 17175/2015 ha stabilito che è normale in ambito fiscale scegliere l’operazione più vantaggiosa; solo comportamenti indebitamente elusivi andrebbero sanzionati . Ciò offre un argomento di difesa in caso di dubbi di simulazione: se il leasing è realizzato sostanzialmente e rispettando le condizioni contrattuali e fiscali, non è illecito.
  • Deduzione delle aree (IRAP): la Corte (ordinanza 7183/2021) ha affrontato il profilo IRAP della locazione finanziaria immobiliare, riconoscendo la deducibilità delle quote capitale riferite alle aree sottostanti i fabbricati strumentali . Pur riguardando l’IRAP, la pronuncia conferma che il trattamento fiscale generale segue i criteri contabili effettivi, confermando l’indirizzo di deducibilità integrale delle quote a patto che l’iscrizione sia coerente in bilancio .

In sintesi, le fonti normative (articoli del TUIR) e le pronunce della Cassazione convergono nel riconoscere l’ammissibilità dei canoni di leasing come oneri deducibili, fermo restando il rispetto di requisiti oggettivi: strumentalità del bene e adempimento delle regole di legge. Qualsiasi accertamento contrario dovrà pertanto essere affrontato controbattendo su questi fronti.

2. Tipologie di leasing e limiti di deducibilità

Per organizzare la difesa è utile distinguere le diverse tipologie di leasing e i correlati limiti fiscali:

  • Leasing finanziario vs operativo:
    Il leasing finanziario prevede facoltà di riscatto finale. I canoni versati dall’utilizzatore sono ripartiti tra quota capitale (equiparabile a quote di ammortamento) e quota interessi. In tal caso vale l’art. 102, c.7 TUIR e le deduzioni si calcolano come descritto.
    Il leasing operativo (o noleggio a lungo termine) non include opzione di acquisto. I canoni versati vengono invece considerati spesa di esercizio deducibile nell’esercizio di competenza (simile al contratto di locazione). Tuttavia, per i mezzi di trasporto aziendali anche il noleggio segue i limiti dell’art.164 TUIR come illustrato per i leasing finanziari . In breve, nel leasing operativo di macchinari o immobili strumentali, l’intero canone è deducibile (come un canone di locazione), mentre per le auto valgono i limiti percentuali e di costo di cui sopra .
  • Beni immobili:
    In un leasing immobiliare (ad es. capannone o ufficio), l’immobile deve essere strumentale all’attività. Il canone è deducibile mediante il piano di ammortamento, come se l’impresa stesse deprezzando un immobile di sua proprietà . Il fabbricato deve rientrare nella categoria degli immobili strumentali (o assimilati) ai sensi dell’art.43 TUIR; altrimenti la deduzione è vietata. In pratica, l’Agenzia richiede prova della destinazione d’uso (contratti di utilizzo, planimetrie, scopi aziendali). In assenza di strumentalità, i canoni immobiliari possono essere disconosciuti. Le sentenze riconoscono in generale che, se lo scopo del leasing immobiliare è la conduzione di un’attività produttiva, non si configura abuso in sé .
  • Beni mobili (macchinari e attrezzature):
    Per beni strumentali mobili (es. macchinari, impianti, attrezzature), il regime segue l’art.102 TUIR. In pratica, l’impresa deduce il canone annuale come quota di ammortamento del costo finanziato: la parte capitale secondo i coefficienti di ammortamento ministeriale per la categoria del bene (ridotta alla metà nel primo anno), e la parte interessi osservando l’art.96. Non vi sono ulteriori limiti di percentuale, ma occorre verificare che il contratto preveda durata minima pari alla metà dell’ordinaria ammortamento. Se il leasing si interrompe anticipatamente, la quota residua viene dedotta comunque all’atto di risoluzione .
  • Autoveicoli aziendali:
    Le regole di cui all’art.164 TUIR si applicano pienamente anche ai leasing di veicoli. Sintetizzando:
  • Uso esclusivo aziendale: se l’auto è utilizzata solo per fini d’impresa (es. taxi, scuola guida, società di trasporti), il canone di leasing è deducibile al 100% .
  • Uso promiscuo (impresa + privato): i canoni di leasing sono deducibili nella misura del 20% del costo massimo fiscalmente riconosciuto del veicolo (18.075,99€). In pratica si riduce il canone proporzionalmente al valore fiscalmente rilevante e poi si applica il 20% .
  • Agenti/rappresentanti: nel caso di agenti di commercio, il limite percentuale sale al 80% sul canone, ma il costo massimo fiscalmente rilevante è 5.164,57€ annuali (40.000€/anno). Si rimane comunque entro le soglie del TUIR aggiornate (il vecchio massimale di 18.075,99€ non si applica qui).
  • Quota interessi: come anticipato, gli interessi impliciti nei canoni di auto seguono limiti propri: 100% di deducibilità per veicoli strumentali, 20% per uso promiscuo standard, 80% per agenti e 70% se concessi a dipendenti in fringe benefit . (Questi limiti sono stabiliti da prassi e non rientrano nell’art.96 TUIR).
    In conclusione, la deducibilità dei leasing auto è particolarmente stringente e rappresenta spesso uno dei motivi principali di accertamento fiscale .

La tabella seguente riassume sinteticamente la deducibilità dei canoni leasing a seconda del bene e della situazione:

Tipo di bene/useDeducibilità canoni leasingRiferimenti
Immobili strumentaliQuote di leasing deducibili secondo il piano di ammortamento (minimo 12 anni). Bene deve essere «strumentale» .Art.102(7) TUIR ; Cass. 7183/2021
Beni mobili strumentaliDeduzione canoni = quota di ammortamento prevista (min metà del coefficiente ordinario). Interesse nel limite 96 TUIR.Art.102(7) TUIR ; Cass.33903/2019
Auto – uso esclusivoDeducibili al 100% (canoni e interessi).Art.164, comma 1a TUIR; Agenzia Entrate 47/E/2008
Auto – uso promiscuoDeducibili al 20% (canoni e interessi 20%). Limite costo 18.075,99€.Art.164, comma 1b TUIR
Auto – agenti/rappresentantiDeducibili all’80% (canoni e interessi 80%). Limite costo 5.164,57€.Art.164, comma 1b TUIR
Leasing operativo (noleggio)Interamente deducibile per beni strumentali; veicoli seguono limiti art.164 (100%, 20% etc.) .Art.164 TUIR

3. Accertamento fiscale: criticità e contestazioni tipiche

L’accertamento fiscale nasce quando l’Agenzia delle Entrate rileva presunte irregolarità nella dichiarazione dei redditi o nel bilancio. Nel caso dei leasing, il controllo può avvenire in sede di: – Verifica documentale (controllo incrociato delle scritture contabili e contrattuali);
Accertamento analitico (ricostruzione della redditività aziendale basata su spese sostenute e dati extracontabili);
Accertamenti a tavolino (segnalazioni o parametri anomali).

In ciascun caso, il fisco esamina la legittimità dei canoni dedotti. Le contestazioni più comuni sono: – Inerenza/strumentalità carente: se il bene oggetto di leasing non risulta impiegato per l’attività (ad es. leasing di abitazione personale, auto personale, macchinario mai messo in uso), i canoni vengono disconosciuti. L’Amministrazione richiede prove (es. fatture di clienti, corsi di produzione, spese collegate) che giustifichino l’utilizzo strumentale. In assenza di tali prove, il principio di inerenza (art.109 TUIR) giustifica lo scomputo dei canoni . – Violazione limiti tecnici: se il contratto di leasing non rispetta i requisiti di legge (durata minima, coefficiente di ammortamento, etc.), l’Agenzia può disconoscere la deduzione. Ad esempio, un leasing di immobile inferiore a 12 anni può risultare irregolare se non rientra nei parametri di cui all’art.102 TUIR . – Trattamento dell’interesse: il passaggio degli interessi impliciti nei canoni richiede attenzione. L’Agenzia può ritenere che gli interessi non siano del tutto deducibili (ad es. oltre il limite dell’art.96, o perché mal ripartiti). In tal caso verifica che l’interesse sia separato contabilmente e non ecceda i 30% del ROL (o, per veicoli, come visto, percentuali fisse) . – Uso personale di veicoli: l’argomento più spinoso riguarda le auto. Se esiste uso non esclusivo, l’ufficio applica le percentuali del 20% o 80% (come sopra). Ad esempio, un leasing per un’auto dichiarata aziendale ma su cui l’Agenzia ravvisa uso privato (anche familiare) potrebbe azzerare la deducibilità in eccesso. Spesso la contestazione è formulata come “deduzione oltre soglia di costo” o “errata classificazione di agente”.

Durante l’accertamento, l’Amministrazione potrebbe fare un confronto “fotocopia” su più anni d’imposta: ossia, se un precedente accertamento ha già stabilito l’indeducibilità di certi canoni, si potrebbe estendere l’effetto anche ad anni successivi simili. A questo proposito, l’ordinanza Cass. 17192/2025 è fondamentale: stabilisce che, quando i fatti e la tipologia di imposta sono invariati, il giudicato tributario di un anno può vincolare anche gli altri anni . Per il contribuente ciò significa che se il giudice tributario (Commissione Tributaria) ha già riconosciuto la deducibilità in un anno, tale decisione può proteggere automaticamente gli anni seguenti identici. Di converso, se l’accertamento venisse confermato in un anno, si rischia che l’ufficio lo applichi agli anni successivi similari.

In questa fase è fondamentale raccogliere documentazione di supporto: contratti di leasing con piani finanziari, fatture di canoni, estratti conto, perizie di valore del bene, registrazioni contabili e dichiarative. Questi dati serviranno a confutare le contestazioni. Ad esempio, nel caso di contestazione sull’uso strumentale, contratti con clienti o fornitori e registri elettronici possono dimostrare l’impiego del bene. In caso di contestazione sulla durata contrattuale, il testo del contratto e il piano di ammortamento daranno prova della correttezza.

4. Difesa del contribuente: strategie e argomentazioni

Quando il contribuente riceve l’avviso di accertamento sui canoni di leasing, deve agire con prontezza e metodo, preferibilmente con l’assistenza di un avvocato tributarista. Ecco i passi principali di difesa:

  1. Valutare l’atto dell’Agenzia: leggere attentamente i motivi dell’accertamento. Il fisco deve indicare le ragioni precise del disconoscimento (ad esempio “inerenza non provata”, “superamento dei limiti normativi”, etc.). Verificare la legittimità formale dell’atto (firma, notifica, prescrizione quinquennale dei tributi, contenzioso pendente).
  2. Preparare la documentazione probatoria:
  3. Contratto di leasing e piano di ammortamento: per mostrare durata, valore del bene, composizione canoni (capitale/interessi).
  4. Scritture contabili e dichiarazioni: bilancio e dichiarazione dei redditi dall’anno in esame, dove risultano contabilizzati i canoni.
  5. Prove di utilizzo del bene: fatture di clienti/prodotti realizzati con quel bene, congruità dell’utile generato. Testimonianze di dipendenti o clienti sull’uso del bene. Eventuali autorizzazioni o contratti di servizio associati.
  6. Valutazione del bene: per immobili, perizie di stima che provino la congruità dei canoni e la natura strumentale.
  7. Corrispondenza con l’Amministrazione: se in fase di contraddittorio intercorrevano lettere o dubbi risolti.
  8. Argomentazioni legali:
  9. Funzionalità del bene: sottolineare come il bene sia stato utilizzato nell’esercizio dell’attività. In assenza di esclusività (auto), dimostrare almeno la rilevanza dell’uso aziendale con dati oggettivi.
  10. Contratto conforme alla legge: far notare che il leasing rispetta i requisiti dell’art.102 TUIR (durata minima, coefficiente di ammortamento). Ad esempio, la clausola di durata “a tempo indeterminato fino al riscatto” di solito è consentita.
  11. Cassazione 33903/2019: richiamare il principio per cui il leasing è deducibile indipendentemente dall’effettivo inizio d’uso del bene . Ciò vale specialmente se il fisco contesta la deduzione perché l’impresa “non ha ancora utilizzato” il bene. Secondo Cassazione, il bene è da considerarsi strumentale fin dal perfezionamento del contratto .
  12. Inerenza e oggetto sociale: ricordare che l’onere di prova spetta all’Amministrazione nel dimostrare l’assenza di inerenza. La Corte ha chiarito che l’inerenza si valuta rispetto all’oggetto sociale dell’impresa . Se i costi di leasing sono compatibili con l’attività dichiarata, il contribuente può far leva su tale presunzione.
  13. Limiti di deducibilità: per le auto, se l’accertamento riguarda la percentuale dedotta, verificare di aver correttamente applicato le regole (calcolo sulla percentuale e sul tetto di costo). Un calcolo matematico preciso con la circolare 47/E/2008 supporta la posizione. Se la contestazione riguarda la quota interessi, dimostrare l’importo imputato e i calcoli art.96 (o le percentuali forfetarie per veicoli) .
  14. Giudicato pluriennale: se in un precedente contenzioso è già stata ottenuta una pronuncia favorevole sui medesimi canoni, ricordare l’efficacia ultrattiva di tale giudicato . Ad es., “l’analogo accertamento per l’anno [precedente] è stato annullato in sede di Commissione Tributaria e confermato dalla Corte di Cassazione; per analogia, le stesse conclusioni dovrebbero valere per l’anno oggetto del nuovo accertamento”.
  15. Modalità di difesa formale:
  16. Reclamo/ricorso: entro 60 giorni dalla notifica dell’atto l’impresa può presentare un reclamo in autotutela alla stessa Agenzia o un ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale (a seconda del tipo di accertamento). Va redatta memoria difensiva chiara, con allegati i documenti cruciali e le formule normative/giurisprudenziali richiamate.
  17. Rappresentazione delle circostanze: se c’erano contatti con l’Agenzia (contraddittorio preventivo, richiesta di interpello, etc.), farli valere.
  18. Sfruttare l’onere della prova: ricordare che spetta all’Amministrazione dimostrare la non deducibilità del costo . Se si contestano fatti (uso privato, ad es.), è l’accusa che deve fornire prove concrete. In mancanza di queste, il dubbio giova al contribuente.
  19. Sanzioni e ravvedimento: se la deduzione contestata comportasse una maggiore imposta, valutare tempestivamente un ravvedimento operoso per ridurre sanzioni e interessi . Se invece è in corso un contenzioso e si ravvede un errore contabile, si può provare l’avvenuto pagamento per evitare l’iscrizione a ruolo.
  20. Eventuale appello e Cassazione:
    Se il ricorso viene respinto dalla Commissione Tributaria Regionale, l’impresa può proporre ricorso per cassazione. In tal sede è importante evidenziare eventuali violazioni di diritto fatte dai giudici del merito. Ad esempio, si può argomentare che la CTR non ha valutato correttamente l’effettiva strumentalità o ha ignorato precedenti vincolanti (Cass., consigli di massima). Le sentenze sopra richiamate (Cass. 33903/2019, 17192/2025) dovrebbero essere riportate come massime a fondamento.

4.1 Punto di vista del debitore

Dal punto di vista del contribuente (debitore), la difesa deve essere proattiva e documentata. È utile:

  • Redigere un piano difensivo: anche prima del ricorso formale, preparare una “memoria di ricognizione” dei punti deboli e forti della posizione.
  • Coinvolgere professionisti: un revisore o commercialista che illustri la corretta contabilizzazione del leasing; un avvocato tributario che curi l’iter legale.
  • Comunicazione chiara con l’Agenzia: sfruttare eventuali istanze di riesame, interpelli o richieste di chiarimento. A volte l’Agenzia, ricevuta la giusta documentazione, può ridimensionare i rilievi.
  • Valutare un confronto amichevole: se l’errore è marginale (es. mancato adeguamento di un coefficiente), può convenire concordare una rettifica con riduzione delle sanzioni, evitando tempi processuali lunghi.

La strategia di difesa deve sempre fondarsi su un’analisi tecnica combinata con solidi riferimenti normativi e giurisprudenziali. L’utilizzo di sentenze “chiave” già citate crea un forte argine ad accusazioni generiche. Ad esempio, si può concludere una memoria chiedendo espressamente di applicare la deducibilità ai sensi di Cass. 33903/2019 (bene presumibilmente strumentale anche se non in funzione) e l’efficacia pluriennale del giudicato .

5. Domande e risposte frequenti

Per chiarire dubbi pratici, di seguito alcune FAQ tipiche:

  • D: Posso dedurre i canoni di leasing di un immobile anche se non ho ancora iniziato i lavori o l’attività nel bene?
    R: Sì. La Corte di Cassazione ha stabilito che la deducibilità non dipende dall’effettivo utilizzo immediato del bene . Il contratto di leasing immobiliare può essere dedotto a prescindere dal momento in cui si entra in funzione, purché l’immobile sia destinato all’attività. Ovviamente dovrete dimostrare entro quanto tempo l’immobile sarà operativo (es. progetto lavori, inizio attività).
  • D: E se l’accertamento contesta la percentuale dei canoni di leasing auto (p. es. uso promiscuo)?
    R: Innanzitutto verificare i calcoli. Assicurarsi che siano stati applicati correttamente i limiti dell’art.164 (20% o 80%, come spiegato ). Presentare come prova la ratio: il veicolo è utilizzato sia per lavoro che privatamente, quindi la deduzione è ridotta. In difesa, potete produrre perizie o dati di utilizzo (es. log di viaggio, controllo tachigrafo) per valutare la quota deducibile. Se l’Agenzia ritiene l’uso promiscuo ingiustificato, far notare che spettava all’Amministrazione provare l’uso personale.
  • D: L’Agenzia mi contesta la deduzione perché “il contratto di leasing non rispetta l’art.102 TUIR”: cosa significa?
    R: L’art.102, comma 7, richiede una durata minima di deduzione (metà dell’ammortamento). Se per esempio il vostro leasing scade prima di tale termine (o non è formalmente previsto), l’Amministrazione può considerarlo un escamotage. In tal caso bisogna dimostrare che il piano di ammortamento applicato è conforme a quelli previsti dall’Agenzia (piani ministeriali o condizioni di mercato) . A volte basta rettificare il periodo di deduzione per il prossimo esercizio, senza sanzioni gravi.
  • D: Se l’immobile dato in leasing viene ceduto (venduto) a terzi, come incide sulla deduzione dei canoni?
    R: Se il leasing immobiliare è risolto o cambia condizione (ad esempio subentra un’altra società), bisogna esaminare il patto di deduzione previsto dal contratto . In genere, la cessione del bene non provoca la perdita dei canoni già dedotti nei periodi precedenti, né vieta la deducibilità per i canoni pagati fino a quel momento. Tuttavia, per il futuro potrebbe essere necessario rettificare la deduzione (ad es. più in basso il principio dell’inerenza potrebbe riemergere se l’uso cessa). In ogni caso, consultare subito il consulente legale: sentenze (Tribunale di Milano 2024) hanno introdotto principi per chiudere equamente il leasing in seguito alla vendita .
  • D: Ho dimenticato di evidenziare i canoni di leasing nel bilancio; ora l’Agenzia contesta tutto.
    R: Anche se non dichiarati, se riuscite a documentare il contratto (per es. contratti firmati, pagamenti tracciati) avete diritto a dedurre retroattivamente i canoni. In sede di contraddittorio potete chiedere di integrare la dichiarazione dei redditi (tramite dichiarazione integrativa) per sanare l’errore, presentando prova del diritto alla deduzione . L’importante è che i canoni siano effettivamente versati e inerenti all’attività.
  • D: Cosa succede se l’Agenzia mi accusa di aver registrato un leasing come costo di competenza errato?
    R: Normalmente, in caso di leasing finanziario il diritto alla deduzione dei canoni è «di competenza» dell’esercizio in cui il canone è imputato nel bilancio (per principio di derivazione). Se avete imputato correttamente in bilancio, la deduzione è valida . Se l’accusa è che avete “spedito” costi di più anni in un solo esercizio (o viceversa), sarà utile mostrare il piano finanziario: la Cassazione ritiene valida la deduzione «per competenza» di ciascun esercizio . In caso di omessa o errata imputazione contabile, è possibile chiedere correzione formale.
  • D: Si applica l’art. 96 TUIR agli interessi di leasing?
    R: Sì, in generale l’art.96 TUIR limita la deducibilità degli interessi passivi. Tuttavia, esistono eccezioni: come ricordato, per gli automezzi la prassi (circolare 47/E/2008) esclude l’art.96 e impone percentuali fisse di deduzione . Per gli altri beni mobili/immobili, se in leasing, l’interesse al loro interno viene trattato come normale onere finanziario e va rispettato il limite del 30% di ROL. Il contribuente può dimostrare, tramite calcoli e prospetti, che i propri oneri rientrano nei limiti di legge.
  • D: Se l’Agenzia contesta un canone di leasing per abuso, come mi difendo?
    R: L’abuso del diritto in materia di leasing finanziario richiede dimostrare che l’unico scopo era eludere il fisco (ad esempio, un leasing fittizio). Se il leasing è reale (bene effettivamente concesso in uso), e la scelta è stata motivata da ragioni economiche, non è abuso di per sé. La giurisprudenza spiega che l’operazione fiscalmente più conveniente è legittima . Il contribuente dovrà quindi evidenziare le finalità economiche della scelta (rischio-beneficio del leasing vs acquisto, liquidità, necessità di rinnovamento strumentale, etc.). L’avvocato potrà richiamare la prassi e la giurisprudenza che distingue tra legittima pianificazione e violazione della legge.

6. Tabelle riepilogative

Per facilitare la consultazione, presentiamo alcune tabelle di sintesi:

Tabella 1 – Limiti di deducibilità per veicoli aziendali in leasing

Utilizzo% deducibilità canoni% deducibilità interessiCosto fiscalmente rilevante (max)
Esclusivo impresa100%100%nessuno (100% costo)
Promiscuo (uso personale)20%20%€ 18.075,99 annui
Agenti/Rappresentanti80%80%€ 5.164,57 annui
Ad uso pubblico / Taxi100%100%

(Dati da art.164 TUIR e circ. Entrate; vedi.)

Tabella 2 – Differenze tra leasing finanziario e operativo

AspettoLeasing finanziarioLeasing operativo (noleggio)
DurataFissa (spesso minima legale)Fissa o flessibile, senza opzione di riscatto
ContabilitàBiennale: costo vs canone finanziarioCanone di servizio interamente a conto economico
DeducibilitàQuote ammortamento + interessi entro limitiCanone intero come spesa, salvo limiti art.164 per veicoli
Opzione acquistoPresente (canone finale)No opzione acquisto (solitamente)
Decurtazione IVAEs.: 40% per uso promiscuo (veicoli)Stessa regola di detrazione per IVA

Tabella 3 – Fasi del contenzioso tributario (accertamento leasing)

FaseScadenze/StrumentiAzioni del contribuente
Controllo fiscale6-24 mesi (verifica)Assistere al contraddittorio, produrre documenti richiesti
Accertamento notificaEntro 5 anniAnalizzare l’atto, decidere tra ravvedimento o opposizione
Reclamo (all’Agenzia)60 giorni dall’attoPresentare documenti e memoria difensiva
Ricorso in CTP (1° grado)60 giorni (o 30 se acc.tomb.)Redigere ricorso motivato con prove, citazioni legali
Impugnazione (CTA 2° grado)60 giorni dalla decisioneProporre appello con nuovi argomenti o prove tecniche
Cassazione60 giorni da appello (CTAR)Ricorso per cassazione (solo vizi di diritto)

Tabella 4 – Principali articoli e fonti citate

Norma/PronunciaContenuto/Rilevanza
D.P.R. 917/1986, art.102, c.7Disciplina la deduzione dei canoni di leasing (durata minimi, piano ammort.)
D.P.R. 917/1986, art.164Limiti di deducibilità per veicoli aziendali (20%, 80%, ecc.)
Cass. 33903/2019Leasing deducibile anche senza entrata in funzione del bene
Cass. 17192/2025Giudicato tributario pluriennale per canoni leasing
Cass. 7183/2021IRAP: quote leasing immobiliari deducibili secondo dati contabili
Cass. 1/2022Principio di inerenza art.109 TUIR applicato a costi veicoli
Agenzia Entrate, Circ. 47/E/2008Deduzione interessi veicoli (limitata, non art.96)
Agenzia Entrate, Circ. 48/E/1998Regole generali di deducibilità spese auto (utile per leasing)

7. Simulazioni pratiche

Per illustrare concretamente, consideriamo alcuni esempi (tutti riferiti al sistema fiscale italiano):

  • Esempio 1 – Società di capitali, leasing immobiliare:
    Un’impresa acquista un capannone strumentale con un contratto di leasing finanziario di durata 10 anni. Il prezzo totale del capannone è €200.000 più IVA, con riscatto finale €50.000. I canoni prevedono un interesse implicito in totale di €30.000 (3% medio annuo). Nell’anno 1 l’impresa contabilizza canone di €17.000 (quota capitale + interessi). Secondo art.102 TUIR, la deduzione minima avrebbe richiesto 12 anni, ma avendo 10 anni, spalmamento su 10 anni è ammesso. Dunque, per semplicità, l’impresa deduce €17.000 nel 1° anno (tutto imputato al canone). L’Agenzia contesta: “durata inferiore a 12 anni”. La difesa: art.102, comma 7, legge che per beni immobili è previsto almeno 12 anni ; essendo il leasing di 10 anni la società potrebbe riaprire conto economico per 2 anni futuri per completare la deduzione residua. In pratica, si accetta la segnalazione e nelle dichiarazioni successive si ripartisce la deduzione per gli anni 11-12. Nessuna sanzione perché non c’è truffa: è un effetto normale della norma.
  • Esempio 2 – Socio di ditta individuale, leasing auto uso promiscuo:
    Una libera professionista (architetto) con partita IVA prende in leasing un’auto aziendale (valore €30.000). Il contratto prevede canoni mensili di €500 + IVA. Al mese corrisponde una quota capitale e una quota interessi; supponiamo canone annuo complessivo €6.000 (di cui €5.000 capitale, €1.000 interessi). Nel 2025 la dottoressa usa l’auto per metà lavoro e metà privato (uso promiscuo). Lei contabilizza in bilancio i canoni per €6.000 e deduce integralmente. L’Agenzia contesta: “solo il 20% del costo è deducibile”. In realtà, la deduzione dei canoni per uso promiscuo deve essere fatta su base costo: il costo fiscalmente rilevante è €18.075,99 (soglia 2025) e la quota deducibile è (18.075,99/30.000)×5000×20% ≈ €6.03×5000×20% ≈ €603 annuali (ove 5.000 è quota capitale). Questa deduzione era corretta: i restanti €4.397 devono essere considerati indeducibili. L’Agenzia può pertanto calcolare l’eccedenza e ricalcolare l’imposta. In difesa si mostrerà il conto di ricalcolo e i calcoli precisi, oltre a dimostrare l’uso promiscuo (per es. rubriche di spostamenti). Se l’auto risultasse però prevalentemente aziendale (tra il 90% e il 100%), potrebbe invocare l’esenzione dell’art.164 comma 1 lett. a), integrando prova (es. libro km aziendale).
  • Esempio 3 – Ditta individuale, leasing macchinario e art.96:
    Un artigiano acquista un macchinario in leasing (durata 5 anni, riscatto €10.000). Canone annuo €12.000, di cui €10.000 capitale e €2.000 interessi. Nel corso degli anni l’artigiano supera i limiti di interessi passivi consentiti (art.96) a causa di altri finanziamenti; l’Agenzia blocca l’eccedenza. In fase di contenzioso il professionista dimostra con bilanci e prospetti art.96 (ROL d’impresa) che nel 2025 gli interessi deducibili erano fino a €1.500. Egli deduce €1.500 degli €2.000 di interessi; i restanti €500 non dedotti sono stati portati a riduzione del ROL come previsto. Quindi, dei €12.000 canone, €10.000 sono dedotti come quota capitale (ammortamento) e €1.500 come interessi. L’accertamento originario potrebbe aver richiesto €500 di IRPEF/IRES in più, ma la prova fornita ottiene annullamento di tale somma.
  • Esempio 4 – Leasing operativo (noleggio) di un automezzo:
    Un’impresa agricola stipula un contratto di noleggio annuale di un trattore (leasing operativo). Il canone annuo è €8.000. L’azienda dichiara il costo integralmente. Poiché il trattore è strumentale all’attività, l’intero canone è deducibile. Se l’Agenzia obiettasse che si sarebbe dovuto pagare una quota riscatto (trasformando il contratto in finanziario), la difesa può far notare che il leasing operativo resta deducibile come spesa di esercizio ai sensi del TUIR.

Questi esempi evidenziano che il calcolo della deduzione e la preparazione dei calcoli fiscali di supporto sono fondamentali. In caso di contenzioso, presentare numeri precisi e formule aiuta a convincere il giudice (e l’ufficio) della correttezza del contribuente. Le simulazioni dovrebbero sempre includere i riferimenti normativi (p.es. art.102 TUIR, art.164 TUIR) e i dati contabili/professionali.

8. Conclusioni

Difendersi da un accertamento sui canoni di leasing richiede una combinazione di precisione tecnica, conoscenza giuridica e tempestività. Dal punto di vista del debitore, è essenziale avere a disposizione tutti i documenti di supporto (contratti, fatture, bilanci) e saperli organizzare in base ai requisiti del TUIR. La strategia di difesa deve basarsi su:

  • L’applicazione corretta delle norme fiscali (articoli 102, 164, 96 TUIR, etc.), incluse le eventuali circolari interpretative.
  • L’uso selettivo della giurisprudenza più recente a favore del contribuente (Cass. 33903/2019, 17192/2025, 1/2022, etc.) .
  • La verifica caso per caso delle condizioni di legittimità del leasing (strumentalità, durata minima, plan finanziario).
  • L’attenta gestione processuale (scadenze, formula del ricorso, ecc.) per evitare vizi di forma.

Il ruolo dell’avvocato tributarista è cruciale: dovrà garantire che le argomentazioni tecniche (ammortamento, limiti auto, quote interessi) siano sostenute da precisi riferimenti normativi e giurisprudenziali, e che ogni fase procedimentale (reclamo, ricorso, appello) sia condotta nei tempi e modi previsti. In ultima analisi, una posizione di forza dipende dalla capacità di dimostrare la reale finalità economica del leasing e il rispetto delle regole fiscali, vanificando così i rilievi dell’Amministrazione.

Fonti normative e giurisprudenziali

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) – Art. 102, commi 1, 7; art. 109, comma 5; art. 164, comma 1.
  • Corte di Cassazione, sentenza n. 33903 del 08/12/2019 (leasing deducibile anche se bene non in funzione).
  • Corte di Cassazione, ordinanza n. 17192 del 24/09/2025 (giudicato tributario ultrattivo sul leasing).
  • Corte di Cassazione, ordinanza n. 7183 del 07/07/2021 (deducibilità canoni leasing immobiliare per IRAP).
  • Corte di Cassazione, sentenza n. 1 del 04/01/2022 (principio di inerenza art.109 TUIR sui veicoli aziendali).
  • Agenzia delle Entrate – Circolari e risoluzioni: Circ. n. 47/E/2008 (veicoli in leasing ed interessi); Circ. n. 48/E/1998 (veicoli in locazione/noleggio); Circ. n. 36/E/2009, 38/E/2010 (deducibilità IRAP aree fabbricati).
  • Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007) e successive manovre – modifiche alla disciplina fiscale del leasing finanziario e dei limiti di deducibilità (art.37 del D.Lgs. 223/2006 poi abrogato).
  • Tribunali e Commissioni tributarie: precedenti sul tema del “patto di deduzione” e accordi di cessione del leasing (es.: Trib. Milano, sent. n. 2074/2024 ).

Il Fisco ti contesta la deduzione dei canoni di leasing ritenuta non corretta (leasing operativo, finanziario o immobiliare) e recupera imposte, sanzioni e interessi? Sai che molti accertamenti sui canoni di leasing sono tecnici, interpretativi e spesso difendibili? Fatti Aiutare da Studio Monardo

Il Fisco ti contesta la deduzione dei canoni di leasing ritenuta non corretta (leasing operativo, finanziario o immobiliare) e recupera imposte, sanzioni e interessi? Sai che molti accertamenti sui canoni di leasing sono tecnici, interpretativi e spesso difendibili?

Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli su:

– deduzione dei canoni in periodi non corretti,
– mancato rispetto dei limiti temporali di deducibilità,
– errata distinzione tra leasing e acquisto,
– canoni considerati eccessivi o non inerenti,
– riqualificazione del contratto con effetti retroattivi.

Le conseguenze possono essere molto pesanti:

👉 indeducibilità parziale o totale dei canoni,
👉 recupero di IRES/IRPEF e IRAP,
👉 sanzioni e interessi,
👉 rettifiche su più esercizi,
👉 effetti su ammortamenti, IVA e bilancio.

La domanda decisiva è questa:
come difendersi efficacemente da un accertamento fiscale per deduzione non corretta dei canoni di leasing?

Devi saperlo subito:

👉 nel 2026 molti accertamenti sono contestabili,
👉 la deduzione dei canoni segue regole specifiche,
👉 non ogni errore temporale comporta indeducibilità definitiva,
👉 la strategia difensiva va attivata subito.


Cos’è l’Accertamento per Deduzione dei Canoni di Leasing Non Corretta

L’accertamento si fonda sull’idea che l’impresa:

– abbia dedotto canoni in misura o periodo errato,
– non abbia rispettato la durata minima fiscale,
– abbia anticipato la deduzione dei costi,
– abbia ridotto indebitamente il reddito imponibile.

👉 Ma il leasing è un contratto lecito e tipizzato, e la deduzione dei canoni è ammessa se rispetta i criteri fiscali corretti.

La corretta deduzione dipende da:

– tipologia di leasing (operativo, finanziario, immobiliare),
– durata contrattuale e durata fiscale minima,
– natura del bene oggetto del contratto,
– inerenza all’attività d’impresa o professionale,
– corretta imputazione temporale dei canoni.


Perché il Fisco Contesta la Deduzione dei Canoni di Leasing

Nel 2026 l’Amministrazione finanziaria contesta quando ritiene che:

– la deduzione non rispetti i limiti temporali di legge,
– il contratto sia sostanzialmente un acquisto mascherato,
– il leasing non sia inerente all’attività,
– i canoni siano sproporzionati o anticipati,
– vi sia un vantaggio fiscale indebito.

👉 Ma il Fisco non può disconoscere automaticamente la deduzione senza analizzare l’intero assetto contrattuale e fiscale.


Il Principio Chiave: Errore di Deduzione ≠ Canoni Indeducibili Automaticamente

Un principio fondamentale è questo:

👉 un errore nella deduzione dei canoni di leasing non equivale automaticamente a indeducibilità definitiva.

Questo significa che:

– l’errore può essere solo temporale,
– la deduzione può spettare in periodi diversi,
– va evitata la doppia penalizzazione,
– non sono ammessi automatismi repressivi.

👉 Qui si costruisce la difesa principale.


Quando l’Accertamento è Illegittimo o Sproporzionato

L’accertamento è contestabile se:

– il Fisco ignora la durata fiscale corretta del leasing,
– disconosce i canoni per meri errori contabili,
– riqualifica il contratto senza prova della simulazione,
– presume l’abuso senza dimostrarlo,
– applica sanzioni piene per errori interpretativi.

👉 La presunzione non basta: serve un’analisi giuridica e fiscale rigorosa.


Gli Errori Più Spesso Contestati nel 2026

Le contestazioni più frequenti riguardano:

– deduzione anticipata dei canoni,
– leasing immobiliari,
– leasing di beni strumentali ad alta intensità,
– mancato rispetto dei periodi minimi fiscali,
– errata imputazione tra quota capitale e servizi accessori.

👉 Molti rilievi sono tecnici e difendibili.


Le Strategie Difensive Più Efficaci nel 2026

🔹 1. Verificare la Corretta Tipologia di Leasing

La difesa parte dalla domanda chiave:

👉 che tipo di leasing è stato stipulato e quali regole fiscali si applicano?

È decisivo dimostrare:

– natura del contratto,
– disciplina fiscale applicabile,
– corretto inquadramento del bene.

👉 Se la tipologia è corretta, l’accertamento si ridimensiona.


🔹 2. Dimostrare la Corretta Imputazione Temporale dei Canoni

Un principio fondamentale è questo:

👉 la deduzione deve rispettare la durata minima fiscale, non il solo contratto civilistico.

È possibile dimostrare:

– rispetto dei limiti temporali,
– eventuale deduzione differita,
– assenza di vantaggio fiscale complessivo.

👉 Qui si vincono molte difese.


🔹 3. Contestare la Riqualificazione del Leasing

La legge distingue tra:

– leasing genuino,
– acquisto mascherato.

👉 La riqualificazione va provata dal Fisco, non presunta.


🔹 4. Far Valere Buona Fede e Assenza di Vantaggio Indebito

La difesa può dimostrare che:

– l’errore era tecnico o interpretativo,
– il comportamento era coerente e trasparente,
– non vi è stato risparmio fiscale definitivo.

👉 Questo incide fortemente su sanzioni e interessi.


Gli Strumenti di Difesa nel 2026

🔹 Contraddittorio Preventivo

Serve per:

– chiarire la struttura del leasing,
– spiegare i criteri di deduzione adottati,
– evitare l’atto definitivo.


🔹 Risposta a Questionari e PVC

Utile per:

– produrre contratti e piani di ammortamento,
– dimostrare la corretta deduzione dei canoni,
– smontare la tesi dell’Ufficio.


🔹 Ricorso Tributario

Necessario quando:

– la deduzione è disconosciuta automaticamente,
– le sanzioni sono sproporzionate,
– il Fisco ignora la deduzione corretta alternativa.

👉 Molti accertamenti per canoni di leasing non correttamente dedotti vengono annullati o ridotti.


Il Punto Chiave: Errore Tecnico ≠ Violazione Grave

Un principio essenziale è questo:

👉 un errore tecnico nella deduzione dei canoni di leasing non equivale a evasione fiscale.

Questo significa che:

– il Fisco deve valutare il caso concreto,
– l’impresa ha diritto a una correzione proporzionata,
– non sono ammessi automatismi punitivi.

👉 Dove il Fisco semplifica, la difesa può vincere.


Il Ruolo dell’Avvocato Tributarista

La difesa sugli accertamenti per leasing è giuridica, fiscale e strategica.

L’avvocato:

– analizza il contratto di leasing,
– verifica la corretta deducibilità dei canoni,
– contesta le presunzioni dell’Ufficio,
– tutela l’impresa da recuperi indebiti.

👉 Qui la specializzazione è decisiva.


Cosa Può Fare Concretamente l’Avvocato

Con assistenza qualificata puoi:

– evitare il recupero fiscale indebito,
– ridurre o annullare sanzioni e interessi,
– riallineare correttamente la deduzione dei canoni,
– mettere in sicurezza la gestione futura dei leasing.

👉 Agire subito cambia l’esito.


Le Specializzazioni dell’Avv. Giuseppe Monardo

La difesa in materia di accertamenti fiscali richiede competenze avanzate.

Giuseppe Monardo è:

– Avvocato Cassazionista
– Esperto in contenzioso tributario
– Specializzato in leasing e operazioni finanziarie
– Difensore di imprese, professionisti e società
– Coordinatore nazionale di avvocati e commercialisti


Conclusione

Nel 2026, un accertamento fiscale per deduzione non corretta dei canoni di leasing:

👉 non va subito,
👉 è spesso tecnico e interpretativo,
👉 può e deve essere contestato.

La regola è chiara:

👉 verificare la tipologia di leasing,
👉 difendere la corretta imputazione temporale,
👉 contestare automatismi e presunzioni,
👉 agire subito con un avvocato esperto.

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