Introduzione: perché una lettera Gardant per debiti vecchi va presa sul serio (senza farsi spaventare)
Ricevere una lettera da Gardant Liberty Servicing S.p.A. per vecchi debiti bancari o finanziari è diventato un evento comune. Spesso significa che un tuo vecchio debito – ad esempio un prestito non rimborsato o una carta di credito non saldata – è stato ceduto a questa società specializzata in recupero crediti deteriorati (NPL/UTP). Gardant è infatti uno dei maggiori operatori privati in Italia nella gestione di crediti non performanti, intermediario finanziario autorizzato ex art. 106 TUB e parte di un gruppo leader nel settore. In altre parole, Gardant acquista dai creditori originari (banche, finanziarie) i crediti che questi non riescono più a riscuotere, e poi li gestisce con metodi strutturati – talvolta percepiti come più aggressivi – per recuperarne il valore.
Il punto cruciale non è decidere genericamente se “pagare o non pagare”, ma valutare con lucidità alcuni aspetti fondamentali prima di qualsiasi scelta: occorre capire se quel credito è davvero esigibile, se l’importo richiesto è corretto e documentato, se il debito è prescritto o meno, se ci sono stati atti interruttivi validi, se esistono già titoli giudiziali (es. decreti ingiuntivi) o vizi nella prova della cessione del credito, nonché se nel conteggio compaiono voci illegittime (interessi non dovuti, spese e commissioni improprie, anatocismo, ecc.). Solo dopo questa analisi preliminare si può decidere la strategia più opportuna, che in sintesi potrebbe consistere in:
- Contestazione e richiesta documentale, per verificare e mettere in dubbio la pretesa;
- Negoziazione “protetta” con la controparte, mirata a ottenere un saldo e stralcio sostenibile e vantaggioso;
- Piani di rientro dilazionati, ma con garanzie e con una liberatoria finale a chiusura del debito;
- Oppure strumenti più strutturati (ad esempio procedure di sovraindebitamento o esdebitazione) se il debito in questione è solo una parte di una crisi finanziaria più ampia che coinvolge vari creditori.
In situazioni del genere, la differenza la fa il metodo con cui si affronta il problema. Ci sono errori da non commettere mai: ad esempio, non parlare “a ruota libera” con il recuperatore telefonico; non riconoscere il debito senza aver prima effettuato verifiche documentali; non pagare “per paura” somme parziali nella speranza di bloccare tutto senza aver ottenuto garanzie scritte (come una liberatoria), rischiando così di peggiorare la situazione. Ogni mossa va ponderata, perché una parola o un gesto avventato possono pregiudicare importanti diritti del debitore.
Chi può aiutarti davvero (e come)
Di fronte a una lettera di questo tipo, affidarsi a professionisti esperti è fondamentale. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo – avvocato cassazionista – coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti attivi a livello nazionale, con focus specifico sul diritto bancario, sul recupero crediti e sui profili tributari connessi. È Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia; è professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC); ed è Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021.
Concretamente, il team può fornirti un aiuto mirato in vari modi:
- Analisi della lettera Gardant e ricostruzione della storia del credito (contratto originario, estratti conto, eventuale decadenza dal beneficio del termine, atti di cessione del credito, notifiche pregresse);
- Verifica di prescrizione e interruzioni della stessa (analizzando gli atti eventualmente inviati, la prova del loro arrivo al debitore – es. ricevute di ritorno o compiuta giacenza – e ogni elemento utile a stabilire se il diritto di credito è ancora azionabile legalmente);
- Contestazione di importi e di voci illegittime, con messa in discussione di interessi, spese o addebiti non dovuti, e impostazione di una trattativa con la “sponda legale” necessaria per tutelarti;
- Negoziazione di un saldo e stralcio realmente favorevole, con inserimento di clausole di tutela (rinunce da parte del creditore, liberatoria piena, gestione delle segnalazioni in Centrale Rischi/CRIF, ecc.);
- Valutazione di soluzioni giudiziali o concorsuali, se necessarie, attivabili tramite procedure ad hoc (piani del consumatore, concordati minori o liquidazione controllata per esdebitazione nel caso di crisi da sovraindebitamento).
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1) Chi è Gardant Liberty Servicing S.p.A. e perché ti scrive
Gardant Liberty Servicing S.p.A. è una società di credit management specializzata nel recupero di crediti deteriorati. Fa parte del gruppo Gardant, uno dei principali operatori nazionali nel settore degli NPL (Non Performing Loans) e UTP (Unlikely To Pay). A differenza di società come AMCO (a partecipazione pubblica), Gardant è un soggetto privato, nato dalla riorganizzazione di precedenti servicer finanziari, ma accomunato dalla stessa missione: gestire e recuperare crediti che banche e finanziarie non sono riuscite a incassare direttamente dai clienti.
È quindi del tutto normale ricevere comunicazioni da Gardant se in passato hai lasciato un debito insoluto. In concreto, potresti aver ricevuto una lettera da Gardant Liberty Servicing perché:
- Il tuo vecchio credito è stato ceduto da una banca o finanziaria a Gardant, che ora lo gestisce direttamente o tramite società partner del gruppo (ad esempio Master Gardant o Special Gardant, dedicati rispettivamente a master e special servicing); ciò accade tipicamente con mutui, prestiti personali, scoperti di conto corrente o carte di credito non rimborsati integralmente;
- La posizione debitoria è “vecchia”, riemersa all’interno di un pacchetto di crediti NPL acquistato da Gardant a prezzo ridotto: spesso sono passati anni dall’ultimo contatto con il creditore originario;
- La pratica potrebbe presentare lacune documentali o irregolarità nella fase pre-contenziosa gestita dalla banca originaria (ad esempio, mancata produzione del contratto originale, errori nel calcolo degli interessi, oppure la banca ha temporeggiato prima di attivarsi); proprio per questo, è stata venduta a un servicer specializzato per massimizzare le chance di recupero.
Attenzione: una “lettera” non è di per sé un atto giudiziario. Nella maggior parte dei casi la comunicazione di Gardant rientra in una di queste categorie:
- Un sollecito bonario o un invito a pagare (spesso contenente una richiesta di contatto o una proposta di saldo e stralcio);
- Una messa in mora formale (diffida ad adempiere entro un certo termine, ai sensi dell’art. 1219 c.c.);
- Una proposta di definizione agevolata (ad esempio, uno sconto se paghi entro una certa data, oppure un piano di rientro rateale);
- Oppure un “ultimo avviso” prima di azioni legali (in cui si preannuncia, se non paghi, il ricorso a strumenti giudiziari come un decreto ingiuntivo o un atto di precetto).
Ricevere una lettera di sollecito non significa che abbiano già avviato un procedimento in tribunale, ma indica che il creditore (cessionario) sta premendo per il pagamento. Ignorare la comunicazione è rischioso: bisogna valutarla attentamente e decidere come reagire.
2) “Debiti vecchi” non significa “debiti morti”: le 5 domande chiave da farti subito
Se ti arriva una lettera da Gardant relativa a un vecchio debito, la prima cosa da fare è mantenere la calma e analizzare la situazione ponendoti (e poi ponendo al tuo legale di fiducia) cinque domande fondamentali:
- Che tipo di credito è? – Si tratta di un mutuo? di un prestito personale? di una carta di credito revolving? di uno scoperto di conto corrente? di una fideiussione? La natura del credito incide su prescrizione e documenti necessari: ad esempio, un mutuo ha caratteristiche diverse da un fido di conto.
- Da quando decorre la prescrizione? – Bisogna individuare il momento esatto da cui è iniziato a decorrere il termine di prescrizione applicabile. È dalla scadenza dell’ultima rata non pagata? Dalla data di decadenza dal beneficio del termine del prestito? O da un atto successivo? (Approfondiremo tra poco la disciplina della prescrizione.)
- Ci sono stati atti interruttivi validi? – Occorre verificare se il creditore (originario o cessionario) ha inviato atti idonei a interrompere la prescrizione e, soprattutto, se ne esiste prova documentale concreta. Un semplice sollecito telefonico non vale; una raccomandata AR inviata e ricevuta sì (con alcune sfumature che vedremo). Bisogna scoprire se in passato ti sono state notificate diffide, decreti ingiuntivi, atti di precetto o altri atti che interrompono il decorso del tempo.
- Esiste già un titolo giudiziale? – Il creditore ha già ottenuto un provvedimento del giudice? Ad esempio: è stato emesso e notificato un decreto ingiuntivo per questo debito? C’è stata una sentenza di condanna? Un precetto già notificato? Se esiste già un titolo esecutivo definitivo, la strategia cambia (bisogna valutare opposizioni nei termini se ancora possibile, o soluzioni come la trattativa sul precetto).
- Gardant prova di essere legittimata? – In altre parole, chi ti chiede i soldi è davvero il nuovo creditore titolato? Devi poter verificare la cessione del credito: idealmente attraverso copia dell’atto di cessione o almeno di un estratto con i riferimenti univoci (nome originario del debitore, numero rapporto, importo ceduto, ecc.). Gardant spesso agisce come cessionario del credito, ma talvolta può operare anche come servicer per conto di terzi: in entrambi i casi hai diritto a capire chi vanta il credito e per conto di chi.
Senza avere risposta a queste cinque domande, buttarsi in trattative o accordi sarebbe come firmare un contratto al buio. Potresti pagare somme non dovute o rinunciare a difese importanti. Dunque, prima di qualsiasi azione, raccogli le informazioni necessarie.
3) Quadro normativo essenziale: cosa “regge” un sollecito Gardant
3.1 Cessione del credito: regola generale – In Italia un credito può essere ceduto liberamente, anche senza il consenso del debitore (salvo casi eccezionali previsti dalla legge). Il riferimento di base è l’art. 1260 del Codice Civile, che recita: “Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza il consenso del debitore…” . Dunque la cessione è lecita e valida in sé. Tuttavia, affinché il nuovo creditore possa far valere il credito verso il debitore (ovvero renderlo opponibile), occorre che il debitore stesso sia posto in condizione di sapere chi è il nuovo titolare e su quale base lo è diventato. In pratica, deve esserti comunicato che c’è stata una cessione e devono esserti forniti almeno gli elementi essenziali (chi era il creditore originario, chi è il nuovo, e quale credito è stato trasferito).
👉 Regola pratica difensiva: non accontentarti mai di un semplice “ce lo siamo comprati noi il suo debito” detto a voce. Pretendi sempre un riscontro documentale minimo: ad esempio, una comunicazione scritta su carta intestata che attesti la cessione, oppure copia (o estratto) dell’atto di cessione in cui compare anche la tua posizione. Questo perché tu, come debitore, hai diritto a pagare solo il legittimo creditore e a farlo una volta sola in modo liberatorio.
3.2 Prescrizione e interruzione: il cuore delle difese sui “debiti vecchi” – La prescrizione estingue il diritto del creditore dopo un certo tempo dall’ultima azione o dall’ultima scadenza utile. Le regole sono stabilite dal Codice Civile (norme in continuo aggiornamento consultabili su Normattiva). In generale, per i crediti bancari o finanziari si applica spesso la prescrizione ordinaria decennale (art. 2946 c.c.), quindi 10 anni . Tuttavia, alcune componenti accessorie possono avere termini più brevi: ad esempio, gli interessi scaduti e non pagati, o le rate di un’obbligazione periodica, possono cadere in prescrizione quinquennale ex art. 2948 c.c. (5 anni) , salvo che – come nel caso dei mutui – tali interessi siano parte integrante del capitale nelle rate (in un mutuo le rate non sono considerate obbligazioni autonome, ma frazioni di un unico debito, e la Cassazione ha chiarito che la prescrizione parte dall’ultima rata ). In breve: bisogna determinare con precisione il termine di prescrizione applicabile al tuo caso e il dies a quo (giorno da cui inizia a decorrere).
Fondamentale poi il tema dell’interruzione della prescrizione: un atto interruttivo efficace azzera il decorso del termine, che ricomincia da capo (art. 2945 c.c.). Gli atti interruttivi possono essere di vario tipo – ad esempio una costituzione in mora (diffida) inviata per raccomandata, un atto di citazione o di ingiunzione, un precetto, ecc. – ma devono rispettare precise regole di forma e soprattutto di prova. La Corte di Cassazione, in molte pronunce recenti, ha ribadito la natura “recettizia” dell’atto di costituzione in mora: conta che la richiesta scritta giunga nella sfera di conoscenza del debitore . In altri termini, ai fini dell’interruzione quello che rileva è che il creditore manifesti per iscritto la pretesa e che tale atto pervenga nella sfera di dominio e controllo del debitore . Una semplice lettera spedita, senza prova della ricezione (o almeno dell’avvenuto tentativo di notifica), potrebbe non bastare. D’altro canto, la giurisprudenza ha chiarito che la ricezione può essere provata anche per presunzioni: ad esempio, una raccomandata non ritirata e tornata al mittente per compiuta giacenza comunque fa scattare la presunzione di conoscenza legale . Bisogna quindi esaminare caso per caso gli eventuali atti prodotti da Gardant: ci sono ricevute di ritorno? L’indirizzo era corretto? C’è prova che la lettera interruttiva sia giunta nella tua sfera di conoscibilità? (Ad esempio tramite compiuta giacenza in caso di mancato ritiro.) Queste valutazioni tecniche spesso decidono l’esito di una contestazione di prescrizione.
👉 Tradotto per il debitore: la frase “ti abbiamo spedito lettere in passato” da sola non è sufficiente a legittimare la pretesa, se poi il creditore non può provarne la ricezione o l’avvenuto inoltro corretto. Allo stesso modo, non basta sostenere “non ho mai ricevuto nulla, quindi è tutto prescritto” senza verificare: a volte atti di cui eri all’oscuro risultano notificati per compiuta giacenza o a vecchi indirizzi. Serve ricostruire un timeline degli eventi supportata da evidenze (ricevute, notifiche, ecc.), così da sapere con ragionevole certezza se il debito è ancora legalmente esigibile o no.
3.3 Privacy e recupero crediti: limiti a telefonate e messaggi – Anche nel recupero crediti esistono regole di correttezza e liceità. Il Garante per la Privacy ha più volte stigmatizzato prassi illecite da parte degli operatori del recupero crediti, come ad esempio l’uso di telefonate preregistrate con messaggi lasciati in segreteria o ascoltabili da terzi, oppure il contatto ripetuto di persone vicine al debitore (familiari, colleghi) per sollecitare il pagamento. Tali comportamenti possono violare la normativa sulla protezione dei dati e sul segreto inerente alle informazioni personali. In particolare, esiste un Codice di condotta per i Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) approvato dal Garante Privacy nel 2019, che impone regole rigorose sulla segnalazione di morosità e sulle modalità di aggiornamento/cancellazione delle posizioni in centrale rischi. Inoltre, comunicazioni di sollecito devono rispettare il principio di minima invasività: nulla vieta al creditore di sollecitare il pagamento, ma ciò deve avvenire senza ledere la tua riservatezza o la tua dignità.
👉 In pratica: se sei subissato da chiamate automatiche a tutte le ore, se qualcuno per conto di Gardant ha contattato i tuoi colleghi o parenti rivelando dettagli sul tuo debito, o se ti vengono lasciati messaggi vocali in segreteria con informazioni sul credito dovuto (accessibili da altri), sappi che non è un semplice fastidio inevitabile: sono condotte contestabili e potenzialmente illecite. Hai il diritto di pretendere che il recupero crediti avvenga nei limiti della legge. Più avanti vedremo come queste violazioni possano addirittura diventare una leva a tuo favore in eventuali trattative.
4) Cosa succede dopo la lettera Gardant: procedura passo-passo (e scadenze reali)
Step 1 – Non ammettere nulla e non accordarti “a voce”. La prima trappola in cui potresti cadere, magari spinto dall’ansia, è rispondere frettolosamente alla telefonata del recuperatore. Tipicamente il debitore viene incalzato con domande del tipo: “Conferma che il debito X è suo? Ha intenzione di pagare?”. Attenzione: una frase detta ingenuamente – ad esempio “sì, è un mio vecchio debito, ma ora non ho soldi” – può trasformarsi in un riconoscimento del debito, con effetti giuridici molto negativi (il riconoscimento può far ripartire la prescrizione ex art. 2944 c.c.). Allo stesso modo, accordi abbozzati al telefono o promesse informali di pagamento possono “rianimare” posizioni altrimenti difendibili. La regola d’oro è comunicare sempre in forma scritta (meglio ancora tramite il tuo avvocato): in questo modo avrai traccia esatta di ciò che viene detto e proposto, evitando equivoci o interpretazioni a tuo danno. Se proprio devi parlare al telefono, non ammettere il debito e limitati a richiedere che ogni comunicazione avvenga per iscritto, magari indicando l’indirizzo email o PEC a cui inviare eventuale documentazione.
Step 2 – Chiedere subito documentazione e prova della titolarità. Prima di prendere in considerazione qualsiasi pagamento o proposta, è tuo diritto (e interesse) ottenere tutti i documenti relativi alla posizione. Fai (o fai fare dal tuo legale) una richiesta formale scritta a Gardant, elencando in modo puntuale ciò di cui hai bisogno per “valutare compiutamente la pretesa”. In particolare, dovresti chiedere:
- Copia del contratto originario che ha generato il debito (ad es. il contratto di mutuo, di finanziamento, la lettera di fido, il documento di apertura della carta revolving, etc.), completo di eventuali condizioni generali e firme;
- Estratto conto cronologico o piano di ammortamento, ossia la ricostruzione di come si è formato il saldo attuale (soprattutto importante per conti correnti e carte, dove si accumulano interessi e spese nel tempo);
- Dettaglio analitico di capitale, interessi, spese, commissioni che compongono l’importo richiesto, con l’indicazione dei tassi e dei criteri di calcolo applicati (serve a evidenziare eventuali addebiti illegittimi o non dovuti);
- Prova della cessione del credito: se Gardant agisce in qualità di cessionaria, va richiesta copia dell’atto di cessione o almeno un’attestazione contenente i riferimenti univoci della tua posizione (numero contratto originario, data contratto, cedente, cessionario, ecc.). Questo per verificare che effettivamente Gardant Liberty Servicing sia legittimata a esigere il pagamento;
- Eventuali atti interruttivi della prescrizione e prova della loro notifica/ricezione: ad esempio, se sostengono di averti inviato solleciti o diffide in passato, chiedi copia delle lettere e delle ricevute (o relata) di notifica; se c’è stato un decreto ingiuntivo, chiedi estremi e prova di notifica;
- Eventuali titoli giudiziali già ottenuti: se esiste un decreto ingiuntivo, un pignoramento notificato, un precetto, va richiesto di averne copia per capire lo stato della procedura (e se i termini per opporsi sono ancora aperti o scaduti).
Questa richiesta di documenti va idealmente inviata tramite PEC o raccomandata A/R, così da avere prova della data di invio. Nel frattempo, diffida dal compiere pagamenti: è perfettamente ragionevole – e tuo diritto – esaminare la documentazione prima di decidere il da farsi.
Step 3 – Screening difensivo: prescrizione, vizi, importo. Ottenuti (si spera) i documenti, è il momento di analizzarli con attenzione e decidere la strategia. In genere si prospettano tre scenari principali:
- Se emergono fondati profili di prescrizione (es. il debito risulta non escusso per oltre 10 anni, senza atti interruttivi validi) o mancanza di prove essenziali (es. manca il contratto firmato, o la cessione è documentata male), allora la linea migliore sarà quella della contestazione: far valere queste eccezioni per opporsi integralmente alla pretesa;
- Se il credito appare giuridicamente esigibile (non prescritto, con documenti sostanzialmente in ordine) ma l’importo richiesto è gonfiato da interessi o addebiti discutibili, allora si può adottare una linea di “riduzione + trattativa”: contestare le voci eccessive per abbassare il saldo, e parallelamente proporre un saldo e stralcio equo sul residuo legittimo;
- Se la tua situazione finanziaria personale è grave (es. hai molti debiti e pochi beni/redditi) ed è improbabile poter pagare integralmente anche una cifra ridotta, allora occorre valutare strumenti più strutturali come le procedure da sovraindebitamento (organizzate tramite l’OCC) che vedremo oltre. In altre parole, se il problema non è solo questo singolo debito ma un sovraindebitamento diffuso, potrebbe convenire spostare la partita in sede concorsuale per risolvere tutto insieme.
Questa fase di screening è cruciale perché ti consente di quantificare i rischi e le opportunità: ad esempio, se il debito è chiaramente prescritto e privo di base documentale, potresti decidere di non offrire nulla e attendere un eventuale (non scontato) ricorso giudiziario per far valere le tue ragioni in tribunale; viceversa, se il debito è dovuto ma ottenibile uno sconto, punterai a negoziare.
Step 4 – Scegliere: contestare, trattare, o procedura di crisi. Non esiste una scelta universalmente giusta: esiste la scelta più conveniente e sicura per te, nel tuo caso specifico. Un avvocato esperto ti aiuterà a valutare i pro e contro. In sintesi: se hai solide argomentazioni giuridiche (prescrizione maturata, vizi formali sostanziali), contestare formalmente il debito può portare anche all’annullamento della pretesa; se il debito è dovuto ma puoi spuntare un forte sconto e chiudere la vicenda, la trattativa di saldo e stralcio potrebbe essere l’opzione preferibile (risparmi soldi e azzeri il rischio di cause future); se il debito Gardant è solo uno dei tanti e sei oberato, una procedura di composizione della crisi potrebbe risolverli tutti insieme e offrirti un nuovo inizio. L’importante è non restare inerti: la lettera di Gardant non va ignorata, ma nemmeno subita passivamente. Bisogna prendere in mano la situazione e decidere in tempi brevi come muoversi.
5) Difese e strategie legali: come “smontare” un sollecito Gardant (o renderlo trattabile)
5.1 Eccezione di prescrizione: quando ha senso e come si imposta. La prescrizione, se effettivamente maturata, è l’asso nella manica del debitore, perché estingue il debito ipso iure. Ma va usata con criterio: non si invoca “a sentimento”, bensì ricostruendo in modo rigoroso la linea del tempo della posizione debitoria. Occorre annotare con precisione:
- La data di decorrenza della prescrizione: ad esempio l’ultima rata scaduta non pagata, oppure la data in cui la banca ti comunicò la risoluzione del contratto e la decadenza dal termine, o ancora la chiusura del conto corrente (dies a quo);
- Gli eventuali atti interruttivi e la relativa prova: per ogni sollecito o atto giudiziario ricevuto bisogna indicare quando è stato spedito/notificato e se esiste prova che ti sia giunto (ricevuta di raccomandata, relata di notifica del messo, ecc.). Ricorda: se un atto è stato spedito ma non ti è arrivato per indirizzo errato, potrebbe non aver interrotto affatto (a meno che non ci sia stata compiuta giacenza all’indirizzo giusto);
- Eventuali giudizi già avviati: se c’è stato un decreto ingiuntivo in passato, anche se decaduto, ha comunque interrotto la prescrizione e “cristallizzato” la situazione a quella data, dopodiché riparte una prescrizione decennale del giudicato. Bisogna tenere conto anche di questo nei calcoli.
La Cassazione – come già accennato – ha più volte evidenziato che l’atto interruttivo deve effettivamente arrivare a conoscenza del debitore, sebbene tale conoscenza possa essere presunta secondo le regole postali . Questo significa che in sede di eccezione di prescrizione, il tuo legale potrà contestare la validità di un presunto atto interruttivo se Gardant non è in grado di provarne la ricezione effettiva (ad esempio esibendo la cartolina AR firmata o la relata). L’onere della prova dell’interruzione spetta infatti al creditore.
✋ Attenzione operativa: anche se il credito appare ormai prescritto, devi muoverti con cautela. Evita assolutamente comportamenti che possano costituire una nuova ricognizione del debito (ad esempio, non inviare mail in cui ammetti di dovere quei soldi, non effettuare pagamenti parziali “a titolo di buona volontà”). Un classico errore è “Pago 50 euro così intanto blocco tutto”: niente di più sbagliato! Un pagamento, anche minimo, potrebbe essere letto come riconoscimento del debito e far ripartire i termini . Prima si solleva formalmente l’eccezione di prescrizione, mettendo eventualmente in mora il creditore a cancellare la posizione, e solo dopo – semmai – si valuta se trattare una chiusura tombale per evitare contenziosi.
5.2 Contestazione della prova della cessione / titolarità. Un’altra difesa chiave è obbligare la controparte a dimostrare di avere il diritto di chiederti quei soldi. Come già detto, la cessione del credito è ammessa (art. 1260 c.c.), ma tu hai diritto a vederci chiaro: non sei tenuto a pagare “al buio” qualcuno solo perché ti scrive di avere acquistato il tuo debito. In pratica, puoi contestare la legittimazione attiva di Gardant se questa non fornisce adeguata documentazione. Ciò non significa che la cessione sia nulla, ma che finché il creditore non fornisce elementi probanti, la sua pretesa è fragile in giudizio. Spesso, nelle prime lettere, i servicer si limitano a indicare il numero di pratica interno e l’importo, senza allegare documenti: in risposta, la mossa giusta è chiedere l’esibizione dei documenti di cessione e diffidare dal procedere in mancanza di essi.
🎯 Obiettivo pratico: ottenere almeno gli estremi essenziali che rendano la richiesta verificabile. Ad esempio, se il tuo debito originario era con Banca XYZ, la lettera di Gardant dovrebbe quantomeno citare “credito ceduto da Banca XYZ con contratto di cessione del [data]” e identificare il tuo contratto o posizione. Meglio ancora, dovrebbero fornire un estratto dell’elenco crediti ceduti dove compaia il tuo nominativo e il tuo credito. Se non lo fanno spontaneamente, pretendilo. Questo non solo ti tutela da possibili errori (pagare un soggetto sbagliato), ma mette pressione al creditore: un creditore ben organizzato esibirà i documenti; uno meno organizzato rivelerà di avere falle nella documentazione, cosa che rafforza la tua posizione negoziale o processuale.
5.3 Contestazione dell’importo: interessi, spese, anatocismo. È molto comune, nei crediti bancari “stagionati”, trovare importi lievitati nel tempo. Gli errori o abusi tipici che il debitore dovrebbe cercare (meglio con l’aiuto di un professionista o di un consulente contabile) sono:
- Interessi di mora o interessi contrattuali calcolati con criteri poco chiari o a tassi usurari (sopra i limiti di legge) – ad es. tassi oltre soglia o anatocismo non pattuito;
- Spese forfettarie di recupero addebitate senza giustificazione (a volte le società aggiungono centinaia di euro di “spese di sollecito” o “spese legali” che non sono dovute se non provano di averle effettivamente sostenute e che siano contrattualmente a tuo carico);
- Doppie contabilizzazioni – ad esempio interessi già capitalizzati nel saldo e poi richiesti nuovamente, oppure importi indicati come “capitale” che in realtà inglobano già spese;
- Errori matematici o di periodo – specialmente se mancano estratti conto dettagliati: a volte si scopre che la base di calcolo è sbagliata o che sono stati conteggiati interessi anche oltre la chiusura del rapporto.
Contestare l’importo non significa negare ogni addebito, ma ridurre la pretesa al “giusto”. Questa operazione, se condotta seriamente, ha un duplice effetto: da un lato può eliminare dal conto diverse migliaia di euro di voce non dovute; dall’altro rende la posizione più debole per il creditore, il quale a quel punto – se è razionale – preferirà chiudere bonariamente piuttosto che rischiare di vedersi annullare interessi e spese in causa. In altre parole, se dimostri che la richiesta è in parte infondata o mal calcolata, sarà più facile ottenere un saldo e stralcio vantaggioso, perché il creditore saprà di avere una base negoziale meno solida .
5.4 Tutela della privacy e condotte aggressive. Come accennato, le modalità di recupero devono rispettare la legge. Se stai subendo pressioni indebite (continue telefonate sul cellulare e sul lavoro, toni minacciosi, contatti a persone terze che nulla c’entrano col tuo debito, diffusione di informazioni riservate) hai la facoltà di reagire. Puoi inviare una diffida formale alla società di recupero, intimando il rispetto della normativa privacy e chiedendo di limitare le comunicazioni a determinati canali (es. solo posta o solo tramite legale). Puoi anche segnalare al Garante Privacy le condotte sospette: il Garante ha già sanzionato in passato finanziarie e banche per modalità di sollecito scorrette (esempio: un sollecito inviato alla moglie del debitore invece che al debitore stesso è stato giudicato illecito ). Inoltre, se le violazioni sono particolarmente gravi, potrebbero costituire molestie o interferenze illecite nella tua vita privata, tutelabili anche in sede civile per richiesta di risarcimento danni.
Dal punto di vista strategico, far notare al creditore che stai documentando queste violazioni e che sei pronto a farle valere può funzionare come leva negoziale: nessuna grande società vuole incorrere in sanzioni o cause per violazione della privacy. Ad esempio, il Garante Privacy con Provvedimento n. 445/2013 ha vietato l’uso di solleciti telefonici preregistrati accessibili a terzi, proprio perché lesivi della riservatezza . Richiamare tali precedenti nella tua diffida può indurre il recuperatore a più miti consigli (ad esempio, riducendo la frequenza delle chiamate o concedendo più tempo per trovare un accordo).
In sintesi: difendersi sul piano “procedurale” e dei diritti personali fa parte della strategia complessiva. Non devi subire passivamente comportamenti scorretti; far valere con fermezza i tuoi diritti ti mette anche in luce, agli occhi del creditore, come un soggetto informato e ben assistito, più difficile da spaventare e più interessato a risolvere in modo equo che a cedere a ricatti psicologici.
6) Saldo e stralcio con Gardant: come negoziare davvero (senza regalare vantaggi)
Il saldo e stralcio è la soluzione auspicata dalla maggior parte dei debitori: consiste in un accordo transattivo in cui paghi una somma ridotta rispetto al totale dovuto e il creditore, incassandola, rinuncia in via definitiva a pretendere il resto, dichiarando chiusa la posizione. È una chiusura a saldo (per te) e stralcio (del residuo per il creditore). Nella realtà, però, non conta solo “quanto sconto ottengo”, ma soprattutto la sicurezza giuridica dell’operazione. Un cattivo saldo e stralcio, anche con un grande sconto, può lasciarti nei guai se non è ben formalizzato (ad esempio, se il creditore in futuro potesse richiedere altri importi).
6.1 Quando conviene trattare (anche se pensi di aver ragione). Decidere di trattare un saldo e stralcio con Gardant ha senso in diverse situazioni, non solo quando il creditore “ha ragione”. Ecco alcuni casi tipici in cui valutare seriamente la strada dell’accordo:
- Il credito non è chiaramente prescritto, però è molto “vecchio” e la documentazione in mano al creditore è incompleta o incerta. In questa situazione sei in una posizione di forza, ma non totale: potrebbe valer la pena chiudere con uno sconto anche se potresti far valere delle eccezioni, per evitare comunque l’incertezza di una causa;
- La tua priorità personale è evitare contenziosi, pignoramenti, costi legali e stress prolungato. Anche avendo ragione su alcuni punti, potresti preferire “pagare poco e chiudere subito” piuttosto che impantanarti in tribunale. Soprattutto se il risparmio economico ottenibile in causa non giustifica gli anni di attesa e ansia;
- Hai disponibilità immediata di liquidità (magari aiutato da un familiare) e vuoi “comprare la pace” liberandoti definitivamente di quel debito. I creditori come Gardant sono spesso disposti a notevoli sconti se ricevono un pagamento rapido in un’unica soluzione;
- Vuoi evitare effetti negativi sul piano reputazionale o operativo: ad esempio, se sei un imprenditore o un professionista, avere una causa o un decreto ingiuntivo a carico può complicarti l’accesso al credito o intaccare la tua immagine. Un accordo stragiudiziale evita pubblicità e consente di gestire anche la cancellazione di segnalazioni nelle banche dati.
In tutti questi casi, trattare non è un segno di debolezza, ma di convenienza. L’importante è farlo con metodo, dopo aver indebolito la pretesa (se possibile) e con le dovute cautele contrattuali.
6.2 Le 10 clausole che non devono mancare in un accordo di saldo e stralcio. Quando arrivi al punto di definire per iscritto l’accordo con Gardant (ricorda: mai accontentarsi di accordi verbali!), assicurati che la scrittura – meglio se su carta intestata della società e firmata dal legale rappresentante o procuratore – contenga chiaramente almeno i seguenti punti:
- Importo concordato – La somma pattuita per chiudere la posizione, indicata come onnicomprensiva (cioè che include ogni voce dovuta) e la scadenza entro cui deve essere pagata.
- Clausola di saldo e stralcio definitivo – Deve essere esplicitato che il pagamento di quella somma avverrà a titolo di saldo e stralcio, cioè con efficacia liberatoria totale per il debitore.
- Rinuncia del creditore a ulteriori pretese – Gardant deve dichiarare che, una volta incassato l’importo concordato, rinuncia irrevocabilmente a qualsiasi ulteriore pretesa relativa a quel credito, per capitale, interessi, spese o qualsiasi altro titolo.
- Quietanza liberatoria scritta – Impegno del creditore a rilasciare, entro un dato termine (es. 10 o 15 giorni dal pagamento), una quietanza liberatoria formale in cui attesta di aver ricevuto il pagamento e che nulla più è dovuto, chiudendo la posizione.
- Eventuali procedure legali in corso – Se nel frattempo era stato emesso un decreto ingiuntivo, avviato un pignoramento o iscritta un’ipoteca, l’accordo deve prevedere che quelle procedure saranno estinte o abbandonate a spese del creditore una volta ricevuto il pagamento. In pratica: se c’è un decreto ingiuntivo non ancora definitivo, il creditore rinuncia agli atti; se c’è un pignoramento in corso, lo estingue; se c’era ipoteca, fa atto di assenso alla cancellazione, ecc.
- Garanzie e coobbligati – Prevedere cosa accade a fideiussioni, ipoteche, pegni eventualmente esistenti. L’accordo ideale include l’impegno a rinunciare e cancellare eventuali ipoteche iscritte sul bene, e liberare eventuali garanti/fideiussori (o quantomeno dichiarare che il saldo e stralcio vale anche a loro favore, se hai interesse a tutelarli).
- Segnalazioni nelle banche dati – Una clausola importante riguarda la gestione delle segnalazioni nei sistemi di informazione creditizia (CRIF, Centrale Rischi). Di norma, se chiudi a saldo e stralcio, la segnalazione rimane come “saldo parziale” fino a termini di legge, ma puoi chiedere che nell’accordo il creditore dichiari che provvederà a segnalare l’avvenuta definizione del debito (position settled). In ogni caso, pretendi trasparenza su questo punto, nei limiti del Codice di condotta SIC vigente.
- Cessione del residuo – Anche se sembra strano, aggiungi sempre una clausola in cui il creditore dichiara che non cederà mai a terzi eventuali importi residui, semplicemente perché non esistono residui dopo il saldo e stralcio. Serve a prevenire brutte sorprese (in passato, alcuni creditori senza scrupoli cedevano il “pezzo” residuo non pagato a società estere, che poi disturbavano il debitore!).
- Modalità di pagamento e causale – Specifica come dovrai pagare (bonifico, assegno, ecc.), su quale IBAN o tramite quale piattaforma, e inserisci la dicitura che dovrai indicare: ad esempio “Pagamento a saldo e stralcio – pratica n. XYZ di Gardant Liberty Servicing”. È bene che sia chiaro che il pagamento è riferito all’accordo transattivo a saldo.
- Foro competente e comunicazioni – Una clausola di stile ma utile: indicare eventualmente il foro competente (meglio se quello del debitore, in caso di controversie sull’accordo, ma non sempre è negoziabile) e stabilire che ogni comunicazione tra le parti dovrà avvenire in forma scritta (così, se mai dovessero in futuro contestarti qualcosa, potranno farlo solo con atti formali, escludendo telefonate estemporanee).
Potrebbero esserci altre clausole a seconda del caso, ma queste 10 sono a nostro avviso irrinunciabili. Se l’accordo che ti propongono è fumoso, non scritto chiaramente o manchevole in punti importanti, insisti per farlo integrare/correggere: ne va della tua tranquillità futura.
6.3 L’errore più pericoloso: pagare senza liberatoria “blindata”. Vale la pena ribadirlo: moltissimi debitori, presi dall’angoscia, fanno l’errore di pagare subito, magari una piccola somma, senza un accordo scritto pur di togliersi il pensiero. Questo comportamento può avere effetti devastanti:
- Potresti ritrovarti con il debito ancora aperto nonostante il pagamento. Ad esempio versi €500 pensando di “placare” il recuperatore, e dopo qualche mese Gardant (o chi per esso) ti chiede il resto sostenendo che quello era solo un acconto;
- Perdi forza contrattuale per contestare interessi o spese. Una volta che hai iniziato a pagare, implicitamente hai dato credito alla pretesa; sarà più difficile, poi, attaccare certe voci: ti diranno “se pensava non fossero dovute perché ha pagato?”;
- Garanzie e segnalazioni rimangono: se c’era un’ipoteca, pagare una tranche senza accordo non obbliga certo la banca a cancellarla; se eri segnalato come cattivo pagatore, resterai tale finché non c’è una liberatoria completa. Insomma, rischi di sborsare soldi senza ottenere la “liberazione” dal vincolo.
In sintesi: mai pagare nemmeno un euro senza avere un accordo scritto chiaro su cosa succede dopo. Prima negozia – nei termini suddetti – e poi esegui il pagamento secondo l’accordo. Se il creditore ha davvero fretta di incassare, firmerà l’accordo; se tentenna o rifiuta di mettere per iscritto, vuol dire che c’è puzza di bruciato.
7) Strumenti alternativi (quando il problema non è solo Gardant)
Spesso il debito richiesto da Gardant Liberty Servicing è solo una tessera di un mosaico più grande di difficoltà economiche. Magari il destinatario della lettera ha anche altre posizioni aperte con Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia), con finanziarie, con fornitori, con il fisco o l’INPS. In questi casi, limitarsi a un singolo saldo e stralcio isolato potrebbe rivelarsi miope: occorre valutare una strategia globale di uscita dal sovraindebitamento. Vediamo due (anzi, tre) strumenti fondamentali.
7.1 Sovraindebitamento / OCC / esdebitazione. Se sei un privato cittadino, un consumatore, o un piccolo imprenditore non fallibile (in sostanza, non una grande azienda), la legge italiana – prima con la L.3/2012 e oggi con il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza – mette a disposizione le procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento. Queste procedure, attivate tramite l’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) con l’ausilio di un Gestore nominato, consentono di:
- Congelare immediatamente le azioni esecutive in corso (pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi) e bloccare maturazione di ulteriori interessi;
- Riorganizzare i pagamenti verso tutti i creditori in un unico piano sostenibile, proporzionato alle tue effettive disponibilità economiche;
- Falcidiare i debiti in proporzione alla tua capacità: in pratica puoi proporre di pagare solo una parte di ogni debito (anche i debiti erariali e contributivi possono essere ridotti, con certi limiti), e se la proposta viene omologata dal giudice diventa vincolante per tutti i creditori, Gardant compresa;
- Ottenere, al termine, l’esdebitazione, cioè la liberazione da tutti i debiti residui che non sei riuscito a pagare nell’ambito della procedura (una sorta di “fresh start”).
Va evidenziato che dal 2022 la normativa sul sovraindebitamento è confluita nel D.Lgs. 14/2019 (Codice della crisi), che prevede vari strumenti: il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore (ex piano del consumatore), il concordato minore (ex accordo con i creditori) e la liquidazione controllata (ex liquidazione del patrimonio, con possibile esdebitazione finale). La regia di un professionista esperto in crisi da sovraindebitamento è decisiva per scegliere lo strumento adatto e seguire tutto l’iter davanti al tribunale. Il vantaggio di queste procedure è che offrono una soluzione complessiva: se hai più debiti (Gardant, finanziarie, Fisco, etc.) li affronti in un unico procedimento, ottenendo una sorta di concordato su misura per una persona fisica. Certo, non tutti i casi possono accedervi (serve ad esempio che tu non sia in grado di pagare integralmente i debiti, e devi essere “meritevole”, ossia non aver frodato i creditori), ma vale la pena informarsi: potrebbe essere la chiave per uscire dal tunnel definitivamente.
7.2 Piani di rientro “sostenibili” (ma con paletti). Un’altra opzione, nel caso in cui magari il debito Gardant non sia contestabile ma tu non abbia liquidità immediata per un saldo e stralcio, è negoziare un piano di rientro a rate. Le società di recupero spesso accettano pagamenti dilazionati, anche in 5 o 6 anni, purché il debitore dia garanzie di affidabilità. Tuttavia, attenzione ai dettagli: accettare un piano di rateizzazione significa in genere rinunciare a parte dello sconto (spesso sul pagamento a rate fanno meno sconto che sul pagamento in unica soluzione) e vincolarsi contrattualmente. È fondamentale quindi che il piano sia realistico e tutelante per te. In particolare:
- Le rate devono essere sostenibili in base al tuo reddito: inutile firmare per €500 al mese se puoi permetterne 200, perché basta un ritardo e salta tutto;
- Gli interessi sul piano vanno chiariti: alcune società applicano interessi aggiuntivi sulle rate, altre no. Cerca di negoziare un tasso zero o molto basso;
- Evita clausole capestro come la decadenza dal beneficio del termine immediata (ossia se salti una rata scadono subito tutte le restanti, magari con penali) o spese di gestione troppo elevate;
- Pretendi anche qui una liberatoria finale chiara: al pagamento dell’ultima rata, la posizione deve considerarsi chiusa senza residui.
Un piano di rientro ben costruito può essere una buona soluzione per dilazionare l’impatto sul tuo bilancio, ma va negoziato con cautela. E ricorda: se hai anche altri debiti, rateizzare solo Gardant potrebbe non risolvere il tuo problema complessivo – il rischio è di fare un “buco” da una parte per tappare dall’altra. Valuta quindi il piano di rientro se questo è l’unico debito rilevante o se hai escluso altre opzioni più globali.
7.3 Definizioni agevolate e rottamazioni per debiti fiscali. Un cenno, infine, per chi oltre ai debiti bancari con Gardant ha anche cartelle esattoriali o debiti con il Fisco/Comuni. Periodicamente il legislatore introduce misure di definizione agevolata delle cartelle esattoriali, note come rottamazioni. Ad esempio, la Legge di Bilancio 2023 ha introdotto la “rottamazione-quater” per i carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 2000 al 2017, permettendo di estinguere i debiti fiscali senza sanzioni né interessi di mora. Ancora più recentemente, la Legge n. 199/2025 (Bilancio 2026) ha previsto una nuova edizione, la rottamazione-quinquies, estesa ai carichi fino al 31 dicembre 2023 . Ciò significa che, se hai cartelle esattoriali pendenti, potresti pagare solo l’imposta/tributo originario risparmiando su multe e interessi. Queste opportunità, quando attive, hanno finestre temporali precise (ad esempio la rottamazione-quinquies richiede domanda entro il 30 aprile 2026 ). Dunque, non trascurare i debiti fiscali: informati se c’è una definizione agevolata in corso e valuta di aderirvi. La combinazione di un saldo e stralcio sui debiti privati (Gardant, banche) e di una rottamazione sui debiti pubblici può fornirti una soluzione integrata, permettendoti di ripartire senza zavorre sia verso il fisco che verso i creditori privati. Anche su questo aspetto, lo studio dell’Avv. Monardo, grazie alle competenze tributarie del suo staff, può assisterti nel verificare e attivare le eventuali sanatorie fiscali disponibili.
8) Errori comuni (che costano carissimo)
Dopo aver esaminato strategie e strumenti, è utile elencare alcuni errori frequenti che i debitori commettono quando ricevono un sollecito di pagamento per debiti vecchi. Evitare questi passi falsi può significare risparmiare tempo, denaro e grattacapi legali:
- Richiamare subito il numero del recupero crediti e “raccontare la propria vita” al call center. Sotto stress, molti debitori forniscono informazioni non dovute (sul proprio stipendio, sui motivi del mancato pagamento, ecc.) o ammettono parti del debito. Queste informazioni possono poi essere usate dal creditore a tuo sfavore in fase di trattativa o giudiziale. Meglio mantenere riservatezza e sangue freddo: comunica preferibilmente tramite canali scritti e con l’assistenza di un legale, fornendo solo i dati strettamente necessari.
- Riconoscere il debito senza aver fatto verifiche. A volte, per il senso di colpa o la pressione psicologica, il debitore scrive subito al creditore qualcosa tipo: “Scusatemi, riconosco il debito, datemi tempo e pago”. Magari quel debito era prescritto o non dovuto in parte! Non fare autogol: prima analizza, poi casomai riconoscerai il dovuto (quando sei certo di cosa è effettivamente dovuto).
- Versare un acconto “per bloccare tutto” senza accordo scritto. L’abbiamo detto e lo ripetiamo: pagare senza un chiaro accordo è pericolosissimo. Ti espone al rischio di far ripartire la prescrizione, di ridurre lo stimolo del creditore a concederti sconti (ha già visto che qualcosa paghi) e non ti garantisce affatto che si fermino le azioni legali. Ogni pagamento deve essere inserito in una cornice contrattuale definita.
- Non controllare la prescrizione e gli atti interruttivi. Dimenticare di valutare il fattore tempo è un errore grave. Molti debiti, specie quelli “vecchi”, potrebbero essere prescritti o prossimi alla prescrizione. Se non sollevi tu l’eccezione, però, la prescrizione non si applica automaticamente : devi eccepirla e saperla dimostrare. Ignorare questo aspetto significa rinunciare a una possibile via di estinzione del debito.
- Trattare senza pretendere la quietanza liberatoria. Anche persone che trattano uno stralcio spesso, per ingenuità, si accontentano di uno scambio di email o di un documento poco chiaro, e pagano. Poi magari, a distanza di anni, qualcuno rispunta chiedendo altro. Un saldo e stralcio vale quanto la carta su cui è scritto: assicurati che nel documento finale Gardant (o chi per esso) dichiari esplicitamente che nulla più sarà dovuto. Non chiudere la trattativa se questa condizione non è soddisfatta.
- Ignorare le regole su privacy e subire passivamente condotte aggressive. Se non alzi mai la testa di fronte a telefonate moleste, messaggi insistenti, coinvolgimento di terzi, il recuperatore penserà di poterti schiacciare e continuerà. Far valere invece, con educazione ma fermezza, i tuoi diritti (ad esempio inviando una PEC di lamentela per le chiamate continue in ufficio) può cambiare l’atteggiamento di chi sta recuperando il credito. Se subisci soprusi, parlane col tuo legale: esistono rimedi e, come visto, puoi anche rivolgerti all’Autorità Garante.
Evita questi errori e sarai già a metà dell’opera nella tua strategia difensiva. Gran parte delle vittorie dei debitori nascono dall’aver saputo cosa non fare oltre che cosa fare.
9) Tabelle riepilogative operative
Di seguito proponiamo due tabelle di sintesi utili: la prima elenca i documenti da richiedere e perché sono importanti; la seconda abbina alcune situazioni tipiche alle strategie consigliate, con l’obiettivo finale relativo.
Tabella 1 – Check-list dei documenti da pretendere dal creditore
| Cosa chiedere | Perché serve | Rischio se manca |
|---|---|---|
| Contratto originario | Prova dell’esistenza del rapporto e delle condizioni pattuite (tassi, clausole) | Importi contestabili; possibili clausole nulle; eccezione di difetto di prova del credito. |
| Estratti conto / piano di ammortamento | Ricostruzione del saldo, calcolo di interessi e spese nel tempo | Conteggi possibili gonfiati o non verificabili; difficile contestare importi senza base di calcolo. |
| Prova della cessione / titolarità | Verificare la legittimazione attiva di chi richiede il pagamento (Gardant deve dimostrare di aver acquisito il credito) | Rischio di pagare un soggetto non legittimato; se manca, forte leva per contestare o chiedere archiviazione. |
| Atti interruttivi + relative prove | Valutare la prescrizione: capire se e quando il termine si è interrotto validamente | Si perde una difesa chiave (la prescrizione) perché non si può dimostrare che il termine era spirato; oppure non si possono contestare atti “fantasma”. |
| Eventuali titoli giudiziali (decreti ingiuntivi, precetti) | Capire lo stato del rischio legale: se c’è già un titolo, se i termini di opposizione sono aperti o no, ecc. | Si può sottovalutare la situazione (es. ignorare un decreto ingiuntivo già esecutivo) o al contrario non sfruttare termini di opposizione ancora aperti. |
Tabella 2 – Strategie e approcci in base allo scenario
| Scenario del debito Gardant | Strategia consigliata | Obiettivo perseguito |
|---|---|---|
| Documentazione carente (mancano contratti o prove di cessione) + molto tempo trascorso | Contestazione formale del credito + richiesta di prove | Mettere in dubbio la pretesa e bloccare la pressione, creando basi solide per un’eventuale opposizione in giudizio. |
| Credito probabilmente dovuto ma importo elevato (gonfiato da interessi/spese) | Audit dei conteggi (verifica dettagliata) + proposta di saldo e stralcio | Ridurre sensibilmente l’importo da pagare e chiudere la posizione in via stragiudiziale, evitando costi e tempi di una causa. |
| Rischio di azione legale imminente (lettera minaccia ingiunzione, ecc. e debito non facilmente contestabile) | Trattativa rapida per saldo a stralcio, con clausole di tutela | Evitare l’instaurazione di un procedimento giudiziario (decreto ingiuntivo, pignoramento) e ottenere un accordo scritto sicuro prima che parta l’azione legale. |
| Presenza di più debiti (non solo Gardant, ma anche altre finanziarie o debiti fiscali) e difficoltà economica grave | Valutazione di procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento (OCC) | Soluzione sistemica: affrontare tutti i debiti in un unico contesto, con possibili sospensioni immediate e piano sostenibile; puntare a esdebitazione finale per ripartire pulito. |
10) Simulazioni pratiche e numeriche (casi realistici)
Vediamo ora due esempi concreti (semplificati) per capire come si può evolvere la vicenda di un debito vecchio gestito da Gardant, con differenti strategie.
Simulazione A – Prestito personale “vecchio” con importo gonfiato
- Capitale residuo originario (al momento del default): € 12.000
- Interessi di mora accumulati (richiesti da Gardant): € 7.500
- Spese legali e di recupero dichiarate: € 2.000
Totale richiesto nella lettera: € 21.500 (somma di quanto sopra)
Difesa tipica adottata:
- Richiesta di estratti conto e criteri di calcolo degli interessi: per verificare se €7.500 sono giustificati (magari si scopre che hanno applicato un tasso del 18% annuo capitalizzato, oltre i limiti).
- Verifica di prescrizione e atti interruttivi: controllando gli archivi il debitore scopre che l’ultima comunicazione risale a oltre 6 anni fa, e nessuna raccomandata successiva risulta ricevuta – il credito potrebbe essere prescritto se si trattava di cinque anni di termine (oppure è al limite dei 10 anni).
- Contestazione delle spese forfettarie: si chiede di dettagliare i €2.000 di spese; Gardant non fornisce fatture né dettagli (indice che sono somme forfettarie non dovute contrattualmente).
- Impostazione di una proposta di saldo e stralcio: alla luce dei punti precedenti, tramite l’avvocato il debitore fa capire che una parte di quel €21.500 è contestabile e forse non dovuta; tuttavia, per chiudere bonariamente e subito, propone un pagamento in unica soluzione di importo inferiore.
Esito negoziale realistico: supponendo che la documentazione creditore sia debole (mancano alcuni estratti, il contratto c’è ma la prescrizione è rischio concreto), Gardant potrebbe accettare un accordo a € 6.000 – € 9.000 totali, a fronte magari di un capitale di €12.000. Lo sconto reale sarebbe attorno al 60-70%. Importante: l’accordo conterrà le clausole di tutela viste (rinuncia al residuo, liberatoria entro 10 giorni dal pagamento, etc.). In questo modo il debitore chiude con una cifra sostenibile (magari ottenendo aiuto da un familiare) e la società recupera rapidamente un importo che – in caso di causa – rischierebbe di non vedere mai.
Simulazione B – Mutuo ipotecario con contestazione sulla decorrenza della prescrizione
Immaginiamo un mutuo non pagato dal 2010. La banca originaria non ha fatto molto per anni e poi ha ceduto il credito a Gardant. Nel 2026 arriva la lettera. Qui il nodo spesso è: da quando parte il conteggio della prescrizione decennale? Dall’ultima rata non pagata nel 2010? O dalla scadenza finale del mutuo (2020, ad esempio, se fosse andato a naturale scadenza)? O ancora dal 2012, quando la banca inviò una lettera di decadenza dal termine? La giurisprudenza si è espressa: trattandosi di mutuo, la natura unitaria del contratto fa sì che – in assenza di una decadenza anticipata – la prescrizione decorra dalla scadenza dell’ultima rata prevista . Quindi, se il mutuo doveva scadere nel 2020, il conteggio parte da lì (a meno che la banca non abbia dichiarato la risoluzione prima). In questo caso, nel 2026 la prescrizione non sarebbe ancora maturata completamente (sarebbero trascorsi 6 anni su 10). Tuttavia, il debitore potrebbe contestare che la banca aveva già risolto il contratto nel 2011 per morosità, facendo decorrere la prescrizione da allora e sostenendo dunque che nel 2026 è ben oltre i 10 anni.
Questa simulazione evidenzia che nei mutui la ricostruzione cronologica è decisiva: bisogna reperire la lettera di decadenza dal beneficio del termine (se inviata), eventuali atti interruttivi nel frattempo (decreti ingiuntivi? solleciti AR?), ed eventualmente appoggiarsi a consulenze o dottrina che supportino la tesi più favorevole. Ad esempio, la Cassazione in una nota sentenza ha affermato che “la scadenza delle singole rate non rileva ai fini della prescrizione, che decorre dall’ultima rata” , ma se c’è stata risoluzione anticipata allora decorre da quella.
Operativamente, in un caso del genere, presentarsi a trattare con Gardant senza avere questi dati (data di ultima rata, data di eventuale risoluzione, notifiche interruttive) sarebbe un salto nel buio. Il debitore intelligente prima chiede il piano di ammortamento, le comunicazioni di messa in mora e decadenza, e gli atti eventuali; poi decide la linea. Se scopre che è tutto prescritto, contesterà secco. Se vede che manca poco alla prescrizione, potrebbe temporeggiare o offrire un importo simbolico. Se non c’è verso di far valere la prescrizione, punterà a uno sconto motivato dall’importo elevato e dal tempo trascorso (Gardant in genere sui mutui offre sconti, sapendo che i debitori raramente possono saldare interamente, specialmente se la casa magari è già stata espropriata o il mutuo era rimasto scoperto).
In ogni caso, il punto chiave è avere tutti gli elementi in mano prima di decidere come muoversi.
11) Domande e risposte (FAQ) — 20 quesiti pratici
Vediamo ora una serie di domande frequenti che un debitore può porsi riguardo a una lettera di Gardant Liberty Servicing per debiti vecchi, con risposte chiare e basate su quanto esposto finora:
1. Una lettera di Gardant Liberty Servicing è una “notifica” ufficiale?
No. Di solito si tratta di un sollecito di pagamento o di una messa in mora, non di un atto giudiziario. Non ha quindi gli effetti di una notifica di decreto ingiuntivo o di un atto di citazione. Tuttavia, può costituire una costituzione in mora stragiudiziale (se fatta con raccomandata/PEC) e soprattutto può essere il preludio ad azioni legali. Quindi va presa sul serio, ma non è di per sé un pignoramento o simili.
2. Se ignoro la lettera e non rispondo, cosa succede?
Gardant potrebbe insistere con altri solleciti (anche telefonici) e, se ritiene il credito esigibile e consistente, procedere con azioni giudiziali. Il passo successivo tipico è il ricorso per decreto ingiuntivo: ottenuto quello, te lo notificheranno per via ufficiale (messo notificatore o PEC se hai una PEC imprese). Oppure, in alcuni casi, potrebbero cedere ulteriormente il credito o coinvolgere società di recupero esterne. In sintesi, ignorare completamente aumenta il rischio di ritrovarsi un giorno con un atto giudiziario vero e proprio.
3. Gardant deve dimostrare di essere il nuovo creditore?
Sì, su tua richiesta ne ha l’onere. La cessione del credito è lecita (art. 1260 c.c.), ma tu puoi esigere prova e riscontri. Nel momento in cui eccepisci “voglio vedere l’atto di cessione o la documentazione”, spetta a loro fornire almeno gli estremi. In giudizio, se agiscono, dovranno allegare la prova della cessione. Quindi è buona prassi chiedere subito questi documenti.
4. Cosa dovrei richiedere immediatamente appena ricevo il sollecito?
Come indicato, copia del contratto originario, estratto conto dettagliato della posizione, prova dell’avvenuta cessione (o lettera di comunicazione cessione), dettaglio importi (capitale vs interessi vs spese), atti interruttivi eventualmente inviati e eventuali titoli giudiziari già esistenti. Questa richiesta mette in chiaro che non paghi cifre a caso e vuoi vedere le carte in tavola .
5. Posso gestire tutto al telefono con l’operatore del recupero?
È sconsigliato. Al telefono è facile lasciarsi sfuggire ammissioni o accettare condizioni di cui poi non resta traccia. Se proprio devi parlare, non riconoscere il debito, limita le informazioni personali e fai seguire alla telefonata sempre una comunicazione scritta riassuntiva (ad esempio, una PEC per confermare quanto avete concordato, costringendoli eventualmente a smentire per iscritto se non è vero). Meglio comunque spostare tutto su canali tracciabili, email PEC o raccomandata .
6. La prescrizione viene rilevata automaticamente dal giudice?
No: la prescrizione è un’eccezione che spetta al debitore sollevare. Se non la eccepisci (ad esempio in un’eventuale opposizione a decreto ingiuntivo) il giudice non la applicherà d’ufficio (nelle cause iniziate dopo l’entrata in vigore della riforma Cartabia potrebbe esserci qualche caso d’ufficio, ma in generale è onere della parte). Dunque devi essere tu, o il tuo avvocato, a eccepirla tempestivamente e a dimostrarne gli estremi .
7. Una raccomandata che non ho mai ritirato interrompe la prescrizione?
Potenzialmente sì, se è stata inviata all’indirizzo corretto. Conta la “sfera di conoscibilità”: se la raccomandata è arrivata al tuo indirizzo e tu non l’hai ritirata (compiuta giacenza), la legge presuppone comunque che tu ne abbia avuto legale conoscenza . Chiaramente, se l’indirizzo era sbagliato o tu nel periodo non avevi accesso (es. residente altrove senza reindirizzo), puoi contestare. La Cassazione ragiona in termini di presunzioni: l’avviso di ricevimento firmato da te è prova certa; la compiuta giacenza è una presunzione di conoscenza superabile solo con controprove difficili. Quindi di norma, una raccomandata A/R spedita correttamente interrompe la prescrizione anche se non l’hai materialmente letta .
8. Un SMS o una email possono interrompere la prescrizione?
In teoria sì, ma solo se hanno i requisiti dell’atto di costituzione in mora e se se ne può provare la ricezione. Un SMS, ad esempio, raramente ha prova certa di ricezione e identità del destinatario; una PEC inviata all’indirizzo PEC corretto del debitore potrebbe invece valere, perché c’è una ricevuta di consegna. Sono casi molto delicati: la maggior parte delle interruzioni valide avviene tramite raccomandata o atto giudiziario. Un semplice SMS “la preghiamo di pagare” probabilmente non regge in giudizio come atto interruttivo, a meno che il debitore non lo abbia espressamente confermato. Diciamo che non si dovrebbe fare affidamento su SMS/email come prove solide di interruzione, ecco.
9. Se verso 50 euro “di buona volontà”, cosa rischio in concreto?
Come già spiegato, rischi di azzoppare la tua difesa. Quel pagamento, anche minimo, può essere interpretato come riconoscimento del debito residuo. In tal caso la prescrizione riparte da capo (art. 2944 c.c.) e perdi tutto il vantaggio del tempo trascorso . Inoltre, psicologicamente, hai mostrato al creditore che sei disposto a pagare: difficilmente poi accetteranno di stralciare l’80% se hai già iniziato a pagare qualcosa. In sintesi: non fare pagamenti simbolici senza garanzie, perché potresti passare dalla situazione “debito forse non dovuto” a “debito sicuramente dovuto e fresco”.
10. In caso di saldo e stralcio, è meglio pagare tutto in un’unica soluzione o chiedere una rateizzazione?
Dal punto di vista del vantaggio economico, l’unica soluzione è preferibile: più immediato è l’incasso per il creditore, maggiore sarà lo sconto che normalmente concede (talora il 70-80% di sconto con pagamento entro 30 giorni ). La rateizzazione di un saldo e stralcio è possibile, ma di solito comporta sconti minori e comunque va blindata: accettala solo se le rate sono poche e brevi. Se chiedi di diluire in troppi mesi, la controparte potrebbe preferire farti pagare l’intero in cause pluriennali piuttosto che stralciare. Quindi: meglio un unico pagamento se riesci a reperire le risorse (anche perché ti levi il pensiero); se rate sia, non troppe e con accordo scritto ferreo .
11. Cosa deve contenere esattamente la “liberatoria” finale?
Deve dichiarare che il creditore ha ricevuto il pagamento pattuito (citando l’importo e la data) e che nulla più è dovuto a quel titolo, con indicazione magari del contratto originario o del debito in questione. In pratica, una frase tipo: “Gardant Liberty Servicing S.p.A. dichiara di aver ricevuto in data X l’importo di € Y a saldo e stralcio del credito relativo a [descrizione posizione] e rinuncia irrevocabilmente a ogni ulteriore pretesa, liberando il Sig. Rossi da ogni obbligazione residua”. Meglio se indica anche che provvederanno a dare atto nelle banche dati dell’intervenuto accordo. Insomma, deve essere chiaro che tu sei libero dal debito definitivamente .
12. Posso chiedere la cancellazione immediata dalle banche dati (CRIF, Experian, ecc.) dopo l’accordo?
Le segnalazioni nelle SIC (Sistemi di Informazione Creditizia) seguono regole precise: ad esempio, una segnalazione di sofferenza in CRIF rimane per 36 mesi dalla data di aggiornamento a saldo. Non è possibile cancellare subito il tuo storico negativo solo perché paghi a saldo. Quello che puoi ottenere è che la posizione venga aggiornata come “definita” o “chiusa” in anticipo. In alcuni casi, se c’è un errore (se il debito non era dovuto) si può ottenere la cancellazione. Ma se il debito era reale e semplicemente stralciato, rimarrà una traccia per il tempo previsto. L’accordo scritto tuttavia può menzionare che il creditore segnalerà l’avvenuto saldo e, nei limiti del Codice di condotta SIC, gestirà la tua posizione secondo quanto previsto (il codice etico prevede ad esempio obbligo di aggiornare le informazioni negative quando un debito è estinto) . Diffida di chi promette “cancelliamo subito dal CRIF”: se la segnalazione è legittima, solo il tempo e la procedura standard potranno cancellarla.
13. Telefonate preregistrate e messaggi vocali che altri possono sentire: sono leciti?
Quasi mai. Il Garante Privacy ha espressamente censurato queste pratiche. Un provvedimento noto (Newsletter 381/2013) vieta le chiamate automatizzate che, se ascoltate da terzi, rivelano che tu hai un debito . Anche messaggi WhatsApp o sms troppo dettagliati lasciati a terzi o su schermi di cellulari condivisi possono violare la privacy. In generale: le comunicazioni di sollecito devono essere discrete. Se non lo sono, puoi formalmente lamentartene (e usarlo a tuo vantaggio).
14. Gardant può contattare i miei familiari, il mio datore di lavoro o i miei colleghi per sollecitarmi?
In linea di massima no, a meno che queste persone non siano garanti o coobbligate nel contratto. Il creditore deve rivolgersi a te. Può cercare di ottenere i tuoi recapiti alternativi (es. se non ti trova, potrebbe chiamare un parente per chiedere di farti avere un messaggio), ma non può rivelare dettagli del tuo debito a terzi non autorizzati. Far sapere ai tuoi colleghi che sei moroso, ad esempio, è una violazione della privacy e anche potenzialmente diffamatorio se fatto con leggerezza. Ci sono casi limite (es. contattare un coniuge se l’obbligazione è in comunione, ecc.) ma sono situazioni particolari. Nella prassi, se succede, è scorretto e puoi reagire.
15. Se non ho nulla di intestato (né casa né auto né stipendio), possono farmi qualcosa?
Possono sempre agire giudizialmente e ottenere un decreto ingiuntivo e un titolo esecutivo contro di te. Dopodiché, se non hai beni aggredibili, la procedura esecutiva potrebbe andare deserta (un pignoramento mobiliare a vuoto, ad esempio). Tuttavia, attenzione: “non ho beni” non è una strategia permanente. Il titolo esecutivo vale 10 anni e rinnovabile per altri 10: se oggi non hai nulla, fra qualche anno potresti avere un lavoro o un’eredità, e quel creditore potrebbe ripresentarsi per pignorare. Inoltre, alcuni creditori potrebbero tentare il pignoramento del conto corrente (se ce l’hai e ci trovi qualcosa dentro di volta in volta) o – se hai un reddito anche saltuario – il pignoramento presso terzi. Insomma, non avere nulla può proteggerti nel breve termine dall’escussione, ma non elimina il debito, che rimane latente. Meglio usare questo stato di fatto come leva per strappare un saldo e stralcio vantaggioso (il creditore se sa che difficilmente recupererà, sarà più incline a sconti alti).
16. Ho un’impresa/partita IVA: mi conviene chiudere subito la posizione Gardant?
Dipende. Dal lato creditizio, avere un debito impagato e magari una segnalazione di sofferenza può crearti problemi nell’ottenere nuovi finanziamenti per la tua attività. Quindi, sì, spesso per un imprenditore è preferibile risolvere velocemente questi strascichi, magari negoziando un buon saldo e stralcio, per poter dimostrare ai fornitori e banche di essere “pulito”. D’altra parte, se l’importo è elevato e la tua impresa va a rilento, prima di sacrificare liquidità valuta se rientri in qualche casistica di composizione negoziata della crisi (il D.L.118/2021 che hai citato prevede ad esempio strumenti per imprenditori in difficoltà). In generale, comunque, la pace finanziaria giova all’impresa: quindi una definizione rapida e ben fatta (con assistenza legale) conviene nella maggior parte dei casi, perché ti toglie un pensiero e possibili ostacoli al credito futuro .
17. Possono pignorarmi lo stipendio o la pensione sulla base della lettera che mi hanno inviato?
No, assolutamente. Per pignorare stipendio, pensione, conti o beni serve un titolo esecutivo (tipicamente un decreto ingiuntivo non opposto, o una sentenza, o un titolo di credito come cambiale/strumento notarlo, che qui non rileva) e un atto di precetto, e solo dopo – se non paghi – parte il pignoramento con atto dell’ufficiale giudiziario. La lettera di Gardant non è un titolo, quindi prima di arrivare al pignoramento dovrebbero: farti causa (ingiunzione), ottenerla, notificartela, aspettare 40 giorni, eventualmente notificare precetto, ecc. Ci vuole tempo. La lettera però – come detto – può preannunciare queste mosse, quindi non va ignorata. Ma puoi star certo che nessuno verrà a prenderti lo stipendio dall’oggi al domani solo perché hai ricevuto un sollecito bonario .
18. Posso io stesso fare una proposta economica a Gardant per chiudere?
Sì, puoi prendere l’iniziativa e offrire tu una cifra, però la tempistica è importante. È consigliabile prima creare le condizioni per un’offerta al ribasso: ad esempio, contesti qualche voce, chiedi documenti (mostrandoti preparato e potenzialmente battagliero), fai capire di essere sul punto di difenderti seriamente. A quel punto, magari lasci passare un po’ di tempo, poi proponi: “Senta, per chiudere serenamente, potrei pagare €X entro breve”. Se invece offri subito una cifra, magari prima ancora di contestare nulla, rischi di mostrare urgenza o ammissione. Quindi sì, puoi offrire per primo, ma meglio dopo aver “abbassato le pretese” con le argomentazioni difensive. In ogni caso, formula sempre le offerte per iscritto (PEC/mail) in un contesto di trattativa riservata, e indicando che l’offerta è fatta senza riconoscimento del debito e in via transattiva .
19. Che differenza c’è tra saldo e stralcio e un piano di rientro?
La differenza è sostanziale: il saldo e stralcio comporta uno sconto – tu paghi una parte e il resto viene stralciato, cancellato. Il piano di rientro invece in genere prevede di pagare tutto (o quasi), solo dilazionato nel tempo. A volte i termini si mescolano (es. “saldo e stralcio rateizzato” – che è appunto una combinazione: sconto + pagamento rateale). Ma concettualmente: saldo e stralcio = ad esempio devi 10, paghi 3 e finisce lì; piano di rientro = devi 10, paghi 10 in 24 mesi. Ovviamente il creditore preferisce farti pagare 100% a rate che 30% subito; tu preferisci il contrario. Bisogna trovare un punto d’incontro. Per il debitore, il saldo e stralcio è più vantaggioso perché risparmia denaro, il piano di rientro è vantaggioso perché risparmia tempo (dilazione) ma alla fine paghi quasi tutto .
20. Quando ha senso valutare il sovraindebitamento o rivolgersi a un OCC?
Quando i debiti sono molteplici e la tua sostenibilità finanziaria è compromessa. Se hai un solo debito con Gardant di importo non enorme, magari te la cavi con le strategie viste. Ma se hai anche arretrati con Agenzia Entrate, altre finanziarie, mutui non pagati, ecc., e il tutto supera di molto le tue capacità di rimborso, allora sei in situazione di sovraindebitamento. In questi casi la legge – come detto – ti consente di rivolgerti a un Organismo di Composizione della Crisi e tentare un accordo o un piano che coinvolge tutti i creditori. Ha senso farlo quando il peso complessivo del debito è insostenibile e non risolvibile con accordi singoli. Anche perché, con le procedure di sovraindebitamento, blocchi subito le esecuzioni e tratti in un contesto protetto. Insomma, ne vale la pena se hai più debiti e non riesci più a venirne fuori con i mezzi ordinari . In tal caso, l’Avv. Monardo e il suo team (che include Gestori della crisi e professionisti OCC) potranno consigliarti sul da farsi.
12) Fonti normative e giurisprudenziali (selezione) – da consultare e citare in atti
(In questa sezione finale raccogliamo alcune autorevoli fonti ufficiali – normative e pronunce – pertinenti agli argomenti trattati. Sono utili sia per approfondire, sia per essere eventualmente citate in opposizioni o memorie difensive.)
Normativa (fonti ufficiali):
- Codice Civile – disposizioni su prescrizione e interruzione (artt. 2934 e segg., in particolare 2943, 2944, 2945, 2946, 2948 c.c.) e su cessione del credito (art. 1260 c.c.). Testo vigente consultabile su Normattiva o Gazzetta Ufficiale online .
- Codice di procedura civile – per le norme sulle notifiche e la loro validità (artt. 137 e segg. c.p.c.) e sugli atti interruttivi giudiziali (es. art. 2943 c.c. richiama la notifica di atti giudiziari).
- D.Lgs. 385/1993 (Testo Unico Bancario) – in tema di cessioni di crediti in blocco da banche a intermediari: l’art. 58 TUB permette la cessione di portafogli di crediti con efficacia verso i debitori tramite pubblicazione in G.U. (utile per verificare cessioni massive).
- Legge 130/1999 – disciplina della cartolarizzazione dei crediti: spiega il meccanismo per cui molti crediti bancari vengono ceduti a società veicolo (SPV) e gestiti da servicer come Gardant. Importante sapere che se il tuo credito è oggetto di cartolarizzazione, ne trovi traccia con un avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale.
- Codice della privacy (D.Lgs. 196/2003) e Regolamento UE 679/2016 (GDPR) – rilevanti per i limiti alle attività di recupero crediti (principi di liceità, minimizzazione, finalità). In particolare il Provvedimento del Garante Privacy n. 445 del 10/10/2013 ha affrontato il tema delle chiamate preregistrate nel recupero crediti . Sul sito del Garante vi sono linee guida e vademecum sul recupero crediti .
- Codice di condotta sui Sistemi di Informazione Creditizia (SIC) – approvato dal Garante Privacy il 12 settembre 2019, in vigore dal 2020 . Regola come devono essere gestite le segnalazioni di morosità, i tempi di conservazione e i diritti degli interessati (cancellazione, rettifica). Rilevante per capire come funziona CRIF & co in caso di saldo a stralcio.
- Leggi di Bilancio 2023 e 2026 – (Legge 29/12/2022 n.197 e Legge 29/12/2025 n.199) per le norme sulle definizioni agevolate delle cartelle esattoriali: rispettivamente la rottamazione-quater e la rottamazione-quinquies. Ad esempio, la Legge n. 199/2025 (Bilancio 2026) art.1 commi 82-110 prevede la possibilità di estinguere i debiti affidati fino al 2023 senza sanzioni né interessi di mora .
Giurisprudenza (principi affermati in sentenze/ordinanze):
- Corte di Cassazione, Ordinanza n. 24258/2023 – conferma che ai fini dell’interruzione della prescrizione conta che l’atto di costituzione in mora giunga nella sfera di conoscenza del debitore. In sostanza, “spedire non basta, deve arrivare” . Ordinanza depositata il 9 agosto 2023, reperibile in massima anche su portali giuridici .
- Corte di Cassazione, Ordinanza n. 34212/2021 – chiarisce i profili della compiuta giacenza: una raccomandata A/R non ritirata interrompe la prescrizione sulla base della presunzione di conoscenza (purché inviata all’indirizzo giusto). Inoltre ribadisce che l’atto di costituzione in mora non richiede forme particolari (non è necessario l’ufficiale giudiziario) . Depositata a novembre 2021, commentata in ProfessioneGiustizia (09/02/2022) .
- Corte di Cassazione, Sentenza n. 19291/2010 – riguarda la prescrizione delle rate di mutuo: ha sancito il principio che il mutuo è obbligazione unitaria di durata e la prescrizione del credito decorre dalla scadenza dell’ultima rata, non dalle singole rate (salvo risoluzione anticipata) . Questo principio, poi ripreso anche da Cass. 4232/2023 , è fondamentale per capire come calcolare la prescrizione nei mutui non pagati.
- Corte di Cassazione, Ordinanza n. 16300/2025 – (Pres. Frasca, Rel. Spaziani) seppur relativa a un procedimento sommario, ha ribadito un concetto chiave: l’effetto interruttivo della domanda giudiziale si produce solo con la notificazione dell’atto introduttivo, non con il mero deposito in cancelleria . Principio che rafforza la necessità di notifica effettiva perché vi sia interruzione (utile da citare analogicamente per sottolineare la necessità di ricezione negli atti stragiudiziali).
- Tribunale di Isernia, Sent. 8/2025 – in materia di onere della prova degli atti interruttivi da parte del creditore cessionario (richiama Ordinanza Cass. 34212/2021) : interessante per argomentare che se il creditore non prova la ricezione delle lettere interruttive, la prescrizione non è interrotta. Pronuncia minore ma utile se si vuole integrare nella difesa di merito.
(Ulteriori riferimenti: il team dell’Avv. Monardo mantiene aggiornata una banca dati interna con le più recenti sentenze 2024-2026 su queste materie – dalla legittimazione del cessionario alle contestazioni su interessi e usura, fino alle novità sulla composizione negoziata delle crisi. In sede di consulenza personalizzata, verranno richiamati i precedenti più pertinenti al tuo caso specifico.)
Conclusione: la regola d’oro è “prima difenderti, poi (eventualmente) chiudere”
Una lettera da Gardant Liberty Servicing per debiti vecchi non deve né essere ignorata con leggerezza, né tantomeno affrontata con panico e fretta di pagare. Come abbiamo visto, dal punto di vista del debitore esistono solide difese legali e opportunità di soluzione, che poggiano su tre pilastri fondamentali:
- Verifica rigorosa della pretesa – Accertare che cosa viene richiesto, da chi, e sulla base di quali documenti. Ciò implica ottenere e controllare il contratto, i conteggi, la legittimazione di Gardant, ecc., per smascherare eventuali errori o inesattezze.
- Analisi della prescrizione e degli atti interruttivi – Ricostruire la storia temporale del debito, perché un credito magari di fatto non riscosso da 10-15 anni potrebbe essere estinto per legge. Capire se la prescrizione è maturata o no, e se è stata interrotta validamente, è spesso la differenza tra dovere pagare e non dovere nulla.
- Trattativa scritta con liberatoria – Se si decide di negoziare un pagamento, farlo sempre in modo controllato e sicuro, ovvero mettendo tutto nero su bianco: l’accordo di saldo e stralcio deve essere “blindato” senza zone grigie, così che pagando quanto convenuto tu sia protetto da qualsiasi ulteriore rivendicazione.
Agire tempestivamente è essenziale. Non aspettare che un semplice sollecito si trasformi in un contenzioso vero: muovendoti per tempo, magari con una diffida ben fatta, puoi prevenire l’avvio di una causa e portare Gardant sul terreno della trattativa invece che su quello giudiziario. Altrettanto importante è evitare gli errori irreversibili: un’ammissione sbagliata, un pagamento non meditato o una telefonata “di pancia” possono compromettere difese che altrimenti avresti avuto.
Se sospetti che possano partire a breve azioni esecutive (pignoramenti, ipoteche su immobili, fermi amministrativi su auto) – ad esempio perché hai ricevuto in passato un decreto ingiuntivo poi rimasto fermo – non aspettare oltre: è il momento di far valutare ogni opzione di sospensione o opposizione eventualmente ancora agibile. E se la tua situazione debitoria complessiva è complicata, non vergognarti di chiedere aiuto: esistono procedure specifiche per evitare che una persona o una piccola impresa venga schiacciata dai debiti.
🔝 In conclusione, il messaggio chiave è: con il giusto supporto legale puoi non solo difenderti efficacemente da pretese infondate o sproporzionate, ma anche – laddove opportuno – risolvere il debito a condizioni vantaggiose, ritrovando la serenità. L’Avv. Monardo e il suo staff, grazie all’esperienza maturata in materia bancaria e nelle crisi da sovraindebitamento, possono intervenire rapidamente per bloccare sul nascere azioni esecutive (pignoramenti, ipoteche, fermi) e impostare con te la soluzione migliore: che sia un’opposizione in tribunale, un accordo stragiudiziale, o l’accesso a una procedura di esdebitazione.
📞 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo team di avvocati e commercialisti valuteranno la tua situazione in dettaglio e ti difenderanno attivamente con strategie legali concrete e tempestive, mettendoti al riparo da mosse aggressive del creditore e guidandoti verso la chiusura più sicura e conveniente della tua posizione debitoria. Non affrontare da solo un problema del genere: con il supporto giusto, anche un debito “vecchio” e angosciante può trovare la sua soluzione e lasciarti finalmente libero di guardare avanti.
