Introduzione
Ricevere un avviso di accertamento può essere un evento destabilizzante per qualsiasi contribuente, ma per le guide turistiche – professionisti spesso piccoli imprenditori o lavoratori autonomi che operano in un settore in forte evoluzione – lo shock può essere ancora maggiore. Negli ultimi anni l’Amministrazione finanziaria ha intensificato i controlli sulle professioni collegate al turismo, incrociando i dati provenienti da sistemi informatici, pagamenti elettronici, piattaforme di prenotazioni e confrontandoli con le dichiarazioni presentate. Un semplice errore nella compilazione della dichiarazione, l’uso disinvolto del contante, un versamento su conto cointestato o l’errata qualificazione di un compenso possono generare presunzioni di evasione e sfociare in un accertamento che pretende imposte, sanzioni e interessi.
L’impatto economico e reputazionale di un avviso di accertamento non va sottovalutato. Nel 2026 i controlli sono sempre più digitali e automatizzati e i termini di impugnazione o adesione sono stringenti. Se non si interviene immediatamente, l’avviso può diventare definitivo, con la conseguenza di trovarsi un debito esecutivo che può portare a pignoramenti, ipoteche o fermi. È quindi fondamentale conoscere i propri diritti, sapere quali norme regolano il procedimento di accertamento e, soprattutto, rivolgersi in tempi rapidi a professionisti qualificati che sappiano individuare vizi formali, contestare presunzioni e trovare la soluzione migliore per tutelare il patrimonio.
In questa guida forniremo un’analisi approfondita e aggiornata al gennaio 2026 del quadro normativo e giurisprudenziale in materia di accertamento fiscale sulle guide turistiche. L’articolo segue un taglio pratico e difensivo, pensato per chi riceve un atto di accertamento e vuole capire come difendersi subito e bene, evitando errori che potrebbero pregiudicare la propria posizione. Verranno illustrati i principali strumenti di difesa, le norme rilevanti, le sentenze più recenti, le procedure alternative e gli errori da evitare. Inoltre saranno presenti FAQ, tabelle riepilogative e simulazioni pratiche per rendere più agevole la consultazione.
Chi è l’avvocato che ti accompagna in questa guida
L’articolo è redatto con il contributo dell’Avvocato Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti. L’avv. Monardo è cassazionista, coordina professionisti esperti in diritto bancario e tributario in tutta Italia:
- Gestore della crisi da sovraindebitamento (Legge 3/2012), iscritto agli elenchi del Ministero della Giustizia;
- Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC);
- Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021 e delle successive modifiche introdotte dai decreti legislativi 83/2022 e 136/2024;
Grazie a queste competenze l’Avv. Monardo e il suo team sono in grado di offrire un’assistenza completa a favore dei contribuenti, analizzando la legittimità degli atti notificati, predisponendo ricorsi, avviando trattative con l’Agenzia delle Entrate o con l’Agente della riscossione, elaborando piani di rientro e ricorrendo alle procedure di sovraindebitamento o di composizione negoziata quando opportuno. Il loro approccio integrato con commercialisti, esperti contabili e consulenti del lavoro permette di individuare la strategia più efficace per ogni singola situazione.
Se hai ricevuto un accertamento o un preavviso di accertamento, contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata. L’esperienza dello studio può aiutarti a bloccare sul nascere pretese illegittime e ad individuare la migliore strategia difensiva.
Parte I – Contesto normativo e giurisprudenziale aggiornato
1. Normativa di riferimento per guide turistiche
Le guide turistiche sono soggette a un complesso sistema di norme che riguardano sia l’esercizio della professione sia gli obblighi tributari. Di seguito una panoramica delle principali disposizioni aggiornate al gennaio 2026.
1.1 Disciplina professionale delle guide turistiche
La professione di guida turistica è stata regolamentata dal Legislatore statale con la Legge 190/2023, entrata in vigore il 17 dicembre 2023. Tale norma ha riconosciuto alle guide turistiche un ordinamento professionale nazionale e ha demandato a un decreto attuativo del Ministero del Turismo la definizione dei requisiti formativi e dell’abilitazione. Il Decreto del Ministero del Turismo n. 88 del 26 giugno 2024, in vigore dal 13 luglio 2024, ha stabilito che la qualificazione ottenuta è valida su tutto il territorio nazionale e che i cittadini dell’Unione Europea possono esercitare la professione senza ulteriori autorizzazioni, in linea con la legge europea 97/2013 . Il decreto individuerà in futuro siti di particolare interesse per i quali potrà essere richiesta una specializzazione ulteriore.
Un rilevante intervento della Corte costituzionale (sentenza 196/2025) ha dichiarato l’illegittimità di una legge regionale toscana che tentava di introdurre figure come l’accompagnatore turistico e la guida ambientale con requisiti e sanzioni autonome. La Corte ha affermato che la definizione di nuove professioni e i relativi requisiti rientrano nella competenza esclusiva dello Stato; le Regioni non possono creare figure professionali diverse da quelle previste dalla legge statale . Questa pronuncia tutela l’uniformità nazionale della professione e impedisce interferenze regionali che avrebbero potuto complicare ulteriormente il quadro normativo.
1.2 Obblighi tributari delle guide turistiche
Dal punto di vista tributario, le guide turistiche sono generalmente lavoratori autonomi con partita IVA. Pertanto sono soggetti a:
- Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e relativa addizionale regionale/comunale;
- Imposta sul valore aggiunto (IVA) se superano la soglia di esclusione, con obblighi di fatturazione elettronica e versamento trimestrale o mensile;
- Contributi previdenziali presso la Gestione Separata INPS o altre casse professionali, secondo la qualificazione del rapporto;
- Imposta di soggiorno per eventuali prestazioni di intermediazione alberghiera (se l’attività include la gestione di pacchetti turistici);
- Eventuali imposte locali (TARI, IMU) se i locali in cui si esercita l’attività sono di proprietà.
La determinazione del reddito imponibile avviene normalmente in base al regime ordinario o, per i soggetti con determinati requisiti, al regime forfettario (L. 190/2014). La guida che aderisce al regime forfettario beneficia di un’imposta sostitutiva agevolata ma deve rispettare precisi limiti di ricavi e assolvere l’IVA sui ricavi provenienti dall’estero.
1.3 Norme sull’accertamento tributario
Le regole generali dell’accertamento delle imposte dirette e dell’IVA si trovano nel D.P.R. 600/1973 (imposte sui redditi) e nel D.P.R. 633/1972 (IVA). L’accertamento dell’imposta può avvenire in diverse modalità:
- Accertamento analitico: viene analizzata la contabilità e si rettificano i ricavi o i costi sulla base di rilievi puntuali.
- Accertamento induttivo: l’ufficio determina i redditi prescindendo dalle scritture contabili, mediante presunzioni semplici (ad esempio il metodo dei “ricarichi medi” per chi vende servizi turistici a prezzi inferiori alla media).
- Accertamento sintetico (redditometro): basato sulle spese sostenute dal contribuente per verificare se i redditi dichiarati sono congrui.
- Accertamento bancario: l’Agenzia delle Entrate può chiedere i movimenti di conto e presumerne la natura imponibile in base all’art. 32 D.P.R. 600/1973.
È importante ricordare che l’avviso di accertamento deve contenere gli elementi essenziali previsti dall’art. 42 D.P.R. 600/1973: la firma del funzionario, la motivazione dell’atto, l’indicazione della base imponibile, dell’imposta e degli interessi. L’assenza di uno di questi elementi comporta la nullità dell’atto . Inoltre la notifica deve avvenire secondo le regole dell’art. 60 del medesimo decreto; la mancata corretta notifica determina la nullità e può essere eccepita in giudizio .
Le guide turistiche possono essere soggette anche a accertamento esecutivo per i tributi locali, previsto dall’art. 1, commi 792‑804 della Legge 160/2019: per gli atti emessi dal 1° gennaio 2020 in materia di TARI, IMU e altri tributi comunali l’avviso è al contempo accertativo ed esecutivo, con l’effetto di poter iscrivere a ruolo le somme trascorsi 60 giorni senza necessità di ulteriori passaggi . Questo sistema, esteso anche a ulteriori tributi con d.lgs 110/2024, rende ancora più urgente la verifica tempestiva dell’atto.
1.4 Lo Statuto del contribuente e il contraddittorio
La normativa italiana riconosce al contribuente una serie di diritti procedimentali racchiusi nella Legge 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente). Tale legge garantisce la trasparenza degli atti e stabilisce che gli avvisi devono essere motivati e basati su presupposti conoscibili, pena la nullità . L’articolo 7, modificato dal D.Lgs. 219/2023, vieta l’integrazione successiva della motivazione: l’avviso non può essere integrato o modificato dopo la notifica se non tramite un nuovo atto emesso entro i termini di decadenza . Questo principio è stato ribadito dalla Corte di cassazione con l’ordinanza 21875/2025, che ha confermato la nullità degli avvisi integrati successivamente .
Lo stesso decreto legislativo ha introdotto l’art. 6‑bis nello Statuto, prevedendo che tutti gli atti autonomamente impugnabili devono essere preceduti da un contraddittorio informato ed effettivo. L’Agenzia deve comunicare al contribuente la bozza dell’atto e concedere almeno 60 giorni per presentare osservazioni; se tale periodo si sovrappone alla scadenza per l’emissione dell’accertamento, il termine è prorogato fino a un massimo di 120 giorni . Restano esclusi gli accertamenti automatizzati e quelli con pericolo di immediato danno erariale. La norma recepisce principi consolidati della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e della Corte europea dei diritti dell’uomo, riaffermati dalle Sezioni unite della Cassazione con la sentenza 21271/2025, secondo cui la violazione del contraddittorio determina la nullità solo per le imposte armonizzate se il contribuente dimostra di aver subito un pregiudizio (c.d. prova di resistenza) .
2. Giurisprudenza recente rilevante (2024 – 2026)
Negli ultimi anni la giurisprudenza ha fornito importanti chiarimenti sul tema dell’accertamento. Ecco le principali pronunce da considerare quando si riceve un avviso.
2.1 Validità della firma digitale sugli avvisi
La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 16293 del 12 giugno 2024, ha sancito che la firma digitale apposta sull’avviso di accertamento è perfettamente valida e che la copia analogica dell’atto, dichiarata conforme all’originale digitale, può essere notificata per posta anche non certificata. La Corte ha richiamato l’art. 2, comma 6, del Codice dell’amministrazione digitale (D.Lgs. 82/2005) e ha ribadito che la notifica per posta resta ammessa . Di conseguenza non è possibile far annullare l’avviso per mancanza di firma se è stato correttamente sottoscritto digitalmente.
2.2 Obbligo di motivazione e divieto di integrazione postuma
La sezione tributaria della Cassazione, con l’ordinanza n. 21875 del 9 ottobre 2025, ha ribadito che la motivazione dell’avviso deve essere completa e autosufficiente al momento della notifica; qualsiasi integrazione successiva è illegittima. La Corte ha ricordato l’obbligo imposto dall’art. 1, comma 162, della legge 296/2006 e dall’art. 7, comma 1‑bis, dello Statuto del contribuente: la motivazione non può essere modificata dopo la notifica se non attraverso l’emissione di un nuovo avviso nei termini di decadenza . Tale orientamento mira a garantire trasparenza e tutela della difesa: l’Ufficio non può sanare un avviso carente mediante memorie depositate in giudizio.
2.3 Corretta documentazione della notifica per irreperibilità
L’ordinanza n. 14990 del 4 giugno 2025 ha affrontato la questione della notificazione degli avvisi quando il destinatario risulta irreperibile. La Cassazione ha stabilito che il messo notificatore deve documentare dettagliatamente le ricerche svolte per individuare il contribuente; la mera annotazione “sconosciuto” non basta. La mancata indicazione delle ragioni per cui il destinatario non è stato trovato rende nulla la notifica . Di conseguenza, se una guida turistica riceve un avviso e rileva che la notifica è stata effettuata con dichiarazione generica di irreperibilità, potrà eccepire la nullità.
2.4 Riconversione da elusione a evasione e contraddittorio
Con l’ordinanza n. 444 del 9 gennaio 2025, la Cassazione ha affermato che il giudice può riqualificare i fatti contestati dall’Amministrazione da elusione a evasione senza violare il contraddittorio, purché la qualificazione giuridica cambi ma i fatti materiali rimangano invariati. In tal caso l’assenza di un contraddittorio preventivo non comporta l’annullamento dell’avviso, in quanto il contribuente non subisce un reale pregiudizio . Questa pronuncia conferma che il contraddittorio è funzionale alla difesa dei fatti e non al mero inquadramento giuridico.
2.5 Chiarezza della motivazione e nullità degli atti
La giurisprudenza conferma da anni che la motivazione dell’atto deve essere chiara e sufficiente. In assenza di motivazione o quando la motivazione è generica, l’atto è nullo. Questa regola è stata ribadita da numerose pronunce, tra cui l’ordinanza n. 14990/2025 citata e vari interventi del Garante del contribuente. Anche la Corte di cassazione ha stabilito che nei casi di avvisi di accertamento per TARI, il semplice richiamo a delibere comunali non basta se non è accompagnato da un’adeguata spiegazione; l’atto deve contenere gli elementi che consentano al contribuente di comprendere le ragioni della pretesa.
2.6 Le presunzioni legate ai conti cointestati
Le operazioni bancarie sono sempre più nel mirino del Fisco. Diversi arresti giurisprudenziali ribadiscono che i versamenti su conti cointestati non costituiscono di per sé un arricchimento per entrambi gli intestatari. L’Agenzia delle Entrate deve dimostrare che la somma proviene dall’attività del contribuente per poterne presumere la natura imponibile. La corte ha chiarito che l’art. 1854 c.c. regola solo il rapporto con la banca, mentre i rapporti interni tra i contitolari dipendono dalle prove sull’origine dei fondi . Le guide turistiche devono quindi documentare adeguatamente la provenienza di eventuali somme versate da clienti su conti familiari o cointestati per evitare contestazioni.
3. Procedure e termini: cosa accade dopo la notifica dell’avviso
Ricevere un avviso di accertamento non significa automaticamente che la pretesa dell’Agenzia sia fondata; tuttavia è necessario rispettare scrupolosamente i termini e comprendere le procedure. Di seguito una sequenza dei passaggi principali:
3.1 Notifica e decadenza dell’accertamento
- Termini di emissione: l’Agenzia delle Entrate deve emettere l’avviso entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione; se la dichiarazione è omessa il termine è di sette anni . Per l’IVA il termine ordinario è identico, salvo proroghe in caso di reati fiscali.
- Termini di notifica: l’atto deve essere notificato al contribuente entro la stessa data di decadenza. La notifica può avvenire tramite posta raccomandata con avviso di ricevimento, PEC, messo notificatore o domicilio digitale. In caso di irreperibilità del destinatario, la notifica richiede ricerche accurate; un’annotazione generica rende la notifica nulla .
- Prescrizione della riscossione: dopo il passaggio in giudicato dell’accertamento o l’adesione, l’Agenzia deve iscrivere a ruolo l’importo entro determinati termini, variabili a seconda della tipologia di imposta; per i tributi erariali, il termine generale di riscossione è di 10 anni.
3.2 Contraddittorio preventivo
Grazie all’art. 6‑bis dello Statuto, per gli atti emessi dal 2024 in poi l’Ufficio deve comunicare una bozza di accertamento e concedere 60 giorni per le osservazioni difensive . Se il contribuente non risponde, l’accertamento verrà emesso al termine del periodo. In caso di risposte motivate, l’Ufficio deve valutare gli argomenti e spiegare perché li accoglie o li respinge. La mancata osservanza del contraddittorio determina la nullità dell’atto per le imposte armonizzate, salvo prova di resistenza.
3.3 Emissione dell’avviso e termini per agire
L’avviso di accertamento deve contenere: base imponibile, imposta, interessi, sanzioni, motivazione e modalità di pagamento o di impugnazione. Dopo la notifica, il contribuente ha 60 giorni per presentare ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado (art. 21 del D.Lgs. 546/1992) . Il termine è sospeso dal 1° al 31 agosto di ogni anno (c.d. sospensione feriale). Se il contribuente intende aderire all’accertamento con riduzione delle sanzioni deve presentare istanza prima dello spirare del termine per il ricorso.
3.4 Accertamento con adesione
Previsto dal D.Lgs. 218/1997, l’accertamento con adesione consente al contribuente di definire la lite con l’ufficio mediante un accordo che riduce le sanzioni a un terzo del minimo ed evita l’instaurazione del contenzioso. La procedura può essere attivata su istanza del contribuente o d’ufficio. L’istanza sospende i termini per proporre ricorso per 90 giorni. Il pagamento può avvenire in unica soluzione o in rate (fino a 8 rate trimestrali per debiti non superiori a 50.000 euro). Se si perfeziona l’adesione, non è ammesso il ricorso; se la trattativa fallisce, riprendono i termini per impugnare.
3.5 Ricorso e richiesta di sospensione
Se il contribuente ritiene illegittimo l’accertamento, deve presentare ricorso alla Corte di giustizia tributaria competente entro 60 giorni. Contestualmente (o con istanza successiva) può chiedere la sospensione dell’atto, dimostrando il fumus boni iuris (ossia la fondatezza delle ragioni di impugnazione) e il periculum in mora (l’irrevocabile danno patrimoniale che deriverebbe dall’esecuzione). È fondamentale ricordare che la presentazione del ricorso non sospende automaticamente la riscossione: se non si ottiene la sospensione, l’Agenzia può iscrivere a ruolo e procedere con la riscossione coattiva .
3.6 Riscossione e impugnazione delle cartelle esattoriali
Se il contribuente non impugna l’avviso o se l’esito del giudizio è sfavorevole, l’Agenzia delle Entrate Riscossione iscrive a ruolo l’importo dovuto e invia la cartella di pagamento. Dal 2020, in caso di tributi locali, l’avviso stesso è esecutivo, quindi la riscossione può iniziare subito dopo il decorso di 60 giorni. Le guide turistiche che non riescono a far fronte al debito devono valutare strumenti come la definizione agevolata o le procedure di sovraindebitamento.
Parte II – Difesa: strategie e strumenti operativi
Ogni accertamento fiscale nasconde potenziali vizi di legittimità o di merito. Individuarli richiede competenza tecnica e conoscenza della giurisprudenza. In questa sezione vedremo come difendersi efficacemente, quali errori evitare e quali alternative adottare per chiudere la pendenza in modo vantaggioso.
4. Verifica preliminare dell’atto: motivazione, notifica e termini
La prima cosa da fare appena si riceve un avviso è non pagare d’impulso e non ignorarlo. Nel 2026 i termini sono perentori: se scadono, l’atto diventa definitivo anche se è viziato . Occorre controllare subito:
- correttezza della notifica (data e modalità, eventuale irreperibilità documentata);
- rispetto dei termini di decadenza (emissione entro il quinto anno o settimo anno);
- completezza e chiarezza della motivazione;
- competenza dell’Ufficio (ad esempio l’ufficio territoriale competente per il luogo di residenza);
- rispetto del contraddittorio se previsto .
Molti avvisi sono viziati solo in questa fase e possono essere annullati integralmente. È quindi opportuno incaricare un professionista che esamini l’atto e raccolga la documentazione necessaria per eccepire tali vizi.
5. Contestazione del metodo di accertamento
Una volta verificata la validità formale, bisogna capire che tipo di accertamento è stato utilizzato, perché ogni metodo ha regole e difese specifiche . Le principali categorie sono:
5.1 Accertamento bancario
L’Agenzia può acquisire i movimenti bancari e presumere che i versamenti non giustificati siano redditi imponibili. La difesa deve concentrarsi su:
- dimostrare che i versamenti derivano da somministrazioni di denaro o rimborsi (ad esempio restituzione di spese da parte di tour operator);
- provare che i prelevamenti non sono stati destinati a spese deducibili;
- contestare l’uso di presunzioni generalizzate, in base alla giurisprudenza che riconosce la necessità di provare la connessione tra versamento e attività del contribuente .
Nei casi di conti cointestati, è importante ricordare che la cointestazione non implica automaticamente che le somme appartengano al soggetto controllato: l’ufficio deve provare l’origine dei fondi e il contribuente può fornire documenti per dimostrare che il denaro apparteneva all’altro cointestatario o era frutto di risparmi comuni .
5.2 Accertamento induttivo e parametri medi
In mancanza di documentazione completa, l’ufficio può ricostruire i ricavi presunti sulla base di ricarichi medi (es. percentuali di mark-up su pacchetti turistici) o di indici di capacità contributiva. Per difendersi occorre dimostrare che le presunzioni utilizzate non si applicano al caso concreto, ad esempio portando prove di sconti praticati a gruppi o periodi di inattività. Il contribuente può anche richiedere accertamento con adesione per negoziare un importo inferiore.
5.3 Redditometro e sintesi di spesa
Il redditometro si basa sulle spese sostenute (acquisti di beni, viaggi, case, auto). Se le spese risultano superiori al reddito dichiarato, l’ufficio presume un maggiore reddito. La difesa consiste nel fornire prove che i pagamenti sono stati effettuati da terzi (es. familiari) o derivano da risparmi. È fondamentale conservare documenti su spese e movimenti bancari per contrastare le presunzioni.
6. Difesa nel merito: contestare la motivazione e i fatti
La motivazione dell’avviso deve essere chiara e riferita ai fatti specifici. In particolare:
- L’ufficio deve indicare le ragioni per cui ritiene inattendibile la contabilità o insufficiente il reddito dichiarato;
- Deve spiegare quali sono le presunzioni utilizzate e perché si ritengono gravi, precise e concordanti;
- Non può limitarsi a riferirsi genericamente a parametri medi o a delibere senza contestualizzare .
Una difesa efficace richiede l’analisi puntuale della motivazione per verificare se ricorrono i requisiti di legge. Se la motivazione è generica, la difesa dovrà evidenziare la violazione degli artt. 7 e 42 dello Statuto e chiedere la nullità dell’avviso. Se invece la motivazione si basa su presunzioni, occorre fornire prova contraria (documenti, testimoni, perizie) per scardinare la presunzione.
7. Strumenti alternativi: rottamazione e definizione agevolata
In alcuni casi, soprattutto quando la pretesa fiscale è fondata ma il contribuente non può farvi fronte, può essere opportuno valutare gli strumenti di definizione agevolata e rottamazione dei debiti iscritti a ruolo.
7.1 Rottamazione quater (Legge 197/2022) e rottamazione quinquies (Legge 199/2025)
La rottamazione quater (legge 197/2022) ha consentito di definire i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 con possibilità di pagare solo l’imposta e i contributi, senza sanzioni e interessi. La domanda poteva essere presentata entro il 30 giugno 2023 e prevedeva un massimo di 18 rate (cinque anni). L’adesione prevedeva il pagamento del 10 % alla scadenza iniziale del 31 ottobre 2023; i carichi esclusi erano quelli relativi a aiuti di Stato e sanzioni penali .
La rottamazione quinquies, introdotta dalla Legge 199/2025 (Legge di bilancio 2026), estende la possibilità di definire i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. L’istanza deve essere presentata tra il 1° gennaio 2026 e il 30 aprile 2026 e consente di pagare l’imposta senza interessi di mora, sanzioni e aggio. Il versamento può avvenire:
- in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026, oppure
- in 54 rate bimestrali (durata massima nove anni), con interessi al 2 % a decorrere dal 1° agosto 2026 .
La mancata presentazione o il pagamento in ritardo di due rate comporta la decadenza dal beneficio, con ripresa della riscossione integrale. Possono aderire anche i contribuenti che avevano aderito alla rottamazione quater e sono decaduti per mancato pagamento fino al 30 settembre 2025. Restano escluse le cartelle relative a multe penali, sentenze della Corte dei conti, recuperi di aiuti di Stato e importi da risorse proprie dell’Unione europea .
Tabella di confronto tra rottamazione quater e quinquies
| Strumento | Periodo di carichi ammessi | Scadenza domanda | Prima rata/pagamento | Rate disponibili | Interessi | Note principali |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Rottamazione quater (L. 197/2022) | Debiti affidati a riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 | 30 giugno 2023 | 31 ottobre 2023 (10 % del totale) | fino a 18 rate in 5 anni | 0 % fino al 31 ottobre 2023, 2 % dal 1° novembre 2023 | Esclusi aiuti di Stato, sanzioni penali, IVA importazioni |
| Rottamazione quinquies (L. 199/2025) | Debiti affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 | 30 aprile 2026 | 31 luglio 2026 (o 54 rate bimestrali) | fino a 54 rate in 9 anni | 2 % dal 1° agosto 2026 | Possibilità di rientro per decaduti da quater; escluse cartelle penali, aiuti di Stato |
7.2 Definizioni agevolate e condono
Oltre alla rottamazione, il legislatore ha periodicamente introdotto sanatorie e definizioni agevolate (condoni). Tra queste, rilevano la sanatoria delle liti pendenti (art. 1, commi 186‑202, L. 197/2022), la regolarizzazione delle attività non dichiarate e la definizione delle violazioni formali. Tali misure variano di anno in anno; è necessario valutare l’opportunità di aderire consultando un professionista che analizzi importi e condizioni.
8. Procedure di composizione della crisi: sovraindebitamento e composizione negoziata
Quando l’accertamento comporta debiti elevati e il contribuente non riesce a farvi fronte, può accedere alle procedure di composizione della crisi previste dalla normativa.
8.1 Legge 3/2012 – sovraindebitamento
La Legge 3/2012 consente a privati, professionisti, micro-imprese e start-up innovative di ristrutturare o estinguere i debiti attraverso tre strumenti:
- Piano del consumatore: riservato alle persone fisiche con debiti non legati a un’attività d’impresa. Il Gestore (professionista nominato dall’OCC) redige una relazione sulle cause dell’indebitamento, verifica la documentazione e propone un piano di pagamento che il giudice può omologare, anche contro la volontà dei creditori, se il piano è conveniente e non vi è colpa grave . Le guide turistiche senza partita IVA o con debiti personali possono ricorrere a questo strumento.
- Concordato minore (ex accordo di composizione della crisi): destinato a piccoli imprenditori, professionisti e lavoratori autonomi. Prevede la proposta ai creditori di una percentuale sul dovuto o di piani di rientro modulati. I creditori votano sulla proposta; se approvata e omologata, il debitore può liberarsi dal debito.
- Liquidazione controllata del patrimonio: riguarda i soggetti che non possono presentare un piano o un concordato. In tal caso il patrimonio (compresi eventuali immobili o altri beni) viene liquidato sotto il controllo del giudice; l’esdebitazione può arrivare dopo quattro anni .
Le procedure di sovraindebitamento sono gestite dagli Organismi di Composizione della Crisi (OCC). L’avvocato Monardo, in quanto Gestore della crisi, può assistere il debitore nella predisposizione dell’istanza e nella relazione da presentare al giudice.
8.2 Composizione negoziata della crisi d’impresa
Introdotta dal D.L. 118/2021 e successivamente integrata dal d.lgs 83/2022 e dal d.lgs 136/2024 (“correttivo ter”), la composizione negoziata offre una procedura volontaria per risolvere la crisi d’impresa al di fuori del tribunale. Un esperto indipendente, nominato dal segretario della CCIAA, assiste l’imprenditore nel raggiungere accordi con i creditori e nel reperire nuova finanza. Tra le novità del correttivo ter vi sono:
- possibilità di accesso anche per imprese in instabilità finanziaria e non ancora in stato di crisi;
- ampliamento delle misure protettive del patrimonio, che sospendono le azioni esecutive dei creditori e impediscono la revoca degli affidamenti bancari;
- maggiori poteri attribuiti all’esperto nel chiedere documenti alle banche e nel verificare le iniziative di revoca .
La procedura mira a evitare il fallimento (oggi liquidazione giudiziale) attraverso accordi stragiudiziali o piani attestati. Per una guida turistica che opera come ditta individuale o micro impresa, la composizione negoziata può essere uno strumento per rinegoziare debiti tributari e bancari con l’assistenza di un avvocato.
9. Altri strumenti difensivi
9.1 Autotutela
L’autotutela è un potere dell’Amministrazione di annullare o rettificare i propri atti illegittimi o infondati. Il contribuente può presentare un’istanza di annullamento motivata; l’ufficio, se riconosce l’errore, annulla l’atto senza necessità di ricorso. Tuttavia l’autotutela è discrezionale e non sospende i termini di ricorso, pertanto è consigliabile presentare contemporaneamente il ricorso o la richiesta di adesione.
9.2 Richiesta di dilazione e rateizzazione
Per i debiti iscritti a ruolo, l’Agente della riscossione può concedere la rateizzazione fino a un massimo di 72 rate mensili (120 rate per comprovata situazione di difficoltà). È possibile chiedere la dilazione anche contestualmente alla presentazione del ricorso. La rata può essere sospesa in caso di ricorso accolto o definizione agevolata.
9.3 Reclamo e mediazione tributaria
Per le controversie di valore non superiore a 3.000 euro (limite elevato in passato ma oggetto di continue modifiche) era previsto l’istituto del reclamo/mediazione ai sensi dell’art. 17-bis D.Lgs. 546/1992. Dal 2023 il reclamo è facoltativo e non rappresenta più una condizione di procedibilità. In ogni caso, tentare un accordo con l’ufficio può essere vantaggioso per ridurre sanzioni e tempi di definizione.
9.4 Transazione fiscale nel concordato preventivo
Nel caso in cui la guida turistica eserciti attività d’impresa e presenti un concordato preventivo o un accordo di ristrutturazione dei debiti, può proporre una transazione fiscale con l’Agenzia delle Entrate. L’amministrazione può accettare stralci parziali del debito tributario valutando la convenienza della proposta rispetto all’alternativa liquidatoria.
Parte III – Errori comuni e consigli pratici
Nel corso della nostra attività abbiamo rilevato una serie di errori ricorrenti che i contribuenti commettono quando ricevono un avviso di accertamento. Evitarli può fare la differenza tra un debito gestibile e una situazione irreparabile.
10. Errori da non commettere
- Ignorare l’atto o rimandare la lettura: come evidenziato dalla guida su cosa fare in caso di accertamento nel 2026, non leggere subito l’avviso e attendere comporta la perdita di giorni preziosi .
- Pagare immediatamente senza verificare: talvolta l’importo richiesto è superiore al dovuto o l’atto è viziato. Pagare preclude spesso la possibilità di contestare.
- Contestare solo i calcoli: è sbagliato difendersi solo sugli importi; occorre contestare la legittimità del metodo e la mancanza di motivazione .
- Ignorare il contraddittorio: trascurare di presentare osservazioni quando è stata comunicata la bozza di accertamento può precludere difese importanti.
- Non richiedere la sospensione: il ricorso non sospende automaticamente la riscossione . Dimenticare di chiedere la sospensione può portare a pignoramenti anche durante il contenzioso.
- Affrontare il Fisco senza assistenza: la materia è complessa; l’interpretazione delle norme e della giurisprudenza richiede esperienza. Affidarsi a un professionista consente di individuare vizi nascosti e scegliere la strategia più idonea.
11. Consigli operativi per guide turistiche
- Organizza la documentazione: conserva fatture, ricevute, contratti con tour operator, email, contatti con i clienti e ogni prova che giustifichi i movimenti bancari. Nel contenzioso la prova documentale è essenziale .
- Attenzione ai conti correnti: separa il conto personale da quello professionale. Evita di far transitare compensi su conti cointestati o familiari. In caso contrario, conserva prove della provenienza dei fondi .
- Rispetta i termini: annota scadenze per contraddittorio, ricorso e adesione. L’agenda fiscale deve essere precisa per evitare decadenze.
- Usa la PEC: la Posta Elettronica Certificata garantisce data certa e tracciabilità delle comunicazioni con l’Agenzia. Richiedi anche la notifica degli atti tramite PEC, se possibile.
- Valuta l’adesione: quando i rilievi sono fondati e le prove sono deboli, conviene negoziare. L’adesione riduce le sanzioni a un terzo e consente rateizzazioni.
- Aggiornati sulle sanatorie: se hai cartelle pendenti, verifica l’esistenza di rottamazioni o definizioni agevolate vigenti. La finestra della rottamazione quinquies 2026 può essere l’occasione per liberarsi di debiti pregressi .
- Considera la procedura di sovraindebitamento: se i debiti superano la capacità di pagamento, ricorrere al piano del consumatore o alla liquidazione controllata può consentire la liberazione dai debiti residui .
Parte IV – Tabelle riepilogative
Tabella 1: Norme e scadenze principali
| Norma | Oggetto | Elementi chiave | Scadenze/Termini |
|---|---|---|---|
| D.P.R. 600/1973 | Accertamento imposte dirette | Art. 42: requisiti avviso (firma, motivazione, base imponibile) ; art. 43: termini (5 o 7 anni) ; art. 60: notifica | Emissione entro 31 dicembre del quinto anno o settimo se dichiarazione omessa |
| D.P.R. 633/1972 | Accertamento IVA | Previsioni analoghe a DPR 600; art. 57 termini; art. 52 accesso alle sedi | 5 anni (o 7 in caso di frode) |
| Legge 212/2000 (Statuto del contribuente) | Diritti procedimentali | Art. 7: obbligo di motivazione e divieto di integrazione ; art. 6-bis: contraddittorio preventivo ; art. 12: garanzie in fase di accesso | Bozza d’atto almeno 60 giorni prima; proroga termini fino a 120 giorni |
| D.Lgs. 218/1997 | Accertamento con adesione | Riduzione sanzioni a 1/3; istanza sospende termini per 90 giorni | Istanza prima dei 60 giorni per ricorso |
| Legge 160/2019 | Accertamento esecutivo tributi locali | L’avviso è esecutivo; riscossione dopo 60 giorni | Dal 1° gennaio 2020 |
| D.L. 118/2021 e D.Lgs. 136/2024 | Composizione negoziata | Procedura stragiudiziale con misure protettive; correttivo ter amplia accesso e tutele | Richiesta tramite portale CCIAA |
| Legge 3/2012 | Sovraindebitamento | Piano del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata | Presentazione istanza all’OCC |
| Legge 199/2025 | Rottamazione quinquies | Definizione carichi 2000‑2023; domanda entro 30 aprile 2026; primo pagamento 31 luglio 2026 | Domanda 1 gennaio – 30 aprile 2026 |
Tabella 2: Principali tipologie di accertamento e difese
| Tipologia | Fondamento normativo | Caratteristiche | Strategie difensive |
|---|---|---|---|
| Analitico | Art. 39 DPR 600 | Rettifica contabile su singoli costi e ricavi | Verificare deducibilità spese; produrre documenti |
| Induttivo | Art. 39, comma 2 DPR 600 | Ricostruzione del reddito tramite presunzioni (ricarichi, indici) | Contestare inapplicabilità degli indici; provare attività stagionale |
| Sintetico (redditometro) | Art. 38 DPR 600 | Confronto tra spese e reddito dichiarato | Dimostrare spese sostenute da terzi o da risparmi |
| Bancario | Art. 32 DPR 600 | Presunzione di imponibilità dei versamenti e prelevamenti | Provare provenienza non imponibile; conti separati; documentazione |
| Accertamento esecutivo | L. 160/2019 | Avviso locale immediatamente esecutivo | Impugnare motivazione; richiedere sospensione; verificare contraddittorio |
Parte V – FAQ: domande frequenti (15 – 20 quesiti pratici)
1. Ho ricevuto un avviso di accertamento: devo pagare subito?
No. Non occorre pagare immediatamente. È fondamentale verificare la legittimità dell’atto, la motivazione e la notifica. Solo dopo avere analizzato la situazione con un professionista si potrà decidere se pagare, aderire, impugnare o chiedere la sospensione.
2. Quali sono i termini per impugnare un avviso di accertamento?
Hai 60 giorni dalla notifica per presentare ricorso alla Corte di giustizia tributaria (art. 21 D.Lgs. 546/1992). Il termine è sospeso per il mese di agosto. Se intendi aderire, devi presentare istanza prima che scadano i 60 giorni.
3. Cos’è il contraddittorio e perché è importante?
Il contraddittorio è il dialogo preventivo tra Ufficio e contribuente. Dal 2024, per gli atti impugnabili, l’ufficio deve inviare una bozza con i rilievi e concedere 60 giorni per osservazioni . Questo consente di chiarire errori prima che l’avviso diventi definitivo. La mancanza del contraddittorio può rendere nullo l’atto.
4. Posso impugnare un avviso per difetti di notifica?
Sì. La notifica deve essere fatta secondo le modalità previste dalla legge (posta raccomandata, messo, PEC). In caso di irreperibilità, l’ufficiale deve descrivere le ricerche; la semplice dicitura “sconosciuto” rende nulla la notifica .
5. La firma digitale sull’avviso è valida?
Sì. La Cassazione ha stabilito che la firma digitale apposta sull’avviso di accertamento è pienamente valida e la copia analogica può essere notificata per posta .
6. Cos’è l’accertamento esecutivo per i tributi locali?
Dal 2020 l’avviso di accertamento per TARI, IMU e altri tributi locali è anche esecutivo: trascorsi 60 giorni dalla notifica, l’ente può iscrivere a ruolo senza emettere una cartella. È quindi fondamentale impugnare tempestivamente .
7. Quando si applica la presunzione di evasione nei versamenti bancari?
L’Agenzia presume che i versamenti sul conto siano redditi se il contribuente non dimostra il contrario. La presunzione non si applica ai conti cointestati o ai versamenti da terzi quando se ne dimostra la provenienza .
8. Posso contestare i parametri medi utilizzati dall’Agenzia per determinare i miei ricavi?
Sì. I parametri e gli studi di settore sono presunzioni. Puoi dimostrare che non si applicano al tuo caso (ad esempio perché operi in un’area a bassa domanda o perché offri servizi personalizzati a tariffe inferiori). Produrre documentazione e testimonianze è fondamentale.
9. Devo presentare ricorso anche se chiedo l’accertamento con adesione?
No, l’istanza di adesione sospende i termini di impugnazione per 90 giorni. Se l’accordo va a buon fine, non è necessario il ricorso. Se fallisce, potrai impugnare l’avviso entro i termini residui.
10. Che succede se non pago una rata della rottamazione quinquies?
Il mancato pagamento, anche di una sola rata, o il ritardo nel pagamento di due rate comporta la decadenza dalla definizione agevolata. L’intero importo originario torna a essere esigibile, con sanzioni e interessi .
11. La rottamazione quinquies include i debiti previdenziali?
Sì, possono essere rottamati anche i contributi previdenziali affidati all’Agente della riscossione. Tuttavia sono esclusi i debiti derivanti da condanne penali, recuperi di aiuti di Stato e somme dovute all’Unione europea .
12. Cos’è il piano del consumatore nella procedura di sovraindebitamento?
È una proposta presentata dal debitore consumatore (persona fisica non titolare di attività d’impresa) per pagare i debiti secondo le proprie possibilità. Il giudice valuta la convenienza e omologa il piano anche se i creditori si oppongono, purché non vi sia dolo o colpa grave .
13. Una guida turistica può accedere alla composizione negoziata?
Se esercita l’attività in forma d’impresa, anche individuale, e si trova in crisi o instabilità finanziaria, può attivare la composizione negoziata. Un esperto indipendente assisterà nelle trattative con creditori e Agenzia delle Entrate .
14. Cosa succede se l’Agenzia non risponde alle mie osservazioni nel contraddittorio?
L’ufficio deve motivare l’avviso tenendo conto delle osservazioni. Se le ignora completamente, si potrebbe eccepire la violazione dell’art. 6‑bis dello Statuto e chiedere la nullità. Tuttavia la Cassazione richiede la prova di aver subito un pregiudizio concreto .
15. È possibile annullare un avviso con l’autotutela?
Sì, ma l’autotutela è discrezionale. L’ufficio può annullare l’atto se riconosce l’errore, ma non è obbligato. Il consiglio è di presentare comunque ricorso o adesione per non rischiare la decadenza dei termini.
16. Qual è la differenza tra accertamento induttivo e sintetico?
L’accertamento induttivo ricostruisce i ricavi presunti sulla base di elementi indiretti come i ricarichi medi. L’accertamento sintetico (redditometro) confronta le spese sostenute con il reddito dichiarato. In entrambi i casi si può produrre prova contraria, ma le tecniche difensive sono diverse.
17. Posso rateizzare un debito dopo la sentenza?
Se il giudizio è sfavorevole, è possibile richiedere all’Agenzia delle Entrate Riscossione un piano di rateizzazione fino a 72 o 120 rate, a seconda della situazione finanziaria. La richiesta di rateizzazione non sospende l’obbligo di pagare la prima rata.
18. Come posso dimostrare che un versamento non è reddito?
È necessario produrre documenti che attestino l’origine del versamento: ad esempio copia di bonifici, contratti, lettere di incarico, ricevute di rimborsi. In caso di conti cointestati, occorre mostrare che la somma appartiene all’altro intestatario o a un familiare .
19. È possibile contestare un avviso perché non è firmato dal dirigente?
L’avviso deve essere sottoscritto dal capo dell’ufficio o da un funzionario delegato. Con la digitalizzazione, la firma digitale è sufficiente. Se manca la firma o manca l’indicazione del funzionario delegato, l’atto è nullo . Tuttavia occorre verificare attentamente: la semplice mancanza di firma sul cartaceo può essere sanata se l’originale digitale è firmato.
20. Cosa prevede la giurisprudenza per le integrazioni postume della motivazione?
La Cassazione ha stabilito che la motivazione dell’avviso non può essere integrata dopo la notifica. Qualsiasi nuovo elemento deve essere contenuto in un nuovo avviso emesso nei termini . Per questo motivo è essenziale verificare se l’Agenzia ha cercato di integrare in giudizio le motivazioni dell’atto: in tal caso il ricorso può essere accolto.
Parte VI – Simulazioni pratiche
Per comprendere meglio come si applicano le norme e le strategie difensive, proponiamo alcune simulazioni. I casi sono puramente esemplificativi e basati su situazioni ricorrenti. In ogni caso reale è fondamentale analizzare i fatti e i documenti specifici.
1. Accertamento bancario su conto cointestato
Scenario: Maria, guida turistica con partita IVA in regime forfettario, riceve un avviso di accertamento per l’anno d’imposta 2024. L’Agenzia contesta versamenti sul conto cointestato con il marito pari a 25 000 euro, presupponendo che rappresentino compensi non dichiarati. Maria dimostra che 15 000 euro derivano dal pagamento del tour operator per un pacchetto venduto con IVA al 10 %, già fatturato regolarmente; altri 10 000 euro sono bonifici del marito, dipendente a tempo indeterminato che ha venduto una moto. Presenta contratti, fatture e documenti di vendita.
Esito possibile: Il professionista fa eccepire che la presunzione di imponibilità sui conti cointestati non si applica automaticamente e che la somma del marito non è ricavo imponibile . L’Agenzia accetta le prove e riduce l’accertamento ai soli compensi non documentati (eventuali altre entrate). In alternativa, si ricorre al giudice che accoglie l’eccezione.
2. Contestazione di accertamento induttivo con ricarichi medi
Scenario: Luca, guida turistica che organizza visite in Toscana, non tiene una contabilità precisa perché emette ricevute a fine giornata. L’Agenzia applica ai ricavi dichiarati un ricarico medio del 50 % desunto da indagini di mercato. Luca dimostra che lavora prevalentemente con gruppi di studenti con tariffe scontate del 30 % e che le visite si svolgono solo da aprile a ottobre. Presenta contratti con scuole e prova periodi di inattività.
Esito possibile: In sede di contraddittorio o ricorso, il professionista dimostra che i ricarichi medi del settore non sono applicabili al caso specifico. L’ufficio accoglie parzialmente le osservazioni riducendo l’imponibile. In alternativa, tramite accertamento con adesione, si definisce l’importo con sanzioni ridotte.
3. Accertamento esecutivo TARI con motivazione generica
Scenario: Un Comune notifica a una guida turistica l’avviso di accertamento esecutivo TARI per l’anno 2023, basato unicamente sul numero di metri quadri dell’abitazione. La motivazione si limita a richiamare la delibera comunale sulle tariffe. L’atto è immediatamente esecutivo e l’Agente avvia la riscossione.
Esito possibile: L’avvocato impugna l’avviso sostenendo la mancanza di motivazione sufficiente: l’atto deve indicare la categoria di utenza, la tariffa applicata e gli elementi per calcolare la tassa. Il giudice annulla l’avviso per violazione dell’art. 7 dello Statuto del contribuente e della giurisprudenza che vieta integrazioni postume .
4. Rottamazione quinquies per guida turistica in difficoltà
Scenario: Roberta, guida turistica con debiti accumulati per IVA e IRPEF degli anni 2017‑2019, ha cartelle per 40 000 euro. Nel 2026 aderisce alla rottamazione quinquies. Compila la domanda entro il 30 aprile 2026 e sceglie il pagamento in 54 rate bimestrali. Paga regolarmente le prime dieci rate ma poi, a causa di un calo del lavoro, salta due pagamenti.
Esito possibile: La mancata regolarità del pagamento di due rate determina la decadenza dalla definizione agevolata. Roberta si trova nuovamente con il debito originario comprensivo di sanzioni e interessi . Il professionista potrà valutare la presentazione di un piano del consumatore per gestire i debiti residui.
5. Sovraindebitamento e piano del consumatore
Scenario: Giovanni, guida turistica stagionale, accumula debiti fiscali e bancari per 100 000 euro dopo due anni di attività ridotta (causa pandemia e crisi energetica). I redditi attuali non gli consentono di pagare. Si rivolge all’OCC e al professionista fiduciario avv. Monardo.
Esito possibile: Viene avviata la procedura di piano del consumatore. Il Gestore analizza la documentazione e propone un piano che prevede il pagamento del 40 % del debito con rate mensili per 5 anni. Il giudice omologa il piano nonostante l’opposizione dell’Agenzia delle Entrate perché risulta più conveniente del fallimento e non vi è colpa grave . Al termine, Giovanni ottiene l’esdebitazione del residuo e riparte senza debiti.
Conclusione
L’accertamento fiscale non è una condanna definitiva, ma un atto che può e deve essere verificato e, se necessario, contestato. Nel settore turistico, il 2026 sarà segnato da un crescente uso di algoritmi e controlli automatizzati che spesso non colgono la realtà economica dei piccoli professionisti. Le guide turistiche devono quindi essere preparate a gestire tali situazioni con consapevolezza.
In questa guida abbiamo esaminato le principali norme che regolano l’accertamento, i termini e le procedure, le sentenze più recenti e le strategie di difesa. Abbiamo visto come la motivazione e il contraddittorio siano essenziali per la validità dell’avviso, come la notifica debba rispettare regole rigide e come la giurisprudenza tuteli i contribuenti in caso di errori della Pubblica Amministrazione. Abbiamo analizzato gli strumenti alternativi come la rottamazione quinquies, la definizione agevolata, le procedure di sovraindebitamento e la composizione negoziata, sottolineando l’importanza di agire tempestivamente e con il supporto di professionisti.
Ricorda che ogni caso è unico. Se hai ricevuto un avviso di accertamento o hai debiti fiscali che non riesci a gestire, non aspettare. Contatta subito l’avvocato Giuseppe Angelo Monardo e il suo team per una consulenza personalizzata: grazie alla loro esperienza nel contenzioso tributario, nella gestione della crisi da sovraindebitamento e nella composizione negoziata sapranno analizzare la tua situazione, individuare i vizi degli atti, elaborare strategie efficaci e, se necessario, proporre piani di rientro o soluzioni giudiziali e stragiudiziali per salvaguardare il tuo patrimonio e la tua serenità. La tempestività è il tuo alleato più prezioso: ogni giorno perso riduce le possibilità di difesa .
