Introduzione
Ricevere una lettera da Europa Factor per un vecchio debito può generare panico e confusione. Molti debitori commettono errori rischiosi, ad esempio pagando subito “per paura” o ignorando del tutto la comunicazione, senza sapere che un sollecito di pagamento non equivale a un provvedimento esecutivo immediato. Perché questo tema è urgente? Perché dietro queste richieste si celano spesso insidie: debiti magari prescritti (cioè troppo vecchi per essere legalmente esigibili), importi gonfiati da interessi e spese non dovute, o pretese documentate in modo carente . Sapere come difendersi è fondamentale per evitare pagamenti non dovuti e per sfruttare soluzioni legali che possono annullare o ridurre drasticamente il debito.
Quali soluzioni legali esistono? In questa guida esamineremo: le norme di legge sulla cessione del credito e sulla prescrizione dei debiti; la procedura da seguire passo-passo dopo la notifica di un sollecito; le possibili difese legali (dalla contestazione stragiudiziale all’eventuale opposizione in tribunale); le strategie per impugnare o sospendere azioni esecutive e per negoziare un saldo e stralcio vantaggioso. Spiegheremo inoltre gli strumenti alternativi a disposizione del debitore, come le rottamazioni delle cartelle esattoriali e le procedure di sovraindebitamento (piani del consumatore, esdebitazione, accordi di ristrutturazione), introdotte dalla legge italiana per aiutare chi è sommerso dai debiti a ritrovare equilibrio finanziario.
Questo articolo è redatto con un tono giuridico-divulgativo e un taglio pratico-professionale, dal punto di vista difensivo del debitore. A guidarci nell’analisi è l’esperienza dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti. L’Avv. Monardo – cassazionista (abilitato alle giurisdizioni superiori) – coordina a livello nazionale professionisti esperti in diritto bancario e tributario. È inoltre Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi ufficiali del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Grazie a queste qualifiche, l’Avv. Monardo e il suo team possono aiutare concretamente il lettore in ogni fase: dall’analisi dell’atto ricevuto alla predisposizione di ricorsi e opposizioni; dalla richiesta di sospensione di misure esecutive alle trattative con i creditori per ottenere piani di rientro sostenibili o accordi transattivi a saldo e stralcio; fino all’assistenza nelle soluzioni giudiziali e stragiudiziali più complesse (es. procedure per la composizione delle crisi debitorie).
Ricorda: una reazione tempestiva e informata può fare la differenza tra subire passivamente una richiesta ingiusta e far valere i tuoi diritti di debitore. Nei prossimi paragrafi ti forniremo tutte le informazioni aggiornate a dicembre 2026** per difenderti in modo efficace.
📩 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata sul tuo caso specifico. Dopo aver letto l’articolo, potrai ottenere un consiglio professionale sul da farsi e, se necessario, l’assistenza di un team esperto che agirà prontamente per tutelare i tuoi interessi.
Chi è Europa Factor e perché ti ha inviato una lettera
Europa Factor S.p.A. è una società finanziaria specializzata nel recupero crediti e nell’acquisto di crediti deteriorati (NPL, Non Performing Loans) in Italia . In pratica, banche, finanziarie, compagnie telefoniche e fornitori di energia vendono a società come Europa Factor i crediti non riscossi, spesso a un prezzo fortemente scontato rispetto al valore nominale. Ad esempio, un debito originario di 1.000 € non pagato può essere ceduto a un recuperatore per poche centinaia di euro . Europa Factor diventa così il nuovo creditore, in qualità di cessionario del credito, pur non avendo fornito direttamente il servizio originario (non è stata lei a erogare il prestito o la fornitura, ma lo ha acquistato dal creditore originario).
È importante chiarire che Europa Factor non è una truffa né opera illegalmente in sé: è una società autorizzata che opera in base a normali meccanismi di mercato . Tuttavia, perché ti sta contattando? Molto probabilmente perché hai (o hai avuto) un debito insoluto con un’azienda – ad esempio una bolletta telefonica o energetica non pagata, un prestito personale o una carta di credito non rimborsata, una rata di finanziamento saltata, ecc. – e quel credito è stato ceduto ad Europa Factor. Spesso questi crediti sono vecchi di molti anni e magari il debitore li aveva “dimenticati” o dati per irrecuperabili. Europa Factor acquista pacchetti di debiti molto datati o difficili da esigere, confidando di riuscire a riscuotere almeno una parte tramite lettere e telefonate insistenti . È il suo modello di business: compra i debiti a una frazione del loro valore e cerca poi di incassare l’intero importo (o quasi) per guadagnare sulla differenza .
Esempio tipico: molte segnalazioni indicano che Europa Factor gestisce vecchie bollette telefoniche o di energia. Può capitare di ricevere nel 2026 una richiesta di pagamento per una fattura di telefono del 2015 mai pagata. Il consumatore spesso non ricorda quel debito o pensava che il sollecito non sarebbe mai arrivato. In altri casi, il debito originario riguarda un contratto cessato da tempo (un’utenza chiusa, un servizio disdetto) ma con qualche pendenza economica rimasta. Vedersi recapitare dopo tanti anni una lettera del genere può far pensare a un errore o a una truffa. In realtà, Europa Factor agisce per conto proprio: avendo acquistato in blocco quel credito, ora ti chiede di pagare come nuovo titolare del credito.
Da notare che, per legge, il debitore deve essere informato della cessione del credito (art. 1264 c.c.), anche se non è richiesto il suo consenso . Di solito, la lettera stessa costituisce comunicazione dell’avvenuta cessione: nella busta o nel testo dovrebbe essere indicato che il credito di €X verso il creditore Y (es. la tal banca o la tal compagnia telefonica) è stato ceduto a Europa Factor. Se questa informazione manca o è poco chiara, hai comunque il diritto di chiedere prova della cessione, cioè un documento che attesti che Europa Factor ha davvero acquisito la tua posizione debitoria . Questa richiesta di trasparenza è legittima e la vedremo in dettaglio più avanti.
In sintesi, ricevi una lettera da Europa Factor perché essa ritiene di essere tua creditrice per un vecchio debito che ha comprato. Non significa automaticamente che devi pagare tutto e subito: il debito potrebbe essere contestabile, riducibile o persino non più dovuto per legge. Prima di aprire il portafoglio, quindi, occorre capire bene che tipo di credito è, se è ancora esigibile, quali strumenti di difesa hai a disposizione e come eventualmente negoziare la chiusura della faccenda a condizioni per te favorevoli.
Il quadro normativo: cessione del credito e prescrizione dei debiti
In questa sezione inquadreremo le principali norme di legge e i riferimenti giurisprudenziali utili per capire la situazione. Parleremo di come funziona la cessione del credito, di cos’è la prescrizione e come incide sui “debiti vecchi”, e dei diritti del debitore di fronte a un recupero crediti. Conoscere queste basi normative ti permette di affrontare la lettera di Europa Factor con maggiore consapevolezza e di valutare correttamente la legittimità o meno della pretesa.
Cessione del credito: Europa Factor è il nuovo creditore
La cessione dei crediti è regolata dagli artt. 1260 e seguenti del Codice Civile. Si tratta di un istituto perfettamente legale: un creditore originario (es. la banca, la finanziaria, la compagnia telefonica) può cedere il suo credito verso un debitore a un altro soggetto (il cessionario) senza bisogno del consenso del debitore ceduto . L’unico obbligo previsto dalla legge è di informare il debitore dell’avvenuta cessione (solitamente tramite comunicazione scritta). Dal momento in cui ricevi la notizia della cessione, devi considerare che il tuo nuovo interlocutore per quel debito è la società cessionaria (in questo caso Europa Factor).
- Efficacia della cessione: il debitore, fino a che non sia informato, può legittimamente pagare al vecchio creditore liberandosi dell’obbligazione (art. 1264 c.c.). Ma dopo la notifica della cessione, il pagamento dovrà essere fatto al nuovo creditore. Dunque, se ricevi la lettera di Europa Factor, non ignorarla pensando di poter pagare il vecchio creditore: ormai è Europa Factor ad aver titolo per riscuotere (salvo tu contesti la validità della cessione in sede legale, cosa possibile se manca prova che il tuo specifico credito fosse compreso nell’accordo di cessione, come vedremo).
- Contenuto della comunicazione: la lettera o sollecito inviato dal cessionario dovrebbe indicare chiaramente alcuni dati fondamentali :
- Il creditore originario: es. “TIM S.p.A.”, “ENEL Energia”, nome della banca o finanziaria da cui proviene il debito.
- L’origine del debito: il contratto o la posizione a cui si riferisce (es. numero di contratto telefonico o conto, numero di fattura insoluta, estremi del finanziamento).
- La conferma che il credito è stato ceduto a Europa Factor (spesso allegano o citano un riferimento al contratto di cessione o alla pubblicazione su Gazzetta Ufficiale, in caso di cessione in blocco).
- L’importo richiesto, con il dettaglio di voci: capitale, interessi eventualmente maturati, spese aggiuntive.
Se mancano queste informazioni essenziali o appaiono poco chiare, hai diritto di chiedere chiarimenti e documentazione integrativa . È consigliabile non sborsare alcuna somma finché Europa Factor non abbia fornito prova concreta del tuo debito: “Carta canta”, come si suol dire. Puoi formalmente esigere copia del tuo contratto originario, delle fatture non pagate, nonché prova dell’avvenuta cessione (es. un estratto del contratto di cessione o attestazione che includa il tuo nominativo) . Questi documenti servono a verificare che: – il debito esiste e non è frutto di errore (ad esempio, non ti confondano con un altro cliente, o il debito non sia già stato pagato in passato); – il debito sia ancora valido ed esigibile (cioè non sia prescritto, concetto di cui parleremo tra poco); – l’importo richiesto sia corretto e non indebitamente gonfiato rispetto al dovuto originario.
- Onere della prova in giudizio: se la vicenda dovesse mai finire in tribunale (ad esempio con un decreto ingiuntivo richiesto da Europa Factor e la tua opposizione), sappi che tocca al creditore dimostrare la propria pretesa. In caso di crediti ceduti, la Cassazione ha chiarito che il cessionario deve provare di aver validamente acquisito quello specifico credito dal precedente creditore, qualora il debitore lo contesti . Ciò significa che non basta per Europa Factor affermare “abbiamo comprato tutti i crediti di tipo X da banca Y”: se tu contesti la titolarità, dovranno fornire la documentazione che attesti che il tuo singolo credito era compreso nella cessione (ad esempio producendo il contratto di cessione o un estratto con l’elenco dei crediti ceduti) . In una recente sentenza (Cass. civ. Sez. I, n. 17262/2024) la Suprema Corte ha ribadito proprio questo principio: la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di una cessione in blocco (ex art. 58 TUB) esonera dal notificarla al debitore, ma non esonera dal provare in giudizio che quello specifico credito era compreso nel lotto ceduto. In caso di contestazione, dunque, se Europa Factor non riesce a provare la catena di titolarità, il giudice potrebbe dare ragione a te e dichiarare che la società non ha legittimazione a esigere il pagamento .
In pratica, la cessione del credito spiega perché Europa Factor si presenta a chiedere il pagamento. Ma non devi prendere ogni sua affermazione come oro colato: verifica sempre la documentazione. Se qualcosa non torna (ad es. ti chiedono soldi per un contratto mai sottoscritto, o per importi già pagati in passato, o senza provare di essere i nuovi creditori), hai margine per contestare la richiesta. Ricorda: nessuna somma è dovuta “alla cieca” – se il recuperatore vuole i tuoi soldi, deve dimostrare il suo diritto.
Prescrizione dei debiti: quando un vecchio credito non è più esigibile
Uno degli aspetti più importanti da valutare in presenza di “debiti vecchi” è la prescrizione. La prescrizione è l’istituto giuridico in base al quale un diritto si estingue se non viene esercitato entro un certo tempo (art. 2934 c.c.). In altre parole, se il creditore rimane inattivo per troppi anni, perde la possibilità legale di esigere il pagamento: il debito si considera estinto e il debitore può rifiutarsi di pagare, opponendo appunto la prescrizione . Attenzione: la prescrizione non opera automaticamente – va eccepita dal debitore (art. 2938 c.c.) . Questo significa che, ad esempio, se Europa Factor ti fa causa per un credito prescritto e tu non ti difendi sollevando l’eccezione di prescrizione, il giudice potrebbe comunque emettere un provvedimento di condanna (perché il giudice non può rilevare d’ufficio la prescrizione in ambito civile ordinario). È dunque fondamentale conoscere i termini di prescrizione e farli valere attivamente quando applicabili.
Qual è il termine di prescrizione? Dipende dal tipo di credito. Ecco una sintesi dei termini più comuni per i debiti che spesso sono oggetto di cessione:
- Termine ordinario – 10 anni: è la prescrizione “generale” prevista dall’art. 2946 c.c. per i diritti per i quali la legge non dispone un termine diverso. Molte tipologie di debiti ricadono in questo termine decennale, ad esempio finanziamenti bancari, prestiti personali, scoperti di conto corrente e, in generale, obbligazioni contrattuali non soggette a prescrizioni brevi. Se hai un vecchio prestito non rimborsato, in mancanza di atti interruttivi, esso si prescrive in 10 anni dall’ultima rata scaduta non pagata (o dalla scadenza del contratto, se il debito è “a vista”).
- Debiti da bollette e utenze domestiche: per queste situazioni il legislatore è intervenuto accorciando i termini, nell’ottica di tutelare i consumatori da richieste tardive (i cosiddetti maxi-conguagli arrivati dopo molti anni). Oggi abbiamo:
- Bollette di energia elettrica: 2 anni (per fatture con scadenza successiva al 1º marzo 2018) .
- Bollette del gas: 2 anni (per fatture con scadenza successiva al 1º gennaio 2019) .
- Bollette del servizio idrico: 2 anni (per fatture con scadenza successiva al 1º gennaio 2020) .
- Servizi telefonici, Internet e pay-TV: 5 anni era il termine “classico” previsto dal codice civile (art. 2948, per le utenze periodiche) , ma la Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019) ha ridotto anche queste a 2 anni per le bollette emesse da gennaio 2020 in poi . In concreto, vi è stata un’evoluzione: per le vecchie fatture telefoniche non pagate il termine di prescrizione applicabile può essere di 5 anni se riferite a periodi antecedenti, mentre per i consumi più recenti (dopo il 2020) la prescrizione è biennale. Questo quadro ha generato un po’ di confusione, ma il risultato pratico è: difficilmente un’utenza telefonica può essere richiesta oltre 5 anni dalla scadenza, e in molti casi già dopo 2 anni la pretesa è illegittima .
- Canoni di locazione e spese condominiali: 5 anni (art. 2948 c.c.). Se Europa Factor agisse per conto del proprietario di casa o di un condominio (caso più raro) per affitti o spese arretrate, si applicherebbe la prescrizione quinquennale (trattandosi di pagamenti dovuti periodicamente ad intervalli annuali o più brevi).
- Interessi, rate, altri pagamenti periodici: 5 anni (art. 2948 c.c.). Ad esempio, gli interessi maturati su un debito si prescrivono separatamente in 5 anni se non pagati; ogni singola rata di un debito periodico si prescrive in 5 anni se il rapporto prosegue (diverso è se l’intero contratto viene risolto per inadempimento: in tal caso la pretesa intera può ricadere nel termine ordinario decennale perché diventa unica obbligazione di restituzione).
Di seguito una tabella riepilogativa dei principali termini di prescrizione per tipologia di credito:
| Tipo di credito | Termine di prescrizione |
|---|---|
| Bollette luce, gas (scad. dopo 2018) | 2 anni (dalla scadenza della bolletta) |
| Bollette acqua (scad. dopo 2020) | 2 anni |
| Telefonia fissa, mobile, Internet | 5 anni (per fatture fino al 2019); 2 anni dal 2020 |
| Finanziamenti bancari (prestiti, mutui) | 10 anni (termine ordinario, dall’inadempimento) |
| Carte di credito revolving | 10 anni (dalla revoca o chiusura del conto, salvo eccezioni) |
| Affitti, locazioni | 5 anni (per canoni periodici non pagati) |
| Spese condominiali | 5 anni |
| Interessi e altri oneri accessori | 5 anni (dalla data di maturazione di ciascun importo) |
Nota bene: la prescrizione inizia a decorrere da quando il credito è esigibile (es. dalla scadenza di una fattura, dalla data di mora di una rata, dalla data di chiusura di un contratto con saldo dovuto). Ogni volta che c’è un valido atto interruttivo, il “conto alla rovescia” si azzera e ricomincia da capo (art. 2945 c.c.). Cosa interrompe la prescrizione? Gli atti con cui il creditore manifesta ufficialmente al debitore la volontà di riscuotere, oppure un riconoscimento del debito da parte del debitore: – Un atto giudiziario interrompe sicuramente la prescrizione: ad esempio una citazione in tribunale, un decreto ingiuntivo notificato, un’ingiunzione fiscale, un pignoramento. – Anche un atto stragiudiziale formale la interrompe, ad esempio una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora inviata dal creditore e ricevuta dal debitore (art. 2943 c.c.). Su questo punto occorre che il creditore provi la ricezione: una semplice lettera ordinaria o una telefonata non bastano a interrompere la prescrizione , perché non c’è certezza che il debitore ne abbia avuto conoscenza. La Cassazione ha confermato che per produrre effetto interruttivo il debitore deve avere conoscenza legale dell’atto: se il creditore spedisce una missiva, deve poter dimostrare che è stata consegnata (ad es. tramite ricevuta di ritorno) . Perfino una lettera di diffida priva di firma non è idonea a interrompere la prescrizione – lo ha ribadito la Cass. ord. 2335/2023 – perché la firma è elemento essenziale dell’atto di costituzione in mora . – Un riconoscimento di debito da parte tua (anche implicito, come il pagamento di una parte del dovuto) interrompe e anzi azzera la prescrizione maturata fino a quel momento (art. 2944 c.c.), facendola ripartire da capo da quella data.
Esempio: supponiamo che tu abbia una vecchia bolletta TIM scaduta a giugno 2017. Il termine di prescrizione applicabile (all’epoca) era 5 anni. Se nessun atto interruttivo ti è stato notificato in quel periodo (es. nessuna raccomandata di sollecito, nessuna ingiunzione), dal luglio 2022 quel debito è prescritto. Una richiesta nel 2026 per quella bolletta sarebbe fuori termine di legge. In tal caso, come vedremo, potrai semplicemente eccepire la prescrizione per liberarti dall’obbligo di pagamento. Viceversa, se ad esempio nel 2020 la società creditrice ti avesse inviato una raccomandata di sollecito (interrompendo il termine), da quella data i 5 anni ricomincerebbero: la prescrizione maturerebbe quindi nel 2025. Ogni eventuale tua promessa di pagamento scritta o versamento parziale nel frattempo (anche soli 10 €) avrebbe l’effetto di riconoscimento del debito, quindi di nuova decorrenza.
In sintesi: quando ricevi una lettera per un “debito vecchio”, controlla subito le date: – Anno cui risale il debito (es. ultima fattura, ultima rata). – Anno dell’ultimo atto certo con cui ti hanno richiesto quel pagamento (se c’è stato: un sollecito raccomandato, un atto giudiziario, ecc.). – Confronta col termine di prescrizione previsto per quel tipo di credito.
Se sono trascorsi più anni del dovuto senza atti interruttivi, il debito non è più legalmente esigibile: potrai non pagare in modo legittimo, opponendo l’eccezione di prescrizione . Più avanti vedremo come formulare questa eccezione nella pratica. Ma sappi sin d’ora che molte delle richieste di Europa Factor riguardano crediti ormai prescritti: l’associazione A.E.C.I. riferisce che la maggior parte delle segnalazioni riguarda fatture vecchie di 7–10 anni, spesso già estinte per decorso del tempo . Società di recupero come Europa Factor sperano che il consumatore sia ignaro della prescrizione e paghi comunque “per togliersi il pensiero”. Invece, conoscere i propri diritti significa poter respingere richieste non più dovute.
Diritti del debitore e limiti legali del recupero crediti
Ricevere comunicazioni da un’agenzia di recupero crediti può essere stressante, ma è fondamentale ricordare che il debitore ha precisi diritti tutelati dalla legge e che le società di recupero hanno limiti invalicabili su ciò che possono fare. Ecco alcuni punti chiave:
- Un sollecito di pagamento non è un titolo esecutivo: la lettera di Europa Factor è in sostanza una richiesta bonaria (per quanto possa avere toni perentori). Non si tratta di una sentenza né di un provvedimento del giudice. Da sola, quella lettera non le dà alcun potere di pignorarti beni o stipendio . Per procedere con un pignoramento o altre azioni esecutive servirebbe prima ottenere un titolo esecutivo, ad esempio un decreto ingiuntivo emesso da un tribunale o una sentenza in un giudizio ordinario . Fino a quel momento, la società può solo sollecitare stragiudizialmente. Questo significa che non possono “portarti via” nulla dall’oggi al domani: c’è tutto un percorso legale da seguire prima, con tempistiche e garanzie (es. il diritto di difesa in giudizio). Purtroppo, alcuni operatori di call center minacciano il debitore dicendo frasi come “Domani veniamo a pignorare” – sono minacce infondate e illecite, perché saltano completamente le fasi legali necessarie .
- Europa Factor non è un pubblico ufficiale: i loro addetti non hanno poteri coercitivi. Non possono venire a casa tua a requisire beni, né presentarsi senza consenso pretendendo di entrare . Se qualcuno si presentasse spacciandosi per “incaricato al recupero crediti” senza un titolo esecutivo, sarebbe fuori legge (configurando eventualmente violazione di domicilio o esercizio arbitrario delle proprie ragioni). Dunque, se al telefono minacciano visite domiciliari immediate, sappi che bluffano. Solo un Ufficiale Giudiziario può eseguire pignoramenti, e solo in forza di un provvedimento del giudice.
- Limiti alle telefonate e alle comunicazioni: il recupero crediti non può sconfinare nella molestia o nello stalking. Ci sono normative (sia civilistiche che di tutela della privacy) che vietano comportamenti aggressivi o persecutori. Ad esempio, telefonate continue a tutte le ore del giorno, specialmente se fatte con insistenza e minacce, possono costituire molestia o pratica commerciale aggressiva vietata dal Codice del Consumo . Il Garante Privacy ha più volte sanzionato società che contattavano ripetutamente debitori o contattavano soggetti terzi (parenti, datori di lavoro) divulgando informazioni sul debito – questo è assolutamente illecito. Non possono diffondere a terzi i tuoi dati debitori senza consenso (violerebbero la privacy) . Non possono chiamarti sul posto di lavoro mettendoti in imbarazzo con colleghi o superiori. Se ciò accade, hai il diritto di presentare reclamo al Garante o denuncia per violazione della privacy.
- Minacce sproporzionate o ingannevoli: frasi come “Se non paghi, ti facciamo fallire” (rivolta a una persona fisica) o “Ti facciamo arrestare per insolvenza” non hanno alcun fondamento giuridico e costituiscono indebita pressione psicologica. Il fallimento riguarda solo imprenditori e società, e comunque può essere dichiarato solo da un tribunale su istanza di creditori qualificati – non certo per iniziativa di un recuperatore su un singolo debito di modesto importo. Il carcere per debiti in Italia non esiste: l’insolvibilità civile non è reato (a meno che non si configuri truffa, ma è tutt’altra storia). Quindi queste affermazioni sono false e illegali, configurando minaccia ingiusta e una pratica commerciale scorretta. L’Autorità Antitrust (AGCM) ha il potere di multare tali condotte con sanzioni amministrative anche pesanti (fino a 50.000 € o più, in base alla gravità) se accerta che una società mette in atto pratiche aggressive o ingannevoli verso i consumatori.
- Segnalazione nelle banche dati creditizie: un altro spauracchio spesso agitato è “La segnaliamo al CRIF come cattivo pagatore”. Occorre chiarire: Europa Factor, non essendo una banca né una finanziaria erogante credito al consumo, di per sé non può segnalare nominativi al CRIF (centrale rischi privata dei crediti) se il debito riguarda utenze o servizi non finanziari . Le segnalazioni nelle SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie come CRIF, Experian, Cerved ecc.) possono farle gli operatori finanziari per crediti bancari/finanziari, e devono comunque seguire procedure ufficiali (preavviso al cliente, comunicazione formale) . Se il tuo debito originario era un prestito bancario, è probabile che la segnalazione l’abbia fatta la banca al momento del default, e resta visibile per un certo periodo. Europa Factor in quel caso subentra come creditore ma non “rinnova” la segnalazione (perché il debito è sempre lo stesso, non è un nuovo credito). Se invece parliamo di bollette telefoniche o simili, queste non finiscono nel CRIF (che è per finanziamenti), al massimo potrebbero finire in banche dati settoriali dei morosi telefonici (come il SIC Telecomunicazioni) alle quali però accedono solo gli operatori del settore. In sostanza, la minaccia di segnalazione è spesso infondata: se te la fanno, sappi che Europa Factor non può segnalarti arbitrariamente . Solo una finanziaria o banca (o la stessa originaria, se ancora titolare del credito) potrebbe farlo e solo seguendo la legge. Quindi su questo fronte, non farti intimidire.
Riassumendo i concetti chiave in una tabella comparativa tra un debito gestito dal creditore originario e un debito ceduto a Europa Factor:
| Aspetto | Debito con creditore originario (es. banca) | Debito ceduto a Europa Factor |
|---|---|---|
| Importo dovuto | Intero importo dovuto (capitale + interessi maturati) | Spesso acquistato a prezzo molto inferiore al nominale, margine per sconto elevato |
| Possibilità di trattativa | Limitata (il creditore originario di solito vuole il dovuto intero) | Maggiore: la società ha interesse a incassare anche parzialmente pur di realizzare un profitto |
| Documentazione | Generalmente completa (contratto originale, estratti conto disponibili) | Talvolta carente o incompleta (possono mancare copie contratti, ecc.) |
| Prescrizione | Decorrenza secondo natura del credito (non necessariamente già trascorsa) | Spesso trascorsi molti anni: rischio alto che il credito sia già prescritto al momento della richiesta |
| Azioni esecutive | Può agire giudizialmente se ne ha convenienza economica elevata | Tende a insistere in via stragiudiziale; azioni legali avviate solo se importi consistenti e credito fondato |
| Segnalazioni CRIF | Possibili se creditore è banca/finanziaria (nei limiti di legge) | Non può segnalare a CRIF (non è istituto di credito autorizzato) |
Come vedi, il debitore ceduto non perde i suoi diritti: la prescrizione resta opponibile, così come restano valide eventuali contestazioni già fatte con il creditore originario (es. un reclamo per fattura errata). Inoltre, hai diritto a non subire abusi: Europa Factor deve rispettare la legge nelle sue modalità di recupero. Se le richieste sono illegittime, ad esempio perché il debito è prescritto, privo di documenti o già pagato, puoi formalmente contestarle e rifiutarti di pagare . Nei paragrafi successivi vedremo come reagire concretamente passo dopo passo, facendo leva su questi diritti e difese.
Cosa fare dopo aver ricevuto il sollecito: guida passo passo
Passiamo ora alla parte pratica: come comportarsi quando trovi nella cassetta postale (o via email PEC) una lettera di sollecito da Europa Factor, oppure se ti chiamano al telefono intimandoti di saldare un vecchio debito. Mantenere la calma e seguire alcuni passi strategici ti metterà nella migliore condizione per gestire la situazione senza errori. Di seguito proponiamo una procedura in 5 fasi consigliata:
1. Non farti prendere dal panico e verifica la natura del debito – La regola d’oro iniziale è: niente panico. La paura è la tua peggior consigliera e precisamente l’arma su cui contano i recuperatori poco corretti . Finché non c’è un provvedimento di un giudice, nessuno può portarti via nulla dall’oggi al domani . Quindi prenditi il tempo per capire. Leggi attentamente la lettera: da chi proviene (Europa Factor per conto di chi? o come cessionaria?), qual è l’importo richiesto e per cosa (bolletta, finanziamento, etc.), qual è la data a cui risale il debito. Spesso la lettera include un “ultimo sollecito” con magari un termine per pagare entro X giorni. Non farti intimidire dal tono. Questa è la fase in cui ricostruire mentalmente la vicenda: “Ah, potrebbe essere quella vecchia bolletta del 2016 che non pagai” oppure “Ma questo debito non lo riconosco proprio, mi suona nuovo”. In ogni caso, non correre a pagare immediatamente per “farli tacere”: molti errori si commettono pagando somme non dovute per paura. Prima verifica bene di cosa si tratta .
2. Raccogli e controlla i documenti contrattuali e le ricevute – Cerca nei tuoi archivi personali eventuali documenti relativi a quel debito. Ad esempio: se è una bolletta telefonica, cerca la fattura originale e verifica se risulta pagata o meno (magari conservi una ricevuta di pagamento o un estratto conto bancario); se è un finanziamento, recupera il contratto di prestito e lo storico dei pagamenti che hai effettuato. Questo serve sia a verificare se la pretesa è fondata (magari scopri che quella bolletta l’avevi pagata e puoi provarlo, o che quel debito fu annullato da un reclamo all’epoca) sia a avere sott’occhio le date cruciali. Annota l’ultima data certa in cui tu o il creditore avete compiuto un’azione riguardo a quel rapporto: ultima fattura, ultima comunicazione ricevuta, ecc. Confrontala con l’anno corrente. Se, ad esempio, vedi che l’ultima lettera ricevuta da TIM su quella posizione risale al 2017 e oggi è fine 2026, subito ti viene in mente: sono passati quasi 10 anni, probabilmente è prescritto. Questa prima verifica “artigianale” è importante. Se ti manca la documentazione, non preoccuparti: nel passo successivo chiederai formalmente a loro di fornirla.
3. Chiedi formalmente prova e documentazione del credito – Non accontentarti di quel che ti dicono per telefono o nella lettera in due righe. Hai il diritto di pretendere i documenti che giustificano la richiesta di pagamento. Questa è una mossa fondamentale per mettere alla prova la solidità della loro pretesa. Predisponi una lettera di risposta (preferibilmente da inviare via raccomandata A/R o PEC, così ne resta traccia) in cui, riferendoti alla loro comunicazione, contesti genericamente il debito e richiedi copia di: – Contratto originario da cui deriva il debito, firmato da te . – Fatture, estratti conto o dettaglio analitico che compongono la somma richiesta (capitale, interessi, eventuali penali) . – Atto di cessione del credito o documento equivalente che attesti che il tuo debito è stato effettivamente ceduto a Europa Factor . – Eventuali solleciti già inviati in passato (se loro affermano di averti già contattato, chiedi evidenza di quando e come).
Comunica loro che, in assenza di tale documentazione, per te il debito è contestato e non liquido. Questo serve a due scopi: 1. Difensivo – Se il credito è sprovvisto di pezze giustificative, in un eventuale giudizio loro sarebbero in difficoltà e tu stai creando un percorso documentale che dimostra la tua buona fede nel chiedere chiarimenti. 2. Strategico – Spesso società come Europa Factor non hanno accesso immediato ai vecchi contratti (magari la documentazione è lacunosa, o complicata da recuperare dal creditore originario) . Mettendogli pressione sul fornire i documenti, li costringi a lavorare e in alcuni casi li scoraggi: se sanno di avere un credito mal documentato, potrebbero essere più propensi a lasciar perdere o a scendere a patti.
Nella lettera, mantieni un tono formale ma deciso. Puoi ad esempio scrivere: “Contesto sin d’ora la sussistenza e l’esigibilità del presunto credito in oggetto. Vi invito a fornirmi, entro XX giorni, copia integrale della documentazione contrattuale e contabile relativa (contratto, ultime fatture, documenti di cessione, ecc.), riservandomi ogni valutazione nel merito. In difetto di riscontro, considererò la vostra pretesa priva di fondamento e/o non adeguatamente documentata e agirò di conseguenza nelle sedi opportune.” Un linguaggio di questo tipo fa capire che non avete abboccato immediatamente e che pretendi chiarezza.
4. Verifica se il debito è prescritto e, in tal caso, eccepisci la prescrizione – Una volta che hai in mano (almeno in parte) gli elementi cronologici, passa al vaglio della prescrizione. Come spiegato nella sezione normativa, verifica quanti anni sono trascorsi dall’ultima data utile. Se ritieni che il credito sia prescritto, è opportuno eccepirlo espressamente per iscritto. Anche questo va fatto preferibilmente con lettera raccomandata/PEC, in modo tracciabile. Nell’eccezione di prescrizione dovrai indicare che ritieni il diritto di credito estinto ai sensi degli artt. 2934 e segg. c.c. per intervenuta prescrizione, sottolineando ad esempio: “Dal (data ultima fattura o ultimo sollecito noto) sono decorsi oltre X anni senza atti interruttivi validi; pertanto il credito è prescritta e nulla è più dovuto”. Puoi includere l’eccezione nella stessa lettera del punto 3 oppure inviarla successivamente, ma di solito conviene dichiararla appena sei ragionevolmente sicuro. Che vantaggio c’è a eccepire subito la prescrizione? Più che altro metti subito in chiaro che conosci il tuo diritto. In molti casi, di fronte a un debitore che solleva la prescrizione, queste società desistono, perché sanno che in giudizio perderebbero (la prescrizione, se provata la decorrenza dei termini, è un’eccezione vincente per il debitore) . Ricorda: la prescrizione va provata se contestata – quindi tieni da parte la busta della lettera di Europa Factor per mostrare la data di ricezione, oltre a qualsiasi prova sull’assenza di solleciti precedenti negli ultimi anni. Se loro avessero in mano una raccomandata inviata (es. nel 2022) potrebbero replicare affermando l’interruzione; ma spesso non ce l’hanno, o non riescono a esibirla.
In aggiunta, diffida formalmente Europa Factor dal proseguire la richiesta su un credito prescritto. Puoi scrivere: “Vi intimo di astenersi da ulteriori richieste riguardo a tale posizione, trattandosi di credito estinto per prescrizione; ogni ulteriore vostra pretesa in merito verrà considerata indebito tentativo di riscossione di somma non dovuta”. È un messaggio forte, ma lecito: chiedere insistentemente il pagamento di un credito che si sa essere prescritto potrebbe perfino configurare un illecito (taluni parlano di estorsione impropria o truffa, anche se raramente si arriva a tanto). Di sicuro costituisce una pratica commerciale scorretta segnalabile alle autorità .
Se invece la prescrizione non è maturata, ovviamente non sollevare eccezioni infondate (perderesti credibilità). Ma tutti i passi restano validi: richiedi prove, verifica importi, ecc. In mancanza di prescrizione, la strategia si concentrerà sulla negoziazione o su eventuali vizi di altra natura (assenza di documenti, interessi illegittimi, ecc.), come vedremo più avanti.
5. Valuta di rivolgerti a un professionista o a un’associazione di consumatori – Se l’importo in questione è rilevante, o la situazione complessa, non esitare a cercare assistenza. Quando coinvolgere un avvocato? Idealmente prima che la situazione degeneri in una causa. L’Avv. Monardo e il suo staff, ad esempio, offrono consulenze rapide per esaminare il documento ricevuto e capire subito se: – il credito è palesemente non dovuto (e come comunicarlo efficacemente a Europa Factor); – ci sono gli estremi per una sospensione o impugnazione immediata, qualora fossero già partiti atti giudiziari; – conviene trattare e in che termini (quantificando un eventuale saldo e stralcio equo); – il caso rientra in situazioni più ampie di sovraindebitamento per cui attivare tutele specifiche.
In alternativa o in aggiunta, esistono anche associazioni di consumatori (come A.E.C.I., Unione Nazionale Consumatori, etc.) che offrono supporto, talora gratuito o con costi minimi, per scrivere lettere di reclamo e interfacciarsi con società di recupero . Il vantaggio di affidarsi a professionisti o associazioni è che conoscono le “tattiche” di queste società e sanno come rispondere a tono, smascherando eventuali irregolarità. Ad esempio, se un recuperatore viola il codice del consumo con minacce, un’associazione può presentare un esposto all’Antitrust; se viola la privacy, può segnalare al Garante. Tutte azioni che il singolo cittadino magari non sa di poter fare o non ha tempo di seguire.
Inoltre, delegare la gestione ad esperti ti fa risparmiare stress: eviterai di dover parlare al telefono con operatori spesso insistenti o maleducati, perché comunicheranno con il tuo rappresentante. Attenzione però: evita pseudo-consulenti improvvisati che chiedono soldi in anticipo senza titoli. Rivolgiti a figure qualificate: avvocati (meglio se esperti di diritto bancario/recupero crediti) o noti enti di tutela consumatori. L’Avv. Monardo, ad esempio, in quanto cassazionista specializzato in queste materie, può in breve tempo valutare se inviare una diffida formale o prepararsi per un’eventuale opposizione legale, garantendoti che i tuoi diritti siano rappresentati al meglio.
Seguendo questi 5 passi, avrai già fatto moltissimo per difenderti. Molti debitori, purtroppo, ignorano la lettera (sbagliato) o, all’opposto, pagano subito senza fiatare (altrettanto sbagliato). La strada giusta è nel mezzo: prendere in mano la situazione attivamente, informarsi, chiedere chiarimenti e porre condizioni. In buona parte dei casi, scoprirai che hai margine di manovra: magari il debito è annullabile per prescrizione; oppure si può ridurre fortemente trattando; oppure, se proprio dovuto, pagare a rate con un piano sostenibile. Nel prossimo capitolo vedremo come impostare le strategie di difesa legale vere e proprie se Europa Factor insiste o passa alle vie legali.
Strategie di difesa legale del debitore
Talvolta, nonostante le tue contestazioni, Europa Factor può insistere nella richiesta, coinvolgere studi legali o addirittura iniziare procedure giudiziarie per ottenere il pagamento. È fondamentale sapere quali strumenti giuridici hai a disposizione per difenderti efficacemente in sede legale. Qui esamineremo le principali azioni difensive: l’opposizione a decreto ingiuntivo (lo scenario più frequente se il recupero crediti va in tribunale), la sospensione di atti esecutivi eventualmente avviati, e infine come comportarsi se si riceve un atto di citazione o una intimazione di pagamento.
- Opposizione a decreto ingiuntivo: Europa Factor, se dispone di documentazione ritenuta valida (es. copia del contratto firmato e dell’estratto conto del debito), potrebbe decidere di agire legalmente richiedendo un decreto ingiuntivo. Il decreto ingiuntivo è un provvedimento che il giudice emette su ricorso del creditore, ingiungendo al debitore di pagare una certa somma entro 40 giorni . Viene emesso senza contraddittorio iniziale (il debitore lo viene a sapere solo quando gli viene notificato). Se ti venisse notificato un decreto ingiuntivo da parte di Europa Factor, non devi ignorarlo assolutamente. Al suo interno c’è scritto, in forma sintetica, cosa devi pagare e perché (il credito, più spese legali, ecc.), e c’è l’avvertimento che hai 40 giorni di tempo per proporre opposizione. L’opposizione è l’atto con cui tu, debitore, contesti il decreto e fai iniziare un normale processo civile in cui il creditore dovrà provare il suo diritto. Presentare opposizione entro 40 giorni è vitale: se non lo fai, il decreto diventerà esecutivo e a quel punto Europa Factor potrà procedere con pignoramenti (il tutto senza aver mai discusso nel merito!). Quindi, se ricevi un decreto ingiuntivo:
- Contatta subito un avvocato di fiducia (se non l’hai già) portando copia del decreto e di tutti i documenti del caso.
- L’avvocato redigerà un atto di citazione in opposizione dove solleverà tutte le tue difese: ad esempio l’inesistenza del debito o parte di esso, la prescrizione (importantissimo: ribadirla anche qui se c’è), la mancanza di legittimazione di Europa Factor (se non hanno provato la cessione), l’applicazione di interessi non dovuti o spese illegittime, ecc.
- Depositando l’opposizione, il decreto ingiuntivo viene sospeso? Non automaticamente. Puoi contestualmente presentare istanza al giudice per ottenere la sospensione provvisoria dell’esecutorietà del decreto, se sono ravvisabili gravi motivi (es. evidente prescrizione). Il giudice decide abbastanza rapidamente su questa istanza inaudita altera parte. Se la concede, Europa Factor non potrà procedere esecutivamente finché dura la causa; se non la concede, formalmente potrebbe tentare di pignorare anche durante il processo (ma in pratica spesso attendono l’esito).
- La causa di opposizione si svolgerà come un ordinario giudizio civile, in cui Europa Factor dovrà dimostrare le proprie ragioni producendo i contratti e quant’altro, e tu potrai contraddire con le tue eccezioni e prove (ricevute di pagamento, eccepire prescrizione, ecc.).
Molte volte, solo il fatto di aver proposto opposizione mette il recupero crediti in posizione più debole, specie se il tuo avvocato fa emergere chiaramente che il credito è prescritto o privo di prove solide. Spesso queste cause si risolvono con una vittoria o una transazione favorevole al debitore, perché società come Europa Factor valutano costi e rischi di un lungo giudizio e possono preferire un accordo (es. stralciare il debito in cambio della rinuncia alle spese).
- Atto di citazione o procedimento ordinario: meno frequente, ma possibile, è che il creditore avvii direttamente una citazione a giudizio ordinario (anziché decreto) per chiedere la condanna al pagamento. In tal caso avrai un invito a comparire davanti al tribunale a una certa data. Anche qui: niente panico ma attivati subito con un legale. I termini per costituirsi in giudizio solitamente sono 20 giorni prima dell’udienza. Le difese da impostare sono analoghe: contestare la somma, eccepire prescrizione, difetto di prova, ecc. Nei giudizi ordinari il tempo per arrivare a sentenza è lungo: c’è tutto lo spazio per eventualmente trattare un accordo se opportuno, oppure far valere ragioni di nullità contrattuale (ad esempio se fosse un credito da usura bancaria, o con tassi oltre soglia – si aprirebbe un altro capitolo).
- Precetto e pignoramento: uno scenario che può capitare – se hai ignorato il decreto ingiuntivo o la citazione e questi sono andati in giudicato – è ricevere un atto di precetto da un ufficiale giudiziario, che ti intima di pagare entro 10 giorni, preannunciando il pignoramento. Se siamo a questo punto, purtroppo significa che la fase difensiva precedente è stata mancata. È ancora possibile reagire? Sì, c’è l’extrema ratio dell’opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.), da proporre immediatamente, ad esempio eccependo che il titolo (il decreto) è viziato o il credito si è prescritto dopo (non frequente, ma se passano anni anche un decreto non eseguito si prescrive). Però è complesso e richiede assistenza legale immediata, oltre eventualmente all’istanza di sospensione dell’esecuzione al giudice dell’esecuzione per fermare i pignoramenti in corso. Francamente, la cosa migliore è non arrivare mai a questo punto: come spiegato, hai molti modi di reagire prima. L’avvocato Monardo e il suo team, ad esempio, intervengono regolarmente per bloccare sul nascere azioni esecutive mostrando al giudice che il debito era viziato (ottenendo sospensioni) o negoziando con la controparte soluzioni alternative per evitare pignoramenti.
- Segnalazione alle autorità competenti: difendersi legalmente può significare anche far valere i tuoi diritti dinanzi alle autorità di controllo. Se Europa Factor (o i suoi agenti) hanno adottato comportamenti scorretti, hai la facoltà di:
- Segnalare all’AGCM (Antitrust) una pratica commerciale scorretta, allegando evidenze (lettere minatorie, registrazioni di telefonate con minacce impossibili, ecc.). L’Autorità può aprire un’istruttoria e, se accerta la violazione del Codice del Consumo in tema di pratica aggressiva, sanzionare la società. Ad esempio, l’AGCM ha in passato sanzionato recuperatori che minacciavano azioni legali inesistenti o addebitavano costi non dovuti. Una tua segnalazione (o meglio ancora tramite associazioni consumatori) contribuisce a queste azioni.
- Reclamo al Garante Privacy: se ti hanno chiamato insistentemente sul cellulare senza consenso, o se hanno riferito del tuo debito a terzi (ad esempio hanno telefonato a un familiare parlando della tua posizione debitoria), c’è violazione del GDPR e del Codice Privacy. Puoi inviare un reclamo al Garante, che potrà sanzionare la società. Recentemente molte società di recupero crediti sono state multate per utilizzo illecito di numeri di telefono o comunicazioni inopportune.
- Denuncia per molestie o minacce: in casi estremi (telefonate ripetute a tutte le ore con ingiurie, o minacce gravi tipo “so dove abiti, veniamo a prendere la tua auto”), si può anche sporgere querela presso le autorità di polizia per molestie o violenza privata. Sono casi limite, ma la legge tutela il debitore anche sul piano penale se subisce vere e proprie condotte persecutorie.
In generale, far capire a Europa Factor che sei pronto a far valere i tuoi diritti in ogni sede cambia l’equilibrio del potere contrattuale. Non sei più una “vittima spaventata”, ma un soggetto informato che, se necessario, trascinerà la vicenda davanti a un giudice dove dovranno dimostrare tutto. Questa è spesso la miglior leva per ottenere poi, paradossalmente, un accordo bonario più conveniente (perché preferiranno chiudere anziché affrontare un’opposizione ben argomentata).
Va sottolineato che molte controversie non arrivano nemmeno in tribunale: con l’assistenza legale giusta, spesso si risolve prima. Ad esempio, l’Avv. Monardo ha risolto stragiudizialmente tanti casi di crediti prescritti inviando una diffida ben strutturata: la controparte ha riconosciuto l’errore e desistito senza arrivare ad atto di citazione. Oppure ha impostato opposizioni a decreti mettendo subito in luce irregolarità contrattuali (come tassi usurari o difetti formali nelle clausole) inducendo il creditore a rinunciare agli atti o a transare in corsa.
In questa prospettiva, un breve riepilogo degli strumenti difensivi utili e dei rispettivi effetti:
| Strumento difensivo | Termine e modalità | Effetto/Beneficio per il debitore |
|---|---|---|
| Opposizione a decreto ingiuntivo | 40 giorni dalla notifica del decreto (atto di citazione in tribunale) | Evita che l’ingiunzione diventi esecutiva, apre un giudizio di merito in cui poter far valere prescrizione e altre difese. Possibilità di bloccare pignoramenti sul nascere se accolta. |
| Eccezione di prescrizione stragiudiziale | Meglio sollevarla subito, non appena rilevata (lettera raccomandata/PEC) | Mette in mora il creditore sul fatto che il diritto è estinto. In caso di giudizio successivo, testimonia la tua posizione; spesso fa desistere il recuperatore dal procedere oltre. |
| Opposizione all’esecuzione (ex art. 615 c.p.c.) | Prima o durante l’esecuzione (se il titolo è invalido o il debito si è estinto dopo il titolo) | Può bloccare pignoramenti in corso, ottenendo la sospensione dal giudice dell’esecuzione. Utile per far valere cause di estinzione sopravvenute o vizi radicali del titolo esecutivo. |
| Segnalazione all’AGCM (Antitrust) | Entro 24 mesi dall’ultima condotta scorretta (termine indicativo, prima è meglio) | L’Autorità può multare la società e imporre di cessare le pratiche aggressive. Indirettamente, la società potrebbe scegliere di chiudere la posizione bonariamente pur di evitare la sanzione. |
| Reclamo al Garante Privacy | Entro 12 mesi dall’illecito trattamento dati (indicativamente) | Il Garante può sanzionare la società fino a milioni di euro se ravvisa violazioni. La società, sotto indagine, tenderà a moderare o sospendere le attività di recupero scorrette. |
| Trattativa transattiva (saldo e stralcio) | In qualsiasi momento, meglio dopo aver evidenziato le tue difese (prescrizione dubbia, difficoltà economica, ecc.) | Permette di chiudere la vicenda pagando meno del dovuto originario, con liberatoria finale. Evita i costi e i rischi di una causa. Può includere pagamento rateale. |
Come si nota, le armi non mancano. La chiave è usarle con competenza e tempestività. Un debitore informato è già a metà dell’opera nel proteggersi. Nel prossimo paragrafo approfondiremo proprio una delle strategie più efficaci e frequentemente adottate: la trattativa per un saldo e stralcio, ovvero l’accordo col creditore per chiudere la partita pagando solo una parte del debito.
Il saldo e stralcio: trattativa e accordo a saldo per chiudere il debito
Tra le possibili vie d’uscita, quella del saldo e stralcio merita una trattazione dedicata. Con questa espressione si intende l’accordo transattivo con cui il debitore paga una somma inferiore al totale dovuto, e il creditore in cambio considera il debito estinto (stralciato) rinunciando per sempre a pretendere il resto. È una soluzione win-win in molti casi: il debitore risparmia, il creditore incassa subito qualcosa senza lungaggini legali.
Quando conviene puntare al saldo e stralcio? Europa Factor stessa, nel suo ruolo, spesso favorisce le transazioni. Perché? Ricordiamo che probabilmente ha acquistato il tuo debito a prezzi stracciati (5-10% del valore) . Ciò significa che se, ad esempio, tu devi nominalmente 1.000 €, a loro magari è costato 50 o 100 €. Se tu offri 300-400 € in un’unica soluzione immediata, per loro significa comunque realizzare un profitto netto e chiudere la posizione. Dal tuo lato, pagare il 30-40% può essere molto meglio che rischiare un decreto ingiuntivo per l’intero importo più spese.
Naturalmente, questa strategia va applicata solo se: – Il debito è effettivamente dovuto e non prescrittibile facilmente. Ad esempio, se hai verificato che non ci sono scappatoie legali solide per evitarlo (prescrizione non maturata, documenti a posto). – Non hai liquidità per pagare l’intero importo, ma potresti reperire una parte subito (o anche in poche rate brevi). – Europa Factor mostra apertura: a volte sono loro stessi, dopo alcuni solleciti andati a vuoto, a proporti uno sconto se paghi subito.
Come condurre la trattativa? Ecco alcuni consigli pratici: – Non mostrare troppa fretta di pagare. Se chiamando dici “oddio voglio risolvere subito, quanto devo?” perderai potere contrattuale. Meglio far capire che potresti anche non pagare nulla se volessi far valere le tue ragioni (es. prescrizione incipiente, ecc.), ma sei disposto a trovare un compromesso per chiudere bonariamente. – Inizia offrendo una percentuale bassa, poi lascia margine. Ad esempio, se il debito è 1.000 €, si potrebbe iniziare offrendo 200 € a stralcio immediato. Loro probabilmente rifiuteranno alzando la posta (es. chiedendo 600 €). Ci si può accordare a metà strada, ad esempio intorno a 400 €. Molto dipende da quanto tempo il debito è pendente, dall’importo e dalla tua situazione. – Chiedi sempre la lettera di “proposta di saldo e stralcio accettata” per iscritto . Questo punto è fondamentale: mai effettuare un pagamento di saldo stralcio senza un documento scritto di Europa Factor (su carta intestata o via PEC) che dichiari che X euro sono accettati come saldo finale e che, una volta pagati, null’altro sarà dovuto e la posizione verrà chiusa e liberatoria rilasciata. Senza questa lettera, rischi di pagare e poi essere inseguito per il residuo (perché magari dicono “grazie del pagamento a parziale acconto, ora resta ancora da saldare…”). Quindi, pretendi prima la proposta scritta o l’accordo firmato. – Paga nelle forme tracciabili, mai in contanti anonimi. Meglio un bonifico o bollettino postale che riporti nella causale “saldo stralcio come da accordi del…”. Così avrai prova certa del pagamento e della sua destinazione. Conserva ricevuta e lettera di accordo per sempre, in caso qualcuno in futuro cercasse erroneamente di reclamare quel debito (capita che i crediti migrino e ci siano disguidi: con la tua documentazione chiudi ogni bocca). – Attenzione alle rate: Europa Factor di solito preferisce un importo unico e immediato a saldo (perché anche loro vogliono chiudere velocemente l’incasso). Se però la cifra concordata è per te comunque onerosa, puoi provare a chiedere un breve piano di rate (es. 3-6 mesi). Sappi però che di solito lo sconto sul totale sarà minore se accetti un pagamento dilazionato. Inoltre, alcuni accordi prevedono clausole del tipo “se non paghi puntuale una rata, salta lo stralcio e rivogliamo l’importo intero”. Quindi valuta bene: se puoi fare uno sforzo e pagare in un colpo solo magari prendendo a prestito da un familiare, avrai uno sconto più alto e zero rischi futuri. – Usa la carta delle tue difficoltà a tuo vantaggio: se stai trattando un saldo e stralcio, non vergognarti a spiegare (anche con eventuali documenti di supporto) che sei in difficoltà economica, che hai perso il lavoro, che hai altri debiti, ecc. Le società di recupero sanno che “meglio un uovo oggi…”: se capiscono che se non accettano poco rischiano di non vedere nulla perché tu potresti fallire o non avere nulla pignorabile, saranno più malleabili. Addirittura, se rientri in certi casi (disoccupazione, ISEE molto basso), considera che alcune normative – come il cosiddetto saldo e stralcio fiscale 2019 per contribuenti in difficoltà – hanno previsto pagamenti ridotti per debiti fiscali. Non si applicano direttamente ai privati, ma citarle serve a far capire che è ragionevole accettare meno se il debitore è in situazione di comprovata difficoltà. – Fatti supportare nella negoziazione, se possibile: un avvocato esperto in questi accordi può gestire lui la trattativa con Europa Factor. Spesso i legali ottengono condizioni migliori per il cliente, sia perché parlano “la stessa lingua” degli avvocati di controparte sia perché sanno fin dove tirare la corda. Inoltre, l’avvocato può formulare correttamente la proposta di transazione in modo da tutelarti (ad esempio inserendo nell’accordo che il pagamento stralcia ogni diritto e impegno le parti a rinunciare ad azioni future, ecc.). L’Avv. Monardo, ad esempio, nei casi in cui è opportuno transigere, cura che l’accordo di saldo e stralcio sia blindato e depositabile in giudizio se servisse, per evitare sorprese.
Quali cifre aspettarsi? Non c’è una regola fissa, ma basandoci sull’esperienza: su debiti molto vecchi e di importo non enorme, si può arrivare anche a pagare il 20-30%. Su debiti più recenti o dove hanno ragione di credere di poter altrimenti incassare via giudizio, magari il saldo sarà intorno al 50-60%. Raramente società come Europa Factor accettano meno del 20% a meno che il debito sia palesemente inesigibile in altro modo. Ma già la metà o meno è un successo per te. Inoltre, nessuna “spesa di recupero” aggiuntiva è dovuta: quelle spesso le infilano nelle lettere (es. “300 € di spese di sollecito”), ma legalmente puoi contestarle come non dovute . Negli accordi a saldo, di solito, si stabilisce un importo forfettario a tacitazione di ogni cosa, quindi cancelleranno anche quelle voci extra.
Dopo il pagamento, cosa succede? Assicurati di ricevere da Europa Factor una lettera liberatoria o di avvenuto adempimento, in cui dichiarano che, avendo ricevuto la somma concordata, nulla più hai a che pretendere/nulla più è dovuto. Questa liberatoria è il tuo scudo se mai in futuro qualcun altro cercasse di riscuotere quel vecchio credito (può succedere per errori di comunicazione, ma con quel pezzo di carta in mano la questione è chiusa). Se il debito riguardava un servizio continuativo (ad es. un contratto telefonico), verifica anche che il tuo nominativo sia stato rimosso da eventuali banche dati interne di morosità nel settore.
Il saldo e stralcio ha anche un risvolto umano: chiudere definitivamente una posizione debitoria può darti sollievo psicologico e farti ripartire pulito. Molti imprenditori e privati ricorrono al saldo e stralcio proprio per togliersi un peso e poter guardare avanti senza incubi di decreti ingiuntivi.
Infine, sottolineiamo che il saldo e stralcio è una transazione volontaria: va bene se entrambe le parti lo vogliono. Non è un diritto automatico. Quindi se ti imbatti in operatori rigidi che pretendono tutto, non scoraggiarti: magari parlerai col loro superiore o aspetterai qualche mese. Spesso, quando vedono che non ottengono nulla, diventano più disponibili a trattare.
Altre soluzioni per risolvere o ridurre i debiti
La situazione di chi riceve una lettera da Europa Factor spesso non si esaurisce in quel singolo debito. È possibile che il destinatario abbia anche altre esposizioni debitorie, come ad esempio cartelle esattoriali, mutui, fidi bancari, ecc. Oppure, anche se il debito con Europa Factor è l’unico, può rientrare in categorie particolari (es. debito fiscale originariamente, come una multa o tassa ceduta). Per questo è utile avere una panoramica delle soluzioni alternative o complementari disponibili nell’ordinamento italiano, aggiornate al 2026, per gestire i debiti in modo sostenibile.
Rottamazione e definizioni agevolate dei debiti fiscali
Se oltre a debiti verso privati hai anche debiti verso il Fisco o enti pubblici (cartelle esattoriali per tasse, multe stradali, contributi INPS, ecc.), devi sapere che negli ultimi anni lo Stato ha introdotto varie misure di “definizione agevolata”. Queste misure – colloquialmente dette “rottamazioni delle cartelle” – consentono ai contribuenti morosi di regolarizzare la loro posizione pagando importi ridotti (in genere solo il capitale e pochi oneri, con stralcio di sanzioni e interessi). Ad esempio: – La Rottamazione-ter (2018-2019) e la Rottamazione-quater (2023) hanno permesso di chiudere cartelle con sconti su sanzioni e interessi e pagamento dilazionato. – Più recentemente, la Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) ha introdotto la Rottamazione-quinquies, aprendo i termini fino al 30 aprile 2026 per presentare domanda . Questa misura riguarda i debiti affidati all’Agenzia Entrate-Riscossione dal 1º gennaio 2000 al 30 giugno 2022 (in pratica un ampliamento della precedente rottamazione-quater) e consente di pagarli senza interessi né sanzioni, con rate fino a 4 anni . Le prime rate sono fissate nel secondo semestre 2026 .
È importante chiarire che queste rottamazioni riguardano solo i debiti fiscali e multi pubbliche gestiti dall’esattore statale (Agenzia Entrate Riscossione). Non si applicano a debiti privati come quello di Europa Factor. Tuttavia, sono soluzioni da cogliere per alleggerire il tuo carico complessivo: se, ad esempio, hai 5.000 € di cartelle esattoriali, potresti aderire alla rottamazione-quinquies e risparmiare su interessi di mora, pagando in comode 18 rate (è previsto pagamento in 18 rate fino al 2028 per quater, e la quinquies probabilmente simile). Ciò ti libererà risorse economiche per eventualmente far fronte ad altri debiti, compreso quello con Europa Factor.
Parallelamente, ci sono stati provvedimenti di stralcio automatico: ad esempio l’art. 1 c. 222 L.197/2022 (Bilancio 2023) ha disposto la cancellazione d’ufficio delle mini-cartelle fino a 1.000 € affidate prima del 2015. Quindi, se per ipotesi il tuo debito originario con l’ente pubblico rientrava in quel condono, e però Europa Factor ti sta chiedendo soldi su quello (ipotesi remota, ma citiamola), potresti eccepire che il debito verso l’ente è stato annullato ex lege e quindi anche il cessionario nulla può più pretendere (questioni complesse, da valutare caso per caso con assistenza legale).
In sintesi: tieni d’occhio le agevolazioni statali. Avere sollievo sui debiti fiscali ti permette di concentrarti meglio su quelli privati. E qualora una parte del tuo debito fosse ancora con Agenzia Entrate Riscossione (ad esempio, sanzioni amministrative), verifica se puoi includerlo in rottamazione. L’Avv. Monardo e il suo team, specializzati anche in diritto tributario, possono aiutarti a valutare queste opportunità e presentare le istanze in tempo utile.
Sovraindebitamento: piani del consumatore, concordato minore ed esdebitazione
Dal 2012 in Italia esiste una legge (L. 3/2012, oggi integrata nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza – D.Lgs. 14/2019) pensata proprio per chi, come un privato cittadino o piccolo imprenditore, si trova schiacciato dai debiti e non riesce a pagarli. Si tratta delle procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento, che permettono, in buona sostanza, di ristrutturare o cancellare i debiti in eccesso sotto il controllo e l’approvazione di un tribunale.
Le procedure principali (aggiornate ai nuovi nomi del Codice della Crisi) sono: – Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore (ex “piano del consumatore”): riservato a chi ha debiti come privato, non legati ad attività d’impresa (ad esempio debiti da stipendi, credito al consumo, utenze, fidi personali). Consiste nel presentare al giudice un piano sostenibile di pagamento parziale dei debiti, calibrato sulle tue possibilità economiche, che può prevedere stralci di importo (paghi solo una parte) e dilazioni. Se il giudice lo omologa, vincola i creditori dissenzienti (basta il tuo meritorio comportamento e la fattibilità economica). Al termine, se hai rispettato il piano, vieni esdebitato, ossia liberato dai debiti residui. – Concordato minore (ex accordo di composizione): per debitori non consumatori (piccoli imprenditori, professionisti, soci fideiussori di società, ecc. – figure che non possono accedere al piano del consumatore) . Funziona come un accordo con i creditori, richiede il voto favorevole del 60% dei crediti, e anch’esso consente tagli e dilazioni dei debiti . Richiede, rispetto al piano, di rispettare le cause di prelazione (i crediti con privilegio vanno soddisfatti almeno per il valore dei beni su cui hanno garanzia, salvo rinunce). – Liquidazione controllata del sovraindebitato (ex liquidazione del patrimonio): è una procedura più drastica, in cui vengono liquidati tutti i beni del debitore tramite un liquidatore nominato dal tribunale . Al debitore resta l’indispensabile per vivere (es. uno stipendio minimo vitale, beni non pignorabili). In pratica è una “piccola bancarotta personale” volontaria. Il beneficio è che, dopo aver liquidato il possibile, il debitore ottiene l’esdebitazione: la completa cancellazione dei debiti rimanenti , purché abbia cooperato lealmente. È la famosa “fresh start”: si riparte da zero, senza debiti. – Esdebitazione del debitore incapiente: è una novità introdotta nel 2021 (D.L. 137/2020 confluito nel Codice della Crisi, art. 283). Riguarda la persona fisica che non ha proprio nulla da liquidare (nessun patrimonio, reddito molto basso, ecc.) e mira a concedergli, una sola volta nella vita, la cancellazione dei debiti di importo contenuto, a certe condizioni. È uno strumento particolare, che richiede dimostrazione di meritevolezza e impegno qualora nei 4 anni successivi sopravvengano migliorie economiche (dovrebbe destinare parte di future entrate impreviste ai creditori) . Corte Costituzionale n. 6/2024 ha confermato la legittimità di alcuni meccanismi di questa procedura, come l’assoggettamento di eventuali redditi futuri entro un triennio . In sostanza, è un’ancora di salvezza estrema per chi è in miseria ma gravato da debiti.
Come si inseriscono queste procedure rispetto al nostro tema? Ebbene, il debito che Europa Factor ti richiede può benissimo rientrare in una procedura di sovraindebitamento, se decidi di avvalertene. Ad esempio, se hai complessivamente troppi debiti da gestire, potresti presentare un piano del consumatore includendo anche quello di Europa Factor: il piano potrebbe prevedere di pagare, poniamo, solo il 20% di ogni credito chirografario (non garantito) in 5 anni. Se il giudice approva, Europa Factor sarà obbligata ad accettare quel 20% a rate e dovrà rinunciare al resto. Anche i debiti fiscali e con l’Agenzia Entrate Riscossione possono essere inseriti e falcidiati in queste procedure , grazie a una fondamentale sentenza della Corte Costituzionale (n. 245/2019) che ha eliminato il divieto di toccare IVA e altri tributi . Ora c’è parità di trattamento: anche l’IVA e i debiti fiscali possono essere pagati parzialmente nelle procedure di sovraindebitamento, come accade nelle procedure concorsuali dei fallimenti .
Queste soluzioni richiedono l’assistenza di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) o di un professionista nominato dal giudice (gestore della crisi) che redige una relazione sulla tua situazione. L’Avv. Monardo, essendo Gestore della Crisi iscritto e fiduciario di un OCC, ha le competenze per seguirti in questo percorso. Chiaramente, la sovraindebitamento va valutato quando i debiti sono tali che nessuna trattativa individuale basta: è una procedura giudiziale che comporta tempi (qualche mese per l’omologa) e costi (ci sono spese procedurali, seppur ridotte rispetto a un fallimento). Ma il beneficio è enorme: stop a tutte le azioni esecutive (appena depositi il ricorso puoi chiedere misure protettive per sospendere pignoramenti in corso ), e prospettiva di uscire dal tunnel dei debiti pagando solo quanto puoi permetterti, sotto l’egida del Tribunale.
Esempio pratico: hai 50.000 € di debiti totali: 5.000 € con Europa Factor, 15.000 € di carte di credito, 20.000 € di cartelle esattoriali e 10.000 € di prestiti vari. Sei disoccupato o sottoccupato e possiedi solo un’auto vecchia. In una procedura di sovraindebitamento, potresti proporre di pagare – grazie a un aiuto familiare o a un piccolo stipendio – 200 € al mese per 5 anni (totale 12.000 €) suddivisi pro-quota tra i creditori. Dopo 5 anni di pagamenti regolari, il giudice decreterà l’esdebitazione: i rimanenti ~38.000 € saranno cancellati e tu sarai libero. Questo è, in sintesi, ciò che la legge consente per dare una seconda chance alle persone oneste ma sfortunate.
In conclusione, se la lettera di Europa Factor è solo la punta di un iceberg di una situazione debitoria più ampia, non fermarti a tamponare quel singolo problema: considera una strategia globale. L’Avv. Monardo e il suo team potranno aiutarti a capire se rientri nei requisiti per un piano del consumatore o altra procedura, valutare la meritevolezza (ossia che tu non abbia colpe gravi nel creare il sovraindebitamento, oppure anche se le hai valuteranno se certe recenti aperture giurisprudenziali ti aiutano ), e accompagnarti passo passo nel percorso in tribunale. Spesso, anche solo avviare la pratica di sovraindebitamento può essere usato per negoziare con creditori restii: davanti alla prospettiva di partecipare a un lungo procedimento dove forse incasseranno solo briciole, preferiscono accordarsi prima in modo più vantaggioso per te.
Errori comuni da evitare (e come prevenirli)
Nel gestire un sollecito di pagamento, molti debitori commettono passi falsi che possono compromettere le loro possibilità di successo. Ecco un elenco dei 10 errori più comuni riscontrati in queste situazioni, insieme ai consigli per evitarli:
- Errore 1: Ignorare completamente la lettera. Molti, per paura o speranza che “sparisca da sola”, non rispondono né fanno nulla. Perché è sbagliato? Perché se il debito non è prescritto, l’inerzia può portare Europa Factor a intraprendere un’azione legale senza ostacoli. Cosa fare invece: rispondi per iscritto, contesta se necessario, fai valere i tuoi diritti (come spiegato nella guida passo-passo). Mostrare che non sei un bersaglio facile può dissuaderli dal proseguire.
- Errore 2: Pagare subito tutto senza verificare. Il contrario dell’inerzia è il panico: persone che appena ricevono la richiesta, pagano immediatamente (magari facendo debiti altrove) pur di togliersi la pressione. Perché è sbagliato? Perché potresti pagare somme non dovute (se il debito era già estinto o prescritto) o comunque potevi negoziare uno sconto. Cosa fare invece: analizza con calma la situazione, verifica documenti e prescrizione. Se anche decidi di pagare (perché il debito è giusto e vuoi chiudere), prova prima a ottenere uno sconto o una dilazione. Spesso c’è margine.
- Errore 3: Riconoscere il debito al telefono in modo ingenuo. Gli operatori possono farti domande del tipo: “Riconosce che deve 5.000 €? Perché se è così possiamo venire incontro con uno sconto…” e tu magari, preso alla sprovvista, dici “Sì, sì, ora vedo che fare”. Perché è sbagliato? Perché un riconoscimento esplicito (soprattutto scritto, ma anche orale registrato potrebbe pesare) interrompe la prescrizione e conferma la pretesa. Cosa fare invece: mantieni un atteggiamento né di ammissione né di rifiuto totale al telefono. Dì piuttosto: “Sto verificando i miei documenti, ho bisogno di chiarimenti scritti”. Non lanciarti in “chiarimenti” orali che suonano come ammissioni di debito.
- Errore 4: Versare “qualcosa intanto” pensando di placarli. Alcuni fanno un piccolo pagamento (es. 50 €) sperando di mostrare buona volontà e prendere tempo. Perché è sbagliato? Perché anche un pagamento parziale interrompe la prescrizione e può essere visto come riconoscimento del debito ex art. 2944 c.c. Inoltre, spesso non calma affatto il creditore, anzi può convincerlo che riuscirà a prendere tutto. Cosa fare invece: se decidi di pagare, fallo nell’ambito di un accordo definito (saldo e stralcio) o di un piano concordato. Non fare versamenti estemporanei privi di accordo scritto.
- Errore 5: Ignorare eventuali atti giudiziari. Può capitare che arrivi una notifica di atto giudiziario (ingiunzione, citazione) e per paura o sottovalutazione la si ignori come si fece con la prima lettera. Perché è sbagliato? Perché gli atti del giudice hanno scadenze tassative: se non reagisci entro i termini (40 giorni per decreto ingiuntivo, 20 giorni prima dell’udienza per citazione, ecc.), perdi la possibilità di difenderti e il creditore otterrà facile vittoria. Cosa fare invece: qualunque busta verde o PEC da autorità giudiziaria va subito portata a un legale. Non esitare: magari c’è ancora la prescrizione da far valere, ma devi farlo formalmente in tribunale.
- Errore 6: Comunicare solo verbalmente e in modo non tracciabile. C’è chi discute al telefono con il recuperatore e crede alle sue promesse (“le mando i documenti, stia tranquillo…”), oppure chi comunica via WhatsApp, sms, ecc. Perché è sbagliato? Perché verbalmente le cose dette non lasciano prova. Inoltre, potresti essere frainteso o ritrattato. Cosa fare invece: metti tutto per iscritto, preferibilmente con mezzi tracciabili (PEC, raccomandata). Se parli al telefono, successivamente invia una mail riepilogativa di ciò che hai detto/chiesto. Non basarti su promesse orali (“ti concediamo lo sconto, paghi e poi ti mandiamo lettera” – fatti mandare prima la lettera!).
- Errore 7: Farsi intimidire da minacce illegittime. Ad esempio, smettere di difendersi perché l’operatore ha detto “Tanto la segnaliamo al CRIF e le pignoreremo tutto”. Perché è sbagliato? Perché come abbiamo visto, molte minacce sono campate in aria e illegali . Farsi spaventare porta a decisioni affrettate o arrendevoli. Cosa fare invece: conosci i tuoi diritti (ripassa la sezione sui limiti del recupero crediti). Se minacciano cose improbabili, chiamali sul blef: rispondi calma ma fermamente che sai che non ne hanno facoltà senza sentenza. Spesso di fronte a un debitore informato, moderano i toni.
- Errore 8: Non contestare voci accessorie non dovute. Spesso nelle lettere compaiono “spese di recupero € XXX” o “penali contrattuali € YYY”. Il debitore impaurito si focalizza sul totale e dimentica che forse buona parte di quelle aggiunte non sono legalmente dovute . Perché è sbagliato? Perché rischi di pagare più del dovuto. Cosa fare invece: contesta espressamente ogni voce che non ti risulta prevista in contratto. Ad esempio: le “spese di sollecito stragiudiziale” per legge non puoi pretenderle al debitore salvo patto contrattuale specifico . Chiedi di dettagliare e motivare ogni addebito oltre al capitale e interessi legali. Spesso, soltanto contestando, vedrai che toglieranno quelle spese gonfiate dall’importo.
- Errore 9: Non considerare una soluzione globale se hai troppi debiti. Alcuni cercano di spegnere ogni incendio separatamente: pagano un po’ qua, un po’ là, facendo sacrifici enormi, e magari trascurando debiti con lo Stato più pericolosi. Perché è sbagliato? Perché potresti consumare risorse senza risolvere mai definitivamente nulla, restando sempre indebitato. Cosa fare invece: se ti riconosci in una situazione di sovraindebitamento, fermati e valuta un piano organico (magari con un professionista). Forse puoi consolidare i debiti, accedere a una procedura L.3/2012, o dare priorità a certe posizioni (es. evitare il pignoramento della casa per tasse, e semmai sacrificare un debito minore). In pratica, non navigare a vista: fatti fare un “check-up” finanziario e giuridico. L’Avv. Monardo, con il suo team di avvocati e commercialisti, offre proprio questo tipo di analisi integrata per decidere la strategia più efficace.
- Errore 10: Vergognarsi o nascondere la situazione, evitando di chiedere aiuto. Il sovraindebitamento porta con sé spesso sensi di colpa o vergogna, così c’è chi non si confida con nessuno e non chiede aiuto per tempo. Perché è sbagliato? Perché ti priva di possibili soluzioni che da solo non conosci o non puoi attivare. Cosa fare invece: parla con un esperto di fiducia. Non c’è nulla di vergognoso nell’avere difficoltà finanziarie; succede a tantissime persone, specialmente in momenti di crisi economica generale. Chiedere aiuto non è un fallimento, è l’inizio della risalita. Che sia un avvocato, un consulente finanziario o un’associazione, condividere il problema ti farà sentire più leggero e ti darà strumenti per risolverlo.
Evitate questi errori, sarete già molto avanti sulla strada giusta. Il filo conduttore è: informarsi, farsi assistere, non agire d’impulso né restare passivi. Ogni situazione ha una via d’uscita migliore di quanto sembri all’inizio, basta individuarla ed evitare passi falsi.
FAQ – Domande frequenti su Europa Factor e solleciti di pagamento
Passiamo ora a una serie di domande comuni che i debitori si pongono quando affrontano richieste di pagamento da parte di Europa Factor o di altre società di recupero crediti. Per ciascuna domanda forniamo una risposta chiara e sintetica, basata sulle normative e sulle indicazioni pratiche illustrate nell’articolo.
1. Domanda: Chi è esattamente Europa Factor? È affidabile come interlocutore o si tratta di una truffa?
Risposta: Europa Factor S.p.A. è una società di recupero crediti regolarmente iscritta nell’elenco degli intermediari finanziari. Non è una truffa in sé: se ti contatta, significa che ha acquistato o le è stato affidato un tuo debito non pagato . Detto ciò, non è un ente pubblico né un’autorità: è un creditore privato, subentrato al creditore originario. Puoi considerarla un interlocutore “affidabile” nel senso che esiste realmente e opera sul mercato da anni, ma ciò che ti comunica va sempre verificato, perché potrebbe contenere inesattezze (ad esempio importi non aggiornati, pretese non dovute se il debito è estinto/prescritto). Quindi, tratti con loro come faresti con qualsiasi creditore privato: con cautela e richiedendo prove.
2. Domanda: Perché mi sta contattando proprio Europa Factor e non l’azienda con cui avevo il debito originario?
Risposta: Perché il tuo credito è stato ceduto o affidato a Europa Factor. Molte aziende preferiscono incassare subito qualcosa vendendo i crediti inesigibili piuttosto che inseguire i debitori per anni. Europa Factor compra in blocco questi crediti e prova a recuperarli. Dunque se, ad esempio, non avevi pagato delle bollette TIM anni fa, TIM potrebbe aver ceduto l’intero pacchetto di morosità a questa società. Dal momento della cessione, TIM esce di scena e subentra Europa Factor come nuovo creditore. Lo stesso vale per prestiti di banche, finanziarie o altre società di servizi . In altri casi, Europa Factor opera per conto del creditore originario (meno frequente, ma possibile): cioè non ha comprato il credito ma agisce in forza di un mandato di recupero. In entrambi i casi, leggi la loro lettera: dovrebbe specificare se è cessionario (nuovo titolare del credito) o agente per conto terzi.
3. Domanda: Cosa succede se ignoro completamente la lettera e non rispondo né pago?
Risposta: Nel breve termine, probabilmente nulla di drastico: ti manderanno altri solleciti, magari ti chiameranno insistentemente. Tuttavia, ignorare non fa sparire il problema. Se il debito è per loro significativo e ritengono di avere basi solide, potrebbero dopo qualche tempo passare le carte a un avvocato e tentare un’azione legale (un decreto ingiuntivo) . Se invece capiscono che sei inattivo ma il debito è recuperabile, potrebbero persistere con telefonate e lettere, causandoti stress. In sintesi, non rispondere non ti tutela: il rischio è trovarti magari tra un anno un atto giudiziario senza preavviso. Molto meglio, come consigliato, affrontare la questione: contestare se ci sono motivi, trattare se opportuno. Ignorare va bene solo se sei certo al 100% che il credito è prescritto o inesistente e hai già comunicato loro questa tua posizione; in quel caso, se vogliono agire lo faranno comunque e tu avrai la tua difesa pronta. Ma se non rispondi affatto, loro potrebbero interpretarlo come “non sa di poter opporsi” e intensificare gli sforzi.
4. Domanda: Europa Factor può davvero pignorarmi lo stipendio o la pensione?
Risposta: No, non direttamente. Come spiegato, una società di recupero crediti non ha poteri esecutivi autonomi . Per pignorare stipendio, pensione, conto bancario o beni di tua proprietà, devono prima ottenere un titolo esecutivo da un giudice (sentenza o decreto ingiuntivo non opposto). Solo dopo, attraverso un avvocato e tramite un ufficiale giudiziario, potrebbero pignorare ad esempio il quinto dello stipendio (nei limiti di legge) o altro. Dunque, se sei ancora alla fase della semplice lettera, siamo molto lontani dal pignoramento: avresti comunque la possibilità di difenderti in giudizio prima che accada. E se anche esistesse già un titolo (es. un decreto che ti sei lasciato sfuggire), avresti ancora possibilità di opposizione al pignoramento in alcuni casi. Ricorda: nessun pignoramento può avvenire senza un atto giudiziario ufficiale e senza il coinvolgimento di un pubblico ufficiale.
5. Domanda: Possono mettere un’ipoteca sulla mia casa o un fermo amministrativo sulla mia auto?
Risposta: Anche qui, no in autonomia. Le ipoteche e i fermi amministrativi sono strumenti che normalmente utilizza l’Agenzia Entrate Riscossione per i debiti fiscali. Un creditore privato come Europa Factor, per iscrivere ipoteca, dovrebbe prima avere un titolo esecutivo e poi seguire una procedura esecutiva immobiliare (cosa assai onerosa, di solito non lo fanno per piccoli importi). Quanto al fermo auto, Europa Factor non ha il potere che ha l’esattore pubblico (che lo iscrive per cartelle non pagate): un privato dovrebbe notificare un precetto e pignorare l’auto tramite tribunale, il che è molto più complesso. Diciamo che se il tuo debito è di poche centinaia o migliaia di euro, è estremamente improbabile che si avventurino in un’esecuzione immobiliare o su veicoli – costi e tempi non convengono. Quindi, ipoteca e fermo sono armi che Europa Factor non può utilizzare liberamente; solo un giudice, su loro iniziativa legale, potrebbe portare a quelle conseguenze in casi limitati.
6. Domanda: Mi hanno detto: “Se non paga, la segnaleremo al CRIF e non potrà più ottenere prestiti”. È vero?
Risposta: Quasi certamente è falso. Come discusso, Europa Factor non può segnalare arbitrariamente un nominativo al CRIF . Il CRIF (e altre centrali rischi private) raccolgono informazioni fornite da banche e finanziarie relative a prestiti, mutui, carte di credito. Nel tuo caso, se il debito originario era bancario, probabilmente la segnalazione di sofferenza è stata fatta dalla banca quando sei diventato insolvente. Europa Factor, comprando il credito, non “aggiorna” CRIF se non ha status di istituto segnalante (e di solito non l’ha). Se invece il debito era, poniamo, una bolletta telefonica, queste non vanno proprio in CRIF. Dunque la minaccia di segnalazione al CRIF è spesso solo un modo per spaventarti. Attenzione: se per assurdo Europa Factor fosse iscritta come finanziaria e volesse segnalare, dovrebbe comunque inviarti un preavviso formale 30 giorni prima, come da codice deontologico delle centrali rischi. In ogni caso tu potresti far rettificare una segnalazione illegittima. Quindi, stai tranquillo: la semplice gestione del recupero da parte loro non aggiunge nuove segnalazioni di default oltre a quelle già esistenti.
7. Domanda: Ho controllato e il debito risale a più di 5 (o 10) anni fa. È vero che è “andato in prescrizione” e non devo pagarlo?
Risposta: Probabilmente sì, se in quel lasso di tempo non hai mai ricevuto atti interruttivi ufficiali. Un debito, ad esempio una fattura telefonica del 2016, se nessuno ti ha inviato raccomandate o atti giudiziari da allora, è prescritto dopo 5 anni (o 2 anni per le bollette luce/gas più recenti) . Un finanziamento del 2012 sarebbe prescritto dopo 10 anni (nel 2022) se non interrotto. Quindi, se ricade in questi casi, il debito è legalmente estinto e non sei tenuto a pagarlo . Attenzione: la prescrizione non cancella il debito in senso storico – rimane nei loro archivi – ma ti dà una difesa decisiva: tu puoi rifiutare il pagamento. Dovrai però eccepirla formalmente, perché se tacessi e pagassi, non potresti poi reclamare indietro i soldi (il pagamento di un debito prescritto, se spontaneo, è valido). Quindi: verifica bene date e possibili interruzioni; se sei oltre i termini, comunica per iscritto che il credito è prescritto e che non pagherai per tale motivo. Solitamente la controparte si ferma quando capisce che ne sei consapevole.
8. Domanda: Come faccio a sapere se c’è stata una raccomandata interruttiva? Io non ricordo nulla, però loro magari dicono di averla inviata…
Risposta: Puoi chiederlo espressamente nella tua richiesta di documentazione: “Vi invito a indicare se risultano atti interruttivi della prescrizione inviati al sottoscritto e, in caso, a fornirmene prova”. In genere, se una raccomandata c’è stata, la menzionano subito nella prima lettera (“Le abbiamo già scritto in data…”). Se non lo fanno, spesso è perché non c’è stata o non ne hanno certezza. Tieni conto che per dimostrare un’interruzione devono mostrarti la ricevuta di ritorno firmata o un report PEC valido. Puoi anche controllare con le Poste tramite il tuo storico di raccomandate, se hai codici o se eri registrato a servizi (non comune, ma tecnicamente si potrebbe). In pratica, se tu non ricordi proprio di aver ricevuto nulla negli ultimi X anni, e all’indirizzo di residenza non hai cambiato domicilio, è improbabile che ci siano atti interruttivi occulti. L’onere della prova spetta a loro: in giudizio dovrebbero esibire, ad esempio, la ricevuta di una raccomandata del 2019. Se non lo fanno, vince la tua parola che nulla hai ricevuto (giurando eventualmente). Quindi, non farti troppi problemi: se sei ragionevolmente certo, eccepisci la prescrizione; saranno loro semmai a dover controbattere.
9. Domanda: Che differenza c’è tra una lettera semplice e una lettera raccomandata ai fini legali?
Risposta: Molta differenza. Una lettera semplice (posta ordinaria) potrebbe andare persa o non recapitata, e comunque non c’è prova legale che tu l’abbia ricevuta. Ai fini della costituzione in mora e dell’interruzione della prescrizione conta solo una comunicazione “qualificata”: raccomandata A/R, raccomandata a mano, posta elettronica certificata (PEC) o notificazione tramite ufficiale giudiziario . Quindi, se la lettera di Europa Factor l’hai ricevuta come posta normale (busta bianca senza ricevuta) e magari era datata mesi fa, sappi che legalmente non è servita a interrompere alcun termine. Ovviamente per te il contenuto è lo stesso, ma ai loro fini è più un “abbocco”. Spesso, come stratagemma, i recuperatori mandano prima lettere ordinarie, perché costano meno e sperano che qualcuno paghi già da quella. Se non ottengono risultato e prima che scada la prescrizione, allora spediscono la raccomandata. Dunque, non confondere la sostanza: ai fini della legge, la prima vera costituzione in mora efficace è quella spedita con raccomandata/PEC e ricevuta.
10. Domanda: Ho perso i contratti originali, le bollette vecchie… Come posso difendermi se non ho documenti?
Risposta: Hai comunque diritto a chiedere a loro di esibirli. È onere del creditore conservare i contratti e le scritture almeno per il tempo di prescrizione e oltre. Quindi non preoccuparti se tu non hai più nulla: chiedi a loro (come indicato nella lettera di contestazione formale) di fornire copia dei documenti . Se loro stessi non li hanno, diventa un loro problema provare il credito. Inoltre, puoi reperire informazioni altrove: ad esempio, se è una bolletta di energia, puoi richiedere al vecchio fornitore lo storico consumi e pagamenti; se è un contratto bancario, la banca cedente potrebbe fornirti copia (spesso le banche mantengono archivi per molti anni). In estrema ratio, in giudizio puoi disconoscere le copie se non hai certezza: ad esempio, se presentassero un documento che tu sospetti alterato o di dubbia provenienza, puoi chiedere al giudice di ordinare l’esibizione dell’originale. In sintesi, non serve che tu abbia il contratto in mano fin da subito: sposta la richiesta sul creditore cessionario. Se loro brancolano nel buio, è un punto a tuo favore.
11. Domanda: È necessario assumere subito un avvocato per queste cose? Non posso fare da solo?
Risposta: Dipende dalla situazione e dalla tua dimestichezza. In fase iniziale, di gestione stragiudiziale, puoi provare da solo a mandare le lettere di contestazione seguendo i nostri consigli, soprattutto se l’importo è contenuto. Molti debiti si chiudono senza bisogno di finire in tribunale. Tuttavia, l’assistenza di un avvocato esperto può fare la differenza, ad esempio nel trattare un saldo e stralcio più vantaggioso, o nel mettere paura al recuperatore con riferimenti legali precisi. Inoltre, se non ti senti sicuro nel gestire la comunicazione (magari al telefono possono farti domande trabocchetto), delegare a un legale ti tutela. Diventa invece indispensabile avere un avvocato se la controparte avvia una procedura giudiziaria (decreto ingiuntivo, causa ordinaria): in tribunale il codice richiede la rappresentanza tecnica (tranne rarissimi casi di valore sotto 1.100 € in cui si potrebbe stare da sé, ma è sconsigliabile). Ricorda che spesso le spese legali che sostieni per difenderti vengono addebitate al creditore soccombente se vinci. Quindi può valere la pena investire in una buona difesa. L’ideale è fare almeno una consulenza iniziale da un avvocato, per farti delineare la strategia: poi potrai decidere se procedere da solo con i consigli ricevuti o incaricare formalmente il legale per negoziare o opporsi.
12. Domanda: Europa Factor mi chiama più volte al giorno, anche sul lavoro, e a volte con toni aggressivi. Posso fare qualcosa per farli smettere?
Risposta: Sì. Innanzitutto, hai diritto alla tutela della tua privacy e tranquillità. Comportamenti ossessivi configurano violazioni. Puoi fare così: invia una diffida scritta (raccomandata/PEC) a Europa Factor intimando di cessare contatti telefonici multipli e fuori orario, menzionando che altrimenti li denuncerai per molestie e segnalerai al Garante Privacy . Spesso basta questa lettera perché si calmino, temendo guai. Nel frattempo, puoi bloccare i numeri da cui chiamano sul tuo cellulare (anche se a volte usano call center con numerazioni diverse, ma prova). Se chiamano al lavoro o a terzi, è ancor più grave: segnati date e orari, e informa subito il tuo legale o un’associazione consumatori, perché ciò è illecito e merita un esposto. In caso estremo, rivolgiti alla Polizia Postale o ai Carabinieri e spiega la situazione: anche solo far arrivare voce che li vuoi denunciare può indurli a moderazione. Ricorda: nessuno può molestarti di continuo per un debito civile. Hai tutto il diritto di pretendere comunicazioni rispettose (e preferibilmente scritte). Se un operatore ti insulta o minaccia al telefono, chiudi la chiamata immediatamente: non sei obbligato ad ascoltare abusi. Annota nome (se fornito) e comunica l’accaduto a chi di dovere.
13. Domanda: Posso negoziare personalmente un saldo a stralcio con Europa Factor? Come dovrei procedere?
Risposta: Sì, puoi farlo anche personalmente. Procedi così: se hai deciso di voler chiudere pagando una parte, contatta Europa Factor preferibilmente per iscritto (email/PEC) proponendo un importo a saldo e stralcio. Spiega magari sinteticamente perché ritieni di non poter pagare tutto (es. difficoltà economiche) e offri una somma immediata disponibile. Tieni l’offerta bassa inizialmente, sapendo che probabilmente la rifiuteranno e faranno una controproposta. Se invece li chiami, stai attento a non riconoscere l’intero debito nella conversazione; parla di “volontà transattiva per chiudere la vertenza”. Quando (e se) trovate un accordo verbale sulla cifra, pretendi subito conferma scritta via email PEC o fax, con indicato importo concordato e dicitura di accettazione a saldo e stralcio. Prima di pagare, assicurati di avere quella lettera firmata da un responsabile. Infine paga come concordato nei tempi pattuiti. Personalmente puoi farcela, specie se l’importo non è elevatissimo (diciamo sotto 5-10k). Per somme importanti, un legale può spuntare condizioni migliori, ma ovviamente valuta anche il costo del legale rapportato al beneficio.
14. Domanda: Quanto potrei offrire in percentuale sul debito perché accettino il saldo e stralcio? C’è una regola?
Risposta: Non c’è una regola fissa, ma da esperienza le agenzie accettano spesso tra il 30% e il 60% del dovuto . Se il debito è molto vecchio e palesemente di difficile recupero, puoi tentare anche 20%. Se invece è recente e loro hanno possibilità di agire, forse non scenderanno sotto il 50%. Ti conviene iniziare basso: ad esempio per 1.000 € di debito, offrire 200 €; loro magari diranno “troppo poco, almeno 700 €”; tu rilanci a 400-500 €. Il punto d’incontro potrebbe essere 500 € (il 50%). Se sei assistito da un legale abile nella negoziazione, potrebbe riuscire ad ottenere il 30-40%. Considera anche il tuo interesse: se accetteresti di pagare fino a, poniamo, 600 €, prova comunque a ottenere meno. Importante: fai capire che quei soldi li hai “pronti subito” – l’immediatezza del pagamento è uno degli incentivi principali per loro ad accettare lo sconto. Se invece chiedi sconto e lunga dilazione, la percentuale di sconto sarà minore.
15. Domanda: Dopo un saldo e stralcio, devo preoccuparmi di qualcosa? Ad esempio, possono rivendere la parte non pagata a qualcun altro?
Risposta: No, se hai fatto tutto correttamente. Un accordo di saldo e stralcio valido prevede che il creditore rinuncia irrevocabilmente al resto. Quindi la parte non pagata viene cancellata, non può essere rivenduta né richiesta da nessuno in futuro. Per tua sicurezza, conserva gelosamente la lettera di accordo e la ricevuta del pagamento. Così, se mai qualcun altro provasse a chiedere quel debito (magari per errore di registrazione), tu invii copia della liberatoria e la cosa finisce lì. Un consiglio: dopo qualche mese, puoi contattare formalmente Europa Factor chiedendo conferma che la posizione è chiusa nei loro archivi e di cancellare eventuali tuoi dati dalle banche di informazioni negative (se ce ne fossero). Avrai tutto per iscritto. Ma generalmente, una volta stralciato il debito, sei libero a tutti gli effetti.
16. Domanda: Ho anche debiti con Agenzia Entrate (cartelle) e con la banca. Devo pensare prima a Europa Factor o ad altri?
Risposta: In linea di massima, dai priorità ai debiti che possono portare a conseguenze più immediate e serie, cioè quelli verso Agenzia Entrate Riscossione (che può farti il fermo auto, pignorarti stipendio senza passare dal giudice, se superi certe soglie, iscrivere ipoteca su casa, ecc.) e i debiti garantiti (es. mutuo casa, inadempienza porta ad esecuzione ipotecaria). Un debito con la banca non garantito segue l’iter simile a Europa Factor: la banca può farti decreto ingiuntivo, ma di solito prima c’è margine di trattativa o rinegoziazione. Le cartelle esattoriali invece hanno scadenze (es. 60 giorni dalla notifica) e misure proprie. Quindi valuta il tuo scenario generale: se il debito con Europa Factor è ad esempio di 500 € ma hai una cartella di 5.000 € con scadenza imminente per la rottamazione, occupati prima della cartella. Ciò non significa trascurare del tutto Europa Factor: puoi magari mandar loro intanto una lettera di contestazione per guadagnare tempo (così sanno che non sei passivo) e poi concentrarti sugli altri. Idealmente dovresti fare un piano di rientro globale, con l’aiuto eventualmente di un professionista, che stabilisca come destinare le tue risorse. Farsi assistere, ad esempio, dall’Avv. Monardo che ha competenze sia tributarie che bancarie, è utile per stilare una sorta di “classifica” dei debiti da sistemare, evitando di sacrificare soldi su posizioni che potresti ridurre di più.
17. Domanda: Ho sentito parlare di una legge “salva suicidi” per cancellare i debiti. Di che si tratta e posso usarla per liberarmi di tutti i debiti?
Risposta: La cosiddetta legge “salva suicidi” è la Legge 3/2012 sul sovraindebitamento, ora confluita nel Codice della Crisi. Ne abbiamo parlato in dettaglio nella sezione sul sovraindebitamento. In breve, se hai troppi debiti rispetto alle tue reali capacità (debiti personali, di famiglia, da chiusura attività, ecc.), puoi rivolgerti al tribunale per ottenere una procedura di composizione: un piano di rientro parziale o la liquidazione dei tuoi beni con successiva esdebitazione (cancellazione dei debiti residui) . Non è una soluzione adatta a tutti i casi – bisogna valutare requisiti di meritevolezza e sostenibilità – ma in tanti l’hanno utilizzata per uscire dal tunnel. Se la tua domanda è: “posso liberarmi di tutti i debiti?” la risposta è: sì, è possibile tramite esdebitazione, a patto di seguire la procedura e dare ai creditori tutto quello che ragionevolmente potevi dare (in termini di beni o pagamenti rateali). Per capire se fa per te, devi consultare un esperto (come l’Avv. Monardo) che valuti la tua condizione. Tieni presente che serve la collaborazione di un Organismo di Composizione della Crisi e l’intervento di un giudice, non è una cosa immediata. Ma offre davvero una via d’uscita legale: ad esempio, persone con 100k di debiti hanno ottenuto di pagare 20k in 4 anni e si sono visti cancellare gli altri 80k. È una strada che vale la pena esplorare se sei fortemente indebitato e non vedi come poter pagare tutto.
18. Domanda: Il mio debito con Europa Factor deriva da una fideiussione che avevo fatto per la società di un parente, poi fallita. Posso trattarlo come consumatore nel sovraindebitamento o no?
Risposta: Domanda specifica e interessante. La fideiussione per obblighi altrui generalmente non è considerata debito da consumatore, perché collegata a un’attività imprenditoriale (anche se tu personalmente non ne hai tratto beneficio diretto) . La giurisprudenza (Corte d’Appello di Roma, ad es.) ha escluso che il fideiussore di società possa accedere al “piano del consumatore” per quei debiti, dovendo piuttosto usare il concordato minore o la liquidazione . Quindi, nel tuo caso, se hai una massa debitoria mista, quel debito da fideiussione non può essere falcidiato con un piano del consumatore puro. Tuttavia, puoi utilizzare la procedura di sovraindebitamento comunque: o come concordato minore (che richiede l’accordo del 60% dei crediti) o come liquidazione controllata con esdebitazione finale . Quindi sì, puoi liberartene, ma dovrai seguire la procedura per non consumatori. Sono dettagli tecnici in cui sicuramente ti serve assistenza specializzata. In ogni caso, il fatto che sia Europa Factor a chiederlo non cambia la natura: guarda alla origine del debito (fideiussione per società) per capire la categoria procedurale.
19. Domanda: Le spese legali di un’eventuale causa dovrò pagarle io? Non è che difendendomi in tribunale spendo più del debito stesso?
Risposta: È un timore comprensibile, ma considera questo: se hai ragione (ad esempio il debito è prescritto o loro non provano il credito), le spese di solito vengono poste a carico loro dal giudice . In pratica, nelle cause civili chi perde paga le spese della controparte (salvo compensazioni in caso di torti ragionevoli da ambo i lati). Quindi, se sei sicuro delle tue difese, non temere di affrontare un giudizio per via delle spese. Al contrario, se sei nel torto, rischi sì di pagare la somma e anche le spese del loro avvocato. Per questo è fondamentale valutare con il tuo legale prima la sostenibilità della difesa: un avvocato onesto te lo dirà chiaro. Riguardo alle spese del tuo avvocato per attivarsi stragiudizialmente (lettere, trattative), quelli sono costi che di solito vanno pagati da te, ma molti studi legali offrono pacchetti a forfait accessibili per attività stragiudiziali standard. Alcune associazioni consumatori prestano servizio quasi gratuito (sovvenzionate da iscrizioni). Quindi informati: potresti scoprire che difenderti non è economicamente proibitivo. E l’alternativa – pagare un debito magari non dovuto – sarebbe comunque peggiore finanziariamente. Dunque ragiona in termini di costi-benefici con lucidità: spendere ad esempio 300 € di avvocato per risparmiarne 3.000 € di debito non dovuto è un ottimo investimento.
20. Domanda: In conclusione, qual è la cosa più importante da fare quando ricevo una lettera da Europa Factor?
Risposta: Attivarsi subito in modo informato. Questo significa: non ignorare la comunicazione, ma nemmeno farsi prendere dal panico e pagare senza riflettere. La cosa più importante è valutare oggettivamente il debito (esiste? a quanto ammonta? è dovuto? è prescritto?); quindi far valere i propri diritti (chiedere documenti, eccepire eventuali prescrizioni, contestare somme non dovute) e, contemporaneamente, cercare una soluzione – che sia l’annullamento per motivi legali o l’accordo transattivo per chiudere pagando il giusto. Il tutto preferibilmente con il supporto di professionisti o almeno di buoni consigli legali. In breve: non subire passivamente, ma prendi in mano tu l’iniziativa. Chi si muove informato, di solito, riesce a risolvere positivamente queste vicende, pagando poco o nulla di ciò che inizialmente veniva richiesto.
Giurisprudenza e aggiornamenti recenti in materia di debiti e recupero crediti
(In questa sezione riportiamo alcune pronunce giurisprudenziali autorevoli e aggiornate – Cassazione e Corte Costituzionale – che abbiamo citato nel testo e che rappresentano riferimenti chiave in materia di difesa del debitore, prescrizione e sovraindebitamento.)
- Cass. Civile, Sez. I, 24 giugno 2024 n. 17262: ha precisato i confini dell’onere probatorio del cessionario di crediti in blocco. La Cassazione ha stabilito che la semplice pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avvenuta cessione per categorie non dispensa la società cessionaria dal provare l’inclusione del singolo credito ceduto. In caso di contestazione, spetta sempre al cessionario dimostrare che lo specifico credito del debitore era compreso nell’operazione di cessione, fornendo prova documentale della propria legittimazione sostanziale . Questa pronuncia tutela il debitore ceduto: se Europa Factor non riesce a provare di aver effettivamente acquisito il tuo credito, il giudice non potrà condannarti.
- Cass. Civile, ord. 24 gennaio 2024 n. 2335: ha ribadito un principio in tema di interruzione della prescrizione. In particolare, ha affermato che una lettera di messa in mora priva di sottoscrizione non è idonea a interrompere la prescrizione del credito. La firma del creditore è elemento essenziale, in difetto del quale l’atto non produce l’effetto interruttivo voluto . Dunque, tentativi “frettolosi” dei creditori di inviare solleciti non firmati (magari generati automaticamente) non salvano dalla prescrizione. La giurisprudenza di legittimità è univoca nel richiedere la sottoscrizione autografa o digitale degli atti di costituzione in mora.
- Cass. Civile, ord. 4 gennaio 2024 n. 279: in tema di decorrenza dell’effetto interruttivo, la Suprema Corte ha chiarito che la prescrizione si interrompe solo quando il debitore abbia avuto conoscenza legale dell’atto giudiziale o stragiudiziale del creditore. Nel caso esaminato, la Cassazione ha confermato che il semplice deposito di un ricorso in cancelleria (nel processo del lavoro) non interrompe la prescrizione finché l’atto non viene notificato al convenuto . Tradotto nel recupero crediti: non conta che il creditore avvii una pratica legale, conta quando questa ti viene notificata. Inoltre, per gli atti stragiudiziali vale la regola simile: deve esserci prova della ricezione da parte del debitore (conoscenza legale, sebbene non effettiva). Questo a tutela del debitore, perché evita che i creditori possano sostenere di aver interrotto la prescrizione con atti mai giunti a destinazione.
- Corte Costituzionale, sent. 4 dicembre 2019 n. 245: pietra miliare in materia di sovraindebitamento e debiti fiscali. La Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma che vietava la falcidia dell’IVA e di altri tributi nelle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento. Ha quindi sancito che anche i crediti fiscali, inclusa l’IVA, possono essere oggetto di pagamento parziale (stralcio) nelle procedure previste dalla L. 3/2012, al pari di quanto avviene nel fallimento . Questo ha permesso di equiparare la posizione dei debitori “civili” a quelli fallibili, garantendo parità di trattamento (art. 3 Cost.) e dando al debitore sovraindebitato la possibilità concreta di liberarsi anche da debiti verso l’erario e l’INPS, prima inibiti. Oggi il Codice della Crisi recepisce questo orientamento, consentendo piani che prevedano il pagamento parziale di IVA, contributi e altre risorse prima intoccabili.
- Corte Costituzionale, sent. 22 giugno 2024 n. 121: pronuncia importante (fresca di metà 2024) in tema di liquidazione controllata e gratuito patrocinio. La Corte ha dichiarato incostituzionale la norma che non estendeva il patrocinio a spese dello Stato alle procedure di liquidazione controllata prive di attivo. Ha quindi stabilito che, se il debitore sovraindebitato in liquidazione non ha beni per pagare le spese, la procedura dev’essere ammessa al gratuito patrocinio (analogamente a quanto avviene nel fallimento) . Questo garantisce l’accesso alla giustizia (art. 24 Cost.) anche ai debitori assolutamente incapienti che vogliono avvalersi della liquidazione per ottenere l’esdebitazione. In pratica, il giudice potrà disporre che le spese della procedura (compenso del liquidatore, ecc.) siano a carico dello Stato se il patrimonio è zero. È un’ulteriore tutela per chi, già oppresso dai debiti, non deve rinunciare alla soluzione legale per mancanza di mezzi.
(Le sentenze sopra richiamate – Cass. 17262/2024, Cass. 2335/2023, Cass. 279/2024, C. Cost. 245/2019, C. Cost. 121/2024 – rappresentano i più recenti orientamenti al 2026. Esse forniscono argomenti preziosi per i difensori dei debitori, consolidando principi di equità e garantismo nel rapporto creditore-debitore. Consultare sempre fonti ufficiali per il testo integrale e rivolgersi a professionisti per l’applicazione al caso concreto.)
Conclusione
Ricevere una lettera di sollecito da Europa Factor per un vecchio debito non è la fine, ma può anzi diventare l’inizio di una soluzione se affrontata con gli strumenti giusti. Abbiamo visto come, dietro richieste apparentemente inderogabili, si celino spesso diritti e tutele a favore del debitore: la prescrizione che estingue molti crediti datati, l’onere della prova a carico di chi esige il pagamento, i limiti legali alle azioni di recupero (nessun pignoramento o segnalazione senza titolo esecutivo) e la possibilità di ridurre drasticamente il debito tramite accordi di saldo e stralcio . Abbiamo anche esplorato le soluzioni di sistema – come le rottamazioni fiscali e le procedure di sovraindebitamento – che l’ordinamento mette a disposizione per gestire situazioni di insolvenza in modo equo e sostenibile, arrivando perfino alla cancellazione totale dei debiti residui in caso di esdebitazione.
Il filo conduttore di tutte queste strategie è uno: non subire passivamente, ma agire tempestivamente. Il tempo gioca spesso a favore di chi reagisce subito: contestare entro i termini, opporsi entro le scadenze, aderire alle definizioni agevolate prima che scadano. Ogni capitolo di questa guida sottolinea l’importanza di muoversi con consapevolezza. Un debitore informato e assistito adeguatamente può ribaltare la situazione: da una posizione di apparente debolezza (chi riceve una diffida di pagamento) a una posizione di forza legale (chi fa valere la prescrizione, chi costringe il creditore a uno sconto, chi blocca un’azione esecutiva ingiusta).
Ricordiamo che non esistono bacchette magiche, ma esistono professionisti esperti che ogni giorno ottengono risultati concreti in casi come questi. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare ne sono un esempio tangibile: grazie alla profonda conoscenza del diritto bancario, finanziario e tributario, unita all’esperienza come Gestore della crisi e come negoziatore, riescono a intervenire a 360 gradi in difesa del debitore. Che si tratti di inviare una diffida che blocchi sul nascere le molestie telefoniche, di presentare un ricorso urgente in tribunale per sospendere un pignoramento illegittimo, o di intavolare una trattativa lampo con il creditore per chiudere la partita con uno sconto del 50-70%, l’Avv. Monardo sa individuare la strategia giusta e attuarla con tempestività. Il suo coordinamento di avvocati e commercialisti specialisti significa che, in un solo studio, il debitore trova competenza su tutti gli aspetti: dal ricorso contro una cartella esattoriale al ricorso in Cassazione per far valere una recente sentenza favorevole, dalla stesura di un piano del consumatore alla difesa tecnica in un giudizio per interessi usurari.
L’aspetto cruciale è che non sei solo ad affrontare colossi come le società di recupero crediti o gli enti pubblici creditori. Puoi e devi farti affiancare da chi conosce le leve giuridiche per bloccare azioni esecutive, impedire che una semplice lettera evolva in un pignoramento della tua busta paga, evitare che un’ipoteca minacci la tua casa o che la tua auto venga fermata. Con il giusto supporto, anche situazioni apparentemente disperate (debiti accumulati, minacce di fallimento personale, ecc.) possono trovare soluzione: concordando piani di rientro sostenibili, sfruttando condoni e rottamazioni, aprendo procedure di esdebitazione quando necessario.
Il messaggio finale che vogliamo lasciarti è di non perdere mai la speranza e la volontà di reagire legalmente. Ogni debito ha una sua storia e, spesso, una sua via d’uscita prevista dalla legge. Agire tempestivamente, con l’aiuto di professionisti competenti, ti permette non solo di risparmiare denaro evitando pagamenti indebiti o eccessivi, ma anche di ritrovare la serenità sapendo di aver messo un punto fermo al problema. Nessun debitore merita di vivere nell’angoscia perenne di telefonate minatorie o postini con atti giudiziari: le soluzioni ci sono, e sono alla portata di chi le coglie.
Se ti trovi in questa situazione di difficoltà, il passo più importante è chiedere una consulenza personalizzata quanto prima. Un colloquio con l’Avv. Monardo potrà chiarire subito quali opzioni hai e quale percorso intraprendere per difenderti in modo concreto e tempestivo. Spesso, già con una lettera ben fatta o un accordo mirato, si risolve il caso evitando strascichi e ulteriori ansie.
📞 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff di avvocati e commercialisti esamineranno la tua situazione specifica e sapranno difenderti con strategie legali efficaci e tempestive, mettendoti al riparo da azioni esecutive ingiuste, pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi o nuove cartelle esattoriali. Agire ora significa trasformare un problema in un’opportunità di soluzione: con l’assistenza giusta, potrai voltare pagina e lasciarti alle spalle questi debiti vecchi una volta per tutte, ritrovando la tranquillità che meriti.
Fonti normative e giurisprudenziali citate: Codice Civile (artt. 1260, 1264, 2934, 2938, 2946, 2948, 2944, 2945), Codice Procedura Civile (artt. 474, 480, 615), D.P.R. 602/1973, D.Lgs. 14/2019 (Codice della Crisi), D.L. 118/2021 conv. L. 147/2021, Legge 3/2012, Legge 205/2017 (Bilancio 2018), Legge 160/2019 (Bilancio 2020), Legge 197/2022 (Bilancio 2023), Legge 199/2025 (Bilancio 2026), Provv. ARERA 569/2018, Corte Cass. civ. nn. 11799/2017 (SS.UU.), 26286/2019, 32692/2019, 14899/2022, 2335/2023, 279/2024, 3405/2024, 17262/2024, Corte Cost. nn. 245/2019, 6/2024, 121/2024.
