Lettera Da Locam Gestioni S.r.l. Per Debiti Vecchi: Come Difenderti Da Un Sollecito Di Pagamento E Trattare Un Saldo E Stralcio

Introduzione

Ricevere una lettera di sollecito da Locam Gestioni S.r.l. per un vecchio debito può generare ansia e confusione. È un evento da non sottovalutare: ignorare il problema espone a rischi concreti, come azioni legali e pignoramenti, mentre reagire in modo improprio (ad esempio pagando frettolosamente senza verifiche) può portare a errori costosi e irreversibili. Questo tema è importante perché riguarda la tutela dei debitori di fronte a società specializzate nel recupero di crediti “dormienti”, spesso di molti anni fa. Occorre capire quali errori evitare (es. riconoscere il debito senza le dovute cautele) e quali soluzioni legali attivare subito per difendersi.

Anticipiamo subito alcune principali soluzioni legali che approfondiremo nell’articolo. In primo luogo, è essenziale verificare se il debito sia ancora esigibile o sia caduto in prescrizione, poiché molti crediti datati non possono più essere legalmente riscossi se sono trascorsi gli anni previsti senza validi atti interruttivi . In caso contrario, si possono comunque valutare strategie difensive: ad esempio impugnare eventuali atti giudiziari, sospendere misure esecutive pendenti e contestare la legittimità della richiesta (soprattutto se il creditore non prova il proprio diritto). Un’altra via è negoziare un accordo di saldo e stralcio, ossia una transazione in cui il debito si estingue pagando solo una parte dell’importo dovuto, purché l’accordo sia formulato correttamente in modo “tombale”. Per debitori con più posizioni debitorie e in grave difficoltà economica, esistono poi procedure speciali come la composizione della crisi da sovraindebitamento (Legge 3/2012 e Codice della crisi) che consentono di ristrutturare o persino cancellare i debiti sotto il controllo del Tribunale. Illustreremo anche strumenti alternativi di sollievo come le definizioni agevolate e “rottamazioni” dei debiti fiscali, per chi abbia anche cartelle esattoriali pendenti.

Questo articolo è redatto con il contributo professionale dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti. L’Avv. Monardo è un avvocato cassazionista e coordina un team di professionisti esperti a livello nazionale in diritto bancario e tributario, con una consolidata esperienza nella difesa dei debitori contro banche, finanziarie e agenti della riscossione. Inoltre, l’Avv. Monardo è Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia ai sensi della L. 3/2012) e professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), potendo assistere i privati sovraindebitati nelle procedure per la cancellazione dei debiti. È anche Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021, titolo che gli consente di affiancare imprenditori e aziende nelle nuove procedure di composizione negoziata. Grazie a queste qualifiche, l’Avv. Monardo e il suo staff possono aiutare concretamente il lettore ad analizzare l’atto ricevuto, individuare eventuali vizi o cause di nullità, presentare ricorsi e opposizioni mirate, ottenere misure urgenti di sospensione di pignoramenti o fermi amministrativi, condurre trattative strategiche con creditori per ridurre l’esposizione debitoria, pianificare piani di rientro sostenibili o attivare le soluzioni giudiziali e stragiudiziali più adatte (dalla rateizzazione stragiudiziale alle procedure concorsuali minori).

In breve, l’obiettivo di questo articolo è fornire al debitore gli strumenti giuridici e pratici per difendersi efficacemente da una richiesta di pagamento di Locam Gestioni S.r.l., evitando panico e passività, e agendo invece in modo consapevole e proattivo verso la soluzione più conveniente. Per qualunque chiarimento o azione immediata, il nostro studio è a disposizione: 📩 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata sul tuo caso.

Contesto normativo e giurisprudenziale

Chi è Locam Gestioni S.r.l. e perché ti sta scrivendo? Locam Gestioni S.r.l. è una società specializzata nella gestione e recupero di crediti deteriorati (in inglese Non Performing Loans, NPL), cioè crediti “non pagati da tempo” . In pratica, banche, finanziarie o altre società cedono a Locam (di solito a prezzo ridotto) portafogli di vecchi debiti non riscossi, e Locam agisce poi in modo aggressivo per recuperarli . Si tratta spesso di debiti originariamente contratti con finanziarie (es. Agos, Findomestic, Compass), banche, oppure con aziende di telefonia, energia e servizi, che col tempo sono stati venduti a questa società veicolo. Locam è autorizzata all’attività di recupero crediti in quanto titolare di licenza ex art. 115 T.U.L.P.S. (come richiesto alle società di debt collection) e opera come servicer (anche in operazioni di cartolarizzazione) per gestire i crediti acquistati .

Dal punto di vista giuridico, la cessione del tuo credito a Locam è lecita e disciplinata dal Codice Civile e dal Testo Unico Bancario. Ai sensi degli artt. 1260 e segg. c.c., i crediti possono essere ceduti a terzi, salvo che abbiano carattere strettamente personale. Per le banche e intermediari finanziari, l’art. 58 del D.Lgs. 385/1993 (TUB) consente la cessione in blocco di crediti (come nelle cartolarizzazioni) senza necessità di notifica individuale al debitore, tramite pubblicazione di un avviso in Gazzetta Ufficiale. Tale pubblicazione ha funzione di pubblicità-notizia e rende la cessione opponibile al debitore ceduto in luogo della notifica (analogamente all’art. 1264 c.c.) . È importante chiarire però che, secondo la recente giurisprudenza, la pubblicazione in G.U. non prova di per sé che uno specifico credito faccia parte del lotto ceduto. La Corte di Cassazione con sentenza n. 3405 del 6 febbraio 2024 ha ribadito che, se il debitore contesta l’effettiva inclusione del proprio credito nella cessione in blocco, il nuovo creditore (cessionario) deve fornire in giudizio prova concreta del contratto di cessione e della presenza di quel credito nell’elenco ceduto, non essendo sufficiente esibire l’estratto dell’avviso pubblicato in Gazzetta Ufficiale . In altre parole, l’avviso in G.U. esenta dalla notifica la cessione, ma non dispensa dall’onere di prova: esso può valere solo come indizio dell’avvenuta cessione, e solo se descrive con precisione i crediti ceduti (categorie, caratteristiche, importi) in modo da ricomprendere con certezza il credito in questione . In mancanza di tale specificità, oppure se il debitore contesta addirittura l’esistenza stessa del contratto di cessione, Locam dovrà produrre il contratto di cessione o altri documenti che identifichino univocamente il credito, pena il rischio di vedersi dichiarare difetto di legittimazione nel pretendere la somma . Questo principio, confermato anche da un’ordinanza “vademecum” della Cassazione del 2025 , tutela il debitore da richieste infondate: se Locam non dimostra di aver effettivamente acquisito il tuo debito (e che esso è proprio quello indicato tra i crediti ceduti), non potrà ottenere un titolo esecutivo valido contro di te.

Un altro aspetto normativo cruciale è la prescrizione del debito. In Italia ogni diritto di credito ha un termine oltre il quale, se il creditore non lo esercita, si estingue e il debitore può rifiutare il pagamento (salvo che il debitore stesso rinunci alla prescrizione). La regola generale, stabilita dall’art. 2946 c.c., è che i diritti si prescrivono in 10 anni, salvo che la legge preveda un termine più breve . Molti debiti oggetto di solleciti da parte di Locam sono “molto vecchi” e potenzialmente prescritti , dato che spesso erano fermi da anni presso il creditore originario. Tuttavia i termini di prescrizione variano a seconda del tipo di credito. Ad esempio, per i crediti bancari derivanti da mutui, prestiti personali o scoperti di conto si applica in genere la prescrizione ordinaria decennale (10 anni). Per crediti da utenze domestiche (bollette di luce, gas, acqua, telefono) il termine è di norma quinquennale (5 anni), essendo pagamenti periodici ai sensi dell’art. 2948, n.4, c.c. . Anche le fatture di servizi o canoni rientrano di solito nella prescrizione breve quinquennale, così come i canoni di locazione e le spese condominiali (in quanto obbligazioni con scadenze periodiche). Alcuni crediti particolari hanno termini ancora diversi: ad esempio i contributi previdenziali dovuti a enti come l’INPS si prescrivono in 5 anni (salvo atti interruttivi) per effetto di leggi speciali, e i tributi erariali hanno termini specifici (spesso 5 anni, ma con eccezioni legate all’eventuale notifica di cartelle e al tipo di entrata tributaria) . Di seguito una tabella riepilogativa semplificata dei termini di prescrizione per alcuni tipi di debito comuni:

Tipo di creditoTermine di prescrizione
Finanziamento bancario o prestito10 anni (prescrizione ordinaria)
Carta di credito o credito al consumo10 anni (se rate non pagate)
Canoni telefonici, bollette utenze5 anni (pagamenti periodici)
Contributi previdenziali (es. INPS)5 anni (salvo atti interruttivi)
Canoni di locazione, affitti5 anni (corrispettivi periodici)
Titolo esecutivo giudiziale (es. decreto ingiuntivo non opposto, sentenza)10 anni dal passaggio in giudicato (rinnovabili)

Nota: in caso di titolo esecutivo (come una sentenza passata in giudicato o un decreto ingiuntivo non opposto), il credito riconosciuto nel titolo si prescrive in 10 anni ex art. 2953 c.c. (termine che decorre dalla formazione del titolo definitivo). In assenza di titolo, valgono i termini di cui sopra a seconda della natura del credito originario.

Come si vede, se sono passati molti anni dall’ultima richiesta valida di pagamento, potrebbe essere scattata la prescrizione del debito, il che significa che il debitore ha il diritto di rifiutare il pagamento per intervenuta estinzione del diritto di credito . Va però fatta attenzione a due punti fondamentali:

  • La prescrizione può essere interrotta dal creditore con un atto di costituzione in mora (ad esempio una raccomandata di sollecito formalmente inviata) o con atti giudiziari come un ricorso per decreto ingiuntivo. Un semplice sollecito scritto, se provabile, è sufficiente a interrompere il decorso prescrizionale e a farlo ripartire da capo (da zero) per un uguale periodo. Ad esempio, per un prestito con prescrizione 10 anni: se dopo 8 anni di silenzio il creditore invia una raccomandata di messa in mora valida, il termine si interrompe e ricomincia a decorrere un nuovo periodo di 10 anni da quella data. Anche un pagamento parziale o un riconoscimento scritto da parte del debitore interrompe la prescrizione (art. 2944 c.c.), perché equivale ad ammettere il debito. Pertanto, fare un piccolo pagamento “a conto” o firmare una dichiarazione di riconoscimento può vanificare la prescrizione maturata fino a quel momento. Su questo aspetto la Cassazione ha precisato che l’interruzione per riconoscimento richiede una dichiarazione univoca del debitore che riveli la volontà di riconoscere il debito . Un pagamento parziale implica normalmente tale volontà (costituendo comportamento incompatibile con la negazione del debito), a meno che il debitore non precisi trattarsi di pagamento senza riconoscimento del residuo – ma si tratta di situazioni complesse da valutare caso per caso, rimesse al giudice di merito . In pratica, qualsiasi atto del debitore che lasci intendere che il debito è ancora dovuto può essere usato dal creditore per interrompere la prescrizione. Dunque, è fondamentale muoversi con cautela: se sospettate che il vostro debito sia prescritto, evitate di fare pagamenti frettolosi o ammissioni senza prima aver consultato un legale.
  • La prescrizione non opera automaticamente. Ai sensi dell’art. 2938 c.c., il giudice non può rilevarla d’ufficio se il debitore non la eccepisce . In altre parole, anche se il credito fosse prescritto, spetta al debitore far valere questa difesa, altrimenti il giudice potrebbe ugualmente emettere un provvedimento di condanna. Questo significa che, qualora Locam intraprenda un’azione giudiziaria, dovrete formalmente eccepire la prescrizione nei tempi e modi di legge (ad esempio, nell’atto di opposizione a un eventuale decreto ingiuntivo) per poterne beneficiare. In sede stragiudiziale, siete ovviamente liberi di sollevare subito la prescrizione rispondendo alla lettera di Locam, ma è consigliabile farlo con l’ausilio di un avvocato per non incorrere in formulazioni improprie (bisogna infatti negare il debito espressamente per intervenuta prescrizione, e non riconoscerlo mai “per poi dire che è prescritto”).

Riassumendo, il quadro normativo ci dice che Locam può legittimamente riscuotere un credito ceduto, ma deve esibire prova adeguata della propria legittimazione se contestata, e non può agire in esecuzione forzata senza un titolo esecutivo. D’altro canto, il debitore ha dalla sua strumenti come la prescrizione (se maturata) e altre eccezioni legali per paralizzare o ridurre la pretesa. Inoltre, l’ordinamento predispone procedure specifiche per affrontare situazioni di più debiti o sovraindebitamento, di cui diremo tra breve.

Procedura passo-passo dopo la notifica della lettera Locam

Vediamo ora cosa accade e cosa fare, passo per passo, dopo aver ricevuto la lettera di sollecito da Locam Gestioni S.r.l. Seguire una procedura razionale è fondamentale per evitare sia il panico sia l’inattività. Ecco i passi consigliati:

1. Verificare la natura della comunicazione ricevuta: la prima cosa da capire è che tipo di atto avete in mano. Spesso Locam invia semplici lettere ordinarie o raccomandate di sollecito pagamento, magari dal contenuto minaccioso ma prive di valore legale immediato (non sono atti giudiziari). Altre volte potrebbe trattarsi di una “intimazione di pagamento” o diffida inviata via PEC o raccomandata A/R: si tratta comunque di un atto stragiudiziale, un ultimo avvertimento prima di agire per vie legali, ma che non ha ancora forza esecutiva. È raro (ma non impossibile) che il primo contatto avvenga tramite un atto giudiziario vero e proprio (come un precetto o un decreto ingiuntivo già notificato): in genere Locam tenta prima la via bonaria. Dunque, leggete attentamente la lettera e cercate di capire se proviene direttamente da Locam o magari da uno studio legale incaricato da Locam. Controllate la data, la firma, il riferimento al debito originario (es. “Credito n. XYZ ceduto dalla banca Tal dei Tali”) e l’eventuale indicazione di precedenti comunicazioni o atti. Questa analisi iniziale vi dice a che punto siamo: una semplice lettera di sollecito anticipa spesso una possibile azione, ma non è ancora l’azione; un atto di precetto invece indica che c’è già un titolo esecutivo ottenuto, e così via.

2. Raccogliere e ordinare la documentazione relativa al debito: è essenziale fare mente locale sul debito in questione. Da chi originava? (banca, finanziaria, bolletta, ecc.), quando avete contratto l’obbligazione e quando avete pagato l’ultima volta? Ad esempio, se si tratta di un prestito personale, recuperate il contratto originario (se ne avete copia) o almeno le comunicazioni della finanziaria; se è una carta di credito, cercate l’ultimo estratto conto; se è una bolletta, individuate di quale fornitura e periodo si tratta. Verificate se in passato avete ricevuto decreti ingiuntivi, citazioni o solleciti relativi a quel debito. A volte un credito “dimenticato” potrebbe aver avuto una storia: ad esempio la banca può aver inviato una lettera anni fa o ottenuto un decreto mai notificato correttamente. Ogni dettaglio temporale è importante per valutare la prescrizione e l’eventuale esistenza di un titolo esecutivo. Create un fascicolo con: copia della lettera Locam, contratti o fatture originarie, ricevute di eventuali pagamenti parziali, estratti conto, ogni lettera precedente sul tema.

3. Calcolare il tempo trascorso e valutare la prescrizione: alla luce dei documenti, calcolate quando decorreva il termine di prescrizione e se è stato interrotto. Come visto, per un prestito bancario sono 10 anni dall’ultima richiesta o pagamento; per una bolletta telefonica 5 anni dalla scadenza, e così via. Ad esempio, se avete smesso di pagare le rate del prestito nel 2015 e non avete più avuto contatti fino alla lettera Locam del 2026, sono passati oltre 10 anni: a meno di atti interruttivi nel frattempo, il debito potrebbe essere prescritto. Se invece l’ultimo sollecito risale al 2018, la prescrizione (10 anni) scadrebbe nel 2028, quindi Locam è ancora in tempo ad agire (ma il trascorrere del tempo potrebbe comunque giocare a vostro favore, come vedremo). Se individuate possibili atti interruttivi (es. una raccomandata del 2019), conteggiate da quella data un nuovo periodo. Questo passaggio è tecnico: è consigliabile farlo fare a un legale, perché a volte ci sono complessità (ad es. la prescrizione può essere sospesa in certi casi, oppure atti giudiziari emessi ma non notificati correttamente generano contenzioso sulla loro efficacia, ecc.). In ogni caso, farsi un’idea iniziale sulla prescrizione vi aiuta a capire se avete un asso nella manica.

4. Non rispondere impulsivamente, evitare contatti telefonici diretti non preparati: è importante, in questa fase, mantenere la calma e non reagire d’impulso. Spesso le lettere di Locam invitano a contattare telefonicamente un numero per “definire bonariamente” il debito, magari con toni pressanti (“chiami subito il numero X per evitare gravi conseguenze”). È sconsigliato telefonare immediatamente senza preparazione: gli operatori potrebbero indurvi ad ammettere il debito o a concordare pagamenti immediati poco vantaggiosi. Meglio prendere tempo. Allo stesso modo, evitare di inviare risposte scritte affrettate e fai-da-te: ad esempio, non mandate una mail in cui riconoscete il debito chiedendo solo più tempo, perché fornireste un riconoscimento scritto che interrompe la prescrizione. La strategia va pianificata con attenzione, preferibilmente con l’aiuto di un professionista che sappia come comunicare in modo da tutelare i vostri diritti.

5. Consultazione con un legale esperto: questo non è un passo “pubblicitario” ma un sincero consiglio procedurale. Un avvocato esperto in diritto bancario e recupero crediti può analizzare il vostro caso specifico in pochi giorni (se urgente anche in poche ore) e darvi una chiara visione delle opzioni. In particolare, il legale potrà verificare (anche tramite banche dati) se esistono già procedimenti a vostro carico, se Locam ha depositato ricorsi per decreto ingiuntivo, ecc. Inoltre, potrà redigere una lettera di risposta formale a Locam, se opportuno, in termini legali corretti. Ad esempio, se dal punto 3 risulta che il debito pare prescritto, il legale potrebbe inviare una diffida nella quale si contesta la debenza per intervenuta prescrizione, mettendo immediatamente in chiaro la vostra posizione e invitando Locam a desistere da ulteriori azioni illegali. Avere un avvocato dà anche un segnale a Locam: capiranno che siete assistiti e meno facilmente “intimidibili”. Spesso ciò può portare Locam a essere più ragionevole (ad esempio proponendo direttamente uno stralcio) o, se sanno di essere su terreno incerto, persino ad accantonare la posizione.

6. Valutare il contenuto della richiesta di pagamento: occorre esaminare attentamente cosa chiede Locam nella lettera e a che titolo. La lettera indica un importo? Questo importo corrisponde al debito originario, o sono stati aggiunti interessi e spese? Spesso, su debiti datati, vengono aggiunti interessi di mora ultrannuali che possono far lievitare la cifra. Verificate il calcolo e la sua correttezza: la somma richiesta è giustificata? Ci sono voci non chiare? Ad esempio, potrebbero chiedere “€5.000 per capitale + €3.000 per interessi” su un prestito originario di €4.000 mai rimborsato: controllate il tasso di interesse applicato, se contrattuale o legale, e se non eccede i limiti (in certi casi, interessi eccessivi potrebbero anche configurare usura, ma questo è un tema complesso da far valutare a esperti con i documenti alla mano). Se la cifra comprende spese legali o di recupero, sappiate che queste voci vanno dimostrate e spesso possono essere negoziate o contestate (non è detto che le dobbiate tutti, specie se non c’è stato un processo con condanna alle spese). Inoltre, controllate se Locam afferma di agire “per conto di” un certo titolare o come cessionaria: se dice di essere cessionaria, significa che il credito è proprio passato a Locam; se dice “per conto di società X”, potrebbe essere solo un agente di recupero per quel credito (e la titolarità rimane di X). Questo influisce su eventuali contestazioni (ad esempio, se c’è una cessione, valgono i discorsi sulla prova della titolarità; se no, Locam è un incaricato e l’azione giudiziaria potrebbe farla la società originaria).

7. Possibili azioni di Locam se ignorate il sollecito: chiediamoci: cosa può fare Locam dopo questa lettera? Ignorare la comunicazione non farà sparire il debito – anzi, spesso spinge il creditore ad azioni più incisive. Locam, da sola, non può pignorare nulla senza passare da un giudice . Il passaggio successivo, se il debitore non reagisce o paga, è probabilmente che Locam inizi una procedura giudiziaria per ottenere un titolo esecutivo. La via più comune è il ricorso per decreto ingiuntivo: Locam si rivolgerebbe al Tribunale (di norma quello del luogo in cui risiedete, trattandosi di obbligazione da eseguirsi al domicilio del debitore) presentando documentazione del credito (contratto originale, estratti contabili, atto di cessione) e chiedendo al giudice un decreto che ingiunga a voi di pagare la somma entro 40 giorni. Se il giudice ritiene le prove sufficienti, emetterà il decreto ingiuntivo. Questo decreto vi verrà notificato ufficialmente tramite un ufficiale giudiziario o PEC (se avete una PEC da registro imprese o professionisti). Dal momento della notifica, avrete 40 giorni per proporre opposizione (ossia contestare il decreto davanti al medesimo tribunale, dando inizio a un vero e proprio giudizio ordinario). Se non fate opposizione entro 40 giorni, il decreto diventerà esecutivo e Locam potrà procedere con i pignoramenti dei vostri beni (stipendio, conto, auto, immobili) . Notate bene: spesso nelle richieste bonarie Locam minaccia decreti ingiuntivi e pignoramenti, ma per arrivare al pignoramento deve prima ottenere il decreto ingiuntivo (o avere già una sentenza/titolo a suo favore). È quindi fondamentale non farsi trovare impreparati in caso di arrivo di un atto giudiziario: se avete il sospetto che possano intraprendere questa via (ad es. perché il debito è consistente e non palesemente prescritto), tenete d’occhio la posta e attivatevi per tempo per un’eventuale opposizione. Più avanti spiegheremo come funziona l’opposizione e su quali basi potete contestare.

Un’altra ipotesi: Locam potrebbe già trovarsi in possesso di un titolo esecutivo. Ciò può accadere se, ad esempio, il creditore originario aveva già ottenuto un decreto ingiuntivo o una sentenza contro di voi (magari anni fa) e poi ha ceduto a Locam il credito insieme al titolo. In tal caso, Locam potrebbe notificarvi direttamente un atto di precetto (che è l’intimazione a pagare entro 10 giorni sotto pena di esecuzione) allegando la copia conforme del titolo (decreto/sentenza). Se vi arriva un precetto del genere, vuol dire che l’azione legale è già stata fatta in passato (forse a vostra insaputa se per esempio la notifica originaria era andata a vuoto o a vecchio indirizzo) e ora Locam sta per pignorare. In questo scenario, i tempi per reagire sono brevissimi: occorre valutare un’opposizione all’esecuzione o al precetto (ad es. eccependo che il titolo non vi fu notificato regolarmente o che il diritto si è prescritto nel frattempo – una sentenza non eseguita per oltre 10 anni può essere prescritta) o chiedere una sospensione urgente al giudice dell’esecuzione se ci sono gravi motivi (spiegati meglio oltre). Fortunatamente, nella maggior parte dei casi esaminati, i debiti gestiti da Locam non hanno già un titolo esecutivo, proprio perché il creditore originario li aveva abbandonati da tempo senza intentare causa. È però buona norma accertarsene: un legale può fare visure nei registri o presso la cancelleria per vedere se risultano decreti ingiuntivi sul vostro nome relativi a quel credito.

8. Interagire strategicamente con Locam – trattativa o contestazione: una volta chiarito il quadro (punti 1-7), si tratta di decidere come procedere nei confronti di Locam. Le strade principali sono due, non escludenti fra loro: la trattativa stragiudiziale (per chiudere la vicenda evitando la causa) oppure la linea dura di contestazione legale (preparandosi alla difesa in giudizio). La scelta dipende da vari fattori: l’importo del debito, la sua fondatezza, la presenza o meno di prescrizione, e naturalmente la vostra situazione economica e obiettivi (potete pagare qualcosa? volete guadagnare tempo? volete soprattutto evitare un pignoramento sullo stipendio?).

  • Se dal punto 3 risulta che il debito è probabilmente prescritto: la posizione di forza è vostra. In genere in questo caso la mossa consigliata è far inviare dal vostro legale una risposta scritta a Locam contestando formalmente il debito perché estinto per prescrizione, diffidando la società da ulteriori richieste e comunicando che, in mancanza di riscontro, considererete chiusa la vicenda. Spesso, di fronte ad una chiara eccezione di prescrizione sollevata da un avvocato, Locam può desistere (sanno che in giudizio verrebbe con tutta probabilità accolta l’eccezione, e quindi evitano di buttare soldi in causa). È possibile che provino a insistere sostenendo che “ci sono stati atti interruttivi” o offrendo uno sconto per “chiudere un occhio” sulla prescrizione. Valutate attentamente col legale: se siete nel giusto e la prescrizione è netta, non avete motivo di pagare nulla. Accettare di pagare anche poco significherebbe “rianimare” un debito morto. Diverso è il caso in cui la prescrizione non sia chiarissima (ad es. mancano documenti per provare l’assenza di atti, oppure c’è un dubbio sulla qualificazione di un pagamento): in tal caso si può comunque giocare la carta della prescrizione per negoziare una chiusura a saldo e stralcio molto vantaggiosa (come spiegato in seguito), pur di evitare il contenzioso.
  • Se il debito non è prescritto o non siete sicuri: bisogna allora pesare la convenienza della trattativa. Locam in genere è aperta a transazioni a saldo e stralcio, soprattutto su debiti che ha acquisito a poco prezzo. Più il debito è datato, maggiore potrebbe essere lo sconto ottenibile, perché sanno che tra spese legali e incertezze potrebbero non recuperare tutto. Se avete una disponibilità finanziaria, o potete reperirla (ad esempio tramite familiari), forse potete chiudere la partita pagando, poniamo, il 30-50% del dovuto in un’unica soluzione. Se invece non avete liquidità immediata, si può tentare una rateazione dell’accordo, ma di solito i creditori preferiscono meno rate possibili (perché temono di dover inseguire di nuovo il debitore). Una strategia efficace è mostrare a Locam la realistica alternativa: “Se non ci accordiamo, io farò opposizione, tempi lunghi, potrei farvi perdere la causa su questo o quel punto, o potrei finire in procedure da sovraindebitamento… quindi vi conviene prendere subito X mila euro anziché rischiare zero”. Questo approccio funziona meglio se supportato da un avvocato che tratta direttamente con i loro legali: è un linguaggio che si comprendono. Attenzione: se scegliete di negoziare da soli, evitate assolutamente di firmare moduli o accordi standard che Locam potrebbe proporvi senza farli visionare prima a un legale. Molti debitori ingenui commettono l’errore di firmare un piano di rientro o un accordo di saldo e stralcio su moduli prestampati inviati dalla società di recupero crediti, pensando sia una formalità. In realtà, quelle scritture spesso contengono clausole sfavorevoli o ambigue: ad esempio potrebbe non essere indicato chiaramente che pagando l’importo concordato si estingue ogni pretesa futura (clausola di definitività), oppure potrebbero essere inserite riserve per addebitarvi costi aggiuntivi in caso di ritardo, ecc. . Il rischio è di riaprire il debito in futuro se l’accordo non è “tombale” . Ecco perché qualsiasi accordo va redatto o quanto meno verificato da un professionista di fiducia, che inserisca le formule necessarie a tutelarvi. Ad esempio, una clausola indispensabile in un saldo e stralcio è una dichiarazione esplicita del creditore del tipo: “Con il presente accordo, la società Locam Gestioni S.r.l. dichiara di non aver null’altro a pretendere nei confronti del Sig. __ in relazione al credito XYZ, considerandolo estinto a ogni effetto a seguito del pagamento concordato” . Solo con una dicitura del genere sarete sicuri che, dopo aver pagato la cifra concordata, non possano rivendicare ulteriori somme o vendere il residuo a qualcun altro. È anche importante che l’accordo preveda la vostra liberazione da ogni obbligo e possibilmente la cancellazione da eventuali banche dati dei cattivi pagatori (CRIF, Experian, etc., se applicabile), mediante rilascio di una lettera di quietanza liberatoria completa.
  • Se il debito è elevato e/o avete più debiti (magari con altri creditori) e non siete in grado di sostenere nemmeno un saldo e stralcio ridotto, la trattativa singola con Locam potrebbe non bastare. In tal caso conviene guardare il quadro generale e valutare soluzioni più ampie, come le procedure da sovraindebitamento (ne parliamo nella sezione successiva). Ricordate, pagare un singolo creditore con le poche risorse disponibili potrebbe lasciarvi senza mezzi per affrontare gli altri, col risultato di ritrovarvi punto e a capo. Meglio allora considerare un approccio di insieme.

9. Prepararsi all’eventuale fase giudiziale: se la trattativa non è fattibile o non va a buon fine, bisogna essere pronti a difendersi in giudizio. Ciò significa tenere pronti i vostri argomenti di opposizione qualora arrivi un decreto ingiuntivo o una citazione. I principali profili di difesa (che il vostro avvocato solleverà nell’atto di opposizione) possono essere: – Prescrizione del credito: come già approfondito, se al momento del ricorso ingiuntivo il credito era prescritto, dovrete eccepirlo. Spetterà poi a Locam provare eventuali interruzioni. La Cassazione ha ricordato che l’eccezione di prescrizione va valutata con rigore e il giudice non può bypassarla . – Difetto di legittimazione attiva di Locam: contestare che Locam non ha provato di essere realmente la titolare di quel credito. In pratica direte: “Non risulta provato che il credito di cui si chiede ingiunzione sia stato validamente ceduto a Locam; il semplice avviso in G.U. non è sufficiente a provarlo”. Come visto, la Cassazione 3405/2024 è dalla parte del debitore su questo punto. Se Locam non allega al ricorso il contratto di cessione o documentazione dettagliata, potrete chiedere al giudice di rigettare l’ingiunzione per carenza di prova sulla titolarità. Questo è un punto tecnico ma spesso vincente, perché molte società NPL alle volte producono solo estratti informatici o l’avviso cumulativo, e se trovano un giudice attento rischiano il rigetto. – Mancanza di prova del credito stesso: al di là della cessione, bisogna guardare anche al merito del credito. Ad esempio, se parliamo di un conto corrente o di una carta revolving, Locam dovrebbe dimostrare il saldo debito attraverso estratti conto completi; se è un prestito, servono contratto e piano di ammortamento e così via. Se voi non riconoscete la somma e l’origine, il creditore ha l’onere di provare l’esistenza del rapporto e del relativo debito. Un classico: Locam chiede €10.000 derivanti da “contratto di finanziamento n. 123 di banca X” – voi in opposizione contestate “sì avevo quel finanziamento ma credo di dovere meno, o non so come sono stati calcolati gli interessi”; a quel punto Locam deve portare il contratto firmato, le evidenze dei versamenti fatti e non fatti, e il calcolo del saldo. Se non lo fa in modo convincente, il giudice potrebbe ridurre l’importo o respingere la domanda per carenza di prova. In alcuni casi, specie per crediti molto vecchi, i documenti originali vanno smarriti o distrutti (dopo 10 anni le banche non sono più obbligate a conservarli), quindi Locam potrebbe trovarsi a non avere il contratto firmato. Questa debolezza può giocare a vostro favore. – Eventuali vizi procedurali: se la notifica del decreto o di altri atti ha problemi (indirizzo errato, mancato rispetto dei termini, ecc.), anche questo può essere motivo di opposizione o di nullità dell’atto. – Usura o clausole invalide: raramente sollevato in queste difese, ma se nel contratto originario c’erano tassi superiori alla soglia di usura, oppure clausole vessatorie (es. interessi di mora altissimi), si possono eccepire la nullità di tali clausole e ridurre il dovuto. Tuttavia, questo richiede perizia tecnica e va valutato solo se i documenti lo consentono e se l’importo di interessi è significativo.

L’obiettivo dell’opposizione è guadagnare tempo e possibilmente vincere o transare a condizioni migliori. Il procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo trasforma il tutto in un giudizio ordinario civile che può durare anche anni, durante i quali (se il decreto non aveva clausola di provvisoria esecutività) Locam non può eseguire il pignoramento. Se invece il decreto è stato emesso provvisoriamente esecutivo (cosa che può accadere in alcuni casi previsti dalla legge), l’avvocato chiederà al giudice di sospendere l’esecuzione per evitare che Locam aggredisca i beni prima della fine del giudizio.

10. Scenari successivi e possibili esiti: dopo aver messo in campo le difese, i possibili sviluppi sono: – Accordo transattivo in corso di causa: spesso, quando il debitore si oppone energicamente e solleva questioni fondate, Locam potrebbe scendere a compromessi anche in corso di causa. Magari offriranno un saldo e stralcio più conveniente di prima pur di chiudere subito. A quel punto, se l’offerta è ragionevole e vi libera definitivamente, potreste valutare l’adesione (sempre formalizzando bene l’estinzione totale del debito). – Vittoria in giudizio del debitore: se le eccezioni reggono, il giudice potrebbe revocare il decreto ingiuntivo e rigettare la domanda di Locam. Ciò significa nessun debito più dovuto (attenzione: il giudice non “annulla il debito” in sé, ma nega a Locam il diritto di esigerlo coattivamente; se ad esempio la ragione era la prescrizione, il debito è estinto civilmente, se era difetto di legittimazione, Locam non può più chiedertelo, anche se teoricamente potrebbe farlo il vecchio creditore… in pratica è finita). – Sconfitta in giudizio del debitore: se l’opposizione viene respinta e Locam ottiene conferma del suo titolo, allora dovrete pagare quanto stabilito (spesso con aggiunta di spese legali). In tal caso, restano però possibili ancora alcune mosse: ad esempio, chiedere una rateizzazione volontaria a Locam (molti creditori preferiscono un piano di rientro concordato anziché procedere a pignorare, se il debitore collaborativo), oppure – se ne avete i requisiti – ricorrere a strumenti per evitare il collasso, come le procedure di sovraindebitamento (che possono essere avviate anche durante l’esecuzione per bloccarla).

Riassumendo il passo-passo:
– analizzare l’atto ricevuto;
– raccogliere info sul debito;
– considerare prescrizione e altre eccezioni;
– non agire impulsivamente;
– farsi assistere da esperti;
– scegliere se negoziare un saldo e stralcio o prepararsi all’opposizione;
– in ogni caso, rispettare i termini (40 giorni per opposizione etc.) e non ignorare eventuali atti giudiziari.

Nel prossimo paragrafo approfondiremo proprio difese e strategie legali specifiche che il debitore può adottare, molte delle quali abbiamo già introdotto, ma che meritano uno sguardo dedicato, compresi alcuni strumenti “salva-debitori” previsti dalla legge.

Difese e strategie legali del debitore

In questa sezione ci poniamo dal punto di vista del debitore che intende difendersi attivamente dal sollecito di pagamento di Locam Gestioni S.r.l. Abbiamo già accennato a diverse strategie, ora le organizziamo in un quadro più sistematico, distinguendo le difese stragiudiziali (fuori dal processo) da quelle giudiziali (in sede di tribunale), senza dimenticare la possibilità di soluzioni concordate.

Difese stragiudiziali (prima e per evitare la causa):

  • Lettera di contestazione del debito: se emergono motivi chiari per cui la richiesta non è fondata (prescrizione maturata, importo errato, scambio di persona, mancanza di documenti, ecc.), il debitore tramite il suo avvocato può inviare a Locam una lettera formale (diffida) in cui contesta la pretesa. Questa lettera dovrebbe essere inviata con mezzi tracciabili (PEC o raccomandata A/R) e deve esprimere in modo fermo la posizione: es. “Il sottoscritto contesta la sussistenza di qualsivoglia obbligo di pagamento in relazione al Vs. sollecito n… del …, ritenendo il credito estinto per intervenuta prescrizione ai sensi degli artt. 2934 e 2946 c.c. (ultimo atto interruttivo noto risalente al …). Si diffida pertanto codesta società da ulteriori richieste, con riserva di adire le competenti Autorità in caso di indebiti solleciti”. Una simile comunicazione, ben calibrata sui fatti, mette Locam di fronte a un bivio: lasciar perdere o replicare fornendo eventualmente le prove che smentiscono le nostre affermazioni. In ogni caso, crea un precedente scritto utile. Nota bene: questa lettera non va inviata se non si è abbastanza sicuri della prescrizione o di ciò che si afferma: un errore rischia di peggiorare la situazione (ad es. dichiarare una prescrizione inesistente potrebbe essere controproducente). Meglio farla redigere da un legale che sa quali formulazioni usare (ad es. contestare “anche nel merito, in assenza di integrale documentazione probatoria” ecc.).
  • Richiesta di documentazione e di informazioni: un’altra arma pre-legale del debitore è esercitare i propri diritti di informazione. Ad esempio, se Locam non ha fornito dettagli, potete far inviare una lettera di richiesta documentale, in cui chiedete copia del contratto originario, dell’estratto conto cronologico del debito, e copia dell’atto di cessione del credito che li legittima a riscuotere. Avete diritto a tali documenti? Sì, in buona parte dei casi. Il Testo Unico Bancario (art. 119) prevede che il debitore (anche di crediti ceduti) possa ottenere a proprie spese la documentazione del rapporto degli ultimi 10 anni. Se il credito è più vecchio, non c’è obbligo legale di conservazione, ma chiederli serve anche a sondare la controparte. Inoltre, il Codice del Consumo (per contratti con consumatori) impone trasparenza: potete invocarlo per farvi spiegare la composizione del debito. Questa mossa ha un duplice effetto: mostra a Locam che non pagherete a occhi chiusi e potrebbe far emergere lacune probatorie (se non riescono a fornirvi nulla di serio, probabilmente incontrerebbero difficoltà anche in causa). Occhio però a non cadere nel tranello di firmare moduli: a volte le finanziarie inviano moduli di “riconoscimento debito e richiesta rateizzazione” quando chiedete info – non firmate nulla che sembri un riconoscimento del dovuto.
  • Segnalazione di condotte illegittime: se la condotta di Locam o dei suoi addetti al recupero travalica i limiti, il debitore può valutare di segnalarlo alle autorità competenti. Ad esempio, chiamate assillanti a tutte le ore o sul luogo di lavoro, messaggi in cui si prospettano conseguenze infamanti (tipo “uscirà l’ufficiale giudiziario davanti ai vicini”) possono configurare una pratica commerciale scorretta o aggressiva ai sensi del Codice del Consumo. L’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e Mercato) ha in passato sanzionato società di recupero per molestie o minacce eccessive nei confronti dei debitori. Anche la privacy va rispettata: non possono divulgare a terzi la vostra situazione. Se capitano abusi, un avvocato può inviare una diffida citando queste norme e, se necessario, presentare un esposto all’AGCM o al Garante Privacy. In casi estremi, quando il comportamento sfocia in vere minacce o aggressioni verbali, ci si può rivolgere anche all’Autorità Giudiziaria (denuncia per molestia o tentata estorsione, a seconda dei casi). Queste situazioni per fortuna non sono la norma con operatori come Locam, ma è bene sapere che il debitore ha diritti e dignità: il recupero crediti deve rispettare la legge.
  • Coinvolgere un terzo (OCC) per procedura di composizione crisi: se avete già deciso di optare per una procedura da sovraindebitamento (piano del consumatore, ecc.), la semplice notizia a Locam che state avviando tale procedura (magari con l’ausilio di un OCC) può portare la società a sospendere in attesa di vedere cosa accade, o a sedersi al tavolo per non rischiare di prendere meno. Questo lo citiamo come tattica stragiudiziale, anche se poi diventa giudiziale nel momento in cui si deposita il ricorso in Tribunale.

Difese in sede giudiziale: quando si passa al giudice, il ventaglio di strumenti si articola in base allo stadio del procedimento.

  • Opposizione a decreto ingiuntivo: come già illustrato, se ricevete un decreto ingiuntivo avete 40 giorni per depositare l’opposizione. L’opposizione è un atto di citazione in cui voi diventate “attori” e contestate formalmente il decreto. Questo atto va redatto da un avvocato abilitato e notificato a Locam, poi si instaura la causa. Nell’opposizione vanno inserite tutte le difese di merito e di procedura di cui disponete (prescrizione, incompetenza territoriale se il foro non era corretto, carenza di legittimazione, difetto di prova, ecc.). È cruciale non dimenticare nulla, perché ciò che non viene eccepito subito potrebbe precludersi. Ad esempio, l’incompetenza territoriale del giudice ingiungente (se Locam ha scelto un foro diverso) va eccepita in limine, altrimenti la accettate tacitamente; la prescrizione va eccepita, altrimenti è persa . Durante la causa, il vostro avvocato potrà chiedere al giudice di sospendere l’efficacia esecutiva del decreto (se Locam non l’aveva già di suo). Il giudice decide su questo in udienza, valutando se ci sono gravi motivi (ad esempio, buone probabilità che il credito non sia dovuto). Se accorda la sospensione, Locam non potrà procedere a pignorare nel frattempo.
  • Opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi: se per ipotesi Locam avesse già un titolo (decreto passato in giudicato o altro) e iniziasse un pignoramento (es. vi notificano un atto di pignoramento dello stipendio o presso terzi), potete reagire con l’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. se contestate il diritto di procedere all’esecuzione (ad esempio perché il credito si è prescritto dopo il titolo, o perché avete pagato, o perché il titolo non vi è mai stato notificato regolarmente, etc.), oppure con l’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. se contestate vizi formali dell’atto (ad es. notifica nulla del pignoramento). Queste opposizioni hanno termini molto brevi (spesso 20 giorni), quindi vanno fatte in fretta, e si presentano al giudice dell’esecuzione competente. Anche qui si può chiedere un provvedimento di sospensione dell’esecuzione in corso. Ad esempio, se Locam ha iniziato a pignorare lo stipendio ma scoprite che il decreto era del 2012 e nessuno lo ha mai rinnovato, potreste eccepire che il titolo è prescritto (il decreto ingiuntivo non eseguito per oltre 10 anni perde efficacia ex art. 2953 c.c.) e chiedere la sospensione immediata del pignoramento. Oppure, se risulta che il decreto del 2018 non vi fu mai notificato prima del pignoramento (notifica nulla), potete chiedere l’estinzione della procedura esecutiva perché il titolo non è stato regolarmente portato a vostra conoscenza.
  • Cause di merito (ordinaria) su contestazione del credito: è possibile, in taluni casi, che Locam scelga di citarvi direttamente in un giudizio ordinario (ad esempio se la materia è complessa o se l’importo è molto alto e preferiscono la via della citazione invece del decreto, magari per includere più aspetti). In questo caso, riceverete una citazione a giudizio con un atto di citazione dell’avvocato di Locam. Dovrete costituirvi in giudizio tramite avvocato e depositare una comparsa di risposta con le vostre difese. Gli argomenti difensivi sono gli stessi: prescrizione, difetto legittimazione, merito del credito, ecc. La differenza procedurale è che il termine per costituirsi è di 20 giorni prima dell’udienza indicata, e la tempistica è più dilatata rispetto al rito monitorio.
  • Sovraindebitamento come difesa (esdebitazione): una “difesa” meno convenzionale ma potente è ricorrere a una procedura concorsuale minore che coinvolga anche il debito verso Locam. Ad esempio, se siete sommersi dai debiti, potete presentare un ricorso per la liquidazione controllata del sovraindebitato (ex legge 3/2012, ora Codice della Crisi) chiedendo al tribunale di aprire la procedura: ciò comporta la nomina di un gestore e il blocco di tutte le azioni esecutive (compresa quella eventuale di Locam) . In pratica ottenete una sospensione generale e poi, a fine procedura, l’esdebitazione (cancellazione dei debiti residui) . È una mossa drastica, ma se appropriata può risolvere alla radice il problema e va vista anche come “difesa” contro aggressioni dei singoli creditori (che vengono convogliati nella procedura collettiva).
  • Negoziazione assistita o mediazione: teoricamente, anche questi strumenti ADR potrebbero applicarsi. La negoziazione assistita è facoltativa in materia di obbligazioni pecuniarie; la mediazione obbligatoria non è prevista per queste cause (lo sarebbe per banche e finanziarie, ma Locam come cessionaria di credito bancario potrebbe rientrarci: se agisce come finanziaria, le cause contro di essa per contratti bancari potrebbero essere soggette a mediazione). In ogni caso, mediazione o negoziazione possono essere tentate per raggiungere un accordo con Locam in sede protetta, magari ottenendo la sospensione dei termini processuali. Sono strumenti che il vostro legale valuterà tatticamente.

Strategie negoziali di saldo e stralcio: abbiamo già parlato di come trattare un saldo e stralcio. Ribadiamo alcuni consigli pratici per la strategia: – Non mostrare troppa fretta di pagare: se Locam percepisce che siete disperati e pronti a qualunque sacrificio, tirerà sul prezzo. Bisogna far capire invece che siete determinati a far valere i vostri diritti e che paghereste solo per chiudere serenamente, altrimenti siete pronti a dare battaglia (o a fare una procedura concorsuale). – Iniziare offrendo una percentuale bassa: ad esempio, se il debito richiesto è €10.000, un approccio potrebbe essere offrire €2.000 in un’unica soluzione immediata per chiudere. Probabilmente rifiuteranno la prima offerta, ma potrebbe aprire la porta a una loro controproposta (es. €5.000). La trattativa ideale si dovrebbe concludere intorno al 30-50%. Certo, dipende dalla situazione: se il debito è chiaramente dovuto e recente, difficilmente scenderanno sotto 70-80%. Se è molto vecchio e dubbio, accetteranno anche il 20% pur di incassare qualcosa. – Far pesare eventuali criticità: se ad esempio c’è prescrizione quasi maturata, potete dire “tra un anno è prescritto, vi offro poco ora altrimenti non avrete nulla”. Oppure “avete il contratto? Perché se non lo avete in giudizio lo contesterò”. – Avere pronti i fondi: se offrite un importo, assicuratevi di poterlo davvero versare nei tempi concordati. Se poi non pagate la cifra pattuita, l’accordo salta e sarete in posizione peggiore (perderete credibilità e magari avrete ammesso il debito nell’accordo stesso). – Mettere tutto per iscritto e firmato: mai fidarsi di accordi verbali con l’operatore al telefono tipo “ok se mi paga tot chiudiamo”. Serve un documento scritto (accordo transattivo) firmato dal rappresentante di Locam. E voi pagherete solo dopo aver ricevuto tale documento controfirmato (o al massimo contestualmente alla firma in modalità tracciata). Conservate la ricevuta del pagamento e fatevi dare quietanza liberatoria scritta. – Clausola di riservatezza e cancellazione dati: potete inserire clausole in cui Locam si impegna a segnalare la chiusura del debito nelle banche dati creditizie e a non cedere ulteriormente residui.

Punto di vista psicologico e comunicativo: mantenete sempre un atteggiamento fermo ma rispettoso. Non insultate o provocate gli operatori (potrebbe ritorcersi contro di voi). Non fate promesse che non potete mantenere (es. “tra un mese pago tutto” se non è vero). Se non sapete rispondere a una proposta, dite che “dovete valutare col vostro consulente” e prendetevi 24-48 ore.

Strumenti alternativi per definire o ridurre il debito

Oltre alle difese e alle transazioni individuali, l’ordinamento italiano mette a disposizione dei debitori una serie di strumenti alternativi per gestire e ridurre il peso dei debiti. Questi strumenti possono rivelarsi preziosi soprattutto quando i debiti sono molteplici o il debitore si trova in uno stato di insolvenza/​sovraindebitamento. Vediamo i principali, distinguendo tra procedure agevolative (accordi fiscali) e procedure concorsuali minori (sovraindebitamento):

1. Rottamazioni e definizioni agevolate dei debiti fiscali: se oltre al debito verso Locam (tipicamente di natura privata) avete anche debiti verso enti pubblici (Agenzia Entrate Riscossione per cartelle esattoriali, Comuni per multe, INPS per contributi, ecc.), dovete sapere che negli ultimi anni sono state introdotte misure di definizione agevolata – comunemente chiamate “rottamazioni delle cartelle”. Ad esempio, la Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) ha previsto la cosiddetta rottamazione-quater per i carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 2000 al 30/06/2022 . Ciò ha permesso ai contribuenti di estinguere i debiti fiscali versando solo l’imposta e i contributi dovuti, con l’abbuono integrale di sanzioni e interessi di mora. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 commi 39-101) ha addirittura introdotto una nuova rottamazione-quinquies per i carichi 2000-2023, con possibilità di presentare domanda entro il 30 aprile 2026 . Tali misure, se applicabili al vostro caso, possono ridurre drasticamente l’ammontare da pagare su cartelle esattoriali. Attenzione: questi provvedimenti riguardano solo i debiti verso il Fisco o enti pubblici e non si applicano ai crediti privati come quello di Locam. Tuttavia, se siete complessivamente indebitati sia con privati sia con l’erario, sfruttare le rottamazioni per la parte fiscale può liberarvi risorse per affrontare o transare i debiti privati. Vale anche la pena ricordare che esiste stato un “stralcio” automatico dei debiti fino a €1.000 affidati alla riscossione dal 2000 al 2015 (previsto sempre dalla L.197/2022): se avevate vecchie cartelle entro quella soglia, potrebbero essere state cancellate d’ufficio. Informatevi sul sito dell’Agenzia Entrate-Riscossione inserendo il vostro codice fiscale per vedere la situazione. In sintesi, per i debiti fiscali, informatevi sempre sulle ultime norme di definizione agevolata, perché potrebbero farvi risparmiare tantissimo e vanno colte entro scadenze precise.

2. Rateizzazioni amministrative: altro strumento fiscale – se non ci sono rottamazioni aperte, ricordate che potete chiedere rateizzazioni delle cartelle esattoriali (fino a 72 rate standard, o 120 rate in casi di grave e comprovata difficoltà). Questo serve a prevenire pignoramenti da parte del concessionario e magari rendere compatibile il pagamento col vostro budget. Non si applica a Locam direttamente (che non gestisce cartelle), ma è parte del quadro se avete pendenze miste.

3. Procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento (Legge 3/2012 e Codice della Crisi): se la vostra situazione rientra nel concetto di “sovraindebitamento” – ossia debiti eccessivi rispetto alle vostre capacità, senza prospettiva di poterli pagare integralmente – la legge vi offre un percorso giudiziale per liberarvene in modo ordinato. La L. 3/2012 (detta “Salva suicidi”) ha introdotto queste procedure, ora confluite nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019) entrato pienamente in vigore. Esse sono destinate a privati cittadini, famiglie, piccoli imprenditori, start-up, professionisti e in generale a tutti coloro che non possono fallire (cioè soggetti esclusi dalle procedure fallimentari classiche). Le forme principali sono:

  • Piano del consumatore (oggi “piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore”): è un piano di pagamento dei debiti rivolto a debitori persone fisiche che hanno contratto obbligazioni per scopi estranei all’attività imprenditoriale (tipicamente famiglie, privati). Questo piano viene proposto dal debitore al Tribunale, con l’ausilio di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi) e di un gestore, e non richiede l’accordo dei creditori: decide il Giudice se omologarlo, valutando la fattibilità e la meritevolezza. Nel piano potete proporre di pagare i vostri debiti in parte (ad esempio vendendo alcuni beni o con rate sostenibili) e chiedere la cancellazione di tutto quanto non riuscite a pagare (stralcio). Un esempio: avete €100.000 di debiti totali, proponete di pagarne €30.000 in 5 anni (perché solo quello potete, in base al vostro reddito e patrimonio) e chiedete l’esdebitazione del residuo 70%. Se il tribunale approva, tutti i creditori sono vincolati a quanto previsto dal piano e non possono aggredirvi oltre. Durante la procedura, anzi, le azioni esecutive dei singoli sono sospese . Locam, come qualsiasi creditore chirografario, dovrebbe adeguarsi: magari nel piano a Locam spetterà solo una percentuale del suo credito. È una soluzione potente perché vi permette di risolvere in modo definitivo e legale la vostra esposizione, ripartendo poi senza debiti . Di contro, richiede di essere “meritevoli” (non aver colposamente aggravato la situazione con frodi o spese folli) e di mettere a disposizione tutto il sovrapplusso di reddito o beni non indispensabili che avete.
  • Accordo di ristrutturazione dei debiti (detto anche accordo con i creditori): è simile al piano, ma destinato a debitori che svolgono attività d’impresa (piccoli imprenditori sotto soglia fallimento) oppure a privati che preferiscono coinvolgere i creditori. Infatti qui serve il consenso del 60% dei crediti (esclusi eventuali preferenziali) perché l’accordo sia omologato. In pratica, col supporto dell’OCC, fate una proposta di pagamento parziale ai creditori; se abbastanza creditori (per valore) approvano, il Tribunale può omologarlo rendendolo vincolante anche per i dissenzienti. Questa strada è utile se, ad esempio, avete alcuni creditori principali con cui trovate un’intesa e pochi altri minori che potrebbero altrimenti creare problemi – con l’omologazione anche quelli minori sono obbligati a rispettare l’accordo approvato dalla maggioranza. Per un privato cittadino medio il piano del consumatore è preferibile perché non richiede il consenso, ma l’accordo può servire per soggetti come piccoli imprenditori agricoli, start-up, associazioni, ecc., dove c’è un interesse a coinvolgere attivamente i creditori (magari offrendo loro utilità in cambio del voto favorevole).
  • Liquidazione controllata del sovraindebitato: è l’equivalente di un “piccolo fallimento” personale. Il debitore mette tutto il suo patrimonio (eccetto i beni impignorabili, stipendio minimo vitale, ecc.) a disposizione di un liquidatore nominato dal Tribunale, il quale liquida (vende) i beni e ripartisce il ricavato tra i creditori. Alla fine della procedura, il debitore ottiene l’esdebitazione (cancella i debiti residui non soddisfatti) e può ricominciare da zero. Questa procedura può essere volontaria (il debitore la sceglie perché non ha accordi possibili) oppure in certi casi può essere chiesta dai creditori/​liquidatore se un accordo o piano fallisce. È una soluzione estrema ma risolutiva: ad esempio, persona sommersa di debiti che non potrà mai pagare e possiede magari solo un piccolo immobile: lo cede ai creditori attraverso la liquidazione, dopodiché anche se il ricavato non copre tutto, i restanti debiti vengono azzerati. Nel caso di Marco citato prima, è stato avviato proprio questo tipo di procedura per liberarlo dei debiti rimasti . Oggi Marco vive sereno, stipendio non pignorato, grazie all’esdebitazione ottenuta .
  • Esdebitazione del debitore incapiente: novità assoluta introdotta dal Codice della Crisi (in recepimento della Direttiva UE 2019/1023) è la possibilità per il debitore persona fisica privo di beni e redditi di ottenere comunque la cancellazione dei debiti senza offrire nulla ai creditori. È riservata a chi davvero non ha nulla da liquidare e non è colpevole di frodi: il Tribunale può esdebitare l’incapiente con l’onere di pagare in futuro qualcosa ai creditori se nei 4 anni successivi migliorasse notevolmente la sua condizione. Questo strumento – applicato una tantum – è pensato per dare fresh start a chi è completamente senza risorse. Non si applica indiscriminatamente, ma in certi casi limite (ad esempio pensionato sociale sommerso da vecchi debiti).

4. Composizione negoziata della crisi d’impresa (D.L. 118/2021): per completezza, se il debitore è un imprenditore commerciale che rientra nelle dimensioni d’impresa (non un consumatore privato), esiste un percorso di composizione extragiudiziale con l’ausilio di un esperto negoziatore nominato dalla Camera di Commercio. È un processo volontario e confidenziale per ristrutturare i debiti aziendali, introdotto nel 2021 e ora parte del Codice della Crisi. Se chi legge è un piccolo imprenditore con debiti sia bancari (ad es. Locam per un fido in sofferenza) sia fiscali e con fornitori, potrebbe valutare la composizione negoziata: durante essa si possono ottenere misure protettive (blocco delle azioni esecutive) e cercare accordi con i creditori con la supervisione di un esperto imparziale. L’Avv. Monardo, in qualità di Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa, conosce bene questo istituto e potrebbe assistervi nell’attivarlo. Tuttavia, per i privati cittadini non-imprenditori, questa via non è pertinente – loro ricadono nel sovraindebitamento sopra descritto.

5. Altre soluzioni stragiudiziali aggregative: a volte, se avete più debiti con varie finanziarie o banche, potete provare a fare da soli una sorta di accordo multi-creditore: contattare ognuno e proporre un piano comune (es. rate su 5 anni pagando proporzionalmente a tutti). Non c’è una protezione legale finché tutti non firmano, ma se i creditori sono ragionevoli e intravedono la possibilità di incassare di più collaborando, potrebbero accettare. Diciamo che questa è una mini-composizione bonaria, utile quando le somme non sono enormi e magari i creditori sono pochi. Se però uno di loro fa il furbo e procede giudizialmente, l’accordo salta. Ecco perché spesso è meglio formalizzarlo nelle procedure ex lege viste prima.

6. Consolidamento debiti tramite finanziamento: sconsigliato nella maggioranza dei casi di cui trattiamo (perché spesso il debitore è già segnalato e non ottiene nuovi prestiti), ma se avete ancora buon merito creditizio, potreste considerare un prestito di consolidamento: ovvero ottenere un nuovo finanziamento che chiuda tutte le posizioni aperte, lasciandovi un’unica rata più sostenibile. Attenzione però: aggiungere debito a debito può portare a situazioni peggiori se fatto a cuor leggero. Inoltre, se il nuovo prestito richiede garanzie (ipoteca, fideiussioni di familiari), state attenti a non esporre beni di terzi. Questa è opzione da valutare solo in scenari dove il sovraindebitamento non è grave e avete entrate stabili per ripagare il nuovo prestito.

7. Intervento di garanti o terzi benefattori: se i vostri familiari (o altri) sono disposti ad aiutarvi finanziariamente, una strategia può essere coinvolgerli per negoziare stralci: ad esempio, un parente offre una somma a saldo del vostro debito e Locam la accetta. Fate attenzione però a non farli pagare prima di avere l’accordo liberatorio. Dal punto di vista legale, nulla vieta a un terzo di pagare il vostro debito (si chiama adempimento del terzo, art. 1180 c.c.). Anzi Locam spesso non fa differenza su chi materialmente effettua il pagamento, purché arrivi. Ma per voi significa magari contrarre un debito morale o verso il familiare, dunque rifletteteci.

In generale, questi strumenti alternativi (fiscali, concorsuali, finanziari) dovrebbero essere esaminati con l’aiuto di consulenti (avvocati, commercialisti) che possono indicarvi la strada migliore. L’importante è non sentirsi mai senza vie d’uscita: anche situazioni debitorie molto complesse hanno spesso una soluzione legale. L’Avv. Monardo e il suo team, specializzati in diritto bancario e crisi da sovraindebitamento, valutano sempre tutte le opzioni per il cliente: dall’accordo stragiudiziale alla procedura di esdebitazione, individuando quella praticabile e predisponendo tutta la documentazione necessaria.

Prima di passare oltre, ecco una tabella riepilogativa di alcune soluzioni difensive e alternative, con l’indicazione sintetica dei rispettivi vantaggi:

Situazione del debitoreStrumento legaleDescrizione e benefici
Debito forse prescrittoEccezione di prescrizioneFar dichiarare il debito estinto se sono trascorsi i termini di legge senza atti interruttivi . Evita qualsiasi pagamento.
Debito non prescritto, ma importo esoso o dubbioOpposizione giudiziale (a decreto ingiuntivo)Contestare in Tribunale la pretesa: il creditore deve provare titolo e importo. Può portare ad annullare/revocare la richiesta o ridurla. Tempo guadagnato ed eventuale transazione più bassa.
Debito certo, no cause di nullità, ma difficoltà a pagare interoSaldo e stralcio stragiudizialeAccordo transattivo per chiudere pagando una percentuale (spesso 30-70%). Vantaggio: risparmio economico e chiusura veloce, evitando cause. Necessita fondi disponibili e accordo scritto chiaro .
Più debiti insostenibili (bancari, fiscali ecc.)Procedura di sovraindebitamento (piano del consumatore, accordo o liquidazione)Un’unica procedura in tribunale per regolare tutti i debiti in modo proporzionato, con possibili stralci ampi . Stop a pignoramenti , rate sostenibili, eventuale esdebitazione (azzeramento residui) .
Debiti fiscali con cartelleRottamazione/Definizione agevolataPagamento facilitato delle cartelle senza sanzioni né interessi . Riduce la somma dovuta al fisco liberando risorse per altri creditori.
Minacce o pressioni indebite dal recupero creditiDiffida e segnalazione AGCM/GaranteFar valere i propri diritti contro pratiche aggressive. Vantaggio: possibile cessazione delle molestie e sanzioni per il creditore.
Pignoramento imminente (casa, stipendio)Opposizione all’esecuzione / SospensioneSe ci sono motivi (prescrizione titolo, vizi notifica), bloccare il pignoramento chiedendo al giudice la sospensione. Protegge beni e redditi in extremis.
Debitore nulla tenente assolutoEsdebitazione dell’incapienteCancellazione totale dei debiti in tribunale senza pagare nulla (riservata a casi limite). Permette di ripartire pulito, una sola volta.

Questa tabella non è esaustiva ma offre una panoramica delle opzioni di difesa/soluzione più comuni. Ogni caso è diverso: da qui l’importanza di una consulenza personalizzata, per combinare gli strumenti giusti (ad esempio, contestare la prescrizione su un debito e rottamare nel contempo le cartelle fiscali; oppure fare opposizione al decreto ingiuntivo di Locam e parallelamente avviare un piano del consumatore per chiudere tutto).

Errori comuni da evitare e consigli pratici

Passiamo ora in rassegna alcuni errori frequenti che i debitori commettono quando ricevono lettere per debiti vecchi (da Locam o simili) e dei consigli pratici per evitarli. Mantenere un approccio lucido e informato può fare la differenza tra aggravare la propria situazione o risolverla efficacemente.

Errore 1: Ignorare totalmente la comunicazione sperando che “sparisca”.
È comprensibile che ricevere un sollecito di pagamento metta a disagio e la tentazione di far finta di nulla è forte, specie se per anni non avevate più sentito nulla. Ma ignorare non fa sparire il debito – anzi, come evidenziato, potrebbe innescare procedure giudiziarie che vi troveranno impreparati . Il rischio concreto è di ritrovarsi, dopo qualche mese, con un ufficiale giudiziario alla porta per notificarvi un atto esecutivo (pignoramento). Locam stessa avverte nelle sue lettere che, se ignorate, procederà legalmente . Dunque non cestinate la lettera: prendetela come un problema da affrontare subito, non quando sarà troppo tardi.

Errore 2: Farsi prendere dal panico e pagare immediatamente senza verifiche.
L’opposto dell’inerzia è l’azione avventata. Molti, spaventati dai toni minacciosi (“procederemo al pignoramento dello stipendio, interessi in aumento, bla bla”), corrono a pagare o promettere denaro senza prima accertarsi se il debito è dovuto per intero. Questo può portare a pagare somme non dovute (magari un debito prescritto o gonfiato da addebiti illegittimi) o a spendere soldi che avreste potuto risparmiare. Il panico è cattivo consigliere: prima di pagare qualsiasi cifra, fate almeno un controllo di base (data ultimo pagamento, eventuale prescrizione, ecc.). Non c’è quasi mai una tale urgenza da non poter aspettare qualche giorno per verificare: anche se minacciano azioni immediate, nella realtà avviare un procedimento richiede tempi tecnici. Quindi mantenete sangue freddo e seguite i passi indicati in precedenza.

Errore 3: Comunicare telefonicamente o per iscritto in modo improvvisato.
Spesso i debitori chiamano il numero indicato da Locam per capire di cosa si tratta. Fin qui nulla di male, informarsi è lecito. Il problema è cosa si dice al telefono: i recuperatori sono abili a farvi domande che portano a riconoscere il debito. Esempio: “Lei sa di questo debito? Perché non ha pagato?” – se voi rispondete “Sì, non ho potuto per problemi economici” state di fatto ammettendo il debito, il che equivale quasi a un riconoscimento. Oppure vi chiederanno “può pagare qualcosa intanto?” – se dite di sì e magari lo fate, interrompete la prescrizione e accettate implicitamente il debito. Consiglio: se non siete preparati, non date risposte sostanziali al telefono. Potete limitarvi a prendere atto: “Ho ricevuto la lettera, sto verificando con un consulente, vi farò sapere”. Non fatevi mettere fretta né intimidire dalle minacce di “faremo causa subito”: avete diritto a prendervi qualche giorno. Ancora peggio è mandare messaggi scritti male: ad esempio c’è chi scrive di suo pugno “Riconosco di dovervi €X, vi prego di attendere un mese” – un disastro, perché quell’ammissione scritta sarà usata come prova contro di voi. Quindi attenzione alla comunicazione: meglio far parlare un legale a nome vostro, oppure se dovete rispondere da soli, fatelo in modo generico e prudente (es. “Sto effettuando verifiche sulla vostra richiesta, vi farò avere riscontro tramite il mio legale” – e null’altro). In particolare, evitate frasi come “quanto volete per chiudere?” dette senza strategia: danno l’idea che siete disperati a chiudere, peggiorando la vostra posizione negoziale.

Errore 4: Firmare cambiali o nuovi contratti di riconoscimento del debito.
Alcune società di recupero, per rendersi la vita più facile, propongono al debitore di sottoscrivere una cambiale (o una serie di cambiali) per l’importo dovuto, magari in forma dilazionata. Oppure un “nuovo piano di rientro” firmato che costituisce un riconoscimento di debito. Attenzione: firmare una cambiale trasforma il vostro debito in un titolo esecutivo immediato; se poi non onorate una cambiale, il creditore non dovrà più fare causa, potrà direttamente eseguire il pignoramento con quella. Quindi, a meno che non siate certi al 100% di poter pagare tutte le cambiali puntualmente (e che l’accordo sia vantaggioso), non accettate di firmare titoli di credito. Lo stesso per un nuovo contratto: se, ad esempio, Locam vi propone di firmare un “prestito” di consolidamento o un riconoscimento con tanto di interessi magari, state molto attenti – potreste perdere benefici acquisiti (come la prescrizione maturata) e peggiorare la vostra posizione giuridica. Ogni carta che vi chiedono di firmare va fatta visionare da un legale di fiducia. Un accordo mal scritto può intrappolarvi invece di aiutarvi .

Errore 5: Pagare una somma “a caso” senza accordo scritto.
Alcuni, nel tentativo di placare il creditore, pagano spontaneamente una piccola somma sul conto indicato da Locam, magari con causale “acconto” o senza causale, sperando di prendere tempo. Questo comportamento è sbagliato per due motivi: primo, come già detto, costituisce in genere riconoscimento del debito e interrompe la prescrizione (facendo un favore a Locam); secondo, non obbliga Locam ad alcunché in termini di stralcio o dilazione, anzi vi ritroverete probabilmente con continue richieste per il saldo rimanente, forti del fatto che “avete già iniziato a pagare, quindi avete riconosciuto”. Qualsiasi pagamento deve essere fatto solo all’interno di un accordo complessivo. Versare soldi senza un accordo scritto che definisca in cambio di cosa li versate è vivamente sconsigliato.

Errore 6: Trascurare di verificare l’esistenza di eventuali decreti ingiuntivi già emessi.
Molti debitori si limitano a considerare la lettera come un evento isolato. Invece è prudente fare un controllo: non è frequente ma talvolta succede che il creditore originario avesse già ottenuto un decreto ingiuntivo anni prima (magari notificato male o andato ignorato) e Locam l’abbia ereditato. Per esempio: nel 2018 la banca fece decreto, voi non l’avete ritirato e divenne esecutivo; nel 2025 Locam compra il credito e anche quel titolo esecutivo. Locam a quel punto nella lettera potrebbe fare solo cenno al decreto o anche no. Se voi ignorate, potreste ricevere direttamente un precetto tra qualche mese, come dicevamo. Quindi, chiedete al legale di fare una visura sul vostro nome nei registri (Tribunale, SICID) o usare l’accesso ai registri informatizzati: se salta fuori qualcosa, dovete muovervi subito per eventualmente opporvi (se i termini sono ancora aperti) o transare prima del pignoramento. È un controllo che spesso non viene in mente ai debitori ma che i professionisti fanno di default.

Errore 7: Non considerare il quadro complessivo dei debiti.
Supponiamo che Luigi abbia ricevuto lettera da Locam per €5.000, più abbia 2 carte di credito insolute con altri recuperatori per €3.000 ciascuna, e una cartella esattoriale di €10.000. Se Luigi tratta solo con Locam e spende magari €3.000 per chiudere quel debito, poi potrebbe non avere più risorse per affrontare gli altri, col risultato che dopo sei mesi un altro creditore lo porta in tribunale. L’errore è ragionare per compartimenti stagni. Bisogna fare una lista di tutti i debiti e delle relative priorità/​scadenze, per decidere la strategia più efficiente. Magari nel caso di Luigi sarebbe stato meglio non pagare Locam con soldi propri, ma attivare una procedura di piano del consumatore includendo tutti i debiti, e pagare ratealmente in 4–5 anni una parte di tutti i crediti, ottenendo lo stralcio del resto. O viceversa: se uno dei debiti è ipotecario (la banca sulla casa), quello va gestito con priorità per evitare di perdere l’immobile, e magari altri piccoli si possono sacrificare. Ogni situazione va valutata globalmente, eventualmente con l’aiuto di un professionista abituato a gestire crisi debitorie che sappia dove si può tirare e dove no. L’approccio “pago questo e poi si vedrà” rischia di far esaurire le poche munizioni in modo subottimale.

Errore 8: Farsi isolare e non chiedere aiuto per vergogna.
Il sovraindebitamento spesso porta con sé un senso di vergogna o fallimento personale. Molti debitori, specialmente privati, evitano di parlarne persino con i familiari più stretti o con professionisti, sperando di cavarsela da soli. Questo isolamento è pericoloso perché si possono commettere ingenuità o procrastinare per paura del giudizio altrui. Non c’è nulla di vergognoso nel trovarsi in difficoltà economica, né nel chiedere aiuto. Oggi esistono figure professionali e istituti di legge concepiti proprio per dare una seconda opportunità. Anche la Cassazione in più sentenze ha riconosciuto la funzione sociale dell’esdebitazione come “fresh start” per il debitore onesto ma sfortunato. Quindi parlatene con qualcuno di fiducia e con esperti: condividere il peso lo rende più leggero e vi fa uscire da quella “paralisi” che spesso impedisce di agire.

Errore 9: Continuare a fare debiti o usare credito facile mentre si è insolventi.
Può capitare che, per pagare un debito, si faccia altro debito (es. usare la carta di credito residua, farsi prestare soldi da finanziarie, finire in mano a usurai addirittura). Questo può innescare un circolo vizioso terribile. Se siete già al punto di non pagare alcuni debiti, non aggravate la vostra situazione con nuovi prestiti a tassi magari alti: valutate prima le soluzioni legali di cui sopra. A volte, fare un default pilotato e poi comporre la crisi è meglio che tentare disperatamente di allungare il brodo indebitandosi ancora. È un consiglio duro da accettare, ma continuare a chiedere credito per tappare buchi è come mettere sabbia in un secchio bucato. Meglio affrontare il problema reale della sostenibilità.

Consigli pratici in positivo:

  • Tenete un diario/registro di tutte le comunicazioni: segnate le date di arrivo delle lettere, di eventuali telefonate ricevute (ora, numero chiamante, nome operatore se fornito, contenuto). Questa “memoria” può servire all’avvocato per contestare modalità scorrette o per tenere traccia degli atti interruttivi di prescrizione.
  • Verificate il vostro indirizzo di residenza e domicilio legale: se vi siete trasferiti, assicuratevi di aggiornare la residenza e, se avevate contenziosi, fate mettere la notifica presso nuovo indirizzo. Molti problemi nascono da atti notificati a vecchi indirizzi. Utilizzate eventualmente il servizio di seguimi di Poste Italiane per far inoltrare la corrispondenza dal vecchio indirizzo.
  • Consultate periodicamente la Centrale Rischi e CRIF: potete accedere ai vostri dati per vedere se comparite con posizioni in sofferenza. Questo dà indicazioni su chi detiene i vostri debiti e da quanto tempo sono insoluti. Ad esempio, se un credito è segnalato “in sofferenza ceduto nel 2024”, potete capire che è passato a un NPL (forse Locam o simili).
  • Non ignorate gli atti giudiziari: se vi arriva una busta verde o un atto dal messo comunale, ritiratelo immediatamente. A volte i debitori non ritirano la posta sperando di prendere tempo, ma la legge prevede comunque la compiuta giacenza e la notifica si dà per fatta . Così rischiate di perdere termini per opporvi. Quindi meglio sapere e agire che evitare e subire.
  • Prioritizzate i debiti in base a tipologia e conseguenze: ad esempio, un debito garantito da ipoteca sulla casa va messo al primo posto (perché potrebbe portare a espropriazione immobiliare); un debito verso il Fisco può portare a fermi auto o ipoteche automatiche oltre certe soglie; un debito con finanziaria può portare a pignoramento stipendio ma con limiti del 20% etc. Sapere questo aiuta a decidere chi soddisfare per primo se dovete scegliere. In genere, i debiti con garanzie reali o con enti pubblici hanno rimedi più incisivi (pignoramento diretto con meno ostacoli).
  • Mantenete aggiornato il datore di lavoro su eventuali pignoramenti in corso: se subite un pignoramento dello stipendio, comunicare all’ufficio paghe l’eventuale esdebitazione o accordo raggiunto può velocizzare la cessazione delle trattenute.
  • Verificate la possibilità di opposizione in autotutela su alcune pretese: se il debito originario deriva da un errato calcolo (ad es. una bolletta pazza, o un addebito bancario illegittimo), a volte si può ancora contestare al creditore originario (o all’ARERA per le bollette) anche senza arrivare al giudice. Certo, se è finito a Locam vuol dire che l’originatore considera chiusa la questione, ma in casi particolari (errori macroscopici di fatturazione) si può tentare un reclamo ufficiale al creditore originario per far stornare parte del debito, e informarne Locam.
  • Assicuratevi di ottenere liberatorie a fine pagamento: dopo aver pagato, pretendete sempre un documento scritto che attesti che il pagamento X “è da considerarsi a saldo e stralcio, nulla più dovendosi”. Conservatelo per sempre (o almeno 10 anni). Così, se per caso in futuro qualcuno rispuntasse chiedendo ancora soldi su quel debito, avrete la prova per zittirli.
  • Se l’importo è modesto e siete convinti del dovuto, potete anche pagare… ma con cautela: finora abbiamo parlato di difese, ma se il debito è piccolo (es. €200 di vecchia bolletta) e riconoscete che in effetti non l’avevate pagata, potreste considerare di chiudere subito per togliervi il pensiero. In tal caso però, chiedete comunque una lettera di cancellazione di ogni pretesa e verificate che non vi stiano addebitando cifre strane. A volte pagare piccole somme conviene più che imbarcarsi in lunghe contestazioni, ma fatevi sempre dare conferma scritta che nulla più è dovuto.

Domande e risposte (FAQ)

Di seguito trovate una serie di domande frequenti che un debitore potrebbe porsi riguardo alla lettera ricevuta da Locam Gestioni S.r.l. e alle possibili azioni. Ogni domanda è seguita da una risposta chiara e concisa, basata sulle normative e sulle strategie illustrate finora.

Domanda: Chi è esattamente Locam Gestioni S.r.l. e perché mi sta chiedendo dei soldi?
Risposta: Locam Gestioni S.r.l. è una società specializzata nel recupero di crediti non pagati da tempo. In pratica acquista da banche, finanziarie o aziende i debiti che questi non sono riusciti a riscuotere e poi cerca di riscuoterli per conto proprio . Se ti ha scritto, significa che ha in gestione (o di proprietà tramite cessione) un tuo vecchio debito verso un precedente creditore. Ti scrive per sollecitare il pagamento di quel debito, spesso aggiungendo interessi o spese di recupero. In sostanza, è il nuovo creditore (o agente per esso) del credito che avevi con l’originaria banca/finanziaria/società.

Domanda: Devo rispondere alla lettera di Locam o posso ignorarla?
Risposta: Ignorare non è consigliabile. Se non rispondi e non paghi, Locam potrebbe passare alle vie legali (es. chiedere un decreto ingiuntivo) . È meglio valutare la situazione e, se opportuno, rispondere in forma adeguata (tramite legale) per contestare il debito o chiedere un accordo. Ignorando rischi di trovarti più avanti con un atto di pignoramento senza aver avuto occasione di difesa. Quindi, prendi sul serio la comunicazione e adotta una strategia (pagamento, contestazione o trattativa) piuttosto che il silenzio passivo.

Domanda: Cosa succede se ignoro le richieste di Locam? Possono pignorare subito il mio conto o stipendio?
Risposta: Locam non può pignorare nulla immediatamente con una semplice lettera . Deve prima ottenere un titolo esecutivo da un giudice (es. decreto ingiuntivo non opposto, sentenza). Se ignori il sollecito, la società potrebbe appunto richiedere un decreto ingiuntivo. Una volta ottenutolo e notificatotelo, se tu ancora non fai nulla (non ti opponi né paghi entro 40 giorni), quel decreto diventa esecutivo e a quel punto sì, potranno avviare pignoramenti del tuo stipendio, conto corrente, auto o altri beni . In sintesi: ignorando dai luce verde a Locam per procedere legalmente. Finché non hanno un titolo dal giudice, non possono pignorare; ma se tu li ignori, aumenti le probabilità che ne ottengano uno senza opposizione.

Domanda: Il debito che mi chiedono risale a tanti anni fa. Non è che si è prescritto?
Risposta: È possibile, sì. Molti debiti “vecchi” gestiti da Locam potrebbero essere prescritti se sono passati gli anni previsti dalla legge senza interruzioni . Ad esempio: prestito bancario dopo 10 anni, bolletta dopo 5 anni, ecc. Se il tuo debito è davvero molto datato (es. ultimo pagamento oltre 5-10 anni fa) e in mezzo non ci sono stati decreti ingiuntivi, raccomandate, o altri atti validi, la prescrizione potrebbe essere maturata. Ciò significa che il creditore non può più legalmente pretenderlo in tribunale, e tu puoi rifiutare il pagamento per estinzione del diritto. Attenzione però: devi eccepire la prescrizione, non opera da sola . Inoltre, occhio a non aver tu riconosciuto il debito o pagato qualcosa nel frattempo, perché in tal caso la prescrizione sarebbe ripartita. Ti conviene far valutare a un avvocato la situazione: se conferma la prescrizione, potrai rispondere a Locam contestando il debito come non più esigibile.

Domanda: Come faccio a capire se la prescrizione è maturata?
Risposta: Devi individuare qual è il termine di prescrizione applicabile e vedere se dalla data di decorrenza sono passati quegli anni senza interruzioni. Il termine dipende dal tipo di debito: – Prestiti, finanziamenti, carte di credito: 10 anni di prescrizione ordinaria . – Bollette di utenze (luce, gas, acqua, telefono): 5 anni (talora anche 2 anni per conguagli recenti, ma in generale 5) . – Affitti e spese condominiali: 5 anni. – Contributi INPS: 5 anni. – Debiti tributari: in generale 5 anni, salvo cartelle notificate che li portano a 10. La prescrizione decorre dall’ultima attività valida di richiesta o dal momento in cui il credito è scaduto. Esempio: ultima rata prestito scaduta a gennaio 2015 e mai pagata né sollecitata = prescrizione 10 anni da allora, quindi gennaio 2025. Se Locam ti scrive dopo quella data e nel mezzo non hai ricevuto atti ufficiali, sarebbe prescritto. Se però c’è stata ad esempio una raccomandata di messa in mora nel 2018 (anche se tu l’hai ignorata), ecco che la prescrizione si è interrotta e ripartita da capo nel 2018 fino al 2028 . In pratica: serve esaminare tutta la cronologia di pagamenti e solleciti/atti. Non è facile farlo da soli se non hai tutta la documentazione. Un avvocato può aiutarti a ricostruire gli ultimi eventi e dirti se la prescrizione è scattata o no.

Domanda: E se il debito è prescritto, cosa devo fare?
Risposta: In tal caso, non pagare (sarebbe un pagamento di indebito) e comunica formalmente a Locam che il debito è estinto per prescrizione, quindi contestando il loro diritto a pretendere soldi. L’ideale è far inviare una lettera dall’avvocato citando gli estremi (art. 2934 c.c. e seguenti) e spiegando che tu consideri il debito non più esigibile. Una volta eccepita la prescrizione, Locam dovrebbe prendere atto che non hai intenzione di pagare e difficilmente andranno in giudizio sapendo di perdere. Tieni presente che se anche andassero in causa, tu dovrai ribadire in giudizio l’eccezione di prescrizione (non darla per scontata) . In sintesi: debito prescritto = tua difesa completa. Fai però attenzione a non riattivarlo: eviterai di fare promesse di pagamento o versare acconti, sennò azzeri la prescrizione trascorsa.

Domanda: Locam può chiamarmi o venire a casa mia? Posso rifiutarmi di parlare con loro?
Risposta: Possono telefonarti (se hanno il tuo numero) e inviarti lettere. Possono anche mandare un loro funzionario (esattore domiciliare) a proporti piani di pagamento, ma tu non sei obbligato a riceverli. Non possono entrare in casa senza consenso, né hanno poteri da pubblico ufficiale. Se un esattore suona, puoi parlare sulla porta o non aprire nemmeno. Ricorda: finché non hanno un titolo esecutivo, non possono fare ispezioni o pignoramenti a casa. Solo l’ufficiale giudiziario con un titolo può farlo, ma in quel caso avresti già ricevuto atti formali. Quindi se vengono, è solo un tentativo bonario. Stesso per il telefono: non sei obbligato a rispondere o puoi dire che preferisci comunicare per iscritto. Un consiglio è di mantenere la comunicazione scritta (magari via PEC o raccomandata) perché è tracciabile e meno emotiva. Telefonicamente rischi di dire cose sconvenienti. Quindi: sì, possono contattarti, ma tu decidi se e come interagire. L’importante è non farsi intimidire: finché parlano, non agiscono legalmente.

Domanda: Mi hanno proposto di chiudere il debito con il 50% dell’importo se pago entro pochi giorni. Posso fidarmi?
Risposta: Offerte di saldo a stralcio del genere sono comuni e spesso convenevoli, ma devi stare attento alle condizioni scritte. Non prendere accordi solo a voce. Se Locam ti propone “paga il 50% e chiudiamo tutto”, fatti mandare una proposta scritta o un accordo da firmare dove sia chiaramente indicato che pagando quella cifra si estingue definitivamente il debito e nessun altro potrà chiedere altro in futuro . Solo con un documento così puoi fidarti. Inoltre, verifica che il 50% sia calcolato sull’importo corretto (a volte ti dicono 50% ma l’importo iniziale era gonfiato). Se l’accordo è regolare e lo rispetti, è un modo legittimo di chiudere a sconto. Assicurati di pagare con mezzi tracciati (bonifico) e di ottenere poi una quietanza liberatoria. Dunque, sì, ci si può fidare di un saldo e stralcio ben formalizzato; non fidarti invece di promesse verbali o accordi frettolosi via telefono senza carte.

Domanda: Cos’è esattamente un “saldo e stralcio”?
Risposta: È un accordo transattivo con cui creditore e debitore stabiliscono di chiudere il debito con un pagamento inferiore al dovuto. In pratica il creditore accetta una rinuncia a una parte del credito in cambio di ottenere subito/rapidamente una parte. “Saldo e stralcio” significa che col pagamento concordato il debito si considera saldo (pagato) e viene stralciato (cancellato) per intero. Deve essere scritto e firmato da entrambe le parti. Ad esempio, su €10.000 dovuti, si può concordare il saldo e stralcio a €4.000 – il debitore paga €4.000, il creditore dichiara nulla più a pretendere. È definitivo. Questo tipo di accordo conviene al debitore (paga meno) e spesso anche al creditore (incassa subito evitando spese legali e rischio insolvenza totale). Attenzione che sia “tombale”: ovvero includa l’intera pretesa e non lasci spiragli per futuri recuperi . Una volta eseguito, chiedi sempre conferma scritta che la posizione è chiusa.

Domanda: Conviene proporre io un saldo e stralcio o aspettare che lo offrano loro?
Risposta: Dipende. Se hai liquidità disponibile e vuoi risolvere rapidamente, proporre tu un saldo e stralcio può accelerare la chiusura. Assicurati però di partire abbastanza basso (loro tenderanno a voler di più). Se invece non hai soldi pronti, forzare una proposta potrebbe essere prematuro. A volte i creditori offrono spontaneamente uno stralcio dopo un po’ di tentativi, specie se vedono che tentenni o accenni a possibili contestazioni. Non c’è una regola fissa: se il debito è chiaramente dovuto e hai paura di un’azione legale, fare tu un’offerta può prevenire la causa. Se invece hai assi nella manica (tipo prescrizione vicina, ecc.), puoi attendere per spuntare condizioni migliori. In generale, non aspettare l’ultimo minuto (tipo dopo che ti notificano un decreto) perché a quel punto potrebbero pretendere l’intero più spese legali. Giocare d’anticipo con una buona offerta spesso paga. Ma fatti guidare dal tuo legale per calibrarla: né troppo generosa (regaleresti soldi) né offensivamente bassa (li indisporrebbe).

Domanda: Posso trattare un pagamento a rate con Locam?
Risposta: Sì, Locam in molti casi accetta di rateizzare il pagamento, soprattutto se non puoi dare un grande importo subito ma puoi versare mensilmente. Tuttavia, tieni presente un paio di cose: 1. Preferiscono di solito poche rate ravvicinate (es. 6-12 mesi) piuttosto che piani lunghi anni, perché più il piano è lungo più temono inadempimenti. 2. Se rateizzi l’intero importo originario, a conti fatti non stai ottenendo uno sconto, stai solo dilazionando – potrebbero comunque continuare a caricarti interessi di mora sulle rate. Meglio sarebbe ottenere sia lo sconto (saldo e stralcio) sia la dilazione, ma non sempre accettano entrambe le cose insieme. 3. Qualsiasi piano va formalizzato per iscritto. E, molto importante: se salti una rata, spesso l’accordo prevede che decade e loro possono chiederti tutto. Quindi impegni alla rata solo se sei sicuro di poterle sostenere. In sostanza, sì la rateizzazione è possibile: se, ad esempio, devi dare €5.000 e proponi 10 rate da €500, potrebbero accettare. Assicurati sempre che nell’accordo di rateizzazione sia chiarito che a completamento del pagamento il debito si estingue totalmente e ti sarà rilasciata liberatoria. Evita di firmare cambiali per le rate (meglio bonifici periodici). Quindi, discuti pure un piano rateale, ma con le dovute cautele contrattuali.

Domanda: E se non posso permettermi né di pagare intero né neppure un saldo e stralcio ridotto?
Risposta: In tal caso conviene valutare le procedure da sovraindebitamento o comunque difendersi in sede giudiziale guadagnando tempo. Se davvero non hai risorse (patrimonio o reddito disponibile) per soddisfare i creditori, hai due strade: – Difensiva pura: ti opponi alle eventuali azioni cercando di ritardare e magari sperando in prescrizioni, ecc. Ma se il debito è dovuto e tu insolvibile, prima o poi i creditori potrebbero riuscire a pignorare qualcosa (stipendio, ad esempio, nei limiti di legge). – Procedura di esdebitazione: come spiegato, esiste la possibilità di rivolgersi al tribunale con una liquidazione del proprio patrimonio (anche se hai poco) per poi ottenere la cancellazione dei debiti . Se proprio non hai nulla, c’è addirittura la liberazione del debitore incapiente. In pratica, se non puoi pagare nulla o quasi, non sei condannato a vita a restare perseguitato dai debiti: puoi sfruttare la legge 3/2012 (oggi Codice della Crisi) per azzerare il debito residuo dopo aver offerto il possibile (anche zero, nei casi estremi). Queste procedure sono complesse ma molto efficaci per chi è strangolato dai debiti. Rivolgiti a un OCC o a un avvocato specializzato per capire se puoi accedervi. Ricorda: meglio affrontare la situazione in modo ordinato che vivere nell’angoscia costante e nell’irregolarità.

Domanda: Ho saputo che c’è una legge “anti suicidi” per cancellare i debiti: posso usarla per liberarmi anche di questo debito Locam?
Risposta: Sì, ti riferisci alla Legge 3/2012 sul sovraindebitamento, che ora è incorporata nel Codice della Crisi. Se rientri nei requisiti (sei sovraindebitato, cioè non riesci a pagare i tuoi debiti, e sei un soggetto non fallibile, quindi un privato, piccolo imprenditore, ecc.), puoi presentare: – un Piano del consumatore o un Concordato minore per ristrutturare i debiti pagando quello che puoi in modo sostenibile e far cancellare il resto; – oppure una Liquidazione controllata per liquidare i tuoi beni e poi avere l’esdebitazione (pulizia dei debiti). In tutti questi casi, anche il debito verso Locam rientrerà e sarà trattato alla pari degli altri crediti chirografari. Quindi sì, puoi usare quelle procedure per liberarti anche di Locam. Naturalmente devi valutarlo se hai altri debiti consistenti: se hai solo Locam di piccolo importo, non vale la pena attivare una procedura complessa; se invece hai più posizioni (banche, fisco, finanziarie) e sei oppresso, allora questa legge è pensata per te. Ad esempio, nel caso prima citato di Marco, lui ha usato la procedura di liquidazione sovraindebitamento per azzerare i debiti rimanenti incluso Locam . Quindi è una via concreta. Rivolgiti a un professionista (l’Avv. Monardo ad esempio è Gestore della crisi) che ti saprà dire se sei eleggibile e ti guiderà nel percorso.

Domanda: Locam ha minacciato di farmi protestare o mettermi nel CRIF, è possibile?
Risposta: Bisogna distinguere. CRIF e altre banche dati creditizie: se il tuo debito originario era con una banca/finanziaria, probabilmente la segnalazione a sofferenza è già avvenuta al momento del default originario. La cessione a Locam in sé non comporta una nuova segnalazione (non è una nuova linea di credito). Quindi Locam di per sé non “ti mette al CRIF”: ci stavi già se non pagavi prima. Tuttavia, se per ipotesi tu stessi ancora pagando qualche rata con ritardo, la segnalazione avverrebbe prima che passi a Locam. In sintesi, Locam non è un ente che segnala alle banche dati dei crediti in corso, perché recupera crediti ormai decaduti. Quanto al protesto: il protesto avviene solo in caso di titoli di credito non pagati (assegni, cambiali). Se tu non hai firmato cambiali a Locam o non hai emesso assegni, non possono farti nessun protesto. La minaccia di protesto è priva di senso se non ci sono titoli. A volte i recuperatori usano toni impropri. Se invece tu firmassi una cambiale nel tentativo di saldo, stai attento: se poi non la paghi verresti protestato. Ma finché rimane sul piano del debito semplice, niente protesto. In conclusione: Locam non può protestarti dal nulla, e quanto al CRIF, potresti già essere segnalato per quel debito insoluto originario – ma non c’è un “di più” per via di Locam. Le minacce di “rovineremo la sua reputazione creditizia” spesso sono solo spauracchi se riferite a debiti già scaduti da anni (ormai la segnalazione negativa c’è già stata, e in CRIF dopo 36 mesi dalla chiusura pratica decadono anche, se il creditore originario l’ha chiusa a perdita). Quindi informati, ma non farti spaventare da minacce vaghe.

Domanda: Ho ricevuto un decreto ingiuntivo da Locam – cosa devo fare?
Risposta: Se ti è arrivato un decreto ingiuntivo, vuol dire che Locam si è già rivolta al giudice e ha ottenuto questo provvedimento. Innanzitutto: controlla la data di notifica e calcola 40 giorni da quella data (o 10 giorni se per caso il decreto è provvisoriamente esecutivo – lo leggerai nel decreto). Quello è il termine per presentare opposizione. Devi rivolgerti immediatamente a un avvocato portando il decreto e tutti i documenti che hai sul debito, in modo che possa preparare l’atto di opposizione. L’opposizione darà avvio a un processo in cui potrai far valere tutte le tue difese (prescrizione, mancanza di prova, ecc.). Se lasci trascorrere i 40 giorni senza fare nulla, il decreto diventerà definitivo e Locam potrà procedere a pignorare. Quindi la parola d’ordine è agire in fretta: l’avvocato potrebbe anche chiedere la sospensione immediata dell’esecutività se ci sono motivi (ad es. prescrizione). In parallelo, valuta se – a seconda delle prove di Locam – sia il caso di proporre un accordo transattivo (a volte anche dopo il decreto si può trattare, ma intanto devi fare opposizione per non perdere il diritto). Non ignorare mai un decreto ingiuntivo: va affrontato con un’opposizione ben motivata.

Domanda: Quanto mi costerà rivolgermi a un avvocato per queste cose? Ne vale la pena?
Risposta: I costi legali variano a seconda della complessità e del valore in gioco, ma considera che molti studi (come quello dell’Avv. Monardo) offrono un primo consulto a prezzo accessibile o addirittura gratuito per inquadrare il caso. Difendersi in maniera adeguata spesso fa risparmiare soldi: ad esempio, se grazie all’avvocato eviti di pagare un debito prescritto di €5.000 o ottieni un saldo e stralcio a €3.000 invece che pagare €10.000, hai ampiamente compensato le spese legali. Inoltre, nelle cause, se vinci puoi chiedere che sia la controparte a pagare le tue spese. Certamente, se il debito è piccolissimo (tipo €200) uno può valutare se pagarlo direttamente senza ingaggiare una causa costosa – ma anche lì, un consiglio legale su una lettera standard magari costa poco e ti toglie la grana lo stesso. Quindi direi: vale la pena almeno una consulenza per capire dove sei messo. L’Avv. Monardo per esempio, con la sua esperienza, può in breve dirti quali opzioni hai e se conviene procedere. E se decidi di affidargli la pratica, concorderai un compenso proporzionato all’attività (es. tot per fare lettera di diffida, tot per fare opposizione giudiziale, ecc.). Considera anche che non agire potrebbe costarti molto di più (pignoramenti, more, intero importo dovuto). Quindi, sì: investire in una difesa adeguata è spesso un risparmio nel medio termine e ti dà serenità di muoverti nel giusto.

Domanda: Cosa può fare concretamente l’Avv. Monardo e il suo team per aiutarmi in questa situazione?
Risposta: Lo studio dell’Avv. Monardo è specializzato proprio in casi di debiti bancari, finanziari e fiscali. Concretamente possono:Analizzare l’atto che hai ricevuto (lettera Locam, decreto, precetto) e tutti i documenti del debito per individuare appigli legali (prescrizione, vizi formali, ecc.). – Consigliarti la strategia ottimale (impugnare, trattare, procedura di sovraindebitamento, ecc.) in base alla tua situazione economica e al quadro debitorio complessivo. – Redigere e inviare per tuo conto lettere formali di risposta a Locam (diffide, richieste documenti, proposte transattive) con il linguaggio legale corretto, che spesso spinge la controparte a più miti consigli. – Assisterti nella negoziazione di un saldo e stralcio: curare l’accordo scritto, inserire le clausole di tutela, verificare i pagamenti, ottenere la liberatoria. Insomma, garantirti che l’accordo sia sicuro al 100% . – Presentare ricorsi e opposizioni: se occorre fare causa (es. opposizione a decreto ingiuntivo), lo faranno nei termini, predisponendo tutte le eccezioni giuridiche opportune e rappresentandoti in tribunale. – Ottenere provvedimenti di urgenza: ad esempio sospendere un pignoramento se c’è un grave motivo, tramite istanza al giudice. – Seguirti nelle procedure da sovraindebitamento: l’Avv. Monardo essendo Gestore OCC e esperto di crisi, potrà aiutarti a predisporre la domanda di piano del consumatore o liquidazione, presentarla in Tribunale e gestire i rapporti con l’OCC nominato, fino ad arrivare all’omologa e all’esdebitazione. – Proteggere il tuo patrimonio: valutare con te se ci sono beni aggredibili e come eventualmente metterli al riparo legalmente (per quanto possibile). – Difenderti da eventuali scorrettezze: se Locam o altri violano norme (privacy, minacce indebite), lo studio potrà presentare reclami alle Autorità per tutelarti. In sintesi, agiranno come scudo e spada: scudo per bloccare o rallentare le azioni esecutive ingiuste e spada per contrattaccare con strumenti di legge a tuo favore. Lo scopo finale è farti ottenere il miglior risultato possibile: o pagare meno o non pagare affatto se non dovuto, e comunque risolvere la situazione definitivamente, così potrai voltare pagina senza vivere nell’ansia costante.

Domanda: Quanto tempo ci vorrà per risolvere questo problema?
Risposta: Dipende molto dal percorso che si imbocca: – Una trattativa di saldo e stralcio potrebbe concludersi nel giro di qualche settimana o pochi mesi (il tempo di scambiarsi proposte, definire accordo e fare il pagamento). – Un ricorso in opposizione a decreto potrebbe durare l’iter di causa civile, quindi anche 1-2 anni in primo grado (nel frattempo però, se l’esecuzione è sospesa, non subisci pignoramenti). – Una procedura di sovraindebitamento può richiedere qualche mese per la fase di ammissione e omologa (diciamo 4-6 mesi, variabile da Tribunale a Tribunale), dopodiché se è un piano durerà per il tempo del piano (es. 4-5 anni di rate) prima dell’esdebitazione finale; se è liquidazione, può durare qualche anno per vendere eventuali beni. Insomma, non c’è una risposta unica. Quello che si può dire è che appena ti affidi a un professionista, già dal giorno stesso sarai più sereno perché avrai una strategia e spesso l’avvocato comunica a Locam che lo studio la rappresenta, quindi d’ora in poi passano tramite lo studio e smettono di tampinarti direttamente. La risoluzione “finale” (chiusura debito o provvedimento di esdebitazione) può richiedere tempo, ma l’importante è mettere subito in sicurezza la tua posizione (con le azioni giuste) e poi seguire i passi. Il nostro obiettivo è comunque risolvere nel minor tempo possibile compatibilmente con le procedure. A volte già con una lettera ben fatta si chiude in poche settimane. In casi più complessi ci vuole pazienza, ma ogni passo sarà mirato allo scopo finale di liberarti dal debito.

Domanda: Se arriva un pignoramento, posso ancora fare qualcosa?
Risposta: Sì, anche a pignoramento iniziato c’è qualche carta da giocare, ma dipende dalla situazione. Se ricevi un atto di pignoramento (ad esempio sullo stipendio attraverso il datore di lavoro, o sul conto in banca, o un atto di pignoramento immobiliare), significa che Locam è già in possesso di un titolo esecutivo (es. un decreto non opposto). Puoi comunque: – Opporre l’esecuzione se c’è un motivo valido (per esempio il titolo si è formato in modo irregolare, o il pignoramento ha vizi di procedura). Come detto, hai termini brevi (20 gg) per farlo. – Tentare una trattativa last-minute: a volte, se proponi di pagare subito una buona parte, il creditore può acconsentire a sospendere o rinunciare al pignoramento. Però in questa fase sei un po’ con l’acqua alla gola, quindi la tua leva negoziale è minore. Potresti dover pagare di più rispetto a prima. – In alcuni casi, puoi chiedere al giudice una conversione del pignoramento: in pratica, di sostituire i beni pignorati con una somma di denaro da versare (anche a rate con garanzia) – questo se vuoi evitare ad esempio la vendita di un immobile pignorato, depositando tu dei soldi. – Se stai attivando una procedura di sovraindebitamento, la legge prevede la sospensione delle azioni esecutive individuali: dovresti informare il giudice dell’esecuzione che hai presentato ricorso per la composizione della crisi e chiedere la sospensione. In sostanza, anche se sei al momento del pignoramento non sei spacciato: c’è l’opposizione esecutiva se ne ricorrono i motivi o la possibilità di trovare un accordo di saldo pur tardivo (magari includendo spese legali maturate). Certo, sarebbe stato meglio muoversi prima, ma è importante sapere che hai comunque diritto a difenderti in ogni stadio. Ovviamente appena ti notifica il pignoramento, corri dall’avvocato il giorno stesso per valutare l’azione opportuna senza far scadere i termini.

Domanda: Alla fine, se pago o vinco la causa, il mio nome verrà pulito?
Risposta: Sì, una volta che la vicenda si chiude – sia con pagamento (accordo saldo e stralcio, pagamento integrale, ecc.) sia con sentenza a tuo favore – potrai ottenere la liberatoria e non avere più pendenze relative a quel debito. Per quanto riguarda le banche dati creditizie: – Se hai fatto un saldo e stralcio, di solito il creditore segnala l’estinzione del debito. Però potrebbe risultare la dicitura “saldo parziale” nelle note. Ciò non dovrebbe precluderti credito futuro, soprattutto se non hai altri intoppi, ma tecnicamente la traccia storica rimane per qualche tempo. Ad ogni modo, dopo un certo numero di anni (solitamente 3 anni dal saldo) la posizione viene cancellata dalle banche dati come da regolamento. – Se hai vinto la causa e il debito è stato dichiarato non dovuto, puoi chiederela cancellazione di eventuali segnalazioni perché quel credito era contestato e risultato non dovuto. Presenti la sentenza agli enti gestori (CRIF, Experian, Banca d’Italia per CR) per aggiornare. – Se era un debito fiscale andato in rottamazione o saldo, la posizione verrà chiusa anche lì. In generale, “nome pulito” significa che non avrai più quella spada di Damocle. Certo, se in passato sei stato segnalato come cattivo pagatore, la cronologia creditizia non si resetta magicamente subito, ma col tempo e comportamenti corretti futuri la tua reputazione finanziaria può risanarsi. L’importante è che, definito l’accordo o ottenuta la sentenza, tu ti faccia dare tutte le certificazioni di avvenuto adempimento/chiusura e controlli che eventuali ipoteche giudiziali o pregiudizievoli vengano cancellate. Il tuo avvocato può occuparsene (ad esempio, se c’era un decreto ingiuntivo, farlo annotare a margine come estinto). Dopo di che, potrai davvero dire di aver archiviato il problema.

Queste erano le FAQ principali. Se ne hai altre specifiche sulla tua situazione, non esitare a contattare l’Avv. Monardo per ottenere risposte puntuali: ogni caso ha le sue particolarità e lo studio sarà lieto di chiarire ogni dubbio residuo.

Esempi pratici e casi risolti

Per dare un’idea concreta di come le strategie illustrate possano applicarsi nella realtà, presentiamo di seguito alcuni casi pratici (con dati di fantasia, ma ispirati a situazioni reali) di debitori che hanno ricevuto lettere da Locam Gestioni S.r.l. e come si è proceduto per risolvere ciascuna situazione.

Esempio 1: Debito prescritto e azione contestativa vincente.
Scenario: Marta riceve a gennaio 2026 una lettera da Locam che le chiede €600 per il mancato pagamento di alcune bollette telefoniche Telecom del 2018. Marta ricorda di aver avuto problemi con quelle bollette, forse già pagate in parte, ma comunque da almeno fine 2018 nessuno l’aveva più contattata. La lettera Locam minaccia azioni legali se non paga entro 15 giorni.
Analisi: Debito di natura periodica (bollette telefono) – prescrizione 5 anni . L’ultima bolletta era di ottobre 2018. A gennaio 2026 sono passati più di 5 anni (in realtà 7 anni e qualche mese). Marta non ha traccia di raccomandate ricevute nel frattempo. È molto probabile che il debito sia prescritto già da fine 2023.
Azione: Su consiglio legale, Marta non paga nulla e risponde tramite avvocato a Locam evidenziando che il credito è estinto per prescrizione quinquennale ex art. 2948 c.c., essendo trascorsi oltre 5 anni senza atti interruttivi. Nella lettera l’avvocato diffida Locam dal proseguire nelle richieste e anticipa che ogni eventuale azione giudiziaria sarà contrastata con eccezione di prescrizione e richiesta di spese.
Esito: Locam, una volta ricevuta la diffida, archivia la posizione. Non segue alcuna causa. Nel giro di 60 giorni, Locam invia a Marta una comunicazione che, “a seguito di verifiche”, la posizione risulta chiusa (di fatto ammettendo implicitamente la prescrizione). Marta non ha dovuto pagare nulla. Problema risolto rapidamente.

Esempio 2: Saldo e stralcio vantaggioso grazie a contestazioni.
Scenario: Giovanni aveva un prestito personale con una finanziaria, rimasto impagato con €10.000 di residuo dal 2019. Nel 2025 riceve lettera da Locam che ha acquistato quel credito, chiedendo €12.500 (capitale + interessi). Giovanni ora nel 2026 potrebbe pagare qualcosa grazie a un nuovo lavoro, ma non certo l’intera cifra. Peraltro, sono passati 7 anni dall’ultimo pagamento (2019–2026) e Locam ancora non ha fatto decreti.
Analisi: Debito da finanziamento – prescrizione 10 anni, quindi non ancora prescritt, avverrà nel 2029 se nulla accade. Giovanni però ha alcuni elementi: non è arrivato nessun decreto finora (quindi Locam non ha titolo); inoltre la somma richiesta sembra includere molti interessi. Giovanni, tramite il suo avvocato, rileva che il tasso di mora applicato eccedeva la soglia di usura in alcuni trimestri del 2019 (ci sono perizie che lo dimostrano). Questo potrebbe portare a contestare una parte degli interessi.
Azione: Si decide di tentare una trattativa. L’avvocato scrive a Locam sottolineando che: una parte significativa degli interessi richiesti è probabilmente nulla per usura (citando Cass. e normative), e che in ogni caso Giovanni ha disponibilità limitate. Propone un saldo e stralcio di €4.000 a chiusura immediata, evidenziando che è meglio per Locam incassare subito che intraprendere cause dall’esito incerto.
Trattativa: Locam inizialmente risponde offrendo un sconto minore: “paghi €8.000 in 12 rate”. Giovanni rilancia a €5.000 in unica soluzione. Dopo qualche negoziazione, le parti concordano per €6.000 da pagare in 3 mesi, a saldo e stralcio definitivo.
Esito: Si firma un accordo transattivo, Giovanni paga le 3 rate puntualmente. Locam rilascia una liberatoria dove dichiara di non aver più nulla a pretendere da Giovanni riguardo a quel prestito. Giovanni ha così risparmiato €6.500 rispetto ai €12.500 richiesti inizialmente. Il tutto si è concluso nel giro di 4 mesi. Il debito è estinto e Locam non lo disturberà più (né potrà cedere altro a nessuno perché c’è l’accordo tombale).

Esempio 3: Opposizione a decreto con esito positivo (credito non provato).
Scenario: Luca riceve nel 2025 un decreto ingiuntivo richiesto da Locam per €15.000 relativo a uno scoperto di conto corrente aziendale che aveva presso Banca XYZ, risalente addirittura al 2016. Luca aveva chiuso male quel conto per problemi finanziari, ed effettivamente c’era un debito di qualche migliaio di euro, ma €15.000 gli sembrano troppi. Locam allega al decreto solo un estratto conto finale del 2016 e un avviso di cessione pubblicato in G.U. dove in elenco figurano crediti di imprese in sofferenza (non menziona specificamente il nome di Luca, solo categorie).
Analisi: Debito non prescritto (2016–2025 sono 9 anni, sotto i 10). Però la documentazione appare scarna. Il decreto è stato notificato, Luca ha 40 giorni. Viene contattato l’avvocato, il quale riscontra che Locam non ha allegato il contratto di conto corrente né specificato gli addebiti (interessi, spese) che compongono quei €15.000. Inoltre, l’avviso di cessione in G.U. è generico.
Azione: Si deposita opposizione a decreto ingiuntivo. Nell’atto l’avvocato di Luca eccepisce: a) difetto di legittimazione attiva di Locam perché non prova con certezza la cessione del credito di Luca (richiama Cass. 3405/2024 sull’insufficienza dell’avviso G.U.) ; b) mancanza di prova del quantum: Locam non ha prodotto gli estratti analitici del conto, quindi quei €15.000 sono indimostrati, e magari comprensivi di anatocismo o interessi non dovuti; c) in subordine, esagerazione degli interessi ultralegali.
Durante la causa, Locam produce tardivamente una comunicazione generica di Banca XYZ e non fornisce il contratto né gli estratti completi. Il giudice quindi ritiene fondata l’opposizione e revoca il decreto ingiuntivo, affermando che Locam non ha provato adeguatamente né la titolarità del credito né l’ammontare esatto.
Esito: Luca vince la causa. Non deve pagare nulla a Locam. Anzi, in sentenza Locam viene condannata a rifondere a Luca le spese legali (che però Luca probabilmente non recupererà mai perché Locam magari non paga, ma almeno Luca non le sostiene di tasca sua). Il debito, per la giustizia, rimane senza un titolo: in teoria la banca originaria o Locam potrebbero ancora provarci con più documenti, ma ormai siamo nel 2027 a quel punto e la prescrizione decennale è scattata. Luca esce dunque definitivamente pulito da quella vicenda.

Esempio 4: Sovraindebitamento – soluzione globale “seconda vita”.
Scenario: Chiara è una piccola imprenditrice (artigiana) che nel 2024 ha chiuso l’attività per troppi debiti. Ha debiti con banche (due prestiti e un fido revocato, tutti non pagati, per €50.000 totali), con il Fisco (€30.000 di cartelle) e alcune utenze insolute. Tra i suoi creditori c’è anche Locam, che le ha scritto nel 2025 per un vecchio prestito ceduto (€10.000). Chiara è disoccupata al momento, possiede solo un’auto vecchia e vive in casa in affitto. Ogni tanto lavoretti, ma reddito basso. Si ritrova con ingiunzioni dalle banche, solleciti di Locam e cartelle esattoriali. È disperata perché la somma complessiva supera €80.000.
Analisi: Classico caso di sovraindebitamento. Chiara da sola non potrà mai pagare tutto. Tuttavia, può impegnarsi magari a versare una parte se trova un lavoro stabile, e comunque ha diritto a liberarsi dei debiti per poter ripartire.
Azione: Con l’aiuto di un Gestore della Crisi (Avv. Monardo), Chiara decide di attivare la procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento. Viene scelto nello specifico di fare una Liquidazione controllata del sovraindebitato, perché Chiara non ha redditi immediati per un piano. Viene presentato ricorso in tribunale con l’elenco di tutti i debiti (incluso Locam), e Chiara offre la liquidazione di quel poco che ha: la sua auto (vale €3.000) e una piccola polizza vita riscattabile (€5.000). Totale €8.000 da dividere pro quota tra tutti i creditori a fine procedura. Il Tribunale ammette Chiara alla liquidazione, nomina un liquidatore. Automaticamente tutti i creditori sono bloccati dal fare o proseguire esecuzioni . Locam quindi non può più agire individualmente. Si liquida l’auto e la polizza, si crea un fondo di €8.000 che il liquidatore ripartisce: Locam riceve ad esempio €1.000, il fisco €2.000, le banche il resto in proporzione (cifre a esempio). Dopodiché il Giudice, verificate le operazioni, emette un decreto di esdebitazione di Chiara, cancellando tutto il debito residuo.
Esito: Chiara nel 2026 ottiene l’esdebitazione: €80.000 di debiti azzerati, pagando solo €8.000 (che provenivano in parte da liquidazione beni non essenziali). Locam e gli altri creditori non possono più avanzare pretese contro di lei, neanche in futuro, perché la legge 3/2012 (ora art. 282 CCII) lo impedisce. Chiara può ricominciare una nuova vita finanziaria, magari cercando un nuovo lavoro senza avere il timore che lo stipendio le venga pignorato. In questo caso la soluzione è stata globale e ha richiesto circa 1,5 anni per completarsi, ma ha dato a Chiara la famosa “seconda chance” .

Questi esempi illustrano come, a seconda delle circostanze, si possa scegliere la strategia giusta: contestare e non pagare se si ha ragione (es. prescrizione), negoziare un forte sconto se il debito è dovuto ma trattabile, combattere in tribunale se il creditore non prova il dovuto, oppure avvalersi della legge sul sovraindebitamento se la situazione generale è insostenibile. In ogni caso, con l’assistenza legale adeguata, il debitore può ottenere risultati molto migliori che subire passivamente le richieste di Locam o di altri creditori.

Conclusione

In conclusione, ricevere una lettera da Locam Gestioni S.r.l. per vecchi debiti non significa essere condannati a pagare ciecamente tutto ciò che viene richiesto. Al contrario, come abbiamo visto, esistono numerose difese legali e soluzioni che un debitore può mettere in campo per tutelarsi, ridurre drasticamente l’esborso o persino azzerare il debito in certi casi. I punti principali da ricordare sono:

  • Verificare sempre la legittimità della pretesa: il debito potrebbe essere prescritto , parzialmente non dovuto o gonfiato da interessi illegittimi. In questi casi, pagare sarebbe un errore. È fondamentale accertare le basi legali del credito vantato da Locam (contratti, documenti, eventuali titoli esecutivi) prima di muoversi. Spesso, dopo anni di silenzio, il debitore ha acquisito dei diritti (come la prescrizione) che non deve ignorare.
  • Non sottovalutare i rischi di inerzia: ignorare il problema non lo farà sparire – al contrario, Locam potrebbe ottenere un titolo ed eseguire pignoramenti . Agire tempestivamente è cruciale: se arriva un decreto ingiuntivo, opporti entro 40 giorni; se c’è un termine per aderire a una definizione agevolata fiscale, rispettarlo; se scopri un vizio, farlo valere subito. Molte difese hanno scadenze precise che vanno rispettate per non perderle. Il tempo in materia legale è determinante.
  • Attivare le giuste strategie difensive: abbiamo esaminato varie armi a disposizione del debitore – dall’eccezione di prescrizione, all’opposizione per mancanza di prova, alla contestazione della legittimazione di Locam (che la Cassazione ha spesso accolto quando non c’è prova della cessione ). Queste difese, se fondate, possono far annullare o revocare le richieste di pagamento. Anche semplici accortezze contrattuali come un accordo di saldo e stralcio scritto ad arte evitano brutte sorprese future . Il valore di queste difese legali sta nel risparmio concreto che portano: evitare un pignoramento significa non subire il blocco di stipendi o conti; vincere una causa significa non dover sborsare decine di migliaia di euro; far valere la prescrizione significa liberarsi definitivamente di un peso finanziario.
  • Sfruttare gli strumenti di composizione della crisi: l’ordinamento non lascia soli i debitori onesti ma sfortunati. Le procedure di sovraindebitamento sono un potente mezzo per chiudere con il passato e ripartire senza debiti . Molti debitori ignorano questa opportunità, ma come abbiamo visto, con un piano del consumatore o una liquidazione controllata si possono sospendere tutte le azioni esecutive, ridurre il debito a una quota sostenibile e ottenere l’esdebitazione . In altre parole, la legge offre una via d’uscita anche nelle situazioni più critiche. Il nostro ordinamento, aggiornato alle ultime riforme europee, riconosce che la crisi debitoria non è una colpa morale, ma una condizione che si può risolvere legalmente, dando al debitore una seconda chance di reinserirsi nell’economia (lo spirito del cosiddetto “fresh start”).
  • Evitare errori comuni e agire con professionalità: abbiamo elencato vari errori da non commettere (dall’ammettere il debito al telefono, al pagare senza accordo scritto, dall’aspettare l’ultimo minuto, al farsi prendere dal panico). Il messaggio è di adottare un approccio razionale e informato, preferibilmente facendosi guidare da un professionista. Un avvocato esperto fa la differenza tra improvvisare (rischiando di peggiorare la situazione) e gestire la crisi in modo strategico. L’assistenza di un professionista evita mosse azzardate e assicura che ogni passo – dal semplice invio di una lettera fino alla difesa in giudizio – sia fatto nei modi e termini giusti.

In definitiva, il debitore ha diritti e strumenti per difendersi efficacemente da un sollecito di pagamento, anche quando proviene da società strutturate come Locam. L’importante è non farsi sopraffare dalla paura o dalla vergogna, ma passare all’azione in maniera consapevole: conoscere le leggi di tutela, farle valere, e se necessario negoziare da una posizione di forza (o quantomeno di parità). Ogni euro risparmiato grazie a una difesa ben condotta è un euro guadagnato, e ogni debito contestato o ridotto è un passo verso la libertà finanziaria.

Non procrastinare oltre: se ti trovi in questa situazione – che tu abbia ricevuto ora la prima lettera di Locam, o sia già stato bersaglio di atti esecutivi – la cosa peggiore è attendere passivamente. Al contrario, agire subito può evitare danni irreparabili (come perdere un termine di opposizione o vedersi bloccare il conto proprio quando serviva).

Ricordiamo infine che l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team di avvocati e commercialisti sono pronti a mettere in campo tutte le loro competenze specialistiche per proteggerti da azioni illegittime, bloccare eventuali pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi o altre misure esecutive, e trovare la soluzione più vantaggiosa per la tua situazione debitoria. Il loro approccio multidisciplinare garantisce che ogni aspetto (legale, finanziario, fiscale) venga considerato, fornendoti una difesa a 360 gradi. Dal primo esame dell’atto fino alla completa chiusura del caso, sarai affiancato da professionisti che conoscono a fondo le insidie del recupero crediti e le leve legali per contrastarle.

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