Introduzione
Negli ultimi anni il padel è esploso in tutta Italia. Padel club, campi di nuova realizzazione e centri polifunzionali sono nati ovunque, coinvolgendo sia imprenditori sportivi sia associazioni e società dilettantistiche. Questa crescita ha però attirato l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza: i controlli fiscali sui centri padel e sulle società sportive dilettantistiche (ASD e SSD) sono sempre più frequenti. Spesso l’accertamento nasce da presunzioni di incassi non dichiarati, da anomalie nei flussi bancari, dalla gestione disordinata dei corrispettivi o dalla confusione tra attività istituzionale e attività commerciale. Le conseguenze possono essere gravi: recupero di IVA, imposte sui redditi (IRPEF/IRES), IRAP e sanzioni fino al 180 %, nonché la decadenza dal regime agevolato previsto per le ASD/SSD. Nei casi più delicati l’Ufficio può contestare persino reati tributari come l’occultamento di ricavi.
Questo articolo offre un’analisi esaustiva, aggiornata a gennaio 2026, sull’accertamento fiscale nei confronti di centri padel. Saranno esaminate le norme di riferimento, le più recenti pronunce della Corte di Cassazione, le procedure che seguono alla notifica di un avviso di accertamento, le strategie difensive, gli istituti alternativi (rottamazione, definizioni agevolate, concordato preventivo biennale) e i più comuni errori da evitare. Tutto quanto sarà esposto dal punto di vista del contribuente, cioè di chi gestisce un centro padel e subisce un controllo dell’Amministrazione finanziaria.
Chi è l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo
L’autore di questa guida è l’Avvocato Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista esperto in diritto tributario e bancario. Dirige uno studio legale multidisciplinare composto da avvocati tributaristi, commercialisti e consulenti del lavoro operanti su tutto il territorio nazionale. Oltre ad essere specialista di procedimenti avanti la Corte di Cassazione, l’avv. Monardo vanta le seguenti qualifiche:
- Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia;
- Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC);
- Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del Decreto legislativo 118/2021, che gli consente di assistere imprenditori e associazioni nell’accesso alla composizione negoziata della crisi;
- Coordinatore di una rete di professionisti specializzati a livello nazionale in diritto sportivo, bancario e tributario.
L’avv. Monardo assiste quotidianamente coloro che ricevono avvisi di accertamento o cartelle di pagamento. Lo studio analizza la documentazione contabile e statutaria, individua i vizi dell’accertamento (errori procedurali, mancato contraddittorio, mancanza di prova) e, ove necessario, propone ricorsi con richiesta di sospensione della riscossione. Parallelamente, gestisce trattative con l’Agenzia delle Entrate o l’Agente della riscossione per definizioni agevolate, rateizzazioni e transazioni fiscali e assiste i clienti nei percorsi di esdebitazione e composizione negoziata della crisi.
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1. Contesto normativo e giurisprudenziale
L’accertamento nei confronti di centri padel rientra nelle regole generali dell’ordinamento tributario, ma assume peculiarità legate alla natura dilettantistica delle attività sportive. Per comprendere come difendersi è necessario esaminare le fonti normative e le sentenze più recenti della Corte di Cassazione. Di seguito riepiloghiamo le principali disposizioni.
1.1 Regime fiscale delle associazioni e società sportive dilettantistiche
Legge 398/1991
La Legge 16 dicembre 1991 n. 398 disciplina un regime forfettario semplificato per le associazioni sportive dilettantistiche che soddisfano certain requisiti. L’articolo 1 consente ad associazioni senza fini di lucro, affiliate a federazioni sportive nazionali riconosciute dal CONI, di optare per la determinazione forfetaria del reddito e dell’IVA quando i proventi annuali non superano 400 000 € . Per i ricavi sportivi è applicata una percentuale di imponibilità del 3 % (che sostituisce l’imposta sul valore aggiunto) e l’associazione è esonerata dalla contabilità ordinaria. Le associazioni devono annotare i proventi derivanti dall’attività nell’apposito registro entro il quinto giorno successivo all’incasso .
Il regime 398 è un’opportunità molto vantaggiosa: consente di versare l’imposta in misura ridotta e semplifica gli adempimenti contabili. Tuttavia, non si tratta di un diritto automatico: la Corte di Cassazione ha più volte chiarito che affinché l’agevolazione operi è necessario che l’associazione possegga e dimostri i requisiti formali e sostanziali previsti dalla legge.
Articolo 148 TUIR e articolo 4 DPR 633/1972
L’art. 148 del Testo Unico delle imposte sui redditi (D.P.R. 917/1986) e l’art. 4 del D.P.R. 633/1972 disciplinano la distinzione tra attività commerciali e attività istituzionali negli enti non commerciali. Le quote e i contributi versati dagli associati non sono imponibili se destinati allo svoglimento dell’attività istituzionale dell’ente; viceversa, le prestazioni rese verso corrispettivo a favore di terzi possono essere considerate commerciali e generano reddito imponibile. L’art. 148, comma 8 TUIR richiede che nello statuto sia prevista l’assenza di scopo di lucro, la disciplina dell’ordinamento democratico, l’obbligo di reinvestire gli avanzi di gestione, il divieto di distribuzione degli utili e la devoluzione del patrimonio a finalità sportive in caso di scioglimento. Solo il rispetto di tali clausole consente di disapplicare l’IRES e l’IVA sui contributi istituzionali.
La Corte di Cassazione (ord. n. 23781/2023, n. 30008/2021, n. 5883/2025 e successive) ha ribadito che non basta la semplice affiliazione al CONI o l’adozione di uno statuto conforme per beneficiare del regime di favore. È necessario dimostrare l’effettivo svolgimento di attività senza fini di lucro e il rispetto delle regole democratiche; la prova dell’assenza di scopo di lucro grava sull’associazione . In mancanza di verbali delle assemblee, registri dei soci e rendiconti trasparenti, le agevolazioni possono essere revocate con recupero a tassazione degli incassi.
Modello EAS
Dal 2008 gli enti associativi devono trasmettere il modello EAS per comunicare all’Agenzia delle Entrate informazioni sulla struttura organizzativa e sulle attività svolte. L’ordinanza della Cassazione n. 20027/2025 ha sottolineato che la mancata trasmissione del modello EAS costituisce una violazione formale: può legittimare la verifica dell’Amministrazione ma da sola non comporta la decadenza dal regime agevolato . La Suprema Corte ha precisato che l’agevolazione di cui alla Legge 398/1991 dipende dal reale carattere non lucrativo dell’associazione e dalla verifica concreta dell’attività svolta . In altre parole, il mancato invio dell’EAS è un indizio ma non può essere utilizzato come unica ragione per disconoscere il regime di favore .
Esenzione IVA per il noleggio degli impianti sportivi
Molti centri padel gestiscono campi polifunzionali e concedono in uso l’impianto ad altre ASD o SSD. La risposta ad interpello n. 36/2025 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, fino al 31 dicembre 2025, le prestazioni di noleggio tra enti affiliati alla stessa federazione possono beneficiare dell’esclusione dal campo IVA prevista dall’art. 4, comma 4 del DPR 633/1972 . Secondo l’interpretazione ministeriale, l’esenzione vale solo se sono rispettati contemporaneamente tre requisiti:
- Requisito soggettivo – La prestazione deve essere resa da un ente associativo qualificato (ASD/SSD senza scopo di lucro). L’estensione alle SSD è prevista dall’art. 3 del D.L. 113/2024 e dall’art. 90 della L. 289/2002 .
- Requisito oggettivo – La prestazione deve essere effettuata in conformità con le finalità istituzionali dell’ente; non basta che l’attività sia collegata allo sport, ma deve rappresentare il naturale completamento dello scopo sociale . La gestione degli impianti è considerata “strumentale” dal D.Lgs. 36/2021 ma ciò non garantisce automaticamente l’esenzione; occorre dimostrare che l’impianto è destinato esclusivamente all’attività sportiva .
- Requisito del destinatario – I servizi devono essere resi a soci o tesserati di associazioni appartenenti alla medesima federazione; la stessa risposta precisa che l’esclusione non si applica oltre il 31 dicembre 2025 e che dal 2026 occorrerà applicare l’IVA salvo ulteriori proroghe .
Dal 2026 le prestazioni di noleggio impianti rese da centri padel ad altre società potrebbero rientrare nel regime di esenzione previsto dall’art. 36‑bis del D.L. 75/2023, secondo cui le prestazioni connesse con la pratica dello sport rese da enti non lucrativi sono esenti da IVA . Tuttavia la disciplina richiede adeguamenti attuativi e sarà necessario verificare caso per caso la conformità alle finalità istituzionali.
1.2 Statuto del contribuente e contraddittorio preventivo
Gli accertamenti nei confronti dei centri padel devono rispettare i diritti fondamentali del contribuente riconosciuti dallo Statuto del contribuente e dal nuovo contraddittorio obbligatorio introdotto dal D.Lgs. 219/2023.
Diritti durante le verifiche
L’art. 12 della L. 212/2000 (Statuto del contribuente) dispone che gli accessi, le ispezioni e le verifiche di qualsiasi organo di controllo amministrativo devono essere condotti nel rispetto della dignità del contribuente e con modalità idonee a ridurre al minimo i disagi. Gli incaricati devono informarLo sui motivi del controllo, fargli conoscere i diritti e le garanzie previsti dalla legge ed offrirgli la possibilità di farsi assistere da un professionista di fiducia .
Fino al 2023 l’art. 12, comma 7 prevedeva un termine di 60 giorni dalla consegna del processo verbale di constatazione entro cui il contribuente poteva presentare memorie difensive; tale previsione è stata abrogata, ma le memorie rimangono utili per evidenziare errori o fornire documenti che potrebbero indurre l’ufficio a rivedere la contestazione. Con il D.Lgs. 219/2023 è stato introdotto il contraddittorio endoprocedimentale generalizzato: prima di emanare un avviso di accertamento l’ufficio deve inviare al contribuente lo schema di atto e consentirgli di presentare deduzioni entro almeno 60 giorni . La mancata attivazione del contraddittorio comporta la nullità dell’atto. Sono escluse dal contraddittorio solo alcune ipotesi di liquidazione automatica o di controllo formale, individuate da un decreto ministeriale. L’atto definitivo deve contenere una “motivazione rafforzata” che dia conto delle osservazioni del contribuente .
Accertamento con adesione (D.Lgs. 218/1997)
Dopo la notifica del verbale o dell’avviso di accertamento è possibile attivare l’accertamento con adesione, uno strumento di definizione amichevole che evita il contenzioso. L’art. 6 del D.Lgs. 218/1997 prevede che il contribuente può presentare istanza di adesione:
- entro 30 giorni dal ricevimento dello schema di atto quando è stato attivato il nuovo contraddittorio preliminare;
- oppure entro 15 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento qualora il contraddittorio non si applichi .
L’istanza sospende per 90 giorni i termini per impugnare l’atto . L’ufficio deve convocare il contribuente entro 15 giorni per tentare un accordo; se la procedura si conclude con esito positivo, le sanzioni sono ridotte ad un terzo del minimo e il versamento può essere rateizzato. Se il contribuente non versa le somme dovute nei termini, la definizione perde efficacia e rivivono le sanzioni e gli interessi.
1.3 Cassazione: sentenze e orientamenti recenti (2024‑2025)
L’ultimo biennio ha visto un numero elevato di pronunce sulle associazioni sportive. Si riportano di seguito le massime e i principi di diritto significativi per i centri padel.
1.3.1 Requisito della non lucratività e onere della prova
L’ordinanza Cassazione n. 5883/2025 (sez. trib.) ha ribadito che per accedere alle agevolazioni fiscali non basta disporre di uno statuto conforme né la sola affiliazione al CONI: occorre provare concretamente lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica senza fini di lucro. La Suprema Corte ha specificato che l’associazione deve dimostrare la democraticità interna, la registrazione dei soci, la tenuta dei libri sociali e dei rendiconti; in assenza di tali elementi l’agevolazione non spetta e l’amministrazione può procedere al recupero a tassazione . La sentenza richiama l’orientamento consolidato secondo cui l’onere della prova grava sull’associazione e non sull’amministrazione; il regime 398 non si acquista automaticamente con l’affiliazione al CONI .
1.3.2 Modello EAS e violazioni formali
Con ordinanza n. 20027/2025 la Corte di Cassazione ha stabilito che l’omessa presentazione del modello EAS costituisce un fatto che legittima la verifica ma non comporta di per sé la decadenza dai benefici; si tratta di una violazione formale da valutare insieme ad altri elementi . Pertanto il contribuente può ancora dimostrare di aver operato senza fini di lucro mediante documenti contabili, verbali e testimonianze, anche se ha omesso l’adempimento comunicativo. La decisione ribadisce che l’agevolazione dipende dall’effettiva attività di interesse generale dell’ente .
1.3.3 Raccolte fondi e eventi occasionali
L’ordinanza n. 26811 del 15 ottobre 2024 (Cass., sez. trib.) ha affermato che i proventi delle raccolte pubbliche di fondi organizzate dalle associazioni sportive dilettantistiche per finanziare le attività istituzionali non sono imponibili né soggetti ad IVA, entro il limite di due eventi per anno d’imposta . La Corte ha richiamato l’art. 25, comma 2 della L. 133/1999 e l’art. 143, comma 3 TUIR, sottolineando che la normativa prevede già in via generale l’occasionalità dell’attività e che non è richiesto un ulteriore accertamento delle finalità non commerciali. Questo principio è molto importante per i centri padel che organizzano tornei o manifestazioni benefiche: se l’evento rientra nei due consentiti e ha finalità di promozione dello sport, i proventi non concorrono alla base imponibile.
2. Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’atto
Conoscere i tempi e le fasi dell’accertamento consente di pianificare una difesa efficace e sfruttare gli strumenti a disposizione. Di seguito è riportato un percorso pratico dalla verifica all’eventuale contenzioso.
2.1 Verifica e accesso presso il centro padel
L’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza possono avviare una verifica in loco presso l’impianto sportivo. Durante il sopralluogo gli ispettori possono esaminare la contabilità, rilevare le attrezzature, visionare i contratti di sponsorizzazione e intervistare i responsabili. È essenziale conoscere i propri diritti:
- Ricevere informazioni sull’oggetto e sulle ragioni della verifica. Il personale addetto deve comunicare formalmente le finalità del controllo, indicare l’ufficio di appartenenza e le norme applicate .
- Essere assistiti da un professionista di fiducia. È possibile far intervenire sin da subito un avvocato o un commercialista che possa interloquire con gli ispettori e tutelare il contribuente .
- Richiedere il differimento del controllo per gravi motivi; l’istanza deve essere motivata e presentata al capo squadra.
- Sottoscrivere i verbali con riserva. Se si ritiene che gli ispettori abbiano commesso errori nella ricostruzione dei ricavi o abbiano omesso elementi a favore, è utile riportare osservazioni puntuali nel verbale.
2.2 Redazione del Processo Verbale di Constatazione (PVC) e osservazioni
Al termine della verifica gli ispettori redigono il processo verbale di constatazione (PVC), che riassume le contestazioni: ricavi non dichiarati, spese non documentate, irregolarità nei corrispettivi, ipotesi di interpello. Il verbale viene consegnato all’associazione o ai rappresentanti legali. Con il D.Lgs. 219/2023 il contribuente non è più obbligato a presentare osservazioni entro 60 giorni, ma può comunque farlo per evidenziare documenti o elementi di difesa; queste note sono utili perché saranno valutate nella fase del contraddittorio.
Gli errori più frequenti nel PVC riguardano la ricostruzione induttiva dei ricavi (basata su stime di ore di gioco e tariffe medie), la riqualificazione delle sponsorizzazioni come pubblicità commerciale, il superamento dei limiti di ricavo per il regime 398 e la presunzione che determinati corsi o tornei siano eventi commerciali. A questo punto è fondamentale analizzare la contabilità per dimostrare che i proventi provengono da quote associative, che i ricavi commerciali rientrano nei limiti e che eventuali differenze di cassa sono giustificate da rimborsi o contributi.
2.3 Contraddittorio endoprocedimentale e invio dello schema di atto
In seguito alla consegna del PVC l’ufficio tributario elabora una bozza di accertamento. Ai sensi del nuovo art. 6‑bis dello Statuto del contribuente introdotto dal D.Lgs. 219/2023, la bozza deve essere comunicata al contribuente con invito a presentare memorie entro almeno 60 giorni . Il contraddittorio è obbligatorio e la mancata attivazione comporta la nullità dell’avviso di accertamento. Il contribuente, con l’assistenza del proprio avvocato, può:
- Chiedere copia del fascicolo. È possibile accedere agli atti istruttori (ispezioni, rilievi bancari, interviste) per capire su quali basi l’amministrazione ha ricostruito i ricavi.
- Presentare controdeduzioni. Le memorie possono confutare le stime, fornire documenti (contratti, bilanci, verbali, estratti conto) e proporre un diverso calcolo del reddito. È fondamentale contestare anche eventuali vizi formali (omessa motivazione, notifica a soggetto sbagliato) perché l’ufficio è tenuto a rispondervi nella motivazione rafforzata .
- Richiedere l’accertamento con adesione. È possibile, in luogo del contraddittorio, depositare istanza di adesione per definire consensualmente l’accertamento; in tal caso i termini per impugnare l’atto sono sospesi .
L’ufficio valuterà le osservazioni e potrà rinunciare a emettere l’atto, rideterminare i ricavi o confermare integralmente la pretesa. L’avviso definitivo dovrà in ogni caso spiegare perché le controdeduzioni non sono state accolte.
2.4 Notifica dell’avviso di accertamento
Se il contraddittorio non conduce ad una definizione consensuale, l’amministrazione emette l’avviso di accertamento, atto impositivo che definisce il maggiore reddito, l’IVA dovuta e le sanzioni. L’avviso deve essere motivato e notificato al contribuente nel rispetto dei termini di decadenza (generalmente 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della dichiarazione). Dal momento della notifica decorre:
- il termine di 60 giorni per presentare ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado (nuova denominazione del giudice tributario);
- il termine di 30 giorni per presentare istanza di accertamento con adesione, se non era stato già presentato nella fase di contraddittorio .
2.5 Accertamento con adesione: procedura dettagliata
L’adesione consente di evitare il contenzioso. La procedura è la seguente:
- Presentazione dell’istanza. La domanda va presentata all’ufficio che ha emesso l’avviso entro 30 giorni dalla notifica della bozza oppure entro 15 giorni dalla notifica dell’avviso definitivo .
- Sospensione dei termini. Con la presentazione dell’istanza si sospendono per 90 giorni i termini per proporre ricorso .
- Convocazione. L’ufficio convoca il contribuente entro 15 giorni per discutere; durante l’incontro si può contestare il metodo di ricostruzione dei ricavi e negoziare una riduzione delle sanzioni.
- Stipula dell’atto di adesione. Se le parti raggiungono l’accordo, sottoscrivono un atto che definisce il maggior imponibile, la base IVA e l’ammontare delle sanzioni (ridotte a un terzo). Il pagamento può essere in unica soluzione o rateizzato.
- Effetti. Con il pagamento delle somme stabilite l’accertamento non può più essere impugnato. Se il contribuente non paga nei termini, la definizione perde efficacia e rivivono gli importi originari (con sanzioni e interessi).
2.6 Ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria
Se non si raggiunge l’accordo, resta il ricorso. Dal 2023 il giudice tributario di primo grado prende il nome di Corte di Giustizia Tributaria di primo grado e il processo è disciplinato dal D.Lgs. 546/1992 (recentemente modificato). Il ricorso deve essere notificato all’ufficio entro 60 giorni dalla notifica dell’atto; occorre depositarlo telematicamente con i fascicoli di prova. L’atto deve contenere:
- l’indicazione dell’atto impugnato e delle somme contestate;
- i motivi di diritto e di fatto su cui si fonda la domanda;
- le prove documentali (statuto, verbali, contabilità, contratti);
- la richiesta di sospensione dell’esecuzione ai sensi dell’art. 47 D.Lgs. 546/1992, quando l’immediata riscossione causerebbe danni gravi e irreparabili.
La Corte può sospendere la riscossione se ritiene fondato il ricorso. In secondo grado si ricorre alla Corte di Giustizia Tributaria di Appello e poi eventualmente in Cassazione.
3. Difese e strategie legali per i centri padel
Affrontare un accertamento richiede un’analisi tecnica e una strategia personalizzata. Di seguito vengono illustrate le principali linee difensive utilizzate dallo studio dell’avv. Monardo.
3.1 Dimostrare la vera natura associativa e il rispetto del regime 398
Molti centri padel sono gestiti da Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) o Società Sportive Dilettantistiche a responsabilità limitata (SSD) senza scopo di lucro. Per mantenere il regime agevolato è necessario:
- Statuti conformi – Lo statuto deve contenere tutte le clausole di cui all’art. 148, comma 8 TUIR (assenza di lucro, democraticità, divieto di distribuzione degli utili, devoluzione a finalità sportive). È utile conservarne versioni aggiornate con verbali dell’assemblea che attestino l’approvazione delle modifiche.
- Documentazione completa – L’associazione deve tenere:
- il libro soci;
- il libro verbali dell’assemblea e del consiglio direttivo;
- i registri contabili semplificati previsti dal regime 398 (annotazione dei corrispettivi entro 5 giorni );
- i bilanci e rendiconti approvati dai soci.
- Dimostrare l’assenza di lucro effettivo – Non basta che non ci sia un utile contabile: occorre provare che i proventi sono stati reinvestiti nell’attività sportiva (manutenzione campi, istruttori, promozione sportiva). Sponsorizzazioni e corsi devono essere finalizzati alla promozione del padel e non all’arricchimento degli amministratori. La Cassazione ha sottolineato che l’onere della prova grava sul contribuente .
- Separazione delle attività – Se il centro padel svolge anche attività commerciali (bar, vendita di abbigliamento sportivo, corsi di fitness), è necessario tenere contabilità separata; i ricavi commerciali concorrono alla determinazione del reddito d’impresa e possono far superare la soglia massima di 400 000 € del regime 398 .
3.2 Controdedurre le ricostruzioni induttive dei ricavi
Gli Uffici spesso ricostruiscono i ricavi di un centro padel in maniera induttiva: stimano le ore di gioco prenotate tramite piattaforme online, multiplicano per una tariffa media oraria e confrontano con gli incassi dichiarati. Questa metodologia può essere contestata attraverso:
- Analisi delle prenotazioni – I software (Playtomic, PrenotaUnCampo ecc.) forniscono report dettagliati. Spesso le cancellazioni dell’ultima ora o le partite “prenota e non paga” non vengono considerate. È opportuno estrarre i dati effettivi per dimostrare le ore effettivamente giocate.
- Documenti contabili – Estratti conto bancari, registri POS e scontrini fiscali devono essere prodotti per giustificare gli incassi. È utile anche evidenziare i costi sostenuti (affitti, manutenzione, energia, istruttori) per mostrare l’equilibrio economico.
- Prova per testimoni – Gli istruttori, i soci e i collaboratori possono testimoniare la reale attività. Ad esempio, se l’ufficio presume incassi da campi vuoti, si può dimostrare che le fasce orarie non erano utilizzabili (maltempo, lavori, tornei gratuiti). La Cassazione ammette la prova testimoniale nel contenzioso tributario quando si contesta un fatto determinante.
3.3 Eccepire vizi formali dell’accertamento
Una buona difesa richiede di verificare puntualmente la legittimità formale dell’atto. I principali vizi che comportano l’annullamento sono:
- Mancata attivazione del contraddittorio – Se l’ufficio non ha inviato lo schema di atto o non ha concesso 60 giorni per le osservazioni, l’avviso è nullo .
- Notifica irregolare – L’atto deve essere notificato al legale rappresentante dell’associazione secondo le modalità previste; errori nell’indirizzo PEC, nella data o nell’indicazione del destinatario possono invalidare la notifica.
- Difetto di motivazione – L’atto deve spiegare le ragioni della pretesa; se si limita a riportare in modo generico le conclusioni del PVC senza confutare le osservazioni del contribuente, è viziato. La motivazione deve essere “rafforzata” e tener conto delle deduzioni .
- Errata individuazione del soggetto passivo – Nel caso di ASD trasformate o incorporate, occorre verificare che l’avviso sia intestato all’ente succeduto; la Cassazione ha riconosciuto l’ultrattività del mandato del legale rappresentante ma richiede che sia provata la consapevolezza dell’estinzione .
3.4 Presentare ricorso e chiedere la sospensione
Se l’avviso non viene annullato in autotutela o in sede di adesione, il ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria rappresenta l’unica via. Nel ricorso si devono sviluppare tutte le censure di merito e di diritto. È fondamentale chiedere la sospensione dell’esecuzione, soprattutto quando l’Agente della riscossione avvia azioni cautelari (fermi amministrativi, ipoteche o pignoramenti). La Corte valuta il fumus boni iuris (fondamento della contestazione) e il periculum in mora (danno grave derivante dalla riscossione) per decidere sulla sospensione.
3.5 Combinare strumenti stragiudiziali e negoziali
Nella strategia difensiva occorre valutare anche percorsi alternativi:
- Rottamazione e definizione agevolata (vedi § 4).
- Rateazione del debito – È possibile chiedere rateazioni fino a 72 rate mensili; se l’importo supera 60 000 €, occorre prestare garanzie.
- Esdebitazione e piani del consumatore – Nei casi di sovraindebitamento, l’associazione o il rappresentante possono accedere alle procedure della legge 3/2012 (esdebitazione, concordato minore) per ottenere una ristrutturazione integrale del debito. L’avv. Monardo, come gestore della crisi iscritto al Ministero, assiste i clienti nella predisposizione dei piani e nella trattativa con i creditori.
- Composizione negoziata della crisi d’impresa – Introdotta dal D.Lgs. 118/2021, consente agli imprenditori (incluse le ASD che svolgono attività commerciale) di nominare un esperto indipendente tramite la camera di commercio per negoziare con i creditori. L’esperto supporta il debitore nel ristrutturare i debiti e salvare l’attività . Il procedimento si svolge tramite piattaforma telematica e prevede misure protettive (sospensione delle azioni esecutive) .
4. Strumenti alternativi: rottamazioni, definizioni agevolate e concordato preventivo biennale
Gli strumenti di “pace fiscale” rappresentano soluzioni extragiudiziali per regolarizzare debiti pregressi con sconti su sanzioni e interessi. In questa sezione esaminiamo le opportunità disponibili nel 2026.
4.1 Rottamazione quinquies (Legge n. 199/2025 – Legge di Bilancio 2026)
La Legge di Bilancio 2026 (Legge 199/2025) ha introdotto la rottamazione quinquies, quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle. È riservata ai carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 derivanti da omesso versamento di imposte da dichiarazioni annuali (articoli 36‑bis e 36‑ter DPR 600/1973 e articoli 54‑bis e 54‑ter DPR 633/1972) e da contributi previdenziali INPS non derivanti da accertamenti . Possono aderire anche i contribuenti decaduti da precedenti rottamazioni per mancato pagamento delle rate, purché i carichi rientrino nell’ambito applicativo . Sono invece esclusi i debiti già inclusi in piani di pagamento della rottamazione quater per i quali, al 30 settembre 2025, risultino versate tutte le rate .
Vantaggi: estinzione del debito senza pagamento di sanzioni, interessi di mora e aggio; si pagano solo l’imposta e le spese di notifica .
Modalità di pagamento: è possibile versare il dovuto in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure diluirlo in 54 rate bimestrali (9 anni). Le prime tre rate scadono il 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026; dalla quarta alla cinquantunesima le rate scadono a gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre di ogni anno dal 2027; le ultime tre rate scadono nel 2035 . In caso di pagamento rateale sono dovuti interessi del 3 % annuo dal 1° agosto 2026 .
Domanda di adesione: la richiesta deve essere presentata telematicamente entro il 30 aprile 2026; l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione metterà a disposizione un servizio online entro il 21 gennaio 2026 .
Decadenza: la mancata, insufficiente o tardiva esecuzione del versamento anche di due rate (anche non consecutive) comporta l’immediata decadenza dalla definizione agevolata . In tal caso l’intero debito originario torna esigibile con sanzioni e interessi e riprendono le azioni esecutive . Non è prevista alcuna tolleranza di ritardo: a differenza delle precedenti rottamazioni non esistono giorni di grace period .
4.2 Definizioni agevolate e sanatorie pregresse
Oltre alla rottamazione quinquies restano operative le sanatorie introdotte negli anni precedenti (rottamazione quater, saldo e stralcio, definizione liti pendenti) per i contribuenti che vi hanno aderito. Chi ha aderito alla rottamazione quater deve continuare a pagare le rate entro le scadenze; l’eventuale decadenza potrebbe consentire l’accesso alla quinquies se i carichi sono compresi nell’ambito temporale. Per le liti fiscali pendenti davanti alla Corte di Giustizia Tributaria resta possibile la definizione agevolata solo quando prevista da leggi speciali; al momento non è prevista una nuova definizione liti nella legge di bilancio 2026, ma sono circolate ipotesi di reintroduzione che potranno essere seguite su fonti ufficiali.
4.3 Concordato preventivo biennale (CPB) 2025‑2026 e ravvedimento speciale
Il concordato preventivo biennale è uno strumento di collaborazione preventiva introdotto con il D.Lgs. 13/2024 e modificato dal D.L. 84/2025, art. 12‑ter . Consente ai contribuenti in regime di Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) di concordare con l’Agenzia delle Entrate il reddito imponibile per i periodi d’imposta 2025‑2026, ottenendo certezza sui tributi dovuti e riduzione degli adempimenti.
Ambito soggettivo: possono aderire soggetti che esercitano attività in agricoltura, manifattura, servizi, professioni e commercio, a condizione di applicare gli ISA e non avere cause di esclusione; sono escluse le imprese forfettarie . Società di persone, società di capitali in regime di trasparenza e studi associati possono aderire solo se tutti i soci o associati accettano . Non possono aderire coloro che hanno debiti fiscali superiori a 5 000 € o condanne tributarie negli ultimi tre anni .
Modalità e termini: per il biennio 2025‑2026 l’adesione avviene contestualmente alla dichiarazione dei redditi (compilando il quadro CPB) o mediante invio separato del modello; il termine è stato prorogato al 30 settembre 2025 (per i soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare la scadenza è l’ultimo giorno del settimo mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta). L’Agenzia fornisce una proposta di reddito basata sugli ISA; il contribuente può accettarla o rilanciare. L’adesione comporta l’obbligo di versare l’imposta su quel reddito anche se il reddito effettivo sarà inferiore.
Professionisti: studi associati e società tra professionisti possono aderire solo se tutti i membri rispettano i requisiti ISA e accettano; la decisione è vincolante per tutti .
Limiti all’imposta sostitutiva: nel CPB si paga un’imposta sostitutiva su un’eventuale eccedenza tra il reddito concordato e il reddito effettivo dichiarato l’anno precedente; la flat tax si applica fino ad un limite di 85 000 € , oltre il quale si applicano le aliquote ordinarie IRPEF/IRES. Le percentuali di incremento del reddito variano in base al punteggio ISA (dal 5 % al 50 %) .
Ravvedimento speciale per gli anni 2019‑2023: è concesso solo a chi aderisce al CPB. Consente di sanare violazioni dichiarative versando un’imposta sostitutiva; i termini e le modalità saranno indicati in un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate .
4.4 Rateazioni e transazioni fiscali
Se il debito non può essere estinto tramite sanatorie, il contribuente può chiedere all’Agente della riscossione una rateazione ordinaria (fino a 72 rate) o straordinaria (fino a 120 rate) dimostrando difficoltà economica. Per i debiti iscritti a ruolo superiori a 60 000 € può essere richiesta una garanzia (fideiussione bancaria o assicurativa). Inoltre, nell’ambito delle procedure concorsuali (concordati preventivi o accordi di ristrutturazione) è possibile proporre una transazione fiscale con l’Agenzia delle Entrate per ridurre le imposte e le sanzioni.
5. Errori comuni e consigli pratici
Molti accertamenti nascono da leggerezze gestionali e possono essere evitati con un’adeguata organizzazione. Di seguito un elenco di errori frequenti e consigli per prevenirli.
5.1 Errori frequenti
| Errore | Conseguenze |
|---|---|
| Assenza di documentazione statutaria o verbali | Senza verbali delle assemblee e registri soci si presume l’assenza di democraticità e si perdono le agevolazioni . |
| Mancata distinzione tra attività istituzionale e commerciale | I ricavi commerciali (bar, vendita articoli) vanno contabilizzati separatamente; se sommati a quelli istituzionali fanno superare il limite di 400 000 € . |
| Omissione del modello EAS | È una violazione formale che può legittimare un controllo ; meglio inviarlo per non destare sospetti. |
| Noleggio impianti a soggetti non affiliati | Dal 2026 le prestazioni di noleggio dovranno essere assoggettate ad IVA se non rientrano nelle esenzioni . |
| Superamento del limite di eventi di raccolta fondi | Più di due eventi annui portano all’imponibilità dei proventi . |
| Pagamento tardivo delle rate di rottamazione | Anche due rate non pagate o pagate in ritardo determinano la decadenza e la ripresa delle azioni esecutive . |
| Non richiedere il contraddittorio | La mancata richiesta o la mancata partecipazione priva il contribuente di un momento per ridurre l’imposta. |
| Inerzia dopo la notifica dell’avviso | Trascorsi 60 giorni senza ricorso, l’atto diviene definitivo e la riscossione è immediata. |
5.2 Consigli pratici per i centri padel
- Aggiornare lo statuto: verificare che le clausole siano conformi all’art. 148 TUIR; adattare la denominazione alla riforma dello sport introdotta dal D.Lgs. 36/2021; convocare l’assemblea per approvare eventuali modifiche.
- Tenere una contabilità ordinata: utilizzare software di gestione che integrino prenotazioni, incassi POS e fatturazione elettronica; annotare quotidianamente i corrispettivi e conservare le ricevute.
- Distinguere i ricavi: separare i flussi derivanti dalle quote soci, contributi istituzionali e sponsorizzazioni da quelli commerciali; per l’attività commerciale valutare la costituzione di un ramo d’azienda autonomo (SSD con finalità lucrativa) per evitare di superare il limite previsto dal regime 398.
- Gestire correttamente il noleggio campi: verificare se il destinatario è socio di associazioni della stessa federazione; in caso contrario applicare l’IVA (o l’esenzione prevista dal D.L. 75/2023). Conservare contratti e prenotazioni per dimostrare il rispetto dei requisiti .
- Aderire alle sanatorie con consapevolezza: prima di presentare la domanda di rottamazione o concordato preventivo biennale è utile simulare i pagamenti e verificare se si è in grado di rispettare le scadenze; la decadenza comporta la perdita di tutti i benefici .
- Affidarsi a professionisti esperti: l’assistenza legale e fiscale è determinante nella fase di verifica e nel contenzioso; uno studio multidisciplinare può gestire sia l’aspetto tributario che quello contabile e societario.
6. Tabelle riepilogative
Per facilitare la consultazione, si riportano alcune tabelle sintetiche.
6.1 Regime 398/1991 vs Regime ordinario
| Elemento | Regime 398 | Regime ordinario |
|---|---|---|
| Soglia di ricavi annui | Fino a 400 000 € | Nessun limite (ricavi tassati integralmente) |
| Imponibilità ricavi sportivi | Forfait del 3 % | Ricavi integrali con deduzione dei costi |
| Contabilità | Registrazione corrispettivi entro 5 giorni e tenuta del libro soci | Contabilità ordinaria con bilancio completo |
| IVA | Versamento trimestrale forfetario (coefficiente di redditività 50 %) | Applicazione ordinaria dell’IVA e liquidazione periodica |
| Sanzioni | Ridotte se si dimostra la buona fede | Piene, in base alle violazioni |
6.2 Termini e strumenti di difesa
| Fase | Termine | Strumento |
|---|---|---|
| Notifica PVC | — | Presentare memorie facoltative entro 60 giorni (non obbligatorio) |
| Invio bozza di accertamento | 60 giorni | Contraddittorio endoprocedimentale |
| Istanza di accertamento con adesione | 30 giorni dalla bozza / 15 giorni dall’avviso definitivo | Accertamento con adesione |
| Notifica avviso di accertamento | 60 giorni | Ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria |
| Presentazione domanda rottamazione quinquies | Fino al 30 aprile 2026 | Rottamazione quinquies |
6.3 Rottamazione quinquies: pagamenti
| Opzione | Scadenza | Note |
|---|---|---|
| Unica soluzione | 31 luglio 2026 | Nessun interesse |
| Rateizzazione (54 rate) | Prime tre rate: 31 luglio, 30 settembre, 30 novembre 2026; successive bimestrali fino al 2035 | Interessi 3 % annuo dal 1° agosto 2026 |
7. Domande frequenti (FAQ)
1. Ricevere un avviso di accertamento significa essere automaticamente condannati a pagare?
No. L’avviso è un atto impositivo che può essere impugnato. È possibile contestare vizi formali (mancanza di contraddittorio, difetto di notifica) e sostenere che i ricavi sono stati ricostruiti in modo errato. Inoltre, esistono strumenti come l’accertamento con adesione e la rottamazione quinquies che possono ridurre l’importo dovuto.
2. È vero che basta essere iscritti al CONI per beneficiare della Legge 398?
No. La Cassazione ha precisato che l’affiliazione al CONI è requisito necessario ma non sufficiente: occorre dimostrare l’effettiva attività senza scopo di lucro e l’adozione di uno statuto conforme .
3. Cosa succede se l’associazione non ha inviato il modello EAS?
La mancata trasmissione del modello EAS è una violazione formale: può legittimare il controllo ma non comporta automaticamente la decadenza dalle agevolazioni . Tuttavia è consigliabile inviarlo per evitare sospetti.
4. Quante raccolte fondi può organizzare un centro padel senza pagare imposte?
Le associazioni sportive possono organizzare due eventi annui di raccolta fondi; i proventi sono esenti da imposte e IVA se l’attività è occasionale e non commerciale .
5. Quando si applica l’esenzione IVA sul noleggio dei campi?
Fino al 31 dicembre 2025 l’esclusione dall’IVA si applica solo se la prestazione è resa tra ASD/SSD appartenenti alla stessa federazione, è in conformità con le finalità istituzionali e i destinatari sono soci o tesserati . Dal 2026 sarà necessario verificare le nuove norme (art. 36‑bis D.L. 75/2023).
6. Posso impugnare un accertamento se non ho partecipato al contraddittorio?
Sì. L’impugnazione resta possibile. Tuttavia la mancata partecipazione priva di un’occasione per ridurre l’accertamento; la Corte valuterà soltanto le argomentazioni e le prove presentate in giudizio.
7. Qual è la differenza tra accertamento con adesione e rottamazione?
L’accertamento con adesione riguarda un avviso specifico e consente di riparametrare il reddito e le sanzioni; la rottamazione quinquies riguarda i debiti già affidati alla riscossione (cartelle) e consente di estinguere sanzioni e interessi. Possono essere utilizzati in momenti diversi e anche insieme: ad esempio si può definire l’avviso con adesione e poi, per le cartelle pregresse, aderire alla rottamazione.
8. Cosa succede se supero i 400 000 € di ricavi con il regime 398?
Il superamento del limite comporta la fuoriuscita dal regime agevolato per l’intero anno d’imposta: i ricavi diventano imponibili in misura ordinaria e va applicata l’IVA. È opportuno monitorare mensilmente gli incassi commerciali per evitare sorprese.
9. Posso dedurre i compensi agli istruttori nel regime 398?
Sì. I compensi agli istruttori qualificati sono spese deducibili. Dal 2021, a seguito della riforma dello sport, è previsto un regime fiscale speciale per i lavoratori sportivi dilettantistici. È consigliabile formalizzare contratti e corrispondere i compensi tramite mezzi tracciabili.
10. Ho ricevuto un verbale di constatazione: devo pagare subito?
No. Il PVC non è un atto impositivo. Puoi presentare osservazioni, chiedere l’adesione o attendere lo schema di atto. Il pagamento anticipato senza verificare le contestazioni potrebbe essere svantaggioso.
11. Se aderisco al concordato preventivo biennale posso essere escluso dalla rottamazione?
No. Il CPB riguarda le future imposte sui redditi; la rottamazione riguarda cartelle pregresse. Tuttavia l’adesione al CPB è requisito per accedere al ravvedimento speciale 2019‑2023 .
12. Quali sanzioni posso ridurre con l’accertamento con adesione?
Le sanzioni amministrative vengono ridotte a un terzo del minimo previsto; ad esempio, se la sanzione base è il 90 % dell’imposta evasa, con l’adesione scende al 30 %. La riduzione non si applica alle sanzioni penali.
13. Un centro padel gestito da una SSD può distribuire utili?
No. Anche le società sportive dilettantistiche a responsabilità limitata che godono del regime agevolato non possono distribuire utili; eventuali avanzi devono essere reinvestiti nell’attività sportiva. La distribuzione di utili comporta la perdita delle agevolazioni e la qualificazione di società commerciale.
14. È possibile rateizzare il pagamento di un atto di adesione?
Sì. L’atto di adesione può essere pagato in più rate; il numero di rate e gli interessi dipendono dall’importo e dalla normativa vigente. È fondamentale non saltare le scadenze per non perdere i benefici.
15. Posso ricorrere alla composizione negoziata se sono una ASD?
Le ASD che svolgono anche attività commerciale possono accedere alla composizione negoziata della crisi come imprese commerciali; l’istanza si presenta alla camera di commercio e consente di nominare un esperto . L’accesso è consigliato quando l’associazione ha debiti rilevanti e necessita di una ristrutturazione completa.
16. Cos’è l’esdebitazione per il socio o amministratore di una ASD?
La legge 3/2012 consente al debitore persona fisica sovraindebitato di presentare un piano del consumatore o una liquidazione controllata per ottenere l’esdebitazione. Se l’amministratore ha cumulato debiti personali (ad esempio per fideiussioni), può utilizzare questo strumento. L’avv. Monardo, come gestore della crisi, supporta nella predisposizione del piano.
17. Ho già versato alcune rate della rottamazione quater: posso aderire alla quinquies?
Solo i contribuenti decaduti dalla quater per mancati pagamenti possono aderire alla quinquies . Chi è in regola con i pagamenti non ha accesso.
18. Quali documenti devo conservare per difendermi da un accertamento?
Statuto e atto costitutivo, verbali delle assemblee, libro soci, registri contabili, bilanci, contratti di affitto dei campi, contratti con gli istruttori, estratti conto bancari, ricevute POS, report delle piattaforme di prenotazione, documenti delle sponsorizzazioni, contratti di locazione dell’impianto.
19. La Guardia di Finanza può sequestrare i conti durante la verifica?
In sede di verifica possono essere disposti sequestri di documenti ma per bloccare conti bancari serve un provvedimento cautelare dell’autorità giudiziaria (se c’è indizio di reato tributario). È importante farsi assistere da un avvocato per contestare provvedimenti sproporzionati.
20. Quanto costa presentare ricorso?
Il costo comprende il contributo unificato (variabile in base all’importo) e gli onorari del professionista. In alcuni casi l’esito favorevole del ricorso consente di recuperare le spese legali dall’Amministrazione.
8. Simulazioni pratiche e numeriche
Per comprendere l’incidenza dell’accertamento e delle soluzioni difensive, consideriamo alcune simulazioni numeriche. I valori sono indicativi e dovrebbero essere adattati alla situazione concreta.
8.1 Simulazione 1 – ASD con ricavi 150 000 €
Una ASD gestisce un centro padel e ha ricavi complessivi di 150 000 € nel 2025, di cui 120 000 € provenienti da quote di soci e 30 000 € da vendita di abbigliamento sportivo.
- Regime applicabile: la soglia di 400 000 € non è superata; la ASD può applicare la Legge 398/1991.
- Imponibilità: i ricavi istituzionali (120 000 €) non sono imponibili; i ricavi commerciali (30 000 €) sono imponibili al 3 % → reddito imponibile 900 €; applicando un’aliquota IRES del 24 % l’imposta è 216 €. L’IVA ordinaria sui corrispettivi è sostituita dall’imposta forfetaria del 50 %.
Se l’ufficio contesta una maggiorazione di ricavi da attività commerciale (ad es. 20 000 € di sponsorizzazioni ritenute commerciali), il reddito imponibile aumenta di 600 € (3 % di 20 000 €) e l’imposta sale a 360 €; le sanzioni applicate (90 % dell’imposta) sarebbero 324 €. Con l’accertamento con adesione la sanzione scenderebbe a 108 €.
8.2 Simulazione 2 – SSD con ricavi 500 000 €
Una società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata gestisce sei campi da padel e svolge attività commerciale (bar e shop). I ricavi 2025 ammontano a 500 000 €, di cui 300 000 € istituzionali e 200 000 € commerciali. La soglia di 400 000 € è superata; la società fuoriesce dal regime 398.
- Imponibilità: devono essere tassati tutti i ricavi commerciali. L’utile imponibile si calcola sottraendo i costi deducibili (affitti, ammortamenti, stipendi). Se l’utile imponibile è 50 000 €, l’IRES è 12 000 €.
- IVA: l’IVA sulle vendite deve essere versata periodicamente; la società può detrarre l’IVA sugli acquisti.
- Conseguenze dell’accertamento: se l’ufficio ritiene che una parte dei ricavi istituzionali sia in realtà commerciale (ad es. corsi considerati commerciali), l’IVA e l’IRES aumentano; occorre difendersi dimostrando che i corsi sono istituzionali (riservati ai soci, con costi di adesione modesti).
8.3 Simulazione 3 – Adesione alla rottamazione quinquies
Un centro padel ha cartelle esattoriali per 80 000 € di tributi e sanzioni riferiti agli anni 2015‑2022. La rottamazione quinquies consente di pagare solo il capitale (50 000 €) e le spese di notifica (2 000 €), azzerando 28 000 € di sanzioni e interessi. Il contribuente sceglie la rateizzazione.
- Piano di pagamento: 52 000 € da versare in 54 rate bimestrali. Le prime tre rate ammontano a circa 962 € ciascuna (52 000 € / 54 = 962 €); dalla quarta rata si aggiungono gli interessi del 3 % annuo.
- Rischio di decadenza: se salta due rate, la definizione si annulla e rivivono sanzioni e interessi .
8.4 Simulazione 4 – Concordato preventivo biennale 2025‑2026
Un istruttore di padel libero professionista aderisce al CPB. Nel 2024 ha dichiarato un reddito di 40 000 € con un punteggio ISA di 9. L’Agenzia propone un reddito concordato per 2025‑2026 pari a 44 000 € (incremento del 10 %). Il contribuente accetta.
- Imposte: pagherà IRPEF e addizionali su 44 000 €, indipendentemente dal reddito effettivo; se nel 2025 guadagnerà 37 000 €, non potrà chiedere rimborso.
- Vantaggi: non sarà sottoposto a determinazione analitico‑induttiva e avrà una maggiore certezza sulle imposte; potrà accedere al ravvedimento speciale 2019‑2023 se ha violazioni pregresse .
9. Sentenze recenti e fonti normative (2024‑2025)
Per chi desidera approfondire, ecco una selezione di provvedimenti giurisprudenziali e normativi citati nell’articolo. Le sentenze riportate sono riferimenti utili per comprendere gli orientamenti dei giudici e del legislatore.
| Anno | Atto/Sentenza | Autorità/Norma | Principio |
|---|---|---|---|
| 2025 | Ordinanza n. 5883 | Corte di Cassazione, sez. tributaria | L’agevolazione del regime 398 spetta solo agli enti che dimostrano la reale attività senza fini di lucro; l’affiliazione al CONI non è sufficiente . |
| 2025 | Ordinanza n. 20027 | Corte di Cassazione | La mancata presentazione del modello EAS è violazione formale, indizio di possibili irregolarità ma non comporta la decadenza automatica dal regime 398 . |
| 2024 | Ordinanza n. 26811 | Corte di Cassazione | I proventi da raccolte pubbliche di fondi per finalità istituzionali non sono imponibili né soggetti ad IVA, entro due eventi annui . |
| 2024 | D.Lgs. 219/2023 | Governo | Introduce il contraddittorio endoprocedimentale obbligatorio con termine di almeno 60 giorni e abroga l’art. 12, comma 7 dello Statuto del contribuente . |
| 2025 | Legge n. 199/2025 | Parlamento | Legge di Bilancio 2026 che istituisce la rottamazione quinquies; consente di estinguere i carichi 2000‑2023 senza pagare sanzioni e interessi . |
| 2025 | D.L. 84/2025, art. 12‑ter | Governo | Modifica la disciplina del concordato preventivo biennale 2025‑2026 e introduce il ravvedimento speciale . |
| 2024 | D.Lgs. 118/2021 | Parlamento | Istituisce la composizione negoziata della crisi d’impresa e stabilisce i requisiti per gli esperti . |
| 1991 | Legge 398/1991 | Parlamento | Disciplina il regime forfettario per associazioni e società sportive dilettantistiche . |
| 1986 | D.P.R. 917/1986 art. 148 | Governo | Definisce le condizioni per la non imponibilità dei contributi associativi e le clausole necessarie nello statuto |
| 1972 | D.P.R. 633/1972 art. 4 | Governo | Stabilisce quando le prestazioni di servizi rese dagli enti non commerciali sono escluse dal campo IVA; norme richiamate nella risposta AdE n. 36/2025 . |
Conclusione
L’espansione dei centri padel in Italia ha inevitabilmente attirato l’attenzione dell’Amministrazione finanziaria. Le associazioni e le società sportive dilettantistiche devono dimostrare concretamente la propria natura non lucrativa, tenere una contabilità trasparente e rispettare le clausole statutarie per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali. La Corte di Cassazione, con le pronunce più recenti, ha chiarito che il semplice affiliarsi al CONI o adottare uno statuto conforme non basta: l’onere della prova della reale attività sportiva senza fini di lucro spetta alle ASD e alle SSD , mentre violazioni formali come la mancata presentazione del modello EAS non comportano automaticamente la decadenza .
Davanti ad un accertamento fiscale, agire tempestivamente è fondamentale. La riforma del 2023 ha introdotto il contraddittorio endoprocedimentale obbligatorio che consente al contribuente di partecipare alla determinazione del reddito e correggere gli errori prima che l’avviso sia emesso . Strumenti come l’accertamento con adesione, la rottamazione quinquies e il concordato preventivo biennale offrono vie alternative per definire le posizioni e ottenere sconti su sanzioni e interessi. Tuttavia, tali opportunità richiedono puntualità: un ritardo nei pagamenti comporta la decadenza dai benefici .
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