Lettera Da Iliade Spv S.r.l. Per Debiti Vecchi: Come Difenderti Da Un Sollecito Di Pagamento E Trattare Un Saldo E Stralcio

Introduzione

Ricevere una lettera di sollecito da Iliade SPV S.r.l. per un debito vecchio può generare preoccupazione e dubbi. È importante affrontare subito la situazione per evitare gravi rischi: ignorare questi avvisi potrebbe portare a azioni legali, pignoramenti di stipendi o beni, segnalazioni negative nelle banche dati creditizie e addirittura a un allungamento dei termini di prescrizione del debito . In altre parole, non è una questione da rimandare: occorre agire tempestivamente e con le giuste strategie difensive.

Fortunatamente, il nostro ordinamento offre diverse soluzioni legali per tutelare il debitore. In questa guida esamineremo come verificare se il debito è ancora esigibile (ad esempio valutando la prescrizione), come contestare formalmente la richiesta e pretendere prove documentali, e come eventualmente negoziare un accordo a saldo e stralcio per chiudere la posizione con uno sconto. Analizzeremo inoltre strumenti alternativi come le procedure di sovraindebitamento (piano del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata) per chi si trova sommerso da più debiti, nonché le definizioni agevolate e rottamazioni previste dalle ultime normative fiscali.

Questa trattazione è aggiornata a Gennaio 2026, con riferimenti a leggi e sentenze italiane più recenti. A guidarci è l’esperienza professionale dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti. L’Avv. Monardo è un avvocato cassazionista con oltre 16 anni di esperienza nel diritto dell’indebitamento bancario e tributario . Coordina professionisti esperti a livello nazionale in queste materie ed è Gestore della Crisi da Sovraindebitamento ai sensi della L. 3/2012 (iscritto negli elenchi ministeriali come professionista OCC) . Inoltre, figura tra i professionisti fiduciari di un Organismo di Composizione della Crisi ed è abilitato come Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021 . Con il suo team di avvocati e dottori commercialisti, offre assistenza integrata su tutto il territorio italiano in materia di debiti bancari, finanziari e fiscali.

Come può aiutarti concretamente l’Avv. Monardo? Innanzitutto con un’analisi personalizzata dell’atto ricevuto, per individuarne eventuali vizi di forma o di merito. Il suo studio può predisporre ricorsi e opposizioni per sospendere sul nascere procedure esecutive infondate (come decreti ingiuntivi non dovuti), avviare trattative con la controparte per ottenere soluzioni transattive sostenibili (dilazioni, piani di rientro o saldo e stralcio), e infine attivare, se necessario, procedimenti giudiziali o stragiudiziali per la composizione della crisi debitoria (dalle opposizioni esecutive fino alle procedure di esdebitazione previste dalla legge). Grazie alla competenza congiunta legale e contabile del suo staff, ogni aspetto – dalla verifica dei calcoli del debito alle implicazioni fiscali di un accordo – viene curato nei dettagli.

In sintesi, questo articolo ti offrirà una panoramica completa e aggiornata su come difenderti da una lettera di Iliade SPV relativa a vecchi debiti e su come muoverti per risolvere il problema in modo definitivo e legale. Alla fine della lettura saprai quali errori evitare, quali passi intraprendere e quali strumenti normativi possono venirti in aiuto. Se hai ricevuto una comunicazione del genere, non attendere oltre: ogni giorno perso potrebbe complicare la situazione.

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Chi è Iliade SPV S.r.l. e perché ti ha inviato una lettera?

Iliade SPV S.r.l. è una società veicolo (SPV – Special Purpose Vehicle) specializzata in operazioni di cartolarizzazione dei crediti. In pratica, si tratta di una società costituita ai sensi della Legge 30 aprile 1999 n.130 (Legge sulla cartolarizzazione) e iscritta nell’elenco delle società veicolo presso la Banca d’Italia . Il suo scopo è acquisire crediti deteriorati (NPL) da banche, finanziarie o altri creditori originari, per poi gestirne il recupero . Quando una banca o finanziaria decide di “liberarsi” di crediti ormai difficilmente esigibili (ad esempio rate di mutuo o prestito non pagate da molto tempo), li cede in blocco a società come Iliade SPV, spesso a un prezzo molto ridotto (anche intorno al 10% del valore nominale del credito) . L’SPV diventa a tutti gli effetti il nuovo creditore e prova a recuperare quanto più possibile dai debitori ceduti, traendo profitto dalla differenza.

Dunque, se hai ricevuto una lettera da Iliade SPV, significa che un tuo vecchio debito è stato ceduto a questa società ed è adesso lei a vantare il credito nei tuoi confronti. È importante chiarire che non si tratta di una truffa né di un errore casuale: la cessione dei crediti è una procedura legale e regolamentata. In particolare, l’art. 58 del Testo Unico Bancario (D.Lgs. 385/1993) consente alle banche di cedere crediti in blocco, pubblicando un avviso in Gazzetta Ufficiale anziché notificare individualmente ogni debitore . Questo significa che potresti non aver ricevuto comunicazioni dirette sulla cessione al momento in cui è avvenuta – spesso i debitori scoprono il cambiamento di creditore solo quando vengono contattati dall’SPV o da una società di recupero incaricata. Ciò non toglie che la cessione sia valida ed efficace: dopo 3 mesi dalla pubblicazione in G.U., Iliade SPV diventa l’unico soggetto legittimato a riscuotere il tuo debito .

È possibile che la lettera di sollecito non provenga direttamente da Iliade SPV ma da una società di recupero crediti che agisce per suo conto (come indicato nella comunicazione stessa). Spesso, infatti, l’SPV delega a società specializzate il contatto con i debitori . In ogni caso, la sostanza non cambia: Iliade SPV è il tuo nuovo creditore e ha il diritto di chiederti il pagamento del debito acquisito.

Perché il tuo debito è finito a Iliade SPV? Molto probabilmente perché, dopo un lungo periodo di mancato pagamento, il creditore originario (ad esempio la banca presso cui avevi il fido o la finanziaria che ti concesse un prestito) ha preferito cederlo invece di continuare a tenerlo a bilancio come sofferenza . Le banche hanno l’interesse di pulire i propri bilanci dai crediti incagliati, e le società veicolo come Iliade SPV sono disposte ad acquistarli in blocco. Questo spiega perché Iliade SPV si occupa proprio di “debiti vecchi”: spesso sono passati anni dall’ultima volta che il debitore ha avuto notizie del suo debito, magari dopo averlo dato per perso o essersene dimenticato, finché arriva la lettera inattesa.

In definitiva, Iliade SPV S.r.l. è un soggetto legittimo e autorizzato a riscuotere il tuo debito. Non è un benefattore (punta a fare profitto) ma neanche un impostore: ignorarne le comunicazioni non farà sparire il problema. Nel prossimo paragrafo vedremo infatti quali possono essere le conseguenze di un mancato riscontro alla lettera di sollecito e perché conviene prendere sul serio questa situazione.

Il sollecito di pagamento: cos’è e cosa comporta

La lettera di sollecito di pagamento inviata da Iliade SPV (o dalla società di recupero crediti per suo conto) è un atto stragiudiziale, cioè una comunicazione formale ma non proveniente da un tribunale. In genere si tratta di una raccomandata A/R o di una PEC contenente l’invito a saldare un certo importo entro un termine indicato, relativo al debito che Iliade SPV ha acquistato. Nella lettera vengono solitamente riportati:

  • Intestazione e riferimenti di Iliade SPV S.r.l. (o dell’agenzia di recupero crediti incaricata), con relativi contatti.
  • I dettagli del debito: ad esempio l’importo originario dovuto, il nome del creditore originario (banca/finanziaria), il numero di contratto o conto di riferimento, e l’eventuale importo aggiornato comprensivo di interessi di mora e spese.
  • L’invito a pagare entro un certo termine (ad es. 15 giorni, 30 giorni) o a mettersi in contatto per trovare una soluzione bonaria.
  • Spesso un tono perentorio, con l’avvertimento che in mancanza di riscontro si potrebbe procedere per vie legali (ad esempio richiedendo un decreto ingiuntivo).

In pratica, il sollecito è una “ultima chiamata” bonaria prima che il creditore intraprenda misure giudiziarie. Va distinta da un atto giudiziario vero e proprio: se hai ricevuto solo una lettera da Iliade SPV (senza timbri del tribunale né atti di citazione o ingiunzioni), non c’è ancora un titolo esecutivo. Ciò significa che al momento Iliade SPV non può procedere con pignoramenti o azioni esecutive, perché per farlo servirebbe prima un provvedimento del giudice (di solito un decreto ingiuntivo non opposto o una sentenza) . Attenzione però: questo non deve indurti a sottovalutare la situazione. Il fatto che per ora ti abbiano inviato “solo” una lettera non ti mette al riparo – spesso il passo successivo è proprio ricorrere al giudice . Ignorare il sollecito potrebbe quindi spingere Iliade SPV ad accelerare e chiedere in tribunale un decreto ingiuntivo nei tuoi confronti, con un inevitabile aggravio di costi (spese legali, interessi) e l’acquisizione di un titolo esecutivo che aprirebbe la strada a pignoramenti.

Vediamo allora quali sono i rischi concreti se non dai seguito alla lettera di sollecito:

  • Segnalazioni nei sistemi creditizi (CRIF e affini): la società cessionaria può segnalare il persistere del tuo inadempimento nelle banche dati dei cattivi pagatori. Questo può riattivare o prolungare gli effetti negativi sul tuo credito. Ad esempio, se il vecchio debitore originario (la banca) aveva già registrato il tuo default a sistema, Iliade SPV potrebbe rinnovare la segnalazione, ostacolandoti l’accesso a nuovi finanziamenti. In alcuni casi, specie per crediti ceduti molto tempo fa, la posizione potrebbe non comparire più nelle banche dati (le segnalazioni hanno dei limiti temporali). Ma un nuovo recupero da parte di Iliade può comportare nuove annotazioni negative a tuo carico . È un aspetto spesso trascurato: anche chi pensava di “averla scampata” perché dopo anni il suo CRIF era pulito, potrebbe vedersi comparire di nuovo un alert di insolvenza recente legato all’intervento dell’SPV.
  • Azione legale (Decreto Ingiuntivo): il rischio principale è che, non ottenendo collaborazione spontanea, Iliade SPV si rivolga al giudice. Tipicamente viene richiesto un decreto ingiuntivo: si tratta di un provvedimento che il tribunale emette su ricorso del creditore, ingiungendo al debitore di pagare entro 40 giorni. Se il decreto ti viene notificato e tu non presenti opposizione entro 40 giorni, diventa definitivo e costituisce un titolo esecutivo. Questo scenario è molto insidioso: potresti sotto-valutare la lettera, ma ritrovarti dopo qualche mese con un atto giudiziario vero e proprio. Inoltre, l’eventuale decreto ingiuntivo interrompe la prescrizione e fa decorrere un nuovo termine decennale una volta passato in giudicato (vedremo meglio questo aspetto più avanti).
  • Pignoramenti e misure esecutive: se Iliade SPV ottiene un titolo esecutivo (ingiunzione definitiva o sentenza), può avviare l’esecuzione forzata. I possibili pignoramenti includono il pignoramento presso terzi (ad esempio su stipendio, salario o sul conto corrente in banca), il pignoramento immobiliare (iscrizione di ipoteca e vendita all’asta di un immobile di tua proprietà) o il pignoramento mobiliare (sequestro e vendita di beni mobili tuoi) . Quale pignoramento è attuabile dipende dalla tua situazione patrimoniale: i creditori mirano tipicamente a stipendio/pensione e conti correnti perché più semplici da aggredire, o all’immobile se il debito è rilevante e hai case di proprietà. Ovviamente queste azioni comportano ulteriore stress e costi, e andrebbero evitate a monte intervenendo prima.
  • Allungamento della prescrizione: c’è infine un rischio “invisibile” ma molto importante sul piano legale. Una semplice lettera di sollecito spedita con raccomandata (o PEC) costituisce un atto formale di costituzione in mora e come tale interrompe la prescrizione del debito . Significa che, se anche stava per maturare la prescrizione (ad esempio erano passati quasi 10 anni dall’ultima azione), questo sollecito azzera il conteggio del tempo e fa ripartire la prescrizione da capo. Analizzeremo nel prossimo capitolo come funziona la prescrizione, ma qui basta sottolineare che ignorare le lettere potrebbe tener “in vita” il debito più a lungo: ogni comunicazione che ricevi, se valida, fa decorrere da capo il termine.

Riassumendo, trascurare la lettera di Iliade SPV è fortemente sconsigliato. Anche se non è (ancora) un atto di tribunale, equivale a un campanello d’allarme. È il momento di prendere in mano la situazione: verificare se davvero devi pagare, se ci sono motivi per opporsi, oppure se conviene intavolare una trattativa prima che la controparte passi alle vie legali. Nel prossimo paragrafo inizieremo proprio dal valutare uno degli aspetti chiave per capire se il debito sia esigibile: la prescrizione.

Verifica della prescrizione: il debito è ancora valido?

Quando ci si trova di fronte a un debito “vecchio” è fondamentale chiedersi: è ancora legalmente esigibile oppure è caduto in prescrizione? La prescrizione è l’istituto giuridico per cui un diritto si estingue se il titolare non lo esercita entro un certo periodo di tempo (artt. 2934 e segg. del codice civile). Nel contesto dei debiti, significa che trascorso un certo numero di anni senza che il creditore abbia avanzato pretese o atti interruttivi, il debitore può eccepire la prescrizione e rifiutarsi legittimamente di pagare.

Durata della prescrizione per i debiti finanziari e altri debiti

La durata della prescrizione varia in base alla natura del credito. In generale, i debiti derivanti da contratti di finanziamento o di conto corrente bancario hanno una prescrizione ordinaria decennale . L’art. 2946 del codice civile stabilisce infatti che, salvo eccezioni di legge, “i diritti si estinguono per prescrizione con il decorso di dieci anni” . Dunque prestiti personali, mutui, scoperti di conto, fidi bancari, carte di credito non pagate ecc. rientrano di norma nel termine decennale.

Vi sono però prescrizioni più brevi previste per specifiche categorie di crediti (le cosiddette prescrizioni brevi). Ad esempio:

  • Le bollette e le utenze domestiche (elettricità, gas, acqua, telefono) hanno termini di prescrizione ridotti (spesso 5 anni, e addirittura 2 anni per alcune bollette recentemente, in base a normative di settore).
  • Il bollo auto (tassa automobilistica) si prescrive in 3 anni dall’anno successivo a quello dovuto (principio confermato dalla Cassazione ).
  • Le multe stradali (sanzioni per violazioni del Codice della Strada) generalmente si prescrivono in 5 anni dal momento in cui la sanzione è divenuta definitiva (termine previsto dalla legge per i crediti verso lo Stato, D.Lgs. 241/1997, art. 20).
  • Le cartelle esattoriali emesse da Agenzia Entrate Riscossione hanno prescrizioni diverse a seconda del tributo sottostante: ad es. 5 anni per multe e tributi locali, 5 anni per contributi previdenziali (se non già oggetto di accertamento definitivo), 10 anni per alcuni tributi erariali (come l’IVA, salvo eccezioni) . In ogni caso, è bene ricordare che sulle cartelle si innestano anche termini di decadenza e procedure specifiche.

Nel nostro caso, Iliade SPV recupera tipicamente crediti bancari o finanziari, quindi è molto probabile che si applichi il termine ordinario decennale . Ciò significa che, dal momento in cui il credito è divenuto esigibile (es. dalla scadenza dell’ultima rata pagata o dalla revoca fido, ecc.), il creditore aveva 10 anni di tempo per attivarsi. Se in quei 10 anni nessun atto interruttivo è stato compiuto, il debitore può sollevare la prescrizione e liberarsi del debito.

Atti interruttivi: cosa può aver fermato il decorso

Attenzione: spesso i crediti ceduti a società come Iliade SPV sono sì molto vecchi, ma questo non significa automaticamente che siano prescritti . Bisogna infatti verificare se nel frattempo ci sono stati atti interruttivi. Un atto interruttivo azzera il tempo trascorso e fa ripartire la prescrizione da capo (art. 2945 c.c.). I principali atti che interrompono la prescrizione dei debiti sono :

  • Una lettera raccomandata di messa in mora o sollecito di pagamento inviata dal creditore al debitore (è il caso della nostra lettera di Iliade SPV). Deve essere preferibilmente una comunicazione tracciabile (raccomandata A/R, PEC) in modo che il creditore possa provare di avertela notificata. Se la lettera è effettivamente giunta a destinazione, costituisce costituzione in mora formale (art. 1219 c.c.) e interrompe la prescrizione da quella data.
  • Un atto giudiziario come la notifica di un decreto ingiuntivo o di un atto di citazione in causa. Si tratta di atti legali che sicuramente interrompono la prescrizione (oltre a portare avanti l’azione legale). Se ricevi un decreto ingiuntivo, la prescrizione non solo è interrotta, ma – in caso tu non faccia opposizione nei termini e il decreto diventi definitivo – il diritto si consoliderà in un titolo con efficacia di giudicato; in tal caso l’ulteriore prescrizione del credito sarà di 10 anni dal passaggio in giudicato (applicandosi l’art. 2953 c.c., cosiddetta prescrizione del diritto di esecuzione delle sentenze) . Questo significa che un decreto ingiuntivo non opposto “trasforma” il credito da ordinario (magari di 5 anni) in un credito da titolo giudiziale con prescrizione decennale.
  • Un pagamento parziale o un qualsiasi riconoscimento del debito da parte tua. Se ad esempio qualche anno fa, a fronte di una richiesta della banca o di un recuperatore, hai versato una somma “in acconto” sul dovuto, quel gesto può valere come ricognizione di debito ex art. 2944 c.c., facendo ripartire la prescrizione. La Cassazione ha chiarito che il pagamento in acconto non implica automaticamente rinuncia alla prescrizione se questa era già maturata, ma costituisce un comportamento incompatibile con la volontà di eccepirla e dunque normalmente interrompe il termine in corso . In pratica, un pagamento (così come una promessa di pagamento scritta) è considerato ammissione dell’esistenza del debito e fa decorrere da capo un nuovo periodo di prescrizione di uguale durata.

Esempio pratico: supponiamo che tu non paghi una rata di prestito da gennaio 2015. La banca potrebbe teoricamente agire fino a gennaio 2025 (10 anni) prima che scatti la prescrizione. Se però ti ha inviato un sollecito scritto nel 2018, la prescrizione si è interrotta e ricomincia da capo dal 2018, spostando la scadenza al 2028. Se poi nel 2020 hai versato anche solo una piccola quota a conferma, hai nuovamente interrotto. È facile capire come, con comunicazioni sporadiche e piccoli pagamenti, molti debiti restino “vivi” per più di 10 anni.

Come verificare la prescrizione nel tuo caso

Alla luce di quanto sopra, se hai ricevuto una lettera da Iliade SPV, devi subito ricostruire la storia del tuo debito. In particolare:

  1. Individua la data di decorrenza della prescrizione: di solito coincide con l’ultimo pagamento regolare effettuato o, in mancanza, con la data di scadenza del debito una volta che sei decaduto dal beneficio del termine. Ad esempio, per un prestito rateale non pagato, si può partire dalla rata non pagata (ma attento: la prescrizione di ogni rata decorre singolarmente, anche se a certe condizioni la banca potrebbe aver risolto il contratto e chiesto l’intero importo).
  2. Recupera eventuali comunicazioni o atti ricevuti negli anni successivi: lettere raccomandate della banca, diffide di legali, decreti ingiuntivi (anche se magari notificati presso la tua residenza di allora), comunicazioni da eventuali altre società di recupero a cui il credito era stato affidato prima di Iliade SPV. Ogni elemento temporale è fondamentale.
  3. Verifica se ci sono stati pagamenti o accordi: hai mai versato qualcosa a titolo di acconto? Hai firmato proposte di rientro? Hai riconosciuto il debito in qualche modo (anche via email o messaggi scritti)? Anche queste azioni interrompono la prescrizione.

Se, facendo questa analisi, emerge che per oltre X anni (il termine previsto) non è successo nulla di interruttivo, allora il debito potrebbe essere prescritto. Ad esempio, se risulta che dall’ultimo evento (pagamento o lettera) sono passati più di 10 anni, potrai far valere la prescrizione.

Cosa comporta il debito prescritto? In termini pratici, il debito si considera estinto e tu hai il diritto di rifiutare il pagamento, sollevando l’“eccezione di prescrizione”. Tuttavia, attenzione: la prescrizione non opera automaticamente. Devi farla valere tu, altrimenti il giudice non la rileva d’ufficio (art. 2938 c.c.). Ciò significa che:

  • Se rispondi alla lettera di Iliade SPV, dovrai contestare formalmente che il credito è prescritto e dichiarare che non intendi pagare per questo motivo.
  • Se Iliade SPV ti fa causa o ti notifica un decreto ingiuntivo, dovrai sollevare l’eccezione di prescrizione nel tuo atto di opposizione o in comparsa di costituzione in giudizio. Se non lo fai, perderai la possibilità di far valere questo potentissimo scudo e rischi di essere condannato a pagare comunque.

Nel dubbio, se i calcoli non sono chiari, è consigliabile farsi assistere da un legale che possa analizzare documenti e date con attenzione. Il confine tra un debito vivo e uno caduto in prescrizione può essere sottile e dipendere da dettagli (ad esempio: la banca magari inviò una raccomandata che tu non hai mai visto perché cambiasti indirizzo, ma che risulta regolarmente notificata – in tal caso l’interruzione sarebbe valida lo stesso). Un avvocato esperto potrà anche valutare questioni come: la lettera inviata da Iliade SPV è idonea ad interrompere? (deve avere determinati requisiti) oppure ci sono estremi per contestare la decorrenza del termine?.

In sintesi, verificare la prescrizione è uno dei primi passi quando si riceve un sollecito per debiti datati. Se il debito è prescritto, hai un importantissimo strumento di difesa: potrai resistere a qualunque richiesta di pagamento semplicemente facendo valere questo fatto, preferibilmente con l’assistenza di un legale per formalizzarlo nei modi corretti. Se invece non è (ancora) prescritto, dovrai valutare altre strategie di difesa o di negoziazione, come vedremo nei prossimi paragrafi.

(Nota: anche se il debito risultasse prescritto, non versare neppure un euro e non firmare nulla senza aver consultato un avvocato. Un gesto ingenuo potrebbe vanificare la prescrizione già maturata. Ad esempio, firmare un “piano di rientro” proposto dall’SPV o fare un piccolo pagamento per “tenerli buoni” comporta il riconoscimento del debito e fa ripartire la prescrizione, rendendo di nuovo dovuto ciò che non lo era più.)

Contestare il debito: documenti, prove e vizi da verificare

Oltre alla prescrizione, ci sono altri aspetti che un debitore accorto dovrebbe verificare e utilizzare a sua difesa. Ricevere un sollecito da Iliade SPV non significa automaticamente che tutto ciò che viene richiesto sia dovuto e corretto. Hai il diritto di contestare il debito – in tutto o in parte – se emergono irregolarità, errori o mancanza di prove da parte del creditore. Vediamo quali strumenti puoi mettere in campo per contestare efficacemente la pretesa:

Richiedere documentazione e prova del credito

La prima linea di difesa è chiedere a Iliade SPV di dimostrare la fondatezza e l’entità del suo credito. Considera che spesso nella lettera iniziale vengono fornite solo informazioni sommarie (importo totale e origine del debito). Nulla vieta al debitore di esigere maggiori dettagli. In particolare, puoi chiedere:

  • Il contratto originario da cui deriva il debito (es. il contratto di finanziamento, di conto corrente, la fideiussione, etc.). È importante verificare che tu abbia effettivamente sottoscritto quel contratto e a quali condizioni.
  • L’estratto conto cronologico o il piano di ammortamento con il dettaglio di come si è formata la somma richiesta. Ad esempio, se il debito deriva da un prestito non pagato, vorrai vedere quante rate sono insolute, l’eventuale capitale residuo, gli interessi moratori applicati, eventuali spese legali aggiunte, etc. Talvolta le cifre lievitano negli anni e non è affatto scontato che tutti gli importi siano dovuti (potrebbero esserci interessi usurari o anatocistici non consentiti, oppure spese non documentate).
  • La documentazione sulla cessione del credito: ovvero la prova che Iliade SPV ha effettivamente acquisito il tuo credito dalla banca originaria. Idealmente dovrebbero fornire copia dell’avviso di cessione pubblicato in Gazzetta Ufficiale che include (in forma anonima o con codici) anche il tuo rapporto, oppure un’attestazione del cedente (la banca) che quel credito è stato ceduto.

Questa richiesta può essere formulata tramite una lettera inviata preferibilmente da un avvocato, in cui si comunica che “ai sensi degli artt. 119 e 120 TUB” (che riconoscono al cliente bancario il diritto di ottenere copia della documentazione per 10 anni) e delle altre norme in materia, il debitore intende ottenere copia della documentazione relativa al rapporto e prova della legittimazione del nuovo creditore. Anche senza citare articoli, sostanzialmente stai esercitando il tuo diritto a capire per cosa ti chiedono soldi e su che base.

Spesso questa mossa ha un duplice effetto positivo: da un lato prende tempo (mentre attendi i documenti difficilmente avvieranno subito una causa, dovranno risponderti), dall’altro lato può emergere che il creditore non dispone di tutta la documentazione necessaria o che il conteggio è errato. Non di rado, soprattutto per crediti molto datati e passati di mano più volte, l’SPV può faticare a recuperare il contratto originale firmato o a ricostruire gli estratti conto completi.

Eccepire la mancanza di legittimazione attiva (se Iliade non prova la cessione)

Un aspetto tecnico, ma cruciale in giudizio, riguarda la prova della cessione del credito. Iliade SPV, per poter validamente pretendere il pagamento, deve dimostrare di essere effettivamente subentrata alla banca originaria quale creditore. Come spiegato sopra, la legge consente la cessione in blocco con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale senza notifica al debitore. Tuttavia, in sede giudiziale, se il debitore contesta, l’SPV deve provare di aver acquisito proprio quel credito specifico.

Su questo punto si è espressa chiaramente la Corte di Cassazione (Sez. III) con la sentenza n. 3405 del 6 febbraio 2024. La Suprema Corte ha ribadito che in tema di cessione di crediti in blocco ex art. 58 TUB, la semplice produzione dell’estratto dell’avviso pubblicato in G.U. non è sufficiente a provare l’avvenuta cessione del singolo credito litigioso . Il cessionario deve produrre in giudizio il contratto di cessione o quanto meno fornire evidenza che quel credito fosse incluso nell’operazione. La pubblicazione in Gazzetta serve a rendere efficace la cessione verso i debitori (esonerando dalla notifica), ma non prova di per sé l’inclusione del credito specifico nell’elenco ceduto . In altre parole, se tu in giudizio contesti la titolarità del credito da parte di Iliade SPV (“Dimostrate che avete davvero comprato il mio debito!”), il giudice non si accontenterà dell’avviso sulla G.U. come unica prova . L’SPV dovrà esibire il contratto di cessione o un estratto di esso con l’elenco dei crediti, oppure un attestato notarile che identifichi il tuo credito come parte del portafoglio ceduto.

Questa linea rigorosa è a tutela dei debitori, per evitare indebite richieste da parte di chi non ne ha titolo. Se Iliade SPV non riesce a provare la propria legittimazione, il rischio per lei è di vedersi respingere la domanda in tribunale. Ad esempio, nella causa decisa dalla Cassazione nel 2024, la società cessionaria aveva prodotto solo l’avviso in G.U. e una comunicazione generica, ma non il dettaglio del credito ceduto: la Cassazione ha confermato la carenza di prova e quindi il difetto di legittimazione a esigere, con il risultato che al debitore nulla era dovuto .

Pertanto, come debitore, è buona strategia contestare formalmente la legittimazione di Iliade SPV se hai anche il minimo dubbio su di essa. Ciò non significa negare l’evidenza per partito preso, ma costringere la controparte a esibire i documenti. Potresti scoprire, ad esempio, che il tuo debito non rientrava nel lotto ceduto (magari per un errore, o perché nel frattempo era stato estinto diversamente). Oppure, più realisticamente, che l’SPV ha comprato il credito sì, ma non è in grado di produrre subito le carte – il che ti dà un vantaggio tattico nella trattativa o nel giudizio.

Altri possibili vizi e contestazioni

Oltre ai due grandi temi (prescrizione e legittimazione), ce ne sono altri che potresti esplorare con l’aiuto di un legale:

  • Errori nel calcolo degli interessi: verificate se gli interessi di mora richiesti sono conformi al tasso contrattuale e, soprattutto, se rientrano nei limiti di legge sull’usura. Se il tasso di mora pattuito era molto alto, la parte eccedente il “tasso soglia” può essere contestata o ridotta . A volte gli SPV, subentrando, applicano interessi standard su tutti i crediti senza distinguere, generando possibili errori (per es., applicano il tasso legale mentre il contratto prevedeva altro, oppure viceversa).
  • Commissioni o spese non dovute: controllare se nell’importo sono inserite voci come spese di esazione, penali, spese legali forfettarie etc. Queste potrebbero non essere automaticamente dovute se non documentate o se non previste dal titolo originario. In un eventuale giudizio potresti contestare queste voci, facendole stralciare.
  • Vizi formali nelle comunicazioni originarie: ad esempio, se il debito deriva da un conto corrente con interessi anatocistici non pattuiti per iscritto, o da un contratto di finanziamento privo di firma o con clausole nulle (TAEG errato, assicurazioni non dovute, ecc.), tutte queste contestazioni che avresti potuto fare alla banca valgono anche verso l’SPV che ne ha preso il posto. L’SPV subentra infatti “pro e contro” nei rapporti: se il contratto originario aveva profili di nullità parziale, tu puoi ancora farli valere (es: nullità della clausola interessi oltre soglia, nullità di interessi di mora per indeterminatezza, etc.), ottenendo così una riduzione del dovuto.
  • Eventuale natura di fideiussione o garanzia: se sei un fideiussore o coobbligato di un debito principale, verifica che l’SPV stia rispettando eventuali limiti della garanzia. Ad esempio, se la fideiussione era nulla (come alcune fideiussioni omnibus dichiarate nulle perché conformi a uno schema ABI censurato da Banca d’Italia), potresti eccepire che non sei tenuto. Oppure se c’erano più garanti e la banca originaria aveva rinunciato in parte, ecc., situazioni particolari che un avvocato può valutare.

In questa fase di contestazione extragiudiziale (cioè ancora a livello di scambio di lettere), può bastare far pervenire a Iliade SPV una comunicazione – preferibilmente a firma di un avvocato per darle maggior peso – in cui si contesta la pretesa motivandola: “il sottoscritto ritiene nulla/infondata la Vostra richiesta per i seguenti motivi…”. Nell’atto si potrà ad esempio affermare che si eccepisce la prescrizione (se è maturata), che si richiede la documentazione comprovante la cessione e il conteggio, e che in difetto di riscontri si considera la pretesa insussistente. Questo mette le basi per una eventuale futura difesa in giudizio e, a volte, scoraggia l’SPV dall’insistere sui casi più problematici.

Importante: non usare toni inutilmente aggressivi o formule poco chiare in queste lettere. Devono essere comunicazioni circostanziate e tecniche, per questo è consigliabile farle redigere a un legale. Evita il fai-da-te se non sei sicuro, perché potresti, ad esempio, ammettere cose in buona fede che invece sarebbe meglio non dichiarare (tipo “So di dovervi dei soldi ma…”: una frase così equivale a riconoscere il debito!). L’avvocato peserà ogni parola per tutelarti.

Riassumendo, contestare il debito significa chiedere “pezze giustificative” e mettere in dubbio ciò che non ti sembra corretto. Questo è un tuo diritto fondamentale: nessuno può esigere pagamenti senza dimostrare il perché e il per come. Iliade SPV ha acquistato un pacchetto di crediti, ma spetta a lei dimostrare caso per caso, se sfidato, di avere titolo e di richiedere l’importo giusto. Spesso la migliore strategia negoziale nasce proprio dal sollevare dubbi fondati: l’SPV capirà di avere pane per i suoi denti e potrebbe mostrarsi più conciliante nel trovare un accordo, pur di evitare lungaggini o rischi in tribunale.

Soluzioni in caso di debito confermato: saldo e stralcio o piano di rientro

Poniamo ora il caso che, fatte le opportune verifiche, risulti che il debito è effettivamente dovuto (non prescritto, documentazione regolare) e che tu non abbia valide contestazioni sul “se” o sul “quanto” devi. In questa situazione, ignorare o contrastare ulteriormente la richiesta potrebbe portare solo a perdere tempo e accumulare spese. Conviene piuttosto passare alla fase negoziale, cercando di ottenere le condizioni più favorevoli per saldare il debito alle tue possibilità. Le due strade principali sono:

  • Accordo a saldo e stralcio, ossia pagare in un’unica soluzione una cifra inferiore al totale dovuto, ottenendo lo stralcio (condono) del resto.
  • Dilazione o piano di rientro, ossia pagare a rate l’intero importo (o comunque una parte sostanziale di esso), suddividendo l’esborso nel tempo.

Vediamole in dettaglio.

Cos’è il saldo e stralcio e quando conviene

Il saldo e stralcio è un accordo transattivo con cui creditore e debitore convengono che quest’ultimo paghi una parte del dovuto (di solito inferiore al 100%) e, così facendo, estinqua ogni obbligo residuo . In pratica, il creditore “stralcia” (cioè cancella) la porzione di debito che rimane impagata e rinuncia a pretenderla in futuro. Dal canto suo, il debitore ottiene di chiudere la posizione debitoria in modo definitivo, liberandosi da ulteriori azioni.

Per Iliade SPV (e in generale per gli SPV che comprano NPL), il saldo e stralcio è spesso un’opzione interessante. Ricordiamo infatti che hanno acquistato i crediti a prezzi molto ridotti : ciò significa che se, ad esempio, il tuo debito nominale è 10.000 €, è possibile che Iliade l’abbia comprato pagando solo 1.000 €. Questo margine dà spazio a una trattativa. L’SPV, dovendo scegliere tra incassare subito magari 3.000-4.000 € con un accordo oppure avviare una causa lunga e incerta per provare a ottenerne 10.000, potrebbe propendere per la soluzione rapida. Soprattutto se tu dimostri di avere oggettive difficoltà economiche o poche garanzie pignorabili, la leva della trattativa aumenta: prendere meno ma subito è meglio che rischiare di non prendere nulla dopo anni.

Quando conviene a te il saldo e stralcio? Quando hai la possibilità di reperire una somma una tantum sufficiente a fare un’offerta allettante. Spesso le percentuali di stralcio oscillano a seconda dei casi: più il credito è datato e incerto, maggiore può essere lo sconto. Non è raro chiudere con percentuali del 30-50% del dovuto, a volte persino meno se il creditore capisce che il debitore è nulla tenente. Ovviamente ogni situazione fa storia a sé: se ad esempio hai un debito di 50.000 € e possiedi una casa, l’SPV sarà più duro in trattativa (perché sa di avere un bersaglio su cui rivalersi); viceversa, se non hai beni e sei magari disoccupato, sarà più disposto a un forte stralcio purché tu paghi qualcosa.

Condizioni essenziali del saldo e stralcio: perché l’accordo sia sicuro ed efficace, occorre rispettare alcuni accorgimenti :

  • Forma scritta: l’accordo deve risultare da documento scritto e firmato da Iliade SPV (da un suo legale rappresentante o procuratore). Può essere una scrittura privata semplice, ma è fondamentale averla. Evita strette di mano o accordi verbali al telefono.
  • Chiarezza: deve essere esplicitamente indicato che il creditore accetta la somma X “a titolo di saldo e stralcio” del debito totale, dichiarando che nulla più sarà dovuto per quella posizione. Occhio alle clausole: alcune proposte prevedono che lo stralcio valga solo se paghi puntualmente entro una certa data; altre contengono riserve o condizioni sospensive. Bisogna che sia chiaro che con il pagamento la tua posizione sarà “tombale”.
  • Firma del creditore: assicurati che l’accordo sia sottoscritto da un soggetto autorizzato di Iliade SPV. Se la trattativa avviene tramite un’agenzia di recupero, spesso questa ha una delega a definire transazioni. Controlla però che sul modulo ci sia il timbro o la sigla dell’SPV stesso per accettazione. Meglio ancora se l’SPV ti manda una lettera di accettazione con carta intestata.
  • Pagamento tracciabile: quando versi l’importo concordato, fallo con mezzi tracciabili (bonifico, assegno circolare) e conserva ricevuta. Indica nella causale, se possibile, “saldo e stralcio del debito pratiche n… come da accordi”.
  • Liberatoria finale: dopo il pagamento, richiedi una lettera di liberatoria in cui Iliade SPV attesta di aver ricevuto l’importo e che nulla più è dovuto. Questo documento ti tutela da future sorprese (ad es. se il credito fosse rivenduto di nuovo, potrai esibire la prova che è stato estinto).

Un consiglio importante: non firmare moduli prestampati senza averli letti attentamente. Alcune società inviano modelli di accordo da restituire firmati in cui potrebbero annidarsi clausole sfavorevoli (ad esempio, che lo stralcio vale solo per il debitore principale e non per eventuali garanti, oppure che in caso di ritardo nel pagamento decade lo sconto e si reintroduce l’intero importo). Fatti assistere preferibilmente da un avvocato nella stesura o revisione dell’accordo . Il legale può anche condurre la negoziazione per tuo conto, spesso con maggiore forza persuasiva (anche solo mostrando che sei ben tutelato).

Quale cifra offrire? Dipende, ma una strategia iniziale è proporre abbastanza da sembrare serio, ma non il massimo che puoi. Ad esempio, se devi 10.000 €, potresti partire offrendo 2.000 €; è probabile che rifiutino e ti chiedano di più – a quel punto magari concluderete per 4.000 €. Se avessi offerto subito 5.000 €, forse avrebbero tentato di salire a 7-8. Quindi lascia margine di trattativa. Ovviamente cerca di capire anche cosa puoi effettivamente permetterti. Non impegnarti per cifre che non sei sicuro di racimolare entro i termini pattuiti, altrimenti faresti un buco nell’acqua: se non rispetti l’accordo di saldo e stralcio rischi di perdere lo sconto e tornare al debito pieno.

Dilazione del debito: pro e contro

Se non disponi di una somma immediata per un saldo e stralcio, l’alternativa è concordare un piano di rientro rateale. In sostanza, Iliade SPV potrebbe accettare che tu paghi a rate mensili (o con altra periodicità) l’importo dovuto. Alcune considerazioni su questa opzione:

  • Spesso le società cessionarie concedono dilazioni relativamente brevi (es. 6, 12, 24 mesi). Difficilmente propongono piani lunghissimi come potrebbe fare una finanziaria originaria. Questo perché vogliono chiudere in tempi ragionevoli il recupero. Tuttavia, nulla vieta di provare a negoziare un periodo più ampio se l’importo è alto.
  • Sulla somma dilazionata potrebbero applicare interessi. Se il contratto originario prevedeva interessi di mora, è possibile che pretendano quelli per il periodo di dilazione. Ma potresti negoziare tasso 0 (specialmente se la dilazione è breve) oppure un tasso ridotto. Tutto va messo per iscritto nell’accordo.
  • La dilazione in genere non comporta riduzioni del debito (salvo forse lo sconto di parte di interessi futuri se paghi puntuale). Quindi è adatta se l’importo non è enorme o se comunque sei in grado di restituirlo interamente ma hai solo bisogno di tempo.
  • Attenzione: se dilazioni, riconosci integralmente il debito. Firmare un piano di rientro di fatto vale come rinuncia a contestazioni precedenti. Questo va bene se eri già convinto di dover pagare, ma tieni presente che poi non potrai tornare indietro. Inoltre spesso gli accordi prevedono che in caso di mancato pagamento di una rata, decade il beneficio del termine e l’SPV può agire immediatamente per l’intero (magari già con un decreto ingiuntivo).
  • È fondamentale essere realistici sull’importo della rata: calcola il tuo budget per non saltare pagamenti. Meglio concordare all’inizio una rata sostenibile che dover interrompere dopo qualche mese. In quest’ultimo caso, perderesti credibilità e l’SPV difficilmente ti darà una seconda chance di accordo bonario.

Un aspetto positivo del piano di rientro è che può comprare tempo senza avere subito l’esborso grosso. Ad esempio, se sai che fra 6 mesi avrai una liquidità (vendita di un bene, TFR, ecc.), potresti chiedere 6 mesi di rate leggere e poi il saldo finale più grosso. L’importante è mantenere la comunicazione aperta con l’SPV e non far scadere le rate.

Meglio saldo e stralcio o rate?

Dipende dalla tua situazione. Il saldo e stralcio conviene se vuoi chiudere definitivamente la posizione risparmiando sul totale e hai modo di procurarti una somma (magari facendoti aiutare da familiari, oppure tramite un piccolo prestito da terzi – paradossalmente alcune persone ottengono un nuovo finanziamento per pagare a stralcio i vecchi debiti, ma bisogna vedere se hai ancora accesso al credito). Il piano di rientro conviene se non puoi ottenere subito soldi liquidi ma hai un reddito sufficiente a coprire le rate nel tempo, e se l’SPV non concede uno stralcio significativo. In alcuni casi si possono anche combinare le due cose: ad esempio saldo e stralcio rateizzato, cioè pagare una percentuale in alcune rate (poche). Però qui stai attento: finché non paghi l’ultima rata, il debito residuo non stralciato resta in piedi. Sarebbe opportuno pattuire che lo stralcio parziale avvenga man mano. Soluzioni ibride vanno gestite con molta precisione contrattuale.

Da un punto di vista emotivo e pratico, chiudere con un saldo e stralcio dà pace immediata: sai che dopo quel pagamento sei libero. La dilazione invece ti “lega” all’SPV per un periodo, con il timore costante di dover rispettare le scadenze (un po’ come tornare a pagare le rate di un finanziamento). D’altra parte, magari l’SPV non è disposto a grandi sconti e preferisce riavere quasi tutto ma a rate – in tal caso se vuoi evitare il giudizio, potresti dover accettare.

In ogni caso, prima di prendere impegni, valuta bene: stai per impiegare risorse economiche, quindi sii certo che non ci fossero vie legali migliori (prescrizione, vizi, ecc.). Un avvocato può aiutarti anche qui: a volte, solo minacciando opposizioni e cavilli, il creditore cede a un saldo e stralcio più favorevole. Si può giocare di carota e bastone: mostrare di essere pronti alla battaglia legale, ma anche aperti a una transazione ragionevole.

Infine, assicurati che dopo l’accordo il tuo nominativo venga pulito dalle banche dati (se era segnalato). Nella liberatoria puoi far scrivere che il creditore si impegna a comunicare l’estinzione del debito a CRIF, Experian etc. Questo ti permetterà col tempo di ricostruirti una reputazione creditizia.

Conclusione di sezione: se devi pagare, paga il meno possibile e nelle condizioni per te più gestibili. Questa è la regola d’oro. Iliade SPV è un soggetto commerciale, aperto a negoziare. Non provare vergogna nel proporre importi ridotti: è prassi comune, e talvolta restano sorpresi positivamente nel vedere il debitore collaborativo (molti spariscono e basta). Un accordo stragiudiziale ben fatto conviene a entrambi: tu eviti una causa e chiudi il capitolo, loro incassano senza spese legali e rischio di soccombenza.

Debiti multipli e importi insostenibili: la composizione della crisi da sovraindebitamento

Finora ci siamo concentrati sul singolo debito ceduto a Iliade SPV. Ma spesso chi riceve una lettera del genere non ha un solo debito. Potresti trovarti sovraindebitato, cioè con più posizioni aperte: magari oltre a Iliade SPV ci sono altre società (es. Prelios, Kruk, Bayview, Hoist, Agenzia Entrate Riscossione, finanziarie varie ) tutte che bussano alla porta. In questi casi la gestione uno per uno dei debiti (magari cercando un saldo e stralcio per ciascuno) può essere complicata o impossibile – specie se il totale supera di molto le tue capacità economiche.

Per fortuna l’ordinamento italiano ha predisposto degli strumenti ad hoc per affrontare situazioni di crisi debitoria grave in modo unitario e risolutivo. Ci riferiamo alla cosiddetta legge sul sovraindebitamento, inizialmente L. 3/2012 (la “legge salva-suicidi”), oggi confluita nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019), entrato pienamente in vigore il 15 luglio 2022 . Questa normativa consente a privati cittadini, piccoli imprenditori e, più in generale, ai debitori “non fallibili” che si trovino in persistente squilibrio economico di azzerare o ridurre drasticamente i propri debiti attraverso specifiche procedure omologate dal tribunale.

Gli strumenti tipici (che la nuova normativa ha rinominato e aggiornato rispetto alla L.3/2012) sono sostanzialmente tre :

  • Piano del consumatore (oggi chiamato “piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore”): è riservato a chi ha contratto i debiti per scopi estranei all’attività imprenditoriale, quindi il classico privato o famiglia (debiti da finanziamenti, carte, bollette, garanzie, ecc.). Consente di proporre al giudice un piano di pagamento parziale dei propri debiti senza necessità di accordo con i creditori (non c’è voto dei creditori). Se il giudice – valutate la meritevolezza del debitore e la fattibilità del piano – lo omologa, i creditori sono obbligati a rispettarlo anche se non erano d’accordo. Ad esempio, puoi proporre di pagare il 20% dilazionato in 5 anni e, se il piano è credibile, il giudice lo approva e il restante 80% viene cancellato. Questo strumento è potente soprattutto per chi ha molti debiti, ma un reddito regolare che consente di pagare almeno qualcosa. Il tribunale ti “taglia” i debiti a misura delle tue possibilità.
  • Concordato minore (ex “accordo di composizione con i creditori”): è analogo al piano del consumatore ma destinato a chi ha debiti anche professionali o imprenditoriali (piccoli imprenditori sotto soglia fallimento, ditte individuali, professionisti, startup non fallibili, ecc.). Qui è richiesto il voto dei creditori: serve la maggioranza del 50% dei crediti perché il piano venga approvato (la nuova normativa ha abbassato la soglia rispetto al 60% richiesto prima). C’è anche un meccanismo di silenzio-assenso: i creditori che non rispondono vengono conteggiati come favorevoli . Il concordato minore è utile ad esempio per un piccolo imprenditore sommerso da debiti bancari, leasing, debiti fornitori: permette di ristrutturare il debito complessivo, magari con una percentuale e dilazioni, evitando azioni esecutive individuali.
  • Liquidazione controllata del sovraindebitato (ex “liquidazione del patrimonio”): è una procedura concorsuale in cui si liquidano (vendono) tutti i beni del debitore (salve le cose impignorabili, come prima casa se non di lusso, stipendio minimo vitale etc.) per soddisfare i creditori, dopodiché il debitore ottiene la liberazione da ogni debito residuo. È in sostanza un fallimento personale semplificato. Si sceglie questa via quando il debitore non ha entrate sufficienti per offrire un piano di pagamento, ma possiede qualche asset vendibile, oppure quando è completamente incapiente (in quest’ultimo caso si liquida poco o nulla, ma si ottiene comunque l’esdebitazione finale). Una novità del Codice è l’esdebitazione del debitore incapiente senza alcuna utilità ai creditori (il cosiddetto “fresh start”) introdotta in via permanente dopo una sperimentazione del 2020 . In pratica, anche chi non ha nulla da dare può chiedere di essere liberato dai debiti, purché sia meritevole e non abbia frodato i creditori – è una chance di ripartenza per chi è finito in povertà.

Quali benefici comportano queste procedure? Eccone alcuni di rilievo:

  • Blocco delle azioni esecutive: dal momento in cui si deposita ricorso per sovraindebitamento, il debitore può chiedere al giudice di sospendere eventuali pignoramenti in corso e nessun nuovo creditore potrà iniziarne di ulteriori. Si ottiene una “tregua” dalle aggressioni dei singoli creditori, e tutto confluisce nella procedura unitaria.
  • Taglio dei debiti: è possibile ottenere forti riduzioni. I creditori vengono soddisfatti solo nei limiti di quanto il patrimonio o reddito del debitore consente. La parte eccedente viene cancellata. In un piano del consumatore ben fatto, ad esempio, i debiti possono essere ridotti anche dell’70-80% se la situazione economica del debitore non permetterebbe di più. Anche debiti verso il Fisco e l’Erario possono essere falcidiati (oggi anche l’IVA, grazie alla dichiarazione di incostituzionalità del 2019 che ha eliminato il divieto di falcidia dell’IVA ).
  • Ripartenza garantita: al termine della procedura, se hai rispettato il piano o comunque messo a disposizione il tuo patrimonio, ottieni l’esdebitazione. Significa che i creditori non possono più avanzare pretese per i debiti anteriori, sei legalmente “pulito” e puoi ricominciare senza il peso del passato. Questo vale anche se in liquidazione i creditori hanno preso solo briciole: la legge privilegia la tua riabilitazione economica, purché tu sia stato onesto e collaborativo.
  • Gestione professionale e trasparente: tutte queste procedure sono seguite da un Gestore della crisi nominato dall’OCC (Organismo di Composizione della Crisi) – figura simile a un curatore o commissario – il quale studia la tua situazione, prepara una relazione e supervisiona l’attuazione. Ciò dà garanzie anche ai creditori che tutto viene fatto sotto controllo del tribunale, e a te la comodità di un unico procedimento coordinato.

Va detto che accedere a queste procedure richiede di rispettare alcuni requisiti di legge, come la meritevolezza (non devi aver colposamente creato la situazione di sovraindebitamento con dolo o frode) e la fattibilità del piano. Inoltre sono procedure complesse dove l’assistenza di professionisti (avvocati e commercialisti esperti in crisi) è indispensabile. Non a caso l’Avv. Monardo stesso è gestore della crisi e ha un team specializzato in sovraindebitamento.

Quando valutare il sovraindebitamento? Se il tuo problema non è solo Iliade SPV ma un insieme più vasto di debiti che superano di gran lunga ciò che puoi pagare, allora non limitarti a spegnere singoli incendi: considera la strada del sovraindebitamento. Ad esempio, se hai 5 diverse società che ti chiedono soldi, per un totale di 100.000 €, e il tuo reddito ti permetterebbe di pagarne forse 30.000 € in 5 anni, un piano del consumatore potrebbe ragionevolmente proporre di pagare quei 30.000 € totali suddivisi proporzionalmente tra tutti i creditori, azzerando il resto. I creditori (Iliade inclusa) dovranno accettarlo se il giudice lo approva, anche se recuperano solo una parte.

Se invece hai uno scenario tipo: casa pignorabile, più debiti e nessuna capacità di rimborso, potresti scegliere la liquidazione controllata, vendere la casa per soddisfare parzialmente i creditori, e poi ottenere la cancellazione di ogni residuo. Certo, perdi l’immobile, ma magari eviti un’asta giudiziaria disastrosa e soprattutto ti liberi dal debito residuo che l’asta non copre.

Vale anche per debiti con Agenzia Entrate Riscossione o crediti di natura diversa: nella composizione della crisi si includono tutti i debiti (ad eccezione di pochissime categorie non esdebitabili, tipo debiti da risarcimento danni per fatti illeciti penali, alimenti, ecc.). Quindi in un colpo solo sistemi la situazione nel complesso.

Ricapitolando: le procedure di sovraindebitamento sono la soluzione “globale” ai casi di indebitamento grave e multiplo. Offrono strumenti di sollievo potenzialmente molto incisivi, ma vanno maneggiate da esperti e comportano un iter giudiziale (solitamente qualche mese per l’omologa, ma i benefici sono percepibili subito con la sospensione delle azioni esecutive). Mantieni questa opzione nel radar se negoziare singolarmente non è fattibile o se il totale dei debiti è ingestibile con accordi frammentati. L’Avv. Monardo e il suo team, essendo Gestori della Crisi e professionisti OCC, possono darti un parere preciso su fattibilità, tempi e risultati attesi di un’eventuale procedura.

Altre soluzioni agevolate: rottamazioni e definizioni fiscali

Un capitolo a parte merita l’eventualità che tra i debiti che ti affliggono vi siano anche debiti fiscali o multe affidate a Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia). Abbiamo visto che Iliade SPV tratta tipicamente crediti di origine privata (banche, finanziarie). Tuttavia, spesso chi è in difficoltà con banche lo è anche con il Fisco (cartelle esattoriali per tasse o contravvenzioni non pagate). Ebbene, per i debiti verso l’erario o enti pubblici ci sono periodicamente misure di definizione agevolata (note come “rottamazione delle cartelle” o condoni parziali).

Ad esempio, la Legge di Bilancio 2023 (L.197/2022) ha introdotto la Rottamazione-quater delle cartelle: i contribuenti potevano estinguere i debiti iscritti a ruolo dal 2000 al 30 giugno 2022 pagando solo l’imposta e i contributi, con stralcio totale di interessi e sanzioni, e possibilità di rateizzare fino a 18 rate . Inoltre è stato previsto lo “Stralcio” automatico dei debiti minori di 1.000 euro affidati a ruolo tra 2000 e 2015 (cancellati d’ufficio). I termini per aderire alla rottamazione-quater inizialmente scadevano il 30 aprile 2023, ma sono stati riaperti nel 2023-2024 con normative successive (da ultimo il DL “Milleproroghe” convertito in L. 15/2025) che hanno dato possibilità fino al 30 aprile 2025 di presentare domanda di riammissione per chi era decaduto dai pagamenti .

Al momento in cui scriviamo (gennaio 2026), non risultano nuove “rottamazioni-quater” aperte a tutti, ma chi ha aderito nel 2023 sta proseguendo i pagamenti (fino al 2027) e chi era decaduto ha avuto la chance di rientrare nel 2025 . È possibile che in futuro prossime Leggi di Bilancio introducano ulteriori definizioni agevolate (ad esempio si vocifera di una possibile “rottamazione-quinquies” per debiti recenti). Il consiglio quindi è: se hai debiti con Agenzia Riscossione, tieni d’occhio le novità legislative o consulta un esperto per sapere se c’è qualche misura straordinaria attiva. Pagare tramite rottamazione è molto vantaggioso perché elimina sanzioni e interessi di mora, riducendo anche del 30-40% il carico.

Nel contesto del nostro tema, potremmo immaginare che Iliade SPV ti persegua per un debito bancario, mentre parallelemente hai cartelle esattoriali pendenti. In tal caso, valutare una procedura di sovraindebitamento includendo tutto è spesso la via migliore; ma in alternativa potresti spezzare i problemi: ad esempio rottamare i debiti fiscali (se la finestra è aperta) e concentrare risorse per trattare i debiti privati. Ogni situazione va studiata caso per caso.

Riassumendo sui debiti fiscali: approfitta sempre delle leggi di definizione agevolata quando ci sono – richiederle è semplice (basta far domanda online all’Agenzia) e il risparmio è notevole. Se al momento non ce ne sono, valuta che i debiti con AER hanno anch’essi prescrizioni e possibilità di rateizzazioni ordinarie (puoi chiedere una dilazione ordinaria fino a 72 rate anche se non c’è rottamazione, ma in quel caso paghi tutto con interessi ridotti). L’Avv. Monardo e il team di commercialisti tributari con cui lavora seguono anche le cartelle esattoriali, quindi potranno consigliarti sulle opportunità disponibili (ricorsi, rottamazioni, ecc.) qualora tu abbia un problema misto banche-fisco.

In definitiva, l’approccio corretto per un debitore intelligente è guardare a 360 gradi la propria posizione: ottimizzare ogni strumento legale per ridurre o cancellare i debiti, che siano essi con soggetti privati o con lo Stato.

Errori comuni da evitare quando si affronta un sollecito di pagamento

In momenti di stress finanziario, è facile commettere passi falsi dettati dall’ansia o dalla scarsa informazione. Elenchiamo alcuni errori frequenti che i debitori commettono di fronte a richieste come quella di Iliade SPV, così potrai evitarli:

  • Ignorare le comunicazioni sperando che “passi da sola”: come già sottolineato, far finta di nulla è la scelta peggiore. Il debito non scompare, anzi il creditore potrebbe incattivirsi. Oltretutto, ignorare le lettere significa perdere eventuali opportunità di difesa (ad esempio far valere la prescrizione prima che sia troppo tardi) e rischiare di trovarsi poi con atti giudiziari non più rimediabili . Non procrastinare: affronta il problema subito, magari con l’aiuto di un professionista, ma non chiudere gli occhi.
  • Farsi prendere dal panico e pagare subito senza verifiche: all’opposto, c’è chi appena riceve un sollecito, preso dalla paura di pignoramenti imminenti, corre a pagare tutto magari indebitandosi ulteriormente. Pagare senza aver almeno controllato prescrizione, importi e legittimità significa rinunciare a possibili diritti. Magari stai per pagare un debito già prescritto o gonfiato da interessi indebiti. Anche se hai intenzione di pagare, negozia, non accettare la prima richiesta passivamente.
  • Ammettere il debito con leggerezza: ad esempio telefonare all’SPV dicendo frasi come “sì lo so che devo quei soldi, vedrò cosa fare”. Ogni tua comunicazione potrebbe essere registrata o comunque utilizzata. Riconoscere il debito (scritto o a voce a testimoni) può interrompere la prescrizione e indebolire eventuali difese. Mantieni un atteggiamento cauto: chiedi informazioni e mostra volontà di capire, ma non dichiarare più del necessario. L’ideale è che le comunicazioni formali le gestisca il tuo legale, così non rischi scivoloni.
  • Firmare accordi o piani di rientro standard senza farli controllare: come detto, i moduli precompilati possono nascondere insidie . Potresti impegnarti in qualcosa di svantaggioso o addirittura peggiorativo (ad esempio ci sono moduli in cui inconsapevolmente rinunci a eccepire eccezioni o dai mandato irrevocabile a un agente di riscossione). Leggi sempre ogni riga, e se non comprendi qualche clausola chiedi chiarimenti o consulenza. Mai firmare sotto pressione senza riflettere.
  • Versare piccoli importi “tanto per tenerli buoni”: come accennato, un pagamento parziale non accompagnato da un accordo può essere interpretato come riconoscimento e quindi interrompere la prescrizione . Alcuni pensano: “Pago 50 euro ogni tanto così non mi disturbano”, ma intanto tengono il debito vivo all’infinito. Se vuoi pagare qualcosa, fallo in un contesto di accordo definito o almeno dichiarando (meglio per iscritto) che non intendi con ciò riconoscere l’intero debito (anche se tale riserva potrebbe non essere sufficiente a tutelarti del tutto). In generale, pagare senza strategia non è mai consigliabile.
  • Rivolgersi a intermediari poco affidabili o sedicenti “maghi” dei debiti: purtroppo sul mercato proliferano figure non qualificate che promettono di risolvere ogni debito miracolosamente, magari senza neanche andare dall’avvocato. Bisogna diffidare di chi promette soluzioni irrealistiche (“ti faccio pagare solo il 10% garantito”, “cancello tutti i debiti in 48 ore”). Spesso chiedono compensi anticipati salati e poi spariscono o combinano guai. Verifica sempre le credenziali di chi ti offre consulenza: dovrebbe essere un avvocato iscritto all’albo, un commercialista OCC, ecc. Stai lontano da chi non vuole mettere nulla per iscritto o non ha una sede fisica. La materia dei debiti è complessa e richiede competenza legale: non affidarti al primo sito o call center che promette soluzioni facili.
  • Trascurare i termini legali: ad esempio, se ti notificano un decreto ingiuntivo, ricordati del limite di 40 giorni per fare opposizione. Un errore grave è lasciar scadere quel termine e poi cercare aiuto: a quel punto il decreto è definitivo e puoi solo tentare vie di ripiego molto strette. Altro esempio: se la cartella di pagamento prevede 60 giorni per il ricorso, non aspettare il 61°. Rispetta sempre le scadenze indicate negli atti, perché dopo i termini la tua posizione peggiora drasticamente. Su questo un avvocato ti tiene in calendario le date e prepara per tempo gli atti necessari.
  • Non informare il legale di tutti i dettagli: se ti affidi a un professionista, sii trasparente. Nascondere che hai altri debiti, o che hai fatto in passato un riconoscimento di debito, o che c’è già un pignoramento in corso, è controproducente: l’avvocato deve conoscere tutto il quadro per difenderti al meglio. Non avere paura di “essere giudicato”: il suo compito è aiutarti, non farti la morale.
  • Agire d’impulso senza un piano unico: chi ha più creditori a volte paga quello più “insistente” togliendo risorse per un altro, finendo poi per scontentare tutti. È meglio fare una mappa di tutti i debiti e poi stabilire priorità e strategie coordinate. Ad esempio, decidere “questo lo faccio prescrivere, questo lo saldo a stralcio, quest’altro lo metto in procedura”. Un approccio organico evita di sprecare soldi in soluzioni tampone che non risolvono niente. Anche qui, farsi assistere da consulenti esperti (legali e finanziari) permette di pianificare e non affrontare i problemi a pezzi.

In sintesi: calma e strategia. Non farti guidare né dalla paura cieca né dall’azzardo. Ogni mossa deve essere ponderata pensando alle conseguenze giuridiche. Se non hai familiarità con questi temi, appoggiati a chi li mastica quotidianamente. Un piccolo investimento in consulenza può salvarti da errori costosissimi.

Consigli pratici per il debitore in difficoltà

Dopo aver analizzato aspetti tecnici e strategici, concludiamo la parte operativa con una serie di consigli pratici, quasi un vademecum, per chi si trova a fronteggiare un sollecito di pagamento per debiti vecchi:

  • Raccogli e organizza la documentazione: crea una cartella (anche digitale) con tutti i documenti relativi al debito. Contratto iniziale, estratti conto, eventuali lettere della banca, comunicazioni di cessione (Gazzetta Ufficiale se la trovi), la lettera di Iliade SPV appena ricevuta, ecc. Annotati le date importanti. Questo ti servirà sia per capire tu, sia per fornire al tuo consulente un quadro chiaro.
  • Non fidarti delle comunicazioni telefoniche: se vieni contattato al telefono da operatori del recupero crediti, mantieni la calma. Prendi appunti di ciò che dicono ma non dare conferme né assumere impegni immediati. Se ti propongono accordi, chiedi che ti inviino tutto per iscritto. Ricorda che al telefono alcuni possono fare pressione psicologica; non cedere. Meglio gestire tutto per iscritto o tramite il tuo legale.
  • Monitora il tuo indirizzo di residenza/domicilio: assicurati che eventuali atti giudiziari non vadano a vuoto. Se hai cambiato residenza recentemente, verifica che eventuali notifiche non stiano arrivando al vecchio indirizzo (puoi fare un controllo di irreperibilità in posta o all’Ufficio Unico Notifiche del tribunale). Una notifica di decreto ingiuntivo per compiuta giacenza perché non ti trovavano potrebbe passare inosservata e diventare definitiva a tua insaputa. Quindi mantieni aggiornata la residenza all’anagrafe e valuta un domicilio digitale (PEC) se possibile, così le comunicazioni arrivano sicuramente.
  • Tieni d’occhio la prescrizione in corso: se dalle tue valutazioni risulta che mancano pochi mesi alla prescrizione del debito, potresti – su consiglio del legale – cercare di “scadenzare” eventuali trattative in modo da superare quella data. Ad esempio, potresti non rispondere subito al sollecito (che di per sé ha già interrotto, purtroppo) ma temporeggiare un po’ prima di riconoscere il debito in una trattativa, in modo da non concedere altre interruzioni. È un gioco fine e rischioso, dunque fallo solo con assistenza legale che calcoli bene i tempi. In generale, conoscere il termine di prescrizione ti serve per capire quanto potere contrattuale hai: se è imminente, paradossalmente potresti tirare lungo; se è lontana, sai che il creditore non avrà fretta e potrà riprovare più avanti.
  • Valuta il rapporto debito/patrimonio: chiediti onestamente: “Se io fossi il creditore, quanto riuscirei a recuperare da me stesso?”. Hai stipendio? Un immobile? Auto di valore? Se la risposta è che sei pignorabile con buon esito, allora sappi che Iliade SPV lo valuterà e sarà meno propensa a sconti enormi. Conviene in questi casi privilegiare un approccio più formale e tempestivo (magari proponendo tu un piano prima che loro agiscano). Viceversa, se sei nullatenente o quasi, paradossalmente hai un vantaggio negoziale: il creditore capirà che dalla rapa non si cava sangue, e potrebbe accontentarsi del poco che offri. Non ostentare però sicurezza su questo: usa comunque la carta della buona fede (“vorrei risolvere, ma ho davvero poco…”), mostrando magari prove delle tue condizioni (es. modello ISEE).
  • Attenzione alle coobbligazioni: se c’è un coobbligato (es. un garante, un cointestatario) informalo della situazione e possibilmente coordinatevi. Potreste negoziare insieme il saldo e stralcio per entrambi. Non fate il gioco del creditore scaricando l’uno sull’altro, perché l’SPV potrebbe ottenere due pagamenti parziali da entrambi anziché uno risolutivo. Meglio presentarsi uniti: “noi due insieme offriamo tot per chiudere per entrambi”. E occhio: la prescrizione è interrotta per uno vale per tutti i coobbligati solidali (principio di solidarietà passiva, art. 1310 c.c.), quindi non pensare di far finta di niente sperando che se contattano l’altro garante a te non faccia effetto – ti riguarda comunque.
  • Non impegnare risorse essenziali: se decidi di pagare, assicurati di non lasciare te e la tua famiglia sul lastrico. Prima vengono le necessità di vita (affitto/mutuo corrente, bollette attuali, alimenti, spese mediche). Il debito pregresso viene dopo. Se un accordo ti strozza finanziariamente, forse è meglio non farlo e percorrere invece la via del sovraindebitamento giudiziale dove magari puoi ottenere condizioni più vivibili. Purtroppo capita che per saldare un creditore uno si indebiti con un altro o sacrifichi spese vitali – questo può portare a spirali peggiori. Quindi pianifica bene il budget: quanto posso destinare al mese o in totale per chiudere il debito senza compromettere il resto? Solo tu hai questa visione complessiva (insieme al tuo consulente se condividi i dati con lui).
  • Utilizza eventuali leve emotive (con giudizio): i creditori a volte valutano anche aspetti personali. Se ad esempio il debito nasce da una disgrazia (malattia, perdita del lavoro) e ora sei in difficoltà seria, comunicalo. Allegare documenti (es. certificati medici, stato di disoccupazione) può indurre l’SPV a essere più clemente e accettare meno. Hanno anche loro interesse reputazionale e raramente vogliono infierire su casi umani per pochi spiccioli. Questo ovviamente non è un diritto codificato, ma nella pratica può influire in trattativa.
  • Formalizza sempre gli accordi: l’abbiamo detto ma lo ribadiamo: nulla è definito se non c’è carta firmata. Anche una telefonata in cui l’operatore dice “va bene, ci bastano 1000 euro” non vale nulla se poi ti chiedono ancora soldi. Pretendi un documento o almeno una mail ufficiale prima di fare un pagamento sostanzioso, e successivamente la quietanza liberatoria.
  • Chiedi supporto professionale: può sembrare che lo ripetiamo spesso (ovviamente, essendo questo un articolo di taglio legale-professionale), ma è davvero fondamentale. Un avvocato esperto in gestione debiti conosce trucchi e possibilità che a te sfuggono. Può redigere lettere efficaci, trattare senza emotività, evitare che tu cada in trappole. Inoltre, se le cose precipitano in tribunale, sarai già seguito e pronto a reagire immediatamente. Molti studi, come quello dell’Avv. Monardo, offrono consulenze preliminari gratuite o a costo contenuto proprio per valutare il caso: approfittane. Ti daranno un’idea delle opzioni e di eventuali costi, così potrai scegliere informato. Considera che, se hai difficoltà economiche, esistono anche strumenti di patrocinio a spese dello Stato per cause se rientri in certi limiti di reddito – quindi non rinunciare a difenderti pensando di non poter pagare l’avvocato, informati prima.

Seguendo questi accorgimenti, potrai affrontare la situazione con molta più padronanza e serenità. Ricorda: il debito è un problema tecnico, non una colpa morale. Va risolto con metodo e utilizzando le leggi a tuo favore. Anche se ti senti oppresso, sappi che non sei il primo né l’ultimo ad avere debiti: l’importante è come reagisci. Con la giusta strategia, anche la più difficile delle crisi può trovare una soluzione.

Tabelle riepilogative

Per aiutare la comprensione, riportiamo due tabelle riassuntive: una sulle possibili soluzioni in base alla situazione debitoria, e una sugli atti che interrompono la prescrizione con i relativi effetti.

Tabella 1: Situazione vs. possibili soluzioni per il debitore

Situazione del debitorePossibile soluzione da adottare
Debito singolo con Iliade SPV, nessun altro creditore rilevante.Saldo e stralcio con Iliade SPV, oppure piano di rientro concordato. (Valutare comunque prescrizione o vizi prima di pagare).
Più debiti con vari creditori (banche, finanziarie, Fisco, ecc.) e importo complessivo alto.Procedura di Composizione della crisi da sovraindebitamento (piano del consumatore, concordato minore o liquidazione controllata) per affrontarli unitariamente .
Debito presumibilmente prescritto (nessun atto da oltre X anni).Eccezione di prescrizione: contestare il pagamento perché il diritto è estinto per decorso del tempo. (Non effettuare pagamenti né riconoscimenti!)
Ricevuto Decreto Ingiuntivo da Iliade SPV.Opposizione entro 40 giorni: avviare un giudizio per contestare il decreto (es. prescrizione, mancanza prova cessione, importo errato) e chiedere la sospensione dell’esecuzione.
Debitore completamente incapiente (nessun reddito né beni, debiti insostenibili).Valutare Esdebitazione del debitore incapiente (procedura di fresh start ex L. 3/2012 e D.Lgs 14/2019) per cancellare i debiti senza pagare, se in buona fede . In alternativa, attendere le mosse dei creditori sapendo che un pignoramento risulterebbe improduttivo (ma con rischio di lunghe segnalazioni in CRIF).
Debiti con Agenzia Entrate Riscossione (cartelle) oltre a Iliade SPV.Rottamazione/Definizione agevolata se disponibile (sfruttare normative vigenti: es. rottamazione-quater ), oppure includere i debiti fiscali nel piano di sovraindebitamento per ridurli/annullarli.
Situazione contestabile per vizi contrattuali (es. tassi usurari, fideiussione nulla) nel debito ceduto.Opposizione in giudizio facendo valere i vizi: chiedere riduzione del debito (es. eliminazione interessi usurari) o nullità parziale. Da valutare convenienza di causa legale in rapporto all’importo.
Debitore con patrimonio aggredibile ma volontà di risolvere bonariamente.Trattativa negoziale: proporre un piano di rientro sostenibile o un saldo e stralcio parziale, prima che il creditore proceda a pignoramento (che potrebbe colpire i beni). Mostrare collaborazione può evitare azioni dure.

Tabella 2: Atti che interrompono la prescrizione e loro effetto

Atto o eventoEffetto sulla prescrizione del debito
Raccomandata A/R di sollecito o messa in mora inviata dal creditore e ricevuta dal debitore.Interruzione: la prescrizione si interrompe alla data di ricezione. Da quel momento ricomincia a decorrere ex novo un periodo di prescrizione dello stesso tipo (es. altri 10 anni se ordinaria) .
Decreto ingiuntivo notificato al debitore.Interruzione immediata. Inoltre, se il decreto non è opposto entro i termini e diventa definitivo, il diritto rimasto insoddisfatto si converte in diritto da titolo giudiziale, soggetto a prescrizione decennale (art. 2953 c.c., applicabile ai provvedimenti divenuti irrevocabili) . In pratica, dopo il passaggio in giudicato decorre un nuovo termine di 10 anni per l’esecuzione.
Atto di citazione in giudizio (es. causa ordinaria) notificato.Interruzione: la prescrizione si interrompe e rimane sospesa per tutta la durata del giudizio. Se il giudizio termina con sentenza di condanna passata in giudicato, si applica anche qui l’art. 2953 c.c. (nuovo termine decennale dal giudicato).
Pignoramento o altro atto esecutivo notificato.Interruzione della prescrizione. Inoltre dà inizio alla procedura esecutiva che può durare anni; se l’esecuzione viene dichiarata estinta, dalla data di estinzione riparte un nuovo termine di prescrizione.
Riconoscimento del debito da parte del debitore (art. 2944 c.c.): ad es. una lettera in cui ammette il debito, una richiesta di rateizzazione, un pagamento parziale non accompagnato da riserve specifiche.Interruzione: il riconoscimento fa decorrere da quel momento una nuova prescrizione (di uguale durata di quella originaria) . Attenzione: anche un pagamento parziale può essere interpretato come riconoscimento, salvo tu abbia esplicitato che non riconoscevi il resto (ma tale distinzione è labile, meglio evitare ambiguità).
Morte del debitore (successione ereditaria).La prescrizione prosegue nei confronti degli eredi. Tuttavia, se nessun erede accetta l’eredità e quindi la quota debitoria rimane vacante, il creditore dovrà attivarsi verso l’eredità giacente. La morte in sé non interrompe né sospende la prescrizione, ma eventuali atti verso gli eredi sì (es. atto di citazione verso l’erede interrompe per quel soggetto).
Procedura di esdebitazione/sovraindebitamento avviata.Dalla data di apertura della procedura (ad es. ammissione al piano o alla liquidazione), gli atti dei singoli creditori sono sospesi. La prescrizione per quei crediti potrebbe considerarsi sospesa durante la procedura. Al termine, i debiti vengono cancellati quindi il problema prescrizione diventa irrilevante per quelli inclusi (in pratica non saranno più dovuti a prescindere).

(Le tabelle sopra servono a offrire un colpo d’occhio sintetico; per ogni voce andrebbero poi considerati i dettagli normativi, ma in questo contesto ci limitiamo alle informazioni essenziali.)

FAQ – Domande frequenti

Vediamo ora alcune domande comuni che un debitore può porsi riguardo a Iliade SPV e ai vecchi debiti oggetto di sollecito, con risposte concise e chiare.

❓ D: Posso semplicemente ignorare le lettere di Iliade SPV S.r.l. senza conseguenze?
✅ R: No, è altamente sconsigliato ignorarle. Se non reagisci, Iliade SPV potrebbe procedere per vie legali, ad esempio ottenendo un decreto ingiuntivo e passando ai pignoramenti di stipendio, conto o altri beni . Inoltre le comunicazioni interruttive allungano i tempi di prescrizione, tenendoti il debito “sospeso” più a lungo . Ignorare equivale spesso a peggiorare la situazione.

❓ D: Come faccio a sapere se il mio debito con Iliade SPV è prescritto?
✅ R: Devi verificare quando hai avuto l’ultima attività rilevante su quel debito (ultimo pagamento, ultima raccomandata ricevuta, atto giudiziario, ecc.). Se sono trascorsi più di 10 anni (per i crediti bancari ordinari) senza interruzioni, allora il debito potrebbe essere prescritto . Valuta attentamente tutte le possibili interruzioni (anche una raccomandata che magari ti sei perso). In caso di dubbio, consulta un legale: se c’è margine per eccepire la prescrizione, va fatto subito e in modo formale.

❓ D: Iliade SPV mi chiede una cifra molto superiore al capitale iniziale. È lecito?
✅ R: Di norma sì, perché oltre al capitale maturano interessi di mora e spese. Tuttavia, è lecito solo ciò che era previsto nel contratto originario e consentito dalla legge. Se sospetti che abbiano aggiunto importi esagerati o illegittimi (es. interessi ultralegali non concordati, duplicazioni di spese, interessi oltre soglia di usura), puoi contestare il conteggio e chiedere dettagli . Potresti avere diritto a uno sgravio delle somme non dovute.

❓ D: Non ho mai ricevuto comunicazione della cessione del mio credito a Iliade SPV. Possono lo stesso chiedermi i soldi?
✅ R: Sì. La legge (art. 58 TUB) consente la cessione in blocco senza notifica individuale, tramite pubblicazione in Gazzetta Ufficiale . Quindi è normale che tu non abbia ricevuto un avviso personalizzato. L’importante è che Iliade SPV dimostri, se richiesto, che il tuo credito era compreso in quella cessione. Ma la mancanza di comunicazione diretta non invalida la pretesa.

❓ D: Posso chiedere a Iliade SPV di dimostrarmi che devo effettivamente quel denaro?
✅ R: Assolutamente sì. Hai diritto di vedere il contratto originale, gli estratti conto e la prova che Iliade SPV ha acquistato il tuo credito (avviso G.U. e contratto di cessione) . Puoi inviare una richiesta di documentazione. Se Iliade SPV non fornisce nulla di concreto, la sua posizione è debole. In giudizio, come spiegato, deve provare la titolarità del credito, non basta la sua parola.

❓ D: Che succede se Iliade SPV non riesce a provare che ha comprato proprio il mio debito?
✅ R: Se in un eventuale giudizio la società non prova la propria legittimazione (ad esempio manca il dettaglio del tuo debito nel contratto di cessione), il giudice potrebbe dichiararla priva di legittimazione attiva e rigettare la sua domanda . In pratica, vinceresti la causa perché “non provano di essere i creditori”. Fuori dal giudizio, questo scenario ti dà forza contrattuale: se sanno di non avere documenti solidi, saranno più propensi a trattare o addirittura a lasciar perdere.

❓ D: Il saldo e stralcio è sempre la soluzione migliore?
✅ R: Non necessariamente sempre, ma molto spesso è una buona soluzione se il debito è certo e tu vuoi chiudere la vicenda senza strascichi . Ti permette di risparmiare soldi (paghi meno del dovuto) e tempo. Tuttavia, se hai più debiti o una situazione complessa, potrebbe essere preferibile una procedura di sovraindebitamento che li inglobi tutti. Oppure, se il debito è modesto e gestibile a rate, potresti dilazionare invece di cercare uno sconto. Valuta caso per caso con un esperto: saldo e stralcio è eccellente per un singolo debito insostenibile, meno utile se ne hai dieci o se potresti pagarli comunque.

❓ D: Quanta percentuale del debito posso far “stralciare”?
✅ R: Dipende dalla politica dell’SPV e dalla tua situazione. In alcuni casi si riesce a chiudere pagando solo il 20-30%, in altri magari serve il 50% o più. Se il credito è molto vecchio e difficile da recuperare, Iliade SPV potrebbe accontentarsi di poco (specie se capisce che non hai beni). Se invece sei solvibile e il debito è recente, offriranno sconti minori. Indicativamente, punta a offrire meno della metà inizialmente e vedi la reazione. Ma ricordati: meglio un piccolo sconto su un accordo che nessuno sconto e un decreto ingiuntivo! L’obiettivo è evitare il peggio, non fare per forza il colpaccio.

❓ D: Se concordo un piano di rientro a rate e poi non riesco a pagare una rata, cosa succede?
✅ R: Di solito negli accordi c’è la clausola di decadenza dal beneficio del termine: significa che se salti una rata, l’accordo salta e Iliade SPV può chiederti immediatamente tutto il residuo in un’unica soluzione. Inoltre, in caso di accordo stragiudiziale saltato, è facile che l’SPV passi subito alle vie legali (visto che la via bonaria è fallita). Quindi non prendere impegni a rate che non sei sicuro di sostenere. Meglio negoziare qualche giorno in più ma con una rata fattibile, che partire forte e poi crollare.

❓ D: E se io non posso pagare nulla o quasi?
✅ R: Se proprio non hai alcuna capacità (né patrimonio né reddito), allora segnalalo al creditore mostrando magari documentazione del tuo stato (disoccupazione, ISEE basso). Potrebbe decidere di metterti in coda o attendere tempi migliori. Nel frattempo, tu puoi valutare di intraprendere la procedura di esdebitazione del debitore incapiente prevista dalla legge: in pratica chiedi al tribunale di certificare che sei nullatenente e di cancellare i tuoi debiti . Se ottieni questa esdebitazione (serve un avvocato per attivarla), anche Iliade SPV non potrà più nulla. Certo, è l’ultima ratio e vale solo se sei in condizione di miseria documentata. In assenza di ciò, se non paghi nulla rimarrai tecnicamente debitore e Iliade SPV potrebbe rinnovare la pretesa periodicamente o attendere che tu torni ad avere qualcosa.

❓ D: Iliade SPV può farmi mettere al CRIF (centrale rischi) se il mio vecchio debito era già stato “chiuso” dalla banca?
✅ R: Dipende. Se il tuo credito era stato classificato a sofferenza dalla banca e segnalato a sistemi come CRIF, quella segnalazione viene poi aggiornata col tempo (dopo un certo numero di anni le sofferenze a privati vengono cancellate dalla visura). Tuttavia, se Iliade SPV riattiva la pratica di recupero, potrebbe comunicare ai sistemi di informazione creditizia che c’è un’azione in corso, specialmente se ti rinegoziano il debito (es. ti fanno firmare un nuovo piano). Quindi sì, c’è il rischio di nuove segnalazioni negative . Per contro, se raggiungi un accordo e paghi, puoi chiedere che venga registrato che il debito è “saldato a stralcio” o comunque chiuso, il che migliora la tua posizione rispetto a un insoluto aperto. In breve: un debito ceduto non pagato può sporcarti il merito creditizio anche a distanza di anni; per evitarlo del tutto dovresti chiuderlo o ricorrere a strumenti legali.

❓ D: Ho ricevuto un decreto ingiuntivo da Iliade SPV: posso ancora difendermi?
✅ R: Sì, ma devi agire subito. Hai 40 giorni dalla notifica per fare opposizione . Con l’opposizione si instaura una causa civile in cui potrai far valere tutte le tue difese (prescrizione, mancanza di prove della cessione, contestazione importo, ecc.). Se presenti l’opposizione, il decreto ingiuntivo non diventa esecutivo finché la causa è pendente (salvo rarissimi casi di concessione della provvisoria esecuzione). L’importante è non far scadere i termini. Passati i 40 giorni senza opposizione, le tue possibilità si riducono drasticamente (potresti solo tentare opposizione tardiva per gravi motivi, ma è un terreno minato). Quindi, ricevuto un decreto, corri dall’avvocato con l’atto in mano il giorno stesso!

❓ D: Ma la lettera di Iliade SPV che ho ricevuto non è un atto di tribunale: perché dovrei prendere un avvocato adesso?
✅ R: Proprio perché adesso sei ancora in tempo per risolvere la cosa senza arrivare al tribunale. Un avvocato può intercettare il problema a monte: rispondere per te alla lettera, aprire un dialogo col creditore, individuare difese che magari lo convincono a desistere o transare. Se aspetti l’atto di tribunale, la situazione è già degenerata. Considera l’avvocato come un consulente di crisi: ti aiuta a negoziare quando c’è margine di trattativa e, se inevitabile, ti difenderà in giudizio. Inoltre ti spiega con chiarezza i tuoi diritti e le opzioni. Molti rinviano per risparmiare, ma spesso poi pagano molto di più (magari perdendo una causa che si poteva evitare). Una consulenza preventiva ha un costo contenuto rispetto ai benefici e ai risparmi che può portare.

❓ D: L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff possono realmente aiutarmi in questa situazione? Cosa fanno in concreto?
✅ R: Sì, l’Avv. Monardo ed il suo team sono specializzati proprio in tutela di debitori contro banche, finanziarie e riscossioni. In concreto possono: analizzare a fondo la tua posizione debitoria (verificando vizi, prescrizioni, irregolarità), predisporre risposte formali a solleciti e diffide, attivare ricorsi d’urgenza per sospendere azioni esecutive (es. sospendere un pignoramento o una cartella), condurre trattative con Iliade SPV e altri creditori per trovare un accordo sostenibile, assisterti nella redazione di accordi di saldo e stralcio sicuri, oppure – se necessario – fare causa o resistere in giudizio per farti valere le tue ragioni (ad esempio un’opposizione a decreto ingiuntivo, un’opposizione all’esecuzione, ecc.). Inoltre, grazie alla componente di commercialisti nel team, lo Studio Monardo riesce a gestire anche aspetti finanziari e fiscali (calcoli, piani di rientro calibrati, adempimenti fiscali connessi alle transazioni). L’Avv. Monardo è abilitato come Gestore della Crisi da sovraindebitamento, quindi se il tuo caso lo richiede, può guidarti anche in una procedura di esdebitazione in Tribunale, affiancandoti dall’inizio alla fine. In sintesi, offre un servizio completo: consulenza, difesa legale e negoziazione, con l’obiettivo di sollevarti dal peso dei debiti con gli strumenti concreti che la legge mette a disposizione.

❓ D: Quanto mi costa farmi seguire da un avvocato per queste cose? Ho paura di aggiungere spese ai debiti…
✅ R: È comprensibile la preoccupazione, ma considera questo: spesso i costi di un avvocato per queste pratiche sono accessibili e personalizzati. Studi come quello dell’Avv. Monardo applicano tariffe etiche e minimi tariffari, venendo incontro a chi è in difficoltà . Inoltre, molti offrono un primo consulto gratuito o a basso costo per inquadrare il caso. Dopo di che, saprai esattamente quale sarebbe la spesa per l’assistenza e potrai valutare. In tanti casi, l’intervento del legale ti fa risparmiare molto più di quanto spendi: ad esempio, evita che tu paghi somme non dovute, ottiene stralci maggiori, oppure impedisce un pignoramento (che ti toglierebbe magari una percentuale di stipendio per anni). Infine, se rientri nei requisiti di reddito, potresti beneficiare del patrocinio a spese dello Stato, cioè l’avvocato viene pagato dallo Stato (lo Studio Monardo può aiutarti a verificare se hai diritto). In conclusione, vedere l’avvocato come un costo in più è un errore: dovresti vederlo come un investimento per risolvere il problema, proprio come quando si chiama un medico per curare una malattia prima che peggiori.

❓ D: Dopo aver risolto con Iliade SPV, come posso evitare di ritrovarmi in una situazione simile in futuro?
✅ R: Questa è una domanda saggia. La risoluzione del debito è l’occasione per un nuovo inizio finanziario. Alcuni consigli: cerca di vivere entro i tuoi mezzi, fai un budget mensile e seguilo, accumula se possibile un piccolo fondo emergenze. Se ti servirà credito in futuro (mutuo, prestito), valuta attentamente l’importo delle rate rispetto al reddito. Non fare da garante a persone di cui non sei sicuro. In generale, dopo un’esperienza del genere, avrai imparato a leggere bene i contratti prima di firmare, a tenere traccia di comunicazioni importanti e a non sovraindebitarti. Sfrutta eventualmente la consulenza del team di Avv. Monardo non solo per spegnere incendi, ma anche per consigli di prevenzione: ad esempio, loro possono aiutarti a riabilitare la tua posizione creditizia (cancellazione da banche dati negative se indebitamente segnalato) e a ristrutturare eventuali altri rapporti finanziari. L’educazione finanziaria è la chiave: il fatto che chiedi “come evitare in futuro” mostra che hai la mentalità giusta per non ricadere nello stesso errore. Quindi: problema risolto oggi, ma occhi aperti sul domani!

Giurisprudenza aggiornata in materia

(In questa sezione riportiamo alcune pronunce recenti di rilievo, emesse da organi giurisdizionali italiani, attinenti agli argomenti trattati nell’articolo. Citare sentenze autorevoli serve a confermare i principi esposti e mostrare come sono applicati nei casi concreti.)

  • Cassazione Civile, Sez. III, 6 febbraio 2024 n. 3405: ha stabilito che nei crediti ceduti in blocco ex art. 58 TUB, se il debitore contesta la cessione, non basta l’avviso in Gazzetta Ufficiale come prova: il cessionario deve produrre il contratto di cessione o documenti idonei a identificare il credito ceduto . In mancanza, la società cessionaria difetta di legittimazione a riscuotere (come accaduto nel caso esaminato) .
  • Cassazione Civile, Sez. III, 29 febbraio 2024 n. 5478: ha ribadito il principio sopra, sottolineando la distinzione tra legittimazione processuale e titolarità sostanziale del credito. Ha affermato che il cessionario in giudizio deve provare non solo l’avvenuta notificazione/pubblicazione della cessione, ma anche l’effettiva stipula e il trasferimento del credito in questione . Nel caso di specie l’SPV aveva prodotto solo la G.U. e una comunicazione generica, insufficiente a provare l’inclusione di quel credito ceduto .
  • Cassazione Civile, Sez. II, 24 dicembre 2021 n. 41489: ha chiarito che un pagamento in acconto del debito non implica automaticamente rinuncia alla prescrizione già maturata, ma può essere valutato come riconoscimento del debito a discrezione del giudice, in base alle circostanze . Se accompagnato da indicazioni che si tratta di acconto su maggior somma dovuta, esso interrompe la prescrizione come atto di riconoscimento . Questa sentenza invita quindi a prudenza: un piccolo pagamento potrebbe riattivare il credito salvo riserve esplicite.
  • Cassazione Civile, Sez. VI-5, 23 ottobre 2024 n. 27504: (ordinanza citata da FiscoOggi) ha stabilito che la domanda di rateizzazione presentata dal debitore all’Agente della Riscossione costituisce atto di riconoscimento del debito e quindi interrompe la prescrizione . Ciò conferma come qualsiasi istanza del debitore che implicitamente ammette il dovuto (anche se volta a ottenere una dilazione) faccia ripartire il termine prescrizionale.
  • Tribunale di Treviso, sez. civile, decreto 15 luglio 2022: (precedente di merito degno di nota) ha ritenuto inammissibile un piano del consumatore in cui il debitore prevedeva di pagare solo il 2% ai creditori chirografari, giudicando tale proposta contraria al principio di fattibilità e convenienza. Questo ricorda che nei piani di sovraindebitamento non si può offrire “troppo poco” ai creditori senza adeguate giustificazioni, pena il rigetto dell’omologa.
  • Corte Costituzionale, 6 dicembre 2019 n. 245: ha dichiarato incostituzionale il divieto di falcidia dell’IVA nelle procedure di sovraindebitamento, aprendo la strada alla inclusione anche dell’IVA tra i debiti diluibili e falcidiabili nei piani . Questo ha reso più efficaci le procedure, perché prima l’IVA doveva essere pagata integralmente o la proposta veniva bocciata.

(Le sentenze della Cassazione citate sono massimate nei repertori ufficiali; la pronuncia della Corte Costituzionale è pubblicata in G.U. Serie Speciale Corti Cost. 11/12/2019. Tali fonti autorevoli confermano la validità e l’attualità dei concetti discussi: dall’onere della prova nei crediti ceduti, all’effetto degli atti sul decorrere della prescrizione, fino agli sviluppi normativi e giurisprudenziali sulle soluzioni concorsuali per il sovraindebitamento.)

Conclusione

In conclusione, ricevere una lettera di sollecito da Iliade SPV S.r.l. per un vecchio debito non è la fine del mondo, ma sicuramente è un campanello d’allarme da non ignorare. Abbiamo visto come, dal punto di vista legale, esistano numerosi strumenti di difesa e soluzioni: dalla verifica della prescrizione (spesso risolutiva nei casi di crediti molto datati) alle opposizioni basate sulla mancanza di prova della cessione o su altri vizi; dalla possibilità di negoziare un saldo e stralcio vantaggioso per chiudere il debito in via stragiudiziale, fino alle più strutturate procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento che possono ridurre drasticamente il peso debitorio complessivo. Il filo conduttore è che il debitore ha dei diritti e non deve subire passivamente: errori procedurali del creditore, decorso del tempo, clausole illegittime, tutto può e deve essere sfruttato a proprio favore per alleggerire o annullare la pretesa.

Abbiamo anche sottolineato l’importanza di agire tempestivamente. I termini (40 giorni per opporsi a un decreto ingiuntivo, 60 giorni per impugnare una cartella, ecc.) corrono veloci, e perdere un termine può significare precludersi una difesa che avrebbe avuto successo. Altrettanto cruciale è non intraprendere azioni avventate o non informate: l’assistenza di un professionista esperto in materia di debiti fa davvero la differenza tra l’ottenere il massimo risultato possibile (in termini di soldi risparmiati, tempo guadagnato e serenità) e l’infilarsi in vicoli ciechi.

Dal percorso fatto emergono alcuni punti chiave e consigli finali:

  • Conoscere per decidere: prima di tutto, raccogli informazioni sul tuo debito (origini, evoluzione, eventuali prescrizioni). Solo con una conoscenza chiara potrai prendere decisioni efficaci.
  • Non aver paura di far valere i tuoi diritti: prescrizione, richiesta di prove, contestazione di importi indebiti non sono furbizie ma tutele previste dall’ordinamento a garanzia del debitore onesto. Sfruttale senza remore.
  • Negoziare in modo strategico: se devi trattare, fallo con un piano e magari con supporto professionale. Ogni euro e ogni giorno possono essere negoziati. Spesso il creditore è disposto a venire incontro se percepisce collaborazione e realismo.
  • Utilizzare la legge a 360°: se il tuo problema è più ampio (altri debiti, insolvenza generalizzata), ricorri agli strumenti come la legge sul sovraindebitamento. Ti permettono di ripulire tutto e ripartire con dignità. Il sistema legale oggi offre una “seconda opportunità” concreta per chi è soffocato dai debiti: approfittane se necessario.
  • Evitare isolamento e vergogna: il debito, come detto, è una circostanza economica, non una colpa. Ci si può trovare in difficoltà per mille ragioni (crisi di mercato, perdita del lavoro, problemi familiari, inesperienza finanziaria). Chiedere aiuto a professionisti (avvocati, commercialisti) o anche confrontarsi con persone di fiducia ti aiuterà a vedere soluzioni dove magari da solo vedevi solo panico.
  • Prevenire future ricadute: risolta la questione, fai tesoro dell’esperienza. Adotta pratiche finanziarie prudenti, informati prima di firmare nuovi contratti di credito, e gestisci con attenzione i segnali di allarme (se una rata non riesci a pagarla, non aspettare mesi: cerca subito di rinegoziare, ad esempio). In altre parole, trasformare la crisi in un’occasione di crescita e consapevolezza.

Ricordiamo che l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo studio sono pronti ad affiancarti in ciascuno di questi passi. Con la loro competenza specialistica in diritto bancario e tributario, e con l’esperienza sul campo di centinaia di pratiche di sovraindebitamento e contenziosi contro banche/finanziarie, sanno individuare rapidamente le strade percorribili per bloccare sul nascere azioni esecutive, evitare pignoramenti, cancellare ipoteche o fermi amministrativi, ridurre sanzioni e interessi. Abbiamo più volte evidenziato i titoli e le credenziali dell’Avv. Monardo (cassazionista, gestore crisi ex L.3/2012, esperto negoziatore ex D.L.118/2021) che garantiscono un alto livello di qualificazione . Ma al di là dei titoli, ciò che conta è l’approccio umano e personalizzato: ogni caso viene studiato a fondo, cercando la soluzione più adatta alla situazione particolare del cliente, con un mix di strumenti giudiziali e stragiudiziali. Spesso lo studio adotta un metodo multidisciplinare (legale + finanziario) per ottimizzare il risultato – ad esempio, combinando un ricorso in tribunale per sospendere una procedura con una trattativa parallela per chiuderla.

Ricorda: il tempo è un fattore cruciale. Se hai ricevuto un sollecito di pagamento o qualunque atto di riscossione, non aspettare che la situazione precipiti. Ogni giorno che passa potrebbe limitare qualche opzione (basti pensare alla prescrizione che matura o ai termini che scadono). Agire subito spesso permette di risparmiare denaro (si evitano spese di procedura, interessi che maturano, ecc.) e soprattutto di ridurre l’angoscia che inevitabilmente accompagna queste vicende.

🔍 In definitiva, la lettera di Iliade SPV può essere l’inizio di un incubo solo se la subisci passivamente. Invece, affrontandola con gli strumenti legali giusti e con il supporto di professionisti capaci, può trasformarsi in un problema risolvibile, magari anche con esiti insperati (debito annullato per prescrizione, oppure chiuso con un piccolo importo a saldo). La conoscenza è potere: ora hai a disposizione un quadro completo e aggiornato delle tue possibilità di difesa e soluzione. Sta a te compiere il prossimo passo e mettere in pratica questi consigli per liberarti dal debito in modo intelligente e definitivo.

📞 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata e immediata. Lui e il suo staff di avvocati e commercialisti analizzeranno la tua situazione specifica e sapranno difenderti con strategie legali concrete e tempestive, bloccando sul nascere azioni esecutive come pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi o cartelle esattoriali. Non aspettare che sia troppo tardi: ogni caso affrontato per tempo ha molte più soluzioni praticabili. Mettiti in contatto ora – un semplice consulto può indicarti la via d’uscita dal tunnel dei debiti e restituirti la serenità economica che meriti.

Leggi con attenzione: se in questo momento ti trovi in difficoltà con il Fisco ed hai la necessità di una veloce valutazione sulle tue cartelle esattoriali e sui debiti, non esitare a contattarci. Ti aiuteremo subito. Scrivici ora. Ti ricontattiamo immediatamente con un messaggio e ti aiutiamo subito.

Informazioni importanti: Studio Monardo e avvocaticartellesattoriali.com operano su tutto il territorio italiano attraverso due modalità.

  1. Consulenza digitale: si svolge esclusivamente tramite contatti telefonici e successiva comunicazione digitale via e-mail o posta elettronica certificata. La prima valutazione, interamente digitale (telefonica), è gratuita, ha una durata di circa 15 minuti e viene effettuata entro un massimo di 72 ore. Consulenze di durata superiore sono a pagamento, calcolate in base alla tariffa oraria di categoria.
  2. Consulenza fisica: è sempre a pagamento, incluso il primo consulto, il cui costo parte da 500€ + IVA, da saldare anticipatamente. Questo tipo di consulenza si svolge tramite appuntamento presso sedi fisiche specifiche in Italia dedicate alla consulenza iniziale o successiva (quali azienda del cliente, ufficio del cliente, domicilio del cliente, studi locali in partnership, uffici temporanei). Anche in questo caso, sono previste comunicazioni successive tramite e-mail o posta elettronica certificata.

La consulenza fisica, a differenza di quella digitale, viene organizzata a partire da due settimane dal primo contatto.

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