Accertamento Fiscale A Ceramisti: Come Difendersi Bene Nel Dettaglio

Introduzione

In un settore artigianale come quello della ceramica, in cui la creatività e la produzione manuale si intrecciano con complesse dinamiche economiche, l’accertamento fiscale rappresenta uno dei momenti più delicati e temuti. Negli ultimi anni l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza hanno intensificato i controlli sulle imprese artigiane, compresi i ceramisti, anche alla luce di metodi presuntivi sempre più sofisticati basati sul consumo di materie prime e sul rapporto tra pezzi prodotti e scarti. Per l’imprenditore o l’artigiano che riceve una verifica o un avviso di accertamento, sapere come muoversi e quali diritti esercitare può fare la differenza tra la sopravvivenza dell’attività e la sua chiusura.

Questo articolo nasce con l’obiettivo di fornire una guida completa, aggiornata al gennaio 2026 e basata su normative e sentenze ufficiali italiane per chi opera nel mondo della ceramica e si trova di fronte a un accertamento fiscale. Verranno illustrati in dettaglio il contesto normativo, i diritti del contribuente, le fasi dell’accertamento, le difese legali, le opportunità di definizione agevolata e gli errori da evitare.

Perché l’argomento è importante per i ceramisti

L’accertamento fiscale può colpire una piccola bottega come una media impresa e spesso arriva inaspettato, con richieste di documentazione o accessi nei laboratori. Nel settore della ceramica, caratterizzato da cicli produttivi complessi, scarti e variabilità dei consumi di argilla, smalti e combustibile, i metodi presuntivi usati dall’amministrazione possono risultare particolarmente penalizzanti. Ad esempio, nel 2024 la Corte di Cassazione ha riaffermato che i metodi presuntivi sono legittimi se fondati su indizi gravi, precisi e concordanti; persino un unico elemento può essere sufficiente a ricostruire il reddito quando è basato su considerazioni di normale esperienza . Ciò significa che basta il consumo di una determinata quantità di argilla o la produzione di una certa quantità di pezzi per far scattare presunzioni di maggiori ricavi.

Inoltre, la normativa prevede un contraddittorio preventivo obbligatorio: l’Agenzia deve comunicare al contribuente un processo verbale di constatazione (PVC) e concedere almeno 60 giorni per formulare osservazioni, senza poter emettere l’avviso prima di questo termine . La mancata osservanza di questo termine, come vedremo, può determinare l’annullamento dell’atto. Conoscere i propri diritti e le scadenze è dunque essenziale per preparare una difesa efficace.

Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff

L’articolo è frutto della competenza dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista, esperto di diritto tributario e bancario, gestore della crisi da sovraindebitamento (Legge 3/2012) e professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi. L’avvocato coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti distribuiti sul territorio nazionale, specializzati in contenzioso tributario e procedure di composizione della crisi, compresa la negoziazione assistita per la crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Grazie alla sua esperienza pluriennale, l’Avv. Monardo offre assistenza sia nella fase preventiva di analisi degli atti e dei verbali di verifica, sia nelle procedure deflative (ricorsi, istanze di autotutela, accertamenti con adesione) sia nella difesa giudiziale innanzi alle commissioni tributarie fino alla Corte di Cassazione.

In particolare, per i ceramisti e più in generale per gli artigiani, lo studio dell’Avv. Monardo può:

  • esaminare il verbale di verifica e individuare eventuali vizi procedurali;
  • predisporre osservazioni scritte entro il termine di 60 giorni per evitare l’emissione dell’accertamento;
  • promuovere istanze di autotutela per ottenere l’annullamento dell’atto viziato;
  • avviare un accertamento con adesione, sospendendo i termini di pagamento e ottenendo una definizione più favorevole ;
  • proporre ricorsi innanzi alle Commissioni tributarie provinciali e regionali entro i termini di legge ;
  • assistere nei percorsi di rottamazione, definizione agevolata e nella predisposizione di piani del consumatore o accordi di ristrutturazione dei debiti;
  • in casi estremi, proporre soluzioni di esdebitazione attraverso le procedure del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Se hai ricevuto un avviso di accertamento o una verifica e vuoi valutare le tue chance di difesa, contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo attraverso il form in fondo all’articolo per una consulenza personalizzata. Intervenire tempestivamente è spesso decisivo per ridurre o annullare il debito.

Contesto normativo: leggi e articoli essenziali

Per comprendere come difendersi da un accertamento fiscale occorre conoscere le principali norme applicabili. La normativa italiana prevede un sistema complesso di norme tributarie sostanziali e procedurali, integrate da disposizioni del codice civile e da principi costituzionali. In questa sezione analizziamo le norme più rilevanti per il settore della ceramica.

1. DPR 600/1973 – accertamento delle imposte sui redditi

Il DPR 600/1973 è la base legale per l’accertamento delle imposte dirette. Per i ceramisti sono fondamentali:

  • Articolo 39 – consente all’amministrazione di procedere ad accertamento analitico-induttivo quando le scritture contabili risultano inattendibili o incomplete. La norma stabilisce che le rettifiche possono fondarsi su presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti, e consente l’accertamento anche in assenza di scritture . Ciò significa che se il contribuente non tiene contabilità regolare o registra ricavi inferiori al valore normale, l’Agenzia può stimare il reddito basandosi su indizi come consumi di materie prime, parcelle di energia o altri parametri.
  • Articolo 32 (non riportato integralmente per brevità) – elenca i poteri istruttori dell’amministrazione: può invitare il contribuente a esibire e trasmettere atti e documenti, inviare questionari, richiedere dati a soggetti terzi (banche, fornitori, clienti) e procedere a accessi e ispezioni.
  • Articolo 33 – disciplina l’accesso e le ispezioni nei locali destinati all’esercizio dell’impresa o della professione. L’accesso deve essere autorizzato dall’organo competente e avvenire alla presenza del titolare o di un suo rappresentante. La Guardia di Finanza collabora con l’Agenzia delle Entrate. La norma stabilisce che durante l’accesso deve essere redatto un verbale delle operazioni e che i controlli devono svolgersi, salvo motivi urgenti, durante l’orario di esercizio. Il contribuente ha diritto a copia del verbale .
  • Articolo 43 – stabilisce i termini entro cui può essere emesso l’avviso di accertamento: in linea generale entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Per le annualità 2016 e seguenti, i termini sono stati modificati dalla Legge di Bilancio 2021, ma la regola di fondo è che l’accertamento può essere notificato entro cinque anni; i poteri di rettifica inoltre decadono se non intervengono cause di sospensione. La norma vieta l’emissione di un nuovo avviso più oneroso dopo che l’amministrazione abbia annullato in autotutela un precedente atto favorevole senza nuovi elementi, come affermato dalla Cassazione .

2. DPR 633/1972 – IVA e imposta sul valore aggiunto

Per le operazioni soggette ad IVA, applicabili a chi vende ceramiche, il DPR 633/1972 contiene norme fondamentali:

  • Articolo 52 – conferisce agli organi di controllo il potere di eseguire accessi e ispezioni per le imposte indirette, con modalità simili a quelle dell’art. 33 DPR 600/1973. L’accesso deve essere effettuato alla presenza del titolare e durante l’orario di esercizio, con redazione del verbale.
  • Articolo 57 – stabilisce la decadenza del potere di accertamento IVA: l’avviso deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. La giurisprudenza ha chiarito che non è possibile integrare un accertamento con un nuovo atto più oneroso senza nuovi elementi .

3. Legge 212/2000 – Statuto dei diritti del contribuente

La Legge 212/2000, denominata Statuto dei diritti del contribuente, è un pilastro della tutela del contribuente. Contiene norme che si applicano a tutti i procedimenti tributari, compreso l’accertamento.

  • Articolo 12 – prevede che, quando viene eseguito un accesso, ispezione o verifica presso i locali del contribuente, gli operatori devono fargli conoscere lo scopo dell’ispezione, hanno l’obbligo di garantire la collaborazione del contribuente e devono rilasciare copia del verbale di chiusura. Al comma 7 stabilisce che dopo il rilascio del verbale il contribuente può comunicare osservazioni entro 60 giorni e che l’amministrazione non può emettere l’atto di accertamento prima di tale termine, salvo casi di particolare urgenza .
  • Articolo 6-bis (introdotto dal D.Lgs. 219/2023) – generalizza il contraddittorio endoprocedimentale: tutti gli atti impositivi e sanzionatori devono essere preceduti da una comunicazione contenente le motivazioni dell’atto in bozza e devono concedere al contribuente almeno 60 giorni per rispondere. In questo lasso di tempo l’ufficio non può emettere l’atto definitivo; se il termine di decadenza dell’accertamento sta per scadere, esso è prorogato di 120 giorni . La norma costituisce oggi la regola generale del contraddittorio preventivo.
  • Articoli 4 e 7 – stabiliscono che le norme tributarie non possono avere effetto retroattivo (salvo leggi interpretative) e che gli atti dell’amministrazione finanziaria devono essere motivati e indicare il responsabile del procedimento.

4. D.Lgs. 218/1997 – Accertamento con adesione

Il D.Lgs. 218/1997 introduce l’istituto dell’accertamento con adesione, un procedimento deflattivo che consente al contribuente di raggiungere un accordo con l’ufficio, beneficiando di una riduzione delle sanzioni e evitando il contenzioso. Le disposizioni rilevanti per i ceramisti sono:

  • Articolo 6 – il contribuente che ha ricevuto un verbale o un avviso può presentare istanza di accertamento con adesione prima dell’impugnazione. Tale istanza sospende per 90 giorni i termini per ricorrere e per il pagamento delle somme . Se il contraddittorio è stato preventivo ai sensi dell’art. 6-bis dello Statuto (bozza di accertamento), l’istanza deve essere presentata entro 30 giorni dalla comunicazione. L’ufficio convoca il contribuente per un contraddittorio e deve definire la proposta entro 15 giorni dalla convocazione.
  • Articolo 7 – l’accertamento con adesione deve essere sottoscritto da entrambe le parti e deve indicare i motivi e gli importi concordati; se l’adesione avviene a seguito di contraddittorio, l’ufficio non può fondarsi su fatti nuovi .

5. D.Lgs. 546/1992 – Contenzioso tributario

La giurisdizione tributaria e la procedura per impugnare gli atti sono disciplinate dal D.Lgs. 546/1992. Per i ceramisti sono centrali:

  • Articolo 19 – elenca gli atti impugnabili davanti alle Commissioni tributarie: avvisi di accertamento, avvisi di liquidazione, provvedimenti irrogativi di sanzioni, ruoli e cartelle di pagamento, iscrizioni di ipoteca, fermi amministrativi, atti catastali, dinieghi di restituzione, dinieghi di autotutela e altri provvedimenti che incidono sul tributo .
  • Articolo 21 – fissa i termini per proporre ricorso: generalmente 60 giorni dalla notificazione dell’atto per impugnare un avviso di accertamento; per i ricorsi avverso il silenzio rifiuto su istanze di rimborso occorre attendere almeno 90 giorni . I termini processuali sono sospesi nei periodi feriali e nei casi previsti dalla legge.

6. Codice Civile – Presunzioni semplici (art. 2729)

Nel contenzioso tributario rivestono un ruolo importante le presunzioni, soprattutto in accertamenti analitico-induttivi e induttivi. L’articolo 2729 del codice civile stabilisce che le presunzioni non stabilite dalla legge sono lasciate alla prudenza del giudice e devono essere gravi, precise e concordanti . Queste tre qualità sono costantemente richiamate dalla giurisprudenza tributaria: “gravi” in quanto dotate di un elevato grado di probabilità, “precise” perché non generiche, e “concordanti” perché convergenti fra loro. Se manca anche uno solo di questi requisiti, la presunzione è inidonea a fondare l’accertamento.

7. Norme sulla definizione agevolata e rottamazione

La legislazione fiscale prevede diverse forme di definizione agevolata dei debiti tributari. Per i ceramisti che ricevono cartelle di pagamento o ruoli emessi dall’agente della riscossione, la Legge 197/2022 (Legge di bilancio 2023) ha introdotto la cosiddetta rottamazione quater. L’art. 1, comma 231, consente l’estinzione dei debiti affidati alla riscossione dal 1º gennaio 2000 al 30 giugno 2022 mediante il pagamento del capitale e delle spese di notifica, con stralcio di interessi e sanzioni . Il comma 232 prevede che il pagamento possa avvenire in un’unica soluzione o in un massimo di 18 rate; la prima rata scade il 31 luglio 2023 (poi prorogata per gli anni successivi) . Anche se le finestre per aderire a questa definizione si sono chiuse nel 2024, è possibile che il legislatore riapra la rottamazione: occorre monitorare le leggi di bilancio e i decreti collegati.

Giurisprudenza rilevante per l’accertamento dei ceramisti

La giurisprudenza della Corte di Cassazione, delle Commissioni tributarie e della Corte Costituzionale fornisce importanti chiarimenti sull’applicazione delle norme e sui diritti dei contribuenti. In questa sezione analizziamo le pronunce più significative degli ultimi anni, con particolare attenzione ai casi che riguardano accertamenti presuntivi e contraddittorio.

1. Legittimità delle presunzioni: Cassazione 19136/2024 (caso “tovagliometro”)

Nel 2024 la Corte di Cassazione ha pronunciato l’ordinanza n. 19136/2024 in tema di accertamento induttivo nel settore della ristorazione, ma i principi sono estendibili alle attività artigiane come la ceramica. La controversia riguardava l’utilizzo del cosiddetto “tovagliometro”, un metodo che stimava i ricavi in base al numero di tovaglioli utilizzati. La Corte ha affermato che:

  • il giudice può basarsi su presunzioni semplici anche quando si fondano su un unico elemento, purché dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza ;
  • non vi è alcun divieto di presunzioni multiple (o “doppie presunzioni”): una presunzione può fondarsi su un’altra presunzione, purché entrambe siano serie ;
  • la presunzione può derivare da “id quod plerumque accidit”, ovvero dal comportamento che normalmente avviene in quel settore. Dunque, se dalla media dei consumi di argilla e smalti per pezzo prodotto si ricavano determinati ricavi, l’ufficio può dedurre l’evasione quando i ricavi dichiarati sono anormalmente bassi.

Per i ceramisti, ciò significa che l’Agenzia può utilizzare parametri come il consumo di argilla, colori, energia elettrica o gas, numero di pezzi prodotti e scarti per ricostruire il reddito. La difesa deve, perciò, essere pronta a dimostrare l’assenza di corrispondenza fra consumi e ricavi (es. per rotture, lavorazioni particolari, magazzino).

2. Presunzioni e art. 2729 c.c.: il criterio della gravità, precisione e concordanza

La Corte di Cassazione ha più volte ribadito che le presunzioni per fondare l’accertamento devono essere gravi, precise e concordanti. In mancanza, l’atto è illegittimo. L’art. 2729 c.c., come sopra ricordato, affida al giudice la valutazione del requisito della gravità, precisione e concordanza . Numerose pronunce hanno annullato accertamenti basati su indizi labili (ad esempio, segnalazioni generiche di movimentazioni bancarie o scorte di magazzino non giustificate) quando l’ufficio non dimostra la effettiva inattendibilità delle scritture.

3. Contraddittorio e annullamento dell’accertamento: Cassazione Sezioni Unite n. 30051/2024

Con la sentenza delle Sezioni Unite n. 30051 dell’11 novembre 2024, la Corte di Cassazione ha risolto un contrasto giurisprudenziale riguardante l’annullamento in autotutela di un avviso di accertamento favorevole al contribuente e la sua sostituzione con uno più sfavorevole. La Corte ha affermato che l’amministrazione non può annullare un proprio provvedimento favorevole senza fatti sopravvenuti o nuovi elementi; diversamente violerebbe l’art. 43 DPR 600/1973 e l’art. 57 DPR 633/1972 . Questa pronuncia è importante anche per i ceramisti perché impedisce agli uffici di aggravare la posizione del contribuente con atti successivi privi di nuovi fatti.

4. Diritto al contraddittorio effettivo: sentenze sul PVC e sulla nullità dell’atto

Numerose sentenze hanno sancito che la mancata osservanza del contraddittorio preclusivo – oggi previsto dall’art. 6-bis dello Statuto – comporta la nullità dell’accertamento. Già prima della riforma, l’art. 12 dello Statuto vietava l’emissione dell’avviso prima dei 60 giorni dall’ultima contestazione . La giurisprudenza (ad esempio Cass. n. 14606/2015 e Cass. n. 24823/2019) ha riconosciuto che la violazione di tale termine incide sul diritto di difesa e comporta l’annullamento dell’atto. Con l’art. 6-bis, la regola del contraddittorio è divenuta generale e la Corte di Cassazione (ordinanza n. 1520/2024) ha precisato che l’atto emesso prima dei 60 giorni è nullo.

5. Onere della prova e antieconomicità

La giurisprudenza ha chiarito che l’onere della prova della legittimità dell’accertamento grava sull’amministrazione. Il contribuente non è tenuto a dimostrare l’esattezza delle proprie scritture oltre quanto richiesto dalla legge. Se l’ufficio fonda l’accertamento sull’antieconomicità dell’impresa (ricavi troppo bassi rispetto ai costi), deve dimostrare in modo concreto e non generico perché i costi sostenuti non siano compatibili con il volume d’affari dichiarato. Per i ceramisti, questo significa che spese elevate per energia o materie prime non possono automaticamente implicare maggiori ricavi se vi sono giustificazioni (rotture, magazzino, campionature). Diversi arresti della Cassazione (es. n. 15878/2018, n. 3115/2020) hanno affermato che l’antieconomicità è indice di evasione solo se supportata da altre presunzioni.

6. Valore delle dichiarazioni rese a verbale e ritrattabilità

Durante le verifiche, gli operatori possono chiedere ai ceramisti di rendere dichiarazioni. Secondo la giurisprudenza, tali dichiarazioni sono utili elementi presuntivi, ma sono sempre ritrattabili o integrabili; non costituiscono prove decisive se non confortate da riscontri. La Cassazione ha sottolineato che l’ufficio deve valutare complessivamente la situazione e non basarsi esclusivamente su confessioni estemporanee rese durante la verifica.

Procedura dell’accertamento: fasi, termini e diritti del ceramista

Conoscere il procedimento consente di preparare la difesa e cogliere eventuali vizi. Di seguito viene illustrato passo per passo cosa accade dall’avvio della verifica fino alla notifica dell’avviso di accertamento.

1. Invito, accesso e ispezione

  1. Invito a esibire documenti – l’ufficio può inviare questionari o lettere di invito per chiedere informazioni e documenti (art. 32 DPR 600/1973). Il contribuente deve rispondere entro il termine indicato (di solito 15 o 30 giorni) per evitare sanzioni. Per i ceramisti, spesso vengono richiesti i registri IVA, il libro giornale, gli inventari di materie prime, le bolle di acquisto di argilla, smalti, energia, i registri di magazzino e gli ordini dei clienti.
  2. Accesso nei locali dell’impresa – gli operatori (funzionari dell’Agenzia delle Entrate o militari della Guardia di Finanza) si presentano nei laboratori o punti vendita. L’accesso deve essere autorizzato ed eseguito alla presenza del titolare o di un suo delegato (art. 33 DPR 600/1973, art. 52 DPR 633/1972). Gli operatori devono consegnare l’ordine di servizio, indicare la finalità dell’accesso e compilare un verbale . Il contribuente può farsi assistere da un professionista (avvocato o commercialista). Durante il sopralluogo, vengono rilevati i macchinari, le scorte di materie prime, i prodotti finiti, i documenti contabili, eventuali appunti extra-contabili (taccuini, agende).
  3. Verbalizzazione – tutte le operazioni compiute devono essere verbalizzate. Il verbale deve riportare l’elenco dei documenti acquisiti, le dichiarazioni rese e l’orario di inizio e fine delle attività. Il contribuente deve essere invitato a firmare il verbale; la mancata firma non ne invalida l’efficacia ma può essere indicata nel verbale stesso. È importante leggere attentamente ogni passaggio e non firmare dichiarazioni non corrispondenti al vero. Eventuali note integrative possono essere allegate.
  4. Chiusura della verifica e rilascio del PVC – al termine del controllo l’ufficio redige il processo verbale di constatazione (PVC), contenente le contestazioni e i rilievi. In questa sede vengono illustrati i motivi per cui l’amministrazione ritiene inattendibile la contabilità o presume maggiori ricavi (ad esempio il consumo di X chilogrammi di argilla per prodotto). La legge prevede che il PVC sia rilasciato in copia al contribuente e che indichi espressamente la possibilità di presentare osservazioni e richieste di contraddittorio. Come già ricordato, il contribuente ha 60 giorni per presentare osservazioni e la successiva emissione dell’accertamento prima dello scadere di questo termine comporta la nullità dell’atto .

2. Presentazione di osservazioni e memorie difensive

Dopo aver ricevuto il PVC, il ceramista può:

  • predisporre osservazioni scritte, spiegando le ragioni per cui i rilievi sono infondati. Ad esempio, può illustrare che determinati consumi derivano da produzioni campione o da scarti inevitabili, che parte dei prodotti è stata sottoposta a rottura durante la cottura, che i prezzi di vendita sono inferiori per strategie commerciali, o che esistono cause di forza maggiore (chiusure temporanee, cali di domanda). È utile allegare documenti (prove d’acquisto, foto, perizie). Le osservazioni devono essere presentate entro 60 giorni dalla ricezione del PVC.
  • richiedere un incontro con l’ufficio per discutere i rilievi. In questa fase, supportato da un professionista, il contribuente può far valere le proprie ragioni e proporre la chiusura con adesione. Se l’incontro si conclude con un accordo sull’eliminazione di alcune contestazioni, l’ufficio può decidere di non emettere l’accertamento.
  • proporre una istanza di accertamento con adesione (art. 6 D.Lgs. 218/1997), che sospende i termini per impugnare e consente di definire la posizione con una riduzione delle sanzioni. Come evidenziato, l’istanza deve essere presentata entro 30 giorni dall’invio della proposta di accertamento se è stata fornita una bozza ai sensi dell’art. 6-bis e entro 90 giorni se è stato notificato un avviso di accertamento senza bozza .

3. Emissione dell’avviso di accertamento

Se le osservazioni non vengono accolte o se non viene presentata istanza di adesione, l’ufficio emette l’avviso di accertamento. L’atto deve essere notificato al contribuente, a pena di nullità, entro i termini di decadenza previsti (di regola 31 dicembre del quinto anno successivo). L’avviso deve contenere:

  • la motivazione, con l’indicazione dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche (art. 7 Statuto del contribuente);
  • l’indicazione del responsabile del procedimento e dell’ufficio competente;
  • l’enunciazione delle sanzioni comminate e delle eventuali maggiorazioni;
  • la possibilità di ricorrere alla mediazione tributaria (per gli atti di valore non superiore a 50 mila euro) e al ricorso giurisdizionale.

Se l’avviso viene emesso prima del termine dei 60 giorni dal rilascio del PVC, l’atto è illegittimo salvo i casi di urgenza espressamente motivati. L’atto può essere impugnato dinanzi alla Commissione tributaria provinciale entro 60 giorni .

4. Ricorso e giudizio tributario

Entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento, il contribuente può presentare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale competente (art. 21 D.Lgs. 546/1992). Il ricorso deve contenere:

  1. i dati del ricorrente e dell’ufficio impositore;
  2. l’atto impugnato e i motivi di illegittimità (violazione di legge, difetto di motivazione, vizi procedurali, infondatezza nel merito);
  3. l’eventuale richiesta di sospensione dell’esecuzione (per evitare l’iscrizione a ruolo delle somme);
  4. la sottoscrizione del difensore abilitato (avvocato iscritto all’albo).

Il ricorso può essere preceduto, per le controversie di valore fino a 50 mila euro, dalla procedura di mediazione tributaria, che consente di presentare un’istanza in autotutela all’ufficio (art. 17-bis D.Lgs. 546/1992). Se la mediazione non riesce, il ricorso prosegue dinanzi al giudice. L’udienza si svolge normalmente in forma cartolare, ma il difensore può chiedere discussione orale. Contro la sentenza della Commissione Provinciale è ammesso appello alla Commissione Regionale e poi ricorso per cassazione.

5. Riscossione e strumenti di tutela

Se l’avviso non è impugnato o se la controversia si conclude con sentenza sfavorevole, l’atto diventa definitivo e viene affidato all’Agente della riscossione (Agenzia Entrate-Riscossione). Il contribuente riceverà una cartella di pagamento e, in caso di mancato pagamento, possono scattare misure cautelari (fermo amministrativo, iscrizione di ipoteca) o esecutive (pignoramento). È possibile tutelarsi mediante:

  • istanze di rateazione della cartella;
  • sospensione amministrativa per errori di notifica o vizi dell’atto presupposto;
  • ricorso avverso la cartella per far valere l’illegittimità dell’atto presupposto (art. 19 D.Lgs. 546/1992);
  • definizioni agevolate come la rottamazione.

Difese e strategie legali: come contestare l’accertamento

La difesa contro un accertamento fiscale richiede un’approfondita analisi tecnica. Qui presentiamo le strategie più efficaci per ceramisti e artigiani.

1. Contestare i vizi formali

Gli atti tributari devono rispettare rigidi requisiti formali. Tra le irregolarità più frequenti:

  • Mancata indicazione del funzionario responsabile o dell’ufficio competente: l’assenza di questi elementi lede il diritto del contribuente a conoscere l’autorità che lo giudica (art. 7 Statuto).
  • Omissione o insufficienza di motivazione: l’avviso deve indicare le ragioni di fatto e di diritto; se si limita a richiamare il PVC senza spiegare perché la contabilità è inattendibile, l’atto può essere annullato.
  • Violazione del contraddittorio: l’emissione dell’atto prima dei 60 giorni dal PVC comporta nullità. È onere dell’amministrazione dimostrare l’urgenza.
  • Vizi di notifica: l’avviso deve essere notificato nei modi previsti (messo comunale o raccomandata con ricevuta di ritorno). Errori nella notifica determinano l’inesistenza dell’atto.

2. Contestare l’uso improprio delle presunzioni

Come ricordato, le presunzioni devono essere gravi, precise e concordanti . La difesa può dimostrare che gli indizi utilizzati sono:

  • non gravi: l’indizio è debole o si basa su dati non certi (ad esempio, parametri di consumo generici). Ad esempio, l’ufficio ricostruisce i ricavi in base al consumo medio di gas stimato per forno, ma non considera che l’impianto è inefficiente e disperde calore.
  • non precisi: il dato non è riferibile univocamente all’impresa (ad esempio consumi riferibili anche ad attività diverse o a fornitori terzi). Ad esempio, l’energia elettrica viene usata anche per la climatizzazione e gli uffici, non solo per i forni.
  • non concordanti: i diversi indizi non convergono nella stessa direzione. Se da un lato il consumo di materia prima suggerisce un certo volume di produzione, ma dall’altro la capacità produttiva dell’impianto non consente tali volumi, allora la presunzione non è concordante.

È opportuno affiancare alle contestazioni perizie tecniche che dimostrino la reale capacità produttiva del forno e gli scarti fisiologici. Nel settore ceramico, le rotture durante la cottura e la successiva smaltatura possono superare il 10-20 % della produzione: l’ufficio deve tenerne conto.

3. Dimostrare la regolarità della contabilità e l’assenza di evasione

Una contabilità ordinata e aggiornata rappresenta la migliore difesa. Se le scritture contabili sono formalmente corrette e coerenti con i documenti di acquisto e vendita, l’ufficio non può procedere a un accertamento induttivo senza motivare l’inattendibilità dei registri . Pertanto, è fondamentale:

  • tenere libri contabili in ordine (giornale, inventari, registri IVA, fatture);
  • conservare contratti, bolle di consegna, certificati di qualità per le materie prime;
  • predisporre scadenzari e registri di magazzino per dimostrare le rimanenze e le rotte;
  • separare la contabilità aziendale da quella personale.

In caso di contestazioni, è utile predisporre un dossier difensivo che illustri l’intero processo produttivo della ceramica: tempi di essiccazione, percentuali di scarto, costi di smaltimento, tempi di cottura. Spesso l’ufficio ignora queste variabili.

4. Utilizzare l’autotutela

Se l’accertamento presenta errori evidenti o vi sono documenti che ne dimostrano l’infondatezza, si può chiedere all’ufficio l’annullamento in autotutela. Sebbene l’ufficio non sia obbligato a procedere, l’autotutela rappresenta uno strumento efficace per evitare il contenzioso. La richiesta deve essere motivata e corredata da prove. È importante sapere che l’ufficio non può emettere un nuovo avviso più oneroso in sostituzione di quello annullato, salvo nuovi elementi .

5. Accertamento con adesione

L’accertamento con adesione permette di definire la controversia evitando il ricorso. I vantaggi per il contribuente sono:

  • riduzione delle sanzioni a un terzo del minimo;
  • possibilità di rateizzare le somme dovute;
  • sospensione per 90 giorni dei termini per ricorrere ;
  • riduzione degli interessi.

Per i ceramisti può essere un buon compromesso quando il rischio di perdere in giudizio è elevato o quando le presunzioni, seppur contestabili, hanno un certo fondamento. Tuttavia, è fondamentale trattare l’adesione come una procedura negoziale: occorre verificare che l’ufficio non introduca nuove contestazioni oltre quelle indicate nel PVC .

6. Ricorso e contenzioso

Quando l’atto è infondato o viziato, il ricorso è l’unica strada. Nel ricorso si possono articolare motivi di:

  • violazione di legge (per esempio errata applicazione delle norme del DPR 600/1973, del Statuto del contribuente o del codice civile);
  • violazione di principi costituzionali (ragionevolezza, proporzionalità, tutela del legittimo affidamento);
  • difetto di motivazione;
  • vizio di notifica;
  • errata quantificazione dei ricavi o dell’imponibile;
  • sproporzione delle sanzioni.

È consigliabile allegare documenti, perizie, estratti contabili e ogni elemento utile. La difesa può anche chiedere la sospensione dell’esecutività e l’annullamento delle misure cautelari.

7. Negoziazione assistita e piani del consumatore

Per le imprese ceramiche in difficoltà economica, è possibile ricorrere agli strumenti previsti dal Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza e dal D.L. 118/2021. L’Avv. Monardo, come gestore della crisi da sovraindebitamento, può assistere il contribuente nella predisposizione di:

  • piano del consumatore: rivolto alle persone fisiche e ai piccoli imprenditori, consente di proporre un piano di rientro che prevede la falcidia dei debiti e l’esdebitazione finale;
  • accordo di ristrutturazione dei debiti: consente a imprenditori commerciali sotto soglia di negoziare con i creditori, tra cui l’erario, la riduzione dei debiti;
  • esdebitazione dell’imprenditore incapiente: comporta la cancellazione dei debiti residui a fronte di situazioni di particolare gravità;
  • composizione negoziata della crisi (D.L. 118/2021): prevede la nomina di un esperto negoziatore che aiuta l’impresa a raggiungere un accordo con i creditori.

8. Definizioni agevolate e rottamazione

Oltre all’accertamento con adesione, esistono periodicamente sanatorie e rottamazioni per le cartelle esattoriali. La rottamazione quater (Legge 197/2022) consente di pagare solo il capitale e le spese di notifica, senza interessi e sanzioni ; il pagamento può essere rateizzato fino a 18 rate . Anche se la finestra di adesione si è chiusa, può riaprirsi con nuove leggi di bilancio. Inoltre, sono previste definizioni agevolate per le liti pendenti e il ravvedimento speciale. È consigliabile monitorare le normative e valutare con un professionista la convenienza ad aderire.

Strumenti alternativi per la gestione del debito

Oltre ai rimedi difensivi tradizionali, esistono strumenti che permettono di gestire o ridurre il debito fiscale. Ecco i principali.

1. Rateazioni e dilazioni

L’agente della riscossione può concedere dilazioni fino a 72 rate mensili (6 anni) per debiti fino a 60 mila euro. In casi di grave difficoltà, è possibile richiedere piani fino a 120 rate. La richiesta sospende l’esecuzione; tuttavia, il mancato pagamento di cinque rate fa decadere il beneficio.

2. Transazione fiscale

In sede di concordato preventivo o accordo di ristrutturazione, l’imprenditore può proporre una transazione fiscale all’erario, chiedendo la riduzione del debito fiscale e contributivo. La transazione richiede l’approvazione dei creditori e del tribunale, ma consente di riequilibrare la situazione finanziaria dell’azienda.

3. Composizione della crisi da sovraindebitamento

Il Codice della Crisi (D.Lgs. 14/2019) prevede procedure per i soggetti non fallibili (imprese sotto soglia, imprenditori agricoli, professionisti) che si trovano in stato di crisi o insolvenza. Il contribuente può presentare:

  • un piano del consumatore: propone il pagamento parziale dei debiti in base alla capacità reddituale;
  • un accordo di ristrutturazione: prevede la falcidia del debito con il consenso della maggioranza dei creditori;
  • una procedura di liquidazione controllata: consente la liquidazione del patrimonio con eventuale esdebitazione.

Questi strumenti consentono di ottenere la riduzione o l’abbattimento dei debiti fiscali con l’omologazione del tribunale. L’Avv. Monardo, come gestore della crisi, può assistere i contribuenti in tali procedure.

4. Ravvedimento operoso e definizioni agevolate

Prima di ricevere un avviso di accertamento, il ceramista può avvalersi del ravvedimento operoso: pagando spontaneamente le imposte dovute con un modesto interesse e una sanzione ridotta, evita l’applicazione di sanzioni più elevate. Esistono anche definizioni agevolate (ravvedimento speciale) che riducono ulteriormente le sanzioni per i periodi d’imposta antecedenti. È consigliabile valutare con un professionista se convenga regolarizzare prima di un eventuale controllo.

Errori comuni e consigli pratici

Gli accertamenti fiscali spesso vanno a segno perché i contribuenti commettono errori nella gestione della contabilità o nella difesa. Di seguito alcune raccomandazioni.

1. Tenuta della contabilità

Molti artigiani si affidano a metodi informali o a contabilità semplificate. È fondamentale invece:

  • conservare tutti i documenti di acquisto, anche quelli di piccoli importi;
  • registrare puntualmente le operazioni di vendita e i corrispettivi;
  • predisporre un inventario delle materie prime e dei prodotti finiti;
  • utilizzare software gestionali per la contabilità;
  • effettuare la riconciliazione periodica tra magazzino e conti economici.

2. Comunicazioni tempestive

Non ignorare gli inviti dell’Agenzia. Rispondere con ritardo può comportare l’emissione dell’accertamento in mancanza di controdeduzioni. Se non si è in grado di fornire immediatamente tutti i documenti, è preferibile chiedere una proroga o fornire una risposta parziale motivando le ragioni.

3. Assistenza professionale

Farsi assistere da un avvocato o commercialista esperto sin dalle prime fasi. Una risposta errata a un questionario o una dichiarazione non ponderata a verbale può compromettere la difesa. I costi della consulenza sono ampiamente compensati dal risparmio che si può ottenere annullando o riducendo l’accertamento.

4. Non firmare dichiarazioni non vere

Durante la verifica, il contribuente può essere indotto a firmare dichiarazioni che non rispecchiano la realtà. È fondamentale leggere attentamente e, se necessario, rifiutarsi di firmare o aggiungere note integrative.

5. Verificare la procedura di notifica

Molti avvisi sono nulli per errori di notifica (indirizzo errato, mancata consegna). È opportuno controllare la relata di notifica e, se irregolare, eccepire la nullità.

6. Non rimandare troppo

Le scadenze sono rigide: 60 giorni per presentare osservazioni, 90 giorni per l’adesione, 60 giorni per il ricorso . Rimandare può far perdere opportunità di difesa o definizione.

Tabelle riepilogative

Tabella 1 – Principali norme e termini

Norma/istitutoDescrizione essenzialeTermini applicabili
Art. 39 DPR 600/1973Accertamento analitico-induttivo: consente all’ufficio di correggere il reddito in base a presunzioni gravi, precise e concordantiAvviso entro 31 dicembre del 5º anno successivo (art. 43)
Art. 33 DPR 600/1973Accessi e ispezioni nei locali; necessità di autorizzazione; presenza del titolare; redazione del verbaleContemporaneo all’accesso
Art. 12 L. 212/2000Statuto del contribuente: contraddittorio dopo il PVC; 60 giorni per osservazioni; divieto di emettere l’atto prima di tale termine60 giorni
Art. 6-bis L. 212/2000Contraddittorio generalizzato: bozza dell’atto; 60 giorni per rispondere; proroga di 120 giorni dei termini60 giorni
Art. 6 D.Lgs. 218/1997Accertamento con adesione: istanza sospensiva di 90 giorni; 30 giorni se l’atto è preceduto da bozza30/90 giorni
Art. 7 D.Lgs. 218/1997Accertamento con adesione: atto firmato da entrambe le parti; divieto di nuovi fatti
Art. 19 D.Lgs. 546/1992Atti impugnabili davanti al giudice tributario (avvisi, cartelle, ipoteche, fermi)Ricorso entro 60 giorni
Art. 21 D.Lgs. 546/1992Termine per proporre ricorso (60 giorni dalla notifica)60 giorni
Art. 2729 c.c.Presunzioni semplici: devono essere gravi, precise e concordanti
Rottamazione quater (L. 197/2022)Estinzione dei debiti affidati alla riscossione 2000–2022 pagando solo il capitalePagamento in 1 o 18 rate; scadenze variabili

Tabella 2 – Errori da evitare e rimedi

ErroreRimedio consigliato
Non conservare le fatture e i registri di magazzinoCreare un archivio digitale e cartaceo; conservare i documenti per almeno 10 anni
Non rispondere agli inviti dell’Agenzia o ai questionariRispondere sempre, chiedendo proroghe motivate se necessario
Firmare verbali senza leggerliLeggere attentamente; chiedere correzioni o aggiungere note
Ricorrere senza assistenza professionaleAffidarsi a un avvocato esperto in diritto tributario
Non presentare osservazioni entro 60 giorniPreparare memorie dettagliate e documentate; chiedere incontri
Confondere contabilità aziendale e personaleTenere conti separati; evitare prelievi non giustificati
Ignorare i termini processualiAnnotare tutte le scadenze; richiedere sospensioni dove possibile

Domande frequenti (FAQ)

  1. Che cos’è un avviso di accertamento?

È l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate determina maggiori imposte dovute dal contribuente, motivando le ragioni e quantificando le sanzioni. Deve essere notificato entro i termini di decadenza previsti.

  1. Posso essere sottoposto a verifica senza preavviso?

Sì. Gli accessi e le ispezioni possono avvenire senza preavviso, ma gli operatori devono consegnare l’ordine di servizio e spiegare l’oggetto della verifica .

  1. Sono obbligato a far entrare i verificatori nel mio laboratorio?

L’art. 33 DPR 600/1973 prevede che l’accesso sia effettuato alla presenza del titolare o del rappresentante. La resistenza ingiustificata può costituire violazione amministrativa. Tuttavia è possibile richiedere che sia presente un professionista o fissare un orario compatibile con l’attività .

  1. Entro quanto tempo devo ricevere copia del verbale?

Alla chiusura delle operazioni, l’amministrazione deve rilasciare una copia del verbale di verifica. Il processo verbale di constatazione (PVC) deve essere notificato in tempo utile per permettere al contribuente di presentare osservazioni entro 60 giorni .

  1. Cosa succede se l’Agenzia emette l’avviso prima di 60 giorni?

L’avviso è illegittimo salvo casi di particolare urgenza espressamente motivati. Diverse sentenze hanno annullato gli accertamenti emessi prima dello scadere del termine .

  1. Posso contestare un avviso basato su presunzioni?

Sì. È possibile contestare che le presunzioni non siano gravi, precise e concordanti , dimostrando l’inattendibilità degli indizi e fornendo prove contrarie.

  1. Quanto tempo ho per impugnare un avviso di accertamento?

Generalmente 60 giorni dalla notifica . Se nel frattempo viene presentata istanza di accertamento con adesione, il termine è sospeso per 90 giorni .

  1. Che cos’è l’accertamento con adesione?

È un accordo tra contribuente e ufficio che definisce l’accertamento con riduzione delle sanzioni. Il contribuente presenta una proposta e l’ufficio convoca un contraddittorio per negoziare .

  1. Posso richiedere la rateizzazione dell’imposta accertata?

Sì, sia nell’ambito dell’accertamento con adesione che dopo la notifica della cartella, è possibile chiedere la rateizzazione fino a 8 rate trimestrali per l’adesione e fino a 72 rate mensili (o 120 in casi particolari) per la cartella.

  1. Cosa succede se non pago l’avviso e non faccio ricorso?

L’avviso diventa definitivo e le somme vengono iscritte a ruolo. L’agente della riscossione può avviare procedure cautelari (fermo auto, ipoteche) o esecutive (pignoramenti). Il debitore può ancora chiedere la rateizzazione o aderire a eventuali definizioni agevolate.

  1. Quali sono i vantaggi del contraddittorio preventivo?

Permette al contribuente di far valere le proprie ragioni prima che l’avviso venga emesso. Può portare all’archiviazione totale o parziale del rilievo, evitando contenzioso e costi .

  1. Come posso dimostrare gli scarti di produzione?

Prevedendo un registro interno degli scarti, documentando con foto e verbali le rotture e conservando le schede tecniche dei forni. In caso di verifica, questi documenti aiutano a contestare presunzioni basate su consumi.

  1. Le dichiarazioni rese ai verificatori sono vincolanti?

No. Possono costituire indizio, ma sono ritrattabili e devono essere valutate nel contesto delle altre prove. È comunque importante non fare dichiarazioni non veritiere o affrettate.

  1. È possibile ottenere l’annullamento dell’avviso in autotutela?

Sì, presentando all’ufficio prove della erroneità dell’atto. L’ufficio può annullare totalmente o parzialmente l’accertamento. Tuttavia non è obbligato a farlo e l’atto può essere sostituito con uno più favorevole solo in presenza di fatti nuovi .

  1. Che succede se l’impresa è in crisi e non può pagare?

Si possono valutare strumenti come il piano del consumatore, l’accordo di ristrutturazione o la composizione negoziata della crisi. Queste procedure consentono la riduzione dei debiti e la prosecuzione dell’attività con una proposta di pagamento parziale.

  1. La rottamazione quater è ancora attiva?

Le finestre di adesione sono scadute, ma il legislatore può riaprire nuove definizioni. In ogni caso, le norme sulla rottamazione sono utili per comprendere come vengono calcolati gli interessi e le sanzioni stralciate .

  1. Chi può presentare ricorso per me?

Un avvocato abilitato al patrocinio innanzi alle Commissioni tributarie. Per le controversie fino a 3 mila euro in materia di tributi locali, è ammesso il ricorso senza assistenza legale, ma è sempre consigliata la consulenza di un professionista.

  1. Cosa significa che la presunzione deve essere “concordante”?

Significa che più indizi devono convergere verso la stessa conclusione. Se le prove portano a conclusioni opposte, la presunzione perde valore .

  1. Il giudice può basarsi su una presunzione basata su un’altra presunzione?

Sì. Non esiste un divieto di doppia presunzione; ciò è stato confermato dalla Cassazione nel 2024 .

  1. Posso chiedere la sospensione della riscossione?

Nel ricorso si può chiedere al giudice la sospensione dell’esecuzione; in alternativa, in fase amministrativa si può chiedere la sospensione all’agente della riscossione in presenza di errori o irregolarità nell’atto.

Simulazioni pratiche

Per comprendere meglio l’impatto di un accertamento e le possibili soluzioni, presentiamo due casi esemplificativi.

1. Laboratorio di ceramica con accertamento induttivo

Scenario: Un artigiano che produce ceramiche artistiche dichiara un volume d’affari annuo di 150 mila euro, con un consumo dichiarato di 15 tonnellate di argilla e 10 mila kWh di energia. L’Agenzia delle Entrate, tramite un parametro presuntivo, ritiene che con tali consumi si possano produrre almeno 30 mila pezzi venduti a 10 euro l’uno, stimando un volume d’affari di 300 mila euro e quindi ricavi non dichiarati per 150 mila euro.

Azione dell’ufficio:

  1. Accesso in laboratorio, verifica dei registri e stima dei consumi;
  2. Rilievo nel PVC delle presunte 15 mila unità non dichiarate;
  3. Invio della bozza di accertamento con concessione di 60 giorni per le osservazioni.

Difesa del contribuente:

  1. L’artigiano, assistito dall’Avv. Monardo, presenta osservazioni per dimostrare che:
  2. una parte della materia prima è stata utilizzata per prototipi non venduti;
  3. il tasso di scarto nei forni è del 25 % a causa di rotture;
  4. i prezzi di vendita sono inferiori a 10 euro per strategie commerciali;
  5. parte dei consumi energetici riguarda il riscaldamento del laboratorio.
  6. Prepara un perizia tecnica di un esperto di produzione ceramica che conferma le percentuali di scarto.
  7. Chiede un contraddittorio con l’ufficio per illustrare i dati.

Esito possibile:

L’ufficio accetta in parte le osservazioni e riduce l’accertamento, ricalcolando i ricavi non dichiarati in 50 mila euro. Il contribuente decide di aderire con accertamento con adesione, versando l’imposta dovuta con le sanzioni ridotte. In questo modo evita un contenzioso e ottiene una rateizzazione in otto rate.

2. Ceramista in crisi e composizione negoziata

Scenario: Un piccolo imprenditore ceramista accumula debiti tributari per 100 mila euro a causa di un calo delle vendite e di investimenti non produttivi. Dopo aver ricevuto la cartella, non è in grado di pagare.

Soluzione proposta:

  1. Analisi della situazione patrimoniale e reddituale;
  2. Presentazione di un piano del consumatore ex Legge 3/2012 (codice della crisi) davanti all’OCC di cui l’Avv. Monardo è fiduciario;
  3. Previsione di pagamento del 20 % del debito in 4 anni, con falcidia dell’80 % e esdebitazione finale;
  4. Negoziazione con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione tramite la transazione fiscale.

Risultato atteso:

Con l’omologazione del piano, l’imprenditore paga 20 mila euro in 48 rate e il restante debito viene cancellato. L’attività continua e viene salvaguardato l’indotto occupazionale. Tale soluzione dimostra come la gestione proattiva del debito, con l’ausilio di professionisti, possa evitare il fallimento e consentire la ripartenza.

Conclusione

L’accertamento fiscale è un momento delicato ma, se affrontato con consapevolezza e assistenza qualificata, può trasformarsi in un’opportunità per rimettere ordine alla propria contabilità e per evitare l’applicazione di sanzioni ingiustificate. I ceramisti, come tutti gli artigiani, devono tenere presente che l’amministrazione ha facoltà di ricorrere a metodi presuntivi, ma questi devono sempre essere fondati su indizi gravi, precisi e concordanti e devono rispettare il contraddittorio preventivo . La violazione di tali principi comporta la nullità dell’accertamento.

In questo quadro, l’assistenza di un professionista esperto come l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è determinante. Il suo studio multidisciplinare di avvocati e commercialisti opera su tutto il territorio nazionale ed è in grado di:

  • analizzare rapidamente il verbale di constatazione, individuando i vizi formali e sostanziali;
  • predisporre osservazioni efficaci e perizie tecniche per confutare le presunzioni dell’ufficio;
  • proporre istanze di autotutela e accertamento con adesione, ottenendo riduzioni significative;
  • tutelare in giudizio il contribuente, con ricorsi mirati e richieste di sospensione dell’esecutività;
  • assistere nelle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, riducendo il debito e permettendo la continuità aziendale;
  • informare il contribuente sulle opportunità di rottamazione e definizione agevolata.

Agire tempestivamente è fondamentale. Non aspettare di ricevere la cartella esattoriale o di trovarsi con il conto corrente pignorato.

Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo attraverso il modulo qui sotto: lui e il suo staff sapranno valutare la tua situazione specifica e indicarti le strategie legali più efficaci per difenderti e, se necessario, per ristrutturare il tuo debito. La conoscenza della legge è la migliore arma per proteggere il tuo lavoro e la tua passione per la ceramica.

Leggi con attenzione: se in questo momento ti trovi in difficoltà con il Fisco ed hai la necessità di una veloce valutazione sulle tue cartelle esattoriali e sui debiti, non esitare a contattarci. Ti aiuteremo subito. Scrivici ora. Ti ricontattiamo immediatamente con un messaggio e ti aiutiamo subito.

Informazioni importanti: Studio Monardo e avvocaticartellesattoriali.com operano su tutto il territorio italiano attraverso due modalità.

  1. Consulenza digitale: si svolge esclusivamente tramite contatti telefonici e successiva comunicazione digitale via e-mail o posta elettronica certificata. La prima valutazione, interamente digitale (telefonica), è gratuita, ha una durata di circa 15 minuti e viene effettuata entro un massimo di 72 ore. Consulenze di durata superiore sono a pagamento, calcolate in base alla tariffa oraria di categoria.
  2. Consulenza fisica: è sempre a pagamento, incluso il primo consulto, il cui costo parte da 500€ + IVA, da saldare anticipatamente. Questo tipo di consulenza si svolge tramite appuntamento presso sedi fisiche specifiche in Italia dedicate alla consulenza iniziale o successiva (quali azienda del cliente, ufficio del cliente, domicilio del cliente, studi locali in partnership, uffici temporanei). Anche in questo caso, sono previste comunicazioni successive tramite e-mail o posta elettronica certificata.

La consulenza fisica, a differenza di quella digitale, viene organizzata a partire da due settimane dal primo contatto.

Disclaimer: Le opinioni espresse in questo articolo rappresentano il punto di vista personale degli Autori, basato sulla loro esperienza professionale. Non devono essere intese come consulenza tecnica o legale. Per approfondimenti specifici o ulteriori dettagli, si consiglia di contattare direttamente il nostro studio. Si ricorda che l’articolo fa riferimento al quadro normativo vigente al momento della sua redazione, poiché leggi e interpretazioni giuridiche possono subire modifiche nel tempo. Decliniamo ogni responsabilità per un uso improprio delle informazioni contenute in queste pagine.
Si invita a leggere attentamente il disclaimer del sito.

Torna in alto

Abbiamo Notato Che Stai Leggendo L’Articolo. Desideri Una Prima Consulenza Gratuita A Riguardo? Clicca Qui e Prenotala Subito!