Accertamento Fiscale a Coach: Come Difendersi Bene e Subito Con l’Avvocato

Introduzione

L’accertamento fiscale è uno strumento con cui l’amministrazione finanziaria verifica che i contribuenti abbiano correttamente dichiarato e pagato le imposte dovute. Per chi svolge la professione di coach – sia nel coaching sportivo sia in quello motivazionale, aziendale o per la crescita personale – il rischio di subire controlli fiscali è elevato. La professione infatti può essere esercitata come lavoro autonomo in assenza di un albo e di una cassa professionale di riferimento, e molti operatori realizzano elevate prestazioni di servizi a clienti italiani e stranieri. Gli errori di inquadramento e gestione contabile e la mancata conoscenza delle norme rendono il coach particolarmente esposto agli accertamenti.

Questo articolo vuole essere una guida operativa e completa per i coach che si trovano a dover affrontare un accertamento dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza. L’obiettivo è fornire un quadro aggiornato alla data odierna (gennaio 2026) di norme, giurisprudenza e prassi, con un taglio pratico e difensivo. Verranno esaminati i diritti del contribuente, i termini e le procedure di notifica, le tecniche di difesa e i rimedi alternativi, sempre dal punto di vista del coach/debitore. La trattazione è corredata da tabelle, esempi numerici, FAQ e case study, per rendere il testo facilmente consultabile anche da imprenditori, professionisti, start‑up e privati che lavorano nel mondo del coaching.

Perché un coach dovrebbe preoccuparsi dell’accertamento

  1. Rischio di contestazioni fiscali. Molti coach emettono fatture in regime forfettario o come lavoratori autonomi senza ordinare una contabilità analitica. L’Agenzia delle Entrate utilizza banche dati, algoritmi e accessi bancari per individuare incongruenze e far scattare i controlli. Tra le aree critiche vi sono la qualificazione dei redditi, le spese deducibili, i rimborsi spese, il possesso di conti all’estero, la registrazione dei pagamenti e l’omessa comunicazione di clienti esteri.
  2. Termini stringenti. Dopo la notifica dell’atto di accertamento (avviso di accertamento, avviso bonario, avviso di rettifica Iva, invito all’adesione, accertamento esecutivo, accertamento con adesione, ecc.) scattano termini perentori (30, 60 o 90 giorni) entro i quali il contribuente deve presentare osservazioni, aderire alla definizione o proporre ricorso. Il mancato rispetto dei termini preclude la possibilità di difesa.
  3. Rischi penali. Oltre alle sanzioni amministrative, alcuni comportamenti possono integrare reati tributari (ad esempio, omessa dichiarazione, dichiarazione infedele, omesso versamento di ritenute, occultamento o distruzione di scritture contabili). Il D.Lgs. 74/2000, all’articolo 10‑bis, punisce chi omette il versamento delle ritenute certificate oltre la soglia di 150 mila euro con pena da 6 mesi a 2 anni .
  4. Possibilità di risolvere il problema con rimedi alternativi. La normativa consente al coach di definire la propria posizione con procedure quali l’accertamento con adesione, la conciliazione giudiziale, le definizioni agevolate (rottamazioni, ravvedimenti speciali), il piano del consumatore o l’accordo di ristrutturazione dei debiti. Con il supporto di un avvocato e un commercialista è possibile ridurre il debito, dilazionare i pagamenti e salvaguardare il proprio patrimonio.

Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del team multidisciplinare

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è cassazionista e coordina un team di professionisti esperti in diritto bancario e tributario su tutto il territorio nazionale. Oltre a essere avvocato, è Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, è professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Il team è composto da avvocati, commercialisti, esperti contabili, consulenti del lavoro e specialisti in contenzioso tributario, garantendo così un approccio completo alle problematiche fiscali e bancarie.

Per il coach che riceve un atto dell’Agenzia delle Entrate, l’avvocato Monardo e il suo staff possono:

  • Esaminare l’atto: analisi delle irregolarità formali e sostanziali, verifica dei termini di decadenza, dei vizi di notifica e delle motivazioni.
  • Presentare ricorsi: predisposizione di reclami, istanze di autotutela, ricorso davanti alle Commissioni Tributarie, attivazione di giudizi civili o amministrativi.
  • Richiedere sospensioni e trattative: domanda di sospensione dell’esecuzione, negoziazione assistita con l’Agenzia, trattative per l’accertamento con adesione o la conciliazione giudiziale.
  • Elaborare piani di rientro: formulazione di proposte per rottamazioni e rateizzazioni, predisposizione di piani del consumatore o di accordi di ristrutturazione del debito.
  • Attivare soluzioni giudiziali e stragiudiziali: ricorsi d’urgenza per bloccare ipoteche, pignoramenti, fermo amministrativo, procedure di esdebitazione.

📩 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata. Nelle sezioni che seguono troverai tutti i chiarimenti normativi e le strategie difensive, ma la prima mossa è sempre quella di affidarsi a un professionista capace di analizzare il tuo caso concreto.

Contesto Normativo e Giurisprudenziale

Per affrontare un accertamento fiscale in modo efficace è essenziale conoscere il quadro normativo di riferimento e le pronunce più recenti della Corte di Cassazione e degli organismi sovranazionali. In questa sezione vengono richiamate le principali leggi, decreti, circolari e sentenze attinenti al mondo del coaching e al controllo fiscale.

1. Potere di accertamento dell’Amministrazione finanziaria e diritti del contribuente

Il potere di accertamento è disciplinato dal D.P.R. 600/1973 (imposte dirette) e dal D.P.R. 633/1972 (IVA). In particolare, l’articolo 33 del D.P.R. 600/1973 attribuisce agli uffici finanziari la facoltà di ottenere dai contribuenti e da terzi i dati necessari alla verifica della corretta determinazione dei redditi. Tale norma consente di reperire direttamente dati presso pubbliche amministrazioni, società ed istituti di credito quando il contribuente non fornisce i documenti richiesti . Essa affida inoltre alla Guardia di Finanza il compito di cooperare con l’Amministrazione finanziaria acquisendo elementi utili per l’accertamento.

Un elemento cardine della disciplina è lo Statuto del contribuente (Legge 212/2000), che enuncia i diritti e le garanzie del contribuente. L’articolo 12 stabilisce che gli accessi e le ispezioni nei locali aziendali devono essere basati su effettive esigenze di indagine e devono essere motivati; il contribuente deve essere informato dei motivi e dell’oggetto dell’accesso e può farsi assistere da un professionista di fiducia . La durata della permanenza dei verificatori non può superare i 30 giorni, prorogabile per giustificati motivi e il contribuente può chiedere che l’esame dei documenti avvenga presso l’ufficio o presso il professionista .

Nel 2023 il D.Lgs. 219/2023 ha introdotto nel medesimo Statuto il nuovo articolo 6‑bis, che prevede l’obbligo di contraddittorio preventivo in tutti gli atti autonomamente impugnabili. Gli uffici devono invitare il contribuente a fornire osservazioni e documenti con un preavviso non inferiore a 60 giorni, e l’atto conclusivo deve motivare le ragioni dell’eventuale rigetto delle osservazioni . Fanno eccezione gli atti emessi in casi di particolare urgenza o di rischio per la riscossione, nonché gli avvisi di accertamento automatico e da controllo formale .

2. Accertamento con adesione e altre definizioni agevolate

Il D.Lgs. 218/1997 disciplina l’istituto dell’accertamento con adesione, una procedura che permette al contribuente di chiudere la fase amministrativa in maniera concordata con l’Ufficio, riducendo le sanzioni. L’articolo 6 consente al contribuente, dopo l’avvio dell’ispezione o dopo la notifica dell’avviso di accertamento, di presentare istanza affinché venga formulata una proposta di adesione. La domanda sospende il termine di impugnazione per 90 giorni . L’accordo raggiunto viene formalizzato in un verbale sottoscritto dal contribuente o dal suo rappresentante munito di procura speciale . Le somme dovute devono essere versate entro 20 giorni, con possibilità di rateizzare fino a otto rate trimestrali, o sedici se l’importo supera 50 mila euro .

È opportuno ricordare che negli ultimi anni il legislatore ha introdotto molteplici rottamazioni e definizioni agevolate (rottamazione cartelle, saldo e stralcio, definizione liti pendenti, definizione avvisi bonari ecc.), che consentono di estinguere il debito con riduzioni di sanzioni e interessi. Per i coach che non hanno aderito ai precedenti condoni, sarà importante monitorare eventuali proroghe e nuove opportunità normative.

3. Obblighi contributivi e previdenziali

Molti coach svolgono l’attività come lavoratori autonomi privi di cassa professionale. La Corte costituzionale nelle sentenze n. 104/2022, 238/2022 e 55/2024 ha stabilito che tutti i professionisti sprovvisti di autonoma cassa devono iscriversi alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26 L. 335/1995) e versare i contributi previdenziali. L’INPS, con messaggio n. 2403 del 2024, ha chiarito che questa iscrizione è obbligatoria anche per avvocati e ingegneri iscritti ai relativi ordini ma non alle casse di appartenenza, e che le omissioni pregresse fino al 2011 non sono sanzionabili . La ratio è garantire una tutela previdenziale universale e uniforme .

4. Deducibilità delle spese di formazione e obbligo di tracciabilità

Per i coach la formazione continua è fondamentale. Il D.L. 17 giugno 2025 n. 84, convertito in legge, ha modificato il TUIR introducendo gli articoli 54, comma 2‑bis e 54‑ter, comma 5‑bis. Le norme prevedono che i rimborsi spese (vitto, alloggio, viaggio e trasporto) erogati ai professionisti siano deducibili e non concorrono a formare reddito, a condizione che siano pagati con mezzi tracciabili (bonifico, bollettino postale, carta di credito) . Se il pagamento avviene in contanti, i rimborsi si considerano reddito imponibile . Inoltre, i rimborsi di spese di vitto e alloggio sostenute direttamente dal cliente sono deducibili per quest’ultimo se l’erogazione avviene mediante strumenti di pagamento tracciabili . Queste regole costringono i coach a gestire la contabilità in modo rigoroso e a conservare la prova dei pagamenti elettronici.

In precedenza, la L. 81/2017 aveva già disposto la deducibilità delle spese di aggiornamento professionale e dei corsi di formazione per i lavoratori autonomi fino a 10 mila euro annui, nonché la deducibilità dei costi per servizi di certificazione delle competenze fino a 5 mila euro e delle polizze assicurative contro il mancato pagamento delle prestazioni . L’articolo 54 del TUIR (redditi da lavoro autonomo) prevede in generale che il reddito di un professionista è dato dalla differenza tra i compensi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio dell’attività . Nella prassi, la deducibilità è spesso contestata in caso di spese non documentate o non inerenti all’attività.

5. Reati tributari e responsabilità penale

Oltre alle sanzioni amministrative, il D.Lgs. 74/2000 sanziona i reati fiscali. L’articolo 10‑bis punisce l’omesso versamento di ritenute certificate oltre 150 mila euro con la reclusione da 6 mesi a 2 anni . Altri articoli puniscono l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, la dichiarazione fraudolenta, l’occultamento o la distruzione di scritture contabili. La giurisprudenza più recente (Cassazione n. 3800/2025) ha precisato che la pronuncia penale di assoluzione per insussistenza del reato non comporta automaticamente l’illegittimità dell’accertamento fiscale: il giudice tributario deve valutare autonomamente le prove . Sempre nel 2025, le Sezioni Unite (sentenza n. 21271) hanno chiarito che l’obbligo di contraddittorio preventivo era previsto solo per i tributi armonizzati fino alla riforma del 2023, e che la sua omissione rendeva l’atto invalido solo se il contribuente dimostrava la «prova di resistenza», ossia che avrebbe potuto fornire osservazioni pertinenti .

6. Impugnabilità e prova

Il contribuente può impugnare l’atto di accertamento davanti alla giurisdizione tributaria. La Cassazione (sentenza n. 8452/2025) ha affermato che i dati acquisiti irregolarmente (ad esempio, tramite accesso senza delega o senza autorizzazione) non sono automaticamente inutilizzabili: l’inutilizzabilità sussiste solo se la violazione incide su un diritto fondamentale di rango costituzionale . In altre sentenze, la Corte ha ribadito che i movimenti bancari costituiscono presunzione di reddito per tutti i contribuenti, indipendentemente dalla qualifica di imprenditore commerciale (Cass. n. 7552/2025) , e che l’amministrazione può ricorrere all’accertamento induttivo quando la contabilità si rivela inattendibile . La CEDU, con una decisione del 2025, ha sottolineato che le informazioni bancarie fanno parte della sfera privata e richiedono una base legale adeguata e una proporzionalità dell’ingerenza .

7. Sovraindebitamento e crisi d’impresa

Chi svolge l’attività di coach come persona fisica può accedere alla procedura di sovraindebitamento regolata dalla Legge 3/2012 (oggi integrata nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza). L’articolo 12‑bis, come modificato dalle riforme del 2020, prevede che il piano del consumatore può essere omologato anche in presenza di eccessivo indebitamento, a condizione che il debitore non abbia causato la situazione con dolo o colpa grave e non abbia falsificato documenti . Tali procedure consentono di rinegoziare i debiti, anche fiscali, con riduzione dell’importo dovuto e protezione dai creditori. L’Avv. Monardo, in qualità di gestore della crisi e professionista fiduciario di un OCC, è abilitato ad assistere i coach nel predisporre piani del consumatore, accordi di ristrutturazione e procedure di esdebitazione.

Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’atto di accertamento

Ricevere un atto di accertamento è un evento traumatico: il coach può essere colto alla sprovvista e non sapere come reagire. In questa sezione descriviamo tutte le fasi della procedura, dalla notifica alla definizione, con indicazione dei diritti e degli oneri del contribuente.

1. Notifica dell’atto

La notifica può avvenire tramite Posta Elettronica Certificata (PEC), raccomandata A/R o messo notificatore. L’atto deve indicare i dati del contribuente, i periodi d’imposta, le motivazioni della rettifica, l’ufficio emittente e le modalità di impugnazione. Occorre verificare:

  • Legittimità della firma: l’atto deve essere sottoscritto dal capo dell’ufficio o dal suo delegato. La mancanza di delega può rendere nullo l’atto.
  • Motivazione: deve essere indicato il percorso logico‑giuridico seguito dall’Agenzia, con riferimento a documenti e a norme. La motivazione è essenziale per consentire al contribuente di difendersi.
  • Notifica tempestiva: gli avvisi devono essere notificati entro i termini di decadenza (31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione per l’imposte dirette, terzo anno per gli avvisi bonari, ottavo anno per i casi di omessa dichiarazione).

Se la notifica è avvenuta tramite PEC occorre verificare che l’indirizzo PEC sia quello comunicato al registro e che la ricevuta attesti l’apertura del file.

2. Controllo della documentazione e richiesta di accesso agli atti

Dopo la notifica, il coach ha il diritto di accedere al fascicolo, richiedere copia degli atti e dei documenti su cui si fonda l’accertamento. Questo diritto deriva dallo Statuto del contribuente e dal diritto europeo alla tutela effettiva. Se le prove non vengono fornite, l’atto può essere impugnato per carenza di motivazione.

3. Valutazione dei termini per la difesa

Dal giorno della notifica decorrono i termini per:

  • Presentare osservazioni nell’ambito del contraddittorio preventivo (60 giorni ex art. 6‑bis);
  • Presentare istanza di accertamento con adesione (30 giorni per gli avvisi di accertamento, salvo sospensione per 90 giorni);
  • Presentare ricorso: 60 giorni dall’avvenuta notifica dell’avviso.

È essenziale segnare le scadenze sul calendario e non lasciarle decorrere: un giorno di ritardo può comportare la definitività dell’accertamento e l’iscrizione a ruolo delle somme contestate.

4. Analisi della fondatezza dell’accertamento

L’accertamento può basarsi su diversi elementi: presunzioni bancarie, comparazione con gli studi di settore o gli ISA (Indici sintetici di affidabilità fiscale), controlli incrociati, rilievi contabili. Il coach e il consulente devono esaminare ogni rilievo e verificare:

  • Inerenza delle spese: dimostrare che le spese contestate sono effettivamente inerenti all’attività di coaching (affitto di uffici, viaggi per eventi, acquisto di apparecchiature, formazione). I rimborsi devono risultare da pagamenti tracciabili .
  • Determinazione dei ricavi: verificare se l’agenzia ha considerato erroneamente somme private come ricavi, ad esempio prelievi bancari non giustificati. La giurisprudenza presume che i prelievi siano ricavi ma è possibile provare la natura extra‑professionale.
  • Doppia imposizione: controllare che l’agenzia non abbia tassato due volte lo stesso importo, ad esempio come ricavo e come reddito da capitale.
  • Termini di decadenza: verificare che l’accertamento sia stato emesso entro il termine di legge.

5. Valutazione delle strategie difensive

Una volta analizzato l’accertamento, occorre scegliere la strategia. In linea generale, le opzioni sono:

  • Proporre osservazioni nel contraddittorio preventivo: fornire all’ufficio chiarimenti, documenti, note integrative. Se accolte, l’ufficio può ridurre o annullare l’accertamento.
  • Presentare istanza di accertamento con adesione: consente di ridurre le sanzioni a un terzo del minimo e di pagare in rate .
  • Ricorrere al giudice: se l’accertamento è illegittimo, conviene presentare ricorso alla Commissione Tributaria (oggi Corte di Giustizia Tributaria di primo e secondo grado). La difesa può far valere vizi formali (notifica, motivazione, delega), vizi sostanziali (infondatezza, mancanza di presunzioni gravi, precise e concordanti), violazione di diritti fondamentali (privacy, proporzionalità, contraddittorio).
  • Utilizzare definizioni agevolate: se sono aperti condoni o rottamazioni, può essere conveniente chiudere il contenzioso con un versamento ridotto. Ogni coach deve valutare se rientra nei requisiti e se la definizione è economicamente sostenibile.

6. Eventuali profili penali

Se l’accertamento segnala condotte penalmente rilevanti (ad esempio fatture per operazioni inesistenti o omesso versamento di ritenute), l’Agenzia segnala la violazione alla Procura. È fondamentale analizzare la propria posizione anche sotto il profilo penale e, se necessario, adottare strategie difensive (ad esempio il ravvedimento operoso o il pagamento integrale delle imposte dovute prima dell’apertura del procedimento, che può estinguere il reato in alcuni casi).

Difese e strategie legali

In questa sezione vengono analizzati i principali strumenti che il coach può utilizzare per difendersi dall’accertamento e ridurre o azzerare il debito. Ogni strategia deve essere calibrata sul caso concreto e spesso prevede la combinazione di più strumenti.

1. Istanza di autotutela

L’autotutela è un ricorso amministrativo informale con cui si chiede all’ufficio che ha emesso l’atto di annullarlo o rettificarlo perché affetto da errori di diritto o di fatto (ad esempio: contestazione di un reddito già dichiarato, calcolo errato dell’imposta, mancanza di notifica). L’ufficio può procedere all’annullamento d’ufficio se l’errore è evidente e non sussistono motivi ostativi. L’autotutela non sospende i termini di impugnazione: è sempre consigliato presentare ricorso o adesione contestualmente.

2. Accertamento con adesione

L’adesione consente di chiudere la fase amministrativa con un accordo. I vantaggi sono:

  • Riduzione delle sanzioni: le sanzioni sono ridotte a un terzo del minimo irrogabile.
  • Rateizzazione: fino a otto rate trimestrali, o sedici se l’importo supera 50 mila euro .
  • Efficacia: l’atto firmato dal contribuente vale quale titolo definitivo, e non è più impugnabile se non per vizi dei patti.
  • Sospensione del giudizio: la procedura sospende i termini per il ricorso per 90 giorni .

L’adesione richiede un contraddittorio con l’ufficio e spesso comporta la presentazione di documenti contabili, estratti conto, fatture, giustificativi delle spese di formazione e dei rimborsi spese. Con l’assistenza dell’avvocato e del commercialista è possibile ottenere una riduzione significativa.

3. Ricorso e difesa in giudizio

Il ricorso si propone alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado entro 60 giorni dalla notifica dell’atto. Il ricorso deve indicare i motivi di diritto e di fatto e contenere le richieste probatorie. È obbligatoria l’assistenza tecnica di un avvocato tributarista. Le principali linee difensive includono:

  1. Vizio di motivazione: l’atto deve indicare le ragioni dell’accertamento e i documenti a cui si riferisce. L’omessa indicazione o la mancata allegazione dei documenti rende l’atto nullo.
  2. Vizio di notifica: la notifica deve essere effettuata nei modi previsti (PEC o messo). La notifica a un indirizzo PEC errato o non più attivo può essere eccepita.
  3. Errata qualificazione del reddito: il coach potrebbe svolgere attività rientranti nel lavoro autonomo professionale (art. 53 TUIR) o nell’impresa (art. 55 TUIR). La giurisprudenza (Cass. n. 7552/2025) ha affermato che ai fini fiscali si considera imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata anche in forma minima . Si può quindi contestare l’errata qualificazione e dimostrare la natura professionale e non imprenditoriale.
  4. Prova dell’inerenza delle spese: fornire tutta la documentazione che dimostra la stretta connessione tra la spesa contestata e l’attività di coaching (contratti, programmi di formazione, inviti a eventi, ricevute tracciabili). L’Agenzia contesta spesso le spese di vitto e alloggio: la legge richiede pagamenti tracciabili .
  5. Violazione del diritto alla privacy: se l’ufficio ha acquisito dati bancari senza seguire le procedure e senza autorizzazione, si può eccepire la violazione del diritto alla vita privata sancito dalla CEDU . La Cassazione ha precisato che gli elementi raccolti in violazione di legge sono inutilizzabili solo se violano diritti fondamentali .

4. Conciliazione giudiziale e definizioni agevolate

Durante il contenzioso è possibile proporre la conciliazione giudiziale: le parti concordano la riduzione delle somme e delle sanzioni. Con la conciliazione le sanzioni sono ridotte al 40 % del minimo. Inoltre, il legislatore ha introdotto periodicamente definizioni agevolate (rottamazioni, sanatorie delle liti pendenti) che consentono di chiudere i contenziosi pagando solo le imposte o una percentuale delle stesse. È consigliabile monitorare le norme di bilancio e i decreti fiscali.

5. Ravvedimento operoso e regolarizzazione

Prima che l’accertamento diventi definitivo, il coach può correggere errori o omissioni mediante il ravvedimento operoso ex art. 13 D.Lgs. 472/1997, versando spontaneamente l’imposta dovuta, gli interessi e una sanzione ridotta. Ad esempio, l’omessa fatturazione di compensi può essere regolarizzata con ravvedimento, evitando sanzioni gravi. Anche l’omessa iscrizione alla Gestione Separata può essere sanata versando i contributi dovuti, come chiarito dall’INPS .

6. Strumenti stragiudiziali: esdebitazione e sovraindebitamento

Se il coach non è in grado di pagare le imposte perché fortemente indebitato, può valutare le procedure di sovraindebitamento. La Legge 3/2012 consente di proporre:

  • Piano del consumatore: destinato ai consumatori e ai professionisti non fallibili. Il tribunale approva un piano che prevede il pagamento parziale dei debiti in base alla capacità reddituale. Le modifiche del 2020 hanno eliminato la necessità di dimostrare la “meritevolezza” in termini di prospettive di adempimento; è sufficiente non aver agito con dolo o colpa grave .
  • Accordo di composizione della crisi: è un accordo con i creditori, omologato dal tribunale, che consente di rimodulare il debito e sospendere le azioni esecutive.
  • Liquidazione controllata: prevede la liquidazione dell’attivo del debitore, con la liberazione dei debiti residui al termine della procedura.

Le procedure di sovraindebitamento sono coordinate dagli Organismi di Composizione della Crisi (OCC). L’Avv. Monardo, essendo professionista fiduciario di un OCC, può assistere il coach in tutte le fasi: dalla redazione dell’istanza fino all’omologazione.

Strumenti alternativi: rottamazioni, definizioni agevolate e altre opportunità

Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto numerosi istituti deflattivi per consentire ai contribuenti di regolarizzare la loro posizione e pagare le imposte dovute con sconti sulle sanzioni e gli interessi. Di seguito vengono illustrate le principali opportunità disponibili alla data di gennaio 2026. È tuttavia sempre necessario verificare la vigenza delle norme al momento della lettura.

1. Rottamazione delle cartelle

La rottamazione permette di estinguere i ruoli affidati all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione pagando il solo capitale e, in alcuni casi, una parte degli interessi e delle sanzioni. L’ultima edizione (Rottamazione quater) ha consentito di pagare in un massimo di 18 rate in 5 anni. Può essere applicata anche ai debiti derivanti da accertamenti esecutivi. Il coach che ha cartelle esattoriali relative a imposte non pagate può aderire, ma deve essere in regola con i pagamenti delle rate per non decadere dal beneficio.

2. Definizione delle liti pendenti

Ogni legge di bilancio può introdurre una definizione agevolata dei giudizi pendenti. L’ultima definizione (Legge 197/2022) ha permesso di chiudere le cause pagando un importo proporzionato al grado di soccombenza. Ad esempio, per le cause in cui il contribuente aveva vinto in primo grado era richiesto il pagamento del 40 % dell’imposta; nei casi persi era richiesto il 90 %. Anche i coach che hanno ricorsi pendenti possono valutare tali opzioni.

3. Ravvedimento speciale

Oltre al ravvedimento operoso ordinario, il legislatore ha introdotto il ravvedimento speciale (Legge 197/2022), che consente di regolarizzare irregolarità dichiarative pagando un’imposta integrativa e una sanzione ridotta al 3 %. Il ravvedimento speciale è stato prorogato con varie normative e può essere utilizzato per correggere dichiarazioni dei redditi, Irap e Iva degli anni precedenti.

4. Sanatorie per l’omessa dichiarazione

Per chi non ha presentato dichiarazioni dei redditi, Iva o Irap, le disposizioni di emersione introdotte dal 2023 consentono di regolarizzare la situazione con il versamento dell’imposta, degli interessi e di una sanzione ridotta. In cambio, il contribuente beneficia della non punibilità penale. I coach che non hanno presentato la dichiarazione per i primi anni di attività possono rimediare.

5. Conciliazione giudiziale

Come già accennato, durante il processo tributario le parti possono definire la controversia attraverso la conciliazione giudiziale. Le sanzioni sono ridotte al 40 % e il debito può essere pagato in rate semestrali. È una soluzione spesso conveniente per chi ha una posizione debole e desidera evitare una lunga battaglia giudiziaria.

Errori comuni e consigli pratici

Molti coach commettono errori che possono essere facilmente evitati con una corretta pianificazione fiscale. Di seguito si elencano i più frequenti, con suggerimenti per prevenirli.

  1. Pagare spese e rimborsi in contanti. Con le novità introdotte dal D.L. 84/2025, le spese di vitto, alloggio, viaggio e trasporto sono deducibili e non tassate solo se pagate con strumenti tracciabili . Pagare in contanti può comportare l’indeducibilità e l’assoggettamento a imposta.
  2. Non conservare la documentazione. Ogni spesa deve essere documentata con fattura o ricevuta, preferibilmente intestata al coach. È fondamentale conservare anche le ricevute di pagamento elettronico (estratto conto, bonifico) e annotare la finalità della spesa (ad esempio “corso di formazione X per aggiornamento competenze”).
  3. Confondere i conti personali con quelli professionali. È buona norma avere un conto corrente dedicato all’attività professionale, per evitare commistioni e agevolare l’analisi dei movimenti. I prelievi in contanti dal conto professionale sono presunti ricavi: è quindi consigliabile giustificare ogni prelievo e tenere traccia delle spese sostenute.
  4. Sottovalutare l’importanza del contraddittorio. Rispondere all’invito dell’Agenzia e partecipare al contraddittorio può evitare l’emissione dell’avviso. È un’occasione per chiarire errori, fornire documenti e ridurre la pretesa.
  5. Presentare ricorso senza assistenza. Il contenzioso tributario è tecnico. Affidarsi a professionisti esperti consente di individuare vizi che non emergerebbero senza un’analisi accurata.
  6. Trascurare gli aspetti previdenziali. L’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata riguarda anche i coach senza cassa professionale . Versare i contributi in ritardo comporta sanzioni; al contrario, regolarizzare la posizione consente di dedurre i contributi versati.
  7. Ignorare le opportunità di definizione agevolata. Le sanatorie fiscali vengono spesso snobbate per diffidenza. Tuttavia, in molti casi consentono risparmi significativi e rappresentano l’unica possibilità per chiudere debiti remoti.

Tabelle riepilogative

Per agevolare la consultazione, sono riportate alcune tabelle di sintesi sulle norme, termini e strumenti difensivi. Le tabelle non contengono frasi lunghe; sono utili per reperire rapidamente le informazioni chiave. I valori e le norme sono aggiornati a gennaio 2026.

Tabella 1 – Principali norme e riferimenti

NormativaOggettoPunti salienti
D.P.R. 600/1973Imposte sui redditiArt. 33: poteri degli uffici, accesso a dati bancari e collaborazione della Guardia di Finanza
L. 212/2000 (Statuto del contribuente)Diritti del contribuenteArt. 12: diritti durante accessi e ispezioni, motivazioni e durata massima . Art. 6‑bis (D.Lgs. 219/2023): contraddittorio obbligatorio e preavviso di 60 giorni
D.Lgs. 218/1997Accertamento con adesioneIstanza facoltativa; sospensione dei termini; verbale con procura speciale; rate fino a 8 trimestri
D.Lgs. 74/2000Reati tributariArt. 10‑bis: omesso versamento ritenute oltre 150 mila euro
L. 81/2017Lavoro autonomoDeducibilità spese di formazione (10k), servizi di certificazione (5k) e assicurazioni contro mancato pagamento
D.L. 84/2025Modifiche TUIRIntroduzione art. 54 2‑bis e 54‑ter 5‑bis: deducibilità rimborsi vitto/alloggio solo se pagati con strumenti tracciabili
L. 3/2012 e Codice della CrisiSovraindebitamentoPiano del consumatore ammissibile salvo dolo o colpa grave; misure di protezione
INPS Messaggio 2403/2024Contributi previdenzialiObligo di iscrizione alla Gestione Separata per professionisti senza cassa; esonero sanzioni per omissioni pregresse

Tabella 2 – Termini e scadenze principali

ProceduraTermineRiferimento
Osservazioni nel contraddittorio ex art. 6‑bis60 giorni dall’invitoArt. 6‑bis Statuto del contribuente
Istanza di accertamento con adesione30 giorni dalla notifica; sospensione 90 giorniD.Lgs. 218/1997
Ricorso alla Commissione Tributaria60 giorni dalla notifica dell’attoD.Lgs. 546/1992
Pagamento somme dopo adesione20 giorni dall’atto; rate trimestrali (max 8 o 16)D.Lgs. 218/1997
Notifica avviso di accertamento31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione (ottavo per omessa dichiarazione)D.P.R. 600/1973

Tabella 3 – Spese deducibili e limiti

SpesaLimite deducibilitàCondizioni
Formazione, master, corsi10 000 €/annoArt. 9 L. 81/2017
Servizi di certificazione competenze e orientamento5 000 €/annoArt. 9 L. 81/2017
Assicurazione contro mancato pagamento prestazioniInteramente deducibileArt. 9 L. 81/2017
Rimborsi di vitto, alloggio, viaggio e trasportoInteramente deducibili e non imponibiliSolo se pagati con mezzi tracciabili
Contributi INPS Gestione SeparataInteramente deducibiliObbligo d’iscrizione per professionisti senza cassa

Tabella 4 – Massime giurisprudenziali

SentenzaPrincipio affermatoRiferimento
Cass. 8452/2025I dati acquisiti irregolarmente non sono inutilizzabili se non violano diritti fondamentali
Cass. 7552/2025La presunzione dei prelievi bancari vale per tutti i contribuenti; il concetto di imprenditore fiscale è autonomo
Cass. 3800/2025L’assoluzione in sede penale non incide sull’accertamento fiscale, che deve essere valutato autonomamente
Cass. SSUU 21271/2025Il contraddittorio preventivo era obbligatorio solo per tributi armonizzati prima del D.Lgs. 219/2023
Cass. 232/2026L’amministrazione può ricorrere all’accertamento induttivo in presenza di contabilità inattendibile; onere della prova al contribuente
CEDU 2025L’accesso ai dati bancari è una ingerenza nella vita privata e deve basarsi su legge, necessità e proporzionalità

Domande e risposte (FAQ)

In questa sezione vengono riportate alcune domande frequenti dei coach che si trovano ad affrontare un accertamento fiscale. Le risposte forniscono soluzioni pratiche e riferimenti normativi.

  1. Sono un coach che lavora da casa. L’Agenzia delle Entrate può fare ispezioni nei miei locali?

Sì, l’Agenzia e la Guardia di Finanza possono effettuare accessi anche presso l’abitazione se è il luogo in cui si svolge l’attività. Tuttavia, l’accesso deve essere motivato da effettive esigenze di indagine, avvenire durante orari di lavoro e con il minore disagio possibile. Il contribuente deve essere informato delle ragioni dell’accesso e ha diritto di farsi assistere da un professionista .

  1. Ho ricevuto un invito al contraddittorio per un controllo sulla mia dichiarazione. Posso non presentarmi?

Presentarsi al contraddittorio è consigliato. Dal 2023 il contraddittorio è obbligatorio per tutti gli atti impugnabili (art. 6‑bis Statuto del contribuente) . Se non si partecipa, si perde l’opportunità di fornire chiarimenti e di evitare l’avviso di accertamento. La partecipazione non implica accettazione; consente di fornire documenti e osservazioni.

  1. Il mio commercialista ha commesso errori nella tenuta delle scritture: posso rivalermi su di lui?

Se l’accertamento deriva da errori professionali (omessa fatturazione, deduzioni non spettanti), il coach può chiedere il risarcimento al professionista per inadempimento del mandato. In ogni caso, la responsabilità tributaria resta a carico del contribuente; l’eventuale risarcimento non annulla il debito verso il Fisco.

  1. È vero che i prelievi dal conto corrente sono presunti ricavi?

Sì, la giurisprudenza considera i prelievi bancari come presunzioni di ricavi non dichiarati. La Cassazione ha esteso l’applicabilità della presunzione a tutti i contribuenti, non solo agli imprenditori commerciali . Il contribuente può dimostrare l’origine non imponibile dei prelievi (ad esempio, spese personali, restituzione di prestiti). È quindi opportuno documentare ogni movimento.

  1. Posso pagare il debito in contanti?

No. Le norme di antiriciclaggio e di tracciabilità richiedono pagamenti mediante mezzi tracciabili. In particolare, i rimborsi spese per vitto, alloggio, viaggio e trasporto sono deducibili solo se pagati con strumenti tracciabili . Pagare in contanti può comportare sanzioni e la perdita delle deduzioni.

  1. Cosa succede se non presento la dichiarazione dei redditi?

L’omessa dichiarazione comporta l’applicazione di pesanti sanzioni amministrative e può integrare il reato di omessa dichiarazione (art. 5 D.Lgs. 74/2000). In assenza di dichiarazione, l’Agenzia può emettere un accertamento d’ufficio fino all’ottavo anno. È possibile regolarizzare la propria posizione mediante le sanatorie previste, pagando il dovuto e una sanzione ridotta.

  1. Le spese per la mia certificazione di coach professionista sono deducibili?

Sì, le spese sostenute per corsi di formazione, master e certificazioni inerenti all’attività di coaching sono deducibili fino a 10 mila euro annui . È necessario conservare fatture e ricevute e pagare con strumenti tracciabili.

  1. Come posso dimostrare l’inerenza di un viaggio formativo all’estero?

Occorre documentare la partecipazione a eventi (biglietti, programmi), la connessione con l’attività di coaching (ad esempio, corsi motivazionali, seminari di crescita personale) e fornire prova del pagamento tramite bonifico o carta. L’oggetto dell’evento deve essere coerente con la propria specializzazione professionale. È utile redigere una relazione di missione.

  1. Che cos’è la prova di resistenza?

La “prova di resistenza” è un concetto introdotto dalla giurisprudenza (Cass. Sezioni Unite n. 21271/2025) secondo cui l’assenza di contraddittorio non comportava la nullità dell’atto se il contribuente non dimostrava che avrebbe potuto fornire osservazioni decisive . Dopo l’introduzione dell’art. 6‑bis, il contraddittorio è sempre obbligatorio (salvo eccezioni) e la “prova di resistenza” non è più richiesta.

  1. Sono titolare di una ditta individuale e svolgo anche coaching: devo iscrivermi alla Gestione Separata?

Dipende dal tipo di attività prevalente. Se il coaching è considerato lavoro autonomo professionale senza cassa, occorre iscriversi alla Gestione Separata e versare i contributi su tutti i redditi professionali . Se invece l’attività rientra nell’impresa, saranno dovuti i contributi INPS artigiani o commercianti.

  1. Posso rateizzare il debito dopo l’accertamento?

Sì. In caso di adesione, la rateizzazione può arrivare a otto rate trimestrali (o sedici se l’importo è elevato) . Se il debito è iscritto a ruolo, l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione consente rate fino a 72 rate mensili (o 120 in caso di comprovata difficoltà). Le procedure di sovraindebitamento possono prevedere rate più lunghe.

  1. Che cosa succede se pago le imposte ma non i contributi previdenziali?

Il mancato versamento dei contributi alla Gestione Separata comporta l’iscrizione a ruolo del debito contributivo e l’applicazione di sanzioni e interessi. La Corte costituzionale ha tuttavia dichiarato l’illegittimità dell’art. 18 comma 12 del D.L. 98/2011 che limitava la retroattività, esonerando le omissioni fino al 2011 . Regolarizzare i contributi è fondamentale anche per maturare la pensione.

  1. Quali sono le spese non deducibili?

Non sono deducibili le spese personali, le sanzioni fiscali e amministrative, le multe stradali, i beni ad uso promiscuo se non se ne comprova l’inerenza, le spese di rappresentanza eccedenti i limiti di legge. Anche le spese di vitto e alloggio non inerenti all’attività o sostenute per familiari non sono deducibili.

  1. Il commercialista può rappresentarmi nel contraddittorio?

Sì. L’art. 63 del D.P.R. 600/1973 consente al contribuente di farsi assistere da un professionista delegato. L’accordo di adesione può essere firmato da un procuratore speciale . Tuttavia, per il contenzioso davanti al giudice è necessaria l’assistenza di un avvocato.

  1. Che tutela ho se l’Agenzia acquisisce le mie informazioni bancarie?

L’Agenzia può richiedere dati bancari senza necessità di autorizzazione del giudice, ma la CEDU ha rilevato che ciò costituisce un’ingerenza nella vita privata. L’accesso deve essere proporzionato, necessario e previsto da una legge precisa . In caso di acquisizioni illegittime, si può eccepire la violazione dei diritti fondamentali e richiedere l’inutilizzabilità delle prove, tenendo presente la giurisprudenza della Cassazione .

Simulazioni pratiche e numeriche

Per rendere più concreti i concetti esposti, proponiamo alcune simulazioni numeriche. Gli importi sono a titolo esemplificativo e non sostituiscono il calcolo personalizzato che deve essere effettuato con il proprio consulente.

Simulazione 1 – Deduzione di spese di formazione

Scenario: Paolo, coach professionista, nel 2025 ha sostenuto spese per un master in leadership (8 500 €), un seminario di marketing (1 500 €) e una certificazione internazionale (2 000 €). Ha anche pagato un’assicurazione per il mancato pagamento delle prestazioni (600 €). Tutte le spese sono state saldate con carta di credito.

Soluzione: ai sensi dell’art. 9 L. 81/2017 , Paolo può dedurre fino a 10 000 € annui per corsi di formazione e 5 000 € per certificazioni. Nel suo caso:

  • Spese per corsi: 8 500 € (master) + 1 500 € (seminario) = 10 000 € (deducibile integralmente perché non supera il limite).
  • Spesa per certificazione: 2 000 € (deducibile interamente perché inferiore al limite di 5 000 €).
  • Assicurazione per mancato pagamento: 600 € (deducibile integralmente).

Totale deducibile: 12 600 €. Il costo riduce il reddito imponibile di pari importo. Se il suo reddito lordo era 80 000 €, pagherà le imposte su 67 400 €.

Simulazione 2 – Rimborso spese con tracciabilità

Scenario: Maria, life coach, ha sostenuto per conto di un cliente spese di viaggio (350 €), alloggio (450 €) e vitto (200 €) per partecipare a un congresso. Il cliente le rimborsa 1 000 € tramite bonifico bancario. Maria non addebita IVA perché si tratta di rimborso spese documentate.

Soluzione: il D.L. 84/2025 stabilisce che i rimborsi spese di vitto, alloggio, viaggio e trasporto non concorrono alla formazione del reddito del professionista se pagati con strumenti tracciabili . Poiché Maria ha pagato con carta e il rimborso è stato corrisposto via bonifico, l’importo di 1 000 € è non imponibile e deducibile per il cliente. Maria dovrà conservare le ricevute e le prove di pagamento.

Simulazione 3 – Prelievi ingiustificati e contestazioni

Scenario: Luca, mental coach, ha prelevato 30 000 € in contanti dal suo conto professionale durante il 2024. L’Agenzia delle Entrate ritiene che tali prelievi siano ricavi non dichiarati e notifica un accertamento induttivo sulla base dei flussi bancari.

Difesa: Luca può contestare la presunzione fornendo prova documentale dell’uso delle somme per spese personali e non professionali (acquisto casa, finanziamento universitario dei figli). Secondo la Cassazione, i prelievi sono presunti redditi ma il contribuente può fornire la prova contraria . Se Luca dimostra l’origine extra‑professionale dei prelievi, l’accertamento sarà ridotto o annullato.

Ultime sentenze e novità (2025‑2026)

Il panorama della giurisprudenza è in continua evoluzione. Di seguito si riportano alcune delle pronunce più recenti che possono avere impatti sul coaching e sull’accertamento fiscale.

  1. Cassazione n. 232/2026Accertamento induttivo e contabilità inattendibile. La Corte ha ribadito che l’Amministrazione può ricorrere all’accertamento induttivo quando la contabilità è inattendibile o mancante. In presenza di gravi incongruenze, spetta al contribuente dimostrare la correttezza dei dati .
  2. Cassazione n. 8452/2025Inutilizzabilità della prova irregolare. La sentenza afferma che l’inutilizzabilità non è generalizzata: solo la violazione di diritti fondamentali (privacy, inviolabilità del domicilio) comporta l’esclusione della prova . L’acquisizione di dati bancari senza autorizzazione non è automaticamente invalida.
  3. Cassazione n. 7552/2025Imprenditore fiscale e prelievi bancari. Ha stabilito che l’attività economica abituale è sufficiente per essere considerati imprenditori ai fini fiscali, anche in assenza di organizzazione. La presunzione di reddito dei prelievi bancari si applica anche ai professionisti .
  4. Cassazione Sezioni Unite n. 21271/2025Contraddittorio preventivo. La Corte ha chiarito che prima dell’introduzione dell’art. 6‑bis lo si applicava solo ai tributi armonizzati e la sua violazione era causa di nullità dell’atto solo se il contribuente dimostrava la prova di resistenza . Oggi il contraddittorio è obbligatorio per tutti gli atti.
  5. Cassazione n. 3800/2025Rapporto tra processo penale e tributario. La Corte ha sancito che l’assoluzione in sede penale per difetto di dolo non incide sull’accertamento fiscale; la prova nel processo tributario segue regole autonome .
  6. Decisione CEDU 2025Accesso ai dati bancari e privacy. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha riconosciuto che i dati bancari rientrano nella vita privata e che l’ingerenza degli Stati deve essere prevista dalla legge, necessaria e proporzionata . Ciò influisce sulle modalità con cui l’Agenzia acquisisce informazioni e rafforza la tutela della riservatezza.
  7. INPS Messaggio n. 2403/2024Obbligo Gestione Separata. L’INPS ha chiarito che gli avvocati e gli ingegneri iscritti all’ordine ma non alle rispettive casse devono iscriversi alla Gestione Separata, evidenziando la necessità di estendere la protezione sociale universale .
  8. Modifica D.L. 84/2025Tracciabilità dei pagamenti. L’introduzione dei commi 2‑bis e 5‑bis negli articoli 54 e 54‑ter del TUIR richiede pagamenti tracciabili per i rimborsi e per la deducibilità delle spese . Questa norma mira a contrastare il contante e rafforzare la lotta all’evasione.

Conclusioni

L’accertamento fiscale rappresenta un momento cruciale per il coach che, oltre a svolgere la propria attività professionale, deve districarsi tra norme fiscali, contributive e civilistiche. Le regole sono complesse e in continua evoluzione: come abbiamo visto, le modifiche introdotte dal D.L. 84/2025 sulla tracciabilità dei pagamenti e le recenti sentenze della Corte di Cassazione condizionano profondamente la difesa del contribuente. Tra gli errori più comuni vi sono la mancanza di documentazione, l’uso del contante e la confusione tra entrate professionali e personali. Per evitare contestazioni è necessario adottare un comportamento diligente, conservare tutte le ricevute, predisporre un conto dedicato e, soprattutto, rivolgersi a professionisti qualificati.

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