Introduzione
Il Processo verbale di constatazione (PVC) dell’Agenzia delle Entrate è uno degli atti più delicati del procedimento di accertamento tributario. Arriva al termine di ispezioni o accessi nei locali del contribuente e contiene le contestazioni formali che, se non contrastate per tempo, si trasformano in avvisi di accertamento con richiesta di tributi, sanzioni e interessi. Nel 2026 il quadro normativo è cambiato profondamente: la riforma dello Statuto del contribuente (d.lgs. 219/2023), i successivi interventi del d.l. 84/2025 e il Testo unico della riscossione (d.lgs. 33/2025) hanno introdotto un contraddittorio generalizzato, regole più severe sulla motivazione degli atti e procedure agevolate di definizione dei debiti. Ignorare questi strumenti espone a rischi gravissimi: dalla perdita del diritto al contraddittorio, all’impossibilità di contestare sanzioni, fino al pignoramento dei beni.
Per difendersi bene è necessario conoscere:
- quali sono i diritti garantiti dalle norme (Statuto del contribuente, art. 12 sulla garanzia nelle verifiche, art. 6‑bis sul contraddittorio, art. 7 sulla motivazione degli atti);
- quali errori formali rendono nullo il PVC o gli atti successivi (assenza di motivazione, violazioni del contraddittorio, carenza di potere o firma irregolare);
- le sentenze della Cassazione più recenti che hanno chiarito il valore probatorio del PVC e i poteri del giudice tributario;
- gli strumenti alternativi per definire o ridurre il debito (rottamazione, definizione agevolata, piani di rientro, procedure di sovraindebitamento);
- i termini e le scadenze da rispettare.
Lo studio legale dell’avv. Giuseppe Angelo Monardo offre una tutela completa e tempestiva. Avvocato cassazionista con esperienza vastissima in diritto bancario e tributario, coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti in grado di operare su tutto il territorio nazionale. È gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi e esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del d.l. 118/2021. Il suo studio assiste imprenditori, professionisti e privati nella analisi del PVC, nella redazione di osservazioni e memorie difensive, nei ricorsi dinanzi alle Commissioni tributarie, nelle richieste di sospensione e autotutela, nelle trattative con l’Agenzia delle Entrate e nella predisposizione di piani di rientro o di procedure di sovraindebitamento.
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Contesto normativo e giurisprudenziale
Diritti del contribuente durante i controlli fiscali
Il Processo verbale di constatazione è l’atto con cui i funzionari dell’Agenzia delle Entrate formalizzano le risultanze di un accesso o di un’ispezione. Le regole su come si svolge la verifica e su quali garanzie spettano al contribuente sono contenute principalmente nello Statuto dei diritti del contribuente (legge 212/2000).
Articolo 12 – Controlli e garanzie. L’atto di autorizzazione e il PVC devono indicare le circostanze e i motivi che giustificano l’accesso, che deve avvenire durante l’orario d’esercizio dell’attività e con modalità tali da arrecare la minore turbativa possibile . Il contribuente ha diritto ad essere informato sulle ragioni dell’accesso, sull’oggetto della verifica e sul fatto che può farsi assistere da un professionista; le osservazioni e i rilievi del contribuente devono essere verbalizzati . La permanenza degli operanti nei locali non può superare i giorni necessari per l’acquisizione dei dati . Dal 2024 è stato abrogato l’originario termine di 60 giorni entro cui presentare osservazioni a seguito del PVC , ma ciò non significa che il contraddittorio sia eliminato: le nuove norme lo generalizzano (art. 6‑bis) come si vede sotto.
Articolo 6‑bis – Contraddittorio generalizzato. Introdotto dal d.lgs. 219/2023, prevede che tutti gli atti che possono essere impugnati davanti al giudice tributario debbano essere preceduti da un contraddittorio effettivo: l’amministrazione deve notificare al contribuente una bozza di atto e riconoscergli 60 giorni per presentare osservazioni, documenti e memorie . L’atto definitivo non può essere emanato prima della scadenza del termine, salvo nei casi in cui l’atto sia stato preceduto da un PVC, in cui le osservazioni sono già state formulate. La norma estende quindi il contraddittorio anche agli accertamenti “a tavolino”. La violazione di questo dovere rientra tra i vizi che rendono l’atto annullabile.
Articolo 7 – Motivazione degli atti. Gli atti dell’amministrazione finanziaria devono essere chiari, recare i riferimenti alle norme applicate e agli elementi di fatto e prova su cui si fonda la pretesa . L’atto deve indicare la firma del responsabile e riportare il nominativo del funzionario che lo ha redatto. La mancanza di uno di questi elementi (motivazione, sottoscrizione, indicazione dei documenti) può determinare l’annullabilità o la nullità dell’atto.
Articoli 7‑bis, 7‑ter, 7‑quater, 7‑quinquies e 7‑sexies (introdotti dal d.lgs. 219/2023) chiariscono le diverse categorie di vizi:
- l’art. 7‑bis stabilisce che gli atti impugnabili innanzi alle commissioni tributarie sono annullabili per violazione di legge, compresi i vizi procedurali ;
- l’art. 7‑ter definisce nulli gli atti emessi da organi privi di potere o in violazione di sentenze passate in giudicato ;
- l’art. 7‑quater dispone che la mancanza degli elementi indicati nell’art. 7, comma 2 (ad esempio l’indicazione degli atti istruttori), non causa annullabilità se l’atto contiene comunque i presupposti di fatto e di diritto ;
- l’art. 7‑quinquies vieta l’utilizzo di prove acquisite in violazione del termine e delle modalità stabilite, o mediante accessi illegittimi ;
- l’art. 7‑sexies regola la notifica degli atti: la nullità è prevista quando manca un elemento essenziale o la notifica è fatta a un soggetto inesistente; gli altri vizi si considerano sanati se l’atto raggiunge lo scopo .
Modifiche del d.l. 84/2025. Dopo una condanna dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo per accessi fiscali non sufficientemente motivati, il d.l. 84/2025 è intervenuto sull’art. 12 dello Statuto imponendo che le autorizzazioni e i PVC indichino esplicitamente e con motivazione le circostanze che giustificano l’ingresso . La norma rafforza l’obbligo di motivazione, in linea con gli artt. 6‑bis e 7 e con il principio di trasparenza.
Testo unico della riscossione (d.lgs. 33/2025). Entrato in vigore il 27 marzo 2025 e applicabile dal 1° gennaio 2026, introduce il discarico automatico o anticipato delle cartelle inesigibili: l’Agenzia delle Entrate – Riscossione può cancellare d’ufficio i carichi affidati dal 1° gennaio 2025, se dopo cinque anni non ha ottenuto il pagamento o se accerta il fallimento del debitore o l’assenza di beni . La norma consente anche ai creditori di chiedere il discarico anticipato dopo 24 mesi . La riforma, finalizzata a rendere più efficienti i bilanci pubblici, prevede contemporaneamente un rafforzamento dei poteri di controllo (anche tramite nuove piattaforme digitali) per evitare che i contribuenti approfittino del condono .
Giurisprudenza recente
L’interpretazione delle norme da parte della Corte di cassazione e delle commissioni tributarie è essenziale per capire come difendersi contro un PVC. Le pronunce più rilevanti nel 2025–2026 sono le seguenti:
| Decisione | Principio di diritto | Fonti |
|---|---|---|
| Cass. ord. 27306/2025 | Le dichiarazioni rese da un socio o dal legale rappresentante durante la verifica e raccolte nel PVC costituiscono confessione stragiudiziale: sono prova diretta contro il dichiarante e hanno valore indiziario grave e preciso nei confronti degli altri soci. Il PVC è atto pubblico fidefacente fino a querela di falso . | Cassazione, ord. 24 settembre 2025 n. 27306 |
| Cass. ord. 24748/2025 | Se nell’avviso di accertamento si richiama il PVC ma non lo si deposita in giudizio, il giudice tributario non può annullare l’atto; deve invece esercitare i propri poteri istruttori (art. 7, d.lgs. 546/1992) e acquisire il verbale . Il giudice deve comunque garantire il contraddittorio, senza sostituirsi totalmente all’onere probatorio dell’ufficio . | Cassazione, ord. 8 settembre 2025 n. 24748 |
| Cass. ord. 27138/2025 | La mancata attesa del termine di 60 giorni previsto dall’art. 12, comma 7 (prima della sua abrogazione) o dalle norme sul contraddittorio (art. 6‑bis) comporta la nullità dell’accertamento; non è necessario dimostrare che l’atto sarebbe stato diverso (“prova di resistenza”) . | Cassazione, ord. 24 ottobre 2025 n. 27138 |
| Cass. ord. 19516/2025 | Per gli accertamenti a tavolino e per le imposte non armonizzate non sussiste l’obbligo di contraddittorio preventivo; l’atto non è nullo se la legge non lo prevede espressamente . | Cassazione, ord. 13 luglio 2025 n. 19516 |
| Cass. 20979/2015 e giurisprudenza costante | Le dichiarazioni del legale rappresentante di una società contenute nel PVC sono considerate confessione stragiudiziale e costituiscono prova diretta dell’evasione; non hanno natura testimoniale e non necessitano di conferme . | Cassazione, sent. 20979/2015 e successive |
Queste pronunce dimostrano che il PVC ha forte valore probatorio, ma devono essere rispettati i diritti di difesa: la mancata concessione del contraddittorio rende l’accertamento nullo; la mancata produzione del verbale può essere sanata dal giudice; le dichiarazioni dei soci vincolano solo chi le rende. Conoscere questi orientamenti consente di impostare una difesa efficace.
Procedura passo‑passo dopo la notifica del PVC
- Notifica e accesso. Il controllo comincia con un’autorizzazione scritta che indica l’oggetto e le ragioni dell’accesso. Gli agenti dell’Agenzia delle Entrate devono identificarsi e consegnare l’autorizzazione. L’accesso deve avvenire durante l’orario d’esercizio e con la minor interferenza possibile . Il contribuente può richiedere la presenza del proprio professionista di fiducia e deve essere informato della possibilità di farsi assistere .
- Redazione del PVC. Al termine delle operazioni, gli agenti redigono il processo verbale di constatazione in cui descrivono le attività svolte, i documenti acquisiti e i rilievi mossi. Tutte le dichiarazioni rilasciate devono essere riportate con precisione. Il contribuente può rifiutarsi di firmare, ma la mancanza di firma non comporta l’invalidità del verbale: in questo caso gli agenti ne danno atto.
- Osservazioni del contribuente. Dopo la consegna del PVC, il contribuente può presentare osservazioni e memorie. Dal 2024 non esiste più il termine fisso di 60 giorni previsto dall’art. 12, comma 7 (abrogato), ma l’art. 6‑bis stabilisce che, prima di emettere l’avviso di accertamento, l’ufficio deve inviare una bozza di atto e attendere 60 giorni per l’esercizio del contraddittorio . Se il PVC contiene già le contestazioni e il contraddittorio si è svolto durante la verifica, l’ufficio può emettere direttamente l’avviso.
- Notifica dell’atto impositivo. L’Agenzia delle Entrate emette l’avviso di accertamento o di rettifica motivato, indicando le norme applicate e allegando (o richiamando) gli atti istruttori. Se la motivazione è carente o mancano la firma o gli elementi essenziali, l’atto può essere annullato ai sensi degli artt. 7 e 7‑bis .
- Ricorso e autotutela. Entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso il contribuente può presentare ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado. Prima della scadenza può anche inviare istanza di autotutela per chiedere la sospensione o l’annullamento in via amministrativa. L’autotutela non sospende i termini per il ricorso. Se la controversia riguarda importi sino a 50 mila euro, è possibile chiedere la conciliazione giudiziale già nel ricorso.
- Adesione o definizione agevolata. In certi casi l’ufficio può proporre accertamento con adesione (procedura concordata in cui si riduce la sanzione) o il contribuente può avvalersi della definizione agevolata prevista dalla legge di bilancio (rottamazione, saldo e stralcio, conciliazione). Questi strumenti sono descritti più avanti.
- Esecuzione e riscossione. Se non si paga o non si impugna l’atto, l’avviso diventa esecutivo e l’Agenzia delle Entrate – Riscossione avvierà la riscossione coattiva (cartella di pagamento, pignoramento, ipoteca). Dal 2026 è in vigore il nuovo Testo unico della riscossione: i carichi inesigibili dopo 5 anni saranno discaricati, ma l’ente creditore può richiedere la restituzione anticipata . Questo non toglie che, prima dell’esecuzione, sia opportuno valutare la rateizzazione o le procedure di sovraindebitamento.
Difese e strategie legali efficaci
Per contestare un PVC o l’avviso di accertamento bisogna individuare tempestivamente i vizi formali e sostanziali e predisporre un piano di difesa. Le principali strategie sono:
Verifica dei presupposti e della motivazione
- Motivazione insufficiente o inesistente. Il PVC e l’avviso devono spiegare in modo comprensibile i fatti contestati, le norme applicate e le fonti di prova. La mancanza di motivazione rende l’atto annullabile . Bisogna controllare che il verbale indichi le circostanze che giustificano l’accesso, come richiede il d.l. 84/2025 .
- Violazione del contraddittorio. Se l’ufficio emette l’avviso di accertamento senza aver concesso il contraddittorio generalizzato o senza attendere il termine di 60 giorni, l’atto è nullo; la Cassazione esclude la necessità di dimostrare che l’esito sarebbe stato diverso (“prova di resistenza”) . È quindi fondamentale dimostrare che non è stata fornita la bozza di atto o che il termine non è stato rispettato.
- Carente potere o firma mancante. L’atto deve essere sottoscritto dal capo dell’ufficio o da altro funzionario delegato; la mancanza di firma o la sottoscrizione da parte di un soggetto non legittimato rientra nella nullità prevista dall’art. 7‑ter .
- Illegittimità della prova. Se le prove sono state acquisite violando la legge (ad esempio mediante accesso senza autorizzazione, o oltre i termini), l’art. 7‑quinquies ne vieta l’utilizzo .
Contestazione del contenuto del PVC
- Confessione stragiudiziale. Le dichiarazioni rese dal legale rappresentante o dal socio durante l’ispezione e riportate nel PVC costituiscono confessione stragiudiziale . Per contrastarle è necessario dimostrare che le dichiarazioni sono state estorte o che non rispecchiano la realtà, ad esempio allegando documenti contabili o testimonianze. Occorre agire tempestivamente perché la presunzione è molto forte.
- Accertamenti presuntivi. Spesso il PVC si basa su presunzioni (mancata emissione di scontrini, incongruenze tra ricavi e indici di settore). È possibile ribattere producendo documenti (registri, corrispettivi telematici) che dimostrino la correttezza della contabilità.
- Mancata allegazione del PVC nell’avviso. Se l’avviso richiama il PVC ma non lo allega, non vi è nullità automatica; tuttavia è possibile richiedere al giudice l’acquisizione del verbale ai sensi dell’art. 7 del d.lgs. 546/1992 . La mancata allegazione può costituire un indice di approssimazione e può rafforzare la tesi della difesa.
Strumenti processuali e soluzioni transattive
- Ricorso alla Corte di giustizia tributaria. Il ricorso deve contenere i motivi di impugnazione (vizi formali e di merito), la richiesta di annullamento e, se del caso, la domanda di sospensione. È consigliabile inviare contestualmente un’istanza in autotutela all’ufficio per cercare la sospensione dell’atto.
- Accertamento con adesione e conciliazione giudiziale. L’accertamento con adesione (d.lgs. 218/1997) consente di definire la controversia prima del contenzioso, con una riduzione delle sanzioni. Se l’ufficio non propone l’adesione, può essere il contribuente a richiederla. La conciliazione giudiziale è possibile anche in primo grado e comporta la riduzione delle sanzioni a 40 per cento.
- Definizione agevolata e rottamazione. Le leggi di bilancio degli ultimi anni hanno introdotto varie “sanatorie” che permettono di chiudere le liti pendenti o le cartelle esattoriali pagando solo una parte del dovuto. Questi strumenti, pur non costituendo una difesa processuale, sono utili per risolvere la situazione quando i presupposti di accertamento sono consolidati.
Strumenti alternativi: rottamazioni, definizione agevolata, piani di rientro e procedure concorsuali
Rottamazione quater (Legge 197/2022, commi 231‑252)
La legge di bilancio 2023 ha introdotto la rottamazione quater, una definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate – Riscossione fino al 30 giugno 2022. I contribuenti possono pagare solo il capitale e le spese di notifica o di esecuzione, con l’azzeramento di sanzioni e interessi. Secondo la Camera di Commercio di Modena, i debiti possono essere estinti versando il capitale in un’unica soluzione o in rate fino a 18 trimestri . La scadenza per aderire era fissata al 30 aprile 2023, con il pagamento della prima rata a luglio 2023; chi ha aderito e non è decaduto può proseguire nel piano di versamenti fino al 2027.
Rottamazione quinquies (Legge 199/2025, commi 82‑101)
La legge di bilancio 2026 ha previsto una nuova rottamazione quinquies estesa ai carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Secondo la relazione illustrativa, possono aderire tutti i contribuenti con debiti tributari, previdenziali o locali; occorre presentare domanda entro il 30 aprile 2026 e scegliere tra pagamento in unica soluzione o in massimo 54 rate bimestrali, con un tasso di interesse del 4 % annuo dal 1° agosto 2026. Sono esclusi i contribuenti che sono in regola con la rottamazione quater e quelli con debiti per sanzioni penali; l’adesione comporta la rinuncia ai ricorsi pendenti . L’importo dovuto è pari al capitale e alle spese esecutive, mentre sanzioni, interessi e aggio vengono annullati.
Discarico automatico e rateizzazione (d.lgs. 33/2025 e d.lgs. 110/2024)
Con il Testo unico della riscossione (d.lgs. 33/2025) i carichi affidati dal 2025 saranno automaticamente discaricati dopo 5 anni se l’AdER non è riuscita a riscuoterli; la norma prevede anche il discarico anticipato in caso di fallimento o assenza di beni . Parallelamente il d.lgs. 110/2024 consente ai contribuenti in temporanea difficoltà di richiedere piani di rateizzazione fino a 84 rate mensili (sette anni), prorogabili a 120 rate (dieci anni) se la difficoltà è comprovata; la domanda può essere presentata online ed è ammessa anche senza garanzie.
Definizioni agevolate e conciliazioni delle liti
Oltre alle rottamazioni, le leggi di bilancio 2023 e 2024 hanno previsto la definizione agevolata degli avvisi di accertamento, degli avvisi bonari e delle liti pendenti. La circolare 2/E del 27 gennaio 2023 del Ministero dell’Economia ha riepilogato i vari strumenti della “tregua fiscale”, includendo la regolarizzazione delle irregolarità formali, il ravvedimento speciale, l’adesione agevolata degli atti del controllo automatizzato e la definizione agevolata delle liti pendenti . Anche se molte misure riguardavano gli anni 2023–2024, è utile verificare ogni anno se il legislatore proroga o reintroduce tali possibilità.
Procedure di sovraindebitamento (Legge 3/2012 e Codice della crisi d’impresa)
Quando il debito fiscale è solo una parte di una situazione di grave indebitamento, è possibile ricorrere alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento. La Camera di Commercio di Milano ricorda che la normativa (legge 3/2012, d.m. 202/2014, legge 132/2015 e d.lgs. 14/2019) prevede quattro procedure:
| Procedura | Breve descrizione | Norme di riferimento |
|---|---|---|
| Concordato minore | Accordo con i creditori per le imprese sotto soglia. Consente di ristrutturare il debito continuando l’attività e si conclude con l’omologazione del tribunale . | Legge 3/2012, d.lgs. 14/2019 |
| Ristrutturazione dei debiti del consumatore | Strumento riservato alle persone fisiche che non svolgono attività di impresa. Consente di proporre ai creditori un piano di rimborso sostenibile approvato dal giudice . | Legge 3/2012, d.lgs. 14/2019 |
| Liquidazione controllata | Il debitore mette a disposizione il proprio patrimonio per soddisfare i creditori; al termine ottiene l’esdebitazione residua . | Codice della crisi d’impresa |
| Esdebitazione del debitore incapiente | Procedura che consente al debitore “incapiente” (privo di beni e redditi) di essere liberato dai debiti residuali dopo tre anni . | D.lgs. 14/2019 |
Chi si trova in difficoltà può rivolgersi a un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) per nominare un gestore della crisi e presentare un piano ai creditori. L’avv. Monardo, come gestore della crisi iscritto presso un OCC, può assistere i debitori in tutte le fasi, valutando se convenga una ristrutturazione del debito piuttosto che affrontare un contenzioso tributario.
Composizione negoziata della crisi d’impresa
Introdotta dal d.l. 118/2021, la composizione negoziata è una procedura volontaria destinata alle imprese che attraversano una situazione di squilibrio. L’imprenditore può richiedere, tramite la Camera di Commercio, la nomina di un esperto indipendente che lo assista nelle trattative con i creditori. Come ricorda un’analisi sulle soluzioni negoziate, la procedura non è concorsuale, consente di proseguire l’attività e prevede misure protettive e strumenti per ridurre il debito . Se le trattative non vanno a buon fine, l’imprenditore può accedere alle procedure di concordato preventivo o di liquidazione giudiziale.
Errori comuni e consigli pratici
- Ignorare la notifica del PVC. Non ritirare o non leggere l’atto non evita gli effetti: i termini decorrono ugualmente. Occorre aprire immediatamente il verbale e analizzare i rilievi.
- Firmare dichiarazioni senza un professionista. Le dichiarazioni rese durante la verifica hanno valore di confessione ; è essenziale farsi assistere da un avvocato o commercialista prima di firmare o rilasciare spiegazioni.
- Confondere il contraddittorio con un semplice colloquio. Il contraddittorio è un diritto codificato: prevede la notifica della bozza di atto e un termine di 60 giorni per presentare memorie . Una telefonata o un incontro informale non lo sostituiscono.
- Non verificare la motivazione e la firma. Anche se il PVC contiene contestazioni, l’avviso di accertamento deve essere motivato e firmato; la carenza di questi elementi può essere causa di annullamento .
- Eccessiva fiducia nelle sanatorie. Le rottamazioni e le definizioni agevolate sono opportunità, ma non sempre convenienti: comportano la rinuncia ai ricorsi e talvolta interessi elevati dal secondo anno. È importante valutare la sostenibilità del piano e l’effettiva fondatezza dell’accertamento.
- Non considerare le procedure di sovraindebitamento. Se il debito tributario si inserisce in un contesto di generale insolvenza, le procedure previste dalla legge 3/2012 possono consentire l’esdebitazione totale o parziale.
Tabelle riepilogative
Diritti e termini del contribuente durante la verifica
| Fase | Garanzie e obblighi | Riferimenti normativi |
|---|---|---|
| Autorizzazione e accesso | L’autorizzazione e il PVC devono essere motivati e indicare le circostanze dell’accesso; l’ingresso deve avvenire durante l’orario d’esercizio e con la minor turbativa possibile . | Statuto del contribuente, art. 12; d.l. 84/2025 |
| Informazione e assistenza | Il contribuente deve essere informato su oggetto e finalità della verifica e può farsi assistere da un professionista . | Statuto del contribuente, art. 12 |
| Durata della permanenza | Gli ispettori non possono permanere nei locali oltre il tempo necessario al reperimento dei dati . | Statuto del contribuente, art. 12 |
| Contraddittorio | L’ufficio deve inviare al contribuente la bozza di atto e attendere 60 giorni prima di emettere l’atto definitivo . | D.lgs. 219/2023, art. 6‑bis |
| Motivazione | Gli atti devono indicare le norme applicate, i fatti, le prove e il responsabile; la mancanza di motivazione comporta annullabilità . | Statuto del contribuente, art. 7 e 7‑bis |
| Utilizzo delle prove | Le prove acquisite fuori dai termini o con accessi illegittimi sono inutilizzabili . | Art. 7‑quinquies |
Confronto tra rottamazione quater e quinquies
| Caratteristica | Rottamazione quater (L. 197/2022) | Rottamazione quinquies (L. 199/2025) |
|---|---|---|
| Periodi di riferimento | Carichi affidati fino al 30 giugno 2022 . | Carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 . |
| Domanda | Presentazione entro il 30 aprile 2023; pagamento in unica soluzione o in massimo 18 rate trimestrali . | Presentazione entro il 30 aprile 2026; pagamento in unica soluzione o in massimo 54 rate bimestrali . |
| Importi dovuti | Solo capitale e costi di notifica/esecuzione; sanzioni e interessi annullati . | Solo capitale e costi; sanzioni e interessi annullati; interessi al 4 % dal 1° agosto 2026 . |
| Esclusioni | Debiti non affidati all’AdER o derivanti da risorse UE; contribuenti inadempienti alle precedenti definizioni sono esclusi ex lege. | Contribuenti che hanno rispettato la rottamazione quater e debiti per sanzioni penali o aiuti di Stato illegittimi sono esclusi . |
Domande frequenti (FAQ)
1. Cos’è il processo verbale di constatazione (PVC)?
È il verbale redatto dai funzionari dell’Agenzia delle Entrate al termine di un accesso o di una verifica. Riporta i fatti accertati, i rilievi e le dichiarazioni del contribuente. Costituisce base probatoria per l’avviso di accertamento e, se non contestato, può rendere difficoltosa la difesa.
2. Sono obbligato a firmare il PVC?
No. La firma attesta solo la consegna del verbale. Se si ritiene che quanto riportato non sia corretto o se si vuole consultare un professionista, è possibile rifiutare la firma; gli agenti ne daranno atto. La mancata firma non invalida il verbale.
3. Quali diritti ho durante l’ispezione?
Hai diritto a essere informato sulle ragioni della verifica, a farti assistere da un professionista, a rilasciare dichiarazioni solo se lo desideri e a far verbalizzare le tue osservazioni . Gli agenti devono operare in modo non invasivo e nel rispetto dell’orario .
4. Cos’è il contraddittorio e come si esercita?
È il diritto di dialogare con l’amministrazione prima che l’atto impositivo diventi definitivo. L’ufficio deve inviarti la bozza di avviso e attendere 60 giorni per ricevere le tue osservazioni . Puoi inviare memorie, documenti o chiedere un incontro; l’ufficio deve rispondere motivatamente.
5. Se l’ufficio non mi concede i 60 giorni, cosa posso fare?
La mancata concessione o il mancato rispetto del termine comporta la nullità dell’atto; puoi sollevare il vizio nel ricorso, senza necessità di dimostrare che l’atto sarebbe stato diverso (“prova di resistenza”) .
6. Le dichiarazioni rese durante la verifica possono essere usate contro di me?
Sì. Secondo la Cassazione le dichiarazioni del socio o del legale rappresentante sono confessione stragiudiziale e costituiscono prova diretta . È quindi fondamentale rilasciare dichiarazioni solo dopo aver consultato un professionista.
7. Posso chiedere l’annullamento del PVC se non mi è stato allegato all’avviso?
No. La mancata allegazione non comporta nullità automatica; il giudice può ordinare all’ufficio di produrlo . Tuttavia questa circostanza può essere sfruttata per evidenziare la carenza istruttoria.
8. Cos’è l’accertamento con adesione?
È una procedura che consente al contribuente e all’amministrazione di concordare l’imponibile e le sanzioni. Il contribuente può chiedere l’adesione dopo aver ricevuto il PVC o l’avviso. In caso di accordo, le sanzioni sono ridotte a un terzo.
9. Cosa prevede la rottamazione quinquies 2026?
Permette di definire i debiti iscritti a ruolo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 pagando solo capitale e costi, senza sanzioni né interessi. La domanda deve essere presentata entro il 30 aprile 2026; è possibile pagare in una sola soluzione o in 54 rate bimestrali con interesse del 4 % .
10. Sono già in regola con la rottamazione quater: posso aderire alla quinquies?
No. La legge esclude i contribuenti che hanno rispettato il piano della rottamazione quater . Tuttavia potrebbero esserci futuri interventi legislativi che consentano la riammissione in caso di decadenza.
11. Cosa succede se non pago una rata della rottamazione?
La decadenza comporta il ripristino del debito originario, con sanzioni e interessi. La legge prevede però un margine di tolleranza (cinque giorni) per i ritardi; decorso tale termine la decadenza è automatica.
12. Posso rateizzare un avviso di accertamento?
Sì. È possibile chiedere all’AdER la rateizzazione fino a 84 rate mensili (o 120 se si prova la difficoltà economica) ai sensi del d.lgs. 110/2024. La richiesta deve essere presentata prima dell’avvio delle azioni esecutive.
13. Quando conviene ricorrere alle procedure di sovraindebitamento?
Se il debito fiscale è solo parte di un indebitamento complessivo e non è possibile pagare attraverso le normali rateizzazioni, conviene valutare un piano del consumatore, un concordato minore o la liquidazione controllata . Queste procedure consentono di ridurre o azzerare i debiti residui.
14. Cos’è la composizione negoziata della crisi d’impresa?
È una procedura volontaria introdotta dal d.l. 118/2021 che permette all’imprenditore di trattare con i creditori assistito da un esperto nominato dalla Camera di Commercio . Mira a salvare l’impresa e può sfociare in un concordato o in un piano di ristrutturazione. Non sostituisce il contenzioso tributario ma può essere utile se i debiti fiscali compromettono la continuità aziendale.
15. In quali casi l’atto dell’Agenzia delle Entrate è nullo?
L’atto è nullo se emesso da organo incompetente, se manca la firma del responsabile, se viola una sentenza passata in giudicato o se non viene notificato correttamente .
16. Quali sono i termini per impugnare un avviso di accertamento?
Il ricorso deve essere proposto entro 60 giorni dalla notifica. Se si tenta l’accertamento con adesione, il termine è sospeso per 90 giorni. Il termine per proporre ricorso non è prorogato dall’istanza di autotutela, che non sospende i termini.
17. Posso utilizzare il ravvedimento operoso dopo aver ricevuto il PVC?
Il ravvedimento operoso è ammesso per violazioni che non siano già state contestate dall’amministrazione. Dopo la redazione del PVC non è più possibile ravvedersi per i tributi oggetto di verifica; si può però utilizzare il ravvedimento speciale previsto dalle leggi di bilancio se aperto.
18. Come posso calcolare l’importo della rottamazione?
Occorre sommare il capitale iscritto a ruolo e le spese di notifica o di esecuzione. Ad esempio, per un debito di 10.000 €, con sanzioni di 3.000 € e interessi di 1.500 €, la rottamazione prevede il pagamento di soli 10.000 € più circa 200 € di spese. Con 54 rate bimestrali da circa 185 €, il contribuente estingue il debito in nove anni; dal secondo anno si applica un interesse del 4 %.
19. Cosa succede alle cartelle inesigibili dal 2026?
Il d.lgs. 33/2025 prevede il discarico automatico dei carichi affidati dal 1° gennaio 2025 se non riscosso entro cinque anni o in caso di fallimento o assenza di beni; i creditori possono chiedere il discarico anticipato dopo 24 mesi .
20. Perché rivolgersi all’avv. Monardo?
Perché ogni situazione è diversa: un’analisi professionale consente di valutare i vizi del PVC, scegliere la strategia più vantaggiosa e sfruttare gli strumenti legislativi disponibili. L’avv. Monardo, cassazionista e gestore della crisi, coordina avvocati e commercialisti esperti su tutto il territorio nazionale e può assisterti in giudizio e nella negoziazione con l’ufficio.
Simulazione pratica
Esempio 1: controllo IVA e PVC nel 2026.
Una società di consulenza riceve un accesso da parte dell’Agenzia delle Entrate che sospetta l’omessa fatturazione di 50.000 € di ricavi. Gli ispettori si presentano con l’autorizzazione motivata (art. 12) e trascorrono due giorni nei locali . Al termine redigono il PVC e riportano una dichiarazione del socio di maggioranza che ammette la presenza di ricavi non fatturati. Questa dichiarazione diviene confessione stragiudiziale . L’ufficio invia la bozza di avviso: la società, con l’assistenza dell’avv. Monardo, contesta le presunzioni, dimostra che alcuni importi erano già stati fatturati e richiama la nullità per violazione del contraddittorio (la bozza è pervenuta dopo 30 giorni). L’ufficio corregge l’avviso riducendo il recupero a 30.000 € e accetta l’adesione con riduzione delle sanzioni. La società evita contenziosi e ottiene un piano di rateizzazione.
Esempio 2: cartelle esattoriali e rottamazione quinquies.
Un lavoratore autonomo ha cartelle per 12.000 € di IVA, 3.000 € di sanzioni e 1.000 € di interessi relative agli anni 2018–2020. Nel 2026 riceve la comunicazione di poter aderire alla rottamazione quinquies. Con l’assistenza dello studio Monardo decide di aderire: paga 12.000 € in 54 rate bimestrali (circa 222 € a rata) con interesse del 4 % dal secondo anno. Rinuncia ai ricorsi pendenti e ottiene lo sgravio delle sanzioni e degli interessi . In alternativa, lo studio valuta anche la possibilità di accedere alla ristrutturazione dei debiti del consumatore perché il contribuente ha anche debiti bancari; si decide per la rottamazione perché più conveniente.
Conclusione
Il processo verbale di constatazione è il primo passo con cui l’amministrazione finanziaria formalizza le violazioni fiscali. Le riforme del 2023–2025 hanno rafforzato il contraddittorio e la motivazione degli atti, prevedendo sanzioni severe per chi non rispetta i diritti del contribuente. Le ultime sentenze della Cassazione confermano che le dichiarazioni rese nel PVC hanno valore di confessione, ma che la mancanza di contraddittorio rende nullo l’accertamento . Dalla rottamazione quinquies ai piani di rientro decennali, il 2026 offre molteplici strumenti per definire i debiti; tuttavia queste misure comportano rinunce e richiedono analisi strategica.
Affrontare da soli un PVC è rischioso: ogni atto impugnabile ha termini rigorosi, vizi specifici e opportunità da cogliere. Una difesa tempestiva consente di bloccare o annullare gli atti illegittimi, di ridurre le sanzioni e di pianificare un rientro sostenibile.
📞 Contatta subito l’avv. Giuseppe Angelo Monardo: lui e il suo staff di avvocati e commercialisti sapranno valutare la tua situazione e difenderti con strategie legali concrete e tempestive, anche attraverso i percorsi di ristrutturazione del debito e di composizione della crisi.
