Introduzione
L’attenzione crescente verso l’etica e la sostenibilità ha creato nuove figure professionali come i consulenti ESG (Environmental, Social & Governance) e i sustainability manager. Questi professionisti, spesso iscritti agli ordini dei commercialisti o operanti come liberi consulenti, assistono aziende nella predisposizione dei bilanci di sostenibilità, nell’adempimento alla Direttiva UE (CSRD) recepita con il D.Lgs. 127/2024 e nell’integrazione di criteri ambientali e sociali nei processi aziendali. Proprio l’importanza strategica dei servizi resi e la rilevanza economica dei compensi percepiti espongono i consulenti ESG a controlli fiscali sempre più frequenti: l’Agenzia delle Entrate ha intensificato le verifiche su professionisti che operano in regime forfettario o con partita IVA individuale, in particolare quando l’attività registra movimenti bancari elevati, incassi di consulenze all’estero o la presenza di più rapporti contrattuali.
L’accertamento fiscale può generare ansia e incertezza: il contribuente rischia non solo sanzioni e interessi ma anche procedure esecutive (pignoramenti, ipoteche, fermo amministrativo) e, nei casi più gravi, segnalazioni penali per reati tributari. È quindi essenziale conoscere i diritti e le tutele previste dalla legge per difendersi in modo tempestivo ed efficace. Il decreto legislativo 219/2023 ha introdotto il principio generale del contraddittorio obbligatorio: prima di emettere un avviso di accertamento autonomamente impugnabile l’amministrazione deve comunicare al contribuente una bozza dell’atto e concedere almeno 60 giorni per formulare osservazioni; solo dopo aver esaminato le difese potrà emettere l’atto definitivo . Le recenti pronunce della Corte di Cassazione hanno chiarito molte questioni: la legittimità della notifica via PEC anche quando il destinatario non utilizza la casella se l’atto viene depositato su InforCamere ; la possibilità di integrare l’accertamento con nuovi elementi emersi da altre amministrazioni ; la necessità, nell’accertamento analitico‑induttivo, di riconoscere costi forfettari presunti a tutela della capacità contributiva . Parallelamente, la Legge 197/2022 (Legge di bilancio 2023) e i successivi decreti hanno introdotto la rottamazione-quater e la rottamazione-quinquies delle cartelle, consentendo la definizione agevolata dei debiti iscritti a ruolo: grazie a tali misure si può estinguere il debito versando solo il capitale e le spese di notifica .
In questo contesto complesso e in continua evoluzione, avvalersi di un avvocato esperto fa la differenza. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff di avvocati e commercialisti operano a livello nazionale con un approccio multidisciplinare. Cassazionista, specializzato in diritto bancario e tributario, l’Avv. Monardo coordina professionisti in tutta Italia ed è Gestore della Crisi da Sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia; è fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi), Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Il suo studio analizza gli atti di accertamento, valuta la legittimità delle notifiche e della motivazione, propone ricorsi dinanzi alle Corti di giustizia tributaria, chiede sospensioni dell’esecuzione, negozia piani di rateazione e rottamazioni, fino ad attivare procedure di sovraindebitamento o ristrutturazione dei debiti quando necessario. Grazie all’esperienza maturata in migliaia di casi, lo studio fornisce soluzioni su misura per professionisti e imprese.
Se hai ricevuto un avviso di accertamento o temi un controllo, contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team. Una consulenza tempestiva consente di prevenire errori, sfruttare le tutele normative e costruire difese solide.
1. Contesto normativo e giurisprudenziale: l’accertamento fiscale per i consulenti ESG
1.1. Fonti costituzionali e tributarie
Il sistema tributario italiano trova la sua base nell’art. 53 della Costituzione, che impone a tutti di concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva. Le imposte devono essere disciplinate da leggi, riservando al legislatore il potere di determinare presupposto, soggetto passivo, base imponibile e aliquota. I consulenti ESG, come qualunque professionista, sono tenuti a dichiarare i propri compensi ai fini IRPEF, IVA e, se superano le soglie del regime forfettario, all’Irap. Il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) (D.P.R. 917/1986), il Decreto IVA (D.P.R. 633/1972) e il D.Lgs. 446/1997 per l’Irap stabiliscono le regole per determinare il reddito professionale.
Negli ultimi anni il legislatore è intervenuto per incentivare la sostenibilità nelle imprese e promuovere la trasparenza ESG. La Direttiva UE 2022/2464 (Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD), recepita con il D.Lgs. 127/2024, estende l’obbligo di redazione del bilancio di sostenibilità anche a imprese non quotate e prevede nuovi standard di rendicontazione. Molte PMI si affidano a consulenti esterni per adeguarsi ai requisiti; tali compensi rientrano nel reddito di lavoro autonomo e sono soggetti alle regole fiscali ordinarie. Non esistono agevolazioni specifiche per i consulenti ESG, ma la normativa sulla deducibilità dei costi e sul regime forfettario (legge 190/2014 e successive modifiche) si applica in pieno. I professionisti che superano la soglia di ricavi annuali (attualmente 100.000 euro) devono uscire dal regime e adottare la contabilità ordinaria, con obbligo di fatturazione elettronica e tenuta dei registri IVA.
1.2. Il principio del contraddittorio e la riforma del 2023
La riforma tributaria del 2023 ha introdotto nel Decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 219 il nuovo Statuto dei diritti del contribuente. Centrale è l’art. 6‑bis che riconosce il diritto al contraddittorio per tutti gli atti di accertamento impugnabili dinanzi alle Corti di giustizia tributaria: l’amministrazione deve inviare al contribuente una comunicazione di avvio del procedimento, con la bozza di avviso, concedendo almeno 60 giorni per presentare osservazioni e richiedere l’accesso agli atti. Sono escluse solo le attività di controllo automatizzato e l’accertamento effettuato in situazioni di pericolo per la riscossione . La mancata attivazione del contraddittorio determina la nullità dell’atto e la violazione non può essere sanata in giudizio .
Il legislatore ha delegato al Ministero dell’Economia e delle Finanze il compito di individuare gli atti esclusi dal contraddittorio. Con il Decreto ministeriale 24 aprile 2024, sono state escluse le comunicazioni di irregolarità derivanti da controlli automatici, gli avvisi relativi a tributi di modesta entità e i casi in cui sussista pericolo per la riscossione; tuttavia le autonomie locali possono garantire garanzie ulteriori e non possono prevedere tutele inferiori a quelle statali . Per i consulenti ESG ciò significa che l’avviso di accertamento o liquidazione dell’IVA e delle imposte sui redditi deve essere preceduto da un confronto, salvo si tratti di un controllo automatizzato o di atti emessi in presenza di indizi di frode imminente.
1.3. La notificazione degli atti: PEC, InforCamere e termini
La notificazione è il momento in cui l’accertamento produce effetti. Secondo l’art. 60 del D.P.R. 600/1973, l’avviso di accertamento può essere notificato tramite raccomandata, messo comunale, ufficiale giudiziario o posta elettronica certificata (PEC). La Corte di Cassazione ha chiarito, con l’ordinanza n. 3703 del 7 febbraio 2025, che se la PEC del contribuente è inattiva o scaduta, l’amministrazione non ha l’obbligo di effettuare un secondo tentativo; può depositare l’atto nell’archivio InforCamere (indirizzo pubblico) e inviare la relativa comunicazione per raccomandata . La notifica si considera perfezionata decorsi 15 giorni dall’avvenuto deposito.
I termini di decadenza dell’accertamento sono generalmente fissati al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione (ottavo anno in caso di omessa dichiarazione). La notifica tardiva è nulla. L’ordinanza Cassazione 10226/2024 ha ribadito che l’ufficio può emettere un avviso integrativo qualora sopravvengano nuovi elementi conoscitivi da altre amministrazioni, come una denuncia della Guardia di Finanza: non è un bis in idem ma un atto legittimo se fondato su fatti ignoti al primo accertamento . L’ordinanza n. 3695/2025 ha poi precisato che la violazione del termine di 60 giorni tra il Processo Verbale di Constatazione (PVC) e l’avviso di accertamento non determina la nullità automatica dell’atto quando il contribuente ha esercitato il proprio diritto di difesa in contraddittorio : il principio di proporzionalità impone di verificare se l’irregolarità abbia effettivamente leso la capacità difensiva.
1.4. Il metodo analitico‑induttivo e la deduzione forfettaria dei costi
Molti avvisi rivolti ai consulenti ESG sono fondati su indagini bancarie: l’ufficio chiede alla banca i movimenti dei conti e, in presenza di versamenti o prelevamenti non giustificati, presume l’esistenza di ricavi non dichiarati. L’art. 32 del D.P.R. 600/1973 attribuisce valore di presunzione legale ai movimenti non contabilizzati: il contribuente ha l’onere di dimostrare che si tratta di somme estranee all’attività o già tassate. Tradizionalmente, nella rettifica analitico‑induttiva l’ufficio attribuiva i ricavi ma negava la deduzione dei costi se non supportati da documenti certi. La sentenza della Corte costituzionale n. 10/2023 ha ritenuto irragionevole tale sistema perché il contribuente con contabilità attendibile finiva per essere trattato peggio di chi non teneva alcuna contabilità. A seguito di questa pronuncia la Cassazione, con ordinanze n. 19574/2025 e n. 30382/2025, ha riconosciuto che, nell’accertamento analitico‑induttivo, il contribuente può sempre opporre una prova presuntiva contraria, eccependo un’incidenza forfettaria dei costi . La presunzione iuris tantum consente quindi di sottrarre ai maggiori ricavi i costi presumibilmente sostenuti per produrli; la prova può essere basata su studi di settore o su parametri medi di settore. Tale principio tutela la capacità contributiva ed evita che il professionista venga tassato su ricavi lordi.
1.5. Privacy e indagini bancarie: la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
L’ampio ricorso alle indagini finanziarie per i professionisti ha suscitato dubbi sulla tutela della privacy. Con la sentenza dell’11 dicembre 2025 (depositata l’8 gennaio 2026), la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha condannato l’Italia per violazione dell’art. 8 della Convenzione: il prelievo indiscriminato di dati bancari dei cittadini, senza adeguate garanzie procedimentali, costituisce un’interferenza nella vita privata . La CEDU ha affermato che i dati bancari sono parte della sfera personale e che l’accesso deve avvenire solo quando strettamente necessario e proporzionato. Questa pronuncia rafforza l’importanza del contraddittorio e della motivazione: l’amministrazione deve spiegare perché ha richiesto i dati e in che modo i movimenti siano collegati all’attività professionale. Le difese basate sulla privacy possono dunque costituire un argomento di legittimità degli accertamenti.
1.6. Procedure di riscossione agevolata: rottamazione-quater e quinquies
Oltre a contestare gli avvisi, il contribuente può utilizzare strumenti di definizione agevolata per chiudere le pendenze. La Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di bilancio 2023) ai commi 231‑252 dell’art. 1 ha introdotto la rottamazione-quater: i debiti affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 possono essere estinti senza pagare sanzioni, interessi di mora, interessi di dilazione e aggio; resta dovuto solo il capitale e le spese di notifica . Il comma 232 consente il pagamento in un’unica soluzione (entro il 31 ottobre 2023) o in un massimo di 18 rate, con scadenze semestrali a partire dal 2024 . Il D.L. 145/2023 e il D.L. 215/2023 (convertito nella legge 18/2024) hanno prorogato le prime scadenze e introdotto un margine di tolleranza di 5 giorni per i ritardi . Per chi è decaduto, è prevista la riammissione entro il 30 aprile 2025 .
Con la Legge di bilancio 2026 è stata istituita la rottamazione-quinquies, consentendo la definizione dei debiti affidati fino al 31 dicembre 2024. Le prime due rate scadono il 31 luglio 2026 e il 30 novembre 2026, mentre le restanti 52 rate (per un totale di 54) sono bimestrali. L’agevolazione prevede la riduzione delle sanzioni e degli interessi e impone la perdita del beneficio in caso di mancato pagamento anche di una sola rata oltre 5 giorni. Poiché la legge è recente, conviene affidarsi a un professionista per verificare l’ammissibilità del proprio debito e la convenienza della procedura.
1.7. Altre misure: saldo e stralcio, definizione liti pendenti, ravvedimento operoso
Il legislatore ha introdotto varie misure straordinarie per regolarizzare i debiti fiscali:
- Saldo e stralcio dei debiti inferiori a 1.000 euro: la legge 197/2022 prevede l’annullamento automatico delle cartelle inferiori a 1.000 euro affidate alla riscossione tra il 2000 e il 2015. Per le partite IVA forfettarie e i professionisti con redditi bassi esistono ulteriori agevolazioni.
- Definizione delle liti pendenti: il D.Lgs. 119/2018, richiamato dalle leggi di bilancio successive, consente di definire i giudizi tributari pendenti al 31 dicembre 2023 versando un importo ridotto (40 % per le cause in primo grado, 50 % per quelle in secondo grado, 5 % per i giudizi dinanzi alla Cassazione quando l’Agenzia è soccombente). Il contribuente chiude il contenzioso e ottiene l’estinzione delle sanzioni.
- Ravvedimento operoso e definizione agevolata delle sanzioni: i consulenti che non hanno ancora ricevuto l’avviso possono sanare spontaneamente gli errori presentando una dichiarazione integrativa e versando imposte e sanzioni ridotte. Con la riforma 2023 il ravvedimento è stato esteso anche ai tributi regionali e locali.
1.8. Procedure concorsuali e sovraindebitamento
Per i professionisti sovraindebitati la normativa offre strumenti che consentono di definire complessivamente i debiti fiscali, bancari e commerciali. La Legge 3/2012, confluita nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), disciplina le seguenti procedure:
- Ristrutturazione dei debiti del consumatore (ex piano del consumatore) – riservata a persone fisiche che non esercitano attività di impresa. Il debitore propone un piano di rimborso sostenibile e l’OCC verifica la documentazione; i creditori possono presentare osservazioni entro 20 giorni . Il piano può prevedere il pagamento parziale dei debiti, inclusi quelli assistiti da cessione del quinto. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 4622/2024, ha confermato che è possibile dilazionare il pagamento dei crediti privilegiati anche oltre un anno dall’omologazione, purché i creditori siano messi in condizione di esprimere la propria opinione .
- Accordo di ristrutturazione dei debiti (ARD) – riservato ad imprenditori commerciali sotto soglia o a professionisti che svolgono attività d’impresa. Necessita del consenso dei creditori che rappresentano almeno il 60 % dell’esposizione debitoria e dell’omologazione del tribunale. Consente la falcidia dei debiti fiscali con il consenso dell’erario.
- Concordato minore – introdotto dal D.Lgs. 83/2022, si applica a imprenditori minori e professionisti. Consente di proporre un piano di ristrutturazione approvato dai creditori e di ottenere il blocco delle azioni esecutive.
- Liquidazione controllata del sovraindebitato – procedura residua per chi non può pagare. Il patrimonio è liquidato e, se il debitore è incolpevole, può ottenere l’esdebitazione (cancellazione dei debiti residui) al termine. Le recenti pronunce della Cassazione (ordinanza n. 14835/2025) hanno chiarito i presupposti: l’esdebitazione spetta solo a chi non ha commesso frodi o gravi colpe e non ha già ottenuto il beneficio negli ultimi 5 anni .
2. Procedura passo per passo dopo la notifica dell’atto di accertamento
La notifica di un avviso di accertamento rappresenta l’avvio di una procedura che, se gestita correttamente, può portare all’annullamento o alla riduzione del debito. Di seguito vengono descritti i passaggi fondamentali:
- Ricezione dell’avviso o del processo verbale di constatazione (PVC) – Il professionista riceve il PVC via PEC o raccomandata. Il documento contiene le contestazioni preliminari dell’ufficio: ricavi non dichiarati, irregolarità IVA, omessa fatturazione. Dal momento della ricezione decorrono i termini per il contraddittorio (almeno 60 giorni)
- Cosa fare subito: leggere attentamente il verbale, annotare la data di consegna, conservare la busta e la notifica; contattare immediatamente un avvocato tributario. Valutare se vi sono errori materiali, se la verifica si è svolta regolarmente (autorizzazione alle indagini bancarie, verbalizzazione) e se il contribuente ha firmato il verbale sotto costrizione.
- Contraddittorio preliminare – Entro il termine (solitamente 60 giorni) il contribuente può presentare osservazioni scritte e documenti, richiedere l’accesso al fascicolo e chiedere un incontro con i funzionari. È possibile farsi assistere da un professionista. Ai sensi dell’art. 6‑bis del D.Lgs. 219/2023 l’ufficio deve rispondere a ogni argomento e motivare l’eventuale rigetto . Una difesa ben strutturata può portare all’annullamento totale o parziale dell’avviso.
- Emissione dell’avviso di accertamento – Se l’ufficio ritiene di confermare la pretesa invia l’avviso definitivo. L’atto deve contenere la motivazione puntuale, il riferimento alla normativa violata, l’indicazione dell’imposta, delle sanzioni e degli interessi, nonché le modalità di pagamento e di impugnazione. La notifica può avvenire via PEC; qualora il domicilio digitale non sia attivo, l’atto è depositato in InforCamere e la notifica è completata con raccomandata . L’avviso deve essere emesso entro i termini di decadenza (di norma entro cinque anni). Nel caso di avvisi integrativi devono essere indicati i nuovi elementi che giustificano la ripresa .
- Iscrizione a ruolo e cartella di pagamento – Decorso il termine per il pagamento o per l’impugnazione, l’ufficio iscrive le imposte a ruolo; l’Agenzia delle Entrate – Riscossione notifica la cartella con l’obbligo di pagamento entro 60 giorni. In caso di mancato pagamento il debitore può ricevere intimazioni, fermi, ipoteche e pignoramenti.
- Impugnazione innanzi alla Corte di giustizia tributaria – L’avviso di accertamento può essere impugnato entro 60 giorni (90 se l’avviso non riporta la firma dell’ufficiale) innanzi alla Corte di giustizia tributaria di primo grado. Dal 2023 il sistema giudiziario è stato riformato: le vecchie Commissioni tributarie sono state sostituite da Corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado. Il ricorso deve essere notificato all’ufficio che ha emesso l’atto e depositato telematicamente. È necessario indicare la PEC dell’avvocato e allegare prova delle notifiche e del pagamento del contributo unificato. Se la controversia supera 50.000 euro (50.000 esclusi interessi e sanzioni), è obbligatoria l’assistenza tecnica di un avvocato iscritto all’albo speciale.
- Sospensione cautelare e istanza di autotutela – Se l’avviso comporta un versamento immediato, è possibile chiedere al giudice la sospensione dell’atto allegando prove del danno grave e irreparabile. Parallelamente si può proporre all’ufficio un’istanza di autotutela affinché annulli o riduca il debito; la presentazione dell’istanza non sospende i termini per il ricorso.
- Fase di riscossione – Se non si presenta il ricorso o questo viene rigettato, l’Agente della riscossione può procedere al pignoramento dei conti correnti, dello stipendio o del quinto della pensione. Prima di tali azioni è notificata un’intimazione di pagamento. Il ricorrente può accedere alla rateazione (fino a 120 rate mensili per debiti superiori a 60.000 euro) o chiedere la definizione agevolata tramite rottamazione o transazione fiscale.
3. Difese e strategie legali per consulenti ESG
3.1. Analizzare la motivazione e la legittimità dell’atto
Il primo passo per difendersi da un accertamento è verificare se l’atto sia legalmente motivato. La legge richiede che l’avviso contenga l’indicazione specifica degli elementi su cui si basa la pretesa, la descrizione delle infrazioni, il riferimento alla normativa, il calcolo delle imposte e delle sanzioni. Se l’atto si limita a richiamare genericamente il processo verbale o a citare disposizioni di legge senza spiegare in che modo si applichino al caso concreto, è viziato per difetto di motivazione (art. 7, legge 212/2000). L’Avv. Monardo esamina le carenze formali e provvede a eccepire la nullità. Un esempio frequente concerne gli avvisi integrativi: l’ufficio deve specificare i nuovi elementi non conosciuti al momento del primo avviso; diversamente l’atto è illegittimo .
3.2. Eccepire la violazione del contraddittorio
Come visto, la riforma del 2023 ha reso obbligatorio il contraddittorio preventivo per quasi tutti gli atti. Se l’ufficio emette l’avviso senza aver inviato la bozza e senza aver concesso 60 giorni, il contribuente può eccepire la nullità. Anche la mancata considerazione delle osservazioni presentate può dar luogo all’annullamento: l’atto deve esporre le ragioni per le quali l’ufficio non ha accolto le richieste; la motivazione “di stile” è inadeguata. È bene ricordare che la violazione del termine di 60 giorni, se il contribuente ha comunque partecipato al contraddittorio, non comporta l’automatica nullità ma deve dimostrarsi il danno subito .
3.3. Provare l’estraneità dei movimenti bancari e dedurre costi forfettari
Nei casi basati su indagini bancarie, la strategia difensiva verte sulla prova contraria. Il contribuente deve documentare che i versamenti e i prelevamenti non si riferiscono a compensi professionali: ad esempio, dimostrando che provengono da rimborsi spese, da prestiti personali, da trasferimenti tra conti propri o da attività esenti. È consigliabile allegare estratti conto, bonifici e giustificativi. Inoltre, grazie al nuovo orientamento della Cassazione, si può chiedere il riconoscimento forfettario dei costi per produrre i ricavi presunti: lo studio legale può ottenere una consulenza tecnica per determinare l’incidenza percentuale dei costi (spese di personale, canoni di software ESG, corsi di formazione, acquisto di banche dati). Le ordinanze n. 19574/2025 e n. 30382/2025 hanno affermato che anche nei controlli analitico‑induttivi il contribuente può opporre una prova presuntiva contraria , evitando di essere tassato sulla totalità dei movimenti.
3.4. Contestare la procedura di notifica
La notificazione errata è causa di nullità. È necessario verificare che la PEC sia stata inviata all’indirizzo risultante dall’INI‑PEC e che il messaggio contenga un file .p7m con firma digitale valida. Se la casella è inattiva o scaduta, l’ufficio deve ricorrere al deposito in InforCamere e all’avviso per raccomandata ; l’assenza del deposito o l’omesso invio della raccomandata rende nulla la notifica. In mancanza di PEC, l’atto può essere notificato al domicilio fiscale mediante ufficiale giudiziario o raccomandata AR: se il postino non trova il destinatario deve depositare l’atto e inviare la raccomandata con avviso, altrimenti la notifica è inefficace.
3.5. Opporsi alle presunzioni eccessive nella forfettarizzazione
Molti consulenti ESG aderiscono al regime forfettario che prevede la tassazione con un’imposta sostitutiva sulla base di un coefficiente di redditività (78 % per gli altri professionisti). L’Agenzia delle Entrate, quando rileva incassi elevati, può ritenere che la soglia sia stata superata e requalificare l’attività come ordinaria, applicando Iva, Irpef progressiva e Irap. È possibile difendersi dimostrando che i ricavi presunti non sono reali, che alcune entrate sono state erroneamente duplicate, che i compensi provenivano da società estere per servizi resi in paesi con convenzioni contro le doppie imposizioni. Nel regime forfettario non è prevista la deduzione dei costi, ma in sede di accertamento è comunque possibile opporsi alle presunzioni irragionevoli e far valere i principi generali di proporzionalità. Se l’ufficio ravvisa una falsa partita IVA (prestazioni di consulenza resa a un solo cliente con vincolo di subordinazione), il professionista può dimostrare l’autonomia: con contratti, assenza di vincoli di orario, rischio d’impresa.
3.6. Utilizzare l’autotutela e la conciliazione
La procedura di autotutela consente all’ufficio di annullare in tutto o in parte il proprio atto quando riconosce vizi evidenti; non richiede l’accordo del direttore provinciale. Presentare un’istanza ben motivata, allegando prove e pronunce di legittimità, può portare all’annullamento dell’accertamento senza dover affrontare il contenzioso. In alternativa, durante il giudizio è possibile attivare la conciliazione giudiziale: l’ufficio può ridurre l’imposta e le sanzioni in cambio del pagamento immediato. La conciliazione definisce la controversia e riduce i tempi; il legale valuta se conviene accettare una riduzione rispetto al rischio di soccombenza.
4. Strumenti di definizione e procedure concorsuali
4.1. Rottamazione-quater e quinquies: come aderire
La definizione agevolata introdotta dalla legge 197/2022 e successivamente prorogata rappresenta un’opportunità per chi ha debiti con l’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Di seguito i principali aspetti:
| Strumento | Debiti ammessi | Vantaggi | Scadenze | Riferimenti normativi |
|---|---|---|---|---|
| Rottamazione-quater | Carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. | Pagamento di soli capitale e spese di notifica; eliminazione di sanzioni, interessi di mora e aggio . | Versamento unico entro il 31 ottobre 2023 oppure 18 rate; proroghe con D.L. 145/2023 e D.L. 215/2023 con margine di tolleranza di 5 giorni . | Art. 1, commi 231‑252, legge 197/2022; D.L. 145/2023; D.L. 215/2023. |
| Riammissione alla rottamazione-quater | Debiti già ammessi decaduti per mancato pagamento. | Possibilità di riprendere la dilazione versando le rate scadute e ricominciare il piano . | Domanda entro il 30 aprile 2025; scadenze successive come da piano originario. | Art. 2, comma 10, legge 18/2024 (Milleproroghe). |
| Rottamazione-quinquies | Carichi affidati fino al 31 dicembre 2024. | Estinzione del debito con riduzione delle sanzioni e degli interessi; rateizzazione fino a 54 rate bimestrali. | Prima rata entro il 31 luglio 2026; seconda entro il 30 novembre 2026; le successive bimestrali. | Legge di bilancio 2026. |
| Saldo e stralcio < 1.000 € | Debiti di importo residuo fino a 1.000 € affidati tra il 2000 e il 2015. | Annullamento automatico. | Applicazione d’ufficio entro il 31 marzo 2023; comunicazione della cancellazione. | Art. 1, commi 222‑230, legge 197/2022. |
Per aderire alla rottamazione è necessario presentare la domanda tramite l’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione entro i termini previsti. La comunicazione di accoglimento indica l’importo da pagare e le scadenze . È fondamentale rispettare tutte le rate: il mancato pagamento di una rata oltre 5 giorni comporta la decadenza e i versamenti effettuati restano acquisiti a titolo di acconto .
4.2. Transazione fiscale e accordi di ristrutturazione
L’art. 63 del Codice della crisi d’impresa consente al debitore di proporre all’erario una transazione fiscale nell’ambito del concordato preventivo o degli accordi di ristrutturazione. Il piano deve prevedere il pagamento di una quota del debito tributario e contributivo secondo la capacità patrimoniale. L’Agenzia delle Entrate valuta la convenienza della proposta rispetto all’alternativa liquidatoria. Con il decreto correttivo D.Lgs. 83/2022 è stata introdotta la transazione semplificata per le imprese minori, che richiede l’adesione della maggioranza dei creditori chirografari e prevede la falcidia dei tributi locali previo consenso degli enti.
4.3. Ristrutturazione dei debiti del consumatore e piano del professionista
Per i consulenti ESG persone fisiche sovraindebitati, la ristrutturazione dei debiti del consumatore è uno strumento efficace. Il procedimento si svolge presso l’Organismo di Composizione della Crisi (OCC): il debitore presenta all’OCC la documentazione patrimoniale e reddituale e una proposta di pagamento sostenibile. L’OCC redige la relazione particolareggiata, convoca i creditori e trasmette gli atti al giudice. I creditori possono formulare osservazioni entro 20 giorni ; dopo aver valutato la convenienza, il giudice omologa il piano anche senza l’assenso dei creditori. Il piano può prevedere:
- la falcidia dei debiti tributari e previdenziali; anche le somme oggetto di cessione del quinto possono essere rinegoziate ;
- la vendita di beni non essenziali (ad esempio, auto di lusso, seconda casa) e la conservazione della prima casa se il valore è contenuto;
- un programma di rimborso in rate mensili o annuali commisurate al reddito disponibile;
- la previsione dell’esdebitazione a fine procedura, cioè la cancellazione dei debiti residui.
La Cassazione 4622/2024 ha chiarito che, in questi piani, è legittimo prevedere la dilazione del pagamento dei crediti privilegiati oltre l’anno a patto che i creditori siano stati messi in condizione di esprimere il proprio dissenso . Ciò consente al consumatore di proporre rate di durata pluriennale per pagare l’erario.
4.4. Concordato minore e liquidazione controllata
Il concordato minore riguarda i professionisti che esercitano attività di impresa ma non superano i limiti dimensionali per accedere al concordato preventivo. Il piano deve assicurare un pagamento non inferiore a quanto il creditore otterrebbe in caso di liquidazione giudiziale; sono previsti meccanismi di voto e omologazione. La procedura consente di proteggere l’attività professionale e di ristrutturare il debito senza cessare l’attività.
La liquidazione controllata interviene quando il professionista non può proporre un piano di ristrutturazione sostenibile. Tutti i beni vengono liquidati da un liquidatore nominato dal tribunale; al termine, se il debitore è meritevole e non ha commesso frodi, può accedere all’esdebitazione (cancellazione dei debiti residui). La Cassazione (ordinanza 14835/2025) ha ricordato che l’esdebitazione non è automatica e spetta solo a chi soddisfa gli specifici requisiti soggettivi e oggettivi .
4.5. Esperto negoziatore della crisi d’impresa (D.L. 118/2021)
Il D.L. 118/2021 convertito nella legge 147/2021 ha introdotto la figura dell’esperto negoziatore della crisi per aiutare l’imprenditore a gestire la crisi prima di ricorrere alle procedure concorsuali. Il procedimento si apre su istanza dell’imprenditore al segretario generale della Camera di commercio e prevede la nomina di un esperto indipendente che agevola le trattative con i creditori. Il procedimento dura 180 giorni, prorogabile di 60, durante i quali è possibile chiedere misure protettive (sospensione delle azioni esecutive) e concludere accordi o piani di risanamento . Gli effetti principali sono:
- blocco delle azioni esecutive e cautelari;
- protezione da istanze di fallimento;
- possibilità di accedere a finanziamenti prededucibili;
- definizione stragiudiziale con l’erario previa attestazione della convenienza.
L’Avv. Monardo, in qualità di esperto negoziatore, può assistere i consulenti ESG imprenditori nella presentazione della domanda e nella conduzione delle trattative, valutando la migliore soluzione (accordo di ristrutturazione, piano di risanamento o liquidazione) e proteggendo l’attività dall’azione dei creditori.
5. Errori comuni da evitare e consigli pratici
Nella pratica professionale si riscontrano spesso comportamenti che, se non corretti, pregiudicano la posizione del contribuente. Ecco gli errori più frequenti e i consigli per prevenirli:
- Ignorare l’atto o reagire tardivamente: molti professionisti aprono la PEC in ritardo o non leggono le raccomandate, perdendo i termini per il contraddittorio o per il ricorso. È fondamentale consultare periodicamente la propria casella PEC e nominare un avvocato tempestivamente.
- Non documentare le entrate e i prelevamenti: l’assenza di documenti giustificativi impedisce di opporsi alle presunzioni. Conservare ricevute, contratti, mail, estratti conto. Per i bonifici ricevuti dall’estero, specificare la causale (consulenza ESG) e la prestazione.
- Non distinguere spese personali e professionali: mescolare conti personali e professionali alimenta la presunzione di ricavi non dichiarati. È consigliabile avere un conto dedicato alla professione e trasferire periodicamente i compensi sul conto personale.
- Ritenere sufficiente il ravvedimento operoso dopo la notifica: una volta ricevuto l’avviso non è più possibile sanare la violazione con il ravvedimento. Occorre usare i rimedi ordinari (contraddittorio, ricorso, rottamazione). Prima della notifica è invece opportuno regolarizzare eventuali omissioni.
- Accettare proposte verbali senza verificare i calcoli: in sede di contraddittorio l’ufficio può proporre riduzioni o definizioni immediate; prima di aderire è bene far analizzare la proposta da un esperto, verificare se le sanzioni applicate siano corrette e se vi siano margini di miglioramento.
- Sottovalutare l’incidenza dei costi non documentati: alcuni consulenti ESG, convinti che nel regime forfettario non sia rilevante, non conservano le fatture di acquisto di software, licenze di rating ESG, corsi di formazione. Tali spese possono diventare rilevanti in sede di accertamento analitico‑induttivo per dedurre costi presunti.
- Non considerare le opportunità delle procedure concorsuali: ignorare la possibilità di un piano del consumatore o di un accordo di ristrutturazione può portare alla perdita della prima casa o del patrimonio. Rivolgersi a un professionista prima che la situazione si aggravi consente di accedere a soluzioni flessibili.
6. Domande e risposte frequenti (FAQ)
- Sono un consulente ESG in regime forfettario e ho ricevuto un avviso di accertamento per ricavi non dichiarati. Cosa devo fare?
Innanzitutto verifica la data di notifica e rivolgiti immediatamente a un avvocato tributario. Sarà necessario esaminare l’avviso, verificare se l’ufficio ha rispettato il contraddittorio obbligatorio , presentare osservazioni e documentare le entrate. Se l’avviso è illegittimo per carenza di motivazione o notifica irregolare, potrà essere annullato. In alternativa si valuterà la convenienza di un ricorso o di una definizione agevolata.
- Qual è il termine per impugnare un avviso di accertamento?
Il ricorso va notificato all’ufficio entro 60 giorni dalla ricezione dell’atto; il termine sale a 90 giorni se l’avviso non è stato sottoscritto dal dirigente o dal funzionario delegato. Il deposito telematico deve avvenire entro 30 giorni dalla notifica. È importante calcolare i termini con precisione.
- La PEC cui mi hanno notificato l’atto non è più attiva. Posso contestare la notifica?
In base alla Cassazione n. 3703/2025, se la PEC è inattiva l’amministrazione può depositare l’atto su InforCamere e inviare l’avviso per raccomandata . Se tali formalità non sono state rispettate, la notifica è nulla e l’atto può essere impugnato.
- Ho ricevuto un avviso integrativo relativo al medesimo periodo d’imposta. È legittimo?
È legittimo solo se fondato su nuovi elementi emersi dopo l’emissione del primo avviso: ad esempio, una denuncia della Guardia di Finanza o un controllo incrociato . Se l’atto non indica i nuovi fatti o si limita a reiterare contestazioni già formulate, può essere annullato.
- Nel PVC sono indicati prelevamenti dal mio conto personale: come posso difendermi?
Dovrai dimostrare che le somme non sono proventi della tua attività. Puoi giustificarle con estratti conto, documenti di spese personali (mutuo, affitto), rimborsi spese o trasferimenti da conti di risparmio. Inoltre, puoi richiedere la deduzione forfettaria dei costi, come riconosciuto dalla Cassazione .
- Le spese per software di rating ESG o per formazione possono essere considerate costi?
Nell’accertamento analitico‑induttivo puoi sostenere che tali spese sono necessarie per svolgere l’attività e richiedere una percentuale forfettaria di costi. È utile presentare fatture, abbonamenti a banche dati e contratti di licenza per dimostrare l’incidenza dei costi.
- Posso aderire alla rottamazione-quater se sono un professionista e non ho pagato le prime rate?
Sì, entro il 30 aprile 2025 è possibile chiedere la riammissione, pagando le rate scadute . Il piano riprenderà dal punto in cui era stato interrotto. È necessario presentare la domanda tramite il portale dell’Agenzia.
- La rottamazione-quater permette di cancellare anche le sanzioni?
Sì. La definizione agevolata consente di pagare solo il capitale e le spese di notifica, escludendo sanzioni e interessi . Tuttavia, gli interessi di dilazione sulle rate del piano (2 % annuo) restano dovuti.
- Cosa succede se non pago una rata della rottamazione-quinquies?
La decadenza è automatica: l’intero debito torna esigibile e le somme versate restano a titolo di acconto. Non è possibile essere riammessi. È dunque fondamentale pianificare i pagamenti o valutare altri strumenti (rateazione ordinaria, transazione fiscale).
- Cos’è l’esperto negoziatore e a cosa serve?
L’esperto negoziatore, previsto dal D.L. 118/2021, è un professionista indipendente che assiste l’imprenditore nella gestione della crisi e nelle trattative con i creditori. La procedura dura circa sei mesi e consente di sospendere le azioni esecutive e trovare un accordo prima di ricorrere al tribunale . L’Avv. Monardo è iscritto all’elenco degli esperti e può supportarti in questo percorso.
- Cosa prevede la ristrutturazione dei debiti del consumatore?
Si tratta di una procedura riservata alle persone fisiche che non svolgono attività imprenditoriale. Il debitore presenta un piano di rimborso, l’OCC verifica la documentazione e il giudice lo omologa anche senza il consenso dei creditori . È possibile ridurre i debiti, compresi quelli derivanti da cessioni del quinto, e preservare la casa d’abitazione.
- Posso chiedere l’esdebitazione se ho ancora debiti fiscali?
L’esdebitazione è la cancellazione dei debiti residui dopo la liquidazione controllata. È concessa solo se il debitore ha rispettato la procedura, è incolpevole e non ha beneficiato del medesimo strumento negli ultimi 5 anni . I debiti derivanti da condanne penali e da obblighi alimentari non sono esdebitabili.
- Cosa succede se l’atto di accertamento manca della firma del dirigente?
Dal 2023, ai sensi del D.Lgs. 219/2023, la firma digitale dell’atto è essenziale. Se manca la sottoscrizione dell’organo competente, l’atto è nullo. È importante verificare la presenza della firma .p7m e l’effettiva abilitazione del dirigente.
- Quali spese posso dedurre per ridurre il reddito imponibile?
Nel regime ordinario sono deducibili le spese inerenti all’attività (acquisto di computer, software, spese di viaggio, corsi di aggiornamento, contributi previdenziali). Nel regime forfettario non si deducono costi, ma in sede di accertamento è possibile invocare una percentuale forfettaria di costi presunti. L’Avv. Monardo può aiutarti a individuare e documentare le spese rilevanti.
- La CEDU ha stabilito che le indagini bancarie violano la privacy. Posso usare questa pronuncia nel mio ricorso?
La sentenza della CEDU dell’8 gennaio 2026 ha riconosciuto che l’accesso ai dati bancari costituisce un’ingerenza nella vita privata e deve essere regolato da garanzie adeguate . È possibile richiamarla per contestare l’acquisizione indiscriminata di dati; tuttavia la pronuncia non annulla automaticamente gli accertamenti ma può rafforzare l’argomento di legittimità. L’avvocato valuterà come integrarla nella strategia difensiva.
- Cosa succede se pago il tributo e poi vinco il ricorso?
I tributi versati in pendenza di giudizio sono rimborsati con gli interessi legali a decorrere dalla data del pagamento. È quindi possibile pagare per evitare misure cautelari e poi recuperare le somme se il ricorso ha esito favorevole.
- Ho un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate e ho presentato istanza di definizione agevolata delle liti pendenti. Devo comunque pagare?
Sì. Per perfezionare la definizione occorre versare l’importo dovuto entro le scadenze previste. Se l’importo supera 50.000 euro è possibile rateizzare in 20 rate trimestrali. La definizione comporta l’estinzione della causa.
- Posso proporre un piano del consumatore se ho partita IVA?
No. La ristrutturazione dei debiti del consumatore è riservata a soggetti che non svolgono attività d’impresa. Se sei un consulente ESG con partita IVA, devi ricorrere all’accordo di ristrutturazione o al concordato minore. Tuttavia, se hai cessato definitivamente l’attività da oltre un anno e non hai debiti d’impresa residui, potresti accedere alla procedura come consumatore. Occorre valutare caso per caso.
- Che differenza c’è tra piano del consumatore e liquidazione controllata?
Nel piano del consumatore (oggi ristrutturazione dei debiti del consumatore) il debitore conserva i beni e propone ai creditori un pagamento rateale parziale; nella liquidazione controllata, invece, tutti i beni vengono liquidati e solo al termine si può ottenere l’esdebitazione. La scelta dipende dalla sostenibilità del piano e dal valore del patrimonio.
- Se i miei debiti sono soprattutto verso l’INPS e l’Agenzia delle Entrate, posso chiedere lo stralcio?
Sì, i debiti previdenziali e tributari possono essere inclusi nel piano di ristrutturazione o nell’accordo di ristrutturazione. La riforma del Codice della crisi consente di falcidiare i tributi nazionali, ma è necessario dimostrare che l’offerta è più conveniente rispetto alla liquidazione. In assenza di un piano, puoi valutare la rottamazione o la transazione fiscale.
7. Simulazioni pratiche
7.1. Simulazione di accertamento con indagini bancarie
Consideriamo il caso di un consulente ESG che emette fatture per 120.000 euro nel 2025 (uscendo quindi dal regime forfettario) ma riceve anche versamenti non fatturati per ulteriori 30.000 euro sul proprio conto personale. L’Agenzia delle Entrate, tramite indagine bancaria, assume che i 30.000 euro siano ricavi non dichiarati e applica l’Irpef (aliquota media 30 %), l’Iva (22 %) e le sanzioni del 90 % della maggiore imposta. L’avviso riporta:
- Maggiori ricavi: 30.000 euro.
- Irpef dovuta: 9.000 euro.
- Iva dovuta: 6.600 euro.
- Sanzione Irpef 90 %: 8.100 euro.
- Sanzione Iva 90 %: 5.940 euro.
- Interessi: 1.500 euro.
Totale pretesa: 31.140 euro.
Grazie alla consulenza legale, il professionista dimostra che 10.000 euro derivano da un prestito familiare e 5.000 euro sono rimborsi spese. Viene riconosciuta una percentuale di costi presunti pari al 60 % sui restanti 15.000 euro (9.000 euro). I ricavi imponibili sono quindi 6.000 euro. La pretesa si riduce proporzionalmente:
- Irpef dovuta: 1.800 euro.
- Iva dovuta: 1.320 euro.
- Sanzione 90 %: 2.808 euro.
- Interessi: 300 euro.
Totale nuovo debito: 6.228 euro.
Il risparmio supera il 80 %. Inoltre, grazie alla definizione agevolata l’avvocato propone la rottamazione delle sanzioni, riducendo ulteriormente l’esborso.
7.2. Simulazione di rottamazione-quater
Una consulente ESG ha cartelle per imposte IRPEF 2017 pari a 18.000 euro (capitale 12.000 euro, sanzioni 4.800 euro, interessi 1.200 euro). Presenta domanda di rottamazione-quater. Secondo la legge 197/2022 dovrà versare solo capitale e spese di notifica (100 euro). La somma da pagare è 12.100 euro. Sceglie il pagamento in 18 rate: le prime due rate (1.210 euro ciascuna) scadono il 31 ottobre e il 30 novembre 2023, mentre le restanti 16 rate (725 euro) scadono il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno dal 2024 al 2027 . Grazie alla rottamazione risparmia 6.000 euro tra sanzioni e interessi.
7.3. Simulazione di ristrutturazione dei debiti del consumatore
Un professionista ha debiti per 200.000 euro (100.000 con l’Agenzia delle Entrate, 60.000 con l’INPS, 40.000 con banche). Il reddito disponibile è 1.500 euro mensili e possiede una casa del valore di 120.000 euro su cui grava un mutuo residuo di 60.000 euro. Rivolgendosi a un OCC, propone un piano di ristrutturazione di 7 anni: cede l’auto di lusso, continua a pagare il mutuo, versa 500 euro mensili ai creditori (totale 42.000 euro), destina eventuali somme eccedenti al pagamento del fisco. Il piano prevede la falcidia dei debiti fino al 30 % e l’esdebitazione del residuo. Nonostante l’opposizione di alcuni creditori, il giudice omologa il piano poiché più vantaggioso della liquidazione. Al termine dei 7 anni, il professionista ottiene la cancellazione dei debiti residui.
8. Sentenze e pronunce recenti da citare
Per completezza si riportano le sentenze e le pronunce giurisprudenziali più rilevanti in materia di accertamento fiscale e difesa del contribuente pubblicate fino a gennaio 2026. È consigliabile consultarle per approfondire gli argomenti trattati.
| Anno e organo | Numero e oggetto | Principi affermati |
|---|---|---|
| Corte di Cassazione, ordinanza n. 3703/2025 (Sez. V) | Notifica via PEC e deposito su InforCamere | Se la PEC del contribuente è inattiva o scaduta, l’Ufficio può depositare l’atto nell’archivio InforCamere senza effettuare un secondo tentativo di notifica. La notifica si perfeziona dopo 15 giorni. |
| Corte di Cassazione, ordinanza n. 3695/2025 (Sez. VI) | Violazione del termine di 60 giorni tra PVC e avviso | La mancata osservanza del termine non comporta la nullità automatica se il contribuente ha partecipato al contraddittorio e non prova un pregiudizio. |
| Corte di Cassazione, ordinanza n. 10226/2024 | Accertamento integrativo | È legittimo un avviso integrativo basato su nuovi elementi acquisiti da altre amministrazioni (es. Guardia di Finanza). |
| Corte di Cassazione, ordinanza n. 19574/2025 | Deduzione forfettaria dei costi | A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 10/2023 il contribuente può opporre un’incidenza forfettaria dei costi anche nell’accertamento analitico‑induttivo. |
| Corte di Cassazione, ordinanza n. 30382/2025 | Indagini bancarie e costi presunti | La presunzione di ricavi sui movimenti bancari è iuris tantum; il contribuente può dimostrare l’estraneità e chiedere la deduzione di costi forfettari sulla base di parametri di settore. |
| Corte di Cassazione, ordinanza n. 4622/2024 | Dilazione nel piano del consumatore | È possibile dilazionare il pagamento dei crediti privilegiati oltre l’anno se i creditori sono stati informati e il piano è più conveniente rispetto alla liquidazione. |
| Sentenza CEDU 11 dicembre 2025 (deposito 8 gennaio 2026) | Accesso ai dati bancari | L’interferenza nei dati bancari senza adeguate garanzie viola l’art. 8 CEDU; gli Stati devono prevedere controlli proporzionati. |
| Corte di Cassazione, ordinanza n. 24023/2025 | Responsabilità del socio unico | Il Fisco può notificare l’avviso direttamente al socio unico di una S.r.l. estinta senza attendere cinque anni; l’atto deve motivare la responsabilità del socio . |
Conclusione
Il controllo fiscale sui consulenti ESG è destinato a intensificarsi nei prossimi anni, complice l’espansione del mercato della sostenibilità e l’interesse del fisco per i professionisti che operano con partita IVA. Tuttavia, le riforme legislative e le pronunce giurisprudenziali offrono strumenti di tutela efficaci: il contraddittorio obbligatorio garantisce un dialogo preventivo e consente di chiarire subito le posizioni ; le sentenze recenti permettono di dedurre costi presunti anche nei controlli analitico‑induttivi ; la rottamazione-quater e la rottamazione-quinquies offrono soluzioni per estinguere i debiti con un notevole sconto . Inoltre, le procedure di sovraindebitamento e l’intervento dell’esperto negoziatore permettono di ristrutturare il debito e preservare l’attività professionale . La tutela del contribuente richiede un approccio tempestivo, competente e multidisciplinare.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team di avvocati e commercialisti hanno maturato una vasta esperienza nel campo del diritto tributario e della crisi d’impresa, assistendo professionisti e imprese in tutta Italia. Grazie all’iscrizione agli elenchi dei Gestori della crisi da sovraindebitamento del Ministero della Giustizia, al ruolo di esperto negoziatore e alla competenza specifica in diritto bancario, lo studio è in grado di offrire soluzioni su misura: dalla verifica della notifica alla predisposizione del ricorso, dalla sospensione cautelare alla negoziazione con l’Agenzia delle Entrate, fino alla predisposizione di piani di ristrutturazione e procedure di esdebitazione.
Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata e immediata. Lui e il suo team di avvocati e commercialisti sapranno valutare la tua situazione, individuare gli errori nell’accertamento e applicare strategie legali concrete per difenderti con efficacia.
