L’accertamento fondato sull’incrocio dei dati tra INPS e Agenzia delle Entrate è una delle forme di controllo più pervasive e automatiche.
Quando l’INPS e l’Agenzia delle Entrate condividono informazioni su redditi, compensi, contributi e posizioni lavorative, il rischio è che incongruenze apparenti vengano trasformate in violazioni presunte, senza una reale analisi del contesto.
È fondamentale chiarirlo subito:
l’incrocio dei dati non è una prova, ma uno strumento di selezione che deve essere verificato e motivato.
Molti accertamenti basati su incroci automatici sono contestabili o annullabili quando si dimostra l’errata lettura dei dati o la mancanza dei presupposti.
Cos’è l’incrocio dati INPS–Agenzia
L’incrocio dati è un sistema che:
• confronta redditi dichiarati e contributi versati
• verifica coerenza tra compensi e posizioni previdenziali
• incrocia CU, F24, dichiarazioni e archivi INPS
• segnala scostamenti tra imponibili fiscali e contributivi
• genera alert per controlli automatici o mirati
Il problema nasce quando lo scostamento viene trattato come violazione certa.
Quali dati vengono incrociati
Gli incroci più frequenti riguardano:
• redditi di lavoro dipendente e autonomo
• compensi professionali e contributi
• soci lavoratori e gestioni INPS
• collaborazioni e rapporti riqualificati
• part-time e orari dichiarati
• imponibili fiscali e imponibili contributivi
• posizioni forfettarie e iscrizioni INPS
• CU, 770 e versamenti F24
Il dato tecnico non racconta da solo la realtà del rapporto.
Perché gli incroci generano falsi positivi
Gli errori nascono perché:
• i dati provengono da archivi diversi
• i tempi di aggiornamento non coincidono
• esistono regimi fiscali e previdenziali differenti
• imponibile fiscale e contributivo non sempre coincidono
• esistono esclusioni e agevolazioni
• alcuni compensi non sono contributivi
• alcune posizioni sono legittimamente escluse
L’algoritmo segnala, non giudica.
Le contestazioni più frequenti
Negli accertamenti da incrocio dati, le contestazioni tipiche riguardano:
• contributi ritenuti omessi
• iscrizioni INPS d’ufficio
• riqualificazione di rapporti di lavoro
• soci considerati automaticamente lavoratori
• differenze tra reddito dichiarato e contributi
• errata gestione previdenziale
• cumulo contributivo illegittimo
Molte di queste nascono da automatismi, non da prove.
Gli errori tipici dell’Amministrazione
Negli accertamenti basati su incrocio dati, l’Amministrazione sbaglia spesso quando:
• presume l’obbligo contributivo senza prova
• confonde regime fiscale e obbligo INPS
• ignora l’attività effettivamente svolta
• non valuta l’abitualità e la prevalenza
• utilizza dati incompleti o non aggiornati
• ribalta illegittimamente l’onere della prova
• non attiva un contraddittorio reale
In questi casi l’accertamento è tecnicamente fragile.
Quando l’accertamento è illegittimo
L’accertamento da incrocio dati è illegittimo se:
• manca la prova dell’obbligo contributivo
• lo scostamento è solo apparente
• i dati sono letti fuori contesto
• l’imponibile contributivo è errato
• il rapporto è qualificato in modo scorretto
• l’Ufficio utilizza automatismi
• non viene rispettato il diritto di difesa
Lo scostamento non è di per sé una violazione.
Prove fondamentali per la difesa
La difesa contro accertamenti da incrocio dati deve essere analitica e documentata e può basarsi su:
• contratti di lavoro o collaborazione
• descrizione dell’attività realmente svolta
• prova dell’assenza di abitualità o prevalenza
• documentazione previdenziale corretta
• regime fiscale applicato
• esclusioni o agevolazioni contributive
• buste paga e CU
• F24 e versamenti
• ricostruzione cronologica della posizione
• perizie giuslavoristiche
Dimostrare la realtà del rapporto è decisivo.
Il ruolo dell’avvocato nella tutela preventiva
L’avvocato è centrale perché:
• analizza la legittimità dell’incrocio
• individua errori di qualificazione
• contesta l’automatismo del controllo
• ricostruisce il quadro giuridico corretto
• imposta il contraddittorio
• prepara opposizioni e ricorsi
• tutela da iscrizioni a ruolo e pignoramenti
Senza difesa legale, l’incrocio dati diventa un fatto compiuto.
Strategie di difesa più efficaci
Una difesa efficace deve puntare su:
• contestazione del presupposto dell’obbligo
• dimostrazione dell’errata lettura dei dati
• separazione tra fiscalità e previdenza
• prova dell’assenza di lavoro abituale
• riduzione del periodo contestato
• smontaggio delle presunzioni automatiche
• utilizzo di giurisprudenza favorevole
La difesa deve colpire il metodo di incrocio, non solo l’importo.
Cosa fare subito
Se ricevi un accertamento basato su incrocio dati INPS–Agenzia:
• fai analizzare immediatamente l’atto
• individua le fonti dati utilizzate
• verifica le incongruenze contestate
• ricostruisci la tua posizione reale
• raccogli documentazione fiscale e previdenziale
• evita dichiarazioni spontanee non assistite
• prepara opposizione nei termini di legge
Il tempo è decisivo per evitare l’iscrizione a ruolo.
I rischi se non intervieni tempestivamente
• contributi e imposte indebite
• sanzioni e interessi
• iscrizione a ruolo
• pignoramenti
• aggravamento della posizione personale
• danni patrimoniali duraturi
Come può aiutarti l’Avvocato Monardo
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È inoltre:
• Gestore della Crisi da Sovraindebitamento
• iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia
• professionista fiduciario presso un OCC
• Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa
Può intervenire concretamente per:
• contestare l’incrocio dati
• smontare presunzioni automatiche
• difendere la corretta qualificazione del rapporto
• bloccare iscrizioni a ruolo e riscossione
• ridurre o annullare contributi e imposte
• tutelare il patrimonio personale
• costruire una strategia difensiva solida
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Un incrocio di dati non è una sentenza.
Agire subito significa impedire che un errore informatico diventi un debito definitivo.
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Contesto normativo e obiettivi dei controlli incrociati
La normativa italiana incentiva la collaborazione tra Agenzia delle Entrate e INPS per individuare reati fiscali e contributivi. In particolare, accordi e convenzioni istituzionali consentono lo scambio di dati tra le banche dati fiscali e previdenziali . Ad esempio, il D.Lgs. 462/1997 prevede che un accertamento fiscale che scopre maggiori redditi comporti automaticamente un accertamento contributivo sui redditi non dichiarati . La Legge di Bilancio 2024 ha ulteriormente rafforzato questo meccanismo: prevede che Agenzia e INPS incrocino le banche dati dei lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter) per segnalare eventuali omissioni nella presentazione della dichiarazione dei redditi .
Tali controlli puntano a garantire la correttezza delle posizioni contributive e fiscali, tutelare i lavoratori (i contributi versati finanziano pensioni e ammortizzatori sociali) ed assicurare equità tra imprese. Nei recenti provvedimenti si evidenzia anche l’“Operazione Poseidone”, attività ispettiva rivolta ai liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata: essa consiste nell’iscrivere all’INPS nuovi contribuenti scoperti grazie al confronto dei dati fiscali e previdenziali .
Ambiti e settori sensibili di incrocio dati
- Lavoro domestico (colf e badanti): è noto che l’INPS gestisce vaste banche dati sul versamento contributivo dei datori di lavoro domestico. L’incrocio con le dichiarazioni dei redditi ha l’obiettivo di individuare lavoratori domestici con contributi versati ma senza dichiarazione fiscale. La Legge di Bilancio 2024 prevede esplicitamente lettere di compliance (“inviti all’adempimento spontaneo”) rivolte a chi omette la dichiarazione .
- Contratti di appalto “labour-intensive” e cooperative: settori come sanità (cooperative infermieristiche), sanificazione, agricoltura, piuttosto che il commercio, sono oggetto di accertamenti perché spesso si cercano risparmi contributivi tramite contratti di appalto o somministrazioni fittizie di manodopera. Grazie agli scambi dati, le autorità possono segnalare aziende con elevata deduzione di costi per servizi di manodopera e pochi dipendenti, un tipico indizio di frode . Già dal 2024 un progetto di incrocio dati tra INPS e AdE individua imprese con elevati costi dedotti e bassa occupazione, ponendo l’azienda segnalata sotto osservazione .
- Gestione Separata INPS: in particolare per liberi professionisti (consulenti, informatici, etc.), l’incrocio tra i flussi UniEmens dell’INPS e le dichiarazioni fiscali (mod. 770/UNICO) è stato utilizzato nell’operazione Poseidone. Ciò ha permesso di iscrivere alla Gestione Separata circa 22.000 nuovi soggetti non dichiarati, recuperando contributi non versati .
- Prestazioni previdenziali e sussidi indebiti: l’INPS incrocia inoltre le richieste di prestazioni (es. disoccupazione NASpI, cassa integrazione, indennità emergenziali) con le posizioni contributive e reddituali. Se emerge che un beneficiario ha percepito somme non dovute (per false dichiarazioni di reddito o lavoro nero), avvia il recupero delle somme indebitamente percepite. La legge (art. 150 del DL “Rilancio” 34/2020) stabilisce che tali somme devono essere restituite e disciplina la compensazione fiscale .
Fasi del controllo e atti notificati
- Lettere di compliance e avvisi bonari: in molti casi l’incrocio iniziale è gestito con comunicazioni preventive. Ad esempio, le Autorità possono inviare lettere di compliance o inviti al contraddittorio informali per segnalare incongruenze (es. reddito non dichiarato) e permettere al contribuente di regolarizzarsi volontariamente. La tecnica mira all’adempimento spontaneo. Sia la Legge di Bilancio 2024 per il lavoro domestico sia i progetti collaborativi di Agenzia e INPS si basano su questo principio.
- Avviso di accertamento fiscale: se il contribuente non regolarizza la posizione entro i termini (spesso 60 giorni), l’Agenzia delle Entrate può emettere un avviso di accertamento, per esempio contestando redditi occultati o costi indebitamente dedotti. Tale atto (ex art. 19-21 del D.Lgs. 546/92, Codice del processo tributario) è direttamente impugnabile in Commissione Tributaria entro 60 giorni .
- Avviso di addebito contributivo INPS: parallelamente o a seguito di accertamento fiscale, l’INPS emette un avviso di addebito, documento esecutivo che sostituisce la cartella di pagamento . Esso riepiloga i contributi previdenziali (e le sanzioni civili) dovuti per omessa od infedele denuncia. L’avviso di addebito va pagato entro 60 giorni dalla notifica . Il debitore ha poi 40 giorni dalla notifica per impugnare l’avviso presso il Giudice del Lavoro .
- Provvedimenti sanzionatori: in caso di lavoro nero o somministrazione illecita, si applicano sanzioni civili e talvolta anche penali (art. 23 DPR 600/73, maxisanzioni di euro 10.000 per lavoratore in nero; possibile reato di frode fiscale e di somministrazione abusiva). L’Agenzia può anche contestare l’IVA indebitamente detratta e chiedere la confisca. Il contribuente rischia doppio recupero (erario e previdenza) e sanzioni elevate .
Tabella riepilogativa – Termine per impugnare gli atti:
| Atto impugnato | Autorità | Termine d’impugnazione | Riferimento normativo |
|---|---|---|---|
| Avviso di accertamento (IRPEF/IVA/IRAP…) | Agenzia Entrate | 60 giorni dalla notifica dell’atto | D.Lgs. 546/1992, art. 21 |
| Cartella di pagamento / ruolo fiscale | Agenzia Entrate | 60 giorni dalla notifica | D.Lgs. 546/1992, art. 21 |
| Avviso di addebito contributivo INPS | INPS/Adr | 40 giorni dalla notifica (Giudice del Lavoro) | D.Lgs. 546/1992; L. 122/2010 art. 30 |
| Diniego autotutela / silenzio-rifiuto (fisco) | Agenzia Entrate | 90 giorni dal deposito dell’istanza, o termine di prescrizione | D.Lgs. 546/1992, art. 19(1)(g); Statuto del Contribuente L. 212/2000 |
Aspetti difensivi e tutela del contribuente/debitore
Il contribuente sottoposto ad incrocio dati deve agire prontamente per verificare l’esattezza dei rilievi. Punti chiave della difesa includono:
– Documentazione probatoria: bisogna raccogliere contratti, libri paga, estratti contributivi, scritture contabili e qualsiasi documento che dimostri la reale operatività dell’azienda o la legittimità dei rapporti di lavoro (statuti sociali, convenzioni, dichiarazioni sostitutive di atto notorio, ecc.) .
– Contestare le presunzioni: spesso l’Agenzia basa l’accertamento su presunzioni (labour management controllato dal committente, abbinamenti costo/dipendente sospetti). L’avvocato dovrà evidenziare l’autonomia organizzativa dell’appaltatore e l’effettiva ripartizione di rischi aziendali (come richiesto dalla Cassazione n. 20591/2024) . Nel caso di contestazione di redditi, è fondamentale dimostrare la corretta natura giuridica del rapporto (dipendente vs autonomo/associativo) e la proporzionalità dei compensi.
– Controdeduzioni e integrative: al ricevimento di lettere istruttorie o preavvisi, il contribuente può inviare memorie o istanze di chiarimenti all’Amministrazione (facoltativamente anche istanze di autotutela) per fornire spiegazioni prima del contenzioso formale . Oggi le regole di autotutela tributaria richiedono che ogni istanza contenga dati di fatto, vizi dell’atto e documenti che supportino la richiesta di annullamento .
– Sanatoria volontaria: se si ravvisa un’omissione contributiva, il datore può valersi del ravvedimento operoso (Introduzione nuovo ravvedimento 2024). Dal 1° settembre 2024 si può ridurre le sanzioni civili pagando spontaneamente entro 120 giorni; la sanzione si calcola solo sul tasso ufficiale di riferimento senza la maggiorazione del 5,5% . Analogamente, in caso di accertamento fiscale, la legge prevede termini e benefici per la dichiarazione integrativa tardiva.
– Assistenza legale e contraddittorio: la difesa richiede preparazione tecnica. L’avvocato tributario o del lavoro può predisporre ricorsi in Commissione Tributaria o opposizioni in sede lavoristica, valutando anche richieste di rateazione o sospensione cautelare dell’esecuzione . È utile inoltre indicare all’Agente della Riscossione le eventuali opposizioni pendenti per sospendere l’esecuzione coatta delle somme.
Domande e risposte (FAQ)
- D: Che cos’è l’“incrocio dati” tra INPS e Agenzia delle Entrate?
R: È la comparazione automatica di informazioni tra le banche dati previdenziali (INPS) e quelle fiscali (Entrate), finalizzata a scoprire incongruenze. Ad esempio, se dai flussi INPS emerge un reddito da lavoro dipendente o autonomo, ma quel reddito non è dichiarato all’Agenzia, scatta il controllo incrociato. L’obiettivo è individuare evasione contributiva e fiscale (e.g. lavoratori in nero, professionisti non dichiarati, usi impropri di cooperative). Norme e accordi istituzionali legittimano tali scambi (ad es. D.Lgs. 462/1997) . La pubblica amministrazione utilizza poi tali risultati per inviare inviti all’adempimento e avvisi ufficiali. - D: Quali sono gli atti che posso ricevere e come difendermi?
R: Puoi ricevere: (1) Lettere di compliance – inviti generici a regolarizzarsi, non impugnabili; (2) Avviso bonario – notifica formale di irregolarità senza sanzioni, solitamente contestabile con un’istanza di autotutela; (3) Avviso di accertamento dall’Agenzia – contiene contestazioni fiscali precise (reddito omesso, IVA indebitamente detratta). Oppure (4) Avviso di addebito INPS – richiede contributi (e sanzioni) per omissioni contributive. Gli avvisi di accertamento fiscale si impugnano entro 60 giorni presso la Commissione Tributaria , mentre gli avvisi INPS si contestano entro 40 giorni presso il Giudice del Lavoro . In entrambi i casi l’avvocato esaminerà i vizi formali (es. notifica irregolare) e la coerenza delle argomentazioni. È spesso utile produrre documenti integrativi (buste paga, versamenti, contratti) per confutare le supposizioni sulle posizioni lavorative. - D: Cosa succede se percepisco indebitamente una pensione o un sussidio INPS?
R: Se l’INPS scopre un’indebita percezione (ad esempio di pensione, NASpI, indennità Covid, ecc.), invierà un invito a restituire le somme mediante le norme del DL “Rilancio” (art. 150 DL 34/2020). L’Istituto ha emanato la circolare n.174/2021 che ne spiega le modalità di recupero . In pratica, si deve restituire l’importo al netto delle ritenute già subite. Dal punto di vista fiscale, tali somme indebitamente percepite possono essere aggiunte al reddito e tassate dall’Agenzia se non correttamente dichiarate. In casi di frode accertata (false dichiarazioni), possono scattare anche sanzioni civili (penali) e la richiesta di restituzione delle maggiori imposte. Per tutelarsi, è cruciale rispondere all’INPS fornendo chiarimenti (eventuali errori di calcolo o di destinatario), eventualmente proponendo sanatorie (ravvedimento contributivo) o rateizzazioni previsti dalla legge. - D: È possibile ottenere l’annullamento degli atti senza passare per il giudice?
R: Sì, attraverso l’istanza di autotutela. Si tratta di una richiesta rivolta all’ufficio che ha emesso l’atto (Agenzia o INPS) per farlo riesaminare e, se lo ritiene ingiustificato, annullare d’ufficio. Dal 2024 lo Statuto del Contribuente (legge 212/2000 come modificata dal D.Lgs. 219/2023) ha riformato l’autotutela tributaria, imponendo criteri precisi (artt. 10-quater e 10-quinquies). In sintesi, l’istanza deve contenere tutti gli elementi di fatto e di diritto su cui si fonda la richiesta, corredata da documentazione probatoria . L’Amministrazione ha 90 giorni di tempo per rispondere, e l’istanza sospende la decadenza per il ricorso. Anche INPS offre la possibilità di istanze di autotutela per i propri avvisi. In ogni caso, se entro 90 giorni l’amministrazione non si pronuncia, si può considerare tacitamente respinta l’istanza e procedere con il ricorso giudiziario nei tempi ordinari. - D: Cosa cambia con il nuovo ravvedimento contributivo introdotto dal 2024?
R: A partire dal 1° settembre 2024 è stato introdotto un ravvedimento operoso contributivo: se il contribuente paga spontaneamente i contributi omessi entro 120 giorni dalla scadenza senza solleciti, la sanzione è ridotta e calcolata solo al tasso di interesse legale (senza la maggiorazione fissa del 5,5%) . In pratica, chi regolarizza in fretta le omissioni ottiene un significativo risparmio sulle sanzioni civili. Rimane comunque dovuto il versamento degli interessi legali. Una volta presentato il pagamento, non è più possibile utilizzare il ravvedimento. Questo strumento è pensato per incentivare la compliance preventiva ed evitare l’insorgere di contenziosi. - D: Qual è il termine per impugnare un avviso di addebito INPS rispetto a un avviso d’accertamento dell’Agenzia?
R: L’avviso di accertamento fiscale (Agenzia) deve essere impugnato entro 60 giorni dalla notifica, chiedendo l’annullamento o la rideterminazione del tributo . Invece, l’avviso di addebito INPS va contestato entro 40 giorni dalla notifica , mediante opposizione davanti al Giudice del Lavoro. È fondamentale rispettare questi termini, poiché sono perentori. Spesso l’avviso reca espressamente l’invito a proporre opposizione entro 40 giorni, e l’inosservanza priva il contribuente di ogni rimedio (salvo il pagamento integrale). - D: Cosa può fare subito l’Avvocato dopo una segnalazione di incrocio dati?
R: Il legale esaminerà rapidamente i documenti a disposizione e convocherà il cliente per ricostruire i fatti. Verificherà preliminarmente se l’incrocio è fondato su dati certi o su mera presunzione. Potrà chiedere un primo contraddittorio con l’Agenzia o l’INPS (comunicando tempestivamente eventuali errori materiali) e preparerà le difese formali (osservazioni, memorie) entro i termini per la presentazione di controdeduzioni. Se necessario, predisporrà istanze di rateazione o sospensione dell’esecuzione, e infine ricorrerà in via giudiziaria quando appropriato. In generale, la strategia sarà quella di provare la genuina natura dei rapporti di lavoro, la correttezza della documentazione contabile e di evidenziare eventuali vizi procedurali (mancata motivazione, violazioni del contraddittorio, ecc.).
Tabelle riepilogative
1. Controlli fiscali e previdenziali – Atto e conseguenze:
| Controllo/Iniziativa | Scopo | Ente/Iniziatore | Effetti possibili |
|---|---|---|---|
| Incrocio banche dati (colf/badanti) | Individuare contribuenti che non dichiarano redditi pur avendo contributi versati | INPS–Agenzia Entrate | Invio lettere di compliance, indagini fiscali/contributive |
| Operazione Poseidone (gest. sep.) | Scoprire professionisti non iscritti alla Gestione Separata | INPS (con Agenzia) | Iscrizione ex-post alla Gestione Separata, avvisi contributivi |
| Verifiche ispettive sul campo | Accertamento di lavoro nero o irregolarità sui luoghi di lavoro | INPS–INAIL–GdF | Verbale ispettivo, sanzioni, avviso di addebito contributivo |
| Controllo fiscale parallelo | Redditi/ritenute non giustificati (es. attività in nero) | Agenzia Entrate–GdF | Avviso di accertamento fiscale, con risvolti contributivi |
| Segnalazioni terzi (lavoratori, cassa integrazione, ecc.) | Frodi previdenziali o fiscali | INPS / altri enti | Indagini e avvisi di addebito, richieste di restituzione somme |
2. Tabella sanzioni contributive (post 1/9/2024):
| Tipo di violazione | Sanzione ordinaria | Sanzione con ravvedimento 120 gg | Limite massimo cumulabile |
|---|---|---|---|
| Omissione contributiva | T.U.R. + 5,5% annuo (art. 116, L.388/2000) | T.U.R. senza maggiorazione (se pagato entro 120 gg) | Max 40% del dovuto |
| Evasione contributiva (omessa denuncia col dolo) | 30% annuo (max 60% del dovuto) | Trattamento come omissione (se denunzia spontanea entro 12 mesi) | Max 60% del dovuto |
3. Differenze tra contenzioso fiscale e contributivo:
- Giurisdizione: Commissione Tributaria per l’Agenzia Entrate; Tribunale (Lavoro) per l’INPS.
- Termine di notifica: Avviso Entrate deve essere notificato personalmente o tramite raccomandata AR; l’avviso INPS può essere notificato anche via PEC o tramite Ufficiale Giudiziario/Agente Comunale .
- Termine di impugnazione: 60 giorni (fiscale) vs. 40 giorni (contributivo) .
- Titolo esecutivo: L’avviso INPS vale come titolo esecutivo immediato (come una cartella ex lege) , mentre l’avviso fiscale per esecuzione deve essere seguito dal ruolo di Agenzia-Riscossione.
- Sanzioni: L’Agenzia irroga sanzioni tributarie (IRPEF/IVA) fino al 90%, 30% (semplificate) o 100% (fatture inesistenti); l’INPS applica sanzioni civili (che nel ravvedimento ordinario sono il T.U.R. +5,5% e nel ravvedimento ridotto sono trascurabili ). Per il lavoro nero, l’INPS prevede maxisanzioni fino a 10.000 €/lavoratore.
Modelli e schemi di atti pratici
- Esempio di ricorso tributario (Commissione Tributaria): deve essere redatto in carta libera o modo elettronico, contenere le generalità del ricorrente, l’atto impugnato (e data notifica), l’esposizione dettagliata dei fatti, le ragioni di diritto e la richiesta finale (“petitum”). Si indicano i vizi dell’atto (ad es. difetto di motivazione, errata qualificazione dei fatti, violazione di legge) e si allegano documenti comprovanti la propria versione. Non è necessario usare formule rituali o citare sempre la norma, ma va specificato che si chiede l’annullamento totale o parziale dell’atto . Si paga il contributo unificato in misura calcolata sull’importo delle maggiori imposte contestate (ridotto se il valore è basso). Il ricorso va notificato (di solito con atto congiunto con la notifica alla CTP) entro 60 giorni .
- Esempio di opposizione a avviso di addebito INPS (Giudice del Lavoro): deve essere proposta davanti al Tribunale in composizione monocratica, depositando ricorso in cancelleria entro 40 giorni dalla notifica . È consigliabile citare l’atto con raccomandata in conformità alle istruzioni dell’avviso stesso. Il ricorso sarà corredato da documenti (buste paga, versamenti, tabulati INPS, dichiarazioni dei soci, ecc.) e può essere notificato contestualmente all’INPS tramite il servizio di notifiche telematiche del Ministero della Giustizia. L’istanza può chiedere anche la sospensione cautelare dell’avviso e la rateazione.
- Schema di istanza di autotutela (Agenzia delle Entrate): Ogni Regione fiscale può avere un modulo, ma in generale l’istanza in carta libera deve contenere: intestazione (Ufficio emittente); oggetto (“istanza di annullamento in autotutela dell’avviso di accertamento n. XX del …”); dati del contribuente; esposizione dei fatti e motivi (descrivere le ragioni per cui l’atto è illegittimo: es. errore materiale, nuova documentazione non considerata, prescrizione, vizi formali); documenti allegati; richiesta conclusiva (annullamento o rideterminazione dell’atto); firma. Dal 2024 è richiesta la consegna mediante PEC o canali telematici con autenticazione SPID/CNS . Entro 90 giorni l’Agenzia deve dare un riscontro (accoglimento o rigetto).
Simulazione pratica
- Caso «Azienda domestici»: Marco ha regolarmente assunto una badante e versato contributi. L’incrocio rivela che la badante non ha presentato dichiarazione dei redditi. Riceve una lettera di compliance dell’Agenzia che lo invita a regolarizzare la posizione entro 30 giorni. L’avvocato lo assiste nel rispondere: dimostra i salari versati all’INPS (con cedolini e bonifici) e consegna alla badante i documenti precompilati del 730. Poiché Marco non ha colpa (sono contributi reali), l’Agenzia può limitar si ad emettere un avviso di accertamento esclusivamente sui redditi della badante (non sul suo), richiedendone l’IRPEF non versata e segnalando l’INPS di recuperare i contributi come credito d’imposta. Marco paga nulla, ma l’Agenzia contatta la collaboratrice domestica per farle dichiarare i redditi tassabili (oppure invia un modello REDDITI precompilato con i dati).
- Caso «Cooperativa di manutenzione»: Alfa S.r.l. assume servizi da una cooperativa di multiservizi per il personale. Dopo un accesso della Guardia di Finanza, l’AdE ritiene il contratto fittizio e invia ad Alfa un avviso di accertamento per dedotta IVA e ritenute non operate, basandosi su presunzioni. L’avvocato contesta la notifica (addebito del periodo del contratto sbagliato) e prepara un ricorso illustrando l’autonoma organizzazione e l’assunzione del rischio d’impresa da parte della cooperativa, citando l’art. 29 D.Lgs. 276/2003 e la giurisprudenza (es. Cass. n.20591/2024) che confermano i requisiti per qualificare l’appalto. Viene evidenziato che Alfa pagava all’appaltatore una tariffa per chilogrammo lavorato, documentando che la cooperativa non aveva garanzia di margine fisso. Nel frattempo, su incrocio dati l’INPS scopre di non aver pagato contributi integrativi sulla provvigioni versate: Alfa e la cooperativa concordano di regolarizzare l’omissione spontaneamente (ravvedimento contributivo), usufruendo del ravvedimento operoso nel termine di 120 giorni , pagando i contributi integrativi con sanzione ridotta al tasso legale. Alla fine, la Commissione Tributaria accoglie parte del ricorso (annullando l’IVA contestata) e l’AdE rinuncia alla richiesta di rivalsa contributiva, dato il corretto versamento provvisorio già effettuato.
Conclusioni
L’incrocio dati tra INPS e Agenzia Entrate è uno strumento potente di contrasto all’evasione e alle frodi, ma comporta per il debitore importanti diritti di difesa. In tempi recenti il legislatore ha rafforzato la cooperazione e contemporaneamente introdotto meccanismi di compliance preventiva (ravvedimento, fornitura dati precompilati) per incentivare il corretto adempimento. Chi viene segnalato deve subito consultare un esperto legale, esaminare le carte e reagire entro i termini: sia con contraddittori spontanei che con ricorsi motivati. Una difesa ben documentata può limitare le pretese dell’Amministrazione, evitare inutili sanzioni e, in ultima istanza, portare all’annullamento degli atti illegittimi.
Fonti normative e giurisprudenziali
- D.Lgs. 14.9.1997, n. 462, coordinamento fra accertamenti fiscali e contributivi .
- D.Lgs. 26.3.2001, n. 151 (art. 29 D.Lgs. 276/2003 – criteri contratti di appalto vs somministrazione cfr. Cass. 20591/2024).
- Legge 27.7.2000, n. 212, Statuto del contribuente (artt. 10-quater e 10-quinquies – nuova autotutela 2024) .
- D.Lgs. 31.12.1992, n. 546 (Codice del Processo Tributario) – art. 19, 21 (impugnazioni tributarie) .
- DPR 29.9.1973, n. 602 – notifiche tributi e ritenute (art. 23 lavoro nero; art. 60 notifiche).
- L. 30.12.2021, n. 234 (Legge di Bilancio 2022) – modifiche rinvio contenzioso e obblighi CPT.
- Legge 30.12.2022, n. 130 – riforma fiscale (D.Lgs. 156/2022 e 218/2023 sul processo tributario e su delitti fiscali).
- Legge 29.12.2023, n. 244 (Legge di Bilancio 2024) – cooperazione fisco-Previdenza e misure lavoro .
- Circolare INPS 22.11.2021, n. 174 – restituzione somme indebitamente percepite (DL 34/2020 art.150) .
- Decreto Legge 25.5.2021, n. 73 (Sostegni-bis) e L. 106/2021.
- Corte di Cassazione: ordinanza n. 20591/2024 (criteri per distinguere appalto genuino da somministrazione illecita), Cass. 32289/2022 e 16302/2022.
- Corte dei Conti – Relazione Inps 2020: operazione Poseidone (incrocio banche dati INPS–AdE) .
- Provvedimenti INPS (aggiornamento riforme contributive): portale INPS – “Sanzioni per inadempimento contributivo” (ultimo agg. 31.10.2025) .
Hai ricevuto un accertamento nato dall’incrocio dei dati tra INPS e Agenzia delle Entrate? Fatti Aiutare da Studio Monardo
Hai ricevuto un accertamento nato dall’incrocio dei dati tra INPS e Agenzia delle Entrate?
Ti contestano incongruenze tra redditi, contributi, compensi, buste paga o flussi finanziari, con richieste di imposte e contributi, sanzioni e interessi?
Temi che un controllo automatico, basato su dati parziali o mal letti, venga trasformato in evasione o irregolarità contributiva, colpendo reddito e patrimonio?
Devi saperlo subito:
👉 l’incrocio dati non è una prova,
👉 i sistemi automatici commettono errori frequenti,
👉 moltissimi accertamenti INPS–Agenzia sono imprecisi, sproporzionati e ribaltabili se difesi correttamente.
Questa guida ti spiega:
- come funzionano gli incroci dati INPS–Agenzia,
- quali errori commettono più spesso gli enti,
- cosa rischi realmente,
- come tutelarti in modo tecnico ed efficace con l’avvocato.
Cos’è l’Accertamento da Incrocio Dati INPS–Agenzia
È un accertamento che nasce da:
- confronto tra dichiarazioni fiscali e denunce contributive,
- incrocio tra redditi dichiarati e contributi versati,
- analisi di compensi, buste paga, collaborazioni,
- utilizzo di banche dati e algoritmi.
In pratica:
- se i numeri non coincidono, scatta l’allerta,
- l’allerta non distingue automaticamente errore da illecito.
👉 Il controllo è informatico, non valutativo.
Perché INPS e Agenzia Incrociano i Dati
L’incrocio viene usato perché:
- aumenta la capacità di controllo,
- individua scostamenti in modo rapido,
- consente accertamenti massivi,
- riduce i tempi istruttori.
Il ragionamento tipico (spesso scorretto) è questo:
👉 “Se i dati non tornano, c’è evasione o irregolarità.”
Ma attenzione:
➡️ lo scostamento non è prova,
➡️ i dati vanno contestualizzati e ricostruiti.
Le Incongruenze Più Spesso Contestate
Negli accertamenti da incrocio dati vengono contestati spesso:
- redditi dichiarati non coerenti con contributi,
- compensi dichiarati senza contributi corrispondenti,
- contributi versati su basi ritenute errate,
- differenze tra CU, 770 e dichiarazioni,
- collaborazioni riqualificate come lavoro subordinato,
- soci ritenuti lavoratori di fatto,
- incongruenze tra flussi bancari e buste paga.
👉 Molte contestazioni nascono da letture parziali dei dati.
Gli Errori Più Frequenti di INPS e Agenzia delle Entrate
Molti accertamenti presentano errori gravi, tra cui:
- confondere reddito fiscale e base contributiva,
- ignorare esclusioni o agevolazioni,
- non considerare periodi diversi di competenza,
- duplicare importi già tassati o contributi già versati,
- applicare presunzioni automatiche,
- utilizzare dati incompleti o non aggiornati,
- violare il contraddittorio preventivo.
👉 Errori che rendono l’accertamento contestabile e spesso annullabile.
Incrocio Dati ≠ Prova di Irregolarità
Un principio cardine della difesa è questo:
👉 l’ente deve dimostrare che:
- l’incongruenza è reale,
- non dipende da errori formali o temporali,
- genera un debito effettivo,
- non esistono giustificazioni lecite.
Non basta dimostrare:
- che i dati non coincidono,
- che c’è uno scostamento,
- che il sistema segnala un’anomalia.
👉 Il dato grezzo non è base per sanzionare.
Quando l’Accertamento da Incrocio Dati è ILLEGITTIMO
L’accertamento è ribaltabile se:
- l’incongruenza è solo apparente,
- i dati si riferiscono a periodi diversi,
- esistono esclusioni contributive,
- i redditi sono già stati tassati,
- i contributi sono già stati versati,
- le presunzioni non sono gravi, precise e concordanti,
- il contraddittorio è assente o viziato.
👉 L’automatismo non sostituisce l’istruttoria.
I Rischi se Non Ti Difendi Subito
Un accertamento non contestato può portare a:
- recuperi di imposte e contributi,
- sanzioni molto elevate,
- interessi pesanti,
- iscrizioni a ruolo rapide,
- pignoramenti di conti e beni,
- estensione delle contestazioni ad altri anni,
- gravi danni patrimoniali.
👉 Negli incroci dati l’errore si moltiplica rapidamente.
Come Tutelarsi con l’Avvocato: Strategia Tecnica Efficace
1. Analizzare i dati incrociati
È fondamentale verificare:
- origine dei dati,
- periodo di riferimento,
- criteri di confronto,
- eventuali duplicazioni.
2. Ricostruire la posizione reale
La difesa efficace dimostra:
- corrette basi imponibili,
- corretta competenza temporale,
- esclusioni legittime,
- contributi già versati.
📄 Prove tipiche:
- dichiarazioni fiscali,
- CU e 770,
- buste paga,
- F24,
- estratti contributivi.
3. Contestare la riqualificazione automatica
È fondamentale dimostrare che:
- non esiste lavoro subordinato occulto,
- il rapporto è correttamente qualificato,
- l’ente ha forzato la lettura dei dati.
👉 Senza riqualificazione corretta, l’accertamento non regge.
4. Gestire correttamente il contraddittorio
Il contraddittorio serve per:
- chiarire subito le incongruenze,
- evitare l’emissione dell’atto,
- ridurre o annullare la pretesa.
5. Impugnare l’accertamento
Se l’atto viene emesso puoi:
- presentare ricorso nei termini,
- chiedere la sospensione,
- bloccare iscrizioni a ruolo e pignoramenti.
Difesa a Medio e Lungo Termine
6. Proteggere reddito e patrimonio
La difesa serve a:
- evitare esborsi indebiti,
- ridurre l’esposizione complessiva,
- tutelare azienda e persona.
7. Prevenire futuri incroci errati
È utile:
- allineare correttamente dati fiscali e contributivi,
- verificare periodicamente le posizioni,
- conservare la documentazione,
- evitare incongruenze formali.
👉 La prevenzione è parte integrante della difesa.
Le Specializzazioni dell’Avv. Giuseppe Monardo
La difesa negli accertamenti da incrocio dati INPS–Agenzia richiede competenza tributaria e previdenziale avanzata, oltre a capacità di lettura critica dei sistemi informatici.
L’Avv. Giuseppe Monardo è:
- Avvocato Cassazionista
- Coordinatore nazionale di avvocati e commercialisti esperti in diritto tributario e previdenziale
- Gestore della Crisi da Sovraindebitamento – Ministero della Giustizia
- Professionista fiduciario di un OCC
- Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa
Come Può Aiutarti Concretamente
- analisi immediata dell’accertamento da incrocio dati,
- ricostruzione completa della posizione fiscale e contributiva,
- contestazione delle presunzioni automatiche,
- gestione del contraddittorio con INPS e Agenzia delle Entrate,
- sospensione immediata degli effetti,
- ricorso per annullamento totale o parziale,
- tutela del reddito e del patrimonio.
Conclusione
Un accertamento basato sull’incrocio dei dati INPS–Agenzia non è automaticamente corretto.
Il Fisco deve dimostrare l’irregolarità reale, non limitarsi a segnalazioni automatiche.
Con una difesa tecnica, tempestiva e ben strutturata puoi:
- chiarire le incongruenze,
- annullare o ridurre l’accertamento,
- evitare sanzioni e pignoramenti,
- proteggere reddito e patrimonio.
👉 Agisci subito: negli accertamenti da incrocio dati, la lettura corretta delle informazioni è decisiva.
📞 Contatta l’Avv. Giuseppe Monardo per una consulenza riservata.
Difendersi da un accertamento da incrocio dati INPS–Agenzia è possibile, se lo fai nel modo giusto.