Lettera Da Ortles 21 S.r.l. Per Debiti Vecchi: Come Difenderti Da Un Sollecito Di Pagamento E Trattare Un Saldo E Stralcio

Introduzione

Ricevere una lettera di sollecito di pagamento da Ortles 21 S.r.l. per un vecchio debito può generare preoccupazione e confusione. È una situazione delicata in cui sono in gioco rischi importanti: se ignorata, infatti, la richiesta potrebbe evolvere in un’azione legale con pignoramenti di stipendi o conti, ipoteche su beni o altre misure esecutive. Non agire tempestivamente è l’errore più grave – molti debitori sottovalutano la lettera o procrastinano, rischiando di perdere opportunità di difesa e di subire costi aggiuntivi. Al contrario, affrontare subito il problema permette spesso di evitare errori irreparabili: ad esempio, pagare senza verifiche può significare sborsare somme non dovute, magari per debiti ormai prescritti (cioè troppo vecchi per essere legalmente esigibili) .

La buona notizia è che esistono soluzioni legali efficaci per far valere i tuoi diritti anche di fronte a queste richieste di pagamento. In questa guida approfondiremo come difendersi da un sollecito di Ortles 21: vedremo passo per passo cosa verificare immediatamente (dalla legittimità della cessione del credito alla possibile prescrizione del debito), quali strumenti usare per impugnare o sospendere eventuali azioni, e come trattare un saldo e stralcio vantaggioso. Analizzeremo inoltre le procedure di sovraindebitamento previste dalla legge italiana – soluzioni giudiziali che, in caso di più debiti insostenibili, consentono di ridurre o cancellare le esposizioni residue . Questa panoramica ti darà un quadro chiaro delle alternative: dalla negoziazione stragiudiziale (accordi a saldo e stralcio, piani di rientro rateali) fino agli strumenti giudiziali (ricorsi, opposizioni, piani del consumatore, esdebitazione etc.), con un taglio pratico e aggiornato a gennaio 2026.

Prima di entrare nel vivo, presentiamo il professionista che guida la redazione di questo articolo e che può assisterti concretamente: l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti. L’Avv. Monardo è un avvocato cassazionista (abilitato al patrocinio in Cassazione) con un’esperienza ventennale nel diritto bancario e tributario a livello nazionale. Coordina un team di professionisti esperti in recupero crediti, contenzioso bancario e crisi da sovraindebitamento su tutto il territorio. In particolare, è Gestore della Crisi da Sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia (ai sensi della Legge 3/2012) e professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi), organismi deputati ad assistere i debitori civili nelle procedure di composizione delle crisi. Inoltre, l’Avv. Monardo è Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ex D.L. 118/2021, titolo che attesta la sua competenza nel guidare imprenditori e aziende in difficoltà attraverso percorsi di risanamento o ristrutturazione del debito. Queste qualifiche, unite all’esperienza sul campo, garantiscono un approccio professionale, autorevole e concreto al tuo problema.

Come può aiutarti concretamente l’Avv. Monardo e il suo team? Innanzitutto attraverso un’analisi personalizzata dell’atto ricevuto: la lettera di Ortles 21 S.r.l. verrà esaminata in ogni dettaglio per individuarne eventuali vizi formali o sostanziali. In base agli esiti, lo staff potrà attivarsi immediatamente per presentare ricorsi o opposizioni (ad esempio, un ricorso in tribunale qualora venga emesso un decreto ingiuntivo, o un’opposizione a precetto/pignoramento se la controparte tenta un’esecuzione). Ove ne ricorrano i presupposti, sarà possibile chiedere la sospensione urgente dell’efficacia esecutiva degli atti, bloccando sul nascere pignoramenti e azioni aggressive. Parallelamente, l’Avv. Monardo è in grado di intavolare trattative mirate con Ortles 21 o con la società di recupero crediti incaricata, forte della sua conoscenza delle logiche bancarie: ciò permette spesso di ottenere piani di rientro sostenibili o accordi transattivi a saldo e stralcio con forti riduzioni sull’importo preteso. Infine, qualora la tua situazione debitoria lo richieda, lo studio potrà assisterti nell’accesso a soluzioni giudiziali di composizione della crisi (come il piano del consumatore o la liquidazione controllata), procedure che offrono la tutela del tribunale e possono portare all’azzeramento dei debiti residui . In sintesi, il nostro obiettivo è passare dalla paura alla strategia: aiutarti a riprendere il controllo della situazione finanziaria trasformando un momento critico in un percorso verso la soluzione definitiva.

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Contesto normativo e giurisprudenziale: cessione del credito e prescrizione

Per capire come difendersi da una richiesta di pagamento di Ortles 21 S.r.l., occorre inquadrarne il contesto legale. Ci troviamo di fronte a un caso di cessione di crediti deteriorati (Non Performing Loans): molte banche e finanziarie, negli ultimi anni, hanno ceduto i propri crediti non riscossi a società veicolo come Ortles 21 . La cessione avviene spesso in blocco, per lotti di migliaia di posizioni, ed è regolata da normative specifiche (Legge n. 130/1999 sulle cartolarizzazioni e art. 58 del T.U. Bancario). Ortles 21 S.r.l., in particolare, è una società veicolo di cartolarizzazione costituita ex L. 130/1999 : il suo scopo è acquisire crediti in sofferenza da banche o intermediari e poi attivarne il recupero, eventualmente affidandosi a società di recupero crediti operative sul territorio . In pratica, una volta comprato il credito, Ortles 21 diventa la nuova creditrice e subentra nei diritti originari della banca (capitale, interessi, garanzie, ecc.), con facoltà di pretendere il pagamento integrale.

Validità della cessione e notifica al debitore

Affinché Ortles 21 possa legittimamente esigere il pagamento, la cessione del credito dev’essere valida e opponibile al debitore. La legge richiede che il debitore ceduto venga informato della cessione, tramite notifica o accettazione (art. 1264 Cod. Civ.). Nel caso di cessioni in blocco come quelle ex art. 58 D.Lgs. 385/1993 (TUB) spesso si prevede una pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale anziché notifiche individuali, per rendere noto l’elenco (anche per categorie) dei crediti ceduti. Secondo la Cassazione, l’onere della prova ricade sul cessionario: se il debitore contesta la sua legittimazione, Ortles 21 dovrà dimostrare che il tuo specifico credito era incluso nel pacchetto ceduto . Ciò può avvenire con documenti come l’estratto del contratto di cessione o l’avviso di cessione pubblicato in G.U., a condizione che quest’ultimo descriva i crediti ceduti in modo da identificarli “senza incertezze” . In mancanza di tali prove, un eventuale ricorso di Ortles 21 in tribunale potrebbe essere respinto per difetto di legittimazione attiva (ovvero perché non prova di essere la titolare di quel credito). Le Sezioni Unite della Cassazione hanno sancito chiaramente che la titolarità del credito è elemento costitutivo della domanda giudiziale di pagamento e va provata da chi agisce . Recenti pronunce di legittimità (Cass. civ. n. 25547/2025, n. 28335/2025, ecc.) confermano questa linea: l’avviso in Gazzetta può bastare come prova solo se consente di ricondurre il debito del debitore all’interno dei crediti ceduti, altrimenti servono altri riscontri .

(Nota: È importante dunque, appena ricevuta la lettera, verificare se ti è mai arrivata una comunicazione di avvenuta cessione del credito. A volte queste comunicazioni vengono inviate per raccomandata o PEC, oppure incluse nell’intimazione stessa. Se non hai ricevuto nulla, potresti eccepire in sede legale che la cessione non ti è opponibile, anche se va detto che la pubblicazione in G.U. o al Registro delle Imprese – se effettuata – viene considerata dalla legge sufficiente a rendere efficace la cessione.)

Debiti “vecchi” e prescrizione: quando il credito non è più dovuto

La dicitura “debiti vecchi” suggerisce che il credito vantato da Ortles 21 potrebbe risalire a molti anni fa. In diritto civile italiano, i debiti si estinguono per prescrizione decorso un certo tempo, se nel frattempo il creditore non ha compiuto atti interruttivi (artt. 2934 e segg. c.c.). Qual è il termine di prescrizione? Dipende dalla natura del debito: la regola generale è 10 anni per i diritti di credito ordinari (art. 2946 c.c.), ma alcune tipologie hanno termini più brevi. Ad esempio, rate di mutuo o finanziamento scadute e non pagate spesso sono considerate prestazioni periodiche e soggette a prescrizione quinquennale (5 anni, ex art. 2948 n.4 c.c.), così come lo sono in genere i saldi di carte revolving, bollette e utenze non pagate . Invece, se il finanziamento è stato revocato o risolto e l’intero importo è divenuto esigibile in unica soluzione, tende ad applicarsi il termine decennale. Anche gli interessi e le competenze maturano prescrizioni brevi (5 anni, salvo capitalizzazione). È dunque fondamentale individuare da quanto tempo non si effettuano pagamenti su quel debito e quando è stata l’ultima azione di sollecito o interruzione compiuta dal creditore precedente.

Atti interruttivi: occorre infatti sapere che un atto formale del creditore può interrompere il decorso della prescrizione, facendo “ripartire il conteggio” da capo (art. 2943 c.c.). Un decreto ingiuntivo notificato, un atto di citazione, un atto di precetto o anche una lettera raccomandata di costituzione in mora sono atti tipicamente idonei a interrompere la prescrizione. Attenzione però: non ogni semplice comunicazione lo è. La Cassazione ha ribadito che “meri solleciti di pagamento” privi di un’espressa intimazione formale non interrompono la prescrizione . Serve cioè un atto scritto che manifesti in modo inequivoco la volontà del creditore di ottenere il pagamento e di considerare il debitore in mora . Ad esempio, un vago promemoria o una telefonata non hanno valore interruttivo; viceversa, una diffida scritta inviata per raccomandata A/R o PEC, con chiara richiesta di pagamento entro un termine, sì. Nel nostro caso, la lettera di Ortles 21 potrebbe costituire un atto interruttivo se ha forma e contenuto di una costituzione in mora (ad es. è firmata dalla società o da un legale, identifica il rapporto e intima il pagamento). Se però è un semplice avviso generico, magari nemmeno inviato con raccomandata, la sua efficacia legale potrebbe essere dubbia.

💡 Esempio: supponiamo che tu abbia smesso di pagare un prestito nel 2015 e da allora non hai mai ricevuto atti giudiziari né diffide formali; se Ortles 21 ti contatta nel 2026, il credito potrebbe essere già prescritto (superati 10 anni). In tal caso avresti pieno diritto di rifiutare il pagamento per intervenuta prescrizione, eccezione che va preferibilmente sollevata per iscritto (meglio tramite un legale, per conferire maggior peso) e, se necessario, davanti al giudice. La Cassazione insegna che il debitore deve eccepire la prescrizione nel primo atto difensivo utile, altrimenti il giudice non può rilevarla d’ufficio. Dunque, non pagare subito senza verificare i termini: prima va controllato se il credito è ancora esigibile o no . Pagare un debito prescritto significherebbe infatti rinunciare a un tuo diritto, oltre che “rianimare” un credito ormai morto (un pagamento, anche parziale, costituisce riconoscimento del debito ex art. 2944 c.c. e fa venir meno la prescrizione maturata!).

Riassumendo i punti chiave normativi:

  • Cessione del credito: Ortles 21 deve aver acquisito validamente il credito; la cessione è opponibile se ti è stata comunicata o pubblicata a norma di legge. In giudizio, l’onere di provarla è loro .
  • Titolo esecutivo: senza un titolo (es. decreto ingiuntivo non opposto o sentenza) la società di recupero non può pignorare subito i beni . La lettera di sollecito in sé non è un titolo esecutivo.
  • Prescrizione: verifica da quanto tempo il credito è rimasto inattivo. Se sono decorsi più di 5 o 10 anni senza atti interruttivi validi, il debito è presumibilmente prescritto e puoi opporlo come eccezione .
  • Interessi e anatocismo: controlla anche l’eventuale calcolo degli interessi pretesi. Se gli interessi appaiono eccessivi o mal calcolati (magari interessi di mora ultralegali non pattuiti, o interessi su interessi), questo può essere un ulteriore profilo di contestazione .

Tutto ciò costituisce la base legale da tenere a mente mentre ci addentriamo nelle strategie difensive. Nei prossimi paragrafi vedremo cosa succede dopo la ricezione del sollecito di pagamento, quali passi intraprendere e come eventualmente impostare una trattativa per un saldo a stralcio.

Cosa fare dopo la notifica della lettera di Ortles 21: procedura e tempistiche

Vediamo ora, in pratica, come si sviluppa la procedura dopo che hai ricevuto la lettera di sollecito da Ortles 21 S.r.l. e quali sono i tempi e i diritti del debitore in ogni fase. È fondamentale seguire un approccio ordinato e consapevole, trasformando l’iniziale preoccupazione in un piano d’azione. Di seguito delineiamo i passi operativi consigliati:

1. Mantenere la calma e raccogliere i documenti: appena ricevuta la comunicazione (che sia una raccomandata, una PEC o anche una telefonata seguita da email/lettera), non farti prendere dal panico. Conserva la busta e la lettera originale, annota la data di ricezione. Cerca nei tuoi archivi qualsiasi documento relativo a quel debito: contratto di finanziamento originario, estratti conto, eventuali comunicazioni passate della banca o di altre società di recupero. Questi documenti saranno utili al professionista per capire l’origine del debito e se ci sono stati atti interruttivi noti.

2. Verifiche preliminari sulla legittimità della richiesta: come anticipato nell’analisi normativa, prima di riconoscere qualsiasi importo è essenziale verificare alcuni punti chiave :

  • Identità del creditore e prova della cessione: la lettera indica che il creditore attuale è Ortles 21 S.r.l. (spesso agisce tramite un servicer o uno studio legale). Hai diritto di chiedere prova documentale della cessione: ad esempio, copia della comunicazione di avvenuta cessione o degli estremi della pubblicazione in G.U., e una dichiarazione che il tuo credito è compreso. Se la lettera non include già tali informazioni, diffida a fornirle.
  • Ricostruzione del debito: chiedi l’estratto conto cronologico del credito, ossia il dettaglio di come si è formato l’importo richiesto (capitale originario, interessi contrattuali, interessi di mora, spese, eventuali costi legali pregressi). Il debitore ha diritto a questa trasparenza: senza conti chiari, puoi contestare la pretesa.
  • Contratto originario: hai diritto a visionare il contratto di finanziamento originario o la documentazione da cui nasce il debito (ad esempio la copia del contratto di mutuo, o l’estratto di saldo della carta di credito, etc.). Questo serve a verificare clausole sugli interessi, la firma, e l’effettiva esistenza del rapporto. Attenzione: se loro non possiedono il contratto (cosa non infrequente nei crediti molto datati), in un eventuale giudizio potrebbe venire meno la prova del credito stesso.
  • Presenza di titoli esecutivi o cause pendenti: verifica se per caso in passato la banca avesse già ottenuto un decreto ingiuntivo o una sentenza (magari notificata a un vecchio indirizzo). Ciò potrebbe risultare dal tenore della lettera (es. se menzionano un “provvedimento giudiziario” o un numero di RG). In genere, Ortles 21 acquista crediti non ancora muniti di titolo esecutivo, ma non è assoluto: se invece un titolo c’è ed è definitivo, la posizione cambia (hanno già il potere di agire esecutivamente, salvo eccepire eventualmente la prescrizione del titolo stesso dopo 10 anni dalla sua formazione).
  • Calcolo della prescrizione: come detto, controlla l’ultimo pagamento o l’ultimo atto certo. Se risulta, ad esempio, che l’ultimo pagamento risale a più di 5 anni fa e nessuno si è più fatto vivo ufficialmente, è molto probabile che il credito sia prescritto. In tal caso, preparati a sollevare formalmente la prescrizione: idealmente tramite un avvocato che invii una lettera di risposta in cui contesti il debito perché prescritto (e diffidi da ulteriori pretese). Questo spesso è sufficiente a chiudere la questione, poiché il creditore sa di non poter ottenere nulla in giudizio se la prescrizione è fondata.

3. Risposta iniziale: contestare o chiedere chiarimenti (entro pochi giorni): non c’è un termine perentorio per replicare a un sollecito stragiudiziale, ma agire subito è strategicamente utile. Mostra alla controparte che stai prendendo in mano la situazione con assistenza legale. Entro 10-15 giorni dalla ricezione, è consigliabile far partire una comunicazione formale (meglio se a firma dell’avvocato) in cui:

  • Si richiedono i documenti sopra menzionati (contratto, atto di cessione, estratto conto, ecc.) qualora non forniti;
  • Si contestano eventuali aspetti: ad esempio, “contestazione dell’importo per indebito cumulo di interessi”, “eccezione di prescrizione del credito”, “eccezione di carenza di legittimazione se non provate la cessione” ecc., a seconda di ciò che emerge;
  • Si diffida da azioni esecutive non precedute da titolo: ricordando loro che senza un titolo non possono pignorare, e che ogni atto dovrà essere regolarmente notificato dandoti modo di difenderti.

Questa risposta scritta ha vari scopi: da un lato, se ben fondata, può convincere Ortles 21 a rivedere le proprie pretese (magari riconoscendo la prescrizione o proponendo subito una soluzione agevolata); dall’altro, se la controparte è poco reattiva, serve a cristallizzare la tua posizione (ad esempio l’eccezione di prescrizione già sollevata stragiudizialmente, utile anche in futuro). Inoltre, imponendo la trasparenza sui documenti, metti alla prova la solidità della loro richiesta.

4. Valutare le mosse di Ortles 21: a questo punto, dopo la tua risposta, la palla passa al creditore. Le possibili evoluzioni sono:

  • Ortles 21 fornisce parte della documentazione e magari propone un incontro o contatto telefonico per trovare un accordo (scenario negoziale).
  • Ortles 21 insiste senza fornire nulla e manda ulteriori solleciti standard o telefonate, magari minacciando azioni legali imminenti. In tal caso, mantieni la linea: hai chiesto i documenti e hai sollevato le tue eccezioni; se ignorano le tue richieste, non cedere.
  • Ortles 21 avvia direttamente un’azione giudiziale: ad esempio, potrebbero presentare un ricorso per decreto ingiuntivo al tribunale competente, che ti verrà poi notificato. Oppure (più raro) una citazione in giudizio ordinaria. Una spia di ciò potrebbe essere la cessazione delle comunicazioni amichevoli e, dopo qualche settimana/mese, l’arrivo improvviso di un atto ufficiale.

Vediamo il caso più probabile: il decreto ingiuntivo. Questo è un provvedimento che il creditore può ottenere in tempi rapidi (anche inaudita altera parte, cioè senza l’immediato contraddittorio) se presenta al giudice documenti ritenuti sufficienti a provare il credito. Molte società di recupero lo usano per dare forza alle proprie pretese. Se dovesse arrivarti un decreto ingiuntivo richiesto da Ortles 21:

  • Termine di opposizione: hai 40 giorni dalla notifica (in Italia) per fare opposizione (art. 641 c.p.c.). Non ignorarlo! Se non ti opponi entro quel termine, l’ingiunzione diverrà definitiva e costituirà titolo esecutivo: a quel punto potranno pignorare stipendio, conto, auto ecc.
  • Nell’opposizione, farai valere tutte le difese di merito e procedurali: dalla prescrizione (se non già eccepita, o ribadendola) alla mancanza di documenti (ad es. contestare che non hanno prodotto il contratto originale firmato, o l’estratto G.U. per la cessione ), all’usura o anatocismo se emergono, ecc. È un vero giudizio di cognizione dove diventi attore (l’opponente) e Ortles 21 sarà convenuto.
  • Puoi chiedere al giudice, contestualmente all’opposizione, la sospensione provvisoria della provvisoria esecuzione se l’ingiunzione è stata dichiarata provvisoriamente esecutiva (talvolta, se il giudice ritiene fondato il credito, la emette direttamente esecutiva). In genere, per crediti bancari non muniti di titoli particolari, il decreto non è immediatamente esecutivo, quindi Ortles 21 non può pignorare finché pendono i 40 giorni. Ma se lo fosse, con una buona difesa si può ottenere la sospensione in attesa della definizione del giudizio di opposizione.
  • In giudizio, come visto, Ortles 21 dovrà portare le prove concrete: contratto, estratto autenticato, documento di cessione, calcolo interessi. Se mancano pezzi, il giudice potrebbe revocare il decreto. Molte cause di questo tipo si risolvono con un accordo transattivo in corso di causa, specie se il debitore paga qualcosa e il creditore teme di perdere.

E se invece non arriva alcun decreto ma solo telefonate o lettere periodiche? Potrebbe darsi che Ortles 21 tenti una moral suasion per mesi. Tieni presente però che le società veicolo di solito vogliono chiudere le posizioni in tempi ragionevoli, per recuperare quanto investito. Difficilmente resteranno inattive a lungo: o trovano un accordo stragiudiziale con te, o passano alle vie legali. Ignorare i contatti sperando si stanchino è un azzardo: magari attendono la scadenza di fine anno o monitorano se migliori la tua situazione reddituale (es. nuovo lavoro) per attaccare. Meglio non restare passivi: se anche tu decidi di non pagare perché ritieni di aver ragione, comunicalo ufficialmente e motivandolo (prescrizione, ecc.), così da mettere in chiaro la tua posizione.

5. Diritti del debitore durante la procedura: ricordiamo alcuni diritti fondamentali che hai in ogni fase:

  • Diritto di essere informato correttamente: nessuno può richiederti somme senza spiegare la causale e dare evidenza del calcolo. Se ritieni ci siano vizi nelle comunicazioni (toni intimidatori eccessivi, omissioni di dettagli, violazione privacy), segnalo al tuo legale: esistono anche norme a tutela contro pratiche aggressive o scorrette nel recupero crediti (D.Lgs. 231/2007 per chi opera come società di recupero).
  • Diritto di pagare solo il dovuto: se emergono addebiti illegittimi (interessi oltre soglia di usura, more non pattuite, spese non documentate), potrai chiedere di espungerli e ridurre il debito.
  • Diritto di opposizione: ogni atto esecutivo va notificato e puoi opporlo davanti al giudice: hai diritto a un processo equo. Ad es., opposizione a decreto ingiuntivo (40 gg), opposizione a precetto (20 gg se per eccepire vizi formali del precetto, art. 617 c.p.c.), opposizione all’esecuzione (in qualsiasi momento finché l’esecuzione è pendente, per eccepire che il diritto a procedere mancava, art. 615 c.p.c.).
  • Diritto di chiedere una rateizzazione anche giudiziale: spesso i giudici, su istanza del debitore, possono concedere termini di grazia o sospensioni se c’è la volontà di pagare gradualmente (art. 124 c.p.c. per le esecuzioni, ad esempio). Inoltre, la legge sul sovraindebitamento consente di presentare proposte di accordo in extremis che, se omologate, bloccano esecuzioni in corso.

Nella prossima sezione, esamineremo nel dettaglio le strategie di difesa e di negoziazione che puoi adottare, tenendo presente questo quadro procedurale.

Difese e strategie legali del debitore: impugnazione, sospensione, saldo e stralcio

Di fronte a un sollecito per vecchi debiti, il debitore non è inerme: l’ordinamento offre una serie di strumenti, sia difensivi (per contestare o bloccare le pretese infondate) sia transattivi (per chiudere la posizione in maniera sostenibile). Esaminiamo le principali strategie legali, mantenendo il punto di vista di chi deve difendersi.

Impugnare la pretesa: opposizioni e contestazioni formali

Come evidenziato, la prima linea di difesa è contestare formalmente la richiesta di pagamento quando ci sono motivi validi. Abbiamo già parlato della lettera di risposta da inviare subito dopo il sollecito, ma qui focalizziamoci sugli strumenti di impugnazione in senso tecnico-giuridico:

  • Opposizione a decreto ingiuntivo: se Ortles 21 ottiene un ingiunzione, la tua opposizione avvia un giudizio ordinario in cui puoi far valere tutte le eccezioni (prescrizione, incompetenza territoriale del giudice se il foro era diverso, vizi di notifica, inesistenza del credito, nullità di clausole del contratto originario – ad es. interessi usurari, etc.). Nel giudizio di opposizione puoi anche chiamare in causa il creditore originario se necessario (ad es. la banca cedente, per questioni sul contratto). Esito possibile: se vinci, il decreto è revocato e nulla è dovuto; se perdi, il decreto diviene esecutivo ma potrai eventualmente appellare. Spesso, come detto, si transige in corso di causa.
  • Opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.): ipotesi meno probabile inizialmente, ma se Ortles 21 disponesse già di un titolo (ad es. un vecchio decreto ingiuntivo mai notificato prima e che ti notificano ora unitamente al precetto), potresti dover fare un’opposizione all’esecuzione per far valere che il diritto di procedere all’esecuzione non esiste o è cessato. Ad esempio, se hanno un decreto di 6 anni fa mai eseguito, potresti opporre che è prescritta la possibilità di eseguirlo (difatti i titoli esecutivi si prescrivono in 10 anni dalla formazione, salvo atti interruttivi). Oppure opporre che hai già pagato in passato (se dimostrabile). L’opposizione all’esecuzione può portare alla sospensione del processo esecutivo se il giudice ritiene le tue ragioni serie.
  • Opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.): meno sostanziale, riguarda vizi formali di atti come il precetto o il pignoramento (es. manca l’indicazione delle parti, degli importi esatti, o il pignoramento non rispetta forme). Raramente risolve il debito in sé, ma può far ripetere atti nulli.
  • Ricorso in sede tributaria: questo è un cenno per completezza qualora il tuo debito originario fosse di natura fiscale (cartelle esattoriali) e per assurdo Ortles 21 fosse coinvolta (cosa in realtà improbabile, le cartelle le gestisce Agenzia Entrate Riscossione direttamente). In contesti tributari, entro 60 giorni da una cartella o intimazione puoi ricorrere al giudice tributario per eccepire prescrizione o altri motivi. Nel dubbio, se emergesse che parte del debito è verso enti (ad es. multe), va considerata questa strada.

In tutti questi casi il ruolo del legale è cruciale: impostare bene le difese giuridiche e rispettare i termini è decisivo. Vale la pena ribadire: non aspettare l’ultimo giorno utile – contatta subito un avvocato appena ricevi un atto giudiziario, perché la preparazione di un’opposizione richiede tempo per raccogliere documenti e studiare il caso.

Sospendere le azioni di recupero: strumenti cautelari

Se Ortles 21 dovesse attivare misure esecutive (pignoramento di beni) e tu presenti opposizione, puoi contestualmente chiedere al giudice un provvedimento di sospensione dell’esecuzione in corso. I presupposti per ottenerla sono il fumus boni iuris (ossia che la tua opposizione appaia non pretestuosa ma con fondamento) e il periculum in mora (cioè il rischio di un danno grave nell’attesa). Ad esempio, se ti hanno pignorato il conto dove ricevi lo stipendio e tu eccepisci che il debito era prescritto, il giudice dell’esecuzione potrebbe sospendere lo sblocco delle somme fino a decidere sul merito della prescrizione, per evitare un pregiudizio irreversibile. Anche nel caso di decreto ingiuntivo, se da questo discende un precetto immediato, è possibile chiedere in via d’urgenza la sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo.

Un altro strumento di “sospensione” è insito nelle procedure da sovraindebitamento (di cui parleremo a breve): quando presenti un piano del consumatore o altra procedura ex L.3/2012 (oggi D.Lgs.14/2019), il tribunale può disporre la sospensione di tutte le azioni esecutive dei creditori durante la pendenza della procedura. Ciò significa che se ti stai muovendo per ottenere un concordato o un piano omologato, puoi temporaneamente congelare pignoramenti, fermi amministrativi, ecc., guadagnando tempo e protezione legale . Questa è un’arma potente in situazioni critiche con più creditori alle porte.

In sintesi, mai dare per scontato che il pignoramento sia inevitabile: la legge offre più livelli di tutela per sospendere o posticipare l’azione esecutiva se ci sono motivi validi. L’importante è attivarsi tempestivamente e presentare al giudice un quadro chiaro del perché l’esecuzione va fermata (ad esempio: “credito contestato perché prescritto o privo di titolo – danno grave perché mi svuotano il conto – chiedo sospensione”). L’Avv. Monardo e il suo staff hanno esperienza nel predisporre questi ricorsi d’urgenza e nel dialogare con i giudici dell’esecuzione per tutelare i beni del debitore in tempi rapidi.

Trattare un saldo e stralcio: accordo stragiudiziale per chiudere il debito

Spesso la soluzione più rapida e vantaggiosa – se il debito risulta effettivamente dovuto e non completamente contestabile – è negoziare un accordo di saldo e stralcio con Ortles 21 S.r.l. Il saldo e stralcio è un’intesa in base alla quale il debitore paga solo una parte del debito, in genere in un’unica soluzione, e la controparte accetta tale importo come saldo definitivo a chiusura di ogni pendenza (rilasciando una liberatoria). Perché Ortles 21 dovrebbe accettare meno? Perché i crediti che gestisce sono stati acquistati a prezzo ridotto (spesso pochi centesimi per ogni euro di valore nominale, dato che erano crediti deteriorati) e la società è interessata a realizzare rapidamente, evitando i costi e i rischi di un lungo recupero giudiziale.

Vantaggi del saldo e stralcio :
Riduzione rilevante dell’importo dovuto: è possibile ottenere sconti notevoli, tipicamente dal 30% fino al 80% a seconda dei casi. Ad esempio, un debito da 20.000€ potrebbe essere chiuso con 6.000-8.000€ se si dimostra che il debitore ha limitate risorse e che altrimenti la società rischia di non recuperare nulla (specie se il debito è vicino alla prescrizione o il debitore è sovraindebitato).
Chiusura definitiva e rapida: con un solo pagamento (o alcune rate ravvicinate, talvolta) si ottiene la liberatoria. Finisce lo stress e il pensiero costante del debito.
Nessun ulteriore interesse o spesa: una volta stralciato l’importo, non maturano più interessi né vengono addebitate spese legali aggiuntive.

Svantaggi o attenzioni :
Richiede liquidità immediata: per strappare un buon saldo e stralcio occorre di solito offrire un pagamento tempestivo, se non immediato. Ortles 21 potrebbe chiedere il versamento entro 30 giorni dall’accordo. Se non hai disponibilità liquide, questa strada può essere difficile (ma non impossibile: si potrebbe chiedere aiuto a familiari, o valutare un piccolo prestito purché sostenibile).
Necessità di formalizzare bene l’accordo: è fondamentale mettere tutto per iscritto. L’accordo deve prevedere che il pagamento concordato estingue ogni obbligazione residua e impegna Ortles 21 a rinunciare a ogni ulteriore azione (nonché a cancellare eventuali segnalazioni nelle banche dati creditizie). Bisogna farsi rilasciare la lettera liberatoria dopo il pagamento. Meglio se l’accordo viene redatto o almeno verificato da un avvocato, per evitare clausole ambigue.

Come negoziare con successo? Ecco alcuni consigli pratici:

  • Non mostrarti troppo disponibile inizialmente: paradossalmente, chi si affretta a dire “pago tutto, datemi solo tempo” perde potere contrattuale. Meglio evidenziare le proprie difficoltà economiche, far capire che il rischio per loro è di non vedere nulla (ad es. perché hai altri debiti, reddito basso, ecc.), e offrire una somma ragionevole ma sostenibile.
  • Punta in basso (realisticamente): se ad esempio il debito è di 10.000€ e tu puoi arrivare a 3.000€, potresti iniziare offrendo 2.000€ in unica soluzione a saldo e stralcio. Probabilmente rifiuteranno inizialmente, ma potrebbe aprirsi una trattativa che si chiude magari a 4.000€. Non partire mai offrendo più del 30-40% senza aver testato la loro disponibilità.
  • Usa gli argomenti a tuo favore: ad esempio prescrizione vicina (o già maturata, che loro sanno essere una spada di Damocle), eventuale mancanza di documenti (“se andiamo in causa rischiate di perdere”), il fatto che tu non hai beni aggredibili (“ho solo lo stipendio minimo / sono disoccupato – se mi pignorate non ricavate niente o poco”). Insomma, fagli capire che conviene anche a loro chiudere subito e bonariamente.
  • Chiedi la cancellazione dalle banche dati: se il debito è segnalato come sofferenza al CRIF o altre centrali rischi, inserisci nell’accordo che, a saldo avvenuto, provvederanno a aggiornare le banche dati con l’esito “posizione chiusa – saldo a stralcio” e fornire una lettera di attestazione (utile se poi vorrai riabilitarti creditiziamente).
  • Fatti aiutare da professionisti: un avvocato abituato a queste trattative sa quale linguaggio usare e ha spesso contatti diretti con gli uffici legali delle società di recupero. Ciò velocizza l’intesa. Ad esempio, l’Avv. Monardo spesso riesce a concordare importi ridotti ottenendo al contempo tempi di pagamento congrui e una liberatoria completa, perché la controparte sa di avere di fronte un interlocutore competente che conosce il contenzioso e potrebbe altrimenti impugnarli in giudizio.

Un esempio reale: Marco, 52 anni, artigiano in difficoltà, riceve da Ortles 21 una richiesta di 23.000€ per un vecchio finanziamento non pagato. La lettera minaccia azioni legali imminenti. Marco si rivolge all’Avv. Monardo: dallo studio delle carte emerge che 10.000€ del debito erano ormai prescritti e che Ortles 21 non aveva alcun titolo esecutivo, solo il contratto originario. Forte di questo, l’avvocato ha avviato la trattativa mettendo in dubbio la recuperabilità integrale. Dopo qualche settimana si è ottenuto un accordo di saldo e stralcio a 5.000€, pagabili in due rate, con liberatoria totale e impegno a cancellare la segnalazione in Centrale Rischi. Marco ha così risparmiato quasi l’80% e soprattutto ha evitato una causa e l’ansia di un pignoramento. Questo mostra come, con la giusta strategia, si possa trasformare una richiesta inizialmente pesante in un esito sostenibile e risolutivo.

Rateizzazione e piani di rientro

Se non riesci a reperire una somma unica per il saldo e stralcio, c’è la possibilità di negoziare una rateizzazione del debito. Ortles 21 e i suoi mandatari spesso accettano piani di pagamento mensili o trimestrali, soprattutto se il debitore ha un reddito (così possono pensare a un pignoramento del quinto come alternativa, e quindi preferiscono accordarsi evitando la causa). La rateizzazione ha il vantaggio di distribuire il carico nel tempo , ma attenzione: di solito, rateizzare comporta pagare l’intero importo (magari con uno sconto minore) e non sospende gli interessi salvo accordi espliciti. In pratica:

  • Ortles 21 potrebbe proporre: “Debito 10.000€, paghi in 20 rate mensili da 500€”. In tal caso spesso non applicano nuovi interessi (500€ * 20 = 10.000€, quindi importo nominale). Se invece il piano è molto lungo, potrebbero volere un piccolo interesse compensativo.
  • Un aspetto positivo è che, se rispetti le rate, eviti ogni azione legale: l’accordo prevederà che finché paghi, non procederanno per vie giudiziarie. Spesso inseriscono clausole risolutive: se salti 1-2 rate, l’accordo salta e si torna alla situazione originaria (con possibilità di agire legalmente sul saldo residuo). Quindi serve impegnarsi ad essere puntuali.
  • Dal punto di vista psicologico ed economico, il piano dilazionato è più facile da sostenere per molti – ma valuta bene il bilancio familiare: non concordare rate insostenibili sperando “di farcela”, perché il rischio è di saltare una rata e perdere i benefici. Meglio negoziare una rata un po’ più bassa se possibile, anche a costo di allungare di qualche mese.

L’Avv. Monardo può assisterti nel negoziare i termini della rateizzazione, assicurandosi che il piano sia equo. Ad esempio, potrebbe ottenere che durante il pagamento le garanzie restino congelate (se c’è un’ipoteca, evitare che procedano lo stesso esecutivamente), o che in caso di difficoltà temporanea si possano rivedere i termini. Inoltre, farà inserire la clausola della liberatoria finale a saldo ottenuto, come per il saldo e stralcio. Ricorda che anche la rateizzazione è un accordo contrattuale: serve leggere bene cosa firmi o cosa accetti (spesso viene formalizzato con uno scambio di lettere di impegno). Non avere timore di far valutare quel documento da un legale prima di sottoscriverlo.

In definitiva, la scelta tra saldo e stralcio immediato o piano di rientro dipende dalla tua situazione: se hai accesso a una somma subito, meglio il primo (chiudi a meno); se non ce l’hai ma puoi pagare a stipendio, il secondo è un compromesso. Tieni presente che un saldo e stralcio anche a rate talvolta è fattibile: ad esempio pagare 50% del dovuto in 6 mesi. Non è esclusivo l’uno dall’altro. Tutto è negoziabile con buon senso e realismo.

Strumenti alternativi e soluzioni “ufficiali”: rottamazioni, sovraindebitamento, esdebitazione

Oltre alle trattative private, esistono strumenti previsti dalla legge che possono aiutare il debitore a definire il debito con sconti o agevolazioni. Alcuni si applicano a debiti fiscali, altri a debiti privati in condizioni di insolvenza conclamata. Ecco una panoramica:

  • Rottamazione delle cartelle esattoriali: riguarda esclusivamente debiti con il Fisco o enti pubblici (non i crediti privati come quello di Ortles 21). La legge di Bilancio 2023 aveva introdotto la rottamazione-quater, e la recente Legge n. 199/2025 (Bilancio 2026) ha varato la rottamazione-quinquies . In sostanza, queste misure consentono ai contribuenti di estinguere i debiti affidati all’Agente della Riscossione (Agenzia Entrate-Riscossione, ex Equitalia) pagando solo il capitale, senza sanzioni né interessi di mora . È una forma di definizione agevolata che nel 2026 sarà aperta per i carichi dal 2000 al 2023. Ad esempio, se hai anche delle cartelle esattoriali pendenti (multe, tasse non pagate), potresti aderire alla rottamazione-quinquies entro i termini (entro il 30 aprile 2026 secondo le regole attuali ) e alleggerire il tuo carico fiscale. Questo indirettamente può aiutare la tua situazione globale, lasciandoti più risorse per accordarti con Ortles 21. È importante segnalare questa opportunità se nel tuo debito complessivo ci sono parti verso l’erario.
  • Definizione agevolata delle liti tributarie: altra misura (anch’essa rinnovata di recente) è la possibilità di chiudere controversie tributarie pendenti con il Fisco pagando percentuali ridotte dell’imposta contestata, a seconda del grado di giudizio. Accenniamo solo che, se per caso il tuo “debito vecchio” fosse oggetto di causa tributaria ancora in corso (es. un avviso di accertamento impugnato da anni), verifica se c’è un condono o definizione agevolata applicabile nel 2025-2026.
  • Legge “SalvaSuicidi” (Legge 3/2012) e Codice della Crisi (D.Lgs. 14/2019): per i privati sovraindebitati e i piccoli imprenditori non fallibili, l’ordinamento offre delle procedure giudiziali che permettono di ristrutturare o liquidare i debiti sotto il controllo del tribunale. Dal 2020 in poi queste procedure sono state rafforzate e, con l’entrata in vigore del nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, abbiamo oggi quattro principali strumenti :
  • Piano del consumatore (ora chiamato piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore): riservato a chi ha debiti personali (privato, consumatore, anche ex imprenditore che però ha debiti di natura personale). Consiste nel presentare al giudice un piano di pagamento sostenibile in base al proprio reddito e patrimonio. Non serve l’accordo di tutti i creditori; se il giudice ritiene il piano fattibile e che il debitore è meritevole (non ha colpe gravi nella genesi dei debiti), può omologarlo anche con il voto contrario di eventuali creditori. Vantaggi: blocca i pignoramenti al momento dell’ammissione e, a completamento, cancella i debiti residui oltre quanto pagato nel piano . È utile se hai un lavoro e puoi pagare qualcosa ogni mese, ma il debito complessivo è troppo alto perché tu lo estingua interamente. In un piano magari proponi di pagare, poniamo, 300€ al mese per 5 anni (tot 18.000€) a fronte di 50.000€ di debiti vari, ottenendo esdebitazione del resto.
  • Concordato minore: pensato per piccoli imprenditori, ditte individuali, startup o professionisti che hanno debiti di natura aziendale e non superano le soglie di fallibilità. Funziona simile al concordato preventivo delle aziende grandi: proponi un accordo ai creditori con una certa percentuale sui debiti, assistito da un gestore nominato dal tribunale. Se la maggioranza dei crediti approva (o talvolta anche senza, con cram-down), e il giudice omologa, l’accordo diventa vincolante per tutti. Serve spesso una continuità aziendale o comunque un’idea di come generare le somme (vendita di beni, entrate future). Vantaggio: riduzione dell’esposizione complessiva e prosecuzione dell’attività se prevista .
  • Liquidazione controllata del sovraindebitato: è l’equivalente di una procedura fallimentare in miniatura per chi non può accedere al fallimento. Tutti i beni del debitore vengono messi a disposizione e liquidati da un liquidatore nominato, il ricavato ripartito fra i creditori. Alla fine, i debiti residui sono cancellati (esdebitazione) . È adatta a chi ha un patrimonio liquidabile ma i debiti superano di molto la capacità di rimborso. Ad esempio, hai una casa che vendendo può soddisfare al 50% i creditori: con la liquidazione dai tutto ciò che hai e ti liberi del resto. Il Codice della Crisi prevede anche che alcuni beni essenziali possano restare fuori (in parte).
  • Esdebitazione del debitore incapiente: novità molto importante (introdotta dapprima nel 2020 e confermata dal Codice). Se una persona non ha davvero nulla da offrire ai creditori – niente beni, redditi minimi – può chiedere ugualmente al giudice di essere esdebitato, cioè liberato dai debiti, per una sola volta nella vita, pur senza pagare nulla . È pensata per situazioni estreme (il classico “nullatenente” sommerso da debiti che non potrà mai pagare). La legge richiede però la meritevolezza: il sovraindebitamento non deve derivare da frodi o comportamenti gravemente colposi. Se accordata, è una seconda chance radicale: azzera tutto e consente di ripartire da zero.

Queste procedure richiedono l’assistenza di un Gestore della crisi o di un OCC, figure specializzate – come appunto l’Avv. Monardo, che è Gestore della Crisi iscritto – e l’intervento del Tribunale. Non sono passi da fare alla leggera, ma in situazioni di indebitamento cronico e multi-creditore sono spesso la soluzione definitiva più efficace, perché super partes e con forza di legge. Ad esempio, se oltre a Ortles 21 hai mutui scaduti, altre finanziarie, cartelle, ecc., può convenire imboccare la strada di un piano del consumatore per rimettere ordine e toglierti il peso cumulativo, piuttosto che trattare singolarmente ogni posizione in modo scoordinato.

  • Composizione negoziata per imprese (D.L. 118/2021): la citiamo per completezza se il debitore è un imprenditore soggetto a fallimento (Srl, Spa o ditte grandi). In quel caso, oltre al concordato, esiste la possibilità di nominare un esperto (come l’Avv. Monardo nella veste di Esperto Negoziatore) che aiuti a trovare un accordo con i creditori, con alcune protezioni interim (moratorie, ecc.). Ma per un privato o piccolo imprenditore la composizione negoziata non si applica, è rivolta ad aziende più strutturate.

Integrazione fra soluzioni: va detto che le procedure giudiziali e quelle stragiudiziali non si escludono a vicenda. Anzi, un buon professionista valuta tutte le opzioni e spesso le usa in modo complementare. Ad esempio, potresti avviare una pratica di sovraindebitamento e nel frattempo continuare a trattare a saldo e stralcio con singoli creditori: se alcuni accettano stralci, il piano complessivo diventa più leggero; se uno non accetta, lo includi forzatamente nel piano del consumatore. Oppure, potresti aderire a una rottamazione fiscale per i debiti con Agenzia Entrate e per il resto fare un accordo con Ortles 21. L’importante è avere una visione d’insieme e un consulente esperto che ti guidi nel combinare le soluzioni ottimali per ogni voce di debito.

Errori comuni da evitare e consigli pratici

Nell’affrontare una situazione di recupero crediti come quella con Ortles 21 S.r.l., è facile commettere passi falsi spinti dalla paura o dalla poca conoscenza dei propri diritti. Ecco alcuni errori comuni che i debitori fanno, con i nostri consigli per evitarli:

  • Ignorare la lettera sperando che “cada nel vuoto”: errore! Come spiegato, l’inerzia gioca a favore del creditore . Ignorare un sollecito può portare dritti a un decreto ingiuntivo non contestato e quindi a un pignoramento. Consiglio: anche se pensi che non possano nulla contro di te, rispondi formalmente e metti le tue eccezioni nero su bianco. Mostrati presente e informato.
  • Pagare subito qualsiasi cifra pur di farli tacere: molti, spaventati dalle minacce, fanno magari un pagamento parziale “a caso” (es. 500 euro) per calmare le acque. Errore! Un pagamento parziale può essere interpretato come riconoscimento del debito (art. 2944 c.c.), azzerando la prescrizione maturata. Inoltre, pagare senza un accordo scritto non garantisce che poi non pretendano il resto. Consiglio: non versare somme se non hai prima definito chiaramente a che titolo le versi. Se vuoi pagare a stralcio, contrattalo e fatti mettere per iscritto che quella somma estingue tutto.
  • Affidarsi a sedicenti “agenzie miracolose”: il web è pieno di società che promettono “cancelliamo tutti i tuoi debiti in 30 giorni” o soluzioni miracolistiche. Spesso chiedono anticipi salati e poi si limitano a spedire qualche lettera standard, senza reali risultati, se non peggiorare il ritardo. Consiglio: diffida di chi garantisce risultati impossibili o immediati . Solo professionisti qualificati (avvocati, OCC) possono gestire legalmente queste pratiche. Chiedi sempre titoli e referenze.
  • Non comunicare i cambi di residenza o ignorare le notifiche: a volte le persone cambiano indirizzo e pensano che così “non li trovino”. Ma un decreto può essere notificato all’ultima residenza nota e finire in compiuta giacenza (depositato per mancato ritiro), risultando comunque notificato . Ignorare le raccomandate senza ritirarle è un grave errore. Consiglio: aggiorna sempre la residenza anagrafica. Se ricevi un avviso di giacenza, incarica qualcuno di fidato di ritirarlo se tu non puoi. Meglio sapere che c’è un atto e affrontarlo, piuttosto che ritrovarsi con un pignoramento a sorpresa perché non si è visto un’ingiunzione.
  • Trattare telefonicamente senza traccia scritta: i recuperatori telefonici sono addestrati a spingere per impegni immediati (“paghi tot ora con carta?”). Non accettare mai accordi solo a voce: rischi di fraintendere condizioni o che poi neghino quanto detto. Consiglio: ogni intesa va formalizzata su carta o email PEC. Usa il telefono solo per scambiare info preliminari, ma la conclusione dev’essere sempre documentata.
  • Sottovalutare l’importanza delle tempistiche legali: un caso tipico è far scadere i termini di opposizione (40 giorni dal decreto ingiuntivo, ecc.) perché non ci si è attivati in tempo. Oppure perdere l’opportunità di rottamazione perché si è aspettato oltre la scadenza per fare domanda. Consiglio: segna sul calendario ogni scadenza e muoviti con anticipo. Se sai che c’è una finestra (es. rottamazione entro tal data), non ridurti all’ultimo.
  • Non considerare tutti i debiti nel complesso: magari fai uno sforzo enorme per pagare Ortles 21, e poi ti ritrovi con Equitalia che ti pignora per tasse, o viceversa. Consiglio: adotta una visione globale: elenca tutti i tuoi debiti (privati, fiscali, condominiali, etc.) e cerca di affrontarli in modo coordinato, privilegiando magari quelli che puoi chiudere a sconto e valutando procedure per quelli più ostici. Un professionista può aiutarti a fare questa “due diligence” della tua posizione debitoria.
  • Agire emotivamente o con rabbia: alcuni reagiscono in modo ostile, insultano il recuperatore o minacciano cause improbabili. Questo non aiuta e può incrinare il clima per eventuali accordi. Consiglio: mantieni sempre un tono professionale e fermo, meglio se fai mediare un avvocato. Far vedere che conosci i tuoi diritti già di per sé mette un argine agli atteggiamenti aggressivi dall’altra parte, senza bisogno di urla o insulti.

Seguendo questi consigli, eviterai le trappole più comuni e avrai maggior controllo sull’evoluzione della vicenda. Concretezza, tempestività e consulenza qualificata sono le parole chiave.

FAQ – Domande frequenti su come difendersi da Ortles 21 S.r.l.

Di seguito una serie di domande frequenti che un debitore nelle tue condizioni potrebbe porsi, con risposte concise e chiare per dissipare ogni dubbio:

1. Chi è Ortles 21 S.r.l. e perché mi ha inviato una lettera?
Ortles 21 S.r.l. è una società veicolo di cartolarizzazione (ex L.130/99) che acquista in blocco crediti deteriorati da banche o finanziarie . Ti ha inviato la lettera perché risulta essere la nuova titolare di un tuo vecchio debito (prestito, carta di credito, mutuo in sofferenza, etc.) cedutole dal creditore originario. In pratica ora è lei che vuole riscuotere quel credito e ti sollecita il pagamento. Spesso Ortles 21 si appoggia a società di recupero crediti o studi legali che inviano materialmente la comunicazione.

2. Devo pagare immediatamente quanto chiede Ortles 21?
Non necessariamente e soprattutto non senza aver fatto le opportune verifiche. La lettera di per sé non è un atto giudiziario esecutivo, ma un invito a pagare. Prima di sborsare denaro, verifica che il debito sia ancora dovuto (non prescritto) , che l’importo sia corretto e che Ortles 21 abbia fornito prova della cessione. Solo dopo queste verifiche potrai decidere se pagare, contestare o negoziare. Pagare subito, magari per paura, potrebbe farti perdere leva negoziale e soldi non dovuti.

3. Cosa succede se ignoro il sollecito di Ortles 21?
Se ignori la comunicazione, Ortles 21 potrebbe interpretarlo come un rifiuto di collaborare e passare a una fase più incisiva, ad esempio avviando un’azione legale. Potrebbero richiedere un decreto ingiuntivo e, ottenutolo, procedere con pignoramenti su stipendi, conti correnti, auto ecc. . Ignorare aumenta anche il rischio che maturino ulteriori interessi o spese legali. È quindi sconsigliabile. Meglio rispondere e gestire la cosa attivamente, eventualmente tramite un avvocato.

4. Ortles 21 può pignorarmi lo stipendio o la pensione?
Solo se dispone di un titolo esecutivo legale . Ciò significa che deve averti notificato un decreto ingiuntivo o una sentenza passata in giudicato. La semplice lettera di sollecito non basta per pignorare. Dovrebbero prima farti causa e vincerla (o ottenerne un’ingiunzione non opposta). Dunque, finché siamo alla fase bonaria, non possono pignorare nulla. Se però ignorassi tutto e ottenessero un titolo, allora potrebbero pignorare il quinto dello stipendio o fino a un quinto della pensione, secondo legge.

5. Posso contestare l’importo richiesto da Ortles 21?
Sì, certamente. Puoi e devi contestarlo se hai dubbi sulla sua correttezza . Ad esempio, se mancano giustificativi su come è stato calcolato, se noti che sono stati aggiunti interessi non dovuti o spese eccessive, oppure se non ti hanno fornito copia del contratto originale. La contestazione va fatta per iscritto, richiedendo spiegazioni e documenti. In mancanza di risposte soddisfacenti, potrai far valere queste contestazioni anche davanti a un giudice, riducendo eventualmente il dovuto.

6. E se il debito fosse già prescritto? Come faccio a saperlo?
Un debito è prescritto se è passato il termine di legge (solitamente 10 anni o 5 anni per molte prestazioni) senza che tu abbia mai ricevuto atti interruttivi validi. Per saperlo devi ricostruire l’ultimo pagamento o l’ultima comunicazione formale prima della lettera di Ortles 21. Se, ad esempio, non paghi dal 2015 e l’ultima raccomandata della banca risale al 2016, nel 2026 il diritto potrebbe essere prescritto. Può verificarlo con certezza un legale esperto, esaminando la documentazione . In caso di prescrizione, devi eccepirla espressamente: in una lettera di risposta o, se si finisce in giudizio, nel primo atto difensivo. Una volta riconosciuta, la prescrizione estingue il debito e nulla è più dovuto.

7. Come faccio a eccepire la prescrizione correttamente?
Meglio tramite un atto scritto inviato con mezzi tracciabili (raccomandata A/R o PEC) dove dichiari che “il credito vantato è estinto per intervenuta prescrizione ai sensi degli artt. 2934 e segg. c.c., essendo decorso il termine di legge senza atti interruttivi validi”. Diffidi quindi il creditore dal proseguire nella richiesta. Se la controparte insiste e ti cita in giudizio, riproporrai l’eccezione nelle tue difese in tribunale. L’ideale è farsi assistere da un avvocato, perché l’eccezione deve essere sollevata correttamente e tempestivamente. Ma già la lettera inviata da un legale che eccepisce prescrizione può indurre Ortles 21 a desistere, se effettivamente fondata.

8. Ho paura che andando da un avvocato spendo più della lettera di sollecito. Ne vale la pena?
Considera che un professionista può farti risparmiare importi ben maggiori di quello che spenderai per la sua parcella. Se grazie all’avvocato ottieni un saldo e stralcio al 30% del debito o eviti un pignoramento, il beneficio economico è notevole. Inoltre, spesso gli studi legali offrono una prima consulenza gratuita o a costo contenuto: ad esempio, lo Studio Monardo valuta il tuo caso preliminarmente e ti prospetta i costi in modo trasparente. Meglio investire qualcosa in tutela legale subito, che pagare magari migliaia di euro non dovuti o subire un pignoramento per non aver saputo reagire.

9. Posso rivolgermi a un organismo di composizione della crisi (OCC) per questo debito?
Sì, se la tua situazione rientra nel sovraindebitamento, puoi rivolgerti a un OCC (Organismo di Composizione della Crisi) del tuo territorio. Lì troverai gestori della crisi (come l’Avv. Monardo) che potranno analizzare la tua posizione globale e proporti se necessario un piano del consumatore o altre procedure. Tieni presente che l’OCC interviene quando c’è una pluralità di debiti o comunque uno squilibrio grave tra debiti e patrimonio. Se il debito con Ortles 21 è l’unico e magari di importo non enorme, probabilmente la via OCC/sovraindebitamento non è la più rapida: conviene negoziare direttamente con il creditore. Ma se hai molti debiti, l’OCC può aiutarti a mettere ordine e proporre un accordo collettivo.

10. Cosa significa che l’Avv. Monardo è “Gestore della crisi da sovraindebitamento” e “professionista OCC”?
Significa che ha una specifica qualifica, riconosciuta dal Ministero della Giustizia, per gestire le procedure previste dalla Legge 3/2012 (ora Codice della Crisi) per le persone sovraindebitate. In pratica può essere nominato dal giudice come figura terza che aiuta il debitore a elaborare un piano e verifica i requisiti, mediando con i creditori. Come professionista OCC, è abilitato a operare all’interno di un Organismo di Composizione della Crisi: ad esempio, può assumere l’incarico di liquidatore nella liquidazione controllata, o di attestatore nel piano del consumatore. Per te, significa avere a disposizione una competenza in più se dovessi intraprendere quelle procedure.

11. Se tratto un saldo e stralcio con Ortles 21, poi il mio nominativo verrà cancellato dalla Centrale Rischi (CRIF)?
Dopo un saldo e stralcio, normalmente il creditore rilascia una liberatoria che attesta la chiusura del debito “a stralcio”. Nelle banche dati dei cattivi pagatori, la posizione verrà aggiornata da “insoluto” a “chiuso a stralcio”. Questo non significa cancellazione immediata: l’informazione rimane visibile per un certo tempo (di solito 5 anni dal primo ritardo). Tuttavia, avere la liberatoria ti permette di dimostrare a future banche che il debito è stato definito, e col tempo la tua affidabilità creditizia migliorerà. Puoi anche inviare tu stesso la liberatoria alle centrali rischi per sollecitare l’aggiornamento. In alcuni casi, nei negoziati si può chiedere come condizione che il creditore richieda la cancellazione anticipata, ma non sempre è accordata. L’importante è che risulti “saldato”: da lì in poi, col trascorrere dei mesi, la tua situazione creditizia si normalizzerà.

12. Ortles 21 minaccia di farmi fallire o di mandarmi in carcere, è possibile?
No, si tratta probabilmente di espressioni intimidatorie prive di fondamento (che peraltro sarebbero illecite se pronunciate davvero). Per un privato cittadino non esiste il fallimento (vale solo per imprenditori di grandi dimensioni) né il carcere per debiti civili (il nostro ordinamento non prevede la detenzione per debiti, salvo casi particolari di reati). Se sei un piccolo imprenditore, oggi non si parla più di fallimento ma di liquidazione giudiziale, e comunque per debiti personali ciò non avviene. Quindi, nessuno ti “manderà in galera” per un prestito non pagato, né potrà dichiarare fallita una persona fisica. Diffida di chi usa queste minacce infondate: denota poca professionalità.

13. Ho scoperto che Ortles 21 ha acquistato il mio debito per pochi spiccioli: posso fare causa perché stanno lucrando su di me?
L’acquisto di crediti a prezzo scontato (ad esempio al 10% del valore) è legale e disciplinato dalle norme sulle cartolarizzazioni. Purtroppo per il debitore, la legge consente al cessionario di esigere comunque l’intero importo nominale del credito . Non c’è una base giuridica per contestare il fatto che “loro lo hanno pagato meno”. L’utile che ne ricavano è il loro business. Ciò che puoi fare è sfruttare questa informazione per trattare: sapendo che l’hanno pagato poco, hai margine per proporre un saldo e stralcio a una percentuale ragionevole (comunque superiore al loro costo d’acquisto). Ma non esiste un diritto a pagare solo quanto l’hanno acquistato. In giudizio, il giudice condannerebbe comunque al pagamento del debito pieno, se dovuto, indipendentemente da quanto Ortles l’ha pagato.

14. Posso rivolgermi all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) per questo problema?
L’ABF è un organismo stragiudiziale che risolve controversie tra clienti e banche/intermediari finanziari. Tuttavia, di solito tratta questioni contrattuali, errori, applicazione di interessi etc., non è competente sulla riscossione di crediti ceduti. Inoltre, quando un credito è ceduto a una società veicolo, questa spesso non aderisce all’ABF (non è una banca né un intermediario vigilato). Quindi l’ABF potrebbe dichiararsi incompetente. Potresti eventualmente rivolgerti all’ABF se, ad esempio, contesti alla banca originaria qualcosa (come il calcolo di interessi anatocistici prima della cessione), ma se il rapporto è chiuso e ceduto, non è la sede ideale. La via più appropriata resta la negoziazione diretta o il ricorso al giudice ordinario.

15. Ho altri debiti oltre quello con Ortles 21: devo trattarli uno per uno o posso fare qualcosa di unico?
Se hai più debiti (es. altre finanziarie, carte, fisco, mutuo), vale la pena considerare una procedura unitaria come il sovraindebitamento (piano del consumatore, accordo, ecc.) perché ti permette di affrontarli in un unico contesto e con criteri di equità tra creditori. In un piano del consumatore, ad esempio, includeresti tutti i debiti e proporresti che pagherai quello che puoi complessivamente, suddiviso magari in percentuali, sotto controllo del giudice . Questo evita che un creditore rimanga escluso o che tu debba fare acrobazie tra diverse trattative. Tuttavia, se il numero dei debiti è limitato e gestibile singolarmente (ad es. due o tre), puoi anche negoziare caso per caso. Dipende dalla tua capacità: un OCC/avvocato può consigliarti valutando importi e tipi di creditori. Spesso, si tenta prima la via stragiudiziale con i principali creditori; se non funziona o se il debito totale è ingestibile, si opta per la procedura globale.

16. Il debito con Ortles 21 era originariamente garantito da un’ipoteca su un immobile che avevo: rischiano di portarmi via la casa?
Se sul tuo debito originario (ad esempio un mutuo) c’è un’ipoteca iscritta su un tuo immobile, quella garanzia segue il credito anche dopo la cessione. Ortles 21 quindi potrebbe escutere l’ipoteca, ovvero chiedere l’esecuzione immobiliare. Ma per farlo deve comunque avere un titolo esecutivo giudiziale o stragiudiziale. Nel caso del mutuo, spesso la banca originaria aveva un contratto di mutuo fondiario che è titolo esecutivo di per sé, oppure un decreto ingiuntivo. Se Ortles 21 dispone di questo (perché ad esempio il mutuo era decaduto e c’era già precetto), potrebbe in teoria iniziare un pignoramento immobiliare quasi subito. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, i mutui ceduti hanno ipoteche su immobili di scarso valore o già venduti, oppure la società preferisce trattare a saldo. Cosa fare: verifica se l’ipoteca è ancora iscritta (dal Catasto o Conservatoria) e il suo grado. Se temi l’azione ipotecaria, è urgente concordare un piano o agire legalmente per guadagnare tempo (ad es. chiedendo un piano del consumatore che sospenda le esecuzioni). Ogni caso è a sé: la presenza di ipoteca rende il creditore più forte, ma non significa che non si possa negoziare (anche perché le esecuzioni immobiliari sono lunghe e costose, e Ortles potrebbe preferire una soluzione più rapida e certa).

17. Dopo aver risolto con Ortles 21, come posso prevenire problemi simili in futuro?
La lezione appresa dovrebbe portarti a: 1) tenere sotto controllo la tua situazione finanziaria, evitando di accumulare debiti oltre le tue possibilità; 2) in caso di difficoltà, non aspettare mai passivamente che i debiti marciscano, ma rivolgerti subito a un professionista o alla banca per trovare soluzioni (rinegoziazione, consolidamento, ecc.); 3) mantenere sempre aggiornata la tua residenza e reperibilità, così da gestire sul nascere qualsiasi comunicazione; 4) creare un piccolo fondo di emergenza se possibile, per affrontare spese improvvise o proporre stralci; 5) consultare periodicamente le proprie risultanze in Centrale Rischi o CRIF, per assicurarsi di non avere segnalazioni errate o vecchie posizioni aperte. In altre parole, pianificazione e informazione sono gli antidoti per evitare di trovarsi di nuovo in situazioni di crisi. E ricorda che la legge oggi offre strumenti di aiuto (come il sovraindebitamento) che prima non c’erano: quindi, non vergognarti di usarli se servono, perché servono proprio a dare ai cittadini sovraindebitati una seconda possibilità.

Esempi pratici di gestione del debito con Ortles 21

Per comprendere meglio come le strategie si applicano nella realtà, vediamo due simulazioni pratiche basate su casi ricorrenti:

💼 Caso 1: Debito prescritto e azzerato senza pagare. Lucia riceve a gennaio 2026 una lettera da Ortles 21 per un debito di 3.500€ relativo a una carta di credito non pagata. Lei ricorda di aver smesso di pagare nel 2018 e di non aver più sentito nulla dal 2019. Analizzando le carte, con l’aiuto dell’avvocato scopre che effettivamente l’ultimo sollecito scritto risale a più di 5 anni fa. Di conseguenza, quel debito (trattandosi di credito revolving, prescritto in 5 anni) è prescritto. Si invia una PEC a Ortles 21 eccependo la prescrizione e rifiutando il pagamento. Ortles 21 prova ancora a chiamarla offrendo “sconti” del 50%, ma Lucia rimane ferma: “il debito è prescritto, non devo nulla”. Esito: Ortles 21, compreso che l’obiezione è fondata e che in giudizio verrebbe accolta, abbandona la pratica. Lucia non paga nulla e ottiene conferma scritta della chiusura per prescrizione. (Morale: conoscere i propri diritti – in questo caso la prescrizione – ha permesso di risolvere senza esborso.)

💼 Caso 2: Debito non prescritto ma eccessivo, risolto con saldo e stralcio e piano del consumatore per il resto. Giovanni, piccolo imprenditore edile, ha un debito di 50.000€ con Ortles 21 derivante da un leasing macchinari ritirato dalla banca nel 2020. Inoltre ha 100.000€ di debiti con il Fisco e altre finanziarie. Ortles 21 minaccia un decreto ingiuntivo. Giovanni, assistito dall’Avv. Monardo, attiva subito un percorso di concordato minore (essendo imprenditore, propone la ristrutturazione di tutti i debiti) e ottiene dal tribunale la sospensione dei pignoramenti. Nel frattempo, negozia singolarmente con Ortles 21: fa presente che sta avviando la procedura e che, se non trovano un accordo, loro rientreranno pro-quota forse con meno. Offre quindi un saldo e stralcio di 20.000€ (40%) dilazionato in 6 mesi. Ortles 21 accetta, preferendo incassare subito. Giovanni, grazie a un aiuto familiare, paga i 20.000€ e Ortles 21 esce dalla procedura (debito stralciato con liberatoria). A quel punto, il concordato minore riguarda solo i restanti debiti: con l’importo risparmiato e alcuni beni venduti, Giovanni propone di pagare il 50% al Fisco e alle altre finanziarie in 4 anni. Il concordato viene approvato. Esito: Giovanni in pochi mesi ha messo in sicurezza la sua posizione: Ortles 21 chiusa con un forte sconto; concordato per il resto. Salva l’azienda e riduce l’indebitamento complessivo del 50%. (Morale: combinare accordi stragiudiziali e procedure formali può portare al miglior risultato globale.)

Questi esempi illustrano come, partendo da situazioni inizialmente allarmanti, si possano trovare soluzioni concrete e legali per uscire dall’indebitamento, a patto di agire con strategia e supporto specialistico.

Le più recenti sentenze in materia di crediti deteriorati e difesa del debitore

(In questa sezione elenchiamo alcune pronunce aggiornate e autorevoli che hanno inciso sulla materia dei crediti ceduti, della prescrizione e delle procedure di sovraindebitamento, fornendo principi utili a tutela del debitore.)

  • Cassazione Civile, Sez. Unite, sent. n. 2951/2016: Ha stabilito il principio generale che “la titolarità del credito è elemento costitutivo del diritto azionato e deve essere provata dall’attore”. In pratica, in caso di cessione, il nuovo creditore deve provare di aver validamente acquisito il credito , soprattutto se il debitore lo contesta. Questo principio è tuttora un faro nelle cause contro le società cessionarie.
  • Cassazione Civile, Sez. II, ord. n. 17123/2015: (confermata da Cass. 15714/2018) Ha chiarito i requisiti dell’atto interruttivo della prescrizione: deve contenere l’esplicitazione di una pretesa e un’intimazione chiara di adempimento. Mere sollecitazioni prive di tale intimazione non interrompono la prescrizione . Questa linea tutela il debitore da tentativi di “interruzione” blandi o ambigui.
  • Cassazione Civile, Sez. VI-2, ord. n. 7835/2022: Pronuncia recente (10 marzo 2022) che ha ribadito, in tema di sanzioni amministrative, che le lettere raccomandate di sollecito pagamento non sono atti tipici idonei a interrompere la prescrizione, se non rientrano nel procedimento previsto dalla legge . Questo rafforza l’idea che solo atti di costituzione in mora formali producono effetti interruttivi.
  • Cassazione Civile, Sez. III, sent. n. 25547/2025: Sentenza di ottobre 2025 (richiamata da molte altre) in cui la Cassazione ha confermato che, per i crediti ceduti in blocco ex art.58 TUB, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso di cessione può costituire prova sufficiente del trasferimento solo se consente di individuare senza dubbio il credito specifico del debitore tra quelli ceduti. In mancanza, il cessionario deve produrre altri documenti (elenchi dettagliati, dichiarazione di cedente etc.). Ciò tutela i debitori da cessioni poco trasparenti.
  • Cassazione Civile, Sez. I, sent. n. 841/2025: (Febbraio 2025) Anche qui la Suprema Corte ha annullato un decreto ingiuntivo perché la società cessionaria aveva prodotto solo l’avviso G.U. generico e non l’estratto dell’elenco crediti, rendendo impossibile verificare l’inclusione del credito del debitore. Riaffermato il principio che onus probandi è del cessionario .
  • Corte Costituzionale, sent. n. 245/2019: Pronuncia storica in materia di sovraindebitamento: la Consulta ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 7 L.3/2012 nella parte in cui non consentiva la falcidia dell’IVA nei piani del consumatore. In sostanza, da allora anche l’IVA (debito verso l’erario normalmente privilegiato) può essere parzialmente condonata in sede di sovraindebitamento. Ciò ha aperto maggiori possibilità di successo per i debitori, bilanciando l’interesse erariale con quello alla ripartenza del debitore onesto.
  • Corte Costituzionale, sent. n. 6/2024: (Gennaio 2024) Ha esaminato una questione relativa alla durata della liquidazione controllata nel Codice della Crisi, confermando che i beni sopravvenuti entro 4 anni dall’apertura vanno inclusi (per evitare furbizie di trasferimento di beni a procedura chiusa), ma al contempo sottolineando che la procedura di liquidazione non può protrarsi indefinitamente oltre tale termine, a tutela del diritto del debitore a una liberazione in tempi ragionevoli . Questo bilancia i diritti di creditori e debitori nelle procedure liquidatorie.
  • Tribunale di Milano, sent. 16.9.2021: (giurisprudenza di merito significativa) Ha negato efficacia probatoria alla semplice “dichiarazione di avvenuta cessione” prodotta in giudizio dal cessionario, se non accompagnata dal contratto o elenco dei crediti. Ha ritenuto che tale dichiarazione, predisposta unilateralmente per la causa, “non è né confessione né documento con valore sostitutivo del contratto”. Casi come questo mostrano che molti giudici di merito richiedono ancora al creditore cessionario uno sforzo probatorio concreto, altrimenti respingono le domande di pagamento .

(Ogni caso giudiziario ha le sue specificità, ma il trend degli ultimi anni è chiaro: c’è maggiore rigore verso le società acquirenti di NPL nel dover dimostrare i propri diritti, e c’è attenzione verso le tutele del debitore sovraindebitato, offrendo vie d’uscita legali anziché lasciarlo soccombere sotto i debiti.)

Conclusione

Affrontare una lettera di sollecito per debiti vecchi da parte di Ortles 21 S.r.l. può sembrare inizialmente spaventoso, ma come abbiamo visto è una sfida che si può vincere con le giuste informazioni e strumenti legali. In questo lungo approfondimento abbiamo esaminato ogni aspetto chiave: dalla verifica della legittimità del credito (spesso scoprendo vizi o prescrizioni che possono annullare o ridurre la pretesa) fino alle strategie di difesa e negoziazione (dall’opposizione nelle sedi giudiziarie competenti, fino all’accordo a saldo e stralcio con abbattimento dell’importo dovuto). Ci siamo addentrati nel quadro normativo italiano aggiornato a gennaio 2026, richiamando leggi e sentenze recenti che offrono importanti appigli: ad esempio, il riconoscimento che non tutti i solleciti interrompono la prescrizione o che il cessionario deve provare con documenti la titolarità del credito . Questi principi rafforzano la posizione del debitore diligente che decide di far valere i propri diritti.

Il messaggio fondamentale è che il debitore non è privo di difese. Al contrario, disponi di una “cassetta degli attrezzi” legale per reagire: puoi contestare somme indebite, paralizzare sul nascere azioni esecutive ingiuste, e persino ricostruire la tua vita finanziaria attraverso procedure come il piano del consumatore o l’esdebitazione totale . Ogni situazione è diversa, ma in tutti i casi agire tempestivamente è cruciale: le normative offrono soluzioni, ma spesso entro termini precisi o richiedono che il debitore si attivi (ad esempio, l’eccezione di prescrizione va sollevata subito, le rottamazioni vanno richieste entro la scadenza, ecc.). Rimandare o sperare che il problema scompaia può significare perdere opportunità o subire provvedimenti ormai difficili da ribaltare.

Un altro aspetto da sottolineare è l’importanza di farsi assistere da professionisti qualificati. Abbiamo visto come una trattativa condotta da un legale esperto possa portare a riduzioni sostanziali del debito, e come l’intervento di un Gestore della crisi possa aprire la porta a soluzioni che un singolo difficilmente otterrebbe da solo. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team di avvocati e commercialisti offrono proprio questo tipo di competenza integrata: conoscono sia le leve processuali (ricorsi, opposizioni, istanze di sospensione) sia le tecniche negoziali con banche e finanziarie, nonché l’utilizzo sinergico degli strumenti di legge più aggiornati (dalla Rottamazione-quinquies 2026 alle norme del nuovo Codice della Crisi). Rivolgersi a loro significa mettere la propria vicenda nelle mani di chi ha affrontato decine di casi analoghi con successo, e quindi sa immediatamente quali errori evitare e quali mosse funzionano.

In conclusione, non lasciare che una lettera di Ortles 21 determini il tuo destino finanziario. Hai ora una panoramica completa di come difenderti in modo legale, efficace e – perché no – anche proattivo: infatti, con i giusti passi potresti non solo bloccare il sollecito, ma anche cogliere l’occasione per fare pulizia generale dei tuoi debiti e ripartire su basi solide. Questi percorsi di soluzione richiedono determinazione, sì, ma i risultati giustificano l’impegno: evitare un pignoramento, risparmiare migliaia di euro, ritrovare la serenità economica sono traguardi raggiungibili.

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