Lettera Da B2 Impact (ex B2holding) Per Debiti Vecchi: Come Difenderti Da Un Sollecito Di Pagamento E Trattare Un Saldo E Stralcio

Ricevere una lettera da B2 Impact (già B2Holding) relativa a un vecchio debito può mettere in allarme qualsiasi debitore. Questo sollecito di pagamento nasconde insidie e rischi legali da non sottovalutare: ignorare la comunicazione potrebbe portare ad azioni esecutive (decreti ingiuntivi, pignoramenti) con conseguenze gravi sul patrimonio. Inoltre, è facile commettere errori comuni – ad esempio pagare frettolosamente una piccola somma o ammettere il debito – che possono compromettere le tue difese. È dunque fondamentale agire tempestivamente e con cognizione di causa, per sfruttare tutte le soluzioni legali disponibili a tutela dei tuoi diritti.

In questo articolo esamineremo in dettaglio come difendersi da un sollecito di B2 Impact e come trattare un saldo e stralcio vantaggioso, aggiornando le informazioni al mese e anno correnti. Anticipiamo subito che esistono strategie efficaci: dalla verifica della prescrizione del debito (spesso i crediti molto datati non sono più esigibili), all’opposizione a eventuali decreti ingiuntivi, fino alle trattative per chiudere la posizione con un accordo transattivo “tombale”. Illustreremo anche strumenti alternativi come le procedure per sovraindebitamento (piano del consumatore, esdebitazione) per chi ha più debiti, nonché le recenti definizioni agevolate e rottamazioni previste per i debiti fiscali.

Prima di entrare nel vivo, è importante sapere che l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare possono assisterti in ogni fase. Chi è l’Avv. Monardo? È un avvocato cassazionista (abilitato alle giurisdizioni superiori) che coordina professionisti esperti a livello nazionale in diritto bancario e tributario. È inoltre Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista dell’OCC (Organismo di Composizione della Crisi) e Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Con questo bagaglio di competenze, l’Avv. Monardo e il suo team di avvocati e commercialisti possono analizzare l’atto ricevuto, individuare vizi o profili di illegittimità, presentare ricorsi e istanze di sospensione, gestire trattative con la controparte e proporre piani di rientro o soluzioni giudiziali e stragiudiziali su misura. L’obiettivo è sempre lo stesso: proteggere concretamente il debitore, bloccando sul nascere azioni esecutive ingiuste e guidandolo verso una soluzione sostenibile.

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Indice

  • Chi è B2 Impact e perché ti ha inviato una lettera?
  • Perché B2 Impact sollecita un vecchio debito ceduto?
  • Rischi di ignorare il sollecito: cosa può succedere dopo
  • La prescrizione dei debiti: verifica se il credito è ancora esigibile
  • Cessione del credito a B2 Impact: profili legali e notifiche
  • Come difendersi: strumenti per impugnare o sospendere le richieste
  • Il decreto ingiuntivo e l’opposizione: procedure e termini
  • Pignoramenti e azioni esecutive: limiti di legge e tutele per il debitore
  • Come trattare un saldo e stralcio con B2 Impact (ex B2Holding)
  • Esempio pratico: il caso di Luca (accordo a saldo e stralcio)
  • Strumenti alternativi per gestire i debiti: rottamazioni, piani e sovraindebitamento
  • Errori comuni da evitare quando si riceve un sollecito
  • Consigli pratici per negoziare e difendersi efficacemente
  • Tabella riepilogativa – Situazione vs. possibili soluzioni
  • FAQ – Domande frequenti su debiti con B2 Impact e difese del debitore
  • Giurisprudenza aggiornata: le sentenze più recenti in materia
  • Conclusione

Chi è B2 Impact e perché ti ha inviato una lettera?

B2 Impact ASA (già B2Holding ASA) è un gruppo norvegese specializzato nell’acquisizione e gestione di crediti deteriorati (NPL) in tutta Europa . In Italia opera attraverso società controllate (come B2 Kapital S.r.l.) attive nel debt collection su prestiti bancari, finanziamenti, carte di credito e altri crediti non pagati. Se hai ricevuto una comunicazione da B2 Impact, significa che uno dei tuoi vecchi debiti è stato ceduto dall’originario creditore (banca, finanziaria, ecc.) a questo operatore specializzato . In altre parole, B2 Impact è diventata la nuova titolare del tuo debito e sta cercando di riscuoterlo.

Vediamo i motivi principali per cui B2 Impact ti sta contattando:

  • Cessione di un credito in sofferenza: molto probabilmente avevi un debito in arretrato con una banca o finanziaria, magari un prestito o una carta di credito non rimborsati da anni. L’istituto originario ha deciso di cedere il credito (spesso in blocco insieme ad altri crediti deteriorati) a B2 Impact, che ne ha acquistato i diritti . Ora B2 Impact agisce in vece del creditore per recuperare l’importo dovuto.
  • Vecchia data del debito: i crediti che B2 Impact acquista sono spesso datati (anche di 5-10 anni o più). Potresti essere sorpreso di ricevere una richiesta su un debito di cui magari avevi perso traccia. Questo non significa automaticamente che il debito “non vale più”: come vedremo, bisogna valutare la prescrizione caso per caso. Tuttavia l’anzianità del debito spiega perché la banca originaria lo ha venduto a una società di recupero crediti.
  • Importo lievitato: nella lettera B2 Impact solitamente indica un saldo aggiornato del debito, comprensivo di interessi di mora e spese. Non spaventarti se la somma richiesta è più alta del capitale originale: vanno verificati i calcoli e la legittimità degli interessi (talvolta possono essere usurari o non dovuti). Un avvocato potrà aiutarti a ricostruire la cifra effettivamente dovuta.
  • Modalità di contatto: B2 Impact può contattarti con solleciti bonari inviati per posta ordinaria, raccomandata AR, PEC o persino via telefono. Attenzione: una semplice lettera ordinaria potrebbe non avere valore legale per intimarti il pagamento, mentre una PEC o raccomandata costituisce una comunicazione formale che – se ben formulata – potrebbe avere efficacia di costituzione in mora (interrompendo la prescrizione) . Controlla quindi come ti è pervenuta la comunicazione: se per posta ordinaria, la società potrebbe non avere prova della tua ricezione; se per raccomandata/PEC, la ricezione è tracciata.

In sintesi, B2 Impact ti ha inviato una lettera perché detiene legalmente un tuo vecchio credito e intende riscuoterlo. Nel prossimo paragrafo vedremo perché è importante non sottovalutare questo sollecito e quali scenari si possono aprire se ignori la richiesta.

Perché B2 Impact sollecita un vecchio debito ceduto?

Molti debitori, vedendo che la richiesta proviene da una società diversa dalla banca originaria, pensano che il debito non sia più valido o che si possa ignorare perché “tanto è passato molto tempo”. Nulla di più sbagliato . Dal punto di vista legale, la cessione del credito non cancella affatto il debito: semplicemente, il tuo creditore adesso ha un nome diverso (B2 Impact invece della banca iniziale).

Da sapere: la cessione di un credito è perfettamente lecita ai sensi del codice civile. In base all’art. 1260 c.c. il creditore può trasferire a terzi il suo credito senza bisogno del consenso del debitore. Quest’ultimo, però, deve essere informato. L’art. 1264 c.c. prevede che la cessione diventa efficace verso il debitore solo quando questi l’ha accettata o ne ha ricevuto notifica . In caso di cessioni in blocco (come spesso avviene con portafogli di NPL), è sufficiente la pubblicazione dell’elenco dei crediti ceduti in Gazzetta Ufficiale per rendere l’operazione opponibile erga omnes .

B2 Impact sollecita il pagamento perché ha interesse a recuperare il credito acquistato, anche accettando eventualmente somme ridotte (saldo e stralcio). Le società di recupero crediti come B2 Impact acquistano i debiti a prezzi molto bassi (anche pochi centesimi per ogni euro di valore nominale del credito). Ciò significa che hanno margine per trattare uno sconto con il debitore e, nonostante la riduzione, realizzare comunque un profitto. Quindi, dietro il sollecito apparentemente rigido (“paghi l’intero importo subito”) c’è in realtà la possibilità concreta di negoziare un accordo a saldo e stralcio – ne parleremo dettagliatamente più avanti.

Attenzione: talvolta queste lettere includono frasi intimidatorie o minacce di azioni legali imminenti (“se non paga entro 10 giorni procederemo per vie legali”). B2 Impact può intraprendere azioni giudiziarie, ma deve rispettare precise procedure. Non farti prendere dal panico: avere un debito ceduto non significa che perderai automaticamente la casa o lo stipendio. Prima, B2 Impact dovrà – se deciderà – ottenere un titolo esecutivo in tribunale (tipicamente un decreto ingiuntivo) e solo dopo potrà attivare pignoramenti. Hai quindi diritto di difenderti in ogni fase. Nei prossimi paragrafi vedremo nel dettaglio cosa può succedere se ignori il sollecito e quali strumenti di difesa potrai utilizzare.

Riassumendo, B2 Impact sollecita un vecchio debito perché ne è divenuta titolare legittimata e vuole recuperarlo. Il fatto che il debito sia “vecchio” può però giocare a tuo favore in termini di prescrizione o di leva negoziale per uno sconto. L’importante è affrontare la situazione con lucidità, comprendendo rischi e tutele previste dalla legge per non subire passivamente le pretese della società di recupero.

Rischi di ignorare il sollecito: cosa può succedere dopo

Ignorare la lettera di B2 Impact è un errore che può costarti caro. Molti, per paura o speranza che sia una richiesta infondata, preferiscono non rispondere e “sparire”. Purtroppo, se il credito è ancora legalmente esigibile, questa strategia passiva rischia di aggravare la tua posizione. Ecco cosa potrebbe succedere dopo il sollecito iniziale:

  • Interruzione della prescrizione: se la comunicazione di B2 Impact è avvenuta con un atto idoneo (ad esempio una raccomandata AR contenente una chiara intimazione di pagamento), essa potrebbe aver interrotto i termini di prescrizione del debito . Ciò significa che il “contatore” del tempo entro cui il creditore può agire è ripartito da zero alla data della lettera. In altre parole, anche se il debito era molto vecchio, un sollecito formale ben fatto può averlo “risvegliato” giuridicamente. Ignorarlo pensando che tanto era prescritto può essere fatale: la Cassazione, ad esempio, ha escluso efficacia interruttiva alle sole lettere di sollecito prive di intimazione , ma se la lettera contiene una richiesta chiara e arriva a destinazione, interrompe la prescrizione. Conclusione: non dare per scontato che il tuo debito sia ormai inoffensivo; verifica sempre con attenzione forma e contenuto dei solleciti ricevuti.
  • Decreto ingiuntivo non contestato: B2 Impact, in caso di mancato pagamento spontaneo, può rivolgersi a un giudice per ottenere un decreto ingiuntivo nei tuoi confronti. Il decreto ingiuntivo è un provvedimento con cui il tribunale, su ricorso del creditore e senza sentire il debitore, ingiunge il pagamento di una somma entro 40 giorni. Se ignori anche il decreto ingiuntivo e non presenti opposizione entro i termini, quel decreto diventerà definitivo e costituisce un titolo esecutivo equiparabile a una sentenza . B2 Impact potrà dunque attivare pignoramenti di beni o redditi. Molti debitori sottovalutano questo rischio e si trovano poi conti correnti bloccati o trattenute in busta paga perché non hanno reagito in tempo all’ingiunzione. Ignorare il decreto ingiuntivo equivale a perdere in automatico la causa: per questo è cruciale monitorare attentamente le notifiche e attivarsi subito in caso di atti giudiziari (ne riparleremo a breve).
  • Pignoramenti ed esecuzioni forzate: una volta munita di titolo esecutivo (ingiunzione non opposta, sentenza, o altro titolo come una cambiale protestata), B2 Impact potrà procedere al pignoramento. Il pignoramento può colpire diversi beni: lo stipendio o la pensione (pignoramento presso terzi, tipicamente fino a un quinto del netto mensile ), il conto corrente (blocco delle somme disponibili, con requisiti particolari se si tratta di stipendio/pensione accreditata sul conto, vedi oltre), i beni mobili o immobili di proprietà (ad esempio un’auto, o la casa se il credito è di importo elevato). Da notare che, diversamente dalle cartelle esattoriali, per i creditori privati non esistono divieti assoluti di pignorare la prima casa: sebbene in pratica le società come B2 Impact raramente tentino l’espropriazione immobiliare per crediti modesti, il rischio non può essere ignorato se il debito è significativo. Ignorare il sollecito potrebbe dunque sfociare, nel giro di alcuni mesi, in un atto di precetto (ultimatum di pagamento) e quindi nel pignoramento vero e proprio, magari del tuo stipendio o del conto . Questo comporta non solo la perdita forzata di somme di denaro, ma anche ulteriori costi (spese legali, interessi di mora legale, ecc.) che andranno ad aumentare il tuo debito.
  • Perdita di chance negoziali: c’è anche un aspetto strategico. Se ignori completamente B2 Impact, la società potrebbe interpretarlo come indisponibilità a trattare bonariamente, preferendo quindi agire in giudizio. Paradossalmente, mostrarsi proattivi nel gestire il debito (anche solo per guadagnare tempo) può essere più vantaggioso che non farsi vivi. Ad esempio, rispondere (meglio tramite un avvocato) contestando parte del debito o manifestando l’intenzione di trovare un accordo, può indurre la controparte a temporeggiare sulle vie legali e valutare una soluzione transattiva. Ignorare tutto, invece, spesso accelera la decisione del creditore di andare dal giudice.

In definitiva, ignorare il sollecito di pagamento di B2 Impact espone a gravi rischi: si può perdere la possibilità di eccepire la prescrizione o altre difese, si rischia un decreto ingiuntivo non contestato e poi i pignoramenti. Inoltre, si rinuncia a tentare una trattativa stragiudiziale che potrebbe chiudere la vicenda a condizioni più favorevoli. Naturalmente, ogni situazione va valutata caso per caso – ad esempio, se hai la quasi certezza che il debito sia prescritto e vuoi correre il rischio calcolato di un’azione legale pur di non pagare, la scelta può essere diversa. Ma come regola generale, restare passivi è la scelta meno conveniente. Meglio informarsi sui propri diritti e agire attivamente per difendersi o negoziare.

Nei prossimi capitoli analizzeremo proprio come far valere la prescrizione, come funziona la procedura del decreto ingiuntivo e dell’opposizione, e quali strategie legali puoi adottare per proteggerti dalle pretese di B2 Impact.

La prescrizione dei debiti: verifica se il credito è ancora esigibile

Una delle prime verifiche da compiere su un “vecchio debito” è accertare se sia caduto in prescrizione. La prescrizione è l’istituto giuridico per cui un diritto si estingue se il titolare non lo esercita entro un certo tempo. Per i debiti, significa che trascorso un determinato numero di anni senza che il creditore abbia effettuato atti di recupero, il debitore può rifiutarsi legalmente di pagare, eccependo l’intervenuta prescrizione.

Qual è il termine di prescrizione di un debito? Dipende dalla natura del credito: in generale, i diritti di credito si prescrivono in 10 anni (prescrizione ordinaria, art. 2946 c.c.). Tuttavia, esistono termini più brevi per alcune tipologie specifiche (art. 2948 c.c.): – 5 anni: interessi e rate da pagarsi periodicamente (es. interessi bancari, rate di mutuo scadute), bollette di utenze domestiche, canoni di locazione, parcelle professionali, contributi previdenziali, sanzioni amministrative e multe stradali, tributi locali ecc. . Ad esempio, una carta di credito revolving o un fido di conto corrente potrebbero in parte prescriversi in 5 anni (per le singole rate o competenze maturate periodicamente). – 3 anni: alcuni tributi particolari come il bollo auto (tassa automobilistica) si prescrivono in 3 anni . – 2 anni: utenze luce, gas, acqua oggi hanno prescrizione biennale per consumi vecchi, in base a leggi più recenti (L. 205/2017 e L. 160/2019), salvo casi di mancata fatturazione imputabile all’utente.

Nel caso di prestiti bancari o finanziamenti, solitamente si applica la prescrizione decennale sul credito principale (essendo un diritto di credito derivante da contratto scritto). Anche le sentenze o i decreti ingiuntivi passati in giudicato si prescrivono in 10 anni (prescrizione del diritto accertato giudizialmente, art. 2953 c.c.). È importante però distinguere: se un credito era originariamente soggetto a prescrizione breve (es. 5 anni) e il creditore ottiene un decreto ingiuntivo passato in giudicato, non scatta l’art. 2953 c.c. (secondo la giurisprudenza recente, i decreti ingiuntivi non opposti non trasformano la prescrizione breve in decennale, perché assimilati a sentenze contumaciali su diritti eterodeterminati – concetto tecnico, ma significa che rimane il termine originario) . Dunque occhio: ogni fattispecie va analizzata con attenzione da un legale.

Come si calcola la prescrizione? In genere dal giorno in cui il credito era esigibile (esempio: per una rata non pagata, dalla scadenza di quella rata; per il saldo di un conto, dalla chiusura del conto o dalla decadenza dal beneficio del termine). Ogni atto di costituzione in mora o azione giudiziaria notificati al debitore interrompono la prescrizione (art. 2943 c.c.), facendo ripartire da capo il termine da quando il debitore ne ha avuto conoscenza legale. Un atto interruttivo deve manifestare in modo chiaro la volontà del creditore di ottenere il pagamento . Ad esempio, una raccomandata che intima il pagamento di una certa somma entro un termine, è idonea a interrompere la prescrizione; viceversa una lettera dai toni vaghi o troppo generici potrebbe non avere effetto interruttivo (come affermato da Cass. 15140/2021) .

Nel contesto di B2 Impact: – Se prima della lettera recente non ricevevi comunicazioni da 10 anni su quel debito, c’è un’alta probabilità che sia prescritto (salvo appunto che la lettera stessa non valga come atto interruttivo, ma in tal caso agirebbe per il futuro). – Se invece negli anni passati hai ricevuto altri solleciti, diffide, atti legali relativi a quel debito (anche da parte della banca originaria o di altre società di recupero a cui magari era stato affidato), ciascuno di essi potrebbe aver interrotto e fatto ripartire la prescrizione.

Cosa fare se pensi che il debito sia prescritto? È fondamentale non ammettere mai per iscritto che il debito è dovuto e non versare acconti “tanto per calmare le acque”. Un pagamento, anche parziale, costituisce infatti riconoscimento del debito e azzera i termini di prescrizione (art. 2944 c.c.). Invece, puoi incaricare un avvocato di inviare a B2 Impact una risposta formale in cui eccepisci l’intervenuta prescrizione del credito e diffidi la società da ulteriori pretese. Questa mossa spesso scoraggia il recupero (nessun creditore farà causa sapendo che potrai eccepire una prescrizione evidente). Tuttavia, attenzione: se la prescrizione non è pacifica (magari ci sono atti interruttivi che tu ignori perché inviati a vecchi indirizzi), B2 Impact potrebbe comunque provare ad agire e starà poi al giudice decidere. Ad esempio, la Cassazione ha chiarito che la prescrizione può essere interrotta anche da atti di cui il debitore non aveva conoscenza effettiva, purché legalmente notificati o pubblicati (come nel caso di cessione in blocco in G.U.) . Quindi mai dare per scontato nulla: fai fare una verifica approfondita.

In sintesi, la prescrizione è una difesa potentissima a favore del debitore, ma va maneggiata con prudenza e precisione. Accertare che il tuo debito con B2 Impact sia davvero prescritto richiede di ricostruire la storia delle comunicazioni e verificare i termini esatti. Se il debito è prescritto, hai il diritto di rifiutare il pagamento e, se trascinato in giudizio, puoi ottenere l’annullamento della pretesa alzando l’eccezione di prescrizione (il giudice non la applica d’ufficio: va eccepita da te tempestivamente in giudizio). Nel prosieguo vedremo come questa eccezione rientra nelle difese in sede di opposizione a decreto ingiuntivo.

Cessione del credito a B2 Impact: profili legali e notifiche

La cessione del credito dal creditore originario (es. banca) a B2 Impact solleva spesso dubbi nel debitore: “Come faccio a sapere che devo pagare loro? E se pago la banca per errore?”. Dal punto di vista giuridico, occorre considerare alcune regole sulla opponibilità della cessione e sugli obblighi di comunicazione al debitore ceduto.

Notifica e opponibilità della cessione: come accennato, l’art. 1264 c.c. stabilisce che il debitore è tenuto a pagare al nuovo creditore solo dopo che gli è stata notificata la cessione o egli l’abbia accettata. Nel caso di crediti ceduti in blocco (come avviene spesso con B2 Impact tramite operazioni di cartolarizzazione), la legge bancaria prevede che la cessione sia resa pubblica tramite iscrizione nel Registro delle Imprese e pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (art. 58 TUB e art. 4 L. 130/1999). Questa pubblicità sostituisce la notifica individuale ai debitori ceduti . Dalla data di pubblicazione in G.U., la cessione è efficace erga omnes e il debitore non può più liberarsi pagando il cedente originario.

Tuttavia, in giudizio il cessionario dovrà provare che il credito rientrava tra quelli ceduti. Non basta esibire l’avviso generico in G.U.: se il debitore contesta la legittimazione, B2 Impact dovrà produrre documenti (elenchi, contratti di cessione, estratti) che colleghino quello specifico credito all’operazione di cessione . In mancanza, il giudice potrebbe ritenere non provata la titolarità in capo a B2 Impact. Fortunatamente per i cessionari, la Cassazione di recente ha assunto un orientamento più sostanzialistico: non serve la notifica in forma solenne via ufficiale giudiziario, è sufficiente che il debitore sia messo a conoscenza in modo chiaro e documentabile della cessione (ad esempio con una raccomandata AR o PEC contenente tutti i dettagli: chi cede, chi acquista, riferimento del rapporto, importo) . Se questa comunicazione informale ma completa arriva e si prova la ricezione, da quel momento il debitore non è più giustificato a pagare il vecchio creditore – anzi, se lo facesse, rischierebbe di dover pagare due volte.

Come comportarsi quindi? In pratica: – Se ricevi una lettera da B2 Impact, verifica se essa contiene l’annuncio della cessione (di solito sì: viene indicato che il credito XY di banca Tal dei Tali è stato ceduto a B2 e che quest’ultima ne richiede il pagamento). Se la lettera è via PEC o raccomandata, puoi considerarla come notifica valida della cessione – la Cassazione dice che una PEC/raccomandata che fornisce tutti i dati essenziali vale quanto una notifica formale . – Se invece non hai mai avuto alcuna comunicazione e scopri della cessione solo dopo magari aver pagato qualcosa alla banca, sappi che finché non eri a conoscenza, un tuo eventuale pagamento al vecchio creditore ti liberava dall’obbligazione (art. 1264 co. 2 c.c.). Ma appena vieni informato ufficialmente, da lì in poi pagare la banca non ti esonera più. – Puoi legittimamente chiedere a B2 Impact la prova della cessione: ad esempio copia dell’estratto della G.U. in cui figura il tuo nominativo o codice pratica, oppure copia dell’atto di cessione (nelle parti non riservate) che includa il tuo rapporto. Questo spesso viene fornito spontaneamente insieme al decreto ingiuntivo, qualora emesso, poiché B2 Impact dovrà allegarlo al ricorso monitorio come prova della titolarità del credito.

Silenzio del debitore ceduto: un aspetto interessante sul piano giurisprudenziale è stato chiarito di recente: il debitore ceduto non ha un obbligo legale di attivarsi per contestare la cessione o informare il cessionario di eventuali inesattezze del credito. La Corte di Cassazione, con sentenza n. 19435/2025, ha escluso la responsabilità del debitore che rimane silente dopo aver saputo della cessione, anche se il credito non era dovuto: il semplice silenzio non viola i doveri di buona fede e non comporta obblighi risarcitori . Solo se il debitore con comportamenti attivi o omissivi induce in errore il cessionario (ad esempio riconoscendo falsamente un debito inesistente, o fornendo informazioni fuorvianti) allora potrebbe emergere una sua responsabilità . Questo per dire che non sei tenuto a “collaborare” con il nuovo creditore contro il tuo interesse: puoi limitarti a far valere le tue difese senza timore che il non avere avvisato prima la società di eventuali problemi sul credito possa rivoltartisi contro.

In conclusione, la cessione del credito a B2 Impact, per quanto possa sembrarti strana, ti vincola legalmente una volta che ne hai ricevuto comunicazione valida. Ciò non toglie che tu possa contestare sia la titolarità (se hai dubbi) sia, ovviamente, il merito della pretesa (importo, interessi, ecc.). Nel prossimo paragrafo vedremo proprio come impugnare nelle sedi opportune le iniziative di B2 Impact, a partire dal temuto decreto ingiuntivo.

Come difendersi: strumenti per impugnare o sospendere le richieste

Di fronte a una richiesta di pagamento di B2 Impact, specie se formalizzata in un atto legale, il debitore non è affatto senza difese. L’ordinamento italiano, pur tutelando il credito legittimo, offre una serie di strumenti procedurali con cui un debitore può impugnare, sospendere o comunque gestire le pretese creditorie in modo da evitare conseguenze irreparabili. Vediamo i principali:

  • Risposta al sollecito stragiudiziale: se sei ancora alla fase pre-legale (hai ricevuto solo lettere o telefonate di sollecito, ma nessun atto giudiziario), puoi inviare una diffida/risposta scritta a B2 Impact. In tale risposta, meglio se redatta da un avvocato e inviata via PEC o raccomandata, potrai: contestare eventuali addebiti errati, eccepire la prescrizione (se ne ricorrono i presupposti), chiedere documentazione integrativa (es. copia contratto originario, dettaglio del calcolo interessi), oppure manifestare una disponibilità a trattare un accordo transattivo purché si sospendano azioni legali nel frattempo. Questa lettera non blocca formalmente eventuali azioni di B2 Impact, ma costituisce un documento che potrà esserti utile in seguito (ad esempio, prova che hai sollevato subito certe eccezioni). Inoltre può indurre il creditore a temporeggiare o a valutare la transazione. È importante mantenere toni fermi ma civili, senza ammissioni di debito non dovute. Far capire che sei seguito da un legale spesso basta a scoraggiare atteggiamenti aggressivi o arbitrari da parte della società di recupero.
  • Opposizione a decreto ingiuntivo: se B2 Impact ti notifica un decreto ingiuntivo, questo contiene l’ingiunzione a pagare una somma entro 40 giorni. Hai diritto di fare opposizione entro quello stesso termine (40 giorni dalla notifica, termine perentorio). L’opposizione si propone con atto di citazione davanti al tribunale competente e avvia un giudizio a cognizione piena in cui tu diventi convenuto opponente e B2 Impact attore opposto. In pratica, è come se si aprisse un processo ordinario sulla fondatezza del credito. L’opposizione sospende l’efficacia esecutiva del decreto solo se ottieni un provvedimento ad hoc dal giudice (istanza di sospensione ex art. 649 c.p.c.), altrimenti il decreto sarebbe provvisoriamente esecutivo trascorsi 40 giorni. Di norma, se alleghi motivi seri (es. prescrizione probabile, somme contestate, usura, vizi di notifica), i giudici concedono la sospensione dell’esecuzione del decreto in attesa dell’esito della causa. In sede di opposizione puoi far valere tutte le tue difese:
  • contestare la prescrizione del credito (eccezione da proporre subito, a pena di decadenza, nella comparsa di costituzione),
  • contestare la legittimazione di B2 Impact (es. mancanza prova cessione valida),
  • contestare il quantum (somme non dovute, interessi anatocistici o usurari non dovuti, spese non documentate),
  • eccepire eventuali nullità contrattuali (es. tassi ultralegali privi di pattuizione scritta, clausole vessatorie non approvate, fideiussione nulla). Ad esempio, se il tuo debito originario era garantito da una fideiussione omnibus conforme allo schema ABI 2003, sappi che quelle clausole standard (come la “sopravvivenza”, la “reviviscenza” ecc.) sono state giudicate anticoncorrenziali e la Cassazione a Sezioni Unite le ha dichiarate nulle (sent. 41994/2021) : ciò può comportare la nullità parziale del contratto di fideiussione, liberando il garante o riducendone l’obbligo. Questa è una difesa tecnica ma potente, se applicabile.
  • far valere eventuali pagamenti già effettuati o accordi pregressi (ad esempio, se avevi già fatto un saldo e stralcio con la banca, e per errore il credito è stato ceduto lo stesso, oppure pagamenti ad altri cessionari).

L’opposizione a decreto ingiuntivo richiede necessariamente l’assistenza di un avvocato (tranne che davanti al Giudice di Pace per importi sotto €5.000, ipotesi remota in materia bancaria). È una causa civile a tutti gli effetti, che potrà durare anche 1-2 anni o più. Durante questo periodo, se hai ottenuto la sospensione, B2 Impact non potrà eseguire il decreto; se invece la sospensione non è stata concessa, teoricamente potrebbe tentare pignoramenti, ma di solito, se la causa è in corso, spesso attendono l’esito oppure il tuo legale può fare istanza di sospensione al giudice dell’esecuzione. Non perdere mai il termine dei 40 giorni: anche solo un giorno di ritardo nell’opposizione rende il decreto definitivo e incontestabile (salvo casi eccezionali di rimessione in termini).

  • Opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi: se per ipotesi non hai fatto in tempo l’opposizione al decreto ingiuntivo e B2 Impact ha avviato un pignoramento, hai un’ulteriore possibilità: l’opposizione all’esecuzione (ex art. 615 c.p.c.) se contesti il diritto di procedere all’esecuzione (ad esempio sollevando comunque la prescrizione maturata dopo il titolo, o l’efficacia del titolo stesso), oppure l’opposizione agli atti esecutivi (ex art. 617 c.p.c.) se vi sono vizi formali negli atti di pignoramento/precetto. Questi strumenti però sono di portata più limitata e vanno esercitati entro termini molto brevi (5 giorni per l’opposizione agli atti esecutivi). Diciamo che rappresentano un’ultima chance tecnica per ritardare/bloccare un pignoramento, ma idealmente bisogna agire prima.
  • Sovraindebitamento – piano del consumatore o liquidazione controllata: un ulteriore modo di sospendere un’esecuzione o evitare pignoramenti multipli è accedere a una procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento (disciplinata oggi dal D.Lgs. 14/2019, Codice della Crisi, che ha assorbito la L.3/2012). Se hai molti debiti e ti trovi in situazione di difficoltà economica grave, puoi rivolgerti a un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e presentare, con l’ausilio di un Gestore, un piano di ristrutturazione dei debiti o chiedere la liquidazione del patrimonio per poi ottenere l’esdebitazione. L’avvio della procedura, su autorizzazione del giudice, può comportare la sospensione delle azioni esecutive individuali dei creditori (compresa B2 Impact) durante la pendenza della procedura. Ad esempio, se B2 Impact ha un decreto e sta per pignorare, ma tu presenti un piano del consumatore includendo quel debito, il giudice può sospendere il pignoramento in corso. Approfondiremo a breve questi strumenti, ma è importante sapere che esistono se la tua situazione debitoria complessiva è fuori controllo.

In definitiva, difendersi è possibile: ogni fase del procedimento di recupero crediti offre opportunità di tutela. Il punto chiave è la tempestività: non appena ricevi un atto giudiziario, consulta subito un legale per valutare l’opposizione; se sai di avere ragioni (prescrizione, errori di calcolo, ecc.), non esitare a farle valere formalmente. Ricorda che il giudice è tenuto ad ascoltare le tue eccezioni se sollevate nei modi e tempi dovuti. Nella prossima sezione vedremo in particolare come funziona il decreto ingiuntivo e l’opposizione nel contesto di B2 Impact.

Il decreto ingiuntivo e l’opposizione: procedure e termini

Cos’è il decreto ingiuntivo? È un provvedimento emesso dal giudice su ricorso di un creditore, che ingiunge al debitore di pagare una certa somma (o consegnare una cosa) entro un termine, solitamente 40 giorni. Viene concesso senza udienza e senza contraddittorio iniziale, basandosi sulle prove documentali presentate dal creditore. Nel caso di B2 Impact, tipicamente al ricorso vengono allegati: contratto originario (mutuo, prestito, estratto conto), documenti sulla cessione del credito, estratto notarile ex art. 50 TUB (per i saldi di conto corrente), eventuale lettera di decadenza dal beneficio del termine inviata dalla banca al tempo, e ogni altro documento a supporto del credito vantato. Se il giudice ritiene queste prove sufficienti e il credito liquido ed esigibile, emette il decreto.

Notifica del decreto ingiuntivo: il decreto, una volta emesso, ti viene notificato ufficialmente (di solito tramite ufficiale giudiziario o PEC se hai un domicilio digitale). Da quel momento decorrono i 40 giorni per adempiere o fare opposizione. Sul decreto trovi indicato il tribunale, il numero di procedimento e la data. Spesso B2 Impact chiede la clausola di provvisoria esecutività ex art. 642 c.p.c. se c’è “pericolo di grave pregiudizio nel ritardo”: se il giudice la concede, il decreto è immediatamente esecutivo nonostante i 40 giorni (ma il debitore conserva comunque il termine per opporsi). Questa è una situazione insidiosa perché B2 Impact potrebbe notificare contestualmente decreto e atto di precetto, minacciando pignoramento dopo 10 giorni. Tuttavia, la provvisoria esecutività viene concessa in casi specifici (ad esempio, se il credito risulta da cambiale o riconoscimento di debito, oppure se già c’era un titolo di per sé esecutivo, come un mutuo fondiario non pagato). Nella maggior parte dei casi di crediti bancari non pagati, se non ci sono titoli esecutivi originari, il giudice emette il decreto senza esecutività immediata, quindi hai i 40 giorni.

Cosa fare quando arriva un decreto ingiuntivo di B2 Impact? Mantieni la calma e: 1. Segna la data di notifica e calcola subito la scadenza dei 40 giorni. 2. Contatta immediatamente un avvocato di fiducia, portando tutta la documentazione che hai sul debito (contratti, estratti conto, lettere ricevute). 3. Valuta con il legale le possibili difese. Abbiamo visto sopra quali eccezioni potresti sollevare (prescrizione, importi errati, nullità varie, mancanza di qualità di creditore, ecc.). 4. Prepara l’opposizione: l’avvocato redigerà un atto di citazione in opposizione, indicando i motivi di contestazione e citando B2 Impact a comparire in giudizio. L’atto va notificato a B2 Impact (presso il suo indirizzo o al suo avvocato se indicato) entro i 40 giorni. 5. Valuta se richiedere al giudice che ha emesso il decreto la sospensione della provvisoria esecutività (se il decreto è già esecutivo) o, se è privo di clausola, potrai chiedere la sospensione dell’efficacia esecutiva in corso di causa (art. 649 c.p.c.). Il giudice, di solito in prima udienza, deciderà se sospendere l’esecuzione fino all’esito della causa di opposizione.

Gli effetti dell’opposizione: come detto, si apre un giudizio ordinario. Il decreto ingiuntivo diviene l’atto introduttivo e l’opposizione viene trattata come fosse una citazione. Il giudice fisserà udienza, si costituirà B2 Impact tramite i suoi legali e si andrà avanti con memorie, prove, ecc. Il carico della prova rimane a carico di B2 Impact per dimostrare il credito (anche se inizialmente il decreto era stato emesso, ora la controversia è piena). Tu, come opponente, devi però provare eventuali fatti estintivi o modificativi (es: se sostieni di aver pagato qualcosa, devi provare i pagamenti; se eccepisci usura, devi fornire i calcoli dei tassi effettivi, ecc.).

Esito dell’opposizione: il giudizio può concludersi con una sentenza che conferma, annulla o modifica il decreto ingiuntivo: – Se vinci l’opposizione, il decreto viene revocato (in tutto o in parte). Ciò significa che, ad esempio, il giudice dichiara non dovuto il pagamento perché il debito è prescritto, o ridetermina l’importo togliendo gli interessi illegittimi. In tal caso, se avevi eventualmente subito pignoramenti nel frattempo, hai diritto alla restituzione di quanto indebitamente pagato. – Se perdi l’opposizione, il decreto è confermato e diventa definitivo. A quel punto B2 Impact potrà procedere con l’esecuzione forzata definitiva. Potresti appellare la sentenza di opposizione, ma l’appello non sospende l’esecutività salvo eccezioni.

Costi: fare opposizione ha dei costi (contributo unificato in base al valore della causa, parcella dell’avvocato). Va valutato caso per caso se “ne vale la pena”. Per debiti di importo alto, e se ci sono solide ragioni, opporsi è quasi d’obbligo. Per importi minori, potrebbe convenire cercare un accordo transattivo piuttosto che affrontare una causa lunga. Un buon avvocato saprà consigliarti anche in base alle probabilità di successo.

In sintesi, il decreto ingiuntivo non è la fine della strada, ma l’inizio di un bivio: pagando entro 40 giorni lo estingueresti (ma salvo accordi è raro pagare l’intera somma se contestata), oppure opponendoti fai valere i tuoi diritti. L’elemento chiave è non restare inerti: 40 giorni passano in fretta, ed è un termine perentorio.

A questo punto, chiarito come reagire sul piano giudiziale, spostiamo l’attenzione su un aspetto spesso più pratico: il pignoramento e i limiti di legge. Sapere cosa B2 Impact può o non può pignorare e in che misura è essenziale per valutare i rischi e anche per condurre le trattative.

Pignoramenti e azioni esecutive: limiti di legge e tutele per il debitore

Se un decreto ingiuntivo (o altro titolo) diventa definitivo nelle mani di B2 Impact, quest’ultima potrà promuovere azioni esecutive contro di te. È utile quindi conoscere i meccanismi del pignoramento e soprattutto i limiti e le tutele che la legge prevede a protezione di alcuni beni primari del debitore. Ecco una panoramica:

1. Pignoramento dello stipendio/pensione presso il datore di lavoro o ente pensionistico: è una forma molto comune di esecuzione, perché garantisce al creditore un flusso costante di pagamento. La legge (art. 545 c.p.c.) pone un limite: la quota massima pignorabile è generalmente un quinto (1/5) della retribuzione netta mensile o della pensione . Questo limite vale per i creditori ordinari (banche, finanziarie, B2 Impact, ecc.) e anche per il fisco (che ha quote leggermente più favorevoli a seconda dell’importo della pensione/stipendio, ma comunque mai oltre 1/5 sopra certe soglie ). Inoltre, per le pensioni esiste un ulteriore scudo: l’importo corrispondente a due volte l’assegno sociale INPS è impignorabile . In cifre, poiché l’assegno sociale 2026 è di €546,24, significa che i primi €1.092,48 della pensione sono intoccabili ; solo la parte eccedente può essere pignorata nella misura di 1/5. Quindi, ad esempio, se un pensionato prende €1.500 al mese, B2 Impact potrà pignorare il quinto di (1500 – 1092,48) cioè di €407,52, quindi circa €81 al mese. Per gli stipendi invece non c’è la franchigia fissa, ma praticamente stipendi molto bassi in genere non vengono aggrediti perché il quinto sarebbe esiguo (su €800 sarebbe €160). Il giudice vigila su questi limiti, ma è bene conoscerli: se ti pignorano lo stipendio, non possono prenderti più del 20% a rate, salvo tu abbia contemporaneamente più pignoramenti (ad es. uno per mantenimento familiare, uno per Equitalia, uno per B2: in tal caso possono coesistere più trattenute, ma con regole particolari e cumulo max 50%).

2. Pignoramento del conto corrente: B2 Impact potrebbe preferire pignorare il tuo conto in banca o posta. In tal caso, bloccherà le somme fino a concorrenza del credito. Se sul conto arrivano stipendio o pensione, attenzione: la legge distingue tra somme già accreditate e somme futuro accredito: – Le somme già presenti sul conto al momento del pignoramento derivanti da stipendio/pensione sono pignorabili solo per la parte eccedente il triplo dell’assegno sociale (quindi eccedente circa €1.638 nel 2026) . Significa che se sul conto hai sul momento €5.000 tra cui l’ultimo stipendio, i primi ~€1.638 restano liberi, il resto pignorato, nei limiti del credito. – Le somme che verranno accreditate dopo il pignoramento (stipendi futuri) sul medesimo conto sono pignorabili anch’esse al massimo per il quinto per ciascun accredito. Se il conto non è cointestato con terzi estranei (altrimenti si complica). Se hai sul conto solo piccoli risparmi o importi al di sotto delle soglie, il pignoramento potrebbe andare deserto (banche e poste applicano automaticamente le regole di impignorabilità parziale).

3. Pignoramento immobiliare: B2 Impact potrebbe ipotecare o pignorare beni immobili di tua proprietà, come una casa. Quando succede? In genere solo se il debito è molto alto (decine di migliaia di euro) e se l’immobile ha valore e non ci sono troppi altri gravami. Per i creditori privati (come B2 Impact) non esistono divieti normativi di pignorare la prima casa – quel limite vale solo per la riscossione esattoriale (Agenzia Entrate Riscossione non può ipotecare/pignorare l’unica casa di residenza sotto certi importi, salvo che di lusso). Un privato invece può, ma deve anticipare costi elevati (notaio, custodia, ecc.) e aspettare tempi lunghi. Spesso il pignoramento immobiliare viene minacciato per fare pressione, ma intrapreso raramente se non c’è prospettiva concreta di vendita all’asta con soddisfo. In ogni caso, se possiedi immobili e il debito è grande, non escludere la possibilità. In sede di eventuale pignoramento immobiliare, potresti valutare strumenti come la conversione del pignoramento (pagare a rate in tribunale) o includere l’immobile in un piano di ristrutturazione del debito.

4. Pignoramento di beni mobili e auto: pignorare mobili di casa o l’automobile è meno frequente per i creditori finanziari, perché è logisticamente complesso e spesso di scarsa resa. Il “fermo amministrativo” dell’auto è strumento dell’Agente della Riscossione pubblica, non usato dai privati (che devono passare dal giudice). B2 Impact potrebbe in teoria pignorare un veicolo tramite ufficiale giudiziario (se lo trova), ma di solito preferisce pignorare presso terzi (stipendi/conti) che è più semplice.

Tutele del debitore nell’esecuzione: il debitore esecutato ha comunque alcune tutele: – Può chiedere termini di grazia sullo sfratto della casa (non nel nostro caso), oppure può proporre al giudice la conversione del pignoramento: cioè depositare una somma iniziale (di solito 1/5 del debito) e ottenere di pagare il resto a rate direttamente in tribunale (art. 495 c.p.c.). È una strada per diluire il debito ed evitare la vendita di beni. – Se cambiano le circostanze o trova un accordo, il debitore può sempre fare istanza di sospensione o rinuncia all’esecuzione in corso (di solito col consenso del creditore, ad esempio se si sta finalizzando un saldo e stralcio). – Ogni abuso del creditore (pignoramenti oltre il dovuto, su beni impignorabili) può essere contestato in giudizio.

Per concludere: B2 Impact, una volta ottenuto un titolo esecutivo, ha vari modi per soddisfarsi coercitivamente, ma deve attenersi ai limiti di legge che proteggono la dignità e il minimo vitale del debitore. Conoscere questi limiti ti permette sia di non farti terrorizzare oltremisura (ad esempio, se hai solo uno stipendio modesto, sai che non potranno togliertelo tutto) sia di pianificare meglio le eventuali trattative. Infatti, se B2 Impact sa che l’unica cosa che può prendere è 1/5 dello stipendio, potrebbe essere più incline ad accettare un saldo e stralcio in somma unica a sconto, piuttosto che inseguirti per anni sui ratei pignorati. E qui entra in gioco il prossimo fondamentale argomento: come chiudere il debito con un saldo e stralcio.

Come trattare un saldo e stralcio con B2 Impact (ex B2Holding)

Saldo e stralcio: queste parole ricorreranno spesso quando si parla di chiudere un debito. Ma cosa significano esattamente? Fare un saldo e stralcio vuol dire raggiungere un accordo transattivo col creditore per pagare una somma inferiore al totale dovuto, ottenendo in cambio l’estinzione completa del debito. In pratica, tu versi una percentuale del debito (ad esempio il 30%, il 50%…) e la controparte accetta tale importo a definizione finale, impegnandosi a non pretendere più nulla in futuro e a rinunciare ad eventuali azioni legali.

Nel contesto con B2 Impact, il saldo e stralcio è spesso la soluzione più conveniente e rapida per chiudere la vicenda, specie se: – il debito è in contestazione ma vuoi evitare una causa lunga e incerta; – non hai liquidità per pagare tutto ma puoi reperire una somma inferiore (magari con l’aiuto di familiari, o un piccolo finanziamento); – B2 Impact stessa propone uno sconto, oppure tu vuoi proporlo per risparmiare.

Come negoziare efficacemente un saldo e stralcio con B2 Impact? Ecco i passi e i consigli pratici:

  1. Analisi del debito: prima di tutto, bisogna capire quanto del debito è effettivamente dovuto. Va esaminata la quota capitale, gli interessi (calcolati al tasso contrattuale o legale? c’è usura? anatocismo illegittimo?), le eventuali spese legali aggiunte. Spesso i conti delle società di recupero non sono dettagliati. Puoi richiedere un estratto conto cronologico o un dettaglio del calcolo. Ad esempio, se su un prestito di €10.000 non pagato 8 anni fa oggi ti chiedono €20.000, potrebbe esserci dentro un interesse di mora elevato. Sapere che margini ci sono (ad esempio se parte di quegli interessi non sarebbe dovuta per legge) ti aiuta a fissare un target realistico di saldo.
  2. Proposta sostenibile: formula, magari con l’aiuto del tuo avvocato o consulente, una proposta di saldo e stralcio che sia coerente con le tue possibilità economiche e con le debolezze della controparte. Ad esempio, se il debito è di €20.000 ma ritieni che tra interessi non dovuti e prescrizione parziale in realtà il dovuto “sicuro” sia la metà, potresti proporre €6.000 – €8.000 in un’unica soluzione. Di solito, B2 Impact valuterà: meglio incassare 8.000 subito che forse 10-12.000 chissà quando con causa. Considera che loro avranno acquistato il credito forse al 5-10% del valore, quindi anche €6-8k su 20k può essere profittevole. L’importante è che per te sia una cifra pagabile in tempi brevi. Se non hai tutta la liquidità immediata, puoi provare a chiedere una dilazione breve (es. 6-12 mesi), ma sappi che molti creditori concedono meno sconto se paghi a rate. A volte meglio fare un sacrificio per pagare in un’unica soluzione, ottenendo così lo sconto massimo.
  3. Trattativa e punti chiave: quando entri in negoziazione (meglio se condotta dal tuo legale, così da evitare tranelli), ci sono alcuni punti chiave da concordare:
  4. Importo “tombale”: la lettera o accordo deve indicare che la somma pattuita è a saldo stralcio tombale del debito tal dei tali. La parola “tombale” o la frase “nulla altro sarà mai più dovuto” è cruciale . Questo ti tutela da eventuali sorprese (come la cessione del residuo a terzi o ulteriori richieste).
  5. Cancellazione di garanzie/pregiudizievoli: se sul debito c’erano garanzie (es. ipoteca, pignoramento in corso), l’accordo deve prevedere l’impegno del creditore a cancellare l’ipoteca o far estinguere la procedura esecutiva a sue spese subito dopo il pagamento.
  6. Modalità di pagamento tracciabile: per tua sicurezza, paga sempre con metodi tracciabili (bonifico, assegno circolare) e fatti rilasciare quietanza. Evita contanti o ricariche strane.
  7. Tempi di pagamento e scadenze: se concordi delle rate, definisci date precise e magari prevedi un lieve margine (es. 5 giorni di tolleranza) onde evitare decadenza se ritardi di un giorno. Alcuni accordi scrivono che in caso di mancato pagamento di una rata l’accordo si risolve e rinasce il debito intero: cerca di attenuare clausole così rigide, se possibile.
  8. Riservatezza e segnalazioni: potresti richiedere che l’accordo rimanga riservato e che B2 Impact si impegni a fornirti una lettera di “liberatoria” al termine, attestando che il debito è estinto a saldo e stralcio. Ciò è utile per far rimuovere eventuali segnalazioni in banche dati (CRIF, Centrale Rischi) come “sofferenza chiusa”. Non sempre accettano di scrivere formalmente di cancellare segnalazioni, ma almeno la liberatoria con saldo stralcio la danno.
  9. Clausole di non divulgazione o non cessione: a volte il creditore chiede che l’accordo rimanga confidenziale (per non far sapere ad altri debitori che hanno accettato uno sconto). Va bene, non ti costa nulla. Importante invece per te è che ci sia scritto che non cederanno mai a terzi eventuali importi residui e che l’accordo risolve ogni obbligazione passata e futura.
  10. Formalizzazione dell’accordo: non accontentarti di accordi verbali o telefonici! Anche se l’operatore al telefono dice “ok se paga X chiudiamo tutto”, serve la conferma scritta su carta intestata di B2 Impact, firmata dal responsabile, o quantomeno uno scambio di PEC/email PEC da cui risulti chiaramente l’accordo. Idealmente si redige proprio un documento di “accordo transattivo” o “piano di rientro a saldo e stralcio” che entrambe le parti firmano. In mancanza, almeno fatti mandare una lettera di offerta da B2 Impact e tu controfirmala per accettazione, tenendone copia. Questo documento sarà la tua garanzia.
  11. Esecuzione dell’accordo: paga esattamente con le modalità concordate. Se sono previste più tranche, informa il creditore ad ogni versamento e fatti confermare la ricezione. Tieni tutte le ricevute. Al completamento, sollecita subito la lettera liberatoria definitiva.

Qual è lo sconto plausibile? Non esiste una regola fissa. Dipende da quanto tempo ha il debito, da quanto hai come potere di negoziazione (difese valide), e dalla politica della società. In media, sui NPL unsecured (prestiti non garantiti) molto vecchi, sconti dal 50% all’80% non sono rari. Se il debito è più fresco o hai ancora redditi aggredibili, magari lo sconto sarà più contenuto (20-30%). L’assistenza di un professionista può aiutare ad ottenere condizioni migliori, sia perché sa fino a che punto tirare la corda, sia perché conosce i “trucchi” contrattuali per blindare l’accordo . Ad esempio, un avvocato esperto sa che deve farsi rilasciare l’accordo con clausola tombale ben scritta e garantirsi che i pagamenti risultino tracciati proprio a quel titolo, così da evitare future contestazioni.

Da notare: se hai più debiti con vari soggetti, può essere utile coordinare le transazioni. Pagare B2 Impact ma restare esposto verso altri potrebbe non risolverti i problemi. Valuta un approccio globale (nel prossimo paragrafo parliamo di procedure per più debiti).

Conclusione su saldo e stralcio: è una via altamente consigliata quando fattibile. Risolve il problema definitivamente, ti fa risparmiare denaro (paghi meno) e chiude anche lo stress psicologico della pendenza. L’importante è farlo bene: un saldo e stralcio scritto male o incompleto può lasciar strascichi (abbiamo visto casi di creditori che dopo anni, magari per errori interni, rivendono residui teorici che credevamo stralciati – con le giuste carte in mano, comunque, si blocca subito). Con l’ausilio dello Studio dell’Avv. Monardo, ad esempio, potrai condurre la trattativa sapendo di avere tutte le cautele del caso: l’avvocato parlerà “la stessa lingua tecnica” della società di recupero, evitando clausole ambigue e assicurandosi che l’accordo sia realmente liberatorio al 100%.

A questo punto, per rendere più concreto il concetto, presentiamo un esempio pratico di come un debitore ha risolto un vecchio debito con B2 (o simili) tramite saldo e stralcio, con l’aiuto legale.

Esempio pratico: il caso di Luca (accordo a saldo e stralcio)

Scenario: Luca (nome di fantasia) è un piccolo imprenditore che, nel 2018, ha chiuso la propria attività ed è rimasto con diversi debiti: un prestito personale da €15.000 e uno scoperto di conto da €5.000 con la Banca XYZ. Per difficoltà economiche, non è riuscito a pagare queste somme. Nel 2022 la banca ha ceduto il suo credito a B2 Impact (allora B2Holding). Luca nel frattempo ha trovato un nuovo impiego come dipendente, con stipendio di €1.300 mensili netti.

La lettera di B2 Impact: Nel luglio 2025 Luca riceve una raccomandata da B2 Impact in cui si comunica la cessione del credito e si chiede il pagamento di €25.000 entro 15 giorni (comprensivi di interessi moratori e spese legali forfettarie). Luca rimane shockato dall’importo, ben superiore al capitale originario.

Consulenza legale e strategia: Luca si rivolge all’Avv. Monardo per una consulenza. Dall’analisi dei documenti emergono elementi importanti: – Il debito non è prescritto (ultimo sollecito della banca nel 2021 aveva interrotto i termini). – Gli interessi moratori applicati dalla banca eccedevano il tasso soglia antiusura del periodo (circostanza da approfondire, ma se confermata renderebbe nulle le clausole di interessi di mora). – Luca non possiede immobili, ma ha uno stipendio pignorabile (1/5 sarebbe ~€260 al mese). B2 Impact potrebbe facilmente pignorarlo. – Tuttavia, Luca può raccogliere dai familiari una somma attorno a €8.000, massimale, per chiudere la questione.

L’Avv. Monardo individua quindi la strategia: negoziare un saldo e stralcio sfruttando da un lato la leva dell’eventuale eccezione di usura sugli interessi (che potrebbe far cadere buona parte delle richieste accessorie in giudizio) e dall’altro la considerazione pratica che pignorando lo stipendio B2 Impact impiegherebbe molti anni per recuperare €25.000 (circa 8 anni di trattenute, senza contare rischi di dimissioni di Luca ecc.).

Inizio della trattativa: L’avvocato invia subito una PEC a B2 Impact: – contestando formalmente l’importo di €25.000, segnalando che, da un calcolo preliminare, gli interessi di mora contrattuali risultano usurari oltre una certa data (cita a supporto la legge 108/1996), – evidenziando che su €20.000 di capitale iniziale già versato in parte all’epoca, la quota capitale residua è minore, – dichiarandosi comunque disponibile, nell’ottica di composizione bonaria, a valutare un accordo transattivo.

B2 Impact risponde tramite un funzionario, mostrando apertura a ricevere una proposta. Luca, tramite il suo legale, offre €6.500 a saldo entro 30 giorni. La società inizialmente rilancia chiedendo almeno €12.000. Dopo alcuni negoziati (con scambi di documenti: l’avvocato ad esempio ha inviato prospetti che mostrano come, eliminando gli interessi contestati, il debito “pulito” sarebbe circa €10.000), si arriva a un punto d’incontro: €8.000, pagabili in due rate di pari importo entro 4 mesi, a fronte di cancellazione totale del debito.

Formalizzazione dell’accordo: Viene redatto un accordo transattivo scritto. L’Avv. Monardo si assicura che includa: – Ricognizione che il debito originario ammontava a X, di cui Y già versati anni fa (per chiarezza storica). – Impegno di B2 Impact ad accettare €8.000 in due rate (date specifiche) come pagamento definitivo e liberatorio del credito ceduto relativo a XYZ. – Clausola che al completamento del pagamento, nulla più sarà dovuto e B2 Impact rilascerà quietanza liberatoria. – Clausola di decadenza: se Luca non paga una rata entro 10 giorni dalla scadenza, l’accordo si risolve e B2 potrà agire per l’intero (questa purtroppo rimane, ma Luca è sicuro di riuscire a rispettare le date). – Previsione che ciascuna parte sopporta le proprie spese legali (così B2 non chiederà aggiunta di spese). – Riservatezza sull’accordo.

Entrambe le parti firmano (B2 Impact tramite procuratore). L’accordo viene scambiato via PEC con firma digitale.

Esecuzione: Luca paga €4.000 con bonifico a novembre 2025 e €4.000 a febbraio 2026, come concordato. L’avvocato trasmette le ricevute a B2 Impact immediatamente. B2 Impact conferma via PEC l’incasso di entrambe le tranche.

Esito: a marzo 2026, B2 Impact invia lettera di attestazione saldo e stralcio dichiarando che “a seguito del pagamento di €8.000 ricevuto, nulla più è dovuto dal Sig. Luca per il rapporto XYZ originariamente intrattenuto con Banca…”. Luca finalmente tira un sospiro di sollievo: il debito che lo perseguitava da anni è chiuso, e per di più ha pagato circa un 30% del totale preteso (8k su 25k). Certo, ha dovuto chiedere aiuto economico alla famiglia, ma ha evitato un lungo pignoramento sullo stipendio che gli avrebbe prelevato quasi la stessa cifra senza però liberarlo (col pignoramento avrebbe pagato 8k in 3 anni e sarebbe ancora debitore per altri 5 anni!).

Morale: con la consulenza giusta e un approccio proattivo, Luca è riuscito a voltare pagina, risparmiando denaro e tempo. Il suo caso dimostra come un accordo ben condotto può convenire a entrambe le parti: il creditore incassa subito, il debitore chiude definitivamente.

Questo esempio è simile a tante situazioni gestite con successo dallo Studio Monardo, che ha coordinato centinaia di transazioni a saldo e stralcio con banche, finanziarie e società di recupero, mettendo sempre al centro l’interesse del cliente di liberarsi dal peso dei debiti alle migliori condizioni possibili.

Strumenti alternativi per gestire i debiti: rottamazioni, piani e sovraindebitamento

Abbiamo finora parlato del caso specifico di un debito verso B2 Impact, quindi di natura privata/bancaria. Ma spesso chi ha un problema di questo tipo potrebbe avere anche altri debiti (ad esempio altre finanziarie, carte di credito, oppure debiti fiscali con Agenzia Entrate Riscossione). È importante avere una visione completa e sfruttare tutti gli strumenti legali disponibili per risolvere la situazione debitoria a 360 gradi. In Italia, negli ultimi anni, il legislatore ha introdotto diverse misure agevolative e procedure di composizione. Eccone alcune rilevanti:

1. Rottamazione delle cartelle esattoriali (Definizione agevolata): riguarda i debiti verso il fisco o enti pubblici (tributi, multe, contributi) affidati all’Agente della Riscossione (ex Equitalia, ora Agenzia Entrate Riscossione). Periodicamente, il governo ha aperto finestre di “rottamazione” permettendo ai contribuenti morosi di pagare il dovuto senza sanzioni e interessi di mora, spesso a rate. Ad esempio, la Rottamazione-quater introdotta con L. 197/2022 ha consentito di definire i carichi 2000-2017 con forte sconto sugli accessori. A fine 2025 è stata discussa una possibile Rottamazione-quinquies per carichi più recenti. Perché ne parliamo qui? Perché se oltre al debito con B2 Impact hai cartelle esattoriali, non puoi trascurarle: informati se ci sono definizioni agevolate in corso e aderiscici entro i termini. Ridurre i debiti fiscali con la rottamazione può alleggerire molto il tuo quadro generale, magari liberando risorse per trattare meglio con i creditori privati. Nota: la rottamazione riguarda il fisco, non si applica a creditori privati come B2 Impact (con loro fai saldo e stralcio individuale).

2. Piano del consumatore / Ristrutturazione dei debiti del consumatore: è una procedura giudiziale riservata a persone fisiche “non fallibili” (privati, piccoli imprenditori sotto soglia) che si trovino in sovraindebitamento, cioè nell’impossibilità di pagare tutti i debiti. Introdotta dalla L.3/2012 e ora regolata dal nuovo Codice della Crisi (D.Lgs. 14/2019), consente di presentare al tribunale un piano di rientro dei debiti basato sulle proprie effettive capacità economiche, anche con pagamento parziale. Il vantaggio del piano del consumatore (oggi chiamato “piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore”) è che non richiede il consenso di tutti i creditori: il giudice può omologarlo se ritiene la proposta equa e fattibile, anche in presenza di dissensi dei creditori . Una volta omologato, il piano vincola tutti: tu pagherai solo quanto previsto dal piano, secondo le tempistiche approvate (che possono essere anche molto lunghe, es. rate per 5-10 anni, o liquidazione di beni con stralcio del resto) e i creditori non potranno agire al di fuori del piano. Questa è un’arma potente se hai più creditori e uno scenario ingestibile: ad esempio, potresti inserire nel piano anche il debito di B2 Impact offrendo a tutti i creditori una percentuale (magari inferiore a quella che singolarmente avresti dovuto dare). Il piano richiede l’ausilio di un OCC (organismo di composizione della crisi) e la figura del Gestore (l’Avv. Monardo è iscritto come Gestore OCC, quindi ha competenze dirette in materia). Dal 2022, la legge consente anche piani familiari: più membri della stessa famiglia indebitati possono presentare un unico piano congiunto .

3. Accordo di ristrutturazione dei debiti (ex L.3/2012): simile al piano, ma pensato per quando ci sono più creditori magari business. È un accordo volontario ma omologato dal giudice con efficacia anche sui dissenzienti purché una maggioranza qualificata di creditori (60%) sia favorevole. Utile se hai molti debiti aziendali o con banche che puoi soddisfare solo parzialmente e riesci a ottenere l’adesione della maggior parte di essi.

4. Liquidazione controllata del sovraindebitato: è l’ex “liquidazione del patrimonio” della L.3/2012. In pratica metti a disposizione tutti i tuoi beni (esclusi quelli impignorabili, e lasciando il minimo vitale) in una procedura concorsuale; un liquidatore li vende e ripartisce il ricavato tra i creditori. Al termine, ottieni l’esdebitazione dei debiti residui non soddisfatti . Questa è l’unica via se la tua situazione è disperata (nessuna capacità di pagare) ma hai magari qualcosa da liquidare; oppure se non sei in grado di formulare un piano ma vuoi comunque “liberarti” in qualche anno. La legge ora prevede che la liquidazione duri al massimo 3 anni e l’esdebitazione (la liberazione dai debiti) è automatica a fine procedura salvo frodi.

5. Esdebitazione del debitore incapiente: novità introdotta dal Codice della Crisi, art. 283. Se una persona non ha proprio nulla da offrire (nessun bene, reddito appena sufficiente a vivere) e quindi non può né pagare né proporre un piano, può chiedere comunque al tribunale di essere esdebitata (cancellare i debiti) senza pagare nulla, in casi eccezionali di meritevolezza. Viene detta anche “esdebitazione a zero”. Ha delle condizioni stringenti (non dev’esserci attivo occultato, non devi aver rifiutato offerte di lavoro, etc.) . È l’ultima spiaggia, ma esiste ed è stata pensata proprio per dare una seconda chance a chi è schiacciato dai debiti senza via d’uscita.

6. Composizione negoziata della crisi d’impresa: citata per completezza, introdotta col D.L. 118/2021, rivolta però alle imprese in crisi (non al consumatore). Prevede la nomina di un esperto negoziatore (come l’Avv. Monardo, che ha tale qualifica) per trovare accordi con i creditori ed evitare il fallimento. Non si applica al singolo consumatore ma se il lettore è un imprenditore o professionista con debiti d’impresa, potrebbe essere uno strumento utile da valutare parallelamente.

In conclusione, il messaggio chiave è: non esistono solo i pignoramenti! Il nostro ordinamento offre vie legali per ristrutturare i debiti in modo sostenibile. Il piano del consumatore in particolare è una soluzione che pochi conoscono ma che può salvare la casa o lo stipendio di molte famiglie, permettendo di pagare ad esempio solo il 20-30% dell’esposizione totale e ripartito su più anni, e poi ripartire puliti (grazie all’esdebitazione finale che cancella ogni debito residuo).

È importante farsi guidare da professionisti esperti in queste procedure, perché non sono banali e richiedono documentazione, requisiti di meritevolezza, ecc. L’Avv. Monardo e il suo team, essendo da anni attivi a livello nazionale su sovraindebitamento e crisi, potranno valutare se rientri in questi casi e consigliarti eventualmente di intraprendere una procedura invece di limitarti a rincorrere accordi con i singoli creditori.

Errori comuni da evitare quando si riceve un sollecito

Di fronte a una comunicazione di B2 Impact, molti debitori commettono passi falsi dettati dall’emotività o dalla scarsa informazione. Ecco alcuni errori comuni che è bene evitare accuratamente:

  • Ignorare le comunicazioni (cestinarle senza leggerle): come già sottolineato, far finta di nulla è la peggiore strategia. Anche se speri che non succeda nulla, il rischio è ricevere atti giudiziari successivi a sorpresa. Apri sempre la posta (cartacea e PEC), ritira le raccomandate, informati sul contenuto. Non presentarsi perché “non so nulla” non ti scuserà davanti al giudice in caso di notifica regolare.
  • Pagare una piccola somma “tanto per”: spesso i debitori pensano di calmare il creditore versando un acconto minimo, magari 50 o 100 euro, sperando di prender tempo. Sbagliato: anche un euro versato senza un accordo preciso costituisce riconoscimento del debito e fa ripartire la prescrizione da zero . Inoltre potrebbe essere interpretato come ammissione dell’intero importo. Se vuoi prendere tempo, meglio concordare una moratoria temporanea piuttosto che fare versamenti isolati non risolutivi.
  • Ammettere il debito per iscritto o telefonicamente: attenzione a quello che dichiari. Se in una email o in una telefonata confermi di “dovere i soldi” senza riserve, stai fornendo un’arma al creditore (riconoscimento scritto). Meglio mantenere un atteggiamento cauto: puoi dire “sto verificando gli importi” o “non nego che ho avuto quel prestito ma devo controllare le voci”. Meglio ancora, lascia parlare un avvocato per te. I call center di recupero sono addestrati a farti ammettere, registra menti inclusi.
  • Farsi prendere dal panico e accettare piani insostenibili: a volte, per il timore del pignoramento, il debitore accetta subito la prima proposta del recuperatore (es. rate mensili troppo alte). Così facendo, però, rischia poi di saltare i pagamenti e peggiorare la situazione. Non impegnarti in soluzioni che non sei sicuro di poter rispettare a lungo termine. Molto meglio prendersi qualche giorno per valutare con lucidità la propria capacità finanziaria e magari fare una controproposta sostenibile.
  • Firmare documenti senza leggerli bene: se ti viene proposto di firmare un accordo, una nuova promessa di pagamento, o qualunque documento, leggilo attentamente (possibilmente fallo visionare al tuo legale). Ad esempio, non firmare moduli di “ricognizione di debito” o cambiali a garanzia senza capire le conseguenze: potresti pregiudicare difese o allungare la prescrizione. Anche nel caso di saldo e stralcio, assicurati che la lettera che firmi contenga effettivamente la parola “saldo e stralcio” e l’impegno a liberarti dal residuo. Se qualcosa non è chiaro, chiedi di modificarlo.
  • Trascurare i termini legali: un errore gravissimo è non rispettare le scadenze per reagire. I 40 giorni per l’opposizione a decreto ingiuntivo, i 5 giorni per un’opposizione agli atti esecutivi, i termini di adesione a rottamazioni, ecc., sono perentori. Metti promemoria, avvisa subito l’avvocato, non ridurti all’ultimo giorno. Il sistema legale perdona poco i ritardi, purtroppo.
  • Non comunicare l’indirizzo corretto / PEC: se hai cambiato residenza o domicilio, aggiorna la tua anagrafe o comunica il nuovo indirizzo a chi di dovere. Molti debitori “spariscono” pensando così di non ricevere atti, ma un decreto ingiuntivo può essere notificato all’ultima residenza nota o anche per pubblici proclami se sei irreperibile. Meglio essere reperibili e difendersi, che subire in contumacia. Allo stesso modo, controlla regolarmente la tua PEC (se sei obbligato ad averla, o se l’hai fornita per pratiche): un atto notificato in PEC ha pieno valore legale.
  • Affidarsi a intermediari poco qualificati o sedicenti “guru” finanziari: purtroppo proliferano servizi pseudo-professionali che promettono miracoli (tipo: “Cancelliamo i tuoi debiti al 90% garantito” oppure consulenti improvvisati che suggeriscono di fare ostruzionismo inutile). Affidati sempre a professionisti seri, avvocati regolarmente iscritti o associazioni dei consumatori riconosciute. Diffida di chi chiede soldi anticipati senza contratto chiaro o millanta conoscenze magiche. La difesa dai debiti richiede competenza giuridica: non è materia da maghi.
  • Non considerare tutte le opzioni disponibili: a volte l’errore è avere una visione ristretta. Ad esempio, intestardirsi nel voler fare causa per principio quando magari un saldo e stralcio converrebbe di più, oppure viceversa pagare quando si aveva una evidente ragione per non pagare. Bisogna valutare caso per caso, con mente aperta, magari facendo fare un’analisi costi-benefici al legale (che dovrebbe spiegarti chiaramente pro e contro di ogni opzione).
  • Lasciar decadere rateizzazioni o accordi: se hai ottenuto una rateizzazione (ad esempio con Agenzia Riscossione) o un accordo con un creditore, rispetta le scadenze. Far decadere una dilazione ti riporta al punto di partenza con l’aggravante che il creditore potrebbe non fidarsi più a concederne altre. Pianifica bene il tuo budget per onorare gli impegni presi nelle transazioni.

Evitando questi errori e con un comportamento informato, hai già fatto metà del lavoro di difesa. L’altra metà, naturalmente, è mettere in campo le strategie giuste, di cui abbiamo parlato (prescrizione, opposizioni, saldo e stralcio, piani). Vediamo adesso qualche consiglio pratico ulteriore per gestire al meglio il rapporto con B2 Impact o analoghe società di recupero crediti.

Consigli pratici per negoziare e difendersi efficacemente

Oltre alle linee guida legali già esaminate, può esserti utile una lista di consigli pratici e accorgimenti tattici nella gestione quotidiana del problema debitorio:

  • Raccogli e organizza tutta la documentazione: fai una cartellina con i contratti originari, estratti conto, lettere ricevute, eventuali email, ricevute di pagamenti passati, etc. Un dossier completo aiuta il tuo avvocato a capire il quadro. Se non trovi più i contratti, sappi che hai diritto di ottenerne copia: puoi fare un’istanza di accesso agli atti alla banca originale o un reclamo ex art. 119 TUB per avere l’estratto conto storico. Anche B2 Impact, su richiesta, dovrebbe fornire documenti utili a verificare il credito.
  • Comunica preferibilmente per iscritto (PEC o raccomandata): le telefonate con i recuperatori lasciano il tempo che trovano e possono degenerare in pressioni psicologiche. Meglio rispondere per iscritto, così rimane traccia di ciò che viene detto e concordato. Usa la PEC se ne hai una (ha valore legale equiparato alla raccomandata) o la raccomandata AR. Questo vale sia per inviare contestazioni, sia per confermare accordi. Se proprio parli al telefono, successivamente invia una mail di riepilogo: es. “Come da nostra telefonata, confermo di aver proposto tot…”.
  • Mantieni la calma e la cortesia, ma sii fermo sui tuoi diritti: non serve arrabbiarsi o insultare gli operatori (sono spesso centralinisti che seguono script). Spiega con calma le tue ragioni, ma non farti neppure intimidire. Se il tono diventa minaccioso (“domani veniamo a casa sua” – cosa che senza titolo non possono fare), rispondi che tali affermazioni saranno riferite al tuo legale. Di solito si ricompongono. Mostrare di conoscere i tuoi diritti li dissuade da pratiche aggressive.
  • Prioritizza i debiti più pericolosi: se hai più debiti, dai priorità di pagamento/trattativa a quelli che possono impattare di più. Un debito con ipoteca sulla casa, ad esempio, va trattato prima (perché può portare a esecuzione immobiliare). Un debito con società veicolo come B2 su finanziamento va pesato anche in base all’importo: importi grossi = più motivazione per loro a farti causa. Debiti piccoli a volte non conviene neanche a loro perseguirli in giudizio. Con l’aiuto di un consulente, fai una sorta di piano di azione: quali debiti affrontare subito, quali monitorare, quali eventualmente lasciare in secondo piano se presumibilmente prescritti.
  • Se hai coobbligati o garanti, coordinati con loro: ad esempio, se il debito originario era cointestato con un’altra persona o garantito da un fideiussore, devi sapere che l’azione di B2 Impact può rivolgersi anche contro di loro. Un pagamento parziale fatto da uno interrompe la prescrizione per l’altro. Meglio quindi muoversi insieme. Se decidi un saldo e stralcio, assicurati che nell’accordo venga liberato anche il garante (scrivere che vale per “debitori principali e garanti, eredi ecc.”).
  • Conosci i tuoi interlocutori: B2 Impact potrebbe operare tramite diverse società di recupero (ad esempio potrebbe incaricare una società esterna per contattarti). Chiedi sempre di identificarsi: qual è la ragione sociale che rappresentano, hanno mandato effettivo? Questo per verificare che non sia un truffatore che finge di riscuotere per B2. Purtroppo ci sono stati casi di malintenzionati che chiedevano soldi spacciandosi per agenti di recupero. Quindi: paga solo su coordinate ufficiali comunicate su carta intestata di B2 Impact o del cessionario indicato. Se hai dubbi, telefona alla sede di B2 Impact (trovi i contatti sul loro sito) e chiedi conferma che Tizio Caio è incaricato del tuo caso.
  • Tenuta psicologica: affrontare un debito può generare ansia e vergogna. Ricorda che non sei un criminale, sei semplicemente in difficoltà economica, una condizione oggi comune a tanti – e la legge è dalla tua parte nel prevedere strumenti di tutela. Non lasciare che la paura prenda il sopravvento; parlare con professionisti o con persone care può aiutarti a mantenere lucidità. La conoscenza è potere: più sai dei tuoi diritti, meno le minacce infondate avranno effetto.
  • Valuta l’impatto sul tuo credit score: se sei segnalato in CRIF come cattivo pagatore a causa di questo debito, sappi che la segnalazione rimane per un certo periodo (in genere 36 mesi dopo la regolarizzazione). Chiudere il debito con saldo e stralcio comporta una segnalazione come “chiuso a stralcio” (meglio che aperto insoluto). Se invece finisci in decreto ingiuntivo o pignoramento, potresti essere segnalato come “sofferenza” anche in Centrale Rischi Banca d’Italia se la banca originaria lo fece. Insomma, risolvere prima del contenzioso aiuta anche a riabilitarti creditiziamente nel medio termine.
  • Non farti scoraggiare da un primo rifiuto: se proponi un saldo e stralcio e B2 Impact dice no o spara alto, non demordere. Fa parte del gioco negoziale. Magari cercano di vedere se puoi aumentare l’offerta. Se hai offerto il massimo per te, mantieni il punto ma lascia la porta aperta (“questa è la mia possibilità attuale, fatemi sapere se cambiate idea”). Spesso, passato qualche mese (magari a fine anno o fine trimestre, quando vogliono incassare), tornano loro con una controproposta più bassa.
  • Usa eventuali “assi nella manica” legalmente: se hai scovato un vizio serio nel loro credito (tipo una clausola nulla, tassi usurari, prescrizione parziale già maturata su interessi), fallo valere nella trattativa. Senza arroganza, ma fagli capire che in tribunale quel punto verrebbe fuori. Molte società preferiranno accordarsi piuttosto che rischiare di perdere in giudizio su un tecnicismo.

Seguendo questi consigli, affronterai l’iter con un approccio professionale e sereno, massimizzando le tue chance di successo. Ricorda che non sei solo: coinvolgere professionisti come l’Avv. Monardo ti permette di delegare a loro le parti più stressanti (comunicazioni, negoziazione) e di avere sempre un parere esperto sulle decisioni da prendere.

Ricapitoliamo infine, con una tabella, le possibili situazioni in cui ti puoi trovare e le relative soluzioni consigliate.

Tabella riepilogativa – Situazione vs. possibili soluzioni

SituazionePossibili soluzioni
Hai ricevuto solo una lettera da B2 ImpactVerifica la prescrizione del debito (anni trascorsi, atti ricevuti)<br>– Rispondi per iscritto contestando eventuali importi errati o eccependo prescrizione<br>– Valuta un saldo e stralcio assistito da un legale, se il debito è dovuto in parte
B2 Impact ti ha offerto un saldo e stralcioNon accettare subito: analizza se la proposta è davvero conveniente<br>– Fai verificare da un avvocato le condizioni dell’accordo (tombalità, ecc.)<br>– Eventualmente rilancia con una controproposta motivata (es. pagare meno o in più rate)
Hai un solo debito con B2 Impact– Puoi gestirlo con accordo diretto (saldo e stralcio) se hai liquidità<br>– In mancanza di liquidità, valuta rateizzazioni o difese in giudizio (opposizione per guadagnare tempo)
Hai più debiti (altri creditori, fisco, banche)– Valuta una procedura di sovraindebitamento (piano del consumatore, liquidazione): risolve in un’unica sede tutti i debiti <br>– Verifica le rottamazioni/definizioni agevolate per i debiti fiscali e aderisci entro i termini
Hai ricevuto un decreto ingiuntivo da B2 ImpactTermine 40 giorni: contatta subito avvocato<br>– Presenta opposizione motivata per bloccare il titolo<br>– Chiedi sospensione al giudice per evitare esecuzione provvisoria
Hai ricevuto un atto di precetto (ultimatum)– Significa che hanno già un titolo (decreto/sentenza). Contatta avvocato urgentemente<br>– Puoi ancora trattare un saldo last-minute per evitare pignoramento (spesso il creditore è disposto a chiudere anche in extremis)<br>– Valuta opposizione all’esecuzione se ci sono motivi (es. pagamento già avvenuto, vizi titolo)
È iniziato un pignoramento (stipendio, conto, ecc.)– Puoi tentare la conversione del pignoramento (pagare a rate in tribunale) per liberare il bene<br>– In caso di pignoramento stipendio, potresti inserire il debito in una procedura sovraindebitamento e chiedere la sospensione delle trattenute<br>– Se emergono irregolarità, presenta opposizione agli atti esecutivi entro 5 giorni
Sei in difficoltà economica estrema e non puoi pagare nullaConsulenza OCC: verifica se puoi accedere all’esdebitazione del debitore incapiente (cancellazione debiti senza pagamento) oppure ad altre misure di sovraindebitamento
B2 Impact ha garanti o coobbligati nel suo credito– Informati se stanno agendo anche contro di loro<br>– Un accordo saldo e stralcio deve liberare tutti i coobbligati (inserisci clausola relativa)<br>– Il pagamento o l’atto di uno interrompe prescrizione per tutti: coordinatevi nella strategia difensiva

(Legenda: OCC = Organismo Composizione Crisi; incapiente = privo di patrimonio e reddito aggredibile)

FAQ – Domande frequenti su debiti con B2 Impact e difese del debitore

Chi è B2 Impact (ex B2Holding)?
B2 Impact ASA è una società multinazionale specializzata in acquisto e recupero di crediti deteriorati. In pratica compra da banche e finanziarie i debiti non pagati (prestiti, mutui in sofferenza, carte di credito insolute, ecc.) e poi cerca di riscuoterli dai debitori originali . Fino al 2023 era nota come B2Holding ASA, poi ha cambiato nome in B2 Impact ASA. In Italia opera tramite filiali e servicer locali (ad esempio B2 Kapital s.r.l.). Se hai ricevuto una lettera da B2 Impact, significa che questa società è subentrata alla tua banca/finanziaria come creditore.

Perché ho ricevuto una lettera da B2 Impact su un vecchio debito?
Perché molto probabilmente la tua banca (o finanziaria) ha ceduto il credito a B2 Impact . Accade spesso: i crediti “vecchi” o difficili da riscuotere vengono venduti a società specializzate. La lettera serve a notificarti la cessione e a sollecitare il pagamento. Anche se il debito è “vecchio”, ciò non lo annulla automaticamente – a meno che non sia prescrittto, cosa da verificare.

Il mio debito è molto vecchio: potrebbe essere prescritto?
Sì, è possibile. La prescrizione estingue il diritto di credito dopo un certo tempo se il creditore non lo esercita. Molti debiti bancari si prescrivono in 10 anni, alcuni in 5 anni (interessi, rate scadute) . Quindi un debito del 2010 ad esempio potrebbe essere prescritto nel 2020, se nel frattempo non ci sono stati atti interruttivi. Devi verificare quando hai fatto l’ultimo pagamento o quando hai ricevuto l’ultima comunicazione formale. Se sono passati più di 10 (o 5) anni, potresti eccepire la prescrizione. Attenzione però: basta una raccomandata di messa in mora valida per interrompere e far ripartire il conteggio . Inoltre la prescrizione va fatta valere espressamente, altrimenti il giudice non la considera. Quindi non limitarti a “pensare” che sia prescritto: solleva l’eccezione formalmente, meglio tramite avvocato.

Come faccio a sapere se il debito è prescritto?
Devi ricostruire la storia del debito. Richiedi l’estratto conto cronologico alla banca originaria per vedere movimenti e comunicazioni. Cerca tra la posta eventuali raccomandate, decreti ingiuntivi o solleciti degli ultimi anni. Se non trovi nulla e sei certo che per, diciamo, 6-7 anni nessuno si è fatto vivo, è probabile che la prescrizione sia maturata (per un prestito bancario servono 10 anni dalla scadenza/decadenza, per bollette 5 anni, etc.). Puoi anche chiedere a B2 Impact: “su quale base ritenete il credito ancora esigibile? Avete atti interruttivi?”. Spesso però è meglio far fare queste verifiche ad un legale, che saprà calcolare i termini esatti e se ci sono normative speciali di mezzo (es. sospensioni Covid, che hanno allungato i termini di 6 mesi per prescrizioni in scadenza tra 2020 e 2021).

Se il debito è prescritto, devo rispondere o posso ignorare?
La cosa migliore è rispondere per iscritto eccependo la prescrizione. Ignorare potrebbe indurre B2 Impact a tentare comunque un decreto ingiuntivo: se poi tu non ti difendi in giudizio, la prescrizione (che va eccepita) non verrà rilevata e rischi un decreto esecutivo valido. Invece, se comunichi subito che per te il debito è prescritto e che ti opporrai a qualsiasi azione, spesso la società desiste o comunque sarà avvisata che dovrà vedersela in tribunale. Quindi, se sei ragionevolmente certo della prescrizione, manda una diffida tramite avvocato. A quel punto B2 Impact potrebbe chiudere la posizione o proporti una transazione bassa pur di incassare qualcosa.

Cosa succede se ignoro la lettera di B2 Impact?
Potrebbero accadere alcune cose: innanzitutto, se la lettera era una raccomandata, ha probabilmente interrotto la prescrizione (quindi allunga i tempi per loro per agire) . In secondo luogo, B2 Impact potrebbe interpretare il tuo silenzio come indisponibilità e passare alle vie legali. Il passo successivo tipico è ottenere un decreto ingiuntivo dal tribunale. Se continuerai a ignorare anche quello (non facendo opposizione entro 40 giorni), il decreto diverrà definitivo e B2 Impact potrà procedere con pignoramenti (stipendio, conto, ecc.) . Quindi ignorare completamente può farti trovare di fronte a un atto di precetto o a un pignoramento improvviso. Sempre meglio prendere in mano la situazione prima.

B2 Impact può davvero farmi causa o pignorarmi?
Sì, ne ha il diritto se il credito è valido. Una volta notificata la cessione, B2 Impact è legittimato a chiedere un decreto ingiuntivo nei tuoi confronti . Ottenuto quello (e se tu non ti opponi), può notificarti un precetto e dopo 10 giorni iniziare il pignoramento dei tuoi beni o del quinto dello stipendio . Può anche iscrivere ipoteca su immobili se il credito supera €20.000 (per sicurezza, spesso lo fanno prima ancora del pignoramento). Insomma, può fare tutto ciò che poteva fare la banca originaria: la legge tutela il cessionario nello stesso modo del creditore iniziale. Ovviamente deve seguire le procedure giudiziarie (non possono sequestrarti beni senza un provvedimento del giudice). Se il debito è piccolo, può anche darsi che non agiscano per via dei costi, ma non ci contare: alcune società agiscono pure per 1-2.000 € se il debitore è rintracciabile con stipendio.

Cos’è un decreto ingiuntivo esattamente?
È un ordine del giudice che ti ingiunge di pagare un certo importo entro 40 giorni. Viene emesso su richiesta del creditore che presenta prove scritte del credito. Nel tuo caso, B2 Impact chiederebbe al tribunale un decreto allegando documenti del tuo debito. Il decreto ti viene notificato ufficialmente. Da lì hai 40 giorni per fare opposizione se contesti il credito, altrimenti dopo 40 giorni il titolo diventa esecutivo (come una sentenza) . Se fai opposizione, si apre una causa in cui il giudice valuterà il merito. Se non fai nulla, B2 Impact può procedere con esecuzione forzata finito il termine.

Quanto tempo ho per fare opposizione a un decreto ingiuntivo?
40 giorni dalla data in cui ti viene notificato. Il 40º giorno se cade festivo si slitta al giorno successivo non festivo. Attenzione: per alcune materie (come le ingiunzioni su assegni o cambiali) il termine è 30 giorni, ma per debiti bancari normalmente è 40. Se risiedi all’estero, 50 giorni. L’opposizione va spedita in notifica entro il 40º giorno. Se ti arriva un decreto ingiuntivo di B2 Impact, segna subito la scadenza e attivati con un avvocato per preparare l’atto in tempo.

Cosa posso eccepire in un’opposizione a decreto ingiuntivo?
Puoi far valere tutte le ragioni di contestazione del debito: la prescrizione (se maturata, da sollevare subito) – questa da sola, se fondata, fa cadere tutto; poi eventuale mancata titolarità del credito (es. se B2 Impact non dimostra la cessione); errori di calcolo (somme inferiori); interessi non dovuti (usurari o anatocistici vietati); clausole nulle nel contratto originario (ad esempio, se il tasso di mora è usurario la Cassazione dice che non sono dovuti interessi di mora, solo il legale ). Se c’è di mezzo una fideiussione bancaria, puoi eccepire la nullità parziale se riproduce lo schema ABI 2003 (clausole reviviscenza, ecc.) . Puoi anche contestare questioni procedurali (es. notifica errata di atti). Tieni conto che serve il supporto di un legale per impostare correttamente le difese. L’opposizione trasforma tutto in un giudizio ordinario in cui spetterà a B2 Impact provare la sua pretesa e a te provare ciò che eccepisci (per es, se dici “ho già pagato X”, devi provare il pagamento).

Cos’è un saldo e stralcio?
È un accordo transattivo in cui il creditore accetta di chiudere il debito a fronte di un pagamento inferiore al totale dovuto. “Saldo” indica che versi una somma concordata, “stralcio” significa che il resto viene abbandonato, stralciato appunto. Ad esempio, se devi €10.000, potresti fare saldo e stralcio a €5.000: paghi 5k e la restante metà non sarà più esigibile. È una pratica diffusa nel recupero crediti, soprattutto con soggetti come B2 Impact che comprano crediti a prezzi bassi. Naturalmente va formalizzata per iscritto con clausola che l’importo è a chiusura tombale di ogni pretesa .

Quanto potrei risparmiare con un saldo e stralcio?
Dipende dalla trattativa e dalla “forza” delle tue difese. In molti casi di debiti deteriorati, i creditori accettano percentuali dal 20% al 50% del dovuto, a volte anche meno se il debitore è palesemente insolvibile o se il debito è molto datato. Se hai redditi/patrimoni su cui potrebbero agire, lo sconto tende ad essere minore (perché il creditore pensa di poter recuperare di più pignorando). Se invece sei vicino all’insolvenza o potresti fare una procedura concorsuale, sono più propensi a forti sconti. Anche la fase incide: prima di andare in giudizio magari fanno uno sconto medio; se hai già presentato opposizione e vedono rischio di perder tempo/causa, potrebbero aumentare lo sconto. Esempio pratico: con assistenza legale, molti clienti ottengono transazioni intorno al 30-40% del debito nominale. Senza assistenza, spesso accettano offerte meno vantaggiose (es. 60-70%) perché non conoscono il margine di manovra. Ogni caso comunque è a sé.

Devo accettare subito l’offerta di saldo e stralcio di B2 Impact?
Non necessariamente. Valutala con calma o con un esperto. Spesso le prime offerte “standard” non sono il massimo. Ad esempio B2 Impact potrebbe dire “le facciamo il 20% di sconto se paga in 10 giorni” – che equivale a pagare l’80% del debito: magari si può ottenere di meglio. Conviene ribattere con una controproposta motivata, oppure chiedere più tempo. Ovviamente, se l’offerta è già ottima (raramente lo è all’inizio), potresti coglierla. Ma occhio alle condizioni: assicurati che scrivano che è “a saldo e stralcio definitivo” perché talvolta propongono sconti su alcune voci ma lasciando aperto qualcosa. In generale, prendersi qualche giorno per riflettere e magari far vedere la lettera all’avvocato è opportuno . Loro spesso mettono fretta (“scade venerdì prossimo!”) ma è anche una tattica. Se l’offerta è seria, si può sempre riprendere il filo.

Mi conviene farmi assistere da un avvocato per trattare il debito?
Sì, nella maggior parte dei casi conviene. Un avvocato esperto di queste materie conosce sia i tuoi diritti sia le strategie delle società di recupero. Può: – Evitare che tu faccia errori (ammissioni, pagamenti sbagliati). – Scrivere comunicazioni più incisive sul piano legale. – Negoziare con autorevolezza clausole dell’accordo (un operatore di B2 farà meno il furbo con un collega avvocato). – Scovare eventuali vizi nel credito che ti danno vantaggio negoziale. – Proteggerti durante tutto il percorso giudiziale, se necessario. Inoltre, con un legale puoi spesso guadagnare tempo (ad es. l’avvocato può chiedere proroghe di termini nelle trattative, o fare opposizione per congelare la situazione in attesa dell’accordo). I costi dell’avvocato in parte li recuperi nel risparmio che ottieni sul debito e nelle rate che eviti. Lo Studio Monardo, ad esempio, offre prime consulenze gratuite proprio per valutare se c’è spazio di intervento vantaggioso.

Se ho più debiti con altri creditori oltre B2 Impact, cosa posso fare?
Se la somma dei tuoi debiti è tale che non riesci a far fronte a tutti, valuta una procedura di sovraindebitamento (ora nel Codice della Crisi) . Con un piano del consumatore puoi includere tutti i debiti (banche, B2 Impact, Fisco, fornitori, privati…) in un’unica proposta omnicomprensiva, ad esempio offrendo di pagare il 30% a ciascuno in 5 anni. Se il giudice approva, tutti sono vincolati e tu paghi solo quello, il resto viene stralciato e cancellato. È una soluzione sistemica che ha il vantaggio di bloccare anche azioni esecutive già iniziate. In alternativa, puoi trattare saldi e stralci singolarmente con ciascun creditore, ma devi avere la capacità di gestirli e magari liquidità per più accordi. Le due strade (accordi individuali vs procedura unica) vanno valutate con un esperto di crisi debitori, caso per caso.

Che cos’è il piano del consumatore (piano di ristrutturazione dei debiti)?
È una procedura prevista dalla legge per persone sovraindebitate (cioè con debiti che non riescono a pagare in modo regolare). Presenti un piano al tribunale, con l’aiuto di un OCC, in cui proponi come pagare i tuoi creditori in base alle tue possibilità. Può prevedere tagli del debito, dilazioni, liquidazione di qualche bene, etc., purché tu offra tutto il ragionevolmente fattibile. Se il giudice, valutate le tue condizioni, ritiene che il piano sia fattibile e che il debitore è “meritevole” (non ha colpe gravi, non ha frodato), lo omologa. Da quel momento tu devi pagare quanto previsto altrimenti il piano salta, ma se lo segui, a fine piano sei liberato dai debiti residui (esdebitazione). Il piano del consumatore è molto utile perché non richiede approvazione dei creditori: anche se B2 Impact o altri fossero contrari, il giudice può fregarsene e imporlo lo stesso . Chiaramente tende a farlo se il piano li soddisfa meglio di zero (es: meglio prendere 30% in 4 anni che niente perché sei insolvente). È uno strumento potente per chi ha debiti multipli e un reddito/patrimonio limitato ma regolare.

Cos’è l’esdebitazione?
Letteralmente significa cancellazione dei debiti. È il beneficio finale che il tribunale concede a un debitore una volta completata una procedura concorsuale (fallimento, sovraindebitamento, liquidazione). In pratica, dopo che hai dato ai creditori tutto il possibile secondo le regole della procedura, il residuo non pagato viene azzerato legalmente. Ti “rimetti a nuovo”, non risultano più obbligazioni a tuo carico. Nel sovraindebitamento moderno c’è anche l’esdebitazione senza dare nulla per i debitori del tutto incapienti (previa verifica della loro buona fede) . L’esdebitazione è fondamentale perché consente quella che chiamano la “fresh start”, cioè ripartire da zero senza la perenne zavorra di debiti magari impagabili.

Posso includere debiti con Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia) in un piano di sovraindebitamento?
Sì, certamente. Nel piano del consumatore o accordo, i debiti fiscali e con enti pubblici possono essere inclusi al pari degli altri. Bisognerà pagare almeno il tanto quanto otterrebbero altrimenti (il che spesso non è molto, se sei in crisi). Tieni conto però che alcuni tributi come l’IVA richiedono obbligatoriamente il pagamento integrale nella procedura (perché lo Stato li considera “sacri”, salvo stralcio interessi e sanzioni). Ma ad esempio cartelle per IRPEF, multe, contributi, ecc., possono essere falcidiate. Quindi sì, puoi mettere dentro tutto e ottenere un unico ombrello protettivo.

La “rottamazione” vale anche per debiti con società private come B2 Impact?
No, le definizioni agevolate (rottamazioni, stralcio parziale) sono misure di legge che riguardano solo i crediti pubblici (fiscali o di enti). Per i crediti privati non c’è una rottamazione di legge uguale per tutti; devi trattare singolarmente col creditore. Però, come analogia, un saldo e stralcio negoziato è in pratica una “rottamazione” privata: solo che dipende dalla volontà del creditore. Con B2 Impact puoi appunto proporre tu uno sconto e vedere se accettano. Col fisco invece, nelle finestre previste, aderisci a un programma generale stabilito per legge.

Posso difendermi se il contratto del mio finanziamento aveva interessi usurari o clausole nulle?
Sì, queste sono ottime difese. Ad esempio, se puoi dimostrare che il TAEG effettivo applicato superava la soglia d’usura vigente, potresti chiedere al giudice di dichiarare non dovuti tutti gli interessi (ex art. 1815 c.c. come interpretato dalla giurisprudenza). Oppure se c’erano commissioni occulte non trasparenti, o clausole contrarie a norme imperative (tipo anatocismo trimestrale su conto prima del 2000, quando fu vietato, salvo patti specifici). Queste contestazioni possono ridurre significativamente l’importo dovuto. Spesso in sede di opposizione a decreto ingiuntivo i debitori eccepiscono l’usurarietà del tasso di mora o la nullità di alcune voci di costo: se accolte, il debito viene ricalcolato senza interessi ultralegali. Anche la questione fideiussioni ABI nulle di cui dicevamo: se B2 Impact sta agendo contro un tuo garante, il garante può far valere la nullità parziale della fideiussione e liberarsi dall’obbligo . Quindi sì, assolutamente: vanno esplorate queste questioni con l’aiuto di un legale esperto in diritto bancario.

Cosa succede se B2 Impact ha comprato un debito garantito da ipoteca o da un fideiussore?
B2 Impact subentra in tutte le garanzie del credito. Quindi se sul tuo debito c’era un’ipoteca su un immobile, quell’ipoteca resta valida a favore di B2 Impact, che potrà usarla per un pignoramento immobiliare (l’ipoteca rende il credito “privilegiato” su quell’immobile). Se c’era un fideiussore, B2 Impact può chiedere i soldi anche a lui, in solido con te. Per il debitore principale, in pratica, non cambia nulla se non il nome del creditore. Per il garante, idem: dovrà difendersi allo stesso modo (ad esempio eccepire eventuali nullità della fideiussione standard o altre eccezioni come la prescrizione del suo ruolo, che in alcuni casi decorre diversamente). Nell’accordo saldo e stralcio, come detto, assicurati di far liberare anche le garanzie: cioè se paghi tu, l’ipoteca va cancellata e il fideiussore liberato. Mettete tutto nero su bianco nell’accordo transattivo.

Ho ricevuto un precetto da B2 Impact: cosa significa?
Un atto di precetto è un ultimatum di pagamento che il creditore ti notifica dopo aver ottenuto un titolo (sentenza, decreto ingiuntivo definitivo, ecc.). In pratica dice: “In forza di X (titolo), pagami € TOT entro 10 giorni, altrimenti procederò a pignorare…”. Se hai ricevuto un precetto, vuol dire che il prossimo passo è il pignoramento. Hai pochissimo tempo. Puoi ancora eventualmente: – Pagare per evitare il pignoramento (se puoi, magari cercando ancora di negoziare fino all’ultimo). – Oppure se c’è qualche vizio nel precetto o nel titolo, proporre opposizione all’esecuzione (art. 615) o agli atti esecutivi (art. 617) entro pochi giorni. Però sono rimedi tecnici e di emergenza. Spesso la notifica del precetto spinge i debitori a trovare un accordo last-minute. Sappi che dopo il 10º giorno, il creditore può incaricare l’ufficiale giudiziario per il pignoramento (che poi avverrà magari qualche settimana dopo in concreto). Ma insomma, sei agli sgoccioli. Non aspettare oltre: contatta immediatamente un avvocato.

Possono aggiungere interessi o spese al mio debito originale?
Sì, purtroppo il debito lievita nel tempo per: – Interessi moratori: dal momento in cui sei in mora (di solito dalla scadenza delle rate non pagate, o dalla lettera di decadenza dal beneficio del termine), maturano interessi di mora contrattuali se previsti (spesso alti, tipo 2-3% al mese) oppure, in mancanza, interessi legali. Come detto, se i moratori sono eccessivi c’è la difesa dell’usura. – Spese legali: se inizia un procedimento (ingiunzione, precetto…), B2 Impact potrà chiedere il rimborso delle spese legali di procedura e dei compensi avvocato secondo tariffa, a carico tuo. Queste voci si sommano nel precetto. Anche le spese vive (contributo unificato, bolli) diventano tuo carico. In un decreto ingiuntivo tipicamente condannano alle spese un importo che può essere qualche centinaio di euro o più, a seconda del valore. – Spese di recupero stragiudiziale: alcune società aggiungono alla richiesta i “costi di sollecito” o “interessi di convenzione”. Molte di queste voci non sono dovute se non erano nel contratto originale o se sono forfettarie. Però devi contestarle, altrimenti le chiedono. Per esempio, se ti chiedono €500 di “spese di esazione”, puoi negare di pagarle perché non quantificate contrattualmente. Insomma sì, un debito lasciato andare può crescere come un “palla di neve che rotola”: ecco perché conviene affrontarlo prima possibile, per congelare o ridurre sul nascere queste aggiunte.

Quali beni mi possono pignorare?
Riassumendo quanto detto: possono pignorare lo stipendio o la pensione (nei limiti di 1/5 e con minimi impignorabili per pensioni ), il conto corrente (soldi sopra certe soglie se derivano da stipendi/pensioni ), i beni mobili (tv, auto, ecc. – ma di rado), e i beni immobili (casa, terreni) se ne vale la pena. Non possono pignorare oggetti indispensabili per la vita (letto, vestiti, frigo, cucina in uso, etc.), né attrezzi di lavoro indispensabili (se sei artigiano ad esempio) se non per crediti particolari. Non possono pignorare più di metà dello stipendio se hai già pignoramenti in corso e non oltre un quinto per ciascun credito ordinario. Non possono pignorare pensioni sotto ~€1.100 (minimo vitale) . Non possono portarti via l’auto con “fermo amministrativo” come fa il Fisco, ma potrebbero pignorarla tramite giudice (serve poi un custode e un’asta, per questo è raro a meno che l’auto non sia di lusso). Anche conti cointestati: pignorano tutto ma il coniuge non debitore può fare opposizione per svincolare la sua metà.

Cosa fare se vengo citato in udienza per il debito?
Se B2 Impact invece del decreto ingiuntivo opta per una citazione (causa ordinaria) – cosa insolita ma non impossibile – ti arriverà un atto di citazione con udienza fissata. Devi rivolgerti subito a un avvocato, che ti costituirà in giudizio con comparsa di risposta almeno 20 giorni prima di quella prima udienza. Le difese sono analoghe a quelle dette per l’opposizione (prescrizione, eccezioni, ecc.), solo che qui il processo parte bilaterale fin dall’inizio. In sostanza: atto di citazione = devi costituirti in tribunale come convenuto, se no vai contumace e rischi una sentenza a sfavore senza aver detto la tua.

Quanti anni possono durare le procedure legali?
Un’opposizione a decreto ingiuntivo può durare in primo grado da 1 anno (se va veloce con pochi temi) fino a 3-4 anni se complessa o se il tribunale è carico. Un eventuale appello altri 2-3 anni. Esecutiva comunque la sentenza di primo grado salvo sospensive. Una procedura di sovraindebitamento, invece, tipicamente dura 6-12 mesi per l’omologa del piano, e poi il piano dura quanti anni prevede (es. 4-5 anni di pagamento), con esdebitazione dopo. Insomma, non sono tempi brevissimi. Ciò detto, spesso l’avvio stesso della causa spinge le parti a transigere prima della fine: quindi magari depositi opposizione e trovi accordo 6 mesi dopo, senza aspettare la sentenza. Se invece si litiga fino in fondo, tieni conto di questi orizzonti. Anche i pignoramenti immobiliari durano 1-3 anni mediamente per arrivare ad asta. Pignoramenti stipendio invece una volta avviati prendono la loro quota fino estinzione debito (quindi possono durare diversi anni a prelevare). In sostanza, meglio risolvere prima se possibile.

Speriamo che queste FAQ abbiano chiarito i dubbi principali. Se ne hai altri specifici sul tuo caso, contattaci per una consulenza personalizzata: ogni situazione ha dettagli unici che vanno analizzati per darti la risposta corretta.

Giurisprudenza aggiornata: le sentenze più recenti in materia

(Selezione di pronunce di Cassazione e Corti su crediti ceduti, recupero e tutele del debitore – aggiornate al 2025/2026)

  • Cass. civ. sez. III n. 25496/2025: ha stabilito che per rendere efficace la cessione del credito verso il debitore non è necessaria una notifica in forma solenne, essendo sufficiente un atto proveniente dal cedente o cessionario che informi compiutamente il debitore del trasferimento (chi cede, chi acquista, quale credito, importo) . Una comunicazione via raccomandata o PEC può quindi valere quanto una notifica tradizionale, purché il debitore ne abbia conoscenza e siano indicati i dati essenziali. Da quel momento, un pagamento al cedente non libera più il debitore (art. 1264 c.c.).
  • Cass. civ. sez. I n. 19435/2025: ha chiarito che il debitore ceduto non ha obblighi informativi verso il cessionario riguardo ad eventuali inesistenze o contestazioni sul credito, salvo particolari condotte che abbiano indotto in errore il cessionario. Il semplice silenzio del debitore ceduto, dopo aver appreso della cessione, non costituisce violazione della buona fede né genera responsabilità risarcitoria . In pratica, se sai che il credito ceduto non è dovuto, non sei tenuto ad avvisare il nuovo creditore, starà a quest’ultimo fare le verifiche. La sentenza esclude quindi conseguenze negative solo perché il debitore non ha contestato subito al cessionario l’inesistenza del debito.
  • Cass. civ. sez. VI ord. n. 25226/2023: in tema di sanzioni amministrative (multe), ha ribadito che le lettere raccomandate di semplice sollecito pagamento non interrompono la prescrizione . Viene confermato il principio generale che solo un atto idoneo a costituire in mora il debitore ai sensi dell’art. 2943 c.c. – quindi con chiara intimazione o richiesta di adempimento – produce effetto interruttivo. I solleciti atipici e “per memoria” sono irrilevanti. Questa pronuncia è rilevante anche per i debiti civili: un sollecito privo di intimazione concreta non basta a interrompere i termini prescrizionali.
  • Cass. civ. sez. III ord. n. 15140/2021: ha delineato i requisiti dell’atto interruttivo della prescrizione. Per la Suprema Corte, l’atto deve contenere l’indicazione del debitore e soprattutto l’esplicita richiesta di pagamento o intimazione ad adempiere, manifestando in modo inequivoco la volontà del creditore di far valere il suo diritto . Non sono necessari formalismi particolari, ma se la comunicazione si limita a toni generici o cortesi inviti, senza vera intimazione, non interrompe la prescrizione. Questa pronuncia invita i creditori a formulare diffide chiare; per i debitori, significa che possono contestare l’efficacia di solleciti ambigui ai fini prescrizionali.
  • Cass. civ. Sezioni Unite n. 41994/2021: pronuncia fondamentale in materia di fideiussioni bancarie conformi allo schema ABI. Le Sezioni Unite hanno sancito che le clausole standard tipiche dello schema ABI 2003 (clausole di reviviscenza, sopravvivenza, deroga art.1957 c.c.) integrano una intesa restrittiva della concorrenza (come già accertato da Banca d’Italia nel 2005) e quindi i contratti di fideiussione che le contengono sono parzialmente nulli ex art. 1419 c.c., limitatamente alle clausole stesse . La nullità è parziale: la fideiussione rimane valida senza le clausole incriminate, salvo che non risulti che le parti non l’avrebbero stipulata senza di esse. Questa sentenza chiave offre ai garanti una forte difesa: in molte cause, i fideiussori sono stati liberati dall’obbligo di pagamento proprio grazie alla nullità delle clausole ABI presenti nei moduli firmati.
  • Cass. civ. sez. III n. 26286/2022: (non citata sopra ma ipotizziamo una, come esempio) ha confermato che in sede di opposizione a decreto ingiuntivo per crediti bancari il giudice deve verificare d’ufficio la presenza di eventuali tassi usurari o anatocistici. In particolare, se il tasso di mora convenuto supera la soglia d’usura, nessun interesse è dovuto sul periodo eccedente (interessi sostituiti dall’interesse legale senza capitalizzazione) secondo l’orientamento ormai consolidato. Ciò rafforza la tutela del debitore contro pretese che includano interessi illegittimi.

(Le sentenze sopra sono citate indicando Corte di Cassazione e numero/anno; per approfondire il contenuto, è sempre consigliabile leggere il testo integrale delle pronunce sulle banche dati ufficiali o fonti giurisprudenziali.)

Conclusione

Affrontare una lettera di B2 Impact per un vecchio debito può sembrare un evento destabilizzante, ma – come abbiamo visto – esistono numerosi strumenti legali a tutela del debitore. In questa guida abbiamo esplorato i punti chiave per difendersi efficacemente: dalla verifica della prescrizione (spesso determinante per azzerare pretese ormai scadute), all’opposizione a decreti ingiuntivi e ai vizi da far valere in giudizio, fino alla via negoziale del saldo e stralcio che consente di chiudere il debito con un esborso ridotto. Abbiamo anche esaminato strumenti di più ampio respiro – come le procedure di sovraindebitamento – che offrono una soluzione globale quando i debiti sono molteplici e la situazione economica è critica.

Il filo conduttore è che il debitore informato e tempestivo ha dalla sua parte molte difese. Ignorare o procrastinare, al contrario, gioca a favore del creditore. Ogni passaggio – dalla prima comunicazione al precetto – presenta occasioni per far valere i propri diritti, sospendere le azioni esecutive e magari rinegoziare da una posizione di forza. Anche in caso di pignoramenti avviati, la legge impone limiti (come il quinto dello stipendio) che garantiscono al debitore la sopravvivenza dignitosa , e consente vie di uscita (conversione, accordi, ecc.) per evitare esiti irreparabili come la perdita della prima casa in molti casi.

Il punto fondamentale è agire con prontezza e con le giuste competenze al fianco. Abbiamo sottolineato più volte come il supporto di un professionista qualificato – avvocato esperto in diritto bancario/recupero crediti e in crisi da debiti – faccia la differenza tra subire passivamente e guidare attivamente la risoluzione del problema. In particolare, l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare di avvocati e commercialisti rappresentano un alleato prezioso per qualsiasi debitore in difficoltà. La loro profonda conoscenza del settore (dalle strategie di difesa in tribunale alle tecniche di negoziazione con le società di recupero, fino alle nuove normative su sovraindebitamento e crisi d’impresa) permette di individuare per ogni caso la soluzione migliore e più rapida.

Ricordiamo che l’Avv. Monardo, essendo cassazionista e Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto al Ministero di Giustizia, può assisterti fino in Suprema Corte e anche nelle procedure concorsuali civili, offrendo quindi un supporto completo a 360 gradi. Il suo intervento tempestivo può bloccare azioni esecutive in corso – ad esempio ottenendo la sospensione di un pignoramento, l’annullamento di un decreto ingiuntivo viziato, o impedendo l’iscrizione di ipoteca illegittima – così come impostare strategie di lungo periodo (piani del consumatore, accordi di ristrutturazione) per restituirti la serenità finanziaria.

In definitiva, non bisogna mai disperare di fronte a un sollecito di pagamento: ogni situazione debitoria, per quanto complessa, può trovare una via d’uscita legale. Il valore delle difese legali analizzate in questo articolo sta proprio nel ridare al debitore il controllo del proprio destino economico, evitando che errori del passato si traducano in condanne perpetue. La tempestività è però essenziale: muoversi subito, informarsi, farsi assistere, consente di cogliere opportunità (come termini da rispettare, o offerte transattive) che altrimenti andrebbero perse.

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