Introduzione
Ricevere una lettera di sollecito da Locam Maior SPV per la riscossione di debiti risalenti nel tempo può generare preoccupazione e confusione. Molti debitori temono di dover pagare somme ingenti senza sapere se il credito sia effettivamente dovuto o se magari il termine di prescrizione sia già trascorso. Eppure, l’ordinamento italiano offre importanti tutele a chi riceve richieste da società di recupero crediti: dalla possibilità di contestare la legittimità della cessione del credito alla verifica della prescrizione, dall’accesso a strumenti deflattivi del contenzioso (come le nuove rottamazioni e lo stralcio dei mini-debiti) fino alle procedure di sovraindebitamento per ottenere un saldo e stralcio giudiziale o un accordo con i creditori. Conoscere queste opportunità consente al debitore di difendersi in modo efficace anziché subire passivamente le richieste.
In questo articolo, aggiornato al 22 gennaio 2026, approfondiremo la disciplina giuridica applicabile ai solleciti di pagamento per debiti ceduti a Locam Maior SPV. Analizzeremo le norme vigenti (codice civile, Testo Unico Bancario, norme speciali sulla riscossione) e le sentenze più recenti della Corte di Cassazione, nonché le procedure concrete per impugnare o gestire le richieste di pagamento. La prospettiva sarà quella del debitore: l’obiettivo è fornire uno schema pratico per reagire correttamente alla lettera, evitare errori comuni, individuare rapidamente i rimedi legali e negoziare accordi di saldo e stralcio vantaggiosi.
Chi siamo: avvocato cassazionista Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è avvocato cassazionista e coordina uno studio legale e fiscale che opera su tutto il territorio nazionale. Da anni assiste privati, piccoli imprenditori e professionisti in materia di diritto bancario, recupero crediti e contenzioso tributario. Il suo team multidisciplinare è composto da avvocati, commercialisti e consulenti esperti sia in diritto civile sia in diritto tributario, in grado di analizzare la posizione debitoria del cliente, impugnare atti illegittimi, ottenere sospensioni cautelari, proporre ricorsi nei tribunali ordinari e tributari, nonché condurre trattative di saldo e stralcio con banche, finanziarie e società di recupero crediti.
L’Avv. Monardo è inoltre Gestore della Crisi da Sovraindebitamento ai sensi della legge 3/2012, iscritto negli elenchi ministeriali presso un Organismo di Composizione della Crisi (OCC). È professionista fiduciario di un OCC ed Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021, abilitato a guidare gli imprenditori nella procedura di composizione negoziata e a siglare accordi con i creditori. Questa combinazione di competenze civilistiche, tributarie e concorsuali consente allo studio di offrire soluzioni complete al cliente: dall’analisi legale del sollecito di Locam Maior SPV alla verifica della prescrizione, dalla sospensione di eventuali esecuzioni alla presentazione di piani di rientro, fino ai ricorsi per difetto di prova del credito.
Perché questo tema è importante
Molti debitori ignorano che le società specializzate nella gestione di crediti deteriorati (NPL) come Locam Maior SPV devono dimostrare in giudizio l’esistenza e la titolarità del credito che richiedono. La Corte di Cassazione ha più volte ribadito che la pubblicazione dell’avviso di cessione nella Gazzetta Ufficiale, effettuata ai sensi dell’art. 58 del Testo Unico Bancario, ha valore di mera pubblicità-notizia e non è di per sé sufficiente: il cessionario deve fornire prova che il singolo credito contestato sia effettivamente incluso nel portafoglio ceduto . Inoltre, la normativa sulla prescrizione prevede che la maggior parte dei diritti si estingue in dieci anni (art. 2946 c.c.), mentre interessi e importi periodici si prescrivono in cinque anni . Ciò significa che una richiesta di pagamento per un debito molto vecchio va sempre verificata attentamente: se i termini sono decorsi senza atti interruttivi validi, la pretesa è infondata e può essere respinta.
L’articolo sarà strutturato in modo sequenziale e pratico. Dopo il contesto normativo iniziale, vedremo la procedura da seguire passo-passo appena si riceve la lettera, le strategie difensive da adottare e i principali strumenti alternativi (rottamazione, definizione agevolata, sovraindebitamento) per risolvere il debito. In fondo troverai tabelle riassuntive, una sezione FAQ con le domande frequenti, e alcune simulazioni pratiche con esempi numerici reali. Ogni tematica sarà corredata di riferimenti normativi e giurisprudenziali, per garantire una trattazione autorevole e aggiornata al gennaio 2026.
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Contesto normativo e giurisprudenziale
In questa sezione analizziamo il quadro giuridico di riferimento: le norme sulla cessione dei crediti, i termini di prescrizione, le regole sulla riscossione e sugli strumenti di definizione agevolata, con particolare riguardo ai debiti bancari (o finanziari) e tributari ceduti a Locam Maior SPV. Citeremo le disposizioni principali e le pronunce più recenti, evidenziandone i passaggi chiave.
Cessione del credito e onere della prova
- Articolo 58 del Testo Unico Bancario (D.Lgs. 385/1993) – Disciplina le cessioni in blocco di rapporti giuridici da parte di banche e intermediari finanziari. La cessione diviene efficace verso i debitori ceduti mediante pubblicazione dell’avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale, sostituendo la notifica individuale . Le garanzie (ad es. ipoteche) rimangono in vigore e il debitore, per 3 mesi dalla pubblicazione, può pagare sia al cedente sia al cessionario; trascorso tale termine deve pagare al cessionario. Importante: l’avviso in G.U. ha efficacia di pubblicità-notizia (opponibilità ai debitori), ma non costituisce di per sé prova dell’inclusione del singolo credito ceduto – questo aspetto sarà chiarito dalla giurisprudenza citata oltre.
- Articoli 1260–1264 c.c. – Regolano la cessione ordinaria del credito. In generale il credito può essere ceduto senza il consenso del debitore (art. 1260), salvo che abbia natura strettamente personale o sia pattuito il contrario. L’art. 1264 c.c. stabilisce che la cessione ha effetto verso il debitore solo quando questi l’ha accettata o gli è stata notificata; prima della notifica (o della conoscenza formale) il debitore che paga al cedente è liberato. Ciò significa che, finché il debitore non riceve notizia formale della cessione, un pagamento fatto al creditore originario lo libera dall’obbligazione. Tuttavia, nel caso di cessioni in blocco ex art. 58 TUB viste sopra, la pubblicazione in G.U. tiene luogo di notifica.
- Cassazione civile – ord. n. 34641/2025 e n. 601/2026 – La Suprema Corte ha recentemente ribadito che la pubblicazione dell’avviso di cessione in G.U. ex art. 58 TUB ha funzione di pubblicità-notizia e non perfeziona di per sé il trasferimento . In caso di contestazione specifica da parte del debitore, il cessionario deve dimostrare l’inclusione di quello specifico credito nell’operazione di cessione, fornendo prova documentale della propria legittimazione (es. produzione del contratto di cessione e relativi allegati) . In assenza di tali prove (non bastando il generico avviso in Gazzetta), il giudice deve ritenere non provata la titolarità del credito in capo al cessionario e quindi rigettarne le pretese. Questo principio aumenta la tutela per il debitore: è sufficiente una contestazione mirata sulla cessione perché scatti l’onere, per Locam (o chi per essa), di esibire in giudizio documenti dettagliati che colleghino con certezza il tuo singolo debito al portafoglio ceduto .
- Prescrizione dei crediti – La prescrizione estintiva estingue il diritto del creditore dopo il decorso di un certo tempo senza atti interruttivi (art. 2934 c.c.). Il termine ordinario di prescrizione è 10 anni (art. 2946 c.c.) per i diritti non soggetti a termini più brevi. Fanno eccezione molti crediti di natura periodica o accessoria: ad esempio, interessi e rate si prescrivono in 5 anni (art. 2948, n.4 c.c.) . Ciò vale sia per interessi civili sia per interessi su somme dovute all’erario: la Cassazione a Sezioni Unite ha confermato che le sanzioni tributarie e gli interessi seguono sempre il termine breve quinquennale, essendo obbligazioni accessorie autonome rispetto al tributo principale . Esistono poi termini speciali: ad es., le bollette di utenze si prescrivono in 5 anni; i contributi previdenziali in 5 anni (salvo atti interruttivi come avvisi di addebito); le cartelle esattoriali per imposte come IRPEF si prescrivono in 10 anni (termine ordinario in mancanza di termine speciale), mentre per IVA e molte tasse locali il termine è 5 anni per disposizione di legge. È fondamentale individuare la categoria di ogni debito per capire il termine applicabile. Ricordiamo inoltre che, in caso di notifica di un titolo esecutivo (es. decreto ingiuntivo non opposto, sentenza passata in giudicato), il credito si “cristallizza” nel titolo e rinasce un nuovo termine di prescrizione decennale (art. 2953 c.c.): ad esempio, se Locam ottiene un decreto ingiuntivo e questo diventa definitivo, il credito segue il termine di 10 anni dal passaggio in giudicato del decreto.
- Rottamazione-quinquies (Legge n. 199/2025) – La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, commi 82–101) ha introdotto una nuova definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della Riscossione, denominata Rottamazione-quiquies. La misura riguarda tutti i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 e consente ai contribuenti di estinguere i debiti versando solo il capitale e le spese (sono azzerati interessi, sanzioni e aggio di riscossione) . I vantaggi includono la sospensione delle azioni esecutive e delle misure cautelari una volta presentata la domanda, e la possibilità di rateizzare il pagamento fino a 54 rate (in 5 anni) . Per aderire occorre presentare istanza entro il 30 aprile 2026 tramite il portale online di Agenzia Entrate-Riscossione, indicando i debiti che si vogliono definire e il numero di rate desiderate. L’Agente della Riscossione comunicherà l’importo dovuto entro il 30 giugno 2026 e il pagamento (unica soluzione o prima rata) va effettuato entro il 31 luglio 2026 . In caso di pagamento rateale, dal 1° agosto 2026 sugli importi dilazionati si applicano interessi ridotti al 3% annuo. È richiesto di rinunciare ad eventuali giudizi pendenti relativi ai carichi rottamati (cause tributarie in corso) per perfezionare l’adesione . Da notare che chi era decaduto dalla precedente rottamazione-quater può comunque accedere alla quinquies .
- Stralcio dei mini-debiti (Legge n. 197/2022, art. 1 c. 222) – La legge di bilancio 2023 ha previsto l’annullamento automatico al 31 marzo 2023 dei debiti di importo residuo fino a 1.000 euro affidati all’Agente della Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2015 . L’annullamento ha riguardato capitale, interessi e sanzioni per i debiti verso amministrazioni statali, agenzie fiscali ed enti previdenziali. Per i debiti verso enti locali (Comuni, multe stradali, ecc.) il legislatore ha previsto solo lo stralcio di interessi e sanzioni, mentre il capitale (es. l’importo della multa) è rimasto dovuto . Sono stati esclusi dallo stralcio automatico i debiti per risorse UE, i danni erariali per sentenze Corte dei Conti, le sanzioni penali e l’IVA all’importazione. In molti casi gli enti locali hanno deliberato di non applicare lo stralcio: in tal caso il mini-debito resta dovuto per intero. Se ricevi una richiesta di pagamento per un importo sotto 1.000 € rientrante in queste categorie, verifica se sia già stato annullato per legge: in caso affermativo, puoi eccepire lo stralcio e pretendere l’immediata cancellazione del debito.
- Saldo e stralcio 2019 (Legge n. 145/2018) – Si tratta di una definizione agevolata riservata (all’epoca) alle persone fisiche in difficoltà economica, con ISEE fino a 20.000 euro. Riguardava i carichi affidati dal 2000 al 2017 relativi a imposte dichiarate e contributi previdenziali di casse professionali . I beneficiari pagavano soltanto una percentuale dei debiti: il 16% se ISEE ≤ 8.500 €, il 20% se ISEE tra 8.500 e 12.500 €, il 35% se ISEE > 12.500 € (oppure 10% per debitori già in procedura di liquidazione) . In tutti i casi interessi e sanzioni venivano annullati. La domanda andava presentata entro aprile 2019, quindi oggi questa misura non è più attiva. Tuttavia, è utile citarla perché costituisce un precedente parametro: le percentuali previste (dal 16% al 35%) possono essere un riferimento nelle trattative private di saldo e stralcio con creditori come Locam, per sostenere la ragionevolezza di un abbattimento significativo del debito in caso di difficoltà economica documentata.
- Sovraindebitamento (Legge 3/2012 e D.Lgs. 14/2019) – La legge 3/2012 (c.d. “salva suicidi”) – oggi rifusa nel nuovo Codice della Crisi (D.Lgs. 14/2019) – consente ai debitori civili non fallibili (privati, consumatori, piccoli imprenditori) di ottenere l’esdebitazione, ossia la liberazione dai debiti, attraverso tre procedure: il piano del consumatore, l’accordo di ristrutturazione e la liquidazione del patrimonio. In questa sede interessa il piano del consumatore (se il debitore è persona fisica con debiti personali) o l’accordo con i creditori (per piccoli imprenditori o professionisti): si tratta di proposte di pagamento parziale dei debiti, commisurate alle risorse disponibili, soggette all’omologazione da parte del tribunale. Il deposito della domanda apre una procedura avanti all’OCC e sospende le azioni esecutive in corso per 120 giorni. Se il piano viene approvato dal giudice, diventa vincolante per tutti i creditori, compresi Locam e l’Agente della Riscossione, e consente di ridurre drasticamente i debiti chirografari . Al termine, il debitore ottiene la esdebitazione: la parte di debito non pagata nel piano viene cancellata. Queste procedure sono particolarmente efficaci quando il debitore ha molti debiti con diversi creditori e non riesce a farvi fronte: si realizza così una sorta di saldo e stralcio giudiziale con effetto definitivo, supervisionato dal tribunale.
(Nel nuovo Codice, per completezza, è prevista anche una procedura semplificata di liquidazione “di incapiente”, per debitori senza beni né reddito pignorabile, che consente l’esdebitazione immediata a determinate condizioni, ma esula dallo scopo di questo articolo.)
Procedura passo‑passo dopo la notifica della lettera
Ricevere una lettera da Locam Maior SPV può spiazzare, soprattutto se riferita a un vecchio rapporto ormai dimenticato. Di seguito indichiamo i passi essenziali da compiere per verificare la legittimità della richiesta e attivare le difese appropriate.
1. Verificare la data e il contenuto della lettera
- Data di ricezione: individua quando hai ricevuto la comunicazione. È arrivata tramite PEC, raccomandata A/R o semplice posta ordinaria? Se è una PEC, fa fede la data di consegna indicata nella ricevuta; se è una raccomandata cartacea, vale la data riportata sull’avviso di ricevimento firmato. Questi dettagli saranno importanti sia per calcolare eventuali termini (es. di opposizione) sia per stabilire se l’atto è stato notificato regolarmente.
- Identità del mittente: verifica che la lettera provenga effettivamente da Locam Maior SPV o da una società collegata (ad es. Locam Gestione S.r.l. che potrebbe agire come mandataria/servicer). Spesso nell’intestazione compaiono denominazioni come “Locam SPV” o simili. Controlla inoltre che vengano indicati i riferimenti del credito: numero di pratica o contratto originario, il nome del creditore cedente originale (es. la banca o finanziaria da cui nasce il debito), l’importo iniziale e il saldo attuale richiesto.
- Tipo di sollecito: la lettera specifica di che natura è la richiesta? Potrebbe essere un sollecito bonario (un semplice invito al pagamento), una diffida ad adempiere (messa in mora formale ai sensi dell’art. 1219 c.c.) oppure una vera e propria intimazione di pagamento pre-legale. Questa distinzione è cruciale: un sollecito informale non interrompe la prescrizione se non contiene gli elementi della costituzione in mora previsti dalla legge . Per interrompere la prescrizione l’atto deve infatti provenire dal creditore (o suo procuratore) ed esprimere una chiara ed esplicita richiesta di adempimento entro un termine, risultando notificato con data certa (artt. 1219 e 2943 c.c.). Una semplice lettera ordinaria o una telefonata non bastano. Inoltre, spesso le società di recupero inseriscono frasi minacciose del tipo “ultimo avviso prima del pignoramento” anche quando non dispongono ancora di un titolo esecutivo: si tratta di pressioni psicologiche non fondate giuridicamente. Se la lettera non è una vera intimazione legale, le “minacce” di pignoramento o ipoteca sono prematuri allarmismi. Attenzione: solo un atto giudiziario (decreto ingiuntivo notificato, precetto, ecc.) può preannunciare legittimamente un pignoramento in tempi brevi.
- Documenti allegati: verifica se la comunicazione contiene documenti a supporto. Ad esempio, l’avviso di cessione del credito (con gli estremi della pubblicazione in G.U.), il contratto di cessione o un suo estratto dove figura il tuo nominativo, eventuali copie di contratti originari (es. il contratto di finanziamento firmato con la banca) o di un decreto ingiuntivo se fosse già stato ottenuto in passato. Se il debito originario era una cartella esattoriale, potrebbe essere allegata copia della cartella stessa o di un avviso di intimazione dell’Agente della Riscossione. Controlla anche un eventuale estratto conto cronologico con il calcolo del saldo (capitale residuo, interessi, spese). In mancanza di documenti, prendi nota: l’assenza di prove allegate è un primo segnale di allerta e potrai richiederle formalmente (vedi passo 2).
2. Richiedere la prova dell’esistenza e della titolarità del credito
Dopo aver esaminato la lettera, è spesso consigliabile inviare una risposta scritta (meglio se tramite PEC oppure raccomandata A/R) in cui contesti formalmente la richiesta e chiedi documentazione dettagliata. Questo serve sia a manifestare la tua volontà di difenderti, sia a mettere alla prova la serietà della controparte. Nella richiesta dovresti domandare, in particolare, a Locam di fornire:
- Contratto di cessione (o estratto autentico) dal quale risulti che il tuo specifico credito è compreso nel portafoglio acquistato da Locam Maior SPV. In mancanza, almeno l’indicazione della data e numero di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso di cessione in blocco, e un elenco nominativo o documento equivalente che colleghi il tuo nominativo alla cessione.
- Atto di origine del debito: il contratto originario (es. contratto di mutuo, fido bancario, finanziamento, carta di credito, contratto di fornitura) oppure la copia della cartella esattoriale se il debito trae origine da tributi. Questo per verificare la validità originaria del credito, i tassi di interesse applicati, eventuali vizi contrattuali, ecc.
- Comunicazioni di cessione già inviate: se la banca o finanziaria cedente ti aveva comunicato la cessione del credito (spesso avviene con lettera semplice al domicilio del debitore), chiedi copia di tali comunicazioni o di qualsiasi atto notificato prima da altri soggetti relativo a questo debito.
- Situazione contabile dettagliata: un prospetto che distingua quota di capitale, interessi (con indicazione dei tassi e periodo di calcolo) ed eventuali spese legali o di recupero aggiunte. Spesso gli importi richiesti da questi intermediari includono interessi di mora su molti anni: è tuo diritto sapere esattamente come si compone la somma e verificare se non vi siano conteggi errati o non dovuti.
Questa richiesta non è solo legittima, ma rappresenta uno strumento di difesa strategico. In caso di contestazione specifica da parte del debitore, il cessionario ha l’onere di provare la propria pretesa in giudizio. La Cassazione ha ribadito che, a fronte di una contestazione puntuale del debitore, il nuovo creditore deve fornire prova documentale dell’inclusione del credito ceduto . Se Locam Maior SPV non è in grado di dimostrare di essere titolare del credito (ad esempio perché non esibisce il contratto di cessione o un attestato della banca cedente), la sua pretesa potrà essere contestata efficacemente in giudizio e respinta dal giudice. Pertanto, l’eventuale silenzio o risposta evasiva di Locam a fronte di una tua richiesta di prove gioca a tuo favore.
Nota: mantieni toni formali ma fermi nella lettera. Puoi ad esempio scrivere che “si contesta la richiesta in quanto non comprovata da idonei documenti” e che “si invita la società a trasmettere entro X giorni copia della documentazione” sopra elencata. Includi sempre riferimenti precisi (numero pratica Locam, tuo nome e indirizzo, ecc.) e conserva la ricevuta di invio (PEC o ricevuta postale). Questa lettera costituirà un elemento importante se in futuro dovrai dimostrare le tue contestazioni.
3. Calcolare la prescrizione del credito
Verificare se il debito sia prescritto è un passaggio fondamentale. Un credito prescritto, infatti, non è più esigibile legalmente, anche se la controparte lo richiede (starà a te eccepire la prescrizione, perché non opera d’ufficio). Ecco come procedere:
- Identifica la natura del debito: da quale rapporto origina? Se deriva da un finanziamento bancario (prestito personale, mutuo, carta di credito), in genere ogni rata non pagata si prescrive in 5 anni dal giorno della scadenza rata , trattandosi di prestazioni periodiche. Tuttavia, attenzione: se il contratto è stato risolto o decaduto per inadempimento, la banca potrebbe aver richiesto l’intero capitale residuo con atto formale; in tal caso potrebbe valere il termine di 10 anni sull’intero capitale (ma le singole rate scadute da oltre 5 anni restano prescritte). Se il debito riguarda una utenza (bolletta telefonica, energia) vale il termine breve (5 anni, o anche 2 anni per alcune utenze come luce e acqua dopo le recenti riforme). Per i contributi previdenziali non versati il termine è 5 anni (salvo contributi ante 1996 che avevano 10 anni, ma non entriamo troppo nel tecnico). Per le multe stradali, dopo la notifica iniziale del verbale, il diritto a riscuotere mediante cartella si prescrive in 5 anni. Insomma, ogni tipologia ha il suo termine: consulta la Tabella 1 in fondo per un riepilogo dei termini per i principali debiti.
- Ricostruisci la cronologia degli atti: una volta noto il termine applicabile (5 o 10 anni di solito), devi vedere se durante quel periodo sono avvenuti atti che hanno interrotto la prescrizione, facendo ripartire il termine da capo (art. 2943 c.c.). Cerca tra i tuoi documenti eventuali raccomandate, atti giudiziari o PEC ricevute negli anni scorsi relativi a quel debito. Ad esempio, la banca originaria ti aveva inviato una lettera di messa in mora? Oppure risulta che Locam (o altro cessionario precedente) ti avesse già contattato qualche anno fa con lettera raccomandata? O magari è stato notificato un decreto ingiuntivo in passato? Tutti questi sono atti interruttivi se fatti con le formalità di legge. Per essere valido, un atto interruttivo deve provenire dal creditore (o suo procuratore) e giungere al debitore in modo legale (notifica a mano tramite ufficiale giudiziario, o raccomandata A/R, o PEC se indirizzo digitale ufficiale) e contenere una chiara intimazione di pagamento o comunicazione del titolo . Atti meramente sollecitatori (come lettere ordinarie non tracciate o telefonate) non interrompono la prescrizione. Inoltre, atti viziati nella notifica potrebbero essere nulli e quindi inefficaci: es. se una raccomandata AR è stata inviata all’indirizzo sbagliato o la PEC proveniva da un indirizzo non certificato.
- Verifica la validità delle notifiche: questo punto è tecnico ma importante se ci sono stati atti. Una PEC è valida come notifica solo se inviata da un indirizzo PEC registrato ad un tuo indirizzo PEC (registro INI-PEC per imprese/professionisti o registro domicili digitali per i privati). Un atto inviato via PEC senza firma digitale o da PEC non ufficiale può essere nullo. Una raccomandata è valida se ha l’AR firmato da te o da convivente/familiare presso la residenza. Se hai cambiato indirizzo e l’atto è andato altrove, potresti non averne avuto conoscenza e potresti contestare la notifica. In ambito tributario, la Cassazione ha chiarito che la notifica di una cartella via posta senza relata (cioè senza essere effettuata da messo notificatore) non è valida . Insomma, esamina criticamente ogni atto: se presenta irregolarità, potrebbe non aver interrotto la prescrizione.
- Calcola i termini: individua la data dell’ultimo atto interruttivo valido. Da quella data inizia a conteggiare gli anni di prescrizione applicabili. Se, per esempio, l’ultima raccomandata valida che hai ricevuto risale al 2016, e si trattava di una diffida di pagamento per una carta di credito (5 anni di termine), allora dal 2016 al 2021 maturano 5 anni: il credito sarebbe prescritto già prima dell’arrivo della lettera di Locam (arrivata magari nel 2025). Se invece l’ultima intimazione valida è del 2020 e il termine è 10 anni, fino al 2030 Locam potrebbe ancora agire. Importante: la prescrizione di regola decorre dalla scadenza del debito (es. dalla rata impagata o dalla data di decadenza del prestito), non dalla data di cessione o altro. E, come detto, quando subentra un titolo esecutivo, da quello decorre un nuovo termine di 10 anni. Infine, ricorda che la prescrizione non è automatica: se il creditore agisce legalmente, dovrai essere tu a sollevare l’eccezione di prescrizione nel giudizio, altrimenti il giudice non la considererà.
4. Verificare l’efficacia dell’intimazione di pagamento
Spesso le lettere inviate da società come Locam contengono frasi intimidatorie del tipo: “ultimo sollecito prima di procedere legalmente con pignoramento” oppure “in mancanza di pagamento, attiveremo le procedure esecutive presso terzi o ipotecarie”. Prima di farti prendere dal panico, è necessario capire a che punto siamo dal punto di vista legale:
- Per avviare un pignoramento (di stipendio, conto corrente, auto, casa ecc.) il creditore deve essere in possesso di un titolo esecutivo. Un titolo può essere: una sentenza di condanna, un decreto ingiuntivo definitivo, una cartella esattoriale per tributi, o un mutuo fondiario con clausola esecutiva. Locam da sola, con un semplice sollecito, non può pignorare nulla . Se non ha ancora un titolo, deve prima ottenerlo (ad esempio tramite decreto ingiuntivo). Se invece nella lettera viene citato un titolo già esistente (es. “in forza del decreto ingiuntivo n… del Tribunale di …”), allora la situazione è più seria perché potrebbe già avere il titolo in mano.
- Verifica se esiste già un titolo: hai mai ricevuto in passato un decreto ingiuntivo da parte della banca originaria o da altro creditore su questo debito? Oppure un atto di precetto? A volte accade che società come Locam ereditino decreti ingiuntivi già ottenuti dalla banca cedente (magari anni fa, notificati magari ad un vecchio indirizzo). La lettera potrebbe non allegarlo ma fare riferimento a una “sentenza” o “decreto”: leggi bene. Se hai dubbi, puoi anche controllare il Registro SIPA (Registro pubblico delle procedure esecutive) o presso la cancelleria del Tribunale se risulta qualcosa a tuo nome. Sapere se esiste già un titolo cambia l’approccio: in caso affermativo, i tempi per reagire sono brevi (bisogna eventualmente opporre quel titolo se possibile, v. strategie difensive).
- Intimazione dell’Agente della Riscossione: un caso particolare è quando Locam agisce come mandatario per conto di Agenzia Entrate Riscossione (AER) su vecchi carichi. In tal caso, formalmente il titolo esecutivo potrebbe essere la cartella di pagamento emessa da AER. Occorre sapere che, se è trascorso più di un anno dalla notifica di una cartella esattoriale senza che sia iniziata esecuzione, l’Agente deve notificare un avviso di intimazione (art. 50 D.P.R. 602/1973) che dà al debitore 5 giorni per pagare . Se Locam (per conto di AER) minaccia pignoramenti ma non risulta notificato un avviso di intimazione negli ultimi 6 mesi – o se ne è passato oltre un anno dall’intimazione senza azioni – allora l’eventuale pignoramento sarebbe irregolare e potrai farlo annullare presentando opposizione. Questo dettaglio è tecnico, ma in sostanza: nel campo dei tributi, ogni volta che passa molto tempo, l’ente deve ri-attivare la procedura con un nuovo avviso prima di pignorare.
In sintesi, questo passo serve a ridimensionare eventuali toni minacciosi della lettera: senza titolo esecutivo non c’è alcuna esecuzione immediata possibile. E se un titolo c’è, va identificato per poterlo contestare nei termini di legge.
5. Valutare la possibilità di una definizione agevolata (rottamazione)
Domandati: il debito richiesto da Locam ha natura tributaria o contributiva (es. tasse, imposte, contributi previdenziali) e coinvolge l’Agenzia Entrate Riscossione? In caso affermativo, potresti usufruire delle definizioni agevolate previste dalla legge, invece di pagare per intero.
Come visto nel contesto normativo, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto la rottamazione-quinquies per i carichi affidati dal 2000 al 2023 . Ciò significa che se, ad esempio, Locam ti sta sollecitando per conto di AER il pagamento di vecchie cartelle esattoriali (magari relative a IVA, IRPEF o contributi INPS non pagati), puoi presentare entro il 30 aprile 2026 la domanda di definizione agevolata. Pagherai solo la quota capitale (oltre alle eventuali spese vive di notifica), mentre sanzioni e interessi saranno azzerati . Potrai inoltre dilazionare l’importo fino a 54 rate spalmate in 5 anni, con un interesse agevolato del 3% annuo a partire dal 1° agosto 2026 .
I vantaggi sono notevoli: aderendo alla rottamazione, decadono le sanzioni e gli interessi di mora maturati, le procedure esecutive vengono sospese (non possono attivare nuovi pignoramenti né proseguire quelli in corso, a patto di rispettare i pagamenti delle rate) , e hai una certezza sul piano di rientro.
👉 Che fare quindi? Se la lettera riguarda tributi, verifica se rientrano tra quelli definibili: devi controllare l’anno di affidamento all’Agente (indicato di solito nella cartella o negli estratti conto AER) e la tipologia (imposte da dichiarazione, contributi previdenziali, ecc., che sono inclusi). Se sì, non pagare subito Locam, ma attivati per presentare la domanda di rottamazione sul sito di Agenzia Entrate-Riscossione. Nella FAQ più avanti troverai indicazioni specifiche (es. “Posso aderire alla rottamazione se il mio debito è stato ceduto a Locam?”). Una volta presentata la domanda, informa eventualmente Locam che hai aderito alla definizione: ogni ulteriore azione di recupero dovrà fermarsi.
(Attenzione: se hai un ricorso pendente in Commissione Tributaria su quei debiti, dovrai rinunciare al giudizio per perfezionare la definizione agevolata. Valuta bene con un legale cosa conviene in termini economici.)
6. Verificare lo stralcio dei mini debiti
Se l’importo richiesto da Locam è relativamente piccolo, potrebbe rientrare nei mini debiti annullati per legge. In particolare, controlla l’importo residuo: è sotto 1.000 euro? E riguarda un carico affidato all’agente di riscossione tra il 2000 e il 2015? In tal caso, la legge n. 197/2022 ha disposto lo stralcio automatico al 31/3/2023 .
Ad esempio, supponiamo che Locam ti chieda 800 € per una vecchia multa del 2012. Questo debito rientra nella casistica: importo < 1000 €, anno di affidamento presumibilmente 2014 o 2015. Se l’ente creditore della multa è un’amministrazione statale (Polizia, Ministero), l’intero debito è stato annullato (capitale + interessi + sanzioni) e quindi nulla è dovuto . Se invece è un ente locale (Comune), la legge ha annullato solo interessi e sanzioni, mentre il capitale originario (l’importo della multa) rimane da pagare. Nel nostro esempio, ciò significherebbe che magari su 800 € richiesti, 500 € erano la multa e 300 € interessi: dovresti pagare solo 500 €.
In ogni caso, se sospetti che il tuo debito rientri nello stralcio, non correre a pagare. Invia piuttosto a Locam (e per conoscenza all’ente creditore originario) una comunicazione in cui eccepisci l’intervenuto annullamento ai sensi della L.197/2022 e chiedi conferma della cancellazione del debito o del suo ricalcolo netto del solo importo dovuto. Questo metterà pressione affinché adeguino la loro posizione contabile. Se invece ti dicono che l’ente locale ha “escluso” lo stralcio, fatti dare prova di ciò (la delibera comunale) e in ogni caso potrai beneficiare di rottamazione o altre soluzioni per l’importo residuo.
7. Considerare le procedure di saldo e stralcio o di sovraindebitamento
Dopo aver esplorato le opzioni sopra, resta l’ultima parte della strategia: la trattativa e le soluzioni globali. Se il tuo debito non rientra in nessuna rottamazione o stralcio automatico, oppure se preferisci chiudere la questione in via stragiudiziale senza lunghe cause, valuta queste due strade alternative:
- Saldo e stralcio negoziato: consiste nel negoziare direttamente con Locam un accordo transattivo in cui tu paghi solo una parte del debito e ottieni la liberazione completa. Questa soluzione è tanto più fattibile quanto più: (a) il credito è di difficile recupero (ad esempio perché potenzialmente prescritto o perché non ci sono garanzie/ipoteche a supporto), e (b) puoi dimostrare una seria difficoltà economica (reddito basso, famiglia a carico, nessun patrimonio aggredibile). Le società come Locam sono spesso disposte ad accettare una percentuale del dovuto – ad esempio il 20-30% del capitale – in un’unica soluzione, piuttosto che avviare costose azioni legali con il rischio di non recuperare nulla . È chiaro che ogni caso è a sé: la percentuale può variare. In alcuni casi, con debiti molto vecchi e persone nullatenenti, si sono chiusi saldi e stralci anche al 10% del valore nominale. Al contrario, se il debitore ha beni o redditi cospicui, la controparte farà meno sconti. Un utile riferimento sono proprio le soglie del Saldo & Stralcio 2019 menzionate prima: 16%, 20%, 35% in base all’ISEE . Pur non vincolanti, possono essere proposti come “criterio equitativo” (es.: “ho ISEE di 15.000 €, propongo il 35% come già previsto dallo Stato in casi simili”). Ricorda di farti mettere per iscritto l’eventuale accordo, che deve prevedere la rinuncia a ulteriori pretese da parte di Locam a fronte del pagamento concordato.
- Piano del consumatore o accordo di ristrutturazione dei debiti (Legge 3/2012): se hai molti debiti e una situazione di sovraindebitamento grave, la soluzione può essere rivolgersi al Tribunale con l’aiuto di un OCC. Come accennato, attraverso queste procedure puoi proporre di pagare, ad esempio, solo una quota dei tuoi debiti (in base a ciò che realisticamente puoi permetterti) e cancellare il resto, sotto controllo del giudice. Il vantaggio è che, una volta omologato, il piano impone a Locam (e a tutti i creditori chirografari) di accettare la decurtazione prevista, anche senza il loro consenso individuale. Inoltre, blocca tutte le azioni esecutive durante la trattativa e fino all’omologa . Questa strada richiede l’assistenza di professionisti specializzati (un Gestore della crisi nominato dall’OCC) e ha dei costi procedurali, ma può salvare situazioni disperate e portare alla cancellazione completa dei debiti residui con la cosiddetta esdebitazione. Nel contesto di Locam, se hai altri crediti pendenti, potresti inserire anche Locam nel piano e offrirle la stessa percentuale che offri agli altri (spesso i creditori chirografari prendono una percentuale bassa, a volte <10%). L’Avv. Monardo e il suo team, in qualità di Gestori della crisi da sovraindebitamento, possono assisterti in questo percorso più strutturato.
- Composizione negoziata della crisi d’impresa (D.L. 118/2021): infine, se il debitore è un imprenditore o professionista con un’attività in difficoltà (ad esempio hai un piccolo business indebitato anche con banche), esiste questo strumento introdotto di recente per evitare il fallimento. Con l’aiuto di un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio, puoi avviare trattative riservate con tutti i creditori per ristrutturare i debiti. Può concludersi con un accordo stragiudiziale oppure con un “concordato semplificato” omologato dal tribunale che cancella parte dei debiti. È meno onerosa e stigmatizzante di una procedura concorsuale tradizionale. Se Locam vanta crediti verso la tua impresa, potrai includerla in questa trattativa. Avendo l’Avv. Monardo la qualifica di Esperto Negoziatore della crisi d’impresa, il suo team saprà consigliarti anche su questa eventualità specialistica.
Difese e strategie legali
Oltre alle verifiche preliminari e agli strumenti deflattivi, esistono diverse strategie difensive vere e proprie da adottare qualora Locam Maior SPV decidesse di agire formalmente (ad esempio richiedendo un decreto ingiuntivo) o se si volesse contestare giudizialmente il debito. Qui esaminiamo le principali eccezioni e azioni legali a tutela del debitore.
Eccezione di mancata prova della cessione
Se Locam (o chi per essa in giudizio) non fornisce documenti sufficienti a dimostrare di aver effettivamente acquistato il credito, puoi eccepire il difetto di legittimazione attiva della controparte. In parole semplici, contesti che “quel soggetto non ha dimostrato di essere il mio creditore”. Come visto, la Cassazione ha chiarito che la pubblicazione in G.U. dell’avviso di cessione non prova da sola l’inclusione del singolo credito ceduto . Dunque in giudizio dovranno esibire il contratto di cessione o almeno l’estratto con l’elenco dei debiti ceduti, oppure un’attestazione della banca cedente che confermi la cessione di quella specifica posizione (come suggerito da alcune pronunce di merito). In mancanza, il giudice deve respingere la domanda del cessionario.
Cosa fare nella pratica? Se Locam ottiene un decreto ingiuntivo nei tuoi confronti, dovrai proporre opposizione entro 40 giorni dalla notifica, eccependo appunto che non è stata provata la titolarità del credito (oltre ad eventuali altre difese, come la prescrizione) . Se invece Locam ti cita in un giudizio ordinario (evento più raro) per chiedere il pagamento, presenterai la tua comparsa di risposta contestando la legittimazione. In entrambi i casi, la tua difesa chiederà al giudice di accertare l’inesistenza del diritto vantato da Locam per difetto di prova della cessione.
È molto utile, come già fatto al passo 2, aver formalizzato la contestazione per iscritto prima: ad esempio, se in sede di opposizione al decreto ingiuntivo puoi allegare la PEC che mandasti chiedendo i documenti e magari Locam non rispose o rispose in modo lacunoso, rafforzerai la tua posizione. Dimostrerai di aver sollevato per tempo il dubbio e la controparte non l’ha fugato.
In alcuni casi, questa eccezione può portare Locam a desistere o trovare un accordo transattivo favorevole, soprattutto se la documentazione della cessione è lacunosa. Tieni presente che spesso i portafogli di crediti ceduti sono enormi e non sempre la società acquirente ha immediatamente a disposizione tutte le pezze giustificative: far leva su questa mancanza di prova può essere risolutivo.
(Procedura in sintesi: 1) Contestazione formale tramite PEC/raccomandata chiedendo le prove della cessione; 2) Opposizione a decreto ingiuntivo entro 40 giorni se emesso, sollevando il difetto di legittimazione; 3) eventualmente istanza di esibizione in giudizio affinché Locam sia obbligata a produrre il contratto di cessione, sfruttando l’art. 210 c.p.c.)
Eccezione di prescrizione
Se dalle verifiche effettuate risulta che il debito era già prescritto prima della lettera di Locam (o anche prima dell’inizio del giudizio), devi assolutamente far valere questa eccezione. La prescrizione, come detto, non opera automaticamente: va eccepita dal debitore nella prima difesa utile.
In concreto, se ricevi un decreto ingiuntivo e sai (o ritieni) che il credito sia prescritto, dovrai presentare opposizione entro 40 giorni indicando dettagliatamente le date di decorrenza del debito e degli eventuali atti interruttivi, evidenziando che è trascorso il termine previsto (5 o 10 anni) senza atti validi . Ad esempio: “il credito deriva da fatture scadute nel 2015; l’ultimo sollecito ritualmente notificato risale al 2016; il decreto ingiuntivo è stato richiesto nel 2023, quindi oltre 5 anni dalla data dell’ultimo atto interruttivo: eccepo pertanto l’intervenuta prescrizione ai sensi degli artt. 2934 e 2946 c.c.”.
Nel giudizio, spetterà poi a Locam dimostrare il contrario, ossia provare che ci sono stati atti interruttivi nel periodo intermedio. Se non ci riesce, il giudice dichiarerà il diritto di credito estinto per prescrizione (con conseguente rigetto della domanda ingiuntiva).
È utile allegare alla difesa qualunque prova documentale delle date rilevanti: le copie delle raccomandate ricevute (con timbro postale), le buste, oppure dichiarare che “nessun atto interruttivo è mai stato notificato dal giorno X ad oggi”. Può aiutare anche un estratto della Centrale Rischi o di altre banche dati per dimostrare che il credito era classificato a sofferenza da anni senza azioni.
Se il giudizio è già in corso (ad esempio ti hanno citato o hai un pignoramento avviato), puoi far valere la prescrizione anche in quella fase: nell’opposizione all’esecuzione (ex art. 615 c.p.c.) la prescrizione del credito sottostante è una delle eccezioni ammesse . Ad esempio, se ti pignorano lo stipendio su un vecchio decreto ingiuntivo notificato 12 anni fa e rimasto dormiente, potrai eccepire che il titolo si è prescritto (i titoli esecutivi si prescrivono in 10 anni salvo atti di precetto che interrompono).
In sintesi: la prescrizione è un’arma potentissima del debitore, soprattutto in casi di debiti “vecchi” riattivati improvvisamente. Va però maneggiata con attenzione: analizza bene le date e fatti aiutare da un legale per calcolare i termini esatti. Una volta accertato di avere ragione, insisti su questa eccezione con decisione: se fondata, estingue completamente il debito e chiude ogni questione.
Eccezione di nullità del contratto di finanziamento
Un ulteriore filone difensivo – tipico soprattutto dei debiti bancari e finanziari – consiste nel contestare la validità originaria del rapporto da cui deriva il debito. Spesso i contratti di mutuo, conto corrente, prestito personale, carta di credito, ecc., possono presentare anomalie legali: tassi di interesse usurari, anatocismo (interessi su interessi non consentiti), clausole vessatorie non approvate specificamente per iscritto, costi occulti, oppure la mancata consegna dei documenti precontrattuali obbligatori (es. il documento di sintesi o, nel credito al consumo, il modulo SECCI).
Se emergono tali vizi contrattuali, il debitore può chiedere la nullità parziale del contratto, con conseguente ricalcolo del dovuto ed eventualmente la restituzione degli interessi o degli oneri indebitamente pagati. Ad esempio, se si accerta che il tasso di interesse applicato superava la soglia antiusura (Legge 108/1996), tutte le clausole di interesse possono essere dichiarate nulle e si dovrebbe restituire solo il capitale senza interessi, oppure – se già si pagarono interessi – si può chiedere di sottrarli dal dovuto.
Nel contesto Locam, questo approccio può essere usato in via riconvenzionale: se ti opponi a un decreto ingiuntivo, puoi aggiungere l’eccezione che “dal conto corrente sono stati addebitati interessi anatocistici illegittimi per € X, che vanno detratti”, oppure che “il tasso di mora del mutuo è usurario e quindi nulla la relativa clausola, con rideterminazione del saldo”. In alcuni casi, contestare l’usura può addirittura trasformarti da debitore a creditore (se hai pagato troppo). Anche se non sempre si arriva a tanto, è una leva per ridurre notevolmente il capitale richiesto .
Naturalmente serve una perizia tecnica di parte per quantificare queste eccezioni (soprattutto su conti correnti o mutui complessi). Tuttavia, spesso il solo sollevare tali questioni spinge la controparte a riconsiderare le sue pretese: potrebbe accettare un accordo più favorevole pur di evitare una causa tecnica lunga e costosa.
Questa difesa richiede l’assistenza di un avvocato esperto in diritto bancario e di consulenti tecnici. L’Avv. Monardo, che vanta grande esperienza in cause bancarie, saprà individuare se nel tuo caso ci sono margini per eccepire nullità contrattuali (ad es. mancanza di trasparenza, violazione del TUB, tassi non pattuiti chiaramente, errori nel calcolo interessi, ecc.). Molte operazioni aperte originariamente da banche poi fallite o dismesse e cedute a Locam presentano tali criticità: farle valere può portare a un forte abbattimento del debito o addirittura ad azzerarlo.
Opposizione a cartella di pagamento
Nel caso in cui la lettera di Locam si riferisca espressamente a una cartella esattoriale (ad esempio viene indicato un numero di cartella e un ente impositore), la strada corretta per agire è il ricorso al giudice tributario (Commissione Tributaria Provinciale, ora rinominata “Corte di Giustizia Tributaria di primo grado”). Il ricorso va presentato entro 60 giorni dalla notifica della cartella o dell’atto successivo impugnabile (art. 67 D.Lgs. 175/2024, che ha modificato i termini processuali tributari) . Se però tu non hai mai ricevuto prima la cartella in questione e la lettera di Locam è il primo avviso che te ne giunge, potresti essere fuori termine per impugnare la cartella stessa. In tal caso, la legge ti consente comunque di impugnare l’atto successivo notificato (ad es. un’intimazione o un pignoramento) eccependo i vizi della cartella originaria.
Le possibili difese da far valere nel ricorso tributario (o nell’opposizione all’esecuzione tributaria) includono:
- Nullità della notifica della cartella o dell’avviso di intimazione: ad esempio, mai ricevuti, o notificati a un indirizzo errato, o a mezzo PEC non conforme.
- Difetto di motivazione: la cartella deve contenere il dettaglio degli importi, imposta, interessi e aggio. Se Locam o AER non forniscono i calcoli, c’è vizio di motivazione (poco frequente, ma possibile).
- Prescrizione del tributo: come visto, molti tributi si prescrivono in 5 anni. Se la cartella è stata notificata in ritardo o sono passati oltre 5 anni tra atti consecutivi, si eccepisce prescrizione. Ad esempio, se la cartella IRPEF 2014 è stata notificata nel 2022, è tardiva; oppure se tra la cartella e l’intimazione sono passati 6 anni senza altro, il credito fiscale è prescritto .
- Mancata comunicazione della “delega di pagamento”: questo è un vizio specifico ad es. per l’imposta sostitutiva sui mutui, dove l’Agente deve allegare la prova che l’intermediario ha versato. Ma è dettaglio raro.
- Illegittimità di ipoteche o fermi amministrativi eventualmente minacciati: la legge vieta di iscrivere ipoteca su beni immobili se il debito complessivo è inferiore a € 5.000 (e anche sopra 5.000 ci sono procedure da seguire, come un preavviso). Similmente, il fermo amministrativo su veicoli non può essere iscritto per somme molto basse (in passato c’era soglia di € 50, oggi c’è prassi di non fermare sotto € 1.000). Se Locam minaccia tali misure in violazione di queste regole, potrai farle annullare.
In sostanza, anche sul fronte dei debiti fiscali ci sono varie armi processuali. L’importante è rispettare i termini di impugnazione: se la lettera Locam arriva e tu scopri una cartella del 2018 mai vista, devi attivarti subito con un professionista per preparare un ricorso tributario (o eventualmente un’istanza in autotutela all’ente creditore, che però non sospende i termini). L’Avv. Monardo, che si occupa anche di contenzioso tributario, potrà individuare i vizi giusti e depositare il ricorso nei termini, chiedendo anche la sospensione dell’efficacia della cartella se necessario.
Sospensione dell’esecuzione
Se la situazione evolve negativamente – ad esempio Locam (o AER per essa) procede con un atto di precetto o addirittura con un pignoramento – è fondamentale sapere che puoi chiedere con urgenza la sospensione dell’esecuzione.
Nel processo esecutivo civile (pignoramenti immobiliari, mobiliari, presso terzi) il debitore può proporre opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. sostenendo, ad esempio, che il credito non esiste o non è esigibile (perché prescritto, perché manca il titolo, perché già pagato ecc.). Contestualmente può presentare un’istanza al giudice dell’esecuzione per sospendere la procedura in via cautelare , soprattutto se è già fissata una vendita o se c’è il rischio di danno grave. Il giudice valuterà se ci sono fondati motivi (ad esempio una prescrizione evidente, un vizio del titolo) e può bloccare temporaneamente l’esecuzione in attesa della decisione sull’opposizione.
Nel campo tributario, se subisci un pignoramento da AER, puoi chiedere la sospensione al presidente della sezione tributaria una volta depositato il ricorso, dimostrando che l’esecuzione ti causerebbe un danno grave e irreparabile e che il ricorso ha buone chance (fumus boni iuris). A volte è richiesto di prestare una garanzia (fideiussione) per ottenere la sospensione, ma in situazioni personali difficili i giudici tributari possono soprassedere.
In ogni caso, tempestività è la parola d’ordine: non appena ti viene notificato un atto esecutivo (precetto, atto di pignoramento), contatta immediatamente il tuo avvocato. Ci sono termini strettissimi (spesso 20 giorni per il precetto, o prima dell’udienza di vendita) per attivarsi. L’Avv. Monardo e il suo team hanno esperienza nel predisporre in tempi record ricorsi in opposizione e istanze cautelari per congelare pignoramenti, iscrizioni ipotecarie e fermi amministrativi, proteggendo così stipendio, casa e conti nell’immediato.
Transazione e saldo e stralcio
Parallelamente alle difese giudiziali, rimane sempre aperta la possibilità di una soluzione bonaria della vicenda, tramite un accordo transattivo. Come già accennato, le società di recupero crediti sono spesso disponibili a chiudere la posizione a stralcio, specialmente quando comprendono che il debitore sta attivando difese serie o versa in condizioni economiche precarie.
Una transazione può assumere varie forme, ad esempio:
- Pagamento in unica soluzione di una percentuale del dovuto (spesso tra 20% e 50% a seconda dei casi) .
- Rateizzazione breve (6–12 mesi) di un importo concordato, di solito senza ulteriori interessi, per agevolare il debitore.
- Cancellazione di pregiudizi: ad esempio la rimozione della segnalazione in centrale rischi o CRIF, la rinuncia alle ipoteche iscritte, la cancellazione di fermi amministrativi sull’auto – il tutto una volta completato il pagamento pattuito .
Per negoziare efficacemente un saldo e stralcio è consigliabile prepararsi bene. Bisogna presentare alla controparte un “dossier” che dimostri che:
- Il debitore è meritevole di uno sconto consistente perché non ha risorse per pagare interamente. Qui tornano utili documenti come l’ISEE, le ultime buste paga (che magari evidenziano già trattenute o pignoramenti in corso), spese mediche o familiari straordinarie, stato di disoccupazione, ecc.
- Ci sono potenziali criticità legali nella loro pretesa (prescrizione maturata, problemi di prova della cessione, vizi contrattuali come l’usura, ecc.). Far capire a Locam che il recupero giudiziale sarà tutt’altro che facile può spingerli ad accontentarsi di meno.
- Si ha comunque la volontà di pagare qualcosa subito pur di definire: occorre formulare una proposta concreta, con un importo realistico e tempi certi. Meglio proporre poco ma subito (es. tot entro 60 giorni) che di più ma in futuro: la liquidità immediata ha valore per questi creditori.
Trattare da soli può essere arduo: i negoziatori di queste società tendono a usare toni decisi e psicologicamente pressanti. Farsi affiancare da un legale esperto sposta l’ago della bilancia. L’Avv. Monardo e il suo staff sono abituati a condurre trattative con banche e società di recupero NPL su base quotidiana. Sapranno individuare il margine di riduzione ottenibile e impostare la trattativa nella maniera più favorevole. Inoltre cureranno che l’accordo venga formalizzato per iscritto in modo blindato, prevedendo ad esempio che:
- Il pagamento concordato sarà “a saldo e stralcio di ogni pretesa” sul credito tal dei tali.
- Locam (o chi per essa) rinuncia irrevocabilmente ad agire per il residuo e non cederà ulteriormente eventuali somme non pagate.
- Eventuali segnalazioni negative in banche dati saranno eliminate (cancellazione CRIF, etc.) .
- In caso di transazione riguardante una causa in corso, ciascuno paga le proprie spese legali oppure magari le spese vengono annullate (così da non avere sorprese di parcelle aggiuntive).
Un accordo ben fatto permette di tirare una riga definitiva sul passato e ripartire puliti. Anche a livello psicologico, ricevere la quietanza liberatoria e vedere chiusa la posizione è liberatorio. Certo, bisogna trovare le risorse per pagare l’importo pattuito, ma spesso ci si accorda anche su cifre modeste se il contesto lo giustifica.
Ricorda: qualsiasi offerta tu faccia verbalmente o telefonicamente, seguila sempre con una conferma scritta via PEC; e non inviare mai soldi senza avere prima la lettera di accettazione del saldo e stralcio firmata dal creditore.
Strumenti alternativi: rottamazioni, definizioni agevolate, sovraindebitamento
Negli ultimi anni il legislatore ha varato diverse misure di “pace fiscale” e procedure concorsuali semplificate per aiutare i debitori a definire i propri debiti, specialmente quelli tributari e contributivi. Riassumiamo qui i principali strumenti e valutiamo come si applicano alle richieste di Locam Maior SPV.
Rottamazione‑quinquies (2026)
- Che cos’è: una definizione agevolata introdotta dalla L. 199/2025 (Bilancio 2026) per tutti i contribuenti (persone fisiche e giuridiche) .
- Debiti ammessi: i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, relativi a imposte risultanti da dichiarazioni e controlli (artt. 36-bis e 36-ter DPR 600/1973; artt. 54-bis e 54-ter DPR 633/1972) e contributi INPS non da accertamento . In pratica, tasse e contributi ordinari non pagati.
- Debiti esclusi: sono esclusi quelli riguardanti risorse UE, aiuti di Stato da recuperare, sanzioni penali e l’IVA all’importazione . Inoltre, se un debito era già stato inserito in rottamazione-quater e risultava regolarmente pagato fino a settembre 2025, non si può “ricalcolarlo” in quinquies (ma chi è decaduto dalla quater, invece, può aderire alla quinquies) .
- Benefici: cancellazione totale di sanzioni, interessi di mora e oneri di riscossione (aggio) ; pagamento solo del capitale e delle eventuali spese vive (spese di notifica, spese per procedure già avviate). Sospensione immediata delle procedure esecutive appena si presenta la domanda (le nuove azioni esecutive sono vietate e quelle in corso sono sospese fino al termine per il pagamento della prima rata) . Possibilità di rateizzare l’importo dovuto fino a 54 rate (18 semestrali in 3 anni, ma la legge 2026 amplia a 54 mensili in 5 anni, come visto) . Nessuna sanzione aggiuntiva in caso di pagamento puntuale.
- Come aderire: bisogna presentare la domanda telematica sul portale AER entro il 30/04/2026 . Nella domanda si selezionano le cartelle/avvisi da definire. Entro il 30/06/2026 l’Agente invierà la comunicazione di accoglimento con l’ammontare dovuto. Pagando la prima rata entro il 31/07/2026 (o l’unica soluzione), la definizione si perfeziona .
(Nota: il tardivo o omesso pagamento di una rata comporta la decadenza dalla rottamazione, con perdita dei benefici e ripresa delle azioni di recupero per l’intero debito, come chiarito anche nelle FAQ più avanti.)
Stralcio mini‐debiti (2023)
- Ambito: riguarda i debiti residui fino a € 1.000 affidati agli Agenti della riscossione dal 2000 al 2015 .
- Annullamento automatico: se il debito è verso enti statali (Erario) o enti previdenziali nazionali (es. INPS), è stato disposto l’annullamento integrale del debito (capitale + interessi + sanzioni) con effetto al 31 marzo 2023 . Il contribuente non deve fare nulla: l’Agente ha provveduto d’ufficio a stornare queste partite (salvo comunicarlo nella situazione debitoria online).
- Stralcio parziale per enti locali: per i carichi di Comuni, Province, Regioni, lo stralcio di legge ha riguardato solo interessi e sanzioni, mentre rimane dovuto il capitale (e l’aggio) . Molti Comuni però, per non perdere gettito, hanno emesso entro gennaio 2023 delibere per non applicare neppure lo stralcio parziale. Quindi è un ambito un po’ complicato: bisogna verificare caso per caso.
- Esclusioni: identiche a quelle già menzionate (aiuti di Stato, danni erariali, multe penali, IVA import).
- Stato attuale: ormai l’operazione stralcio si è conclusa. Se rientravi, dovresti vedere quei debiti azzerati nell’estratto conto AER. Se Locam o altri ancora li richiedono, c’è qualcosa che non va. Puoi segnalare la cosa e, in caso di inerzia, far valere lo stralcio in sede di ricorso.
(In sintesi: questo strumento ha già dispiegato i suoi effetti. Per il nostro lettore significa che, se la lettera Locam riguarda un importo piccolo che avrebbe dovuto essere annullato, potrà opporsi al pagamento appellandosi a questa normativa.)
Saldo e stralcio 2019 (Legge 145/2018)
- Beneficiari originari: persone fisiche con ISEE ≤ 20.000 € in situazione di comprovata difficoltà.
- Debiti ammessi: carichi affidati dal 2000 al 2017 relativi a imposte dichiarate e contributi (anche casse professionali). Escluse le multe stradali e l’IVA.
- Percentuali da pagare: variabili in base all’ISEE familiare:
- 16% del dovuto se ISEE ≤ 8.500 € ,
- 20% se ISEE 8.500–12.500 €,
- 35% se ISEE > 12.500 €,
- (10% per chi aveva aperto liquidazione del patrimonio ex L.3/2012).
- In aggiunta, bisognava pagare l’aggio e le spese di notifica.
- Benefici: totale cancellazione delle sanzioni e degli interessi di mora (simile a una rottamazione ma con ulteriore abbattimento sul capitale).
- Stato: scaduto, domanda andava fatta entro 30/04/2019. Oggi non è più attivo.
Come detto, resta utile come termine di paragone: se tu oggi, debitore in difficoltà, proponi a Locam un saldo e stralcio e hai ISEE basso, puoi legittimamente proporre di pagare il 20% o meno, segnalando che “lo stesso Stato ha ritenuto equo far pagare solo il 16–35% a persone in mia situazione”.
Definizione agevolata 2023 (rottamazione-quater)
- La legge di bilancio 2023 (L.197/2022, commi 231–252) ha introdotto una rottamazione simile alla quinquies ma limitata ai carichi 2000–2022, con pagamento in 18 rate fino al 2027 . Molti potrebbero avervi aderito l’anno scorso. Se però qualcuno è decaduto da essa per mancato pagamento rate, ora può aderire alla quinquies. Se invece è in regola con tutti i pagamenti, quei debiti sono già sistemati e Locam non dovrebbe chiederli (se lo facesse, occhio: segnalerebbe confusione nei loro archivi).
(Abbiamo menzionato la quater per completezza storica, ma ai fini pratici l’attenzione è sulla quinquies attuale.)
Sovraindebitamento (Legge 3/2012 e D.Lgs. 14/2019)
Concludiamo con le procedure di sovraindebitamento, già illustrate in parte. In sintesi, se un soggetto sovraindebitato (incapace di pagare i propri debiti con patrimonio liquidabile o redditi) vuole evitare pignoramenti a raffica e uscirne dignitosamente, può rivolgersi all’OCC e proporre un piano del consumatore (se i debiti sono in gran parte personali/consumo) o un accordo con i creditori (se ha un’attività o comunque debiti anche professionali).
- Il piano del consumatore non richiede il voto dei creditori: viene valutato dal giudice, che se lo reputa fattibile ed equo lo omologa anche con il dissenso dei creditori. Prevede in genere che il debitore versi mensilmente ai creditori una somma sostenibile per qualche anno, oppure che liquidi parte dei beni, ottenendo alla fine la cancellazione di tutti i debiti residui.
- L’accordo di ristrutturazione invece richiede l’adesione di almeno il 60% dei crediti (in valore). È più negoziale: i creditori votano sulla proposta di accordo. Una volta raggiunte le maggioranze e omologato dal tribunale, è vincolante per tutti.
- La liquidazione del patrimonio è la terza via: il debitore mette a disposizione tutti i suoi beni (eccetto quelli impignorabili, ad esempio mobili di casa, stipendi minimi, etc.) e dopo 4 anni ottiene l’esdebitazione di ciò che non è stato pagato. È una sorta di “fallimento personale”, da usare se non si hanno risorse per fare un piano.
Con riferimento a Locam, è importante capire che se avvii una procedura di sovraindebitamento: – Locam dovrà sospendere qualsiasi azione esecutiva (lo impone la legge). – Potrai includere il debito Locam nel piano/accordo e prevedere di pagarlo solo in parte (spesso una piccola percentuale insieme agli altri creditori chirografari). – Se la procedura va a buon fine, Locam sarà obbligata ad accettare la somma ridotta e non potrà più pretendere il resto.
I costi di queste procedure sono proporzionati al debito totale e al lavoro dell’OCC, ma spesso – per chi ha molti debiti – sono l’unica via per evitare soluzioni traumatiche (pignoramenti multipli, sfratti, ecc.). L’Avv. Monardo, essendo Gestore OCC, potrà fin da subito dirti se sei eleggibile e quale procedura conviene, fornendoti anche una stima dei costi e tempi.
Errori comuni da evitare
Molti debitori, per inesperienza o paura, compiono errori che finiscono per peggiorare la loro situazione. Ecco i 5 sbagli più frequenti e come evitarli:
- Pagare subito senza verificare: presi dal panico, alcuni effettuano un pagamento (magari piccolo, un acconto) appena ricevuta la lettera, “per tenere buono il creditore”. Questo è un errore grave: un pagamento, anche parziale, può costituire riconoscimento del debito e far ripartire la prescrizione da zero . Inoltre potresti versare soldi per un debito che magari era già prescritto o non dovuto. Mai pagare o firmare piani di rientro senza prima aver consultato un esperto e senza aver analizzato a fondo la legittimità del debito!
- Ignorare la lettera: cestinare la comunicazione pensando “non può farmi nulla” è altrettanto rischioso. Se ignori il sollecito, la controparte potrebbe procedere ottenendo un decreto ingiuntivo (in genere lo ottiene in 1-3 mesi) e poi notificartelo magari a un vecchio indirizzo. Oppure, in caso di debiti tributari, potrebbe attivare misure esecutive come fermi o pignoramenti dopo l’intimazione. Anche se sei convinto che il debito sia prescritto, devi comunque manifestarlo formalmente: la prescrizione va eccepita nelle sedi opportune, non basta aver “ragione” in silenzio. Dunque: rispondi sempre al sollecito (meglio tramite PEC/raccomandata) sollevando le tue contestazioni, e preparati a contrastare eventuali atti successivi nei termini di legge.
- Usare moduli generici trovati online: su internet circolano fac-simile di lettere di contestazione o istanze in autotutela “standard”. Copiarli senza adattarli può essere inefficace o addirittura controproducente. Ogni posizione debitoria ha le sue peculiarità: ad es. eccepire la prescrizione quinquennale su un debito che invece ha termine decennale ti farebbe perdere credibilità. Oppure inviare una contestazione piena di paroloni giuridici messi a caso può far pensare alla società di recupero che tu non abbia davvero un avvocato e stia bluffando, spingendola ad agire comunque. Meglio rivolgersi a un professionista o quantomeno informarsi bene sul proprio caso specifico prima di scrivere.
- Non conservare le ricevute e la documentazione: a volte il debitore, preso dall’ansia, non archivia bene le carte. Invece è fondamentale conservare tutto: la busta della raccomandata, la stampa della PEC con le ricevute, ogni lettera inviata o ricevuta, i contratti originari, estratti conto, ecc. Questi documenti saranno le tue prove in caso di causa. Se devi dimostrare un vizio di notifica, la busta con la data è essenziale; per provare la prescrizione ti serve la cronologia delle comunicazioni; per contestare interessi serve il contratto e i conteggi. Fai delle cartelline dedicate a ciascun debito e tienile in ordine cronologico.
- Confondere “rottamazione” e “saldo e stralcio”: molti non hanno chiaro che le rottamazioni/stralci di legge riguardano solo i debiti fiscali o con enti pubblici (Agenzia Entrate Riscossione). Invece il saldo e stralcio negoziato è un accordo privato con una società come Locam, relativo a un debito privato (prestito, ecc.). Sono due cose diverse: nel primo caso fai domanda all’Agenzia e hai garanzie normative, nel secondo è una normale transazione da contrattare. Non aspettarti che Locam applichi “per legge” uno sconto se il debito non è tributario: bisogna negoziarlo. Viceversa, non pagare a Locam un debito fiscale che potresti rottamare con AER: Locam magari fa solo da tramite e non applicherà automaticamente i benefici di legge se tu non li richiedi formalmente. Dividi mentalmente i due binari: debiti con AER (soluzioni di legge) vs debiti con privati (soluzioni negoziali).
Tabelle riepilogative
Per facilitare la consultazione, forniamo alcune tabelle che sintetizzano i principali istituti e caratteristiche emersi nell’articolo. Queste tabelle contengono dati essenziali e possono servire da promemoria stampabile.
Tabella 1 – Prescrizione dei principali debiti
| Tipo di debito | Termine di prescrizione | Normativa di riferimento |
|---|---|---|
| Mutuo ipotecario (capitale) | 10 anni | Art. 2946 c.c. |
| Rate di mutuo/prestiti, canoni | 5 anni | Art. 2948 n.4 c.c. (obbligazioni periodiche) |
| Interessi (es. moratori su imposte) | 5 anni | Art. 2948 n.4 c.c.; Cass. SS.UU. 22281/2022 |
| Cartella esattoriale IRPEF | 10 anni | Art. 2946 c.c.; art. 50 DPR 602/1973 (intimazione entro 1 anno) |
| Cartella esattoriale IVA/INPS | 5 anni | Norme speciali (es. art. 20 D.Lgs.472/1997 per sanzioni) |
| Fatture commerciali | 5 anni | Art. 2948 n.4 c.c. (rapporti di pagamento periodico) |
| Multe Codice della Strada | 5 anni (dalla cartella) | Art. 209 Cod. Strada (rinvio a termini prescriz. tributi locali) |
| Debiti già prescritti al 2000 | (presunti estinti) | Art. 2946 c.c. (10 anni, quindi crediti ante 1990 quasi certamente prescritti) |
Nota: I termini indicati decorrono, di regola, dal momento in cui il credito è esigibile (scadenza rata, notifica avviso, ecc.) e si interrompono con atti di messa in mora o equivalenti. In caso di sentenza o titolo giudiziario, il termine diviene decennale (art. 2953 c.c.). Verificare sempre eventuali norme speciali per categorie particolari di credito.
Tabella 2 – Differenze tra rottamazione‑quinquies e saldo e stralcio negoziato
| Caratteristica | Rottamazione‑quinquies (legale) | Saldo e stralcio (privato negoziato) |
|---|---|---|
| Tipologia di debito | Carichi affidati ad Agenzia Riscossione (2000–2023) – tributi, contributi pubblici | Debiti ceduti a società come Locam (banche, finanziarie) o comunque crediti non definibili con AER |
| Importi da pagare | Solo capitale + spese vive di notifica | Percentuale negoziata del capitale + eventualmente piccole spese |
| Sanzioni/Interessi | Cancellati integralmente | Dipende dall’accordo; in genere annullati o fortemente ridotti |
| Come si ottiene | Presenti domanda telematica ad AER entro scadenza di legge (30/4/2026) | Trattativa privata con Locam, scambio di proposte e accordo scritto tra le parti |
| Rateizzazione | Fino a 54 rate (5 anni) previste per legge | Da negoziare (di solito poche rate, 6–12 mesi, o unica soluzione per sconto maggiore) |
| Interessi su rate | 3% annuo dal 1/8/2026 (fissato per legge) | Di norma zero interessi su breve dilazione (o interesse basso concordato) |
| Azioni esecutive | Sospese per legge durante pendenza domanda e se in regola coi pagamenti | Possibile sospensione solo se concordata (es. Locam sospende volontariamente cause durante trattativa) |
| Rinuncia a giudizi | Necessaria: devi rinunciare ai ricorsi pendenti sui debiti rottamati | Non richiesta in automatico (se però c’è causa in corso, si prevede nell’accordo la rinuncia reciproca) |
| Ambito applicativo | Solo tributi/contributi con AER | Tutti i debiti privati (anche bancari, finanziari) – applicabile a Locam |
| Efficacia | Definizione disciplinata per legge, vincolante se rispetti condizioni | Accordo privatistico: vincola le parti come un contratto transattivo |
Tabella 3 – Caratteristiche dello stralcio mini-debiti 2023
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Importo residuo | Fino a 1.000 euro (per singolo debito) |
| Periodo del carico | 2000–2015 (anno di affidamento ad Agente Riscossione) |
| Enti statali e previdenziali | Annullamento integrale di capitale, interessi, sanzioni |
| Enti locali | Annullamento di interessi e sanzioni, capitale comunque dovuto |
| Esclusioni | Aiuti di Stato, danni erariali (Corte dei Conti), sanzioni penali, IVA import |
| Decorrenza | Effetto 31 marzo 2023 (sospensione della riscossione dal 1/1/2023 fino a tale data) |
| Facoltà enti locali | Possibilità di non applicare lo stralcio con delibera (entro 31/1/2023) |
| Situazione dopo stralcio | Debiti annullati eliminati dai carichi AER; per enti locali, restano dovuti i capitali se delibera contraria |
FAQ – Domande frequenti (e risposte)
1. Perché ho ricevuto una lettera da Locam Maior SPV se il mio debito era con una banca?
Negli ultimi anni molte banche e finanziarie hanno ceduto in blocco i loro crediti deteriorati (prestiti non pagati, sofferenze) a società specializzate come Locam Maior SPV. Queste società acquistano portafogli di debiti a prezzo scontato e tentano poi di recuperarli per profitto. Se dunque il tuo debito originario era con, ad esempio, Banca X, è probabile che sia stato venduto a Locam. Quest’ultima ora ti contatta in quanto nuovo creditore. Tuttavia, deve dimostrare di essere subentrata validamente: come abbiamo visto, deve esibire la documentazione di cessione (avviso G.U., contratto, ecc.) . Senza prova, il fatto che ti scriva non basta a renderla legittimata a incassare.
2. Se l’avviso di cessione è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, devo pagare per forza?
La semplice pubblicazione in G.U. non ti obbliga al pagamento se tu contesti il debito. L’avviso serve come pubblicità-notizia per rendere opponibile la cessione ai debitori in generale, ma non prova di per sé che il tuo specifico credito fosse compreso . La Cassazione ha chiarito che, in caso di contestazione, il cessionario deve produrre il contratto di cessione o un elenco dettagliato dei crediti ceduti . Quindi, se hai dubbi, chiedi conferma a Locam producendo i documenti. Solo se forniscono prova solida allora saranno legittimati. In mancanza, puoi resistere al pagamento in sede legale.
3. Posso eccepire la prescrizione se in passato ho pagato qualche rata o fatto un riconoscimento?
Dipende. Ogni pagamento effettuato su un debito può valere come riconoscimento del debito (art. 2944 c.c.), il che interrompe la prescrizione. Però interrompe solo per le somme ancora dovute, non “resuscita” quelle già prescritte. Facciamo un esempio: avevi un prestito con rate fino al 2015, hai smesso di pagare dal 2013 e l’ultima rata sarebbe scaduta nel 2015. Nel 2018, spaventato da una lettera, versi € 100 a conto. Cosa succede? Le rate fino al 2013 erano già prescritte a fine 2018 (5 anni); quelle dal 2014–2015 non ancora. Il pagamento del 2018 riconosce l’esistenza del debito e fa ripartire la prescrizione per le rate non ancora prescritte (quelle 2014–15, fino al 2023). Ma non fa rivivere le rate 2013 e precedenti ormai prescritte . Quindi, in tribunale potrai far dichiarare non dovute almeno le parti più vecchie. Situazioni del genere vanno valutate da un legale: prima di eccepire prescrizione, bisogna analizzare quando hai pagato l’ultima volta e cosa hai riconosciuto.
4. Una lettera di sollecito inviata per posta semplice interrompe la prescrizione?
No, una lettera semplice (non raccomandata) non ha valore legale di costituzione in mora. Per interrompere la prescrizione serve un atto con data certa e contenuto inequivoco, come una raccomandata A/R o una PEC, in cui il creditore intima il pagamento di uno specifico importo . Anche un decreto ingiuntivo o un atto di citazione interrompono. Ma un sollecito ordinario, una email non PEC, un SMS, o telefonate non contano ai fini della prescrizione. Attenzione però: alcune società spediscono le lettere ordinarie e poi, se il debitore paga anche solo una piccola parte, usano quel pagamento come riconoscimento. Quindi pur non interrompendo formalmente, la lettera semplice può portare il debitore ingenuo a fare un’azione (pagare) che invece interrompe la prescrizione. Quindi mai sottovalutare: meglio rispondere con raccomandata negando il debito se pensi sia prescritto, così da chiarire la posizione.
5. Cosa succede se ignoro il sollecito?
Se ignori la lettera, Locam ha diverse opzioni: – Richiedere un decreto ingiuntivo dal tribunale competente. Se ha i documenti in regola, lo ottiene abbastanza velocemente (in genere senza udienza). Poi tenterà di notificartelo. Se non ti opponi entro 40 giorni, quel decreto diventa definitivo e Locam potrà agire con pignoramenti. – Cedere il credito a un’altra società: a volte NPL come Locam rivendono a cascata i crediti ad altri se non riescono a riscuotere. Potresti dopo qualche tempo essere contattato da un nuovo soggetto. – Procedere con un’esecuzione immediata solo se dispone già di un titolo esecutivo valido. Ad esempio, se il tuo debito era una cartella esattoriale, Locam (come mandataria) potrebbe – trascorsi i termini – inviarti un preavviso e procedere con fermo o pignoramento come farebbe AER. Oppure, se avevi firmato un mutuo fondiario con clausola di immediata esecutività, Locam potrebbe emettere un precetto basato su quel mutuo e pignorare. Però questi casi sono specifici. Nella maggioranza dei casi, senza un titolo Locam non può eseguire : deve prima fare causa e vincerla.
In sintesi, ignorare è rischioso: potresti ritrovarti dopo mesi o anni con un ufficiale giudiziario alla porta per un pignoramento. Molto meglio affrontare subito il problema.
6. Posso aderire alla rottamazione se il mio debito è stato ceduto a Locam?
Solo se il debito è di natura tributaria e l’Agente della Riscossione (AER) è coinvolto. In pratica, Locam in questi casi agisce come recuperatore per conto di AER (subappalto servizi o mandato): la lettera di Locam in realtà ti informa di un debito fiscale iscritto a ruolo. Dunque la rottamazione-quinquies (o altre definizioni agevolate) sono accessibili perché il debito formalmente è ancora verso AER (lo si capisce dal numero di cartella e dall’ente creditore originario indicato). Devi verificare sulla comunicazione: se c’è un numero di cartella esattoriale o si parla di importi per IRPEF, IVA, IMU, bollo auto, contributi, ecc., allora sicuramente si tratta di un carico definibile. In tal caso, sì, puoi aderire presentando la domanda entro il termine (30/04/2026) . La lettera di Locam in questi frangenti è un sollecito spesso per conto di AER. Dopo aver aderito online, non pagare nulla a Locam: aspetta la comunicazione ufficiale di AER con l’ammontare ridotto. Nel frattempo, puoi informare Locam di aver avviato la procedura, così da bloccare ogni ulteriore loro intervento.
7. È possibile contestare una cartella di pagamento dopo molti anni?
Sì, in certi casi. Se una cartella non ti è mai stata notificata regolarmente, i termini per impugnarla decorrono dal momento in cui ne vieni a conoscenza tramite un altro atto. Ad esempio, se scopri l’esistenza della cartella solo attraverso un avviso di intimazione o un sollecito come quello di Locam, puoi impugnare quest’ultimo eccependo i vizi della cartella stessa. Inoltre, la legge (art. 50 DPR 602/1973) prevede che la cartella perde efficacia decorsi 1 anno dalla notifica dell’intimazione senza esecuzione . Questo significa che se l’Agente della Riscossione ti notificò un’intimazione, ma per un anno non ha fatto nulla, deve ricominciare daccapo con una nuova intimazione prima di eseguire. La recente riforma del processo tributario (D.Lgs. 119/2022 e 149/2022) ha anche introdotto il principio che puoi impugnare l’atto successivo se quello precedente non ti è stato notificato: quindi, per es., puoi impugnare il preavviso di fermo lamentando di non aver mai ricevuto la cartella originaria. In sintesi, anche a distanza di anni, se arrivano nuove atti, qualche spiraglio per contestare c’è (prescrizione, vizi di notifica…).
8. Quali debiti rientravano nel Saldo e Stralcio 2019?
Solo per ricordare: vi rientravano persone fisiche con ISEE ≤ 20.000 € e riguardava debiti verso Agenzia Riscossione affidati dal 2000 al 2017 relativi a imposte dichiarate, contributi previdenziali di casse professionali e poche altre categorie. Le percentuali da pagare erano il 16%, 20% o 35% a seconda dell’ISEE . Fu escluso tutto ciò che non era carico AER (quindi i debiti verso banche, finanziarie, privati non c’entravano). Anche multe stradali e IVA erano escluse. Era una misura una tantum molto circoscritta. Oggi non si può più aderire, ma come spiegato può essere un termometro: chi oggi tratta privatamente può dire “lo Stato nel 2019 mi avrebbe fatto pagare il 20%, perché tu Locam ne chiedi il 100%?”.
9. Che differenza c’è tra OCC e composizione negoziata?
L’OCC (Organismo di Composizione della Crisi) è un organismo previsto dalla Legge 3/2012 (ora nel Codice della Crisi) per gestire le procedure di sovraindebitamento dei privati e piccoli imprenditori. L’OCC nomina un Gestore (come l’Avv. Monardo) che aiuta il debitore a elaborare il piano e svolge il ruolo di ausiliario del giudice. La composizione negoziata della crisi d’impresa, invece, introdotta nel 2021, è rivolta agli imprenditori commerciali in crisi, anche medio-grandi. In questo caso si nomina un Esperto negoziatore (come da D.L. 118/2021) che non ha poteri sul debitore ma lo aiuta a trovare un accordo stragiudiziale con i creditori per evitare l’insolvenza . In sintesi: OCC per piani del consumatore/accordi da sovraindebitamento (debiti personali/fiscali), composizione negoziata per ristrutturare debiti aziendali prima di fallire.
10. Se mi stanno pignorando lo stipendio, posso ancora aderire alla rottamazione?
Sì, puoi farlo purché il debito rientri tra quelli definibili. Ad esempio, se ti pignorano lo stipendio per tasse non pagate, e quelle cartelle rientrano nella rottamazione-quinquies, tu presenti la domanda entro il 30/4/2026. Dal momento dell’adesione, l’Agente della Riscossione dovrà sospendere il pignoramento in corso (lo prevede espressamente la norma sulle definizioni agevolate). Formalmente, il pignoramento viene congelato in attesa che tu paghi la prima rata. Una volta versata la prima rata (luglio 2026), il pignoramento viene estinto , perché si considera definito il debito. Attenzione: le somme già trattenute dal datore di lavoro fino a quel momento di solito restano acquisite all’Agente a titolo di acconto. Ma da quando aderisci, non ne tratterranno più (in pratica il datore, ricevuta comunicazione, sospende i versamenti all’attesa degli esiti della domanda). Quindi, aderire conviene anche durante un pignoramento in corso.
11. Cosa succede se non rispetto le rate della rottamazione‑quinquies?
In caso di definizione agevolata, la legge è severa: basta saltare la rata unica, oppure due rate (anche non consecutive) se hai scelto la dilazione, per decadere dai benefici . Cosa significa decadenza? Che la rottamazione viene annullata, i pagamenti fatti rimangono semplici acconti e l’Agente può riprendere le azioni di recupero sul debito originario, ripristinando anche sanzioni e interessi come se nulla fosse. In pratica si torna alla situazione di partenza meno quanto hai versato. Inoltre, non puoi rateizzare ulteriormente con AER, dovresti pagare il residuo in un’unica soluzione. Quindi, programma bene i pagamenti: la rottamazione è vantaggiosa ma vincolante.
12. Posso chiedere la cancellazione della segnalazione in CRIF dopo aver fatto un saldo e stralcio?
Sì, e direi che devi chiederla come parte dell’accordo. Quando si stipula un accordo di saldo e stralcio con un creditore (banca o società NPL), è buona prassi inserire una clausola in cui il creditore si impegna a far cancellare o aggiornare a saldo zero la posizione nelle banche dati creditizie (CRIF, Experian, Cerved ecc.) . Di solito, dopo un saldo e stralcio, la segnalazione viene aggiornata come “saldo parziale – a stralcio” e rimane visibile per qualche anno ma indicando che il debito è chiuso. Tuttavia, alcune società accettano proprio di chiedere la cancellazione totale (soprattutto se era un credito contestato) oppure comunque di non effettuare ulteriori cessioni del residuo. Fai inserire questa dicitura nell’accordo: è un tuo diritto vedere sistemata la tua reputazione creditizia dopo aver pagato quanto concordato.
13. La prescrizione vale anche per l’Agente della Riscossione?
Certamente sì. Non di rado si pensa (complice qualche leggenda metropolitana) che Equitalia/AER “non vada mai in prescrizione”. Invece i tributi e contributi si prescrivono eccome, solo che hanno regole proprie. Come detto, la maggior parte ha termine quinquennale, alcuni decennale (es. IRPEF 10 anni) . Ci sono state evoluzioni giurisprudenziali, ma l’orientamento attuale – consolidato anche da pronunce a Sezioni Unite – è che sanzioni e interessi seguono il termine breve di 5 anni, mentre l’imposta può avere termine lungo solo se previsto esplicitamente (IRPEF 10 anni, ad esempio, per equiparazione alla natura del titolo). In ogni caso, anche l’Agente della Riscossione deve rispettare i termini: se non notifica atti per tot anni, il diritto di esigere si estingue. Dunque, se Locam/AER ti chiedono un tributo del 2010 senza atti intermedi, eccepiscilo. Ovviamente, va fatto valere con ricorso o in sede di opposizione al giudice competente, portando le prove delle mancate notifiche o del decorso del tempo.
14. Se ricevo un avviso di accertamento fiscale posso aspettare una rottamazione?
No, questo è rischioso. Le rottamazioni riguardano i carichi già affidati all’Agente della Riscossione, cioè in fase di riscossione coattiva. Un avviso di accertamento è invece l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate notifica al contribuente un’imposta non pagata o una rettifica della dichiarazione: da quel momento hai 60 giorni per impugnarlo davanti al giudice tributario competente (la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado). Non pagarlo e non impugnarlo significa farlo divenire definitivo, e dopo qualche mese diventerà cartella esecutiva automaticamente. Molti pensano: “aspetto la prossima rottamazione e lo metto dentro”. Ma se l’accertamento è del 2025, per dire, e non lo impugni, a metà 2026 diventerà un carico a ruolo. Potrebbe non rientrare in misure agevolative finché non affidato, e intanto maturano interessi e eventualmente fermi. Quindi, la cosa giusta da fare è impugnare entro 60 giorni l’avviso (o chiedere un accertamento con adesione per prorogare i termini e cercare sconto). Poi, se più avanti spunterà una rottamazione per quegli anni, potrai sempre aderirvi per chiudere la cartella. Ma non lasciar decadere termini di ricorso confidando in sanatorie future: è una scommessa pericolosa e lo Stato potrebbe escludere proprio chi non ha fatto ricorso. Ogni atto fiscale va valutato e, se sbagliato, contestato entro i termini .
15. Quali sono i costi di una procedura di sovraindebitamento?
I costi variano in base al passivo totale e alla complessità. In genere ci sono: un compenso per l’OCC (che copre l’attività del Gestore e le spese vive), contributo unificato ridotto per il tribunale, eventuali spese legali se ti avvali di un avvocato di fiducia (consigliato). L’OCC spesso chiede un anticipo e poi trattiene una percentuale sui pagamenti ai creditori (stabilita dal giudice, di solito intorno al 5-10% dell’importo distribuito). Tuttavia, tali costi sono di gran lunga inferiori al beneficio di vedersi cancellati magari decine di migliaia di euro di debiti. Ad esempio, per un debito totale di € 100.000, il compenso OCC potrebbe essere qualche migliaio di euro. Inoltre, molti OCC modulano i compensi in base alle possibilità del debitore, rendendo la procedura accessibile. L’Avv. Monardo, in qualità di Gestore, potrà fornirti un preventivo chiaro prima di avviare la procedura, in modo che tu decida con consapevolezza. Considera comunque che lo Stato non ti cancellerà mai i debiti gratis: il costo della procedura è il “prezzo” per ottenere la fresh start. E spesso ci si riesce.
16. Locam ha già ottenuto un decreto ingiuntivo contro di me: posso ancora difendermi?
Dipende dallo stato del decreto ingiuntivo. Il decreto ingiuntivo (DI) è un ordine di pagamento emesso dal giudice su ricorso del creditore. Se ti è stato notificato da meno di 40 giorni, puoi ancora presentare opposizione al DI e far valere tutte le difese di merito (prescrizione, pagamento, difetto di prova della cessione, nullità contrattuali, ecc.) esattamente come faresti in un giudizio ordinario. L’opposizione farà partire un giudizio a cognizione piena dove Locam dovrà provare il suo credito e tu potrai contestarlo. Se invece il DI ti è stato notificato e sono trascorsi più di 40 giorni senza che tu ti opponessi, il decreto è divenuto esecutivo (definitivo). Ciò significa che nel merito non puoi più discutere se dovevi o meno pagare: quel DI ha forza di cosa giudicata. Potresti ancora agire con un’opposizione tardiva (ex art. 650 c.p.c.) solo se provi che non hai ricevuto regolarmente la notifica del DI per cause a te non imputabili (ad es. vizi di notifica, caso fortuito, etc.). Ma sono situazioni eccezionali. Se il DI è definitivo, le tue carte si riducono: potrai eventualmente opporre l’esecuzione per questioni formali (es. chiedere la sospensione se il precetto è errato nei conteggi, o se il titolo si è prescritto perché Locam non l’ha mai azionato per oltre 10 anni). Ma nel concreto, se i 40 giorni sono passati e la notifica era regolare, conviene puntare a negoziare un saldo e stralcio oppure, se l’importo è alto e non pagabile, valutare il sovraindebitamento. In casi estremi, se non hai davvero nulla da perdere (nessun bene né reddito aggredibile) potresti anche subire l’esecuzione (che andrebbe deserta se non hai beni) e poi chiedere l’esdebitazione del debitore incapiente. Ma questo è scenario limite. La regola d’oro è: mai lasciare decorrere i termini dei 40 giorni. Appena notificato un DI, chiama un avvocato e discuti le opzioni di opposizione.
(Ogni caso è a sé: la risposta generica potrebbe non coprire situazioni particolari. Per questo insisto: consulta un legale appena ricevi atti giudiziari.)
Simulazioni pratiche e numeriche
Per capire meglio gli effetti delle varie soluzioni, presentiamo di seguito alcune simulazioni basate su casi tipici (i dati sono semplificati e indicativi, utili solo come esempio).
Simulazione 1 – Verifica della prescrizione
Scenario: Mario contrae nel 2012 un prestito personale di € 15.000, con rate mensili fino al 2017. Paga regolarmente per alcuni anni, poi nel 2015 perde il lavoro e smette di pagare. La banca dopo qualche sollecito non riesce a riscuotere. Nel 2021 Mario riceve una lettera da Locam che lo invita a pagare un saldo di € 9.000, indicando che il credito è stato ceduto. Mario, però, non ha ricevuto alcuna notifica formale (ingiunzione, citazione) dalla banca o da altri tra il 2015 e il 2021 – solo forse qualche lettera ordinaria di sollecito anni prima.
Analisi:
- Il debito è un finanziamento al consumo non garantito. Le rate scadute si prescrivono in 5 anni ciascuna (prestazione periodica) . L’eventuale capitale residuo dopo la decadenza del contratto avrebbe anch’esso natura di credito derivante da contratto, quindi decennale dal momento della risoluzione. Ma supponiamo che la banca non abbia formalmente risolto né chiesto l’intero importo a scadenza anticipata.
- L’ultima rata non pagata risale al 2015. Da allora, non risultano diffide formali né decreti ingiuntivi entro 5 anni. Quindi la prescrizione sulle singole rate (2015, 2016, 2017) è maturata tra il 2020 e il 2022. Quando Locam invia la lettera nel 2021, il grosso del debito è già prescritto (quantomeno tutte le rate fino a 2016 lo sarebbero; resterebbe forse pendente la rata 2017 se scadeva a dicembre 2017 e la lettera è arrivata a inizio 2021, ma parliamo di piccola parte).
- La lettera del 2021, essendo inviata per posta ordinaria, non interrompe la prescrizione. Anche se fosse raccomandata, arriverebbe dopo che la prescrizione si era già compiuta per la maggior parte del credito.
Conclusione: Mario può eccepire la prescrizione e legittimamente rifiutarsi di pagare. Il passo giusto è che invii a Locam una PEC o raccomandata in cui contesta formalmente la prescrizione compiuta, chiede la prova della cessione e diffida la società dal proseguire il recupero su un credito estinto. Con ciò, mette le basi per difendersi qualora Locam tentasse comunque un decreto ingiuntivo. Difficilmente Locam, viste le contestazioni e la palese prescrizione, procederà: potrebbe al limite cedere a sua volta il credito (magari a una società più aggressiva), ma ogni eventuale causa potrà essere vinta da Mario alzando l’eccezione di prescrizione. Assistenza legale in questa fase potrà assicurare che Mario non commetta passi falsi (ad esempio firmare una proposta di saldo e stralcio – che sarebbe riconoscimento del debito riaprendo i termini!).
Simulazione 2 – Adesione alla rottamazione‑quinquies
Scenario: Lucia ha ricevuto negli anni scorsi tre cartelle esattoriali dall’Agenzia Entrate-Riscossione, per un totale di € 20.000 tra imposte e contributi (ad esempio: IRPEF 2016, IVA 2017 e contributi INPS 2018). Queste cartelle sono state affidate all’AER tra il 2018 e il 2019. Lucia nel 2025 riceve un sollecito da Locam riguardante questi importi, poiché Locam funge da servicer per AER nella sua regione. Lucia, informandosi, decide di aderire alla rottamazione-quinquies 2026 appena viene aperta.
Calcoli:
- Capitale dovuto (somme richieste a ruolo): € 20.000 (somma di imposte e contributi senza sanzioni).
- Sanzioni, interessi di mora, aggio: supponiamo € 8.000 (questi, grazie alla definizione agevolata, saranno cancellati).
- Importo da pagare con rottamazione: rimangono € 20.000 + spese di notifica di qualche atto (diciamo € 300 totali) = € 20.300.
- Lucia opta per la rateazione massima in 54 rate. Quindi ripartirà € 20.300 in 54 mensilità circa uguali: circa € 376 al mese. Poiché la legge prevede interessi del 3% annuo dal 1° agosto 2026, su 5 anni di dilazione pagherà in totale circa € 1.500 di interessi (sommandoli alle rate) .
Vantaggi: Lucia risparmia gli € 8.000 di sanzioni e interessi che altrimenti avrebbe dovuto pagare, con un abbattimento del 28% circa sul totale del debito. Inoltre, la presentazione della domanda blocca ogni eventuale azione esecutiva su quelle cartelle (Locam non potrà procedere con fermi o pignoramenti, e se ne era in corso qualcuno verrà sospeso). Durante il pagamento rateale, Lucia sarà al riparo da nuove procedure su quei debiti, a condizione di rispettare le scadenze. A fine percorso, avrà saldato i suoi debiti fiscali pagando solo il capitale originario dilazionato.
Considerazioni: Lucia ha dovuto attivarsi entro la scadenza (30 aprile 2026) e rinunciare a eventuali ricorsi pendenti su quelle cartelle (nel suo caso non ne aveva). Un professionista l’ha aiutata a presentare la domanda correttamente. Ora dovrà solo stare attenta a pagare le rate. Se dovesse non pagare e decaderne, tornerebbe esigibile l’intero € 28.000 con sanzioni e interessi (scenario da evitare).
(Questa simulazione mostra come anche se Locam preme, se il debito è tributario convenga sfruttare la legge per tagliare sanzioni e interessi. Lucia, senza rottamazione, avrebbe dovuto pagare € 28k subito o subire pignoramenti; con la rottamazione paga € 21.800 circa in 5 anni, senza azioni forzate.)
Simulazione 3 – Stralcio mini debiti
Scenario: Paolo deve € 600 per una vecchia multa stradale del 2012 non pagata, lievitata con interessi di mora a € 700. Nel 2024 riceve un sollecito da Locam relativo a questa posizione. Paolo verifica che il carico è stato affidato all’Agente Riscossione nel 2014 e che l’importo originario era € 600, ora diventato € 700 con aggiunte.
Analisi: Essendo un debito < 1.000 € del periodo 2000-2015, la legge di bilancio 2023 ha disposto l’annullamento automatico. Tuttavia, la regola per i debiti verso enti locali (multe comunali) è che siano stralciati solo interessi e sanzioni, non il capitale. Nel caso di Paolo, se il Comune non ha deliberato diversamente, al 31/03/2023 dovrebbero essere stati azzerati gli interessi. Quindi dei € 700 richiesti, i € 100 di interessi/maggiori somme dovrebbero esser cancellati e resterebbe dovuto solo il capitale € 600 (più eventualmente spese vive). È possibile che Locam non abbia aggiornato la posizione e stia ancora chiedendo € 700 interi.
Azione di Paolo: Scrive a Locam e al Comune eccependo che il suo debito rientra nello stralcio ex L.197/2022 e dunque chiede: – Se il Comune ha deliberato di non applicarlo (in tal caso, domanda copia della delibera). – In ogni caso, chiede l’scomputo di interessi e sanzioni ai sensi di legge, e l’eventuale discarico del residuo se dovuto.
Se il Comune ha aderito allo stralcio totale (pochi lo hanno fatto per le multe), allora l’intero € 700 è annullato e Locam deve chiudere la pratica. Più probabilmente, il Comune ha lasciato il capitale da riscuotere: allora Locam dovrebbe ridurre la richiesta a € 600. Paolo può quindi: – Pagare i € 600 dovuti, assicurandosi prima che non vi siano sanzioni aggiuntive (nel 2023 le sanzioni sul capitale multa dovrebbero essere state tolte). – Oppure, se vuole, può trattare ulteriormente: ad esempio offrire € 400 in unica soluzione a saldo e stralcio. Può sembrare poco, ma considerato che su € 700 già € 100 sono annullati e il credito è vecchio di 12 anni, Locam potrebbe anche accettare € 400 per chiudere subito.
Esito possibile: Ipotizziamo che, a seguito della lettera di Paolo, Locam ricalcoli il dovuto in € 600. Paolo propone € 450 immediati. Il Comune autorizza Locam a chiudere a stralcio. Paolo paga € 450 e ottiene la liberatoria. Ha risparmiato € 250 rispetto ai € 700 iniziali (di cui € 100 erano comunque non dovuti per legge e € 150 ottenuti come ulteriore sconto).
Se invece nessun accordo fosse raggiunto, Paolo avrebbe comunque potuto attendere un’eventuale cartella/atto e impugnare per far valere lo stralcio parziale. Ma l’accordo stragiudiziale in questi piccoli importi conviene a tutti.
Simulazione 4 – Saldo e stralcio negoziato
Scenario: Giulia è una piccola imprenditrice. Nel 2018 aveva ottenuto un finanziamento aziendale non garantito di € 30.000. A causa della crisi, dal 2019 non ha più pagato le rate. La banca ha ceduto questo credito a Locam. Giulia nel frattempo ha perso l’attività e oggi (2026) ha un lavoro saltuario; il suo ISEE è di € 14.000. Non ha immobili, solo un’auto vecchia. Non sono state intraprese azioni legali finora, ma teme un decreto ingiuntivo a breve (ha ricevuto lettere di sollecito). Giulia vuole evitare di finire in tribunale e decide di proporre un saldo e stralcio.
Proposta di Giulia:
- Prescrizione: Prima verifica: dall’ultimo pagamento del 2019 al 2026 sono passati 7 anni. Le rate non pagate dal 2019 al 2021 sono prescritte (5 anni), quelle dal 2022 in poi no. Quindi parte del debito è già prescritta. Questo è un punto di forza per Giulia: una porzione del credito è inesigibile. Ciò riduce la pretesa effettiva di Locam (anche se formalmente chiedono € 30k + interessi). Giulia allega questa analisi (magari fatta da un consulente) per far capire a Locam che su 30k nominali, realisticamente potrebbero riscuotere forse la metà se andassero in giudizio.
- Parametri offerti: Ispirandosi ai parametri del Saldo e Stralcio 2019, Giulia – che ha ISEE 14.000 – rientrerebbe nella fascia 35%. Però considera la prescrizione parziale: propone quindi di pagare circa il 35% del capitale residuo effettivamente dovuto. Stima il capitale effettivo “non prescritto” in circa € 30.000 * 50% = 15.000 (ipotizzando che metà delle rate siano prescritte). Il 35% di 15.000 è € 5.250. Però per far cifra tonda e incentivare, Giulia offre un po’ di più: € 10.500, pari al 35% dell’intero capitale nominale . Questa sarebbe la sua proposta massima, da pagare in unica soluzione subito. In alternativa, come scenario B, offre € 6.000 (20%) qualora Locam ritenesse che il credito è interamente prescritto (perché magari la banca non ha mai inviato nemmeno la decadenza, ecc.).
- Documentazione a supporto: Giulia allega: il suo ISEE basso, un documento sul suo stato di disoccupazione o redditi modesti, un prospetto di liquidazione dell’attività con debiti verso altri creditori (per far capire che c’è concorrenza), le spese mediche di un familiare a carico, ecc. Dimostra insomma di essere in condizione di incapienza parziale. Inoltre, allega la cronologia dei pagamenti e solleciti mostrando le date per evidenziare la prescrizione parziale.
- Condizioni richieste: Giulia chiede che nell’accordo Locam si impegni a cancellare le segnalazioni nelle banche dati creditizie e a rinunciare definitivamente a ogni pretesa residua, dichiarando liberato il debito .
Esito: Dopo negoziazione, Locam accetta di chiudere al 30% del capitale, quindi per € 9.000, concedendo a Giulia la possibilità di pagarli in 3 rate mensili da € 3.000 l’una . Una volta incassato, Locam invierà liberatoria e procederà a eliminare la segnalazione negativa dal circuito creditizio. Giulia in questo modo ottiene una riduzione del 70% del debito nominale, evita una causa e può ripartire con finanze più leggere. Locam, dal canto suo, monetizza subito € 9.000 senza spendere anni in tribunale con l’incertezza di riscuotere (vista la poca aggredibilità di Giulia).
Questo esempio illustra come, con preparazione e buon senso, si possa raggiungere un accordo stragiudiziale vantaggioso anche partendo da una situazione debitoria pesante. La chiave è fornire al creditore elementi per convincerlo che: – non conviene agire legalmente (rischio di prescrizione, debitore poco solvibile), – è meglio incassare qualcosa subito (anche se molto meno), – dall’altra parte il debitore fa uno sforzo serio raccogliendo una somma immediata.
Naturalmente è fondamentale che l’accordo sia messo nero su bianco e firmato da persona autorizzata di Locam, onde evitare sorprese future.
Conclusione
Ricevere una lettera da Locam Maior SPV per un debito datato può far sentire il debitore impotente di fronte a richieste improvvise, ma come abbiamo visto leggi e giurisprudenza offrono molteplici possibilità di difesa. In primo luogo, le società di recupero crediti devono provare la titolarità del credito e rispettare i termini di prescrizione: il semplice avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale non basta a dimostrare che proprio quel debito è ancora dovuto . Inoltre il debitore, informato dei propri diritti, può eccepire la prescrizione, la nullità di eventuali notifiche, la mancanza di un titolo esecutivo e perfino eventuali vizi originari del contratto da cui il debito deriva. Nell’ambito tributario, la recente riforma del processo garantisce strumenti più chiari per impugnare gli atti e termini definiti da far valere (come l’eccezione di decadenza dopo un anno dall’intimazione) . E sul fronte legislativo, le misure di pace fiscale (rottamazione-quinquies, stralcio mini debiti, saldo e stralcio 2019) consentono di azzerare sanzioni e interessi e di negoziare col Fisco un pagamento ridotto del capitale dovuto .
Il filo conduttore è che agire tempestivamente fa la differenza. Non bisogna farsi prendere dal panico né mettere la testa sotto la sabbia, ma reagire con gli strumenti giusti: una contestazione formale, un ricorso entro i termini o una domanda di definizione agevolata presentata in tempo possono evitare pignoramenti e ridurre drasticamente l’importo da pagare. Al contrario, errori come ignorare le comunicazioni o pagare senza criterio possono pregiudicare difese altrimenti solide.
Per valutare correttamente la tua situazione e scegliere la strategia migliore, è altamente consigliabile affidarsi a un professionista esperto. Un avvocato che mastica quotidianamente di cartelle, decreti ingiuntivi, banche e fisco saprà subito individuare i punti deboli della pretesa di Locam e suggerirti come procedere (sia in via stragiudiziale che giudiziale).
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